Perdere fa sempre male. Farlo all’esordio in campionato, dopo una prestazione nella quale si è dimostrato di potersela giocare alla pari contro una delle grandi favorite per la promozione, fa ancora più male. Ma se c’è una sconfitta dalla quale la Juve Stabia può ripartire con fiducia, è proprio quella maturata questa sera al “Renzo Barbera”.
Il Palermo vince di misura, 1-0, ma le Vespe di Pietro De Giorgio escono dalla Sicilia con la consapevolezza di aver giocato una partita vera, coraggiosa, senza alcun timore reverenziale nei confronti della cosiddetta corazzata rosanero.
Era esattamente ciò che aveva chiesto il tecnico alla vigilia: niente paura, niente timidezza, niente atteggiamenti rinunciatari. E la Juve Stabia ha risposto presente.
Peccato soltanto per quel maledetto avvio di gara.
Tabellino
PALERMO (4-2-3-1): Fortin; Cassandro (72’ Peda), Bani, Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia (64’ Estevez); Vavassori (64’ Strefezza), Hernani, Johnsen (85 ’Gyasi); Pohjanpalo (85 Le Douaron).
A disposizione: Nespola, Balaguss, Gomes, Bozzolan, Barba, Magnani.
Allenatore: Inzaghi.
JUVE STABIA (4-3-3): Boer; Ricciardi, Bettella, Bellich, Scuderi (67’Douglas); Pierobon, Buglio (75’Artioli), Battistella (67’Karic); Patanè (85’ Sandrucci), Candellone, Piscopo (75’ Fernandes).
A disposizione: Vukovic, Baldi, Perin, Pietrangeli, Caccavo, Maistro, Maggioni.
Allenatore: De Giorgio.
Arbitro: Giuseppe Collu (Cagliari).
Primo assistente: Alex Cavallina (Parma).
Secondo assistente: Mattia Regattieri (Finale Emilia).
Quarto ufficiale: Ferdinando Emanuele Toro (Catania).
VAR: Francesco Cosso (Reggio Calabria).
AVAR: Matteo Gariglio (Pinerolo).
Reti: 4’ Johnsen.
Angoli: 6 – 6
Ammoniti: 45’+2 Cassandro, 46’ Segre, 62’ Augello, 88’ Gyasi, 90’ Sandrucci.
Espulsi: –
Recupero: 2 min p.t – 6 min s.t.
Spettatori: 32.106 (17.004 abbonati, 15.102 biglietti venduti).
Pronti, via e Johnsen punisce le Vespe
La partita si mette subito in salita per la Juve Stabia. Un errore della retroguardia, al minuto n.4, permette a Johnsen di infilarsi e sorprendere Pietro Boer, apparso nell’occasione non propriamente impeccabile.
Un episodio che consente al Palermo di trovare immediatamente il vantaggio e che, con il senno di poi, finirà per decidere una partita nella quale le Vespe avrebbero meritato ben altro.
Boer, però, dimostra immediatamente di avere carattere e soprattutto qualità. Il portiere gialloblù non si lascia condizionare dall’errore e nel prosieguo della gara si rende protagonista di almeno tre interventi di assoluto livello, mantenendo in partita la Juve Stabia e dimostrando di essere un estremo difensore di valore.
È proprio questa la reazione che serve a una squadra: sbagliare, incassare il colpo e continuare a giocare.
La Juve Stabia prende in mano la partita
La sorpresa della serata è proprio questa. Dopo il gol del Palermo, ci si sarebbe potuti aspettare una Juve Stabia intimorita, schiacciata dalla qualità dell’avversario e dal peso di un “Barbera” gremito.
È accaduto esattamente il contrario.
Le Vespe hanno iniziato a prendere campo, a palleggiare, a cercare gli spazi e a mettere in difficoltà il Palermo. Alla fine della partita, i numeri raccontano di una Juve Stabia capace di chiudere con un possesso palla superiore a quello dei rosanero e con un numero di conclusioni verso la porta soltanto leggermente inferiore a quello della formazione di Inzaghi.
Numeri che, soprattutto se rapportati al valore e alle ambizioni delle due squadre, raccontano una partita ben diversa da quella che potrebbe suggerire il semplice risultato finale.
La Juve Stabia non è andata a Palermo per difendersi. È andata per giocare.
De Giorgio chiedeva coraggio: le Vespe hanno risposto
Alla vigilia, Pietro De Giorgio aveva indicato chiaramente la strada da seguire. Dopo la timidezza mostrata nel primo tempo di Frosinone in Coppa Italia, il tecnico aveva chiesto un passo in avanti sul piano della personalità.
La risposta arrivata dal “Barbera” è stata netta.
La Juve Stabia ha dimostrato ancora una volta di essere un gruppo vero, capace di restare dentro la partita anche dopo essere andato immediatamente sotto nel punteggio. Nessuna paura davanti a un Palermo costruito per vincere il campionato, nessun atteggiamento rinunciatario.
Anzi, per larghi tratti sono state proprio le Vespe a fare la partita.
E questo è probabilmente l’aspetto più importante che De Giorgio porterà con sé al termine della serata.
Bellich monumentale, Pierobon corre per tre
Tra le note più positive della serata c’è sicuramente Marco Bellich.
Il difensore ha messo al servizio della squadra tutta la propria esperienza, giocando una partita di grande personalità e dimostrando ancora una volta di rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il reparto e per l’intero gruppo.
Ma se c’è un calciatore che questa sera ha incarnato alla perfezione lo spirito della Juve Stabia, quello è Christian Pierobon.
Monumentale.
Il centrocampista gialloblù ha corso praticamente per tre, battagliando su ogni pallone e non tirandosi mai indietro. Una prestazione di quantità, qualità e sacrificio che ha costretto più volte gli avversari a ricorrere alle maniere forti per fermarlo.
Pierobon ha subito una quantità impressionante di falli e proprio alcuni di questi interventi hanno costretto gli uomini di Inzaghi a finire sul taccuino dell’arbitro.
Una prestazione da leader, di quelle che fanno capire quanto possa essere importante un calciatore all’interno di una squadra.
Artioli e Karic, segnali importanti dai nuovi arrivati
Altra nota decisamente positiva è arrivata dai nuovi innesti.
Federico Artioli ha mostrato personalità e capacità di inserirsi nella manovra, mentre Nermin Karic ha messo in mostra quelle caratteristiche che avevano convinto la società a puntare su di lui.
Ed è proprio dai piedi di Karic che nasce una delle occasioni più grandi della partita per la Juve Stabia.
Il centrocampista serve un pallone preciso per Nicola Patanè, che si presenta alla conclusione. Il tiro, però, si infrange sul palo, facendo esplodere in un attimo tutta la disperazione dei tifosi gialloblù.
Sarebbe stato il gol del pareggio e probabilmente avrebbe dato alla partita un finale completamente diverso.
Il palo, questa volta, ha detto di no.
Una sconfitta che non deve cancellare quanto di buono visto
Il calcio, però, non fa sconti. Al termine dei novanta minuti il risultato dice Palermo 1, Juve Stabia 0.
E una sconfitta resta una sconfitta.
Ma sarebbe un errore fermarsi soltanto al risultato. Perché la Juve Stabia vista questa sera ha mostrato ampi margini di miglioramento.
La rosa è ancora in costruzione. Alcuni calciatori sono arrivati da pochissimo e hanno avuto appena pochi giorni per lavorare con i nuovi compagni. Altri devono ancora raggiungere la migliore condizione. E soprattutto ci sarà bisogno di tempo per assimilare definitivamente i concetti tattici di De Giorgio.
Il tempo, nelle prossime settimane, potrà diventare un alleato prezioso.
Il mercato può regalare altre soluzioni
A tutto questo si aggiunge un mercato che non sembra ancora terminato.
La Juve Stabia è infatti attesa dall’arrivo di almeno un attaccante e un esterno offensivo, due innesti che potrebbero aumentare ulteriormente la qualità e le alternative a disposizione di De Giorgio.
La sensazione, dunque, è che la squadra vista questa sera al “Barbera” non sia ancora quella definitiva.
E se una Juve Stabia ancora in fase di assemblaggio è riuscita a giocare alla pari, per larghi tratti, contro una delle squadre più forti del campionato, allora è lecito guardare al futuro con un pizzico di ottimismo.
Tifosi, siate fieri di questa Juve Stabia
La delusione per la sconfitta è inevitabile. I tifosi gialloblù avrebbero voluto iniziare il campionato con un risultato positivo e tornare da Palermo con almeno un punto.
Non è successo.
Ma questa sera, più che arrabbiarsi per il risultato, bisogna essere fieri dell’atteggiamento mostrato dalla propria squadra.
La Juve Stabia ha perso, ma non si è mai arresa. Ha commesso un errore e lo ha pagato carissimo, ma non si è disunita. Ha affrontato il Palermo senza paura, ha giocato, ha costruito, ha sofferto quando necessario e ha avuto anche le proprie occasioni per rimettere in piedi la partita.
È mancato soltanto il gol.
E forse, guardando avanti, è proprio questo il dato dal quale ripartire: la Juve Stabia c’è.
Al “Barbera” ha perso una partita, ma ha conquistato qualcosa che vale quasi quanto un risultato: la certezza di poter affrontare questo campionato con personalità, organizzazione e spirito di gruppo.
Adesso toccherà al lavoro di De Giorgio, al mercato e al tempo trasformare queste buone sensazioni in punti. Perché questa Juve Stabia ha ancora tanto da dire.