In una Pasquetta dalle tinte fosche per i colori gialloblù, c’è una luce che continua a brillare con una costanza disarmante: quella di Lorenzo Carissoni. Il terzino della Juve Stabia si è confermato, ancora una volta, il fattore aggiunto nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, trovando una via della rete che ormai sembra essere diventata una piacevole consuetudine. Tuttavia, la sua prodezza balistica questa volta non è bastata a evitare il naufragio contro il Venezia, lasciando in dote un retrogusto amaro a una prestazione individuale, per l’ennesima volta, di altissimo livello.
Una certezza tattica
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Non è più una sorpresa, ma una splendida certezza: Carissoni possiede un feeling con la porta avversaria che pochi difensori in questa categoria possono vantare. Il suo inserimento al “Penzo”, puntuale e “cattivo”, ha trafitto la difesa lagunare regalando per un momento l’illusione di un pomeriggio da Oscar.
Il segreto del classe ’97 risiede nella capacità di leggere lo spazio prima degli altri: Carissoni si trasforma in una punta aggiunta non appena l’azione si sviluppa sulla fascia opposta, piombando sul secondo palo con una fame agonistica fuori dal comune. Davanti al portiere non ha tremato, confermando che il suo “vizietto” è frutto di un lavoro tecnico maniacale e non del semplice caso.
Più di un difensore
Per il tecnico delle Vespe, Carissoni rappresenta molto più di un semplice interprete della corsia laterale. In un sistema di gioco che richiede spinta costante e sovrapposizioni continue, il terzino è diventato una soluzione offensiva primaria, un’arma tattica che costringe gli avversari a raddoppi di marcatura solitamente riservati ai trequartisti.
Carissoni legge il calcio in avanti. È l’uomo che rompe gli equilibri quando le linee avversarie sembrano insuperabili.
Il “dettaglio” di una sconfitta
Segnare in uno stadio storico come il “Penzo” ha sempre un sapore speciale, ma farlo senza portare punti a casa è una ferita aperta. La Juve Stabia ha pagato a caro prezzo le fiammate del Venezia e una giornata difficile nel reparto arretrato, rendendo il gol del suo terzino un semplice dettaglio statistico nella cronaca di una sconfitta.
Resta però un dato di fatto incontrovertibile: le Vespe hanno trovato un difensore-goleador capace di scardinare le partite più bloccate. Il messaggio per il prosieguo della stagione è chiaro: se Abate riuscirà a blindare la difesa con la stessa efficacia con cui Carissoni attacca la profondità, la strada verso i playoff potrebbe essere in discesa.





