Oltre al danno, anche la beffa. A tre giorni da Virtus Entella-Juve Stabia, terminata sull’1-1 allo stadio Sannazzari di Chiavari, arriva un’altra doccia fredda per le Vespe. Il comunicato del Giudice Sportivo trasforma ulteriormente in amarezza una giornata già segnata da polemiche arbitrali, recriminazioni e da un finale che ha lasciato increduli i tesserati e i sostenitori gialloblù, come quelli biancocelesti di casa.
Al centro delle contestazioni resta l’episodio che avrebbe potuto cambiare il destino della partita: l’intervento di Felippe su Kumi, lanciato verso la porta avversaria e in procinto di realizzare la rete del possibile raddoppio stabiese. Il calciatore della Virtus Entella, in posizione di ultimo uomo, ha trattenutoil centrocampista gialloblù, impedendogli di proseguire l’azione. Una situazione che, nella lettura della panchina stabiese, avrebbe dovuto portare all’assegnazione del calcio di rigore e all’espulsione del difensore ligure.
Il direttore di gara Drigo ha invece giudicato l’episodio come una simulazione di Kumi, sanzionando il calciatore stabiese con un cartellino giallo. Una decisione che ha alimentato immediatamente le proteste della squadra campana e che, a distanza di giorni, continua a rappresentare uno dei principali motivi di contestazione per quanto accaduto a Chiavari.
Kumi sanzionato, Stefanelli fermato per due giornate
Le decisioni del Giudice Sportivo, avvocato Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e con la partecipazione del rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, sono state adottate nel corso della riunione del 13 ottobre 2026.
Per la Juve Stabia arrivano due provvedimenti che pesano, soprattutto per il loro legame con gli episodi maturati durante e al termine della gara.
Justin Kumi è stato sanzionato con un’ammonizione e un’ammenda di 1.500 euro, con la dicitura relativa alla prima sanzione. La motivazione riportata nel comunicato ufficiale è la seguente: «Avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria».
Una decisione che, inevitabilmente, riaccende la discussione sull’episodio incriminato.
Non meno pesante il provvedimento nei confronti del direttore sportivo Stefano Stefanelli, espulso al termine della partita e ora fermato per due giornate effettive di gara.
Il Giudice Sportivo ha motivato la squalifica contestando al dirigente di aver protestato «con fare intimidatorio» nei confronti dell’operato arbitrale, rivolgendo al direttore di gara un’espressione irriguardosa. L’infrazione, precisa il comunicato, è stata rilevata dal quarto ufficiale che per l’occasione era Calzavara.
Il ruolo del quarto ufficiale e le proteste nel finale
Proprio la gestione della panchina stabiese da parte del quarto ufficiale Calzavara rappresenta un ulteriore elemento di tensione nel racconto della trasferta ligure.
Secondo la nostra personale testimonianza, il quarto ufficiale avrebbe mantenuto per gran parte della gara, diciamo il 90%, un atteggiamento ritenuto provocatorio e intimidatorio nei confronti della panchina della Juve Stabia, soffermandosi costantemente davanti all’area tecnica campana e intervenendo ripetutamente nei confronti dei suoi componenti. Già nel primo tempo, quando la partita era in una fase di poca tensione, avrebbe minacciato di richiamare Drigo per chiedere l’espulsione di qualcuno dalla panchina stabiese.
La tensione è poi esplosa al termine dell’incontro, quando Stefanelli, insieme agli altri componenti dello staff stabiese, ha manifestato la propria incredulità per la mancata concessione del rigore e per l’assenza di un provvedimento disciplinare nei confronti di Felippe.
La rabbia della dirigenza gialloblù è comprensibile alla luce del peso specifico dell’episodio: sul possibile 2-0 per la Juve Stabia, infatti, la partita avrebbe potuto assumere una direzione completamente diversa. Invece, con il gol del raddoppio non convalidato e il rigore non assegnato, le Vespe si sono ritrovate a difendere un vantaggio minimo, poi svanito nel finale con la rete del pareggio della Virtus Entella.
Le proteste di Stefanelli hanno avuto conseguenze disciplinari concrete, mentre l’episodio di campo continua a lasciare interrogativi nell’ambiente stabiese.
Una beffa che si aggiunge alla beffa
Il risultato maturato a Chiavari aveva già lasciato alla Juve Stabia la sensazione di aver perso due punti dopo una prestazione nella quale la squadra aveva accarezzato la possibilità di conquistare l’intera posta in palio. Il gol subito in pieno recupero aveva trasformato una vittoria ormai vicina in un pareggio amaro, alimentando il rammarico per le occasioni e per le decisioni arbitrali contestate.
Ora, a distanza di tre giorni, il verdetto del Giudice Sportivo aggiunge un ulteriore capitolo alla vicenda di amarezza, con la sensazione di un accanimento nei confronti della Juve Stabia.
Per le Vespe, dunque, il conto della trasferta ligure si fa ancora più salato. Al pareggio maturato sul campo si sommano le sanzioni disciplinari post partita, in una vicenda che continua a dividere e a far discutere.
In casa gialloblù resta l’amarezza per una decisione arbitrale ritenuta determinante e per le conseguenze che ne sono scaturite. Una trasferta che rischia di essere ricordata non soltanto per i punti lasciati per strada, ma anche per una coda polemica che, con i provvedimenti del Giudice Sportivo, si è fatta ancora più pesante. In una parola: oltre al danno, anche la beffa.