Agosto ha chiesto tanto alla Juve Stabia. Un mese intenso, vissuto quasi interamente con la valigia pronta e senza poter contare sul calore del proprio pubblico. Un avvio di stagione itinerante che ha costretto le Vespe a macinare chilometri, affrontando avversari e difficoltà lontano da Castellammare e dal conforto del Romeo Menti.
La prima parte della stagione ha dunque rappresentato una sorta di esodo estivo gialloblù, utile anche per mettere alla prova la tenuta fisica e mentale del gruppo guidato da Pietro De Giorgio. Trasferte, temperature elevate, impegni ravvicinati e una squadra profondamente rinnovata hanno richiesto un dispendio importante di energie.
Ora, però, il calendario concede un piccolo respiro. Settembre, complice anche la pausa per le Nazionali, presenta un programma decisamente meno congestionato rispetto alle settimane precedenti. Poche partite, ma tutte da affrontare con la massima attenzione, perché in una fase così delicata ogni appuntamento può assumere un peso specifico maggiore.
E in questo scenario Vicenza rappresenta l’unica trasferta della Juve Stabia nel mese di settembre. Una circostanza tutt’altro che banale, soprattutto considerando il percorso affrontato dalle Vespe nelle settimane precedenti. Il viaggio al Romeo Menti veneto diventa così una sorta di spartiacque: l’ultimo grande appuntamento lontano da casa prima di poter ricaricare completamente le batterie e preparare il prosieguo del campionato.
La sfida contro il Vicenza arriva inoltre dopo il brusco stop interno contro il Pisa. Lo 0-3 subito al Menti di Castellammare ha lasciato inevitabilmente qualche interrogativo, ma non può cancellare quanto di buono la squadra aveva mostrato nelle precedenti uscite, a cominciare dalla vittoria conquistata a Marassi contro la Sampdoria.
Proprio per questo la trasferta veneta assume un significato particolare. De Giorgio e i suoi ragazzi sono chiamati a reagire, a ritrovare compattezza e intensità e soprattutto a dimostrare che il passo falso contro il Pisa rappresenta soltanto un incidente di percorso.
Dopo Vicenza ci sarà ancora il confronto con il Cesena, che chiuderà il mese di settembre, prima di una nuova e lunga pausa per gli impegni delle Nazionali. Un calendario che concede quindi alla Juve Stabia il tempo necessario per lavorare, recuperare gli eventuali acciacchi e consolidare quei meccanismi che una rosa rinnovata ha inevitabilmente bisogno di assimilare.
Ma prima bisogna pensare al Romeo Menti di Vicenza.
Per le Vespe sarà un test importante non soltanto sul piano tecnico, ma soprattutto sotto il profilo caratteriale. Tornare dalla trasferta veneta con un risultato positivo avrebbe un valore doppio: significherebbe muovere la classifica e, contemporaneamente, chiudere nel migliore dei modi questa prima fase itinerante della stagione.
La Juve Stabia dovrà mettere in campo attenzione, personalità e quella fame che ha già mostrato a sprazzi. Perché quando le partite sono poche, ogni punto pesa, ogni duello può diventare decisivo e ogni dettaglio può spostare l’equilibrio.
Vicenza, dunque, non è una semplice tappa del calendario. È un altro esame per le Vespe, l’occasione per dare una risposta dopo la delusione del Pisa e per dimostrare che questa squadra ha tutte le qualità per essere protagonista.
Le valigie, stavolta, possono essere quasi pronte per l’ultimo viaggio di settembre. Ma l’obiettivo è chiaro: tornare a Castellammare con qualcosa di importante in più nel bagaglio.