Ci sono partite che valgono tre punti e altre che, per storia, momento e significato, finiscono per pesare molto di più. Per la Juve Stabia, la sfida contro la Virtus Entella appartiene da tempo a questa seconda categoria. Un incrocio che negli ultimi anni ha spesso lasciato il segno sulla stagione delle Vespe, trasformandosi quasi in un appuntamento con il destino.
Che si giochi al “Romeo Menti” o al Comunale di Chiavari, l’Entella ha più volte assunto il ruolo di severo giudice dei gialloblù, comparendo sulla strada della Juve Stabia proprio quando c’era qualcosa di importante da conquistare o, al contrario, qualcosa da evitare.
Dal 2-2 del Menti alla retrocessione
Il capitolo più doloroso di questa storia affonda le radici nell’epoca di Fabio Caserta. Il primo incrocio particolarmente significativo si consumò al Menti con un pirotecnico 2-2 che, nonostante lo spettacolo offerto sul terreno di gioco, finì per complicare i piani della Juve Stabia nella corsa alla Supercoppa di Serie C, trofeo che sarebbe poi finito nella bacheca del Pordenone.
Ma il vero boccone amaro arrivò nella stagione successiva, quella del ritorno in Serie B. La Juve Stabia si trovò nuovamente di fronte l’Entella e il bilancio dei due confronti fu impietoso: appena un punto conquistato sui sei disponibili.
All’andata, a Chiavari, arrivò un pesante 2-0 che mise in evidenza le difficoltà difensive delle Vespe e una fragilità lontano da casa che avrebbe accompagnato buona parte di quella stagione.
Al ritorno, invece, il contesto fu surreale. Il calcio aveva già dovuto fare i conti con la pandemia da Covid-19 e il Menti era completamente vuoto. Quell’1-1 sembrò quasi un’anticipazione di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco: la Juve Stabia avrebbe salutato la Serie B, con la retrocessione diventata matematica a poche giornate dal termine.
L’Entella, ancora una volta, era stata lì. Nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Poi Abate ha cambiato la storia
I fantasmi, però, sono fatti per essere scacciati. E la scorsa stagione la Juve Stabia ci è riuscita.
Con Ignazio Abate in panchina, le Vespe hanno ribaltato completamente il trend, conquistando quattro punti sui sei disponibili contro i liguri. Un piccolo tassello di una stagione straordinaria, quella che ha visto la formazione gialloblù chiudere al settimo posto e conquistare per il secondo anno consecutivo l’accesso ai playoff.
Una cavalcata che ha portato la Juve Stabia a un passo dal sogno Serie A, fermata soltanto in semifinale dal Monza dopo aver già superato il Modena nel turno preliminare.
E proprio pensando a quella stagione, quei quattro punti assumono un valore ancora maggiore. Perché l’Entella non è stata più il giudice implacabile del passato: questa volta la Juve Stabia ha saputo ribaltare il verdetto.
Adesso tocca a De Giorgio
Ora la storia ricomincia. Cambiano gli uomini, cambia l’allenatore, cambiano gli obiettivi, ma il nome dell’avversario è ancora lo stesso.
La Juve Stabia arriva a Chiavari dopo una lunga sosta, quattro punti di penalizzazione che pesano sulla classifica e la necessità di capire immediatamente quanto il lavoro svolto nelle settimane senza campionato abbia prodotto effetti concreti.
I test contro Quarto, Palmese e soprattutto Lazio hanno rappresentato tappe di avvicinamento, ma adesso non ci sono più amichevoli o prove generali. A Chiavari torneranno in palio i tre punti e ogni errore avrà un peso diverso.
Sarà anche la prima vera risposta del campionato alla nuova Juve Stabia di Pietro De Giorgio dopo la pausa. Una squadra chiamata a dimostrare di aver trasformato il lavoro atletico e tattico delle ultime settimane in concretezza.
E allora l’Entella torna nuovamente sulla strada delle Vespe.
Non sarà una partita decisiva, perché siamo ancora a ottobre e il campionato è lunghissimo. Ma potrebbe essere uno spartiacque, quello sì. Per capire se la Juve Stabia può finalmente lasciarsi alle spalle il peso dei fantasmi del passato e cominciare a costruire una nuova storia.
A Chiavari, ancora una volta, il campo emetterà il suo verdetto e stavolta le Vespe vogliono essere dalla parte giusta della sentenza.