Se serviva una prova di carattere per certificare le ambizioni della Juve Stabia in questa Serie BKT 2025-2026, la risposta è arrivata forte e chiara dal terreno della “Computer Gross Arena”. Sotto di un gol per la rete di Lovato, le Vespe hanno ribaltato l’Empoli grazie a un secondo tempo magistrale firmato Giuseppe Leone.
Entrato nella ripresa, il numero 55 ha cambiato il volto del match: prima ha siglato il pareggio sfruttando l’assist di Cacciamani, poi ha servito a Carissoni il pallone del definitivo sorpasso. Una prestazione “monstre” che vale tre punti pesantissimi e che assume contorni quasi eroici considerando le condizioni fisiche del giocatore.
Punti Chiave Articolo
Una serata perfetta (o quasi)
In sala stampa, Leone si presenta con il sorriso di chi sa di aver compiuto un’impresa, nonostante una vigilia complicata. “Sicuramente è una bellissima serata che mi riempie di gioia” – ha confessato il centrocampista – “Anche perché durante questi due giorni non sono stato al meglio, ho avuto un po’ di febbre”.
Nonostante i malanni stagionali, la voglia di incidere è stata più forte: “Sono molto contento, ma lo sono più per la vittoria della squadra. Dopo un primo tempo difficile, entrare e portare a casa i tre punti è una bellissima emozione”.
Obiettivo 46: Umiltà e Sogni
Con la vittoria del Castellani, la Juve Stabia vola a +14 sulla zona play-out. La salvezza sembra ormai una formalità, ma Leone, allineato con il pensiero del mister, tiene i piedi ben piantati a terra, senza però porsi limiti.
“Il nostro obiettivo è quello, guardiamo partita dopo partita” – spiega il regista – “Ti posso solo dire che vogliamo arrivare a 46 punti il prima possibile, a testa bassa e con umiltà. Poi vediamo di sognare”. Un messaggio chiaro alla piazza: prima si chiude la pratica salvezza, poi si può guardare verso l’alto.
La “Vecchia Guardia” e l’amore per la piazza
Leone è ormai un simbolo di questa squadra. Insieme a Candellone, Bellich e Signorini rappresenta lo “zoccolo duro” che sta guidando i nuovi innesti. E sul suo futuro e il legame con la città, ci tiene a chiarire un piccolo lapsus linguistico “Sono stato bene” corretto prontamente durante la conferenza in “Sto bene, sto bene! Il sono stato era per dire guardando indietro al percorso fatto” – ride Leone, rassicurando l’ambiente – “Siamo rimasti in quattro del blocco vecchio. È stato un bellissimo percorso, ma non è il momento di guardare indietro. Posso dire che sto benissimo a Castellammare”.
Il segreto del gruppo e la sfida al Monza
L’influenza è già un ricordo. Con il Monza alle porte, Leone si candida per una maglia da titolare, confermando la sua totale dedizione: “Io sono sempre a disposizione anche con la febbre, non è un problema”.
Ma la vera forza di questa Juve Stabia, secondo il suo metronomo, non è nei singoli, ma nella profondità e nell’unità della rosa: “Penso a Omar Correia, Pierobon, Cristian… Chiunque è a disposizione del gruppo. È questo un po’ il nostro segreto”.
Un segreto che sta trasformando una stagione di assestamento in un campionato di vertice, guidato dall’ambizione di un ragazzo che lavora sui dettagli per fare la differenza. “Ho un’ambizione dentro che mi fa lavorare ogni giorno” – conclude Leone – “Rispetto all’anno scorso c’è più consapevolezza. Stiamo cercando di ripeterci e di limare quei dettagli che fanno la differenza”.
A Empoli, quei dettagli hanno avuto un nome e un cognome: Giuseppe Leone.





