Il derby tra Avellino e Juve Stabia si preannuncia come uno scontro ad alta tensione, con i padroni di casa che cercano stabilità dopo un periodo turbolento. Pietro De Conciliis ha tracciato un quadro lucido di una squadra che, pur avendo interrotto una striscia negativa di tre sconfitte, resta ancora in una fase di “convalescenza” tecnica e psicologica.
L’era Ballardini: pragmatismo e investimenti
L’arrivo di Davide Ballardini sulla panchina biancoverde rappresenta un segnale forte della proprietà. De Conciliis sottolinea come il Presidente D’Agostino non abbia badato a spese, garantendo al tecnico un contratto importante (superiore ai 300.000 euro senza opzioni di rinnovo automatico) per raddrizzare una stagione complicata. Tatticamente, Ballardini sembra orientato verso un 3-5-2 dinamico, con la possibilità di avanzare Cumi (completamente recuperato) a supporto delle punte.
Le ragioni della crisi: uno spogliatoio “rotto”
Secondo il giornalista, il declino dell’Avellino sotto la precedente gestione di Biancolino ha radici profonde:
Fratture interne: Già tra novembre e dicembre, le esclusioni di giocatori come Rigione, Cagnano e Manzi avevano segnalato che qualcosa nel gruppo si era incrinato.
Calo di tensione: Dopo la vittoria contro la Sampdoria a gennaio, la squadra si è sentita “quasi salva” (+8 sui playout), subendo un crollo verticale negli scontri diretti successivi.
Comunicazione fallace: De Conciliis critica la gestione mediatica di Biancolino, definita a tratti presuntuosa e saccente, che ha logorato i rapporti con la stampa e, presumibilmente, con la stessa società dopo le critiche al mercato invernale.
I protagonisti: il caso Tutino e il giovane Reale
Un punto centrale dell’analisi riguarda i singoli:
Gennaro Tutino: Il “caso” più spinoso. Nonostante il talento, l’attaccante vive un blocco mentale preoccupante dopo un 2025 tormentato da tre operazioni alle caviglie. I fischi della piazza e i gol clamorosi sbagliati (come a Reggio Emilia) testimoniano un momento di estrema fragilità.
Reale: Il giovane difensore (classe 2006) gode della fiducia di Ballardini, che lo conosceva dai tempi della Roma. Sebbene strutturato fisicamente, deve ancora smussare alcune incertezze dovute all’inesperienza.
Lorenzo Sgarbi: L’ex della sfida ha già “promesso” il classico gol dell’ex, nonostante finora la sua stagione sia stata tutt’altro che brillante.
Verso il Derby: “8.500 spettatori e classifica corta”
De Conciliis prevede un’atmosfera infuocata al Partenio-Lombardi con circa 8.000-8.500 spettatori. L’Avellino non può permettersi passi falsi: un risultato negativo contro le Vespe, considerando il difficile calendario di marzo (che prevede le sfide contro Venezia e Padova), rischierebbe di far sprofondare i lupi in piena zona playout. La Juve Stabia, dal canto suo, cercherà di sfatare il tabù del Partenio, dove non ha mai vinto sul campo contro i biancoverdi.





