I calici sono stati posati, l’eco dei brindisi di capodanno allo Stadio Romeo Menti si è affievolito ed è tornato il tempo di riallacciare gli scarpini per volare lontano da Castellammare di Stabia. Per la Juve Stabia, le trasferte del 2026 non potevano presentare un biglietto da visita più affascinante e complesso: la prima trasferta dell’anno porta le Vespe sul prestigioso palcoscenico del San Nicola di Bari.
Non è solo una partita, è un esame di maturità. Una trasferta che profuma di calcio vero, ma che rappresenta soprattutto il primo vero banco di prova per misurare la temperatura delle ambizioni gialloblù in questo nuovo ciclo solare.
L’eredità del 2025: un anno indimenticabile
L’anno appena concluso resterà scolpito nella pietra miliare della storia stabiese. Il 2025 è stato l’anno della consacrazione, dei sogni realizzati e di una stabilità ritrovata ai vertici del calcio che conta. Tuttavia, l’analisi tecnica lascia in eredità un dato incontrovertibile: se tra le mura amiche del “Menti” la Juve Stabia si è trasformata spesso in una macchina perfetta, lontano da Castellammare il motore ha talvolta faticato a girare al massimo dei giri.
Il mal di trasferta e i lampi di luce
Il rendimento esterno è il vero tema su cui si gioca il salto di qualità. Guardando allo specchietto retrovisore, il 2025 ha regalato poche, seppur pesantissime, gioie piene lontano da casa: La vittoria di Cesena e il blitz di La Spezia.
Successi arrivati sotto due guide tecniche diverse, prima con Guido Pagliuca e poi con Ignazio Abate, a testimonianza che il DNA combattivo c’è, ma va attivato con più costanza. Iniziare il 2026 a Bari è l’occasione perfetta per dare un segnale di rottura con il passato recente.
Tuttavia, dipingere il rendimento esterno come totalmente negativo sarebbe ingeneroso e analiticamente scorretto. Se è vero che le vittorie sono state rare, è altrettanto vero che le Vespe hanno dimostrato carattere, raccogliendo punti pesanti su campi minati: Cremona, Mantova, Spezia (la scorsa stagione), Chiavari, Brescia, Padova, Catanzaro e Cesena (in questa stagione) sono tappe dove la squadra ha saputo soffrire e strappare risultati utili.
Bari: l’asticella si alza
Ora c’è il Bari. Un avversario tosto, costruito per vincere, spinto da un pubblico che non ha bisogno di presentazioni. Uscire dal “San Nicola” con il bottino pieno sarebbe quel colpo da novanta che infiamma la piazza e riscrive le gerarchie mentali del campionato. Ma, con il realismo che contraddistingue la serie cadetta, tornare a casa con un punto da uno stadio così ostico resterebbe “materia interessante” per la classifica e per il morale.
“Difficile, non impossibile”
Mentre il pullman della squadra si prepara a imboccare l’autostrada in direzione Puglia, a Castellammare il clima è elettrico. C’è un misto di prudenza e adrenalina che pervade i vicoli della città e le bacheche dei social network. I tifosi sanno che la sfida è ardua, ma la fiducia nei propri beniamini è intatta.
Il mantra che accompagna le Vespe in questo viaggio è uno solo: difficile, sì, ma certamente non impossibile. Il 2026 comincia ora: palla al centro e che vinca il migliore.





