1° Settembre: Amalfi celebra il Capodanno Bizantino

Amalfi è pronta a rituffarsi nelle atmosfere Medievali. E lo farà il prossimo 1° settembre con la rivisitazione di una delle sue più importanti pagine di storia a cui è legata l’attribuzione del titolo di Magister di Civiltà Amalfitana.

EVENTI – Amalfi è pronta a rituffarsi nelle atmosfere Medievali. E lo farà il prossimo 1° settembre con la rivisitazione di una delle sue più importanti pagine di storia a cui è legata l’attribuzione del titolo di Magister di Civiltà Amalfitana.
E così l’Antica Repubblica Marinara tornerà ad essere teatro di uno straordinario evento storico che trae spunto dalla grandezza politica delle civitates per offrire un carnet di appuntamenti di alto profilo culturale e spettacolare.

1° Settembre: Amalfi celebra il Capodanno Bizantino

Cartina golfo di Napoli - Golfo di AmalfiL’edizione 2022 è dedicata al Paesaggio Rurale Storico 

Il 31 agosto e il 1° settembre, infatti, Amalfi e la vicina cittadina di Atrani celebreranno una nuova edizione del Capodanno Bizantino.

Ovvero, l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nell’epoca dell’Impero d’Oriente da cui si trae spunto per una due giorni di celebrazioni e festeggiamenti che coinvolgerà cittadini, visitatori e turisti della Costiera in un emozionante viaggio che coniuga la centralità amministrativa e politica dell’Amalfi medievale al protagonismo culturale e turistico della città di oggi.

Il Paesaggio Rurale Storico

La ventiduesima edizione dell’evento sarà dedicata al Paesaggio Rurale Storico. Partendo dal riconoscimento Unesco che negli anni Novanta ha consentito di annoverare la Costiera Amalfitana tra i patrimoni dell’Umanità grazie al

Paesaggio mediterraneo eccezionale con uno scenario di grandissimo valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari e alla sua evoluzione storica”.

Un unicum a livello mondiale quell’opera mirabile ed eroica, fatta non solo di centri storici e case a grappolo, ma di terrazzamenti coltivati a limoneti e vigneti, che Amalfi è pronta a difendere e tutelare essendo, già dal 2018, il primo ed unico territorio della regione Campania iscritto al “Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di interesse storico” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

Un impegno quello per la tutela e la valorizzazione del suo patrimonio rurale che si è concretizzato con l’ingresso, tra soci i fondatori (sono 25 i territori del Comitato Promotore tra cui rientra anche Amalfi),dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, costituita recentemente a Roma.

Ma non è tutto perché l’Antica Repubblica Marinara è stata la prima città del Mezzogiorno d’Italia a candidarsi al programma internazionale GIAHS della FAO per la tutela dei paesaggi e dei sistemi rurali di interesse globale.

Una candidatura tesa alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia del patrimonio agricolo secolare, in nuova visione che integri la società umana e l’ambiente, secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile, che ha tra le sue linee guida sostenibilità, diversità bioculturale, tutela del paesaggio, economia dinamica e qualità della vita.

Elementi ai quali sarà legato a doppio filo anche la nomina del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana che la commissione si appresta ad annunciare dopo aver valutato attentamente il profilo meritevole del prestigioso riconoscimento.

amalfi-capodanno-bizantino-02 (fonte ecampania)Gli eventi in programma

Il 31 agosto alle ore 19.00 presso il Largo Duchi Piccolomini, l’apertura dell’evento è affidata alla tavola rotonda: “Le vie del Vino in Costa d’Amalfi. Coltivazione, produzione e commercio dal Medioevo a oggi” a cura del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

Un tema che apre questa XXII edizione dell’evento dedicata quest’anno al Paesaggio Rurale Storico.

Ed è su questo solco che si inserisce il prestigioso riconoscimento, conferito quest’anno a una signora dell’agroalimentare, che vuole essere un tributo all’intero comparto agricolo e all’azione eroica dei contadini ai quali Amalfi guarda con attenzione essendosi dichiarata pronta a difendere e tutelare questo patrimonio già dal 2018, quando da primo ed unico territorio della regione Campania fu iscritto nel “Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di interesse storico” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

La tavola rotonda coordinata dal direttore del comitato scientifico del Centro di Storia e Cultura Amalfitana Giovanni Camelia entrerà subito nel vivo, con gli interventi di:

  • Domenico Camardo (Il paesaggio agrario e la coltivazione della vite nel territorio settentrionale del Ducato amalfitano),
  • Mario Notomista (Il vino di Gragnano e Lettere dall’età medievale all’età moderna),
  • Giuseppe Gargano (Vino greco, vino de ultramare la viniticoltura medievale nel Ducato di Amalfi)
  • Simone Lucibello (Dal grappolo alla coppa. Visioni artistiche dalla conservazione della vite e della produzione di vino tra la Romanità e il Medioevo).

A seguire (ore 20.30) l’intervista al Magister di Civiltà Amalfitana, Marisa Cuomo, la donna del vino della Costa d’Amalfi, si racconterà alla platea.

Intervistata dal giornalista Mario Amodio, parlerà della rivoluzione enologica in Costa d’Amalfi e della straordinaria opera che ha conferito energia e nuova linfa alla risorsa agricola.

Già, perché Marisa Cuomo, 59 anni compiuti, è a capo di un manipolo di donne e di uomini che concorrono da un lato con il loro lavoro alla realizzazione di autentici gioielli enologici, e dall’altro a rivitalizzare il nobile lavoro nella terra non solo nella piccola Furore.

Sono quelli che Marisa definisce “contadini spericolati” e non per vantarne le doti acrobatiche, ma per evidenziare quanto sudore e fatica profonde chi, tra i giardini pensili della Costiera, coltiva viti e limoni.

Per la XXII edizione del Capodanno Bizantino tornano anche le “Passeggiate bizantine”, itinerari guidati che porteranno alla scoperta degli scorci più caratteristici.

A cura dell’Associazione Guide Turistiche della Costa d’Amalfi i visitatori saranno condotti attraverso tutti quei punti che mostrano come la fusione tra oriente ed occidente vissuta con la Repubblica Marinara siano ancora patrimonio tangibile e visibile della città e delle sue genti.

L’appuntamento è per giovedì 1 settembre alle 10 con partenza da Amalfi.

Il clou della manifestazione è in programma nel pomeriggio dell’1 settembre quando ad Atrani si celebrerà l’investitura del Magister di Civiltà Amalfitana che rievoca l’importante pagina di storia amalfitana.

Il 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, vedeva l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente.

Una prassi in voga dall’839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino ai Borbone.

Ad aprire la rievocazione saranno Sbandieratori e Musici Città Regia che alle 17.45, si esibiranno in Piazza Duomo contestualmente alla partenza del Corteo Storico di Amalfi che si snoderà dalla maestosa scalea per raggiungere la vicina Atrani dove alle 19.00, presso la Chiesa di San Salvatore de’ Birecto è prevista la cerimonia d’investitura del Magister.

Marisa Cuomo raggiungerà poi Amalfi dove alle 20.30, in Piazza Duomo, sarà presentata alla Città ed ai tanti turisti.

L’evento si concluderà, sempre in Piazza Duomo, ore 20.45, con lo spettacolo di fuoco della compagnia “Opera Fiammae”.

La storia

Nato da un’idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente, che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica.

Una prassi in voga dall’839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino ai Borbone.

Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell’incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università.

La prima edizione del Capodanno Bizantino, realizzata per una felice intuizione dell’assessore al turismo dell’epoca Antonio Bottiglieri, si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con un’unica pausa, avvenuta nel 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia.

Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell’assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto” a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Sabino Cassese, dal 2011 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia amalfitana con l’investitura del “Magister di Civiltà Amalfitana”.

amalfi-capodanno-bizantino-03 (fonte ecampania)

Il Magister

Il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana viene assegnato ogni anno a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in un settore della civiltà amalfitana medievale, dall’imprenditoria alla politica, dalla scienza alla marineria, che trovano un punto di fusione nell’invenzione della bussola, dall’arte alla religione, dal diritto alla solidarietà e diplomazia.

Campi in cui la grandezza di Amalfi ha fatto scuola.

Ciascuno di questi campi è dedicato a un personaggio famoso della storia di Amalfi: il premio per l’Imprenditoria è intitolato a Mauro de Comite Maurone, ricco e nobile mercante amalfitano indicato come il fondatore di uno dei primi ospedali a Gerusalemme nella seconda metà dell’anno Mille.

Al cardinale e teologo Pietro Capuano è dedicato quello per la Religione, quindi si ricordano il Duca Mansone I per la Politica, Lorenzo d’Amalfi, distintosi per l’originalità degli studi classici e dell’uso delle fonti, per la Scienza, Giovanni Augustariccio per il Diritto, il traduttore Giovanni d’Amalfi per l’Arte, il fondatore dell’ordine dei Cavalieri Ospitalieri – poi Cavalieri di Malta – fra’ Gerardo Sasso per la Solidarietà e la Diplomazia, e Flavio Gioia per la Marineria.

La Commissione che assegna il titolo è composta dai Sindaci di Amalfi e di Atrani, dagli Assessori alla Cultura di Amalfi e di Atrani, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, dal medievalista Giuseppe Gargano e dallo storico dell’arte Giovanni Camelia, che furono con Bottiglieri gli ideatori del Capodanno Bizantino.

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