Reddito alimentare: cos’è, come percepirlo

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Reddito alimentare: cos’è, come percepirlo

Il reddito alimentare è una misura di sostegno introdotta dal governo per aiutare le famiglie in situazione di povertà assoluta. La misura prevede la distribuzione di pacchi alimentari realizzati con i prodotti invenduti della grande distribuzione alimentare. [2][4]

L’obiettivo del reddito alimentare è quello di ridurre lo spreco di cibo e aiutare le famiglie più fragili. Secondo il deputato democratico Marco Furfaro, il reddito alimentare potrebbe evitare di buttare 230mila tonnellate di cibo invenduto ogni anno. [2][5]

La misura è stata inserita nella legge di Bilancio 2023 grazie a un emendamento del Partito democratico. [3]

Per percepire il reddito alimentare, è necessario essere in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge.
In genere, per accedere al reddito alimentare è necessario essere in possesso di un reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore a una determinata soglia stabilita dalla legge. [1][4]

Per ottenere il reddito alimentare, è necessario presentare la domanda al Comune di residenza. In alcuni casi, potrebbe essere richiesta la presentazione di documenti aggiuntivi, come ad esempio l’attestazione del reddito ISEE. [1][4]

I pacchi potranno essere prenotati mediante un’applicazione smartphone (app online da cellulare) e ritirati presso uno dei centri di distribuzione. I soggetti fragili, i pensionati e i non autosufficienti, invece, riceveranno questo aiuto direttamente a casa. A sostegno dei più poveri, il reddito alimentare si affianca ad un’altra misura prevista per il 2023 con la Manovra, la Carta risparmio spesa di cui vi parliamo in questo approfondimento, e il reddito di cittadinanza, che è una misura di sostegno economico destinata ai cittadini che si trovano in condizioni di povertà o di esclusione

COME FUNZIONA

Ma come funziona esattamente questa misura? Il reddito alimentare diverrà operativo dal 2023 grazie all’ausilio dei soggetti del terzo settore e delle stesse Città metropolitane coinvolte che gestiranno la raccolta e la distribuzione dei beni finanziate dalle risorse statali. Più precisamente, il sistema alla base del reddito alimentare è semplice e può essere riepilogato nei seguenti punti:

  1. il cibo verrà recuperato dai prodotti ancora buoni di qualità ma non venduti dalla grande distruzione di supermercati e ipermercati;
  2. le scorte alimentari invendute saranno usate, poi, per realizzare pacchi alimentari con beni di prima necessità da destinare ai poveri;
  3. i pacchi saranno prenotati mediante un’app dagli aventi diritto o saranno consegnati presso i rispettivi domicili alle categorie fragili, come anziani e persone non autosufficienti.

Per le modalità precise, comunque, bisognerà attendere l’ok alla Legge di Bilancio 2023 e, come anticipato, il relativo decreto attuativo. Non appena sarà pubblicato il provvedimento, che dovrebbe essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, quindi entro la fine di febbraio 2023, noi vi aggiorneremo.

LA SPERIMENTAZIONE PARTE DALLE CITTÀ METROPOLITANE

Il reddito alimentare è stato Istituito dall’articolo 78 bis della Legge di Bilancio 2023 in esame in Palamento e di cui vi parliamo in questo focus.
Da quanto si legge nell’emendamento approvato dal Parlamento, il reddito alimentare costituisce una sperimentazione contro lo spreco e la povertà alimentare che partirà dalle Città metropolitane, con l’intenzione di essere estesa via via anche alle altre realtà territoriali, come i comuni più piccoli, nei prossimi anni.

Le città metropolitane, in base alla riforma degli enti locali prevista dalla Legge 7 Aprile 2014 n.56 (Legge Delrio), hanno sostituito le province di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria e Roma Capitale. Ad esse si aggiungono le città metropolitane istituite con leggi delle Regioni a statuto speciale: Cagliari, Catania, Messina, Palermo e Sassari.

Tuttavia al momento non si sa se verranno coinvolte tutte le città metropolitane. Dopo la pubblicazione della Legge di Bilancio 2023 con un apposito Decreto attuativo verranno definiti i dettagli su cui noi vi aggiorneremo prontamente.

FONTI

[1] “Ecco cos’è, a chi spetta e come funziona la misura anti spreco per i poveri, inserita nella Manovra 2023. … si affianca ad u’naltra …”

[2] “Che cos’è e come funziona. La nuova misura è stata inserita nella legge di Bilancio grazie a un emendamento del Partito democratico. Lobiettivo è ridurre lo spreco di …”

[3] “Stretta sul reddito di cittadinanza, via libera al reddito alimentare. Nella corsa agli emendamenti alla legge di bilancio 2023, la prima del governo Meloni, arriva una grande novità per sostenere le famiglie meno abbienti: il reddito alimentare.Che è stato presentato così su Facebook dal deputato democratico Marco Furfaro: Ce labbiamo fatta! È stato approvato il mio emendamento che …”

[4] “Reddito alimentare, come funziona e a chi spetta. Il Reddito alimentare consisterà nella distribuzione di pacchi realizzati con i prodotti invenduti che provengono dalla distribuzione alimentare.Questi pacchi saranno destinati a chi è in condizione di povertà assoluta e si riuscirà così a evitare – come ricorda Furfaro – di buttare 230mila tonnellate di cibo invenduto.”

[5] “Reddito alimentare, cosè e come funziona. Il reddito alimentare presente nella manovra del governo Meloni introduce ufficialmente una nuova tipologia di sostegno da destinare a chi si trova in povertà assoluta, vale a dire la consegna di pacchi realizzati nelle grandi città con i prodotti invenduti della grande distribuzione alimentare. Obiettivo aiutare i più fragili, le famiglie in …”

L’ESPERTO

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