Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Le origini del pesce d’aprile: da dove e come nasce?

L’uomo e la sua voglia di burlarsi in modo bonario di altri uomini, lo ha indotto a decretare il primo aprile come la giornata ufficiale dello scherzo. Ma dove e come nasce il pesce d’aprile? Le sue origini non sono note, ma ci sono varie ipotesi. Quella più accreditata riguarda il cambiamento avvenuto dopo l’assunzione del calendario gregoriano nel 1582. Prima di questa data, infatti, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo e il 1 aprile. Con la sua entrata in vigore alcuni continuarono imperterriti a festeggiare secondo la vecchia usanza, venendo così additati come gli “sciocchi d’aprile”. I meno distratti cominciarono a sbeffeggiarli consegnando loro dei regali assurdi o senza contenuto. Da qui la conseguenza burlesca del primo aprile.
In Italia la tradizione marinaresca vuole che in passato era vietato uscire in mare il primo aprile, perché era il giorno in cui la sirena Partenope avrebbe trasformato per scherzo i marinai in pesci. Per compensare la perdita di un giorno di lavoro, ai pescatori venivano dati pesciolini di cioccolata, una tradizione che a  Napoli sopravvive ancora.

Si può aggiungere la storia del beato Bernardo di San Genesio, patriarca di Aquileia nel XII secolo, il quale miracolosamente avrebbe salvato un papa che stava soffocando a causa di una spina di pesce e che, per riconoscenza, il pontefice avrebbe decretato il primo aprile come il giorno in cui la cittadina in provincia di Udine, non avrebbe mangiato pesce.

Negli anni gli scherzi si sono sempre più evoluti e sembrano aver svelato il binomio indispensabile per la loro riuscita: assurdità-credibilità. Potrebbe apparire un controsenso, ma basta dare un’occhiata ai pesci di aprile più riusciti della storia per cambiare idea. Sono tantissime le burle diffuse dai moderni mezzi di comunicazione, tanto che si può parlare di “bufale del primo aprile”. Una tendenza che, almeno in questo 2017, è in diminuzione considerato che alcune testate giornalistiche europee ci hanno rinunciato per non incrementare le “fake news”.
(Approfondimento nell’ articolo correlato: http://www.vivicentro.it/nazionale-24h/attualita/primo-aprile-2017-morte-del-pesce-daprile-fagocitato-dalle-fake-news/ )