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domenica, Giugno 26, 2022

Omicidio di Massimo D’Antona, 23° anniversario: il Presidente Mattarella

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Ieri c’è stata la commemorazione per il 23esimo anniversario dall’Omicidio di Massimo D’Antona: La dichiarazione del Presidente Mattarella

Massimo D'Antona, targaL’11 Novembre 2016 la sala Raffaello di Palazzo Vidoni è stata intitolata a Massimo D’Antona.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ricorda così un servitore dello Stato che ha contribuito a riforme fondamentali per la modernizzazione del nostro Paese.

D’Antona fu assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 20 maggio del 1999, a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione.

Omicidio di Massimo D’Antona

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 23° anniversario dell’Omicidio di Massimo D’Antona, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Ventitré anni or sono una banda di killer che si richiamava al terrorismo rosso uccise il professor Massimo D’Antona, eletto a simbolo del movimento dei lavoratori e delle forze democratiche da colpire.

La minaccia di questo gruppo, raccolto attorno a un delirante e disumano armamentario ideologico, è stata sventata grazie all’impegno e al sacrificio di uomini dello Stato, sostenuti dalla solidarietà e dall’unità espresse dal popolo italiano nel difendere le conquiste di civiltà scolpite nella nostra Costituzione.

Il ricordo di D’Antona mantiene un carattere di permanente attualità e resta incancellabile nel percorso della nostra democrazia.

Avvertiamo la commozione di questo giorno e la passione civile che lo accompagna e partecipiamo al rinnovato dolore della moglie Olga e dei familiari.

I terroristi uccidevano i riformatori, gli uomini del dialogo.

Giuslavorista, Massimo D’Antona ha posto la propria cultura e la propria intelligenza a servizio di un ammodernamento delle relazioni industriali e sociali, con l’intento di contribuire a rendere i diritti del lavoro più esigibili nelle trasformazioni in atto nel mercato, le istituzioni più autorevoli nello svolgere le loro funzioni di garanzia, il sistema produttivo più capace di efficienza e, al tempo stesso, di promozione della condizione dei lavoratori».

Chi era Massimo D’antona

Massimo D'AntonaMassimo D’Antona (Roma, 11 aprile 1948 – Roma, 20 maggio 1999) è stato un giurista e docente italiano, assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 20 maggio del 1999, a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione.

Biografia

Allievo di Renato Scognamiglio, nel 1980, D’Antona diviene professore di diritto del lavoro all’Università di Catania, per poi trasferirsi nella Seconda Università degli Studi di Napoli, ed infine all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

A lui è intitolata l’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, dove insegnò Diritto del lavoro.

È altresì a lui intitolata l’Aula XIII della Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Autore di diverse monografie e saggi, con particolare attenzione ai temi delle garanzie del diritto al lavoro e alla privatizzazione del pubblico impiego, è stato anche tra i fondatori della rivista Il lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Scrisse diversi saggi in merito all’incoercibilità delle azioni di reintegrazione nel posto di lavoro, notando come le reiterate pronunce giurisprudenziali conformi ignorino le concrete possibilità di esecuzione e se esistano responsabilità penali per i datori che non eseguano il relativo provvedimento giudiziario.

Sottosegretario ai trasporti durante il governo Dini, viene nominato nel 1996 Amministratore Straordinario dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo, del quale poi diviene consigliere d’amministrazione nel 1997.

La complessità dei contratti del settore del controllo del traffico aereo rappresentano per lui un forte impegno gestionale alla guida dell’ENAV. Nel 1998 si dimette dal Consiglio di amministrazione dell’ENAV.

Consulente del Ministero del Lavoro, fu dapprima docente di diritto sindacale presso l’Università Federico ll di Napoli, e poi docente di diritto del lavoro all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” e alla Seconda Università degli studi di Napoli.

L’omicidio.

Fu assassinato dai brigatisti rossi, come nel caso di Marco Biagi, nella logica terroristica di annientamento di professionisti e servitori dello Stato legati ad un contesto di ristrutturazione del mercato del lavoro.

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Omicidio di Massimo D’Antona, 23° anniversario: il Presidente Mattarella/ Cristina Adriana Botis / Redazione

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