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Gas Sarin in Siria. Trump: ”l’attacco non può essere ignorato” e incolpa Obama

Gas Sarin in Siria. Trump: ”l’attacco non può essere ignorato” e incolpa Obama

Gas Sarin in Siria
L’opposizione denuncia l’uso di gas Sarin contro la popolazione da parte del regime di Assad che però nega affermando: “Quei missili erano delle forze ribelli”.

Dall’America Trump scarica la colpa su Obama “perché si fece ingannare dal disarmo chimico di Damasco” ed afferma che “l’attacco non può essere ignorato” ma aggiunge: “Cacciare Assad sarebbe inutile”. Nel suo commento Giuseppe Cucchi si chiede a “chi giovi l’escalation del terrore” e afferma che “questa volta l’Onu deve agire subito”.

Trump scarica la colpa su Obama: “Ma è stupido cacciare il Raiss”

Washington: la responsabilità morale è di russi e iraniani. Vacilla il negoziato di pace. Oggi il Consiglio di Sicurezza

NEW YORK – Donald Trump in sostanza scarica su Barack Obama la responsabilità dell’attacco chimico di ieri in Siria, perché non intervenì dopo la strage del 2013 per far cadere Assad. La tragedia di Khan Sheikhoun però imbarazza Washington, per almeno due motivi: primo, rischia di compromettere il negoziato politico per fermare la guerra, che stava faticosamente ripartendo; secondo, ripropone il dilemma sul futuro del leader di Damasco, dopo che la nuova amministrazione aveva dichiarato che sostituirlo non è più la priorità. Un impatto potenzialmente così pesante da alimentare anche i sospetti che l’attacco sia stato lanciato o voluto dai nemici di Assad, proprio per fermare il processo di sdoganamento che sembrava avviato.

Il portavoce della Casa Bianca Spicer ha definito «biasimevole» la strage di Khan Sheikhoun, aggiungendo che «non può essere ignorato dal mondo civilizzato». Poi ha commentato: «Queste orribili azioni del regime di Assad sono la conseguenza della debolezza e la mancata risoluzione della precedente amministrazione», perché Obama aveva tracciato una linea rossa sull’uso delle armi chimiche, ma quando poi erano state usate nell’agosto del 2013 «non aveva fatto nulla». Spicer però ha spiegato che ora «non c’è un’opzione per il cambio di regime», dicendo che sembrerebbe «stupido» perseguirlo davanti alla realtà esistente, sullo sfondo di Trump che ripete di non essere il poliziotto del mondo.

La Francia ieri ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza, ma la Russia si è opposta. Così l’ambasciatore americana Haley, presidente di turno, ha trovato il compromesso di discutere l’attacco stamattina, anticipando un incontro già previsto sulla Siria. L’obiettivo è una dichiarazione di condanna, ma non è facile, perché appena si dovesse accennare ad una responsabilità di Assad, Mosca si opporrebbe col veto.

Un’autorevole fonte del dipartimento di Stato ha spiegato il doppio imbarazzo di Washington. Gli americani avevano appoggiato il processo che si muove su due binari. Il primo è quello di Astana, dove Russia, Turchia e Iran si sono fatti garanti della tregua in Siria. Chiunque sia il responsabile dell’attacco chimico, cioè il regime o i suoi oppositori, la strage dimostra che i garanti non sono in grado o non vogliono preservare il cessate il fuoco. I l segretario di Stato Rex Tillerson ha parlato di «responsabilità morali di Russia e Iran». Poco importa infatti che non siano stati gli aerei di Mosca a sparare: ciò che conta è che il Cremlino non può, o non intende fermare i combattimenti. Questo ha un pesante riflesso sul secondo binario, cioè i colloqui di Ginevra gestiti dall’Onu per delineare il futuro della Siria, con un accordo politico sulla costituzione e la forma di governo.

Washington ha dichiarato di ammirare e appoggiare il lavoro fatto dal mediatore de Mistura, ma procedere sotto il lancio delle armi chimiche diventa quasi proibitivo. Washington continua a considerare Assad un criminale di guerra, e non crede che possa presentarsi alle prossime elezioni ma non insiste sul cambio di regime perché non aiuterebbe la soluzione del conflitto. L’attacco di Khan Sheikhoun però ha dimostrato che qualcuno questa soluzione politica non la vuole, ed è in grado di farla salt are .

vivicentro.it/cronaca
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lastampa/Trump scarica la colpa su Obama: “Ma è stupido cacciare il Raiss” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK