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Effetto Brexit, Londra meno cara

Effetto Brexit

Il calo della sterlina, innescato dalla Brexit, premia i consumi e spinge sempre più europei a fare shopping nella capitale britannica. Visitare la retrospettiva sui Rolling Stones ora costa 29 euro, anziché 32. Ammirare lo stadio del Chelsea con il cambio di oggi solo 22 euro, due mesi fa costava 25.

Londra meno cara, l’effetto Brexit fa felici i turisti UMBERTO BACCHI

Il calo della sterlina premia i consumi e spinge più europei sulle rive del Tamigi

LONDRA – Davanti al London Eye c’è la coda. Sembra più lunga del solito. La ruota gira a pieni giri, come l’economia britannica. L’effetto Brexit con lo spauracchio della crisi e del salto nel buio, in questo agosto dell’addio alla Ue, è lontano. I consumi al dettaglio segnano un più 1,8%, la disoccupazione cala. La sterlina ha perso il 15% del suo valore in due mesi, gli importatori brontolano, ma i turisti ringraziano. Andare a Londra per le vacanze è diventato più accessibile. Non che i prezzi siano caduti, ma il cambio, ieri a 0,86 con l’euro, fa felice più di un turista.

Nel 2015 Londra ha accolto 31,5 milioni di visitatori, di cui quasi 19 milioni stranieri per un giro d’affari di 15 miliardi di sterline, 15% in più rispetto al 2010. Secondo gli esperti, l’attrattiva di un cambio favorevole potrebbe far superare la soglia delle 35 milioni di visite prima del 2020. Nel quartiere multiculturale di Camden, gruppetti di giovani si aggirano tra le bancarelle del famoso mercato locale, a caccia di abiti vintage, prodotti d’artigianato o cibo di strada, come un piatto di fish & chips dal rinomato Poppie’s.

Molti hanno affittato casa solo per qualche giorno tramite Airbnb, che prima di Ferragosto ha comunicato di aver avuto un incremento di visite su Londra del 24 per cento dal giorno del referendum di giugno. Davanti al London Eye, la famosa ruota panoramica sul Tamigi, Manuela Da Re e Davide Potenza sorridono. Sono venuti quattro giorni dal Belgio. «Londra è cara, ma il cambio basso aiuta un pochino», dice lei. Sull’altra sponda del fiume c’è coda anche per visitare la Torre di Londra dove sono custoditi i gioielli della corona. Una coppia di turisti spagnoli definisce una «piacevole sorpresa» l’aver trovato i prezzi in euro più bassi di quanto si aspettassero quando hanno prenotato il viaggio, mesi prima della Brexit.

«I tassi di cambio più favorevoli ci hanno consentito – dicono -, di toglierci qualche sfizio in più, rimanendo nel budget prefissato». A luglio l’associazione dei commercianti del West End, il cuore dello shopping londinese che include Oxford, Regent e Bond street, ha registrato vendite record per 400 milioni di sterline, 4,9% in più che nel 2015.

Secondo la New West End Company, gli incassi sono stati spinti proprio dai turisti, con cinesi e americani a farla da padroni, responsabili rispettivamente per il 30 e il 10% di tutti gli acquisti fatti da stranieri «La sterlina bassa ti dà un dieci per cento di margine in più su tutto», commenta Ettore Boscolo, 50enne di Chioggia che a Londra è venuto in vacanza con tutta la famiglia.

La moneta britannica ha infatti perso poco più del 10 percento sull’euro dal giorno del voto – quando era quotata a 1,3 e i turisti dall’Eurozona hanno di conseguenza risparmiato. Una visita alla retrospettiva sui Rolling Stones, esposta alla Saatchi Gallery, costava 32 euro quando la mostra aprì i battenti ad aprile, mentre i fan della band britannica oggi possono ammirare i cimeli dei loro idoli per circa 29 euro. Allo stesso modo un giro al museo di Stamford Bridge, casa del Chelsea di Antonio Conte, oggi costa 22 euro, tre in meno di quando il padrone di casa era Hiddink.

A perderci sono i turisti inglesi che viaggiano in direzione opposta. Settimana scorsa gli sportelli aeroportuali di alcune agenzie di cambio offrivano solo 99 centesimi di euro per una sterlina.

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