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giovedì, Agosto 18, 2022

12enne sfregiata! La difesa: non voleva uccidere! Bene! Gli diamo un premio?

12enne sfregiata: avvocato dell’aggressore: “nessuna intenzione di uccidere”. Ah, beh, allora tutto bene! Scusate l’interessamento dato. (SIC)

12enne sfregiata! La difesa: non voleva uccidere! Bene! Gli diamo un premio?

L’avvocato Domenico dello Iacono, legale del diciassettenne dei Quartieri Spagnoli che ieri è stato sottoposto a fermo, a Napoli, per avere sfregiato con un fendente la sua ex fidanzatina 12enne, esclude, categoricamente, che il ragazzo volesse uccidere la fidanzatina.

12enne sfregiata dal fidanzatino Depositphotos_235449986_LLa Procura dei Minorenni di Napoli contesta al minorenne, legato da vincoli di parentela con una nota famiglia malavitosa partenopea, l’articolo 583 quinquies del codice penale, un reato da “codice rosso” istituito per punire chi provoca una deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Dal canto suo, il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che da anni si batte per levare i figli ai clan e farli crescere in ambienti sani lontani dalla camorra, commenta:

 “l’aggressore è parente di un noto boss di camorra noto alle forze dell’ordine “addestrato” dalla famiglia a diventare un criminale pericoloso.

L’unica soluzione è levare la patria potestà a certi genitori”.

“Bisogna sottrarre questi figli di malavita ai genitori sin dalla tenera età visto che per la legge della “giungla” della camorra, anche a 3 anni puoi essere utile agli affari delinquenziali della famiglia”,

ed argomenta:

“Avevamo ampiamente previsto che il ragazzino fosse esponente di una famiglia malavitosa. Purtroppo si insiste nel permettere a camorristi e criminali violenti di far crescere nei loro ambienti familiari i propri figli spesso “addestrati” come veri e propri “animali” da combattimento.

Il risultato è che il 90% delle famiglie malavitose del napoletano tramandano da decenni da genitori a figli la “cultura” violenta e delinquenziale che produce sempre più vittime e ingiustizie.

Finché si permetterà alla camorra di “educare” i propri figli la criminalità avrà sempre ampi margini di espansione.

È ipocrita sostenere che serve prevenzione contro la delinquenza se la principale azione che servirebbe, e cioè levargli la patria potestà, viene contestata dalla gran parte del mondo politico e forense.

Grazie al perbenismo oggi abbiamo:

      • l’ennesima vittima e cioè una bambina di 12 anni sfregiata e
      • un soggetto che a 16 anni è già un criminale “affermato” con precedenti alle spalle, noto alle forze dell’ordine anche perché gira spesso armato.

L’ennesimo “bravo ragazzo” dei Quartieri Spagnoli a cui si potrà dedicare il prossimo murale e che l’avvocato sostiene avrebbe agito senza premeditazione e per un raptus.

Una teoria simile a quella di altri colleghi che tempo fa definirono l’aggressione violenta con furto di uno scooter a un rider “un atto di bullismo”.”

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