Il Dio dei boschi di Liz Moore NN Editore 2024 Traduzione Ada Arduini RECENSIONE

La scomparsa di Barbara Van Laar nell’agosto del 1975 durante uno dei campi estivi nel bosco di proprietà della sua famiglia, sarà per il lettore “il biglietto d’ingresso” di questo nuovo e meraviglioso romanzo di Liz Moore.

Tutta la narrazione ruota intorno alla scomparsa di questa adolescente che rappresenta però un flashback importante per la sua famiglia che ha già conosciuto questo trauma più di dieci anni prima: perché proprio suo fratello Bear, nato prima di lei e che non ha mai conosciuto, si è perso e non è mai stato ritrovato lasciando un vuoto incolmabile.
Ho trovato unico, anche per le tipologie di romanzi precedenti dell’autrice sentirmi proprio così mentre affrontavo le storie di tutti i personaggi che si intrecciano tra loro come radici questa grande storia portandoci fino alla fine a non essere certi davvero di cosa stia accadendo in questo bel thriller.
C’è una mappa dei luoghi, ma non una dei personaggi per cui se non siete abituati a dipanarvi tra i tanti nomi, sicuramente vi sarà da aiuto lo stile molto schematico di narrazione dedicato a ognuno di essi con flashback che ci presentano, anche apparentemente allontanandoci dalla storia, temi sociali molto importanti che ci aiuteranno a capire il perché accadono certe cose.

Un libro di oltre 500 pagine che ho letto con grande trasporto.

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