La Circumvesuviana resta la peggior rete ferroviaria d’Italia. A dirlo non sono i pendolari esasperati, ma i dati del rapporto Pendolaria di Legambiente, che da anni fotografa una situazione ormai strutturale: treni con un’età media di quasi vent’anni, il 65% della flotta oltre i quindici anni di servizio e un taglio delle corse del 15% nell’ultimo decennio, a fronte di tariffe aumentate di quasi il 50%. I 56 nuovi convogli commissionati nel 2019 da EAV continuano ad arrivare col contagocce: a marzo 2026 ne risultano operativi appena tre.
I disagi sono quotidiani. L’ultimo sciopero di inizio marzo ha paralizzato le linee vesuviane per ore, lasciando a piedi studenti e turisti diretti a Pompei e Sorrento. Ma anche senza agitazioni sindacali, i guasti tecnici si susseguono: a febbraio un Campania Express è rimasto bloccato in galleria per quasi due ore con trenta passeggeri a bordo. Il confronto tra EAV e i comitati dei pendolari in Prefettura non ha prodotto soluzioni concrete, e la IV Commissione Trasporti della Regione non si è nemmeno presentata.
Il paradosso è che la domanda di trasporto pubblico in Campania cresce. Il turismo post-pandemia ha riempito le tratte costiere, il costo della benzina spinge sempre più pendolari verso il treno, ma l’offerta non tiene il passo. Chi si muove quotidianamente tra Napoli e l’hinterland ha imparato a convivere con i ritardi, organizzandosi con soluzioni alternative: passaggi condivisi, orari sfalsati e, sempre più spesso, app di mobilità che aggregano informazioni in tempo reale su corse, ritardi e percorsi alternativi.
Il digitale, d’altronde, sta cambiando il modo in cui i campani gestiscono la quotidianità ben oltre i trasporti. L’app IO della Pubblica Amministrazione ha superato i 40 milioni di download nazionali e viene usata per pagamenti, certificati e prenotazioni. Comuni come Torre Annunziata hanno sviluppato piattaforme proprie per mettere servizi e informazioni a portata di smartphone. Lo stesso è avvenuto nel settore dell’intrattenimento: il poker, ad esempio, ha visto una migrazione massiccia verso il mobile, con app per giocare a poker online che oggi rappresentano il canale principale per i tornei a distanza, segno di un mercato che si è spostato quasi interamente sullo schermo del telefono.
Tornando ai binari, le prospettive a breve termine non sono incoraggianti. EAV promette quindici nuovi treni entro l’estate, ma i precedenti annunci si sono rivelati ottimistici. I pendolari chiedono interventi immediati sulla manutenzione delle stazioni, molte delle quali prive di pensiline adeguate, ascensori funzionanti e tabelloni aggiornati. La Regione, dal canto suo, ha stanziato fondi per il trasporto pubblico locale nel bilancio 2026, ma senza un cronoprogramma vincolante il rischio è che i soldi restino sulla carta.
In attesa che la rete ferroviaria recuperi decenni di ritardo infrastrutturale, chi viaggia in Campania continua ad adattarsi. Con pazienza, con rabbia e, quando possibile, con lo smartphone in mano.






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