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Napoli: Sei uomini pianificano colpo milionario in Belgio

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NAPOLI: Sei uomini pianificano colpo milionario in Belgio, colpo sventato grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri che ha portato alla luce il piano criminale degno di un film d’azione. Sei uomini avevano messo a punto un intricato schema utilizzando la tecnica del “filo inverso” e avevano addirittura acquistato maschere teatrali, ispirandosi alla banda di rapinatori nel famoso film “Point Break”

La banda aveva organizzato il colpo utilizzando la tecnica del “filo inverso”, che consisteva nel penetrare dall’alto dei locali commerciali e tagliare i fili degli allarmi. I Carabinieri italiani, però, sono riusciti a bloccarli prima che potessero mettere in atto il loro piano.

Sei uomini pianificano colpo milionario in Belgio ispirandosi a Point Break

Nelle ultime notizie di cronaca, viene riportato che sei individui avevano pianificato un colpo milionario in Belgio, prendendo spunto dalla celebre pellicola “Point Break“. La polizia italiana, agendo in maniera tempestiva, ha sventato il piano criminale prima che venisse messo in atto. Le indagini sono state portate avanti dai Carabinieri, che hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti delle sei persone coinvolte.

Il caso

In data odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli – Reparto Operativo – 2^ sezione del Nucleo Investigativo, hanno eseguito un’ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, applicativa della misura cautelare della custodia in carcere a carico di sei persone, gravemente indiziate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate dall’uso di armi, commesse con la tecnica del c.d. filo inverso.
Tale particolare modalità delittuosa prevede una fase preliminare in cui sono individuati gli imprenditori, i commercianti o gli agenti di commercio, che sono soliti versare denaro contante presso istituti di credito o che trasportano preziosi.
Una fase successiva, svolta dal cosiddetto filatore, di studio preventivo e quotidiano delle abitudini della potenziale vittima per calendarizzare i giorni in cui viene abitualmente effettuato il versamento di denaro presso l’istituto di credito.
Infine, una fase esecutiva, che consiste nell’aggredire la vittima con azioni repentine e con l’uso di armi da fuoco, prima che depositi il denaro o consegni i preziosi.
Le indagini, dirette dalla Procura di Napoli Nord, svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli – Reparto Operativo – 2^ sezione Nucleo Investigativo, hanno consentito – in primo luogo -, di identificare i componenti del sodalizio e gli autori di due rapine aggravate compiute con tale modalità, grazie al monitoraggio dei veicoli in loro possesso tramite sistema di localizzazione GPS, alle attività di intercettazione ambientale e ai servizi di osservazione e pedinamento svolti dalla polizia giudiziaria sulla scorta delle denunce e delle sommarie informazioni delle persone offese.

Le indagini

In data odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli – Reparto Operativo – 2^ sezione del Nucleo Investigativo, hanno eseguito un’ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, applicativa della misura cautelare della custodia in carcere a carico di sei persone, gravemente indiziate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate dall’uso di armi, commesse con la tecnica del c.d. filo inverso.
Tale particolare modalità delittuosa prevede una fase preliminare in cui sono individuati gli imprenditori, i commercianti o gli agenti di commercio, che sono soliti versare denaro contante presso istituti di credito o che trasportano preziosi.
Una fase successiva, svolta dal cosiddetto filatore, di studio preventivo e quotidiano delle abitudini della potenziale vittima per calendarizzare i giorni in cui viene abitualmente effettuato il versamento di denaro presso l’istituto di credito.
Infine, una fase esecutiva, che consiste nell’aggredire la vittima con azioni repentine e con l’uso di armi da fuoco, prima che depositi il denaro o consegni i preziosi.
Le indagini, dirette dalla Procura di Napoli Nord, svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli – Reparto Operativo – 2^ sezione Nucleo Investigativo, hanno consentito – in primo luogo -, di identificare i componenti del sodalizio e gli autori di due rapine aggravate compiute con tale modalità, grazie al monitoraggio dei veicoli in loro possesso tramite sistema di localizzazione GPS, alle attività di intercettazione ambientale e ai servizi di osservazione e pedinamento svolti dalla polizia giudiziaria sulla scorta delle denunce e delle sommarie informazioni delle persone offese.

I precedenti

In particolare, la prima rapina veniva commessa a Casoria (NA) il 13/04/2023 ai danni di un agente commercio che, in ragione della sua attività di rappresentanza, trasportava gioielli e preziosi di particolare valore.

In tale occasione, i c.d. filatori, a bordo di un’autovettura, pedinavano e osservavano i comportamenti e gli spostamenti della vittima, collocandosi all’esterno di una gioielleria di Frattamaggiore (NA), mentre la vittima si trovava al suo interno, fornendo le informazioni relative ai movimenti della vittima agli altri sodali, che iniziavano un’attività di pedinamento della vittima, da Frattamaggiore a Casoria (NA), dove i rapinatori a bordo di un motoveicolo “Yamaha”, modello “Fazer”, puntavano una pistola contro la persona offesa, all’altezza del petto, costringendola a consegnare il suo scooter, al cui interno era riposto uno zaino contenente un campionario di preziosi composto da argenti, argenti con pietre e vetri del valore complessivo di € 1500,00, nonché un tablet.

La seconda rapina veniva commessa a Casoria il 26/04/2023, ai danni di un imprenditore in procinto di versare in banca un’ingente somma di denaro, costituente l’incasso delle proprie attività.

Anche in tale occasione, i c.d. filatori, a bordo di un’autovettura, spostandosi da San Nicola La Strada, Volla e Pomigliano d’Arco, seguivano tutti gli spostamenti della vittima, mentre riscuoteva gli incassi di una nota catena di negozi di detersivi e casalinghi, per depositarli in un istituto di credito.

Una volta ottenute le informazioni sul suo percorso, i c.d. filatori le comunicavano ai complici che, a bordo di un motoveicolo Yamaha “T-Max”, nei pressi dell’istituto di credito, si avvicinavano alla vittima, la minacciavano con una pistola, puntandola alla testa, aprivano la portiera posteriore della sua autovettura e si impossessavano del suo zaino, contenente la somma di € 10.940,00, pari all’incasso complessivo dei negozi, la somma di € 150,00 e gli effetti personali.

Attraverso l’ausilio di intercettazioni ambientali è stato, infatti, possibile cogliere i dialoghi degli indagati proprio nei momenti immediatamente antecedenti alle rapine, nei quali, gli stessi si scambiavano informazioni sulla collocazione della vittima, su cosa la stessa avesse con sé e su dove avesse collocato lo zaino contenente il denaro contante ovvero i preziosi.

In seguito all’analisi delle denunce e delle sommarie informazioni resa dalle persone offese, si è accertato che – in entrambi gli episodi – gli indagati portavano illegalmente con sé armi, utilizzate nelle rispettive rapine.

Gli indagati

L’audacia di questi sei uomini era evidente fin dall’inizio. Avevano pianificato un colpo milionario in Belgio, dove speravano di mettere le mani su una preziosa refurtiva. Le maschere teatrali erano parte integrante del loro piano, che mirava a creare confusione e nascondere le loro vere identità durante l’operazione criminale. Tuttavia, grazie all’attenta sorveglianza delle forze dell’ordine, il piano è stato sventato prima che potesse essere messo in atto.

Tra gli indagati, ci sarebbero stati anche due fratelli, che secondo le autorità avrebbero avuto un ruolo chiave nell’organizzazione del colpo. I Carabinieri hanno perquisito le case degli indagati, trovando materiale utile alle indagini, tra cui le maschere teatrali utilizzate per il raid.

Conclusione

Da ultimo, è stato possibile ricostruire la progettazione e le fasi preparatorie di una rapina pianificata per il giorno 28/04/2023 nel Comune di Volla ai danni di un commerciante di generi alimentari, che iniziavano a monitorare seguendo tutti i suoi spostamenti, scambiandosi informazioni sulla strada percorsa dalla vittima e sulle relative soste.

La rapina, tuttavia, non andava a buon fine perché la vittima, dopo aver effettuato una sosta controllata a vista dai sodali, seguiva una strada diversa da quella ipotizzata dai sodali.

Le indagini hanno consentito, infine, di disvelare la progettazione di una rapina milionaria da eseguirsi in Belgio con la collaborazione di un basista in Romania, insediato nella città di Bucarest.

Le attività hanno consentito di accertare che i sodali, per il loro travisamento, avevano acquistato presso un laboratorio teatrale quattro speciali maschere in silicone, del valore di circa 500 euro ciascuna, che consentono di attribuire in modo realistico a chi le indossa i tratti somatici di una persona diversa.

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