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Castellammare di Stabia

Sicilia,19 persone indagate. Sigilli al petrolchimico e a due depuratori

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Sicilia,Sigilli allo stabilimento Versalis nel petrolchimico di Priolo Gargallo, alla Sasol di Augusta e a due depuratori. 19 indagati tra i responsabili delle aziende interessate dal provvedimento di sequestro emesso dal gip di Siracusa.

Secondo la procura di Siracusa, tra gennaio 2014 e giugno 2016, gli impianti avrebbero emesso “materiale inquinante e molesto” in atmosfera. Carabinieri e finanzieri hanno sequestrato anche i depuratori Tas di Melilli e Ias di Priolo: “Qualità dell’aria nettamente inferiore rispetto ai comuni vicini”. I gestori dovranno presentare entro 90 giorni un programma per ricondurre nei limiti le emissioni

Così  il 21 febbraio è scattato il blitz di carabinieri, Guardia di finanza, Noe di Catania e al Nictas dell’Asp di Siracusa sia nell’impianto della controllata di Eni, all’interno del petrolchimico di Priolo, che nello stabilimento Sasol di Augusta. I militari dell’Arma e i finanzieri hanno sequestrato anche i depuratori Tas di Melilli e Ias di Priolo, anche loro all’interno del polo petrolchimico siracusano.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Fabio Scavone e diretta dai sostituti Tommaso Pagano, Salvatore Grillo e Davide Lucignani, scaturisce da una serie di esposti e denunce. La procura ha nominato un collegio di consulenti tecnici che avrebbe accertato “la natura inquinante e molesta, sotto il profilo odorigeno, delle immissioni aeree degli stabilimenti Versalis di Priolo e Sasol di Augusta, e dei depuratori Tas di Priolo Servizi di Melilli e Ias di Priolo Gargallo”.

Da qui la contestazione di reati ambientali, responsabilità amministrativa degli enti ed emissione in luoghi pubblici di sostanze idonee a creare molestie.

I dati di analisi raccolti dai consulenti tecnici hanno rilevato concentrazioni stabilmente elevate delle sostanze prese in considerazione nei rilevamenti effettuati nelle centraline di San Cusumano, Ciapi e Priolo centro; ripetuti eventi di picchi elevati di concentrazioni delle sostanze prese in considerazione nei rilevamenti effettuati nelle centraline di Melilli, Siracusa e Augusta; la mancata utilizzazione delle “migliori tecniche disponibili”da parte dei responsabili degli stabilimenti.

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