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Sant’Antonio Abate, blitz dei carabinieri in una fabbrica: scoperte lavoratrici in nero

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Sant’Antonio Abate, scoperta di carabinieri una fabbrica in cui le lavoratrici, lavoravano a nero. L’attività in questione è una ditta tessile del luogo, e la scena che i carabinieri si sono trovati davanti al momento del loro ingresso nella sede è stata quella di sette giovani donne tra i 25 ed i 35 anni, tutte dei comuni limitrofi, sedute davanti alle macchine da cucire a lavorare per realizzare costumi da bagno. Operaie sfruttate fino al midollo a quanto pare.

L’amministratrice, una 36enne di Santa Maria la Carità, le aveva assunte “in nero”; con loro lavoravano anche altri tre impiegati, che a quanto pare, erano inquadrati regolarmente. L’operazione ha portato alla denuncia della donna, amministratrice dell’azienda, e la sua attività è stata sospesa. I carabinieri investigheranno anche su i comportamenti tenuti dall’azienda nei confronti delle operaie, al di là del puro lavoro a nero, ovvero se quanto meno venissero garantite alle donne, una serie di diritti fondamentali.

Paradossale è che il tutto sia stato scoperto proprio il giorno dopo la festa delle donne, festa che come si sa, secondo la tradizione, viene celebrata in onore in operaie che, negli Stati Uniti, nel 1857, furono  chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero; queste persero la vita a causa di un incendio.

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