Nel calcio i sogni esistono, Saby Mainolfi e la storia che non tutti conoscono

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Il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Saby Mainolfi, ha parlato ieri ai microfoni di Vivicentro della questione relativa al torneo di Viareggio, che almeno per il girone delle Vespette, si dovrebbe giocare allo stadio Menti (CLICCA QUI). Ha toccato diversi punti, esaltando, ovviamente, il lavoro egregio fatto fin qui da tutto lo staff, ma continuando a regalare ai propri ragazzi la speranza di raggiungere un sogno.

Non molti sanno, però, che nel novembre del 1992, Saby Mainolfi è stato uno dei più giovani ad esordire in Serie C, in un Pavia-Casale di Coppa Italia. Un Pavia che in rosa vantava Schwoch, Scalzo, Di Marco, Baldo. Aveva appena 17 anni. Giocò 25 minuti alla grande, ma alla fine della partita, dopo la riunione tecnica, all’uscita dallo Stadio Fortunati, un’impazzita auto lo investì procurandogli fratture multiple, legamenti, caviglie e ginocchia rotte. Era in prestito dal Milan, con cui aveva fatto Giovanissimi Nazionali, Allievi Nazionali e Nazionale Under 15 e 16. Era nella Nazionale di Serie C e gli addetti ai lavori lo ritenevano grande promessa, ma quell’incidente ha forse deciso diversamente.

Saby Mainolfi non si è mai arreso, è sempre rimasto nel calcio ed è orgoglio del settore giovanile della Juve Stabia. Perchè nel calcio, i sogni, esistono e vanno cullati, non fermati. Sognare nel calcio si può, soprattutto per i giovani.

a cura di Ciro Novellino

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