McLaren alla Wada: A Sochi gli atleti russi dopati e protetti dallo stato

I laboratori di Mosca e Sochi hanno protetto gli sportivi russi dopati, nell’ambito di un “sistema di doping di Stato sicuro”, “diretto, controllato e supervisionato” dal ministero dello Sport russo, con la “partecipazione attiva e l’assistenza” dei servizi segreti (Fsb).

Il giurista canadese, Richard McLaren, in un rapporto indipendente di un centinaio di pagine presentato a Toronto, in Canada. commissionato dalla Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, in seguito alle accuse dell’ex direttore del laboratorio russo, Grigori Rodtchenkov, su un sistema di doping in atto ai Giochi olimpici di Sochi nel 2014 ha affermato che i laboratori di Mosca e Sochi hanno protetto gli sportivi russi dopati, nell’ambito di un “sistema di doping di Stato sicuro”, “diretto, controllato e supervisionato” dal ministero dello Sport russo, con la “partecipazione attiva e l’assistenza” dei servizi segreti (Fsb) permettendo agli sportivi, grazie allo scambio di campioni, di “gareggiare alle Olimpiadi invernali di Rio” nel caso di emersione di prove schiaccianti dal rapporto McLaren.

La Russia, tramite il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, ha annunciato che ricorrerà a tutti gli strumenti legali per proteggere gli interessi dei suoi atleti, che al momento affrontano un possibile bando totale dalle Olimpiadi di Rio 2016: “Vi è un ampio raggio di mezzi legali per proteggere i nostri atleti e la Russia ricorrerà sicuramente a questo arsenale, usandolo a pieno”.

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