CASTELLAMMARE DI STABIA – Esistono luoghi dove il silenzio dovrebbe essere sinonimo di rispetto, e dove il dolore dovrebbe trovare conforto nel decoro. A Castellammare, invece, il settore del cimitero comunale dedicato ai più piccoli è diventato l’emblema del degrado più cupo. Quello che dovrebbe essere un giardino della memoria è oggi una “terra di nessuno”, un monumento all’incuria che grida vendetta.
Un labirinto di abbandono e marmo spezzato
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Varcando la soglia dell’area, lo scenario è desolante. Non serve uno sguardo attento per scorgere lo sfacelo: tombe divelte, lapidi inclinate dal tempo e dall’assenza di manutenzione, e pezzi di marmo rotto disseminati ovunque come macerie di un bombardamento emotivo.
L’incuria non risparmia nemmeno la sicurezza dei visitatori. L’erba alta ha ormai colonizzato i vialetti, nascondendo le insidie del terreno e trasformando il passaggio in un percorso a ostacoli. Tra la vegetazione incolta, la presenza di gatti randagi è solo la punta dell’iceberg: il vero timore per i cittadini è il pericolo topi, che trovano rifugio indisturbati nel fitto delle sterpaglie, rendendo la visita ai propri cari un rischio igienico-sanitario oltre che un’esperienza straziante.
Lo spreco dello spazio e l’indifferenza delle istituzioni
Oltre al dolore visivo, emerge un paradosso gestionale: ampie porzioni di terreno giacciono come spazio inutilizzato, aree che potrebbero essere destinate a nuove tumulazioni ma che restano abbandonate al fango e ai rifiuti. In una città che spesso soffre la carenza di spazi cimiteriali, vedere aree pubbliche lasciate al macero è un insulto alla logica, oltre che alla pietà.
Una vergogna per il Comune
Quello che si respira tra le croci storte è un senso di abbandono istituzionale che non può più essere giustificato da carenze di bilancio o lungaggini burocratiche.
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Pericolo: I gradini sconnessi e i detriti espongono i visitatori (spesso anziani) a cadute.
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Incuria: La natura selvaggia sta letteralmente “mangiando” la memoria di chi non c’è più.
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Vergogna: È l’unica parola possibile per descrivere l’indifferenza del Comune di fronte a un luogo così sensibile.
Non si tratta solo di decoro urbano, ma di dignità umana. Lasciare che il cimitero dei bambini versi in queste condizioni significa ferire una seconda volta le famiglie che in quel luogo cercano un legame con ciò che hanno perduto.
Castellammare non può permettersi che la memoria dei suoi figli più piccoli sia sommersa dai rovi e dall’oblio. È tempo che l’amministrazione comunale risponda di questo scempio e intervenga con un piano di riqualificazione urgente. Perché un popolo che non onora i suoi morti, e in particolare i suoi bambini, ha già perso il diritto di definirsi civile.






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