Lite sfocia in sparatoria alla Comunione, ferito gravemente carabiniere intervenuto

Arrestato 65enne dai CC di Acireale (CT) che durante la lite ha sparato al collo ad un carabiniere in borghese di Aci Sant’Antonio intervenuto

Ieri sera, intorno alle ore 20:00 ad Acireale (CT), nella frazione di Guardia Mangano, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia hanno proceduto all’arresto in flagranza di un 69enne del luogo, poiché ritenuto responsabile di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco.

I Carabinieri, su disposizione della centrale operativa del Comando Compagnia, sono intervenuti nei pressi della Chiesa Santa Maria Ammalati al termine della cerimonia della Comunione per una lite in corso tra una decina di persone.

Secondo i primi accertamenti, sarebbe iniziata un’accesa discussione in chiesa fra le famiglie dei genitori di un bambino, la cui relazione è in crisi . Alcuni ritenevano di essere stati danneggiati con l’assegnazione di un posto a sedere lontano dall’altare. Ad un certo punto alcuni parenti, una decina circa, si spostano sul sagrato (lo spazio consacrato davanti alla facciata principale della chiesa). Qualcuno accortosi del precipitare della situazione ha avvertito i Carabinieri di Acireale che sono prontamente intervenuti intorno alle 20 per sedare la lite.

Il vice brigadiere, Sebastiano Giovanni Grasso, 43 anni, in servizio alla stazione di Aci Sant’Antonio, libero dal servizio, era presente per la prima Comunione del proprio figlio ed è intervenuto in supporto ai colleghi di Acireale impegnati a dividere i contendenti durante la lite.

Uno di questi, un 69enne, ha improvvisamente estratto una pistola colpendo il vice brigadiere ed è stato subito dopo bloccato e disarmato dai Carabinieri del Radiomobile.

Il Carabiniere ferito, colpito da un proiettile al collo, si trova tuttora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cannizzaro di Catania dove è stato operato all’ospedale Cannizzaro di Catania dall’equide del dottor Cicero dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia.

Al Trauma Center del Pronto Soccorso del Cannizzaro l’uomo è stato sottoposto a visite ed esami e quindi a un delicato intervento neurochirurgico per la lesione vertebro-midollare da scoppio, eseguito con successo.

Il paziente, in trattamento farmacologiconon è in pericolo di vita. Le sue condizioni sono stazionarie e la prognosi resta riservata con riferimento agli eventuali esiti della lesione.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza, così come disposto dal Magistrato di turno della Procura della Repubblica etnea.

Il Colonnello Rino Coppola, Comandante provinciale di Catania, ha dichiarato “Ci auguriamo che la situazione sanitaria del collega possa migliorare, il proiettile ha danneggiato il canale midollare. L’intervento chirurgico è riuscito ma adesso bisogna attendere il post operatorio e valutare successivamente la gravita delle lesioni midollari. Noi siamo vicini al collega e alla sua famiglia, ai tre figli, stiamo cercando di fornire il necessario supporto“, prosegue.

Il sindaco, Stefano Alì di Acireale ha espresso a nome di tutto il Comune sentimenti di vicinanza al valoroso sottoufficiale dei Carabinieri “Con la sua azione il Carabiniere ferito ha confermato lo spirito di abnegazione e lo spiccato senso del dovere che da sempre contraddistinguono tutti gli appartenenti all’Arma, nei confronti dei quali Amministrazione e Consiglio comunali estendono la loro solidarietà, rivolgendo anche un pensiero ai familiari del sottoufficiale distintosi per un profondo atto di generosità. Allo stesso tempo non si possono non stigmatizzare gli episodi violenti che, purtroppo, si registrano sui nostri territori in maniera sempre più frequente e denotano una profonda disumanizzazione, calpestando il senso di rispetto della vita umana”.

L’OPINIONE

In generale riscontro un peggioramento nella cosiddetta “umanità” degli esseri umani, come anche analogamente dichiarato dal Sindaco di Acireale. Gli ultimi due eventi di cui mi sono occupato, insieme ad altre vicende e diverse di cui apprendo, mi fanno temere che è in crescita un evidente scivolamento etico della società:

Il caso delle due donne, madre e figlia, seppure positive e tra l’altro in quarantena, che vanno in Chiesa (“battendosi il petto”) ad un matrimonio e poi anche al banchetto nunziale con decine di invitati sapendo che potrebbero contagiare le decine di fedeli presenti;

E quest’ultimo dramma nel quale un 65enne si porta in Chiesa (“battendosi il petto”) una pistola e durante una lite per motivi di risentimento familiare addirittura spara al collo di un Carabiniere che era presente alla Comunione del proprio figlio e che nonostante fosse fuori servizio è intervenuto per il senso del dovere cercando di sedare la rissa che nel frattempo si era spostata all’esterno sul sagrato.

C’è qualcosa che non va più nelle nostre menti.

Uno Stato di persone “serie” e con la “coscienza del dovere”, fermerebbe tutto e si chiederebbe: cosa sta accadendo tra la gente; quando è iniziato negli anni passati questa regressione culturale; come riparare e riportarsi su un percorso di civiltà e progresso.

Dispiace molto per quel Carabiniere e genitore di tre figli

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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