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Juve Stabia vs Casertana: La giustizia nel calcio dov’è finita?

Dopo la gara Juve Stabia vs Casertana, che ha lasciato tanto nervosismo in tutto l’ambiente gialloblù a causa della pessima direzione della terna arbitrale che di fatto condizionava l’intera gara, si attendevano oggi i responsi del giudice sportivo, considerato che mercoledì si giocherà il turno infrasettimanale.

Leggendo tra le decisioni del giudice sportivo si comprende come la condotta dell’arbitro e dei suoi assistenti sia stata scorretta, non solo durante la gara, ma anche nella compilazione del referto arbitrale.

Il giudice sportivo infatti sanziona:

Con una multa di € 750,00 CASERTANA S.R.L. perchè propri sostenitori in campo avverso introducevano e facevano esplodere un petardo, senza conseguenze; e SQUALIFICA PER TRE GARE EFFETTIVE RAJCIC IVAN (CASERTANA S.R.L.) per aver colpito a gioco fermo con una gomitata al volto un avversario causandogli fuoriuscita di sangue.

Lo stesso giudice riferendosi al referto arbitrale, SQUALIFICA PER DUE GARE EFFETTIVE CAPODAGLIO PAOLO (JUVE STABIA S.R.L.) per aver tentato di colpire un avversario a gioco fermo (Rajcic n.d.a.).

Se possiamo affermare, senza essere smentiti, che le tre giornate al calciatore della Casertana siano più che meritate, non possiamo considerare equa quella inflitta al capitano della Juve Stabia Paolo Capodaglio che, seppur condannabile sotto il piano della correttezza sportiva, resta pur sempre un “tentativo di reazione”, o secondo noi, un gesto di intimidazione verso il calciatore RAJCIC che, dopo aver colpito con un gesto di una ferocia inaudita un calciatore giovane e corretto quale è Mastalli, si avvicinava al capitano della Juve Stabia con atteggiamento minaccioso arrivando al contatto fronte contro fronte.

Nel caso specifico ci saremmo aspettati una giornata di squalifica, in considerazione dell’intera partita non disputata dal centrocampista gialloblè contro la Casertana, in quanto l’espulsione è avvenuta nei primi 10 minuti di gioco.

A questa decisione assurda se ne aggiunge un’altra che ci lascia ancora più perplessi, e cioè l’espulsione durante la partita del Dirigente addetto agli arbitri della Juve Stabia e la sua conseguente squalifica.

Secondo il primo assistente arbitrale il Dirigente stabiese, che tutti a Castellammare di Stabia conoscono come persona di grande professionalità e correttezza, avrebbe avuto un atteggiamento “irriguardoso” nei suoi confronti.

Questa la sanzione a carico del Dirigente: INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA’ IN SENO ALLA F.I.G.C. A RICOPRIRE CARICHE FEDERALI ED A RAPPRESENTARE LA SOCIETA’ FEDERALE A TUTTO IL 7 APRILE 2017 a ZURLO VUOLO GIULIO (JUVE STABIA S.R.L.) per atteggiamento irriguardoso verso un assistente arbitrale durante la gara (espulso, r.A.A.)

Nelle decisioni poi del giudice si diffidano due calciatori stabiesi ammoniti durante la gara:

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IX INFR)

MORERO SANTIAGO EDUARDO (JUVE STABIA S.R.L.)

AMMONIZIONE CON DIFFIDA (IV INFR)

MAROTTA MARIO (JUVE STABIA S.R.L.)

La conclusione qual è?  Si parla di sport, di fair play, di giustizia, di lotta alla violenza ma poi si resta fermi davanti a Direttori di gara, che anche di fronte alla evidenza delle loro decisioni errate, continuano nella loro direzione condizionando non solo lo svolgimento della singola gara, ma anche quelle a seguire.

Non parliamo di mala fede, ma parliamo di una classe arbitrale sempre più scadente, in cui non fa carriera chi veramente merita, ma chi è sponsorizzato da qualcuno in alto. Ieri e nella partita con il Catanzaro ne abbiamo avuto la prova, ma i sospetti li avevamo già dalla gara con il Bassano, in cui Serra di Torino aveva preso una decisione assurda contro la Juve Stabia (gol annullato a Gomez n.d.a.) senza neanche dare spiegazioni ai calciatori in campo.

Criticato da tutte le testate nazionali, veniva poi promosso l’anno dopo in CAN B.

I Presidenti, i tifosi e gli sponsor delle squadre di calcio, meritano rispetto perché sono loro che con i propri soldi muovono l’intero carrozzone del calcio.

Forse il nostro è un discorso troppo ampio e mai si porrà rimedio a questo modo di fare e gestire il mondo calcio. Gli arbitri continueranno ad essere persone non criticabili né durante la partita né dopo. Personaggi che come il Sig, Zingarelli e company potranno ancora ergersi a protagonisti e, aspetto ancora più grave per noi che facciamo comunicazione e informazione, non sono neanche costretti a dare spiegazioni delle loro decisioni.

Un’apertura al dialogo in campo, ma soprattutto dopo, darebbe una maggiore possibilità di comprensione e condivisione di alcune decisioni.