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Castellammare di Stabia

Disastro fiume Sarno, le procure aprono un’inchiesta

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Il fiume Sarno è venuto al disastroso inquinamento nei decenni passati a causa dell’abbandono delle pubbliche amministrazioni competenti. La Commissione Parlamentare Ecomafie apre le porte all’inchiesta avviata da diverse procure della zona.

Il fiume Sarno è venuto al disastroso inquinamento nei decenni passati a causa dell’abbandono delle pubbliche amministrazioni competenti. La Commissione Parlamentare Ecomafie apre le porte all’inchiesta avviata da diverse procure della zona come Torre Annunziata, Nocera e Nola per i responsabilità del disastro ambientale legato all’inquinamento del fiume Sarno . I comuni coinvolti nell’inchiesta sono 13 e riguardano Castellammare, Pimonte, Striano, Poggiomarino, Gragnano, Santa Maria la Carità, Angri, Ottaviano, San Valentino Torio, Nocera Inferiore, Sarno e Scafati Sono ben 13 i Comuni coinvolti a causa delle reti fognarie incomplete. L’obiettivo dell’inchiesta aperta consiste nella verifica dello stato di esecuzione delle opere necessarie a convogliare gli scarichi verso i depuratori. Il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, nella sua relazione spiega che su quattro collettori del comprensorio Medio Sarno ne sono stati perfezionati in parte soltanto due, quello a Nocera Superiore ed Angri, mentre restano da completare Scafati e Poggiomarino. Invece, riguardante alla Foce del Sarno, l’unico collettore non completato è quello di Gragnano, dai cui provengono gli scarichi dei Comuni dei Monti Lattari, mentre i depuratori di Torre del Greco risultano inadeguati. Così, dopo decenni di soldi buttati e successivamente distatri, le procure si danno una scossa per determinare le responsabilità dei danni causati più di quanto erano previsti.

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