Promo Matteo Renzi
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A Sinistra ricomincia un faticoso cammino di ricomposizione?

A Sinistra ricomincia un faticoso cammino di ricomposizione nel tentativo di ricreare la casa comune della Sinistra, plurale e democratica

A Sinistra ricomincia un faticoso cammino di ricomposizione nel tentativo di ricreare la casa comune della Sinistra, plurale e democratica

Arbusti e cespugli che popolano il campo della Sinistra sono stati agitati da inaspettate folate di vento, scatenate dalle dichiarazioni di Massimo Dalema. Egli ha dichiarato che la “la fase renziana del PD è stata una ventata disastrosa come una malattia”, fortunatamente “ormai guarita da sola”.

Parole che hanno creato scompiglio tra le file renziane ed anti- renziane. E costringendo il segretario  Enrico Letta a buttare acqua sul fuoco dichiarando che il partito non ha patito “alcuna malattia e nessuna guarigione; solo passione ed impegno”.  Ma la tentazione delle puntualizzazioni si sa che sono la benzina capace di accendere la litigiosità a sinistra. Pecca che rende sempre difficile e faticoso un qualsiasi cammino di ricomposizione dopo una scissione, più o meno lacerante.

È questa – purtroppo – la previsione che si profila nelle praterie della sinistra. Dove da parte dell’elettorato ci si aspetta unitarietà ed obiettivi politici chiari, mentre dalla classe dirigente arrivano segnali di frazionismo, correntismo ed annacquamento dei tradizionali valori della Sinistra. Valori che si concretizzavano nella difesa del Lavoro e dei Lavoratori, e nella tutela dei più deboli per alleviarne i disagi. In aggiunta ai valori di libertà, democrazia, giustizia sociale, solidarietà, apertura inclusiva verso la diversità. Con tutto ciò che ne consegue nell’indirizzo della dialettica politica.

Secondo molti politologi il PD, già dalla sua fondazione del 2007 al Lingotto, commise il peccato originale di abbandonare il Lavoro come interesse primario, da rappresentare e difendere. Sostituendolo con la visione liberal-democratica che riconosce al Mercato la funzione regolatrice nella società.

Renzi, presentandosi come “rottamatore”, interpretò in modo abile e spregiudicato questa premessa, spostando sensibilmente il baricentro ideologico del partito verso il centro. Lasciando scoperta una vasta area di sinistra senza rappresentanza politica credibile. Donde la nascita di arbusti e cespugli: “Liberi e Uguali”, “Art.1”, “Patria e Costituzione”, ecc.

Oggi che Renzi ha traslocato fuori dal PD, in molti fuorusciti si chiedono se non sia arrivato il momento di ritornare all’ovile. Nel tentativo di ricreare le condizioni per approntare la casa comune della Sinistra, plurale e democratica, dove tante sensibilità possono coesistere. Dando ognuna il proprio contributo.

Auspicio più che lodevole, che vedrà la sua strada lastricata da tante belle parole e buoni propositi. E tutti sappiamo che anche la strada che porta all’Inferno è lastricata di tanti buoni propositi. Quella della Sinistra se non sarà una strada che porta all’Inferno, sarà certo una strada che passa per un Purgatorio, dove si dovranno scontare parecchie manchevolezze ed incomprensioni. Che hanno lasciato ruggine e macchie difficili da smacchiare.

Ci si potrà riuscire, ma con tanta generosa buona volontà. Certo la sortita di Dalema non va proprio in questa direzione. Servirà da monito e da lezione per abbassare i toni per il futuro del dialogo? Francamente ne dubitiamo ma lo speriamo fortissimamente.

A Sinistra ricomincia un faticoso cammino di ricomposizione? // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia