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Maradona: “Napoli nel mio cuore. La droga e la camorra, tutto sulla mia vita”

Le sue parole

FINE

00:40 – Sognare di entrare in campo? “Voglio continuare a giocare. Farlo nel calcio di oggi, mi renderebbe l’uomo più felice al mondo. Il tempo passa, mi diverto giocando con mio nipote, mio figlio e i miei amici”.

00:39 – Togliere un sassolino dalla scarpa? “Mi hanno sempre detto che non riconoscevo Diego Armando. La gente ha ragione, ho perso tanti anni ma adesso è con me”.

00:38 – “Ho ancora tre anni di contratto a Dubai, gioco a calcio e faccio l’amore con Rocio”

00:36 – Papa Bergoglio? “Siamo due argentini arrivati molto in alto. Io scenderò, lui deve continuare a restare in alto. Ho visitato l’altro parte, non trasmetteva niente. Bergoglio sta facendo cose nel Vaticano da fuoriclasse”.

00:34 – “Icardi è un traditore. Non puoi andare a casa, a cena e sposarti con la moglie dell’amico. Pelè? Non mi piace litigare con lui. Icardi è un traditore. Sarà un grandissimo calciatore ma quello che ha fatto a Maxi Lopez è brutto. Batistuta fa dieci Icardi”.

00:28 – Equitalia? “Mamma d’o Carmine! Quando venivo in Italia mi toglievano orologi, orecchini e anelli. Io non facevo i contratti. Il mio rappresentante e Ferlaino facevano i contratti. Ferlaino e Coppola possono camminare tranquillamente per strada e io devo avere problemi. Alemao e Careca hanno firmato lo stesso contratto, ma il fisco se la prende solo con me. Adesso ho risolto, stiamo parlando con Equitalia. Impossibile che io non possa lavorare in Italia, dopo che sul campo del Napoli ho lasciato l’anima. Oggi è quasi tutto cambiato, gli avvocati sono a lavoro”.

00:26 – Droga? “Avevo 24 anni quando a Barcellona presi per la prima volta la droga. E’ stato l’errore più grande della mia vita. Le miei figlie mi dicevano che dovevo vivere per loro”.

00:23 – Mala vita? “Il ricordo è delle notti che uscivo e mi incontravo con loro. Mi chiedevano le foto, le facevo. Poi veniva fuori sui giornali che erano camorristi. Non ho chiesto niente a loro ma loro mi hanno dato la sicurezza per i miei due figli. Quando ho parlato con Carmine, gli dissi che alla Gazzetta dello Sport qualcuno di loro aveva parlato. Mi dissero che dopo la coppa america dovevo tornare a Napoli altrimenti avrebbero fatto del male alle mie figlie. Ma Carmine mi tranquillizzò”.

00:19 – Padre bravo o assente? “Sono stato un padre assente perchè ho lavorato tutta la mia vita, anche da malato ho sempre lavorato. Oggi, però, i miei figli possono dire che sono un papà bravo. Nonno d’oro? Voglio prima avere il sesto figlio e poi penserò ad essere nonno. Mi piacciono i numeri pari”.

00:08 – Il problema più grande? “Quello della droga. La droga ammazza. Sono stato fortunato, oggi ne posso parlare. Se avessi continuato così, sarei morto. E’ da 13 anni che non mi drogo. Mi alzo al mattino e vedo mio figlio Diego, Diego Fernando: sono la mia gioia. Non mi hanno cambiato a 15 anni, non mi possono cambiare a 56 anni. Oggi sono tremendamente innamorato di Rocio, ma lei sa che così come amo lei, domani posso amare un’altra donna. Se lei la pensa come me? L’ammazzo. Stiamo bene insieme, ma non voglio un figlio con lei per l’età. Ho cinque figli che mi rendono felici. Prima litigavo con me stesso. Con Diego Jr, sempre ho voluto vederlo, ma sempre mi sono fermato. Quando l’ho conosciuto, mi sono innamorato subito. Adesso sta con me, lavora con me. Mi sta vicino. Quando faremo in Arabia e in Dubay l’Accademia Maradona, lavorerà con me”.

00:05 – Quante volte si è sposato? “Una sola volta con Claudia, poi ho avuto diversi figli. La mia prima moglie, una storia che ricordo sempre. Il mio primo amore. Ci sono giudici e giudizi, non vuole darmi le cose che ho vinto nel campo. Le mie figlie sono dalla parte della mamma. Oggi sono tremendamente innamorato di Rocio. Non ho figli, ha 26 anni: è ancora piccola. L’ho vista per strada, le ho fatto un occhiolino. Poi le ho offerto un gelato e lei mi ha detto di no. Poi attraverso un amico l’ho invitata a cena, poi qualche festa e alla fine è arrivato l’amore”.

00:02 – “Il sogno di tutti, i gol al mondiale. A letto, si pensa sempre di poter fare il gol più bello. Mi è capitato a 26 anni durante un Mondiale: ho aspettato 10 anni”.

00:01 – Argentina a 16 anni? “In Argenitna si arriva prima a giocare nelle prime squadre rispetto ad altri paesi. Il Mondiale per me è rapprensentare il mio paese. L’Argentina non stava bene, oggi neanche lo è: la gente fa i miracoli per mangiare e per questo mi allenavo di più per regalare una gioia a loro”.

23:58 – Banche per acquistarmi? “Se è così, è una cosa buona. Qualcuno ha anche detto che mi avevano pagato con la camorra. La camorra con i giocatori di calcio è diverso rispetto alla gente comune. Loro volevano che noi portassimo lo scudetto in città”.

23:56 – Napoli nel cuore? “Napoli continua ad essere nel mio cuore. Mi ha dato la possibilità di giocare a calcio a grandi livelli un’altra volta. Venivo da uno strepitoso Barcellona, ma in azzurro ho potuto giocare un campionato intero e lottare con le squadre del nord. Ho fatto delle cose che altri non potevano fare”.

23:53 – “E’ morta prima mia mamma: ero più legata a lei, le raccontavo tutto. Mio padre non aveva il tempo per essere mio amico. Mia madre è la mia prima tifosa. Speravo sempre che mio padre potesse prendere un pallone e giocare con me, ma non poteva, si alzava alle quattro del mattino per andare alla fabbrica e lavorare”.

23:51 – I genitori? “Mi mancano molto: ero il preferito di mia madre, quasi anche di mio padre che mi portava sempre ad allenarmi. Non ho avuto da lui giocattoli, ma amore. Non avevo ancora mio fratello, ma le mie sorelle si divertivano con me. Ero il quinto dei fratelli: eravamo in 10 per mangiare”.

23:49 – La mia casa? “Dormivamo tutti nella stessa stanza: non avevamo spazio per vivere liberi. Mangiavamo vicino al posto dove dormivamo. Mio padre ha fatto un miracolo nel farci mangiare tutti. Una cosa che voglio raccontare a tutti è che a 12 anni, una sera, a mia madre faceva male la pancia: voleva fare mangiare più a noi”

23:48 – “Non avevamo la televisione a casa, lavorava solo mio padre e noi eravamo in 7”.

23:46 – Caviglia? “Una palla che riconquisto a metà campo e Goikoetxea mi venne sulla caviglia. Il pallone è sempre stato per me il giocattolo più bello al mondo”.

23:45 – Quando sono diventato Maradona? “A 9 anni quando vinsi la coppa in Giappone”.

23:44 – Pibe de oro “Il nome nasce a Napoli per tutto quello che sono stato per la città. Arrivai dal Barcellona. Ricordo che litigavo con Nunez, presidente del Barcellona. Non c’erano squadre disposte a comprarmi. Il Napoli ha fatto il miracolo e mi ha portato in Italia”.

23:42 – “Ho due orologi che mi hanno regalato le mie due figlie e che sono in posti differenti, così le posso chiamare”.

23:41 – “Sto benissimo è un onore essere qui. Papa? Siamo due argentini dal passato particolare. Lui tifa San Lorenzo”.

23:39 – Comincia L’Intervista di Diego Armando Maradona con Maurizio Costanzo

In merito all'autore

Ciro Novellino

Nato a Castellammare di Stabia, il 24 aprile 1984, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dei pubblicisti della Campania e all'Ordine Nazionale dei Giornalisti di Roma. Diplomatosi al Liceo Classico di Castellammare di Stabia ha conseguito la Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali prima e quella Magistrale in Archeologia e Storia dell'Arte poi, presso l'Università degli studi di Napoli 'Federico II'. Esercita la professione di giornalista da diversi anni con collaborazioni legate a Tuttojuvestabia, Calcio Napoletano e IlNapolionline. Prima ancora è stato redattore di CalcioNapoli24, alfredopedulla.com ed è attualmente caporedattore di Vivicentro.it e responsabile della pagina sportiva della SSC Napoli sullo stesso giornale. Grande appassionato di calcio, presenta da diversi anni anche un programma radiofonico, L'Orda Azzurra, su Vivi Radio Web

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