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Pittiglio: “Esperienza fantastica sull’isola. La Fenix ha una società seria e solida”
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Pittiglio: “Esperienza fantastica sull’isola. La Fenix ha una società seria e solida”

L’INTERVISTA- L’allenatore della squadra fenice fa il punto ai nostri microfoni sul campionato concluso e sulle prospettive future del club

Il primo obiettivo che si era posta la società era la crescita del progetto, e dei giocatori, soprattutto perché la società voleva confrontarsi con un campionato FIGC. Io ho accetto a scatola chiusa il progetto in virtù della fiducia che avevo nel Presidente Agnese”

Simone Vicidomini | La stagione della Fenix Ischia Calcio a 5 si è conclusa da poco. La squadra del patron Vincenzo Agnese, dopo lo scorso anno in cui ha giocato per il CSI, quest’anno è riuscita ad ottenere un ottimo risultato al suo primo campionato in Serie D in FIGC. Sicuramente sono state gettate le basi per poi costruire qualcosa di importante in futuro, a dimostrazione di una società in perfetta salute sia sotto l’aspetto tecnico che economico. Un grande traguardo è stato raggiunto anche per l’Under 17 che è in piena lotta per raggiungere i play-off, ma anche per i tanti iscritti alla prima scuola di calcio a 5.  Per commentare la stagione giocata in Serie D dalla compagine isolana abbiamo deciso di intervistare l’allenatore, Luca Pittiglio, che ci ha raccontato le sue impressioni di quest’anno e i propositi sul suo futuro. Ecco le sue parole.

Mister Pittiglio, la Fenix ha appena concluso il suo primo campionato in serie D, chiudendo con un ottimo risultato a ridosso della zona play-off. Come giudica la stagione e come ha vissuto quest’anno sull’isola? 
“Sicuramente abbiamo avuto le difficoltà tipiche di un primo anno di attività. Il passaggio della Fenix dal campionato CSI a quello FIGC ha fatto capire a tutti che si tratta di un ambiente diverso. Ci siamo dovuti rapportare con società forti, organizzate, con giocatori di spessore, soprattutto nella zona di Napoli. La cosa importante e che ci siamo giocati le partite alla pari anche contro le cosiddette corazzate. Abbiamo messo delle basi importati per il prosieguo del progetto. E’ stata un’esperienza nuova per me sull’isola, perché mi sono dovuto rapportare con un ambiente che non conoscevo. E’ stata un esperienza affascinante. La Fenix anche se era al suo secondo anno di vita, ho trovato un’organizzazione seria che in altre categorie superiori non avevo trovato”.

Ad un certo punto della stagione siete arrivati a crederci veramente di poter accarezzare il sogno per i play-off, poi però è svanito in poco tempo. Qualche risultato negativo di troppo? 
“Abbiamo avuto qualche pareggio di troppo, soprattutto nei derby che abbiamo subito la beffa nel finale. C’è anche da aggiungere che nel girone di ritorno abbiamo perso giocatori importanti. Abbiamo giocato senza Schiano in porta, senza Eroico e senza Patalano e poi per sette gare Di Meglio. Ci sono state delle problematiche che non ci hanno permesso di ripetere l’ottimo girone di andata, dove eravamo ad un passo dalla zona play-off. Noi fino ad un certo punto abbiamo fatto la rincorsa sulla Meridiana, che poi però ha preso due giocatori importanti dal Massa Vesuvio in Cs. Ha avuto un rullino di marcia diverso fino alla fine. E’ stato un ottimo anno di esperienza per porre le basi per il futuro”.

In tutta la stagione le chiedo, c’è una partita in cui la sua squadra le ha dato grande prova di forza per vincere la gara? 
“Ci sono state varie partite dove abbiamo dimostrato il nostro valore. Contro il San Sebastiano che abbiamo vinto, che giocherà i play-off. Con il Bacoli all’andata siamo andati due volte in vantaggio, nonostante eravamo rimaneggiati poi purtroppo siamo crollati negli ultimi cinque minuti. Con il San Ludovico pure abbiamo dato grande prova, considerando che è una squadra che ha chiuso il campionato da imbattuta. Il derby con la Futsal al ritorno dove abbiamo preso gol, però ci ha fatto capire quanto eravamo migliorati rispetto alle gara giocate sia all’andata contro di loro, che anche in Coppa. Ho visto dei miglioramenti nella squadra”.

Qualche nota negativa nell’intero arco del campionato c’è stata? 
“Il rammarico è che mi sarebbe piaciuto giocarmi il girone di ritorno con la squadra al completo. Purtroppo abbiamo perso degli uomini chiave. Nulla togliere a chi ha preso il loro posto, però noi abbiamo terminato il campionato senza poter fare delle scelte”.

Lei è al suo primo anno qui sull’isola di Ischia. Mister Pittiglio sarà in panchina anche per la prossima stagione? 
“Questo non lo so… Deve chiedere alla società. Non ne abbiamo ancora parlato e non so ancora l’anno prossimo cosa si farà”.

Il Presidente ad inizio stagione le ha chiesto di raggiungere qualche obiettivo in particolare e quale?
“Il primo obiettivo che si era posta la società era la crescita del progetto, e dei giocatori, soprattutto perché la società voleva confrontarsi con un campionato FIGC. Io ho accetto a scatola chiusa il progetto in virtù della fiducia che avevo nel Presidente Agnese. Obiettivi noi non c’è ne siamo posti per quanto riguarda il campionato però sono molto contento per la crescita che ha avuto la squadra”.

Si dice spesso che per fare bene ci vuole in primis una programmazione seria e giusta e con questa società sembra che le cose siano veramente serie. L’anno prossimo si potrà puntare a qualcosa di importate? 
“Questo dipende tutto dalla programmazione che si deciderà di fare. Per certi tipi di progetti vanno bene delle premesse per altri c’è ne vogliono altri. Per un progetto iniziale abbiamo iniziato in una certa maniera, per lo sviluppo poi di un progetto occorrono altre premesse. In base a quelli che saranno gli obiettivi della società, faremo una chiacchierata e vedremo se sarà possibile sviluppare insieme questo progetto e con quali basi”.

La prima squadra ha ben figurato al suo primo campionato come già detto in apertura, però è doveroso chiederle un commento sul progetto giovani, ovvero una scuola calcio per i più piccoli…
“Per quanto riguarda l’Under 17 mancano tre giornate di campionato e siamo in zona play-off. E’ questo come primo anno è molto importante. Abbiamo un gruppo di ragazzi che non aveva mai giocato nelle categorie Futsal soprattutto a quelli federali. Anche loro hanno pagato nel girone di andata lo scotto del primo anno. Infatti c’è stato un miglioramento sia come gioco che con i risultati nel girone di ritorno. Abbiamo qualche ragazzo che è stato chiamato anche in Rappresentativa, per noi questo è stato molto importante ,perché vuol dire che la crescita del progetto è stata tangibile. L’Under 17 sta facendo un grande percorso e non è ancora finita, perché vogliamo giocarci alla grande la possibilità dei play-off, che come outsider al primo anno è stato molto importante. L’Under 19 partecipa al campionato è dovrà fare le fasi finali dei play-off , ed anche lì siamo soddisfatti perché partecipano i ragazzi sotto età. Partecipano per la maggior parte quelli dell’under 17. E’ stata un’ottima occasione confrontarsi con un campionato da sotto età. Per quanto riguarda il settore di base, sono stati fatti dei numeri importanti. Un progetto nuovo sull’isola, perché si lotta contro le scuole calcio ad 11,mentre noi siamo un progetto di Futsal, ed è stato molto importante partire. L’anno scorso sono state messe le premesse e quest’anno si è partiti. I nostri ragazzi faranno anche campionati esterni. Abbiamo i primi calci che saranno impegnati nei play-off di fine stagione. Sicuramente abbiamo avuto occasioni di confronto e sarà importante aumentarle, sia a livello extra isolano ma anche di Futsal per crescere all’interno del nostro progetto. Noi sposiamo un progetto diverso dal calcio ad 11”.

Mister Pittiglio, senza aprire nessun tipo di polemica, che idea si è fatto del calcio a 5 sull’isola d’Ischia, anche perché quest’anno ci sono state ben 4 squadre compresi voi che hanno partecipato al campionato di Serie D…
“E’ discorso un po’ complicato. E’ chiaro che nello sport, soprattutto nel contesto ischitano sarebbe opportuno unire le forze e non dispenderle , questo dovrebbe essere fondamentale. Probabilmente ci sono alcune realtà che vivono di una filosofia un po’ ristretta, ovvero di club e preferiscono giocarsi i loro campionati da soli e non aprirsi a fusioni o collaborazioni. Questo obiettivamente non fa crescere il movimento. Probabilmente alcuni tipi di collaborazione potrebbero aiutare sia la crescita, che per l’intero movimento. Il Calcio a 5 isolano può avere una svolta o rimarrà stazionario? “Il discorso per me deve essere sempre quello di aprirsi e bisogna confrontarsi con altre realtà. Nel mio caso, io sono un allenatore che viene da fuori. Ho imparato tante cose sull’isola che prima non conoscevo, ho visto come la pensano su alcune cose i giocatori ischitani. Sarebbe importante per i giocatori isolani, aprirsi magari a giocatori che vengono da fuori. Ad esempio la Virtus Libera ha preso Melise che è un giocatore che viene da Napoli e sicuramente oltre ad un risultato sportivo importante, anche i giocatori si sono potuti confrontare con un giocatore extraisolano e capire tante altre cose. Per crescere bisogna aprirsi con altre realtà”.

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