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Cronaca Sportiva

La WWE porta la rivoluzione femminile in Arabia Saudita: due donne sul ring per fare la Storia

La WWE porta la rivoluzione femminile in Arabia Saudita: le due superstar del Wrestling Lacey Evans e Natalya si affrontano sul ring per fare la Storia

Ancora una volta, lo sport (il wrestling in questo caso) dimostra di essere un mezzo potentissimo per la veicolazione di sentimenti in grado di allargare gli orizzonti sociali e culturali di un Paese. Nella capitale Riyadh, sul ring di Crown Jewel (evento speciale organizzato dalla WWE), si sono appena affrontate Lacey Evans e Natalya, due superstar di punta della divisione femminile della più grande federazione di Wrestling del mondo. Un match  storico, il primo tra due donne in Arabia Saudita, dove l’emancipazione femminile non è qualcosa di così scontato, per usare un eufemismo. (Come se nel nostro Occidente invece lo fosse…)
Il loro incontro era stato annunciato appena ieri, a meno di 24 ore dal suono della campanella. Segno che la federazione americana ha comunque incontrato una forte resistenza da parte del Governo dell’Arabia Saudita che alla fine ha dato l’ok. Erano infatti mesi che la WWE provava a includere nei suoi show arabi un match tra donne, ma alla fine a spuntarla era stata sempre stata la linea dettata dal Re Salmān e dal Ministro dello Sport. Poi l’apertura a sorpresa, arrivata ieri nel corso della Conferenza Stampa di presentazione. Lacey e Natalya si sono affrontate sul ring per mesi, in una faida partita a rilento ma che si è conclusa con due brillanti match a stipulazione speciale. La scelta di affidare proprio a loro questo incontro pesantissimo per la Storia dei diritti civili del Paese arabo era quindi abbastanza scontata. Nonostante non siano le stelle più brillanti di cui la WWE dispone, le due hanno dato il meglio di sè per mostrare quello che sono in grado di fare le donne del wrestling. Entrambe le atlete hanno dovuto purtroppo rinunciare alle proprie personalità da ring (gimmick*), presentandosi con un vestiario molto più “sobrio” rispetto al solito. Un “piccolo” compromesso rispetto alle speculazioni della vigilia che le vedevano addirittura esibirsi indossando l’hijab: Lacey, che interpreta un’orgogliosissima (e provocante) lady americana ha acceso il pubblico con il suo miglior repertorio, mentre Natalya (fiera discendente della famiglia Hart) ha portato sul ring tutta la sua esperienza. Nel mezzo tanto buon wrestling, in un evento che alla vigilia – a dire il vero – non prometteva molto spettacolo. Nonostante la presenza di molte delle principali superstars, molti wrestler hanno, infatti, deciso di non apparire durante lo show per ragioni politiche o per solidarietà nei confronti delle tante persone che non godono della protezione dei diritti civili nel Paese. I fan arabi (e di conseguenza anche tutti gli altri che hanno seguito il ppv in tv) si sono dovuti accontentare, quindi, di uno show abbastanza modesto, rovinato probabilmente anche dalle controversie che accompagnano da sempre i preparativi degli show nel paese saudita. Fortuna che questa volta c’erano le terribili wrestlers della divisione femminile a ridonare interesse alla manifestazione. La fotografia più bella della serata? Senz’altro lo sguardo affascinato delle tantissime bambine presenti tra il pubblico mentre Natalya costringeva alla resa Lacey con l’iconica mossa finale di famiglia: la sharpshooter. Responso incredibile e inaspettato da parte dei 18mila spettatori arabi che hanno cantato “This is awesome” (trad. Questo è fantastico) durante l’intero match. Uno dei segni di rispetto più grandi che un wrestler può ottenere.

* Nel wrestling il termine Gimmick indica una persona (ad esempio un wrestler, un manager o una valletta) a cui viene assegnato un comportamento o delle caratteristiche utili a suscitare un maggior interesse del pubblico. Più in generale, la gimmick equivale al personaggio che il lottatore interpreta negli spettacoli proposti dalla federazione in cui si esibisce.

RIPRODUZIONE RISERVATA
A cura di Mario Calabrese

 

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Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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