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Tribunale di Napoli
Sud - cronaca

Napoli, protesta davanti al tribunale: “Basta morire di tumore, risaniamo l’ambiente”

Protesta davanti al tribunale di Napoli

Dopo la denuncia presentata nella giornata di ieri in Procura da Salvatore Ronghi, segretario federale del movimento civico Sud Protagonista, insieme ad alcuni ambientalisti hanno deciso di protestare contro i roghi in Campania che devastano l’ambiente e la salute.

Lo scopo di tale protesta è chiedere di individuare le eventuali responsabilità del disastro ambientale, della forte morbilità tumorale in Campania, della mancata chiusura del ciclo dei rifiuti e delle mancate bonifiche.

Già  Salvatore Ronghi, aveva dato il via a una raccolta firme rivolta ai cittadini che vogliono individuare la responsabilità circa i ritardi accumulati sulle bonifiche ambientali e sul riciclo dei rifiuti.

Il segretario del movimento ha chiaro di chi sia la responsabilità come dichiara a IlMAttino:

 «Il nostro attuale Presidente Vincenzo De Luca tutti i giorni dice che si è finalmente in procinto di eliminare i siti inquinati – ha spiegato ai microfoni dei cronisti – hanno fatto soltanto uno spot pubblicitario con un carico pieno di balle e nulla più».

Quindi il Movimento accusa non solo la Regione e i suoi vertici, ma anche contro del vecchio esecutivo:
«Ci sono responsabilità del governo – ha proseguito Ronghi –  il patto sottoscritto da De Luca e da Renzi due anni fa prevede 1 miliardo e 400 milioni di fondi europei per la Campania da spendere entro il 2021: di questi soldi solo una minima parte verrà affidata per le bonifiche-. In più De Luca nel 2015 ha avuto dal ministero della Salute 33 milioni e 800 mila euro per cominciare lo screening delle malattie oncologiche nella Terra dei Fuochi, fino ad oggi sono stati spesi solo 3 milioni di euro. Secondo me – conclude Ronghi  – ci sono delle responsabilità per un’accusa di omicidio colposo perché anche attraverso i ritardi e le omissioni di atti di ufficio si può produrre la morte e i tumori».

Cerca risposte concrete Stefania Zenga, presidente dell’associazione Je so green sempre come riporta ilMattino:

«Abbiamo scoperto dai dati Arpac parziali di stamattina che il danno ambientale potrebbe persistere sette anni soprattutto per i bambini fino all’età di tre anni e per le donne in gestazione che abitano nel raggio di azione della nube tossica, ovvero nei 3 km – ha raccontato Stefania Zenga – Questa è una cosa così grave che veramente noi ci aspettiamo che Spadafora, che è arrivato per primo a Caivano e il Generale Costa, che sarà presente nei prossimi giorni alle riunioni che faremo, ci diano delle risposte concrete sui controlli negli stabilimenti che smalticono rifiuti, che non sono in realtà solo carta e cartone». 
 La prospettiva degli abitanti delle zone limitrofe alla zona industriale di Caivano è attendere «un quadro più lineare di quelli che sono i risultati, aspettando che la nube tossica si abbassi per rilevare il vero tasso di tossicità – ha continuato Stefania – Finché non avremo dati certi non possiamo muoverci, ma se l’Arpac ci dirà che i valori non sono così tanto elevati rispetto alla normalità allora dobbiamo indagare bene. L’Asl ci ha ordinato di tenere chiusi i balconi e di non accendere l’aria condizionata, sono consigli che i bambini di 3 anni potevano ricevere tranquillamente dai genitori e non dall’Asl».

Dionisia Pizzo

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