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Sud - cronaca

Napoli, omicidio Ciro Colonna: le intercettazioni della moglie del boss

Dalle indagini per la morte di Ciro Colonna, ucciso per errore a Napoli in un agguato di camorra nel giugno 2016 vengono alla luce nuovi dettagli: in un’intercettazione, la moglie del boss si sfoga.

“C’era uno con la maglietta rossa, quello innocente, poi uno con la maglietta bianca, e uno con la maglietta verde.. e tu che fai? Entri improvvisamente e spari con la maglietta rossa?”

In una delle intercettazioni al vaglio degli investigatori, emergono nuovi, drammatici, dettagli.

Dopo la notizia degli scorsi giorni dell’arresto di otto persone ritenute a vario titolo presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio, continua l’attività investigativa degli inquirenti per determinare le esatte dinamiche dell’agguato.

Dalle prime indagini è ormai chiaro che il vero bersaglio dei killer era Raffaele Cepparulo, boss in ascesa del Rione Sanità, il quale cadde anche lui sotto i proiettili del commando.

Ma ciò che emerge oggi da alcune intercettazioni pubblicate dal Corriere del Mezzoggiorno, potrebbe rendere ancora più tragiche le circostanze che portarono alla morte del giovane 19enne.

Ciro era là, aveva giocato al biliardino con una ragazza, poco prima dell’irruzione dei due killer. Nel fuggi fuggi generale, è stato colpito anche lui, non per caso, ma probabilmente perché scambiato per qualcun altro. Questo quanto emerso da un’intercettazione telefonica il cui testo è stato pubblicato oggi dal Corriere del Mezzogiorno, nella quale a parlare è la moglie del boss della zona, che si lascia andare ad un sfogo.

“C’era uno con la maglietta rossa, quello innocente, poi uno con la maglietta bianca che era ‘o Limone, e uno con la maglietta verde che era Cepparulo”, dice la donna, “E tu che fai? Entri improvvisamente e spari con la maglietta rossa?”. Il killer avrebbe, quindi, fatto fuoco su Ciro Colonna pensando si trattasse di Raffaele Cepparulo, perché entrambi avevano la barba. “Con la pistola in mano tremava tutto, lo ha scostato e gli ha sparato”, prosegue poi la donna. La cui unica preoccupazione, a quanto pare, era quella per il nipote. “Ma se invece di colpire a quello colpivano a mio nipote? Tu che fai? Improvvisamente entri e fai fuoco? Fino alla fine credevamo che l’altra vittima fosse mio nipote”.

 

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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