Milano entra nel dibattito politico in vista delle elezioni comunali del 2027, con Gianni Alemanno che scende in campo a sostegno della candidatura di Carmelo Burgio, indicato da Roberto Vannacci per la corsa a Palazzo Marino.
L’ex sindaco di Roma è arrivato nel capoluogo lombardo per ribadire il proprio appoggio a Burgio, candidato che, secondo Alemanno, rappresenterebbe una proposta concreta per affrontare i problemi di sicurezza della città. «La candidatura di Burgio si sostiene da sola, perché è l’uomo giusto al posto giusto in una città in profonda crisi di sicurezza», ha dichiarato Alemanno.
Nel suo intervento, l’esponente politico di Futuro Nazionale ha descritto Milano come una città che, a suo giudizio, è diventata «una specie di Mecca di tutti i clan etnici possibili». Da qui la necessità, secondo Alemanno, di puntare su una figura con esperienza e capacità di garantire ordine e sicurezza. L’ex primo cittadino della Capitale ha inoltre definito quella di Burgio una proposta forte, capace di distinguersi anche di fronte alle difficoltà del centrodestra nel trovare un nome condiviso.
Burgio: «Le statistiche sulla sicurezza vanno lette con attenzione»
Anche Carmelo Burgio ha posto al centro del proprio intervento il tema della sicurezza, richiamando i dati che, secondo quanto sostenuto dal candidato, indicherebbero Milano come una delle città più insicure.
«Lo dicono i giornali, lo dicono le statistiche del Ministero degli Interni, sono numeri incontrovertibili», ha affermato Burgio, sottolineando tuttavia la necessità di considerare anche il fenomeno dei reati che non vengono denunciati. Secondo il candidato, infatti, ai dati ufficiali relativi agli episodi denunciati si aggiungerebbe una quota di fatti che rimangono sommersi e che non emergono nelle statistiche.
Burgio ha quindi richiamato l’attenzione sulla necessità di interpretare i numeri tenendo conto anche di questa componente, ritenuta importante per comprendere la reale dimensione del problema.
Il ruolo del Comune tra sicurezza e rispetto delle competenze
Nel suo intervento, il candidato sostenuto da Vannacci ha affrontato anche il rapporto tra amministrazione comunale e organi dello Stato. Pur riconoscendo che la sicurezza rientra nelle competenze statali, Burgio ritiene che il Comune possa e debba svolgere un ruolo attivo, evitando di ostacolare gli interventi delle autorità competenti.
A titolo di esempio, ha citato il caso dello sgombero di un palazzo: se un magistrato dispone l’intervento e il prefetto provvede a eseguirlo, secondo Burgio il sindaco non dovrebbe opporsi alla decisione, ignorando quanto stabilito dalle autorità giudiziarie ed esecutive.
Il candidato ha quindi richiamato la responsabilità dell’amministrazione comunale nel collaborare con lo Stato e nell’intervenire nei settori di propria competenza, anziché lasciare irrisolte situazioni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini.
Abusivismo e controlli: nel mirino taxi e Ncc
Tra le criticità segnalate da Burgio figura anche il fenomeno dell’abusivismo nel settore dei taxi e del noleggio con conducente (Ncc). Secondo il candidato, si tratterebbe di una situazione evidente, rispetto alla quale mancherebbero interventi adeguati.
Burgio ha indicato nelle telecamere e nel controllo delle targhe alcuni strumenti utili per verificare eventuali irregolarità. In particolare, ha fatto riferimento ai veicoli Ncc che, secondo quanto da lui denunciato, rimarrebbero in servizio per periodi superiori a quelli consentiti.
Il candidato ha inoltre citato la possibilità di effettuare controlli periodici, anche attraverso la Polizia Municipale, sostenendo che verifiche più frequenti potrebbero contribuire a contrastare il fenomeno. A suo giudizio, tuttavia, queste possibilità non verrebbero sfruttate a sufficienza dall’amministrazione.
Piste ciclabili, Burgio attacca: «Penalizzano traffico e commercio»
Tra i temi affrontati da Carmelo Burgio c’è anche quello delle piste ciclabili, con particolare riferimento a quella di corso Buenos Aires. Secondo il candidato, la realizzazione dell’infrastruttura avrebbe sottratto spazio alla circolazione delle auto, creando disagi per gli automobilisti, i mezzi di soccorso e le attività commerciali della zona.
«Sono marciapiedi di 10-12 metri in cui si poteva mettere una bella ciclabile e invece si è messa una ciclabile decidendo di togliere una corsia per senso di marcia», ha dichiarato Burgio, sostenendo che questa scelta renda più difficoltosa la circolazione e penalizzi anche i commercianti, perché ridurrebbe la possibilità per i clienti di fermarsi e raggiungere agevolmente i negozi.
Il candidato ha inoltre evidenziato le possibili criticità in caso di emergenza, sostenendo che la pista ciclabile possa contribuire a rallentare il traffico e complicare gli spostamenti dei mezzi di soccorso.
Burgio ha infine annunciato che, qualora venisse eletto sindaco, intende intervenire sulla pista di corso Buenos Aires e su altre infrastrutture ciclabili che giudica problematiche. «Una delle prime cose che farò sarà abolire questa ciclabile e molte altre», ha affermato, definendole penalizzanti per la viabilità e per le attività commerciali.
La revisione delle piste ciclabili si inserisce così tra le proposte che Burgio intende portare al centro del confronto elettorale in vista delle comunali milanesi del 2027.
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