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Roma, caos allenatore. Dybala in vacanza in Toscana?

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(Adnkronos) – Mentre la Roma è sempre più nel caos, Paulo Dybala si concede una gita fuori porta.L'argentino, grande assente nella partita persa contro il Bologna, è alle prese con l'ennesimo guaio fisico della sua stagione e non è stato convocato, per la seconda volta consecutiva, dal ct dell'Albiceleste Lionel Scaloni.

Dybala sta sfruttando la sosta per ricaricare le batterie e farsi trovare pronto dal nuovo allenatore giallorosso. Con il casting dei Friedkin che è ancora in corso, Dybala sta infatti trascorrendo qualche giorno di vacanza in Toscana, in un resort di Montalcino.Ad apprenderlo è MontalcinoNews.com sulla base dei rumors che girano in terra di Brunello.   Paulo Dybala è uno dei grandi temi di casa Roma.

In estate il suo 'no' all'Arabia Saudita aveva scatenato l'entusiasmo dei tifosi, ma quel gran rifiuto rischia di rivelarsi un boomerang.L'argentino percepisce un ingaggio da circa 6 milioni l'anno e per la società c'è in prospettiva il rinnovo automatico per il contratto che scadrà il prossimo giugno.

L'accordo di Dybala con la Roma includerebbe infatti una clausola che prevede un ulteriore anno di contratto una volta raggiunto il 55% delle presenze stagionali, da almeno 45 minuti a partita. Difficile dire quanto questo abbia condizionato la sua stagione e il suo utilizzo da parte di De Rossi prima, che comunque lo schierava spesso titolare, e Juric poi.Sicuramente però l'inizio di stagione dell'argentino è stato costellato di infortuni e fin qui ha raccolto soltanto due gol in dodici presenze stagionali. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Olanda, stretta sull’immigrazione: dal 9 dicembre controlli alle frontiere

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(Adnkronos) – Le autorità olandesi inizieranno il prossimo 9 dicembre i controlli alle frontiere.Lo ha annunciato la ministra olandese per le Migrazioni, Marjolein Faber, come riporta l'agenzia di stampa Anp. A settembre Faber aveva inviato una lettera alla Commissione europea annunciando che il governo di destra guidato dal Partito per la libertà era intenzionato a prendere le distanze dal Patto Ue sulla migrazione e l'Asilo. ''Questo governo mira a ridurre drasticamente il volume dell’immigrazione nei Paesi Bassi, al fine di continuare ad adempiere ai nostri doveri costituzionali, fornire alloggi pubblici, assistenza sanitaria e istruzione'', aveva scritto Faber nella lettera.

Per ottenerlo, Amsterdam è pronta a chiedere una deroga alle regole Ue. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sclerosi multipla, neurologo Gasperini: “Cladribina rallenta la progressione della disabilità”

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(Adnkronos) – "Cladribina ha un meccanismo d'azione innovativo molto interessante che definiamo 'immuno-ricostituente'.Significa che il farmaco è in grado di depletare, e quindi di uccidere, i linfociti B e linfociti T, che sono quelli che attaccano successivamente la mielina e quindi determinano il danno tessutale e la progressione della disabilità.

Dopo l'assunzione di cladribina, questi linfociti B e T tendono a essere ridotti in maniera significativa e il midollo comincia a costruirne di nuovi che non hanno memoria contro la mielina.Siamo quindi in grado di controllare, nel tempo, l'aggressione di queste cellule sulla mielina e, dunque, la progressione della disabilità".

Così Claudio Gasperini, direttore dell'Uoc di Neurologia dell'ospedale San Camillo di Roma e coordinatore del Gruppo di studio della sclerosi multipla della Società italiana di neurologia, intervenendo in un simposio in occasione del 54° Congresso Sin, in corso a Roma. "Viene somministrato in maniera ottimale per i nostri pazienti, perché è un farmaco orale – spiega Gasperini – Abbiamo una somministrazione di 2 settimane in un mese.Dopo, il paziente non assume più il farmaco per un anno.

Si ripete poi questo ciclo l'anno successivo e, per 4 anni, se il paziente è rispondente, è libero da qualunque tipo di terapia, ma soprattutto è libero da attività di malattia". Ricordando i dati a 4 anni dello studio Magnify, presentati al simposio, l'esperto ricorda che "circa l'80% dei pazienti è libero da progressione di disabilità in senso motorio, dal punto di vista di assenza di nuove lesioni alla risonanza magnetica e per quel che riguarda il buon controllo del deficit cognitivo.Questo significa garantire una stabilizzazione della malattia in una gran parte dei nostri pazienti – sottolinea il neurologo – Oltre a questi risultati, c'è un dato di sicurezza molto importante: non sono infatti emersi warning di attenzione.

I nostri pazienti non hanno avuto effetti collaterali significativi e questo ci permette di utilizzare il farmaco anche nella fascia di età più adulta, ovvero sopra i 50 anni, in cui il tema della immunosenescenza determina una riduzione delle difese immunitarie.Ebbene, il farmaco si è dimostrato, in una post-doc analysis, che anche in questi pazienti non sono emersi effetti collaterali.

Cladribina è dunque un farmaco che noi possiamo utilizzare sia nella fase molto precoce della malattia, in pazienti giovani – conclude Gasperini – ma anche in quei pazienti in cui la malattia si manifesta in tarda età, oppure in pazienti che non rispondono più, in un'età più avanzata". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Paolillo (Merck Italia): “Da più di 30 anni su ricerca per sclerosi multipla”

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(Adnkronos) – "Da oltre trent'anni Merck è impegnata nella ricerca in ambito sclerosi multipla, con il bisogno e il desiderio di sviluppare farmaci sempre più efficaci e sicuri per i pazienti.Oltre a questo, nel corso degli ultimi anni, è sorta l'esigenza di creare delle soluzioni tecnologiche innovative che possano aiutare i medici a comprendere quotidianamente l'evoluzione della malattia dei propri pazienti".

Lo ha detto Andrea Paolillo, medical director di Merck Italia, intervenendo in occasione del 54° Congresso della Società italiana di neurologia (Sin), in svolgimento a Roma fino al 12 novembre.  Nel corso dell'evento è stato consegnato il Premio innovazione digitale e tecnologica di Merck, che è giunto alla sesta edizione e ha l'obiettivo di "trovare progetti che possano risolvere la problematica di monitorare i pazienti costantemente – spiega Paolillo – Sappiamo che la malattia con la sclerosi multipla evolve con i cosiddetti sintomi silenziosi che, in realtà, molto spesso, non vengono colti dal clinico e" per i quali "non vi è la tecnologia adeguata per poterli monitorare.Grazie all'innovazione tecnologica digitale e all'intelligenza artificiale – conclude – oggi riusciamo a fornire al clinico informazioni che possono avere" un quadro "immediato di quello che è lo stato di evoluzione della malattia di un paziente". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arpaia (UniNa): “Ai e smartphone per monitorare evoluzione sclerosi multipla”

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(Adnkronos) – "Sono grato alla Merck per questo riconoscimento e tengo a precisare che io ritiro il premio come direttore, ma rappresento l'Istituto e, dunque, dietro a questo risultato c'è il lavoro di un gruppo".Lo afferma Pasquale Arpaia, direttore del Centro interdipartimentale per le nuove tecnologie in sanità dell'università degli Studi Federico II di Napoli, premiato alla sesta edizione del Premio innovazione digitale in neurologia di Merck, per un sistema che usa "l'intelligenza artificiale nello smartphone" per scovare i "sintomi silenti della sclerosi multipla".

Consegnato in occasione del 54° Congresso della Società italiana di neurologia (Sin), in corso a Roma fino a domani, il riconoscimento è riservato alle soluzioni in grado di prevenire e monitorare i sintomi silenti della sclerosi multipla attraverso la digital technology.  Come spiega l'esperto, "il progetto nasce dalla volontà di trovare una soluzione al problema ben noto dei sintomi silenti.Purtroppo la sclerosi multipla è una malattia che si insinua nel quotidiano in maniera subdola e, all'inizio, i pazienti non riescono a rendersi conto del fatto che insorgono questi sintomi e delle difficoltà.

L'idea che ci è venuta è semplice: avere uno strumento diagnostico, basato sul quotidiano, che consenta al paziente, senza troppa noia, di fornire dei dati utili al terapeuta.Abbiamo così pensato al cellulare".  Lo smartphone è ormai un oggetto profondamente e intimamente connesso alla nostra vita personale e spesso viene demonizzato, "ma noi, come ricercatori – argomenta Arpaia – lo abbiamo visto come un'opportunità.

Senza il bisogno di App dedicate, che annoiano il paziente, possiamo, grazie all'intelligenza artificiale, rilevare le sue difficoltà attraverso l'analisi dell'utilizzo quotidiano dello smartphone: il paziente che ha questi sintomi silenti ha difficoltà, si inceppa, ha problemi con la digitazione dei messaggi.L'intelligenza artificiale all'interno del cellulare si rende conto di questi problemi e fornisce un supporto utile al medico". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sansone (UniMi): “Con la Sla disabilità e morte, necessarie terapie più efficaci”

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(Adnkronos) – Problemi motori, del linguaggio e difficoltà a deglutire.Sono questi i campanelli d'allarme della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), grave malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla graduale perdita dei motoneuroni, che porta "a disabilità significative e ancora oggi è considerata a prognosi infausta, fino alla morte.

Nonostante le ricerche in corso, le opzioni di trattamento sono ancora limitate, sottolineando la necessità di una comprensione più profonda dei complessi meccanismi della malattia e dell'identificazione di nuovi bersagli terapeutici".Lo ha detto Valeria Sansone, professore ordinario Università di Milano, Centro clinico Nemo Milano, in occasione del 54esimo congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin) a Roma.  "Sono stati compiuti progressi significativi nel perfezionamento dei criteri diagnostici e nell'identificazione dei biomarcatori, portando a diagnosi più precoci e più precise – spiega Sansone – Sebbene la presa in carico olistica e gli attuali trattamenti farmacologici offrano alcuni benefici, c'è una chiara necessità di terapie più efficaci.

Le mutazioni genetiche sono state identificate come fattori che contribuiscono alla Sla, con mutazioni nella superossido dismutasi 1 (Sod1), che neutralizza la specie reattiva dell'ossigeno dannosa superossido, che rappresenta circa il 2% di tutti i casi di Sla".  "Per contrastare l'aumento di funzioni tossiche causate dalle mutazioni di Sod1 – evidenzia la neurologa – le strategie terapeutiche volte a sopprimere l'espressione genica di Sod1 si sono dimostrate promettenti.L'oligonucleotide antisenso (Aso) è un filamento di Rna, sintetizzato artificialmente, che si lega all'mRna prodotto dal gene Sod1, rappresentando un approccio terapeutico di nuova generazione.

Nel 2023 il tofersen è diventato il primo farmaco Aso approvato dalla Fda per la Sla, nel febbraio del 2024 ha ottenuto parere favorevole di Chmp di Ema e in Italia è disponibile l'accesso anticipato al farmaco somministrato per via intratecale".Tofersen, sottolinea Sansone, "si lega specificamente all'mRna Sod1, inibendo la produzione della proteina Sod1 tossica, rallentando così il decorso neurodegenerativo di molti pazienti e parallelamente riducendo i neurofilamenti a catena leggera, biomarcatori della Sla e di altre forme neurodegenerative, in quanto espressione di danno neuronale.

L'efficacia e la sicurezza a lungo termine di tofersen richiedono un'ulteriore convalida e lo sviluppo di protocolli di trattamento più ottimizzati è essenziale.Una serie di studi e sviluppi terapeutici relativi alle mutazioni della Sod1 hanno fatto progredire la comprensione della fisiopatologia della Sla e hanno contribuito in modo significativo alle strategie di trattamento dei disturbi del sistema nervoso centrale".  (segue) Anche nel campo delle distrofie muscolari, e in particolare della "distrofia muscolare di Duchenne – prosegue la specialista – vi sono nuovi approcci promettenti per rallentare la progressione di questa patologia, ad esordio infantile, e caratterizzata da ipotrofia e debolezza dei muscoli scheletrici, respiratori e del miocardio, in modo progressivo ed invalidante".  "Da inizio agosto 2024 – ricorda Sansone – in Italia è possibile, in un programma di uso compassionevole, proporre ai bambini dai 6 anni in su, e deambulanti, givinostat, un inibitore delle istone deacetilasi (Hdac), enzimi che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione dell'espressione genica e quindi in grado di intervenire su processi di crescita cellulari e sulla apoptosi, la morte cellulare programmata.

Migliorando i meccanismi di riparazione delle fibre muscolari, e quindi riducendo l'infiammazione e la fibrosi, ci si attende che givinostat rallenti l'evoluzione della patologia e soprattutto procrastini la perdita della deambulazione, a cui si associa solitamente quindi anche perdita graduale della funzione degli arti superiori e il peggioramento della capacità respiratoria e cardiovascolare". Informazioni aggiuntive Creato dafilippi Modificato damalandra Stato di Workflow Articolo/Pubblicata In uso da Nessuno  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In pronto soccorso crescono accessi per bronchioliti e polmoniti da mycoplasma

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(Adnkronos) – Dopo un autunno mite, ecco arrivare l'inverno e le temperature più rigide, così aumentano i rischi per i bambini e "cominciamo a vedere un trend in crescita per il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e per le polmoniti da mycoplasma: abbiamo due bambini ricoverati con una forma lieve di virus sinciziale, ma sono sicuro che con un calo più rigido delle temperature aumenteranno gli accessi".Così all'Adnkronos Salute Fabio Midulla, responsabile della Pediatria d'urgenza del Policlinico Umberto I di Roma e past president della Simri, Società italiana malattie respiratorie infantili. "Oggi però – ricorda lo specialista – abbiamo due armi complementari contro il virus respiratorio sinciziale: il vaccino per le donne in gravidanza, mentre l'anticorpo monoclonale può essere dato ai nati nel periodo epidemico nei 100 giorni precedenti.

Le Regioni si stanno muovendo, dal 25 novembre partirà nel Lazio l'immunizzazione nei punti nascita e dai pediatri di libera scelta". Perché sono strategie complementari? "Se noi riuscissimo a vaccinare tutte le donne in gravidanza, sarebbe tutto più naturale, il piccolo nasce già con gli anticorpi – risponde il past president Simri – Ma siccome non riusciamo possiamo contare sull'anticorpo monoclonale, visto che poi i bambini si prendono la bronchiolite dai genitori o dai fratelli più grandi.L'Rsv, va ricordato, è una malattia grave sotto i 3 mesi e per i prematuri, sono questi che rischiano l'ospedalizzazione, mentre per gli altri è una malattia respiratoria gestibile".  Riguardo alle infezioni da mycoplasma pneumoniae, "è una forma batterica che stiamo vedendo in moltissimi casi di accessi al pronto soccorso – sottolinea Midulla – E' una malattia infettiva che può dare mal di gola, rash cutaneo, febbre, ma che può interessare anche i polmoni, fortunatamente non in una forma grave.

Si risolve con l'uso di antibiotici, anche se va detto che vediamo anche casi di resistenza ai normali antibiotici macrolidi".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sesso, sempre più uomini a rischio flop: problemi di erezione per metà over 40

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(Adnkronos) –
Sempre più maschi italiani rischiano il ‘flop’ sotto le lenzuola. “Sono circa 3 milioni gli uomini che soffrono di problematiche legate all’erezione, il 13% dei maschi adulti.Una percentuale in costante crescita, al punto che nella fascia d’età compresa tra i 40 e 70 anni 1 uomo su 2 soffre di disfunzioni erettili lievi, medie o anche gravi”.

Sono i dati messi nero su bianco dalla Società italiana di andrologia (Sia), in occasione della prima Giornata nazionale per la salute dell’uomo che si celebra oggi 11 novembre.Una ricorrenza sostenuta dal ministro della Salute Orazio Schillaci, sottolineano gli andrologi, su impulso della stessa Sia e dell’associazione Road to green 2020.
All’origine dell’aumento dei disturbi della sfera sessuale maschile c’è “la scarsa informazione sul tema, che purtroppo si traduce in poca prevenzione e insufficienti cure”, spiegano gli esperti della Sia che da febbraio 2023 ha avviato una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione – ricorda una nota – il cui obiettivo avvicinare alla prevenzione andrologica i giovani uomini di età compresa fra 16 e 35 anni.

Tra i partner dell’iniziativa l’Esercito italiano, la Croce rossa italiana (Cri), il Corpo infermiere volontarie della Cri e l’Unione nazionale autoscuole e studi.
“Un fattore determinante per la salute maschile è la prevenzione – afferma il presidente Sia, Alessandro Palmieri – Oggi tante patologie silenti rischiano di complicarsi in età avanzata, mentre un tempo, grazie alle visite obbligatorie previste dal servizio di leva, era più immediato individuare delle anomalie del sistema uro-genitale”.  “Molti giovani, anche davanti a sintomi evidenti, sono restii a sottoporsi a una visita andrologica o a parlare di tali disturbi con i genitori o il medico di famiglia.E’ stato stimato – rimarca Palmieri – che meno del 5% dei giovani si sottopone a una visita andrologica prima dei 20 anni.

Questo diventa un grosso disagio, considerando che circa il 30-40% dei ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni presenta una patologia andrologica”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alcaraz, esordio choc alle Atp Finals: spagnolo battuto da Ruud

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(Adnkronos) – Esordio con sconfitta per Carlos Alcaraz nel primo incontro del gruppo intitolato a John Newcombe alle Atp Finals 2024 di Torino.Lo spagnolo, numero tre del mondo, cede al norvegese Casper Ruud, numero 7 del ranking Atp, in due set con il punteggio di 6-1, 7-5 in un'ora e 26 minuti.

Partita in salita fin dal primo parziale per lo spagnolo, incapace di imporre il suo tennis e senza fortuna con il servizio.Nel secondo invece reagisce e si porta sul 5-2, ma subisce la clamorosa rimonta dell'avversario.  Ruud conquista così il primo punto del girone salendo al primo posto, mentre Alcaraz rimane a zero e rischia di compromettere il suo percorso alle Finals.

Alle 21 in campo, nella seconda partita del gruppo, il tedesco Alexander Zverev, numero 2 del mondo, contro il russo Andrey Rublev, numero 8 del ranking Atp e subentrato a Novak Djokovic, ritiratosi per infortunio. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sclerosi multipla, neurologo Filippi: “Diagnosi e terapie precoci evitano disabilità”

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(Adnkronos) – La sclerosi multipla (Sm) è la malattia infiammatoria-demielinizzante-degenerativa disimmune cronica più frequente del sistema nervoso centrale, che può esordire ad ogni età, "ma è più comunemente diagnosticata tra i 20 e i 40 anni.Le manifestazioni cliniche e il decorso della malattia sono estremamente variabili da paziente a paziente.

Il costante aggiornamento dei criteri diagnostici, l'ultimo dei quali del 2024, ha portato ad una progressiva anticipazione della diagnosi con conseguente possibilità di decisioni terapeutiche sempre più precoci.Chiare evidenze scientifiche dimostrano che è fondamentale iniziare il trattamento appena la malattia viene diagnosticata, al fine di modificare l'andamento e ridurre lo sviluppo di disabilità clinica irreversibile".

Lo ha detto Massimo Filippi, professore ordinario Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, nel suo intervento al 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin) a Roma.  Il trattamento della Sm "rappresenta uno scenario in rapida e costante evoluzione, con nuove molecole in diverse fasi di sperimentazione e altre in fase di valutazione da parte delle autorità regolatorie.Negli ultimi anni – ricorda Filippi – il panorama del trattamento della Sm si è evoluto in modo sostanziale grazie all'introduzione di terapie modificanti la malattia (Dmt) sempre più efficaci.

Le Dmt attualmente disponibili vengono distinte in Dmt a efficacia moderata e Dmt ad alta efficacia.La scelta del trattamento tra queste diverse Dmt è generalmente influenzata da diversi aspetti, tra cui il profilo del paziente con Sm, le linee guida disponibili, l'accesso limitato a specifici trattamenti a causa delle restrizioni legate alla loro rimborsabilità e le preoccupazioni sulla sicurezza.

Crescenti evidenze suggeriscono tuttavia che l'inizio precoce delle Dmt ad alta efficacia ha un impatto positivo a lungo termine sulla progressione della malattia nei pazienti con sclerosi multipla.Diventa pertanto fondamentale – sottolinea il neurologo – identificare il miglior approccio terapeutico al momento giusto per il singolo paziente.

Un panel di esperti nazionali, che ho coordinato, ha recentemente raccomandato di considerare una strategia di trattamento con utilizzo precoce di farmaci ad elevata efficacia, tenendo in considerazione il profilo di sicurezza del farmaco, la severità di malattia, l'attività clinica e/o radiologica, fattori correlati al paziente tra cui le sue preferenze del paziente".  "L'espandersi delle conoscenze sui processi fisiopatologici della malattia sta anche guidando la sperimentazione di molecole con nuovi meccanismi d'azione o di penetrazione a livello del sistema nervoso centrale.Combinati con gli sviluppi in ambito di trattamenti sintomatici e riabilitativi della malattia e con la progressiva disponibilità di biomarcatori per il monitoraggio del decorso della stessa, questi approcci sono promettenti per un miglioramento della qualità di vita del paziente con Sm e per una riduzione dei costi per la società e il sistema sanitario nazionale", conclude Filippi. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta a 96 anni Licia Pinelli, vedova del ferroviere anarchico

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(Adnkronos) – È morta oggi, 11 novembre, a Milano Licia Rognini Pinelli, vedova di Giuseppe 'Pino' Pinelli, il ferroviere anarchico accusato ingiustamente della strage di Piazza Fontana e morto precipitando dalla finestra della questura di Milano nel dicembre del 1969.  Licia Pinelli aveva 96 anni e per oltre mezzo secolo si è battuta alla ricerca della verità sulla morte di suo marito.Nel 2015 il Presidente della Repubblica Giorgio Npaolitano l'aveva nominata commendatore al merito della Repubblica.

In quell'occasione era stata invitata al Quirinale insieme alla vedova del commissario Luigi Calabresi.  E oggi parole affettuose sono state espresse per lei da Mario Calabresi: "Ricordo l'abbraccio che si scambiò con mia madre, il coraggio di rompere un muro di odio e rabbia e quel modo silenzioso di comprendersi che accomunava due donne che avevano vissuto il dramma di restare vedove con dei figli piccoli".  Licia Pinelli lascia due figlie, Silvia e Claudia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parkinson, neurologo Stocchi: “Biomarcatori e biologici rallentano malattia”

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(Adnkronos) – "Il Parkinson è la malattia neurologica in più rapida crescita a livello globale e pone notevoli sfide gestionali a causa della disabilità progressiva, dell'insorgenza di sintomi resistenti alla levodopa e delle complicanze correlate al trattamento.In questo congresso faremo il punto sullo stato attuale della ricerca sulle terapie per il Parkinson e delineiamo le priorità future per far progredire la nostra comprensione e il trattamento della malattia.

Due le principali priorità di ricerca per i prossimi anni: rallentare la progressione della malattia attraverso l'integrazione di biomarcatori sensibili e terapie biologiche mirate, e migliorare i trattamenti sintomatici esistenti, che comprendono terapie chirurgiche e infusionali, con l'obiettivo di posticipare le complicanze e migliorare la gestione a lungo termine del paziente".Lo ha detto Fabrizio Stocchi, professore ordinario Università San Raffaele di Roma, in occasione del 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin) a Roma. "Il percorso verso la modificazione della malattia è ostacolato dalla fisiopatologia multiforme e dai diversi meccanismi alla base della malattia di Parkinson.

Gli studi in corso – spiega – sono diretti all'aggregazione della α-sinucleina, integrati da sforzi per affrontare percorsi specifici associati alle forme genetiche meno comuni della malattia.Il successo di questi sforzi si basa sulla definizione di solidi endpoint, sull'integrazione della tecnologia e sull'identificazione di biomarcatori affidabili per la diagnosi precoce e il monitoraggio continuo della progressione della malattia".  Nel contesto del trattamento dei sintomi, "l'attenzione dovrebbe spostarsi verso il perfezionamento degli approcci esistenti e la promozione dello sviluppo di nuove strategie terapeutiche che mirino ai sintomi resistenti alla levodopa e alle manifestazioni cliniche che compromettono sostanzialmente la qualità della vita – sottolinea Stocchi – In questo contesto, occorre ricordare i progressi nell'utilizzo della stimolazione cerebrale profonda e dell'utilizzazione della neuroablazione del Vim (nucleo ventrale intermedio mediale del talamo) mediante ultrasuoni focalizzati sotto guida della risonanza magnetica (MR-guided Focused Ultra-Sound o MRgFUS), tecniche ormai presenti su tutto il territorio nazionale a conferma della loro efficacia".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sacco (UniAq): “Ictus cerebrale per 1 persona su 5, tempestività è tutto”

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(Adnkronos) – L'ictus cerebrale è una condizione grave, "che colpisce fino a una persona su cinque nei Paesi ad alto reddito e quasi una su due nei Paesi a basso reddito.Globalmente, rappresenta la seconda causa di morte.

E' importante sapere che l'ictus può essere prevenuto e trattato.Negli ultimi anni sono stati fatti progressi notevoli nella cura dell'ictus ischemico, la forma più comune di ictus, causata dall'ostruzione di un'arteria cerebrale da parte di un coagulo o trombo.

La rimozione tempestiva di questo trombo, tramite farmaci o tecniche meccaniche, può ridurre in modo significativo il rischio di morte e di disabilità".Così Simona Sacco, professoressa di Neurologia all'Università de L'Aquila, in occasione del 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin) a Roma.  Il trattamento farmacologico "include farmaci somministrati per via endovenosa, capaci di dissolvere i trombi.

Tra questi – spiega Sacco – il tenecteplase sta dimostrando di essere più efficace e facile da somministrare rispetto all'alteplase, finora il farmaco standard per il trattamento dell'ictus ischemico.In Italia, è previsto che il tenecteplase sia disponibile per il trattamento dell'ictus a partire dal prossimo anno".

Parallelamente, "anche i dispositivi meccanici per la rimozione dei trombi hanno subito miglioramenti significativi, permettendo di riaprire i vasi ostruiti in modo più efficace e sicuro – fa notare la neurologa – Le tecniche avanzate di imaging, come la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica, supportate da software per lo studio della perfusione cerebrale e intelligenza artificiale, consentono inoltre di identificare in modo affidabile i pazienti che hanno tessuto cerebrale potenzialmente salvabile, estendendo la finestra temporale d'intervento dalle iniziali 4,5-6 ore fino a 24 ore.Questo ampliamento delle possibilità di trattamento consente oggi di intervenire su un numero maggiore di pazienti, migliorando le probabilità di sopravvivenza e gli esiti clinici". Anche per l'ictus emorragico, "la forma meno comune, ma più grave, causata dalla rottura di un vaso sanguigno all'interno del cervello, ci sono stati recenti progressi nelle strategie di gestione.

Studi clinici – ricorda Sacco – hanno dimostrato che un controllo rapido della pressione arteriosa e la somministrazione di antidoti nei pazienti in terapia anticoagulante, insieme ad altre misure di supporto, possono migliorare la sopravvivenza e ridurre le disabilità".Recentemente, "un importante studio scientifico ha mostrato che in alcuni tipi di emorragia cerebrale, l'evacuazione dell'ematoma tramite piccoli cateteri può apportare vantaggi significativi, aprendo nuove possibilità terapeutiche per i pazienti colpiti da ictus emorragico", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Labate (UniMe): “Epilessia per 500mila italiani ma difficile da prevenire”

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(Adnkronos) – "In Italia l'epilessia colpisce 500mila persone (pari all'1% della popolazione), tuttavia resta una patologia difficile da prevenire".Così Angelo Labate, professore ordinario di Neurologia all'Università di Messina, nel suo intervento in occasione del 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin) a Roma. "Si tratta di un disturbo cerebrale comune, caratterizzato da crisi epilettiche ricorrenti spontanee, con comorbilità neuropsichiatriche e cognitive associate e aumento della mortalità.

Sebbene le persone a rischio possano spesso essere identificate – spiega Labate – non sono disponibili interventi per prevenire lo sviluppo del disturbo.Inoltre, in almeno il 30% dei pazienti l'epilessia non può essere controllata dagli attuali farmaci anticrisi (Asm).

Come risultato dei notevoli progressi nella genetica dell'epilessia e dello sviluppo di nuovi modelli di malattia, tecnologie di screening farmacologico, di neuroimmagini e modalità terapeutiche innovative negli ultimi 10 anni, più di 200 nuove terapie per l'epilessia sono attualmente in fase preclinica o clinica, inclusi molti trattamenti che agiscono secondo nuovi meccanismi d'azione".  "Grazie all'individuazione di biomarcatori diagnostici e predittivi – sottolinea l'esperto – il trattamento dell'epilessia sta subendo cambiamenti da una visione esclusiva sugli Asm ad una terapia personalizzata per ogni singolo individuo nella sua complessità". "Le potenzialità dei nuovi farmaci di terza generazione, assieme all'avanzato sviluppo di nuove terapie come a esempio quella genica, porterà in un futuro prossimo a terapie meno empiriche sia per il trattamento sia per la prevenzione dell'epilessia", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Miastenia grave, Liguori (UniBo): “Il 15% dei pazienti non risponde a terapie tradizionali”

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(Adnkronos) – La miastenia grave (Mg) è una malattia neuromuscolare autoimmune cronica caratterizzata da debolezza muscolare e affaticamento, causata "principalmente da anticorpi che hanno come bersaglio i recettori dell'acetilcolina (AChR) e le proteine chinasi muscolo-specifiche (MuSK) a livello della giunzione neuromuscolare".I trattamenti "tradizionali per la Mg, come gli inibitori dell'acetilcolinesterasi, i corticosteroidi e gli immunosoppressori, hanno dimostrato efficacia, ma sono spesso associati a significativi effetti collaterali a lungo termine e non sempre riescono a determinare il controllo della malattia".

Lo ha detto Rocco Liguori, professore ordinario di Neurologia Università di Bologna in occasione del 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di neurologia (Sin), facendo il punto sulla malattia e le nuove terapie.  "Circa il 15% dei pazienti non risponde adeguatamente alle suddette terapie – spiega Liguori – I recenti progressi nell'ambito delle terapie molecolari, che includono gli anticorpi monoclonali ad azione differenziata sui linfociti B, sul complemento, sul recettore Fc neonatale e, più recentemente, le terapie Car-T stanno affermandosi come promettenti presidi terapeutici innovativi".  "Questa revisione descrive i progressi apportati da queste nuove terapie in considerazione dei meccanismi d'azione e dell’efficacia, mettendo in evidenza le sfide da affrontare nel prossimo futuro – conclude Liguori – L'integrazione di nuove terapie molecolari nella pratica clinica potrebbe trasformare in modo significativo il panorama terapeutico della Mg, offrendo opzioni terapeutiche più efficaci e personalizzate.Queste innovazioni sottolineano l'importanza della ricerca e degli studi clinici in corso per ottimizzare le strategie terapeutiche e migliorare la qualità della vita delle persone con miastenia greve". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alzheimer, Cagnin (UniPd): “Benefici degli anticorpi monoclonali significativi ma non sufficienti”

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(Adnkronos) – "Studi clinici hanno dimostrato che gli anticorpi monoclonali sono efficaci nel rimuovere l'amiloide dal cervello nelle persone con malattia di Alzheimer precoce.I benefici cognitivi e funzionali sono statisticamente significativi, ma non raggiungono la differenza minima clinicamente importante".

Lo ha detto Annachiara Cagnin, professoressa associata di Neurologia all'Università di Padova, in occasione del 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di Neurologia (Sin) in corso a Roma. "Le terapie farmacologiche consolidate per la malattia di Alzheimer (inibitori della colinesterasi e memantina) non modificano il decorso della malattia – spiega Cagnin – e forniscono solo un modesto beneficio clinico.Le misure dei biomarcatori di amiloide, tau e neurodegenerazione sono state parte integrante degli studi clinici sulla malattia di Alzheimer per i farmaci biologici, per la selezione dei pazienti e il monitoraggio dell'efficacia.

A oggi, due anticorpi monoclonali che hanno come bersaglio la proteina beta-amiloide (donanemab e lecanemab) sono stati approvati negli Stati Uniti, in Uk, e sono in fase di valutazione da parte di altri Paesi.Anomalie di imaging correlate all'amiloide di edema vasogenico e microemorragie si verificano più frequentemente durante il trattamento – sottolinea Cagnin – Sebbene questi siano solitamente asintomatici o transitori, in alcune persone sono gravi o fatali.

E' improbabile che il targeting dell'amiloide come strategia unimodale sia sufficiente e le terapie future potrebbero dover essere multimodali, mirando a target che coinvolgono diversi meccanismi patogenetici". Il peso della "demenza è maggiore nella popolazione anziana dove domina la comorbilità e l'eziologia mista – conclude la neurologa – si attenua la relazione tra biomarcatori, fenotipo clinico e patologia e la fragilità e la comorbilità influiscono sulla cognitività.Ciò crea sfide nell'identificazione di terapie efficaci per le fasce d’età in cui la demenza è più diffusa". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia, Spalletti: “Retegui e Kean possono giocare insieme. Roma? Può riprendersi”

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(Adnkronos) – Torna in campo l'Italia.La nazionale azzurra affronterà, in Nations League, prima il Belgio, giovedì 14 novembre, e poi la Francia, domenica 17 a San Siro.

Due partite di livello per capire le reali ambizioni della squadra di Luciano Spalletti, a cui basta un solo punto per volare ai quarti di finale: "Sembra facile fare un punto, ma questo non è il ragionamento che dobbiamo fare.Se pensiamo sia facile abbiamo sbagliato, giocheremo contro il Belgio che ha giocatori che militano nelle migliori squadre europee, e contro la Francia che ha due giocatori per ruolo.

Saranno due partite difficilissime, non giocheremo per fare un punto, l'atteggiamento sarà quello corretto, dovremo combattere, e non dovremo essere presuntuosi", ha detto il ct azzurro in conferenza stampa. Sulle ultime giornate di campionato: "Lo dicevo oggi ai calciatori, ho fatto i complimenti a tutti per come stanno conducendo la stagione, evidenziando un bel calcio.La competitività fa bene a tutti, dà stimoli di crescita.

Si vedono bellissime partite dal punto di vista agonistico, incerte.Squadre di livello più basso danno filo da torcere alle più attrezzate".  Al centro dell'attacco è aperto il ballottaggio tra Mateo Retegui e Moise Kean: "Hanno fatto vedere quello che speravamo di vedere.

Siamo felici di vederli lì davanti, Kean è in una condizione bellissima.Ha delle qualità evidenti e qualche piccola criticità.

Siamo felicissimi.Possono giocare insieme.

Kean spesso ha giocato anche esterno, è di corsa, di gamba, uno da scorribande, si lancia nello spazio da solo.Retegui è d'area di rigore, bravissimo nella finalizzazione, nel sapere dov'è il secondo palo e dov'è il portiere.

Lui vede bene al contrario, cioè dove non guarda.Ora anche Kean ha fatto vedere lo stesso, i suoi ultimi tre gol dicono che è completo.

Quindi Retegui prima punta e Kean negli spazi intorno".  "Questo è il raduno della continuità, del dare seguito a quanto fatto in passato", ha continuato, "il cambiamento è dipeso soprattutto da loro.Oggi Buffon diceva ai ragazzi che una delle qualità importanti è stato l'aver ripreso consapevolezza delle proprie qualità e della propria forza.

Si vede che sono tranquilli.E attraverso questi aspetti sono diventati anche una squadra.

Siamo sicuramente contenti che abbiano preso in considerazione questo nuovo sistema tattico in maniera totale.Il calcio è sempre in evoluzione, ci sono sempre metodi diversi di stare in campo e loro sanno adattarsi.

Gli ho detto che sono degli indisciplinati perfetti". Spalletti ha anche commentato il difficile momento della Roma, sua ex squadra, alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l'esonero di Juric: "Innanzitutto mi dispiace, ci sono stato e ho dato tutto me stesso alla Roma.Penso che comunque abbiano la squadra per riprendersi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Capotreno aggredito ad Arezzo: pugno e spray al peperoncino per aver chiesto il biglietto

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(Adnkronos) –
Nuova aggressione contro un capotreno.Questa volta è avvenuta ad Arezzo a bordo del treno che collega il capoluogo toscano a Stia, sabato scorso.

A denunciare l'episodio è Maurizio Seri, amministratore unico di Trasporto Ferroviario Toscano Spa: "L'aggressione subita nei giorni scorsi a un capotreno è l'ennesimo episodio di violenza che accade a bordo dei nostri treni, che purtroppo si inserisce in una catena di fatti violenti che da tempo segnaliamo alle autorità competenti.Rinnoviamo l'appello – aggiunge Seri – perché si intervenga con urgenza per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori".  Il capotreno è stato aggredito da un uomo, privo di biglietto, che prima lo ha colpito con un pugno al volto e poi gli ha spruzzato uno spray al peperoncino.

Un macchinista, che nel frattempo si era avvicinato, è stato a sua volta aggredito. È stato richiesto l’intervento dei carabinieri di Bibbiena che sono intervenuti.Il capotreno si è recato al pronto soccorso dove è stato visitato e congedato con tre giorni di infortunio. "Già lo scorso mese di agosto – continua Seri – in seguito a un altro episodio di violenza su un treno TFT, avevamo scritto una lettera alle istituzioni e alle forze dell’ordine segnalando le preoccupazioni per la sicurezza a bordo dei treni, soprattutto su alcuni di essi, e in determinate stazioni.

Oggi segnaliamo che alcuni particolari convogli (il 92290, 92292, 92294, 92243) che svolgono servizio dalla stazione di Arezzo sono da attenzionare in modo particolare". “Esprimiamo la nostra solidarietà – conclude Seri – alle persone coinvolte nell’ultima aggressione e gli auguri di pronta guarigione al Capotreno che ha avuto la peggio.Non possiamo più tollerare questa situazione e rinnoviamo l’appello alle autorità e alle istituzioni per adottare tutte le misure affinché si possa scongiurare il ripetersi di simili atti.

I nostri dipendenti e i nostri viaggiatori devono poter operare e viaggiare in un ambiente sicuro, libero da qualsiasi forma di minaccia o violenza.Da oltre un anno come TFT e LFI abbiamo attivato un servizio di vigilanza privato sui treni, ma purtroppo da solo non basta.

Siamo disponibili, lo ribadiamo, a un confronto con tutti i soggetti interessati che possa portare a proposte e azioni concrete per la tutela della sicurezza di tutti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, rebus simbolo: nel 2023 Viminale bocciò registrazione attuale logo

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(Adnkronos) – La rivoluzione del Movimento 5 Stelle passa anche per il brand.Confermare nome e simbolo del M5S oppure cambiare tutto, dando al partito una nuova identità?

Gli iscritti pentastellati potrebbero essere chiamati presto a prendere una decisione anche su questo tema, in occasione dell'assemblea costituente.Ma a meno di due settimane dall'evento del 23 e 24 novembre in programma al Palazzo dei congressi, emergono nuovi dettagli sulla gestione del simbolo del Movimento.

A quanto risulta all'Adnkronos, il primo agosto dello scorso anno l'Ufficio brevetti e marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha respinto la domanda presentata dal M5S nel luglio del 2021 per la registrazione del suo attuale contrassegno, caratterizzato dalla scritta 2050.L'aggiornamento del logo pentastellato con la data della 'neutralità climatica' fu una delle innovazioni introdotte da Giuseppe Conte al momento del suo approdo alla guida del Movimento.

Ma il Ministero dell'Interno, in un parere chiesto dall'Uibm, ha spiegato che quel simbolo non si può registrare.E la motivazione – secondo il giudizio di fonti pentastellate che hanno seguito il dossier – sarebbe a dir poco "kafkiana". "Il Viminale – spiegano le fonti – dice che quel marchio non può essere registrato perché utilizzato da un partito politico presente in Parlamento", ovvero…

il Movimento 5 Stelle.  Per comprendere meglio la vicenda bisogna fare un passo indietro.Nel 2021 il Movimento presenta all'Ufficio marchi la domanda per depositare il suo attuale logo, chiedendone la registrazione per la classe 41, ovvero per la categoria che secondo la classificazione di Nizza (un elenco che descrive la natura di prodotti e servizi in termini generali) corrisponde ai servizi educativi, formativi e culturali.

Passano due anni e l'Ufficio rifiuta la richiesta del Movimento.In una mail, che l'Adnkronos ha potuto visionare, l'Uibm spiega i motivi del rigetto: "Il segno che si intende registrare coincide col simbolo di forma circolare con cui normalmente sono rappresentati i partiti, liste o movimenti che partecipano alle elezioni politiche e amministrative.

Trattandosi di marchio richiesto dal Movimento 5 Stelle, anche se solo per i servizi educativi, si evidenzia che esso coincide col simbolo politico dello stesso gruppo politico".Il M5S, appunto.  L'Ufficio brevetti chiede dunque un parere al Ministero dell'Interno, che non concede l'autorizzazione alla registrazione del logo M5S precisando che "il marchio contenente nella parte superiore del campo la scritta Movimento…

qualora venisse ammesso a registrazione potrebbe essere riprodotto su materiali, articoli o servizi di natura economica e/o commerciale, con conseguente richiamo ad elementi presenti in contrassegni distintivi di soggetti politici vicini al richiedente, che si siano presentati alle varie consultazioni o intendano parteciparvi".Inoltre, "il suddetto marchio – ove registrato – potrebbe essere diffuso durante la campagna elettorale, di fatto eludendo le limitazioni che valgono per i simboli elettorali nei periodi che precedono la votazione, in sostanziale violazione della normativa sulla propaganda elettorale secondo modalità tradizionali (affissioni di manifesti, comizi, volantini)…". Al netto dello stupore per il responso, i vertici pentastellati hanno deciso di non presentare ricorso.

La risposta del Ministero delle Imprese viene considerata infatti un "rafforzamento" della titolarità del simbolo: "Hanno detto che nessuno può depositare e utilizzare questo simbolo perché riconducibile a noi.Quella è una sentenza definitiva di tutela del nostro simbolo e di ogni possibile variante", il ragionamento che a taccuini chiusi fa un dirigente 5 Stelle.  Ma il tema del simbolo continua a rimanere sotto i riflettori.

Nella fase di ascolto del processo costituente, i contributi inviati dagli iscritti "hanno espresso la necessità di modificare o il nome o il simbolo del Movimento, adeguandoli ad una immagine che va rinnovata, in linea con le sue prospettive strategiche attuali".In base allo statuto, la modifica del nome e del simbolo può avvenire solo su impulso del presidente del Movimento, "di concerto" con il garante Beppe Grillo.

Ma secondo il costituzionalista Michele Ainis – che ha dato il suo contributo al dibattito avviato da Conte – questa norma lederebbe il principio di democrazia interna, perché "il potere di ultima istanza" spetta "alla comunità degli iscritti, non agli organi di vertice".La possibile modifica del simbolo è stato uno dei nodi su cui si è consumato lo scontro tra Grillo e Conte: il primo considera intoccabile il logo del M5S, il secondo vorrebbe che a esprimersi fosse la base.

Non resta che attendere l'esito della costituente per scoprire se il Movimento 5 Stelle continuerà ancora a chiamarsi così. (di Antonio Atte)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, alle Finals la semifinale può arrivare già domani: le combinazioni

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner potrebbe festeggiare la semfinale delle Atp Finalsdi Torino già domani, quando andrà in scena la seconda partita del girone contro Taylor Fritz.Dopo aver battuto nettamente Alex De Minaur all'esordio, sconfitto in due set con il punteggio di 6-3, 6-4, il tennista azzurro si prepara a sfidare l'americano, già sconfitto nella finale degli scorsi US Open. Fritz, nella prima partita, ha battuto Daniil Medvedev in due set (6-4, 6-3) e guida il gruppo 'Ilie Nastase' proprio insieme a Sinner a quota 1 punto.

Il match di domani può essere quindi già decisivo non solo per il passaggio del turno, ma anche per il primo posto nel girone.  Per accedere alla semifinale da primo nel girone, Sinner non solo dovrà battere Fritz, ma sperare anche in un aiuto dall'amico De Minaur.L'altoatesino dovrebbe ovviamente superare l'americano e poi potrebbe festeggiare se l'australiano battesse Medvedev.

In questo modo salirebbe al primo posto in solitaria a quota 2 punti, con l'australiano che raggiungerebbe Fritz a 1 mentre il russo rimarebbe fermo a 0. A quel punto Jannik potrebbe anche permettersi di perdere l'ultima partita contro Medvedev, in quanto se venisse raggiunto da uno tra De Minaur e Fritz avrebbe comunque gli scontri diretti a favore e li precederebbe quindi in classifica. In caso invece di vittoria di Sinner con Fritz e di successo di Medvedev, così come ovviamente nel caso in cui l'azzurro fosse sconfitto da Fritz, ogni discorso sarebbe rimandato a giovedì nell'ultima e decisiva sfida del girone tra l'azzurro e il russo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)