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E’ morto Franco Piperno, fondatore e leader di Potere Operaio

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(Adnkronos) – E' morto all'età di 82 anni Franco Piperno, attivista politico e saggista, volto storico della sinistra extraparlamentare e leader di Potere Operaio, oltre che docente di Fisica della Materia all'Unical.Catanzarese, a Cosenza ricoprì il ruolo assessore alla Cultura nella giunta di Giacomo Mancini, per poi continuare l'impegno politico durante gli anni della sindacatura di Eva Catizone.

Tra i fondatori di Radio Ciroma, negli ultimi anni il suo nome è stato legato al rilancio del progetto del Planetario.  Piperno è stato con Toni Negri fondatore di Potere Operaio, organizzazione di cui è stato un leader insieme a Oreste Scalzone, Lanfranco Pace e Valerio Morucci.Fu condannato a due anni di reclusione per partecipazione ad associazione sovversiva nel processo 7 aprile, con pena prescritta. Dopo gli studi classici al liceo Galluppi di Catanzaro, si iscrisse all'università di Pisa dove conseguì la laurea in Fisica.

Espulso dal Partito Comunista, Piperno fu uno dei più noti leader studenteschi del Sessantotto a Roma.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, Biden: “Accordo per tregua e rilascio ostaggi è vicino”

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(Adnkronos) –
Un accordo di cessate il fuoco tra Hamas e Israele e di rilascio degli ostaggi è "sul punto" di essere finalizzato.Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, nel suo discorso conclusivo al Dipartimento di Stato tenuto mentre a Doha proseguono i negoziati. "Nella guerra tra Israele e Hamas, siamo sul punto di vedere una proposta che ho illustrato in dettaglio mesi fa finalmente concretizzarsi" ha detto Biden.  
Cosa prevede l'accordo
 "Stiamo spingendo con forza per concludere questo accordo – ha assicurato il presidente -.

L'accordo che abbiamo strutturato libererebbe gli ostaggi, fermerebbe i combattimenti, garantirebbe la sicurezza di Israele e ci consentirebbe di aumentare significativamente l'assistenza umanitaria ai palestinesi che hanno sofferto terribilmente in questa guerra iniziata da Hamas.Hanno passato l'inferno". Il presidente uscente si è soffermato su una serie di temi.

Gli Stati Uniti e i loro alleati, ha detto, "non possono abbandonare" l'Ucraina.Nel sottolineare il sostegno statunitense e internazionale a Kiev dall'inizio dell'invasione, Biden ha affermato che il leader russo Vladimir Putin "non è riuscito a raggiungere nessuno dei suoi obiettivi strategici", ma che "c'è ancora molto da fare, non possiamo abbandonare" Kiev. Biden, quindi, ha attribuito alla sua politica estera il merito di aver portato l'Iran allo stato più debole degli ultimi decenni. "Avreste mai pensato che saremmo arrivati a questo punto con l'Iran?" si è chiesto retoricamente. 
Biden ha ricordato l'"odioso" attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, sostenuto dall'Iran, e i successivi attacchi missilistici di Teheran contro Israele. "Due volte hanno fallito perché gli Stati Uniti hanno organizzato una coalizione di paesi per fermarli e ho ordinato agli aerei statunitensi di difendere Israele", ha detto. "Ora, le difese aeree dell'Iran sono a pezzi," ha dichiarato Biden, riferendosi al "gravemente ferito" proxy Hezbollah e al crollo del regime di Assad in Siria. Secondo Biden, la sua amministrazione ha mantenuto la pressione sulla Repubblica Islamica attraverso sanzioni che hanno messo l'economia di Teheran in "uno stato disperato". "In definitiva, l'Iran è più debole di quanto non sia stato in decenni – ha affermato, esortando la prossima amministrazione Trump a – portare avanti l'impegno che l'America non permetterà mai, mai, all'Iran di acquisire un'arma nucleare". "Non posso rivendicare il merito di ogni fattore che ha portato Iran e Russia a indebolirsi negli ultimi quattro anni.

Hanno fatto parecchi danni da soli, e Israele ha inflitto molti danni all'Iran e ai suoi alleati, ma non c'è dubbio che le nostre azioni abbiano contribuito in modo significativo", ha concluso Biden.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bernabè, la protesi al pene e il video: la Lazio “allibita” caccia il falconiere

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(Adnkronos) –
L'intervento per la protesi al pene, con video 'esplicito' annesso, ha trasformato Juan Bernabé, falconiere della Lazio, in un personaggio del momento.La società biancoceleste prende immediati provvedimenti e lo caccia. "La S.S.

Lazio S.p.a., allibita nel vedere le immagini fotografiche e in video del sig.Juan Bernabè e nel leggere le dichiarazioni che le hanno accompagnate, comunica di avere interrotto, con effetto immediato, ogni rapporto con costui, attesa la gravità del suo comportamento", si legge nella nota.  "La Società si rende conto del dolore, peraltro condiviso, che ai tifosi provocherà la perdita dell'aquila nelle prossime gare casalinghe, ma ritiene che non è possibile essere associati, tutti, per di più con il simbolo storico dell'aquila, ad un soggetto che, con la sua iniziativa, ha reso inammissibile la prosecuzione del rapporto", prosegue il club.  Bernabé, a La Zanzara su Radio24 prima della diffusione della nota della Lazio, risponde a tutte le domande cogliendo l'occasione, tra l'altro, per ribadire l'ammirazione nei confronti di Benito Mussolini. "Ho fatto l'intervento per aumentare le mie prestazioni sessuali perché sono molto attivo…ho bisogno di eiaculare ogni volta che ho tempo libero", dice a poche ore dall'intervento di protesi peniena per amplificare le sue prestazioni sessuali: "Un intervento meraviglioso, l'ho fatto per essere prestante come quando ero giovane.

La mia erezione è naturale – continua – ma con questo dispositivo premo un pulsante che mi permette di poter controllare perfettamente sia l'erezione che la tempistica", aggiunge.  Quanto alle polemiche scatenate dopo la diffusione di un video pubblicato su X da Bernabé in cui mostra il suo pene, afferma: "Ho messo il video nel mio profilo privato quindi è una cosa privata, se poi le persone lo fanno circolare che ci posso fare?La mia coscienza è pulita, l'ho pubblicato solo per far conoscere alle persone l'intervento.

Pentito di averlo pubblicato?Assolutamente no, mai pentito di niente figuriamoci se lo faccio per una cosa che ha uno scopo medico". "Per me – dice ancora il falconiere della Lazio -, la nudità è normale perché sono cresciuto con una famiglia naturista e con una mentalità aperta, non capisco quale sia la relazione della mia foto con la pornografia". "A tutto il mondo piace il sesso, non bevo, non fumo e non mi drogo ma mi piace il sesso come a tutti gli uomini e noi uomini cerchiamo sempre di avere una maggiore capacità sessuale", spiega Bernabè che definisce la sua relazione aperta: "Sono un uomo molto attivo e vivo in coppia ma frequento altre donne, la donna che sta con me lo sa perché capisce che, per me, il sesso è una necessità, lei ha una mentalità molto aperta".  "Consiglierei alle persone di fare questo intervento perché precedentemente mi affidavo giornalmente alle pasticche come il 'cialis' per aumentare la mia potenza sessuale.

Invece – prosegue – con questo dispositivo inserito nel pene non si vede niente.Poter controllare la mia erezione è un passo avanti per la mia vita.

Io quando ho tempo libero ho sempre voglia di fare sesso, vorrei farlo almeno una o due volte al giorno".E conclude: "Essere della Lazio?

Un onore in tutti i sensi, mi fa sentire più maschio.Mussolini?

Lo ammiro tantissimo".La Lazio, però, la pensa in maniera decisamente diversa. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ramy, Piantedosi: “Violenti cercano pretesti per disordini”

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(Adnkronos) – Gli scontri alla manifestazione per Ramy, il funzionamento dei centri migranti in Albania e il rischio terrorismo.Sono solo alcuni dei temi affrontati dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, intervistato da Francesco Giorgino, durante la trasmissione XXI Secolo in onda questa sera su Rai Uno. "Cambiano le motivazioni nelle manifestazioni di protesta – si va dalla Tav ai temi ambientali e poi si passa alla strumentalizzazione di tragedie" come la vicenda di Ramy, sottolinea il ministro Piantedosi, "rimane però il tratto unificante che è quello di fare manifestazioni che sembrano essere il pretesto per commettere violenze e soprattutto per aggredire le forze di polizia come dimostrano, peraltro, le statistiche rese note: nel 2024 c'è stato un aumento del 127% del numero degli agenti feriti rispetto all'anno precedente".  In merito agli scontri nelle piazze “non siamo preoccupati, come io uso sempre dire, ma bisogna mantenere alta l'attenzione.

Mi lasci dire, queste immagini riguardano una vicenda della tragedia della morte di un ragazzo rispetto alla quale dobbiamo essere tutti commossi e partecipi del grande dolore dei genitori che peraltro stanno dando testimonianza di grande equilibrio e quindi non devono essere strumentalizzate, la violenza non deve essere mai giustificata da nulla men che meno da episodi… quindi noi su questo siamo molto attenti e continueremo a prestare questo tipo di attenzione".  Sull'identikit di questi soggetti violenti, il ministro ha aggiunto: "Gli analisti ci restituiscono degli identikit ben precisi di soggetti che partecipano ad alcuni centri sociali, ad alcune formazioni che diciamo variano i pretesti, mi consente di dire, una volta è la Tav, una volta sono i temi ambientali, una volta è l'uccisione, la tragedia come quella di Ramy, tante altre, però poi il tratto distintivo caratterizzante è quello di porre in essere, a mio modo di vedere in maniera strumentale, delle azioni di violenza e di attacco alle forze di polizia che non hanno nulla a che vedere con la nobiltà dei temi che loro dicono di voler rivendicare". Sono antagonisti? "E' un modo con cui gli specialisti di settore in qualche modo identificano e qualificano".Ha detto il ministro sottolineando che "antagonista significa persone che comunque si contrappongono pregiudizialmente senza necessariamente una possibilità di ragionamento e, quindi, mettono in campo soprattutto una anticipazione di metodo, prima ancora che di merito, delle questioni che pongono". “I centri in Albania sono un tassello importante di una strategia complessiva che in realtà si articola su due canoni fondamentali: favorevoli rispetto ai canali d'ingresso regolari, per lavoro, per motivi umanitari, ma assoluta fermezza nel contrasto all'azione dei trafficanti di esseri umani" sottolinea Piantedosi. "L'Albania funziona e funzionerà, a prescindere da tutte le vicende che sono note a tutti, anche relative a interpretazioni giurisprudenziali che noi confidiamo che si stiano risolvendo.

Le segnalo che proprio perché fa parte di un quadro più generale noi siamo pronti a riattivarle, lo faremo a brevissimo.Ad oggi sta funzionando molto bene l'azione di prevenzione delle partenze e degli sbarchi da Libia e Tunisia”. Il ministro ha poi aggiunto: “In Europa c'è stato un cambio di paradigma, da quando si è insediato il governo Meloni.

L’Europa ha adottato, l'agenda italiana e ci sta seguendo anche su progetti come questi dell'Albania cui sta guardando con molto interesse“. “Le analisi degli specialisti ci restituiscono la maggiore preoccupazione, almeno in Italia, di quella che può essere l'azione di soggetti singoli, i cosiddetti lupi solitari" dichiara il ministro dell'Interno. "E questo per una serie di motivi, non ultimo il rafforzamento dell'attività della nostra intelligence che ha fatto sì che i fenomeni un po' più organizzati sono stati quasi tutti intercettati e debellati.Dobbiamo stare molto attenti ai soggetti singoli.

Anche su questo io voglio dare un messaggio di incoraggiamento, di fiducia.Noi, da quando è in carica questo Governo, sono state espulse quasi 200 persone per sospetto di radicalismo”. “Sono stato testimone diretto dell'impegno di Salvini al Viminale, quell’anno e mezzo fui uno dei suoi principali collaboratori, quindi della bravura che ci mise di Salvini e quindi dell'efficacia della sua azione" dice il ministro dell'Interno. "Posso capire anche i sentimenti in qualche modo che sono stati sicuramente in qualche modo compressi dalla vicenda giudiziaria che l’ha riguardato e che forse non avrebbe dovuto esserci.

Poi chi vuole dare interpretazioni malevole credo che debba prendere atto del fatto che sia Salvini sia la Meloni hanno avuto espressioni di apprezzamento di un lavoro che stiamo facendo al Viminale, quindi non c'è nulla di male”.  "I latini dicevano 'hic manebimus optime', ha sottolineato Giorgino.E Piantedosi: “Lo ha detto lo stesso Salvini e lo ha detto soprattutto la Meloni, quindi…”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S riparte, inizia l’era post-Grillo: su due mandati si decide prossima settimana

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(Adnkronos) –
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte riparte con l'impazienza e la voglia di tenere fede alle promesse fatte ai suoi a fine anno.Il primo Consiglio nazionale post Assemblea costituente, in un clima di grande condivisione, si è riunito oggi per mettere nero su bianco le modifiche volute dalla base per il nuovo corso dei pentastellati.

Non tutto, però, è stato deciso nella riunione in streaming presieduta dall'ex premier: uno degli argomenti più delicati, come il superamento del vincolo del doppio mandato, tornerà a essere dibattuto la prossima settimana, in una nuova riunione del Consiglio nazionale.  Di fatto molte delle decisioni prese dalla comunità tra novembre e dicembre erano già state assorbite nello Statuto, per esempio quella che riguarda l'incandidabilità del presidente se iscritto da meno di dieci anni a un altro partito o il numero stesso dei componenti del Consiglio nazionale, per altre questioni, però, serve un supplemento di ragionamento.Anche quella che riguarda l'organo che dovrà sostituire Beppe Grillo, in qualità di garante ovviamente.

L'eliminazione della figura che incarnava l'Elevato è effettiva da quando, il giorno dell'Immacolata, più dell'80% della comunità dei Cinque stelle ha votato per la sua defenestrazione.Ma le sue funzioni, fanno sapere da Campo Marzio, dovranno essere assorbite da un nuovo organo collegiale che ancora non è stato definito e per cui servirà ancora confrontarsi.  E confrontarsi serve e servirà anche e soprattutto per uno dei totem del pensiero pentastellato, dicevamo.

Ciò che filtra è che sì, gli iscritti hanno sicuramente dato il via libera ad andare oltre i due mandati, ma questo non significa che c'è stata una liberalizzazione delle candidature, e quindi il là al carrierismo in politica.Insomma: ci sarà da riflettere su come andare avanti, continuando però a mettere un freno alle candidature. Tra le altre novità venute fuori dal Consiglio nazionale, c'è l'apertura del riconoscimento formale del network dei giovani all'interno dello Statuto e il controllo del finanziamento ai gruppi territoriali.

Conte ha sollecitato, poi, una ricognizione tra le proposte di legge presentate dai pentastellati tra Camera e Senato e quelle che sono state davvero le indicazioni della base.Di temi all'ordine del giorno dell'Assemblea costituente ce ne erano ben 12, e anche su quelli il volere degli iscritti del Movimento 5 stelle sarà accontentato.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia 2025, tappe e percorso. Partenza in Albania, arrivo a Roma

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(Adnkronos) – Tutto pronto per il Giro d'Italia 2025, in programma dal 9 maggio al 1° giugno.Con due crono, sei tappe per velocisti, otto di media montagna e cinque di alta montagna, si prevede spettacolo.

Senza dimenticare i 38 chilometri di sterrato, 30 di strade bianche nel finale della tappa di Siena e 8 sul Colle delle Finestre (che sarà anche Cima Coppi con 2.178 metri), che potranno far svoltare la competizione.Il leggendario Passo del Mortirolo sarà la Montagna Pantani, mentre la Tappa Bartali sarà la Gubbio-Siena (che arriverà nella scenografica Piazza del Campo).

Con queste coordinate, la Corsa Rosa è stata presentata oggi a Roma insieme al Giro d'Italia Women.  Ecco le tappe del Giro, che partirà in Albania (a Durazzo) per concludersi a Roma.  
Tappa 1 9 maggio: Durres – Tirana (164km) 
Tappa 2 10 maggio Tirana – Tirana (13,7km ITT) 
Tappa 3 11 maggio Valona-Valona (160km) 
Tappa 4 13 maggio Alberobello – Lecce (180km) 
Tappa 5 14 maggio Ceglie Messapica – Matera (145 km) 
Tappa 6 15 maggio Potenza – Napoli (226 km) 
Tappa 7 16 maggio Castel di Sangro – Tagliacozzo (168 km) 
Tappa 8 17 maggio Giulianova – Castelraimondo (197 km) 
Tappa 9 18 maggio Gubbio – Siena (181 km) 
Tappa 10 20 maggio Lucca – Pisa (28,6 km crono) 
Tappa 11 21 maggio Viareggio – Castelnove Ne' Monti (185 km) Tappa 12 22 maggio Modena – Viadana (172 km) 
Tappa 13 23 maggio Rovigo – Vicenza (180 km) 
Tappa 14 24 maggio Treviso – Nova Gorica/Gorizia (186 km) 
Tappa 15 25 maggio Fiume Veneto – Asiago (214 km) 
Tappa 16 27 maggio Piazzola sul Brenta – San Valentino (199 km) 
Tappa 17 28 maggio San Michelle all'Adige – Bormio (154 km) 
Tappa 18 29 maggio Morbegno – Cesano Maderno (144 km) 
Tappa 19 30 maggio Biella – Champoluc (166 km) 
Tappa 20 31 maggio Verres – Sestrieres (203 km) 
Tappa 21 1 giugno Roma-Roma (141 km)  Oggi è stato presentato anche il Giro d'Italia Women.Il percorso prevede 939.6 km e 14mila metri di dislivello (oltre 1000 in più rispetto all'edizione passata) nel menù che prevede una cronometro individuale, due tappe pianeggianti, tre di media montagna e due di alta montagna.

Come nel 2024, anche nel 2025 sarà una sfida contro il tempo a dare il via alla competizione.I 13.6 km sulle strade di Bergamo daranno una prima conformazione alla classifica generale.

Le atlete che punteranno alla Maglia Rosa finale dovranno fare attenzione anche alla seconda frazione, la Clusone-Aprica, mentre la Vezza d'Oglio-Trento potrebbe rappresentare la prima chance per le ruote veloci, nonostante il passaggio sul Passo del Tonale, Cima Alfonsina Strada di questa edizione con i suoi 1883 metri.  La prima metà del Giro d'Italia Women si concluderà con la Castello Tesino-Pianezze (Valdobbiadene), primo arrivo in salita di questa edizione.L'ascesa finale vide nel 1995 il primo successo nella Corsa Rosa di Fabiana Luperini.

Si ripartirà sempre in Veneto per la quinta tappa, totalmente pianeggiante, da Mirano a Monselice, ultima tregua prima di un trittico finale decisamente duro.La Bellaria-Igea Marina-Terre Roveresche (Orciano di Pesaro) sarà una frazione decisamente ondulata con un finale da classiche e precede il secondo arrivo in salita, quello di Monte Nerone.

L'ascesa finale, con pendenze medie superiori all'8%, è un inedito per la Corsa Rosa.Gran finale domenica 13 luglio nella Forlì-Imola, tappa da 2200 metri di dislivello nella quale verrà riproposto il circuito dei Mondiali del 2020 con le ascese di Mazzolano e Cima Gallisterna. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega, Salvini titolare del logo: lo ‘spadone’ di Alberto da Giussano è suo

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(Adnkronos) –
Lo 'spadone' di Alberto da Giussano è ufficialmente nelle mani di Matteo Salvini.A quasi sei anni dalla domanda di registrazione, il leader della Lega è ora a tutti gli effetti il titolare del logo con l'immagine del leggendario condottiero che nel 12esimo secolo avrebbe partecipato alla battaglia di Legnano guidando la 'Compagnia della Morte' a difesa dell'autonomia dei Comuni lombardi.

E che poi è diventato il simbolo dell'ascesa della Lega Nord di Umberto Bossi. Secondo quanto rileva l'Adnkronos, lo scorso 9 gennaio l'Ufficio brevetti e marchi del Mimit (il Ministero delle Imprese e del Made in Italy), ha approvato la registrazione del logo di Alberto da Giussano esaudendo così la richiesta che Matteo Salvini aveva presentato il 15 giugno del 2018: nella stessa data, il vicepremier e segretario del Carroccio aveva depositato contestualmente anche la domanda per la registrazione del simbolo della 'Lega Salvini premier' (che contiene Alberto da Giussano) e di un altro logo dove compaiono solo la scritta 'Lega' e l'immagine del condottiero lombardo, senza la dicitura 'Salvini premier'.Anche per questi due marchi il 9 gennaio è arrivato il disco verde dell'Ufficio brevetti.  
Matteo Salvini, dunque, "è a tutti gli effetti il titolare del logo di Alberto da Giussano, come si evince dal database" dell'Uibm, spiega all'Adnkronos l'avvocato Andrea Valente Cioncoloni dello Studio Consulenza Brevetti Cioncoloni Srl, che ha curato per conto del leader leghista la registrazione del marchio.

Un iter lungo quasi sei anni quello che ha portato al via libera dell'Ufficio brevetti.Il file della domanda scaricabile dal sito dell'Ufficio contiene una sorta di 'storico' dove si fa riferimento a una "risposta a rilievo" depositata il 31 luglio del 2023 per rispondere a specifiche richieste dell'esaminatore ministeriale.

Quando gli viene chiesto quali rilevi siano stati mossi dal Ministero, l'avvocato Cioncoloni non si sbilancia: "I tempi lunghi sono dovuti alle tempistiche d'ufficio.Ad ogni modo, i rilievi sono stati superati e siamo riusciti ad arrivare a dama".  
Il marchio di cui Salvini è titolare è costituito dall'immagine di Alberto da Giussano "con la spada sguainata e rivolta verso l'alto e uno scudo nella mano opposta.

Sullo scudo – si legge nella descrizione – è riportato il disegno del 'Leone di San Marco' con la spada sguainata". 
Il logo è blu e bianco su sfondo bianco, il tutto inserito all'interno di un cerchio di colore blu.La registrazione è stata effettuata per le classi di Nizza 36, 41 e 45.

Nei giorni scorsi la Lega aveva bollato come ''fantasie giornalistiche'' le indiscrezioni su modifiche al simbolo, in occasione del prossimo congresso. "Si parlerà di progetti, di come far crescere il partito e l'Italia, delle sfide nazionali e internazionali di cui la Lega è protagonista, di riforme, di lavoro e di sicurezza.Nessun cambio di nome in vista, nessun arretramento, nessun cambio di progetto", ha assicurato in una nota il partito di Salvini. (di Antonio Atte) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cassano, un altro Tapiro d’oro: “Leao è una pippa, meglio come rapper”

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(Adnkronos) – "Leao è una pippa".Firmato, Antonio Cassano.

L'ex calciatore questa sera a Striscia la notizia riceve il 21esimo Tapiro d’oro della carriera dopo il botta e risposta con Rafa Leao, attaccante del Milan. Cassano, dopo la finale di Supercoppa italiana, aveva aspramente criticato il rossonero, che poco dopo aveva replicato sui social postando l'emoji del pagliaccio. "Ribadisco che Leao non ha i cog**oni.Facile rispondere dopo la Supercoppa, intanto sabato (contro il Cagliari, ndr) ha fatto ancora schifo", attacca Cassano, che aggiunge: "Anche Conceicao se ne accorgerà che è una pippa: prende 8 milioni di euro e non sa passare la palla, fa pochi gol.

Che faccia il rapper piuttosto, quello gli viene meglio". Inutile provare a stuzzicare Cassano su Christian Vieri, ex socio alla Bobo Tv: "Di quel tizio non parlo più, è un capitolo chiuso.Ma i risultati che stiamo ottenendo ora sono migliori di prima: prima eravamo tre fuoriclasse più un altro, ora siamo fuoriclasse e basta", dice riferendosi al progetto portato avanti con Adani e Vendola. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli – Hellas Verona (2-0): Le foto dei protagonisti in campo

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Guarda le foto di Napoli – Verona (2-0) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano la vittoria degli azzurri allenati da Antonio Conte, allo  Stadio Maradona contro i veneti allenati da Paolo Zanetti.

IL TABELLINO DELLA GARA
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Spinazzola (38′ st Mazzocchi); Anguissa, Lobotka, McTominay (32′ st Ngonge); Politano (32′ st Raspadori), Lukaku (32′ st Simeone), Neres (45′ st Zerbin).

A disp: Contini, Scuffet, Hasa, Rafa Marin, Gilmour.All.: Conte

Hellas Verona
 (3-4-1-2): Montipò; Dawidowicz, Coppola, Magnani; Faraoni (31′ st Daniliuc), Duda, Belahyane (39′ st Mosquera), Lazovic (23′ st Bradaric); Suslov; Sarr (23′ st Livramento), Tengstedt (31′ st Kastanos).

A disp.: Berardi, Perilli, Okou, Corradi, Sishuba, Dani Silva, Lambourde, Alidou, Ajayi, Cissè.All.: Zanetti

Arbitro: Zufferli

Marcatori: 5′ aut.

Montipò (H), 17′ st Anguissa (N)

Le foto di Napoli – Verona (2-0):

Freddo a Roma, previsioni meteo: nessuna possibilità di neve

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(Adnkronos) – Il maltempo e il freddo dominano in Italia al centro-sud, con la possibilità di vedere neve anche a quote basse in questi giorni di gennaio.Vale anche per Roma? In queste ore sulle regioni meridionali, in particolare, si avvertono gli effetti dell'ondata di maltempo con pioggia e neve anche a bassissima quota.

La situazione coinvolge anche le regioni adriatiche centrali: la neve potrebbe sfiorare addirittura le spiagge abruzzesi se non presentarsi mista a pioggia. C'è la possibilità che anche Roma, dopo anni, torni ad essere imbiancata? "Nei prossimi giorni un campo di alta pressione riuscirà ad espandersi dall'Oceano Atlantico verso l'Europa centro occidentale, inglobando quindi anche parte dell'Italia", dice all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo di iLMeteo.it.Se per le prossime ore le temperature scenderanno a livelli 'polari' anche nella capitale, in particolare di notte, non ci sono però chance di vedere il Colosseo imbiancato. "Sulla città di Roma avremo condizioni molto stabili e soleggiate, e nessuna possibilità di nevicate.

Farà piuttosto freddo specie di notte e al primo mattino con valori prossimi a zero gradi", dice Gussoni delineando il quadro che, a livello di precipitazioni, non cambierà nemmeno verso il fine settimana. "Queste condizioni atmosferiche ci terranno compagnia almeno fino al prossimo weekend, con prevalenza di sole anche sulla Capitale", spiega.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uomini e Donne, Martina De Ioannon ha fatto la sua scelta: la prima foto con Ciro

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(Adnkronos) –
Martina De Ioannon ha fatto la sua scelta a Uomini e Donne.Oggi, lunedì 13 gennaio, la tronista romana ha deciso di lasciare il programma insieme al corteggiatore Ciro dopo quattro mesi di avventura nel dating show condotto da Maria De Filippi. La scelta di Martina era tra i due corteggiatori Ciro Solimeno e Gianmarco Steri.

Secondo le anticipazioni sulla puntata del dating show registrata oggi, 13 gennaio, la 26enne ha fatto il grande passo.    Una scelta, secondo molti utenti, "prevedibile e scontata" già da alcune settimane.L'ex volto di Temptation Island, infatti, ha sempre dimostrato di avere un'attenzione particolare nei confronti del corteggiatore napoletano e in una clip registrata prima del grande passo, avvenuto oggi, Martina aveva fatto intendere che la sua scelta sarebbe stata proprio orientata verso il corteggiatore napoletano. Il percorso di Martina De Ioannon è stato uno dei più amati e seguiti degli ultimi anni.

In particolare, quando Ciro, durante la trasmissione, ammise di essersi innamorato della tronista, sognando un futuro insieme.Nonostante i vari alti e bassi, Martina a Ciro sono pronti ora a vivere la loro storia d'amore lontano dai riflettori di Uomini e Donne.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cortina ha un nuovo hotel di lusso, l’Europa diventa ‘Eight’

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(Adnkronos) –
Un angolo di lusso ad alta quota in cui tradizione e modernità si fondono: ha riaperto a Cortina d’Ampezzo l’ex Hotel Europa, fino al 2022 ‘creatura’ di Mauro Benetton. L’operazione è del gruppo Solido Holding della famiglia D’Avanzo, che ha portato nel ‘cuore’ delle Dolomiti un nuovo concetto di extra lusso con Eight Cortina. Che sia nella moda o nel mondo dell’hôtellerie, ‘ai clienti piace custom’, per parafrasare il film con Marilyn Monroe. La ricerca dell’unicità e delle esperienze personalizzate è ormai una prerogativa degli amanti del lusso. E lo è anche per l’Eight Cortina, che riserva ai suoi ospiti un’esperienza ‘cucita a mano’, a partire dalla biancheria con le loro iniziali, la consegna dei giornali preferiti e la preparazione ‘ad hoc’ dei cibi, che incontrano il loro palato. Questi sono solo alcuni dei dettagli, che danno vita a una sinfonia di comfort. Una cura assicurata “grazie ai nostri 70 dipendenti, tutti formati dai manager degli altri nostri hotel in modo tale da garantire anche qui il nostro standard di ospitalità ai clienti”, spiega il manager Manuel D’Avanzo all’Adnkronos.  

Il lusso sta proprio lì, nella qualità altissima e non nei costi. E come si raggiunge? Facendo tanta ricerca in giro per il mondo, per trovare la ‘voce’ giusta per la propria realtà. “La sfida più difficile è stata riuscire a diversificare la nostra offerta tra le strutture ricettive presenti sul territorio”, dice D’Avanzo. E come? Con la ricercatezza che affiora dal design degli ambienti, che vengono progettati e realizzati dal loro dipartimento Eight Lab, con lo scopo di adeguare l’immobile agli standard della catena alberghiera, mantenendo il rispetto della struttura originale e la connessione con il territorio. “Un aspetto che manca nelle grandi catene alberghiere: quando chiudi le tende della stanza e ti guardi attorno, non c’è nessun dettaglio che ti faccia pensare al posto in cui ti trovi”, fa notare D’Avanzo. E per lui la sfida si può dire riuscita: l’Eight Cortina – della catena fanno parte anche gli hotel a Portofino, Paraggi e Venezia (che riaprirà prima dell’estate) – offre ai suoi ospiti “un servizio da 5 stelle – le tariffe delle camere oscillano dai 1.500 ai 5mila euro a notte – ma con uno stile e con delle caratteristiche dell’immobile che rispecchiano il territorio, ed è per questo che ogni struttura Eight è diversa dall’altra”, sottolinea D’Avanzo, che aggiunge: “Per noi la cosa più importante è far sentire a casa chi ci sceglie”.  

A Cortina, però, la ‘challenge’ è stata ancora più difficile “perché abbiamo toccato un mostro sacro, ovvero il Vip Club”, il locale annesso alla struttura alberghiera nonché icona indiscussa della mondanità ampezzana grazie anche a ‘Vacanze di Natale’ dei Vanzina, proprio lì dove il playboy Billo (il personaggio interpretato da Jerry Calà) cantava e suonava ‘Maracaibo’, mentre ci provava con Ivana (Stefania Sandrelli). “Per il Vip Club, al contrario dell’albergo che ha avuto bisogno di grandi interventi, solo un piccolo ‘maquillage’ e l’ottimizzazione degli impianti”, dice D’Avanzo, che assicura: “Abbiamo mantenuto il sapore e la storia di questo posto”. L’obiettivo “è stato quello di dare familiarità già dall’ingresso. La posizione del pianoforte di Jerry Calà, solo per fare un esempio, è rimasta la stessa del film”, dice il manager, che insieme agli architetti hanno scelto un pavimento di un castello scozzese, che ha 300 anni: “è vissuto, hai dei graffi. Gli ospiti che entrano al Vip Club devono avere l’impressione che tutto sia sempre stato qui, nonostante sia tutto nuovo”.  

Ma non finisce qui. Entro il 2025 una nuova sfida attende la famiglia D’Avanzo con l’apertura di un hotel a Napoli, che darà lavoro a 150 persone. Si trova a piazza Municipio, in un palazzo storico accanto al Comune. La struttura fa parte della catena W Hotel di proprietà di Marriott e si preannuncia essere un luogo capace di far immergere gli ospiti nei “mille culure” di Napoli, come cantava Pino Daniele. Si comporrà di 80 camere, una piscina, la spa, una palestra e, per gli amanti della vista, un rooftoop che promette di essere mozzafiato. Senza dimenticare una corte interna, dove sorgerà “un bellissimo ristorante e bar”, dice D’Avanzo. “Napoli è una città con tantissimi immobili storici, che restano chiusi. Trasformarli significa restituirli a questa incredibile città”. E non solo. “Negli ultimi anni abbiamo registrato un nuovo trend: i turisti, soprattutto stranieri, ora vengono a Napoli non solo per il mare, ma anche per immergersi nei vicoli caratteristici del centro”.  

Questo cambio di tendenza deriva soprattutto dal successo di film e serie che hanno scelto Napoli come set…’a cielo aperto’, a partire da ‘Mare Fuori’, ‘L’Amica Geniale’, ‘I Bastardi di Pizzofalcone’, ‘E’ stata la mano di Dio’, ‘Mina Settembre’ e moltissimi altri. Ma la verità è che ad anticipare questo trend è stato proprio Manuel D’Avanzo: “il mondo del mercato e del turismo italiano, soprattutto quello napoletano. Un po’ di anni fa, abbiamo capito che investire sulle bellezze del centro di Napoli sarebbe stato vincente. I turisti, infatti, non usano più Napoli come luogo di passaggio per andare verso Ischia o Capri”.  

Questo nuovo gioiello di ‘casa D’Avanzo’ vedrà la luce entro l’anno “ma non ti nascondo le difficoltà per portare un 5 stelle di una catena americana in una città come Napoli. All’inizio non volevano venire, ma abbiamo fatto in modo che anche loro vedessero quello che vedevamo noi”. Per D’Avanzo, però, i sogni – che lui preferisce chiamare “obiettivi” – sono inesauribili. Sogna di aprire un hotel nel ‘cuore’ dei Caraibi a Saint Barth, ma nel frattempo sta lavorando sulla realizzazione di una struttura a Taormina, i cui lavori non sono ancora iniziati. E Roma? “È un mercato molto particolare, ma anche molto fertile. Forse è la città più importante d’Europa dal punto di vista turistico. La stiamo studiando”, dice. Tornando a Cortina, sono attesi nel 2026 i giochi olimpici invernali. “Ad oggi non c’è ancora molta chiarezza su come sarà organizzata la località turistica e i suoi impianti, come arrivare in centro, per esempio, o sulle piste”, conclude D’Avanzo. 

Cortina ha un nuovo hotel di lusso, l’Europa diventa ‘Eight’

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(Adnkronos) –
Un angolo di lusso ad alta quota in cui tradizione e modernità si fondono: ha riaperto a Cortina d'Ampezzo l'ex Hotel Europa, fino al 2022 'creatura' di Mauro Benetton.L'operazione è del gruppo Solido Holding della famiglia D'Avanzo, che ha portato nel 'cuore' delle Dolomiti un nuovo concetto di extra lusso con Eight Cortina.

Che sia nella moda o nel mondo dell’hôtellerie, 'ai clienti piace custom', per parafrasare il film con Marilyn Monroe.La ricerca dell’unicità e delle esperienze personalizzate è ormai una prerogativa degli amanti del lusso.

E lo è anche per l'Eight Cortina, che riserva ai suoi ospiti un'esperienza 'cucita a mano’, a partire dalla biancheria con le loro iniziali, la consegna dei giornali preferiti e la preparazione ‘ad hoc’ dei cibi, che incontrano il loro palato.Questi sono solo alcuni dei dettagli, che danno vita a una sinfonia di comfort.

Una cura assicurata "grazie ai nostri 70 dipendenti, tutti formati dai manager degli altri nostri hotel in modo tale da garantire anche qui il nostro standard di ospitalità ai clienti", spiega il manager Manuel D'Avanzo all’Adnkronos.  Il lusso sta proprio lì, nella qualità altissima e non nei costi.E come si raggiunge?

Facendo tanta ricerca in giro per il mondo, per trovare la ‘voce’ giusta per la propria realtà. "La sfida più difficile è stata riuscire a diversificare la nostra offerta tra le strutture ricettive presenti sul territorio", dice D’Avanzo.E come?

Con la ricercatezza che affiora dal design degli ambienti, che vengono progettati e realizzati dal loro dipartimento Eight Lab, con lo scopo di adeguare l’immobile agli standard della catena alberghiera, mantenendo il rispetto della struttura originale e la connessione con il territorio. “Un aspetto che manca nelle grandi catene alberghiere: quando chiudi le tende della stanza e ti guardi attorno, non c’è nessun dettaglio che ti faccia pensare al posto in cui ti trovi", fa notare D’Avanzo.E per lui la sfida si può dire riuscita: l'Eight Cortina – della catena fanno parte anche gli hotel a Portofino, Paraggi e Venezia (che riaprirà prima dell'estate) – offre ai suoi ospiti "un servizio da 5 stelle – le tariffe delle camere oscillano dai 1.500 ai 5mila euro a notte – ma con uno stile e con delle caratteristiche dell'immobile che rispecchiano il territorio, ed è per questo che ogni struttura Eight è diversa dall'altra", sottolinea D'Avanzo, che aggiunge: "Per noi la cosa più importante è far sentire a casa chi ci sceglie".  A Cortina, però, la 'challenge' è stata ancora più difficile "perché abbiamo toccato un mostro sacro, ovvero il Vip Club", il locale annesso alla struttura alberghiera nonché icona indiscussa della mondanità ampezzana grazie anche a 'Vacanze di Natale' dei Vanzina, proprio lì dove il playboy Billo (il personaggio interpretato da Jerry Calà) cantava e suonava 'Maracaibo', mentre ci provava con Ivana (Stefania Sandrelli). "Per il Vip Club, al contrario dell'albergo che ha avuto bisogno di grandi interventi, solo un piccolo 'maquillage' e l'ottimizzazione degli impianti", dice D'Avanzo, che assicura: "Abbiamo mantenuto il sapore e la storia di questo posto".

L'obiettivo "è stato quello di dare familiarità già dall'ingresso.La posizione del pianoforte di Jerry Calà, solo per fare un esempio, è rimasta la stessa del film”, dice il manager, che insieme agli architetti hanno scelto un pavimento di un castello scozzese, che ha 300 anni: "è vissuto, hai dei graffi.

Gli ospiti che entrano al Vip Club devono avere l'impressione che tutto sia sempre stato qui, nonostante sia tutto nuovo".  Ma non finisce qui.Entro il 2025 una nuova sfida attende la famiglia D'Avanzo con l'apertura di un hotel a Napoli, che darà lavoro a 150 persone.

Si trova a piazza Municipio, in un palazzo storico accanto al Comune.La struttura fa parte della catena W Hotel di proprietà di Marriott e si preannuncia essere un luogo capace di far immergere gli ospiti nei “mille culure” di Napoli, come cantava Pino Daniele.

Si comporrà di 80 camere, una piscina, la spa, una palestra e, per gli amanti della vista, un rooftoop che promette di essere mozzafiato.Senza dimenticare una corte interna, dove sorgerà “un bellissimo ristorante e bar”, dice D’Avanzo. "Napoli è una città con tantissimi immobili storici, che restano chiusi.

Trasformarli significa restituirli a questa incredibile città”.E non solo. “Negli ultimi anni abbiamo registrato un nuovo trend: i turisti, soprattutto stranieri, ora vengono a Napoli non solo per il mare, ma anche per immergersi nei vicoli caratteristici del centro".  Questo cambio di tendenza deriva soprattutto dal successo di film e serie che hanno scelto Napoli come set…'a cielo aperto', a partire da 'Mare Fuori', 'L'Amica Geniale', 'I Bastardi di Pizzofalcone', 'E' stata la mano di Dio', 'Mina Settembre' e moltissimi altri.

Ma la verità è che ad anticipare questo trend è stato proprio Manuel D'Avanzo: "il mondo del mercato e del turismo italiano, soprattutto quello napoletano.Un po' di anni fa, abbiamo capito che investire sulle bellezze del centro di Napoli sarebbe stato vincente.

I turisti, infatti, non usano più Napoli come luogo di passaggio per andare verso Ischia o Capri”.  Questo nuovo gioiello di ‘casa D’Avanzo’ vedrà la luce entro l’anno “ma non ti nascondo le difficoltà per portare un 5 stelle di una catena americana in una città come Napoli.All'inizio non volevano venire, ma abbiamo fatto in modo che anche loro vedessero quello che vedevamo noi".

Per D'Avanzo, però, i sogni – che lui preferisce chiamare "obiettivi" – sono inesauribili.Sogna di aprire un hotel nel 'cuore' dei Caraibi a Saint Barth, ma nel frattempo sta lavorando sulla realizzazione di una struttura a Taormina, i cui lavori non sono ancora iniziati.

E Roma? "È un mercato molto particolare, ma anche molto fertile.Forse è la città più importante d'Europa dal punto di vista turistico.

La stiamo studiando", dice.Tornando a Cortina, sono attesi nel 2026 i giochi olimpici invernali. "Ad oggi non c'è ancora molta chiarezza su come sarà organizzata la località turistica e i suoi impianti, come arrivare in centro, per esempio, o sulle piste", conclude D'Avanzo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperta proteina ‘brucia-grassi’: come funziona

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(Adnkronos) – Mentre continua per milioni e milioni di persone il faticoso percorso post feste natalizie per buttare giù i chili guadagnati a colpi di torroni e panettoni, sul fronte scientifico fioccano gli studi sul grasso bruno, il cosiddetto grasso 'buono'.L'ultimo traguardo?

Un team di scienziati ha identificato una proteina chiave per 'bruciare' i grassi.In altre parole quello che è stato svelato è un nuovo meccanismo attraverso cui il grasso bruno viene convertito in calore.

Secondo gli autori del lavoro pubblicato su 'Nature Communications', a svolgere un ruolo cruciale in questo nuovo meccanismo per la combustione dei grassi è la proteina 'MCJ', il che la rende "un bersaglio promettente per il trattamento dell'obesità". La ricerca è guidata dalle scienziate Guadalupe Sabio, del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro Cnio, e Cintia Folgueira, che è in forze al Cnio e al Centro nazionale per la ricerca cardiovascolare Cnic.L'obesità colpisce 650 milioni di persone in tutto il mondo, ricordano le autrici, influenza lo sviluppo di malattie cardiometaboliche e aumenta il rischio di cancro.

Per questo è una condizione su cui si stanno concentrando diversi gruppi di ricercatori.Sabio e Folgueira hanno scoperto uno dei modi in cui il corpo brucia il grasso bruno.

Questo meccanismo, spiegano, protegge dall'obesità e dalle malattie metaboliche correlate.A controllarlo è appunto la proteina MCJ, presente nei mitocondri (organelli della cellula dove si produce energia).

Sabio e Folgueira hanno scoperto che, quando la proteina MCJ viene rimossa dai topi obesi, questi producono più calore e perdono peso.Inoltre, è stato sufficiente trapiantare negli animali del grasso bruno senza la proteina MCJ per ridurre il loro peso. L'obesità, analizzano gli autori dello studio, è il risultato di un'eccessiva assunzione di cibo o di una spesa energetica totale inadeguata. "Ora sappiamo che il tessuto adiposo, il grasso corporeo, oltre a immagazzinare energia, svolge un ruolo cruciale nella gestione di tale energia da parte dell'organismo.

Il tessuto adiposo è un organo complesso che agisce come regolatore del metabolismo dell'intero corpo e quindi modulare la sua funzione potrebbe essere un modo per combattere l'obesità", scrivono gli esperti nello studio. Esistono due tipi di tessuto adiposo: bianco e bruno.Il grasso bianco immagazzina principalmente energia, mentre il grasso bruno (le cui cellule hanno più mitocondri e questo conferisce loro una tonalità marrone) è responsabile della generazione di calore o termogenesi, il processo che mantiene la temperatura corporea e che è innescato dal freddo o da altri stimoli.

Diversi studi dell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'attivazione del grasso bruno protegge dall'obesità e dalle malattie metaboliche. "Per un po' di tempo", spiega Sabio, "si è pensato che l'obesità potesse essere prevenuta facendo sì che questo grasso spendesse più energia generando calore.Quindi la prima cosa è capire come funziona.

Scoprire nuovi meccanismi di produzione di calore nel grasso bruno è uno degli obiettivi più interessanti nello studio dell'obesità". Per molto tempo si è pensato che il grasso bruno utilizzasse un singolo meccanismo per generare calore, ma oggi sappiamo che non è così, affermano gli scienziati.Ci sono diversi meccanismi coinvolti.

La ricerca guidata da Sabio e Folgueira ne ha scoperto uno, controllato dalla proteina mitocondriale MCJ.I ricercatori hanno anche osservato che "gli animali senza MCJ nel grasso bruno sono protetti dai problemi di salute causati dall'obesità, come il diabete o l'aumento dei lipidi nel sangue", spiegano le due scienziate, le quali ritengono che la proteina MCJ possa davvero essere un nuovo bersaglio terapeutico per correggere le malattie associate all'obesità. "Questa protezione – spiega la ricercatrice del Cnio Beatriz Cicuéndez, autrice principale dell'articolo – è dovuta all'attivazione di un percorso di segnalazione essenziale per adattarsi allo stress causato dall'obesità.

Noto come percorso catabolico, provoca un aumento del consumo di grassi, zuccheri e proteine per produrre calore nel grasso bruno. È un meccanismo che si verifica anche nelle persone con grasso bruno molto attivo".La ricerca sta ora cercando di sviluppare una terapia per bloccare questa proteina nei pazienti obesi, ma per farlo occorre prima indagare se questa proteina abbia funzioni vitali in altri tessuti.

Allo stesso tempo, conclude Sabio, "stiamo cercando di vedere se questi cambiamenti nel grasso influenzano la crescita tumorale o la cachessia, ovvero la perdita di muscoli e grasso, che a volte è anche collegata al cancro". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conte di Montecristo, al via stasera 13 gennaio la miniserie con Sam Claflin: le anticipazioni

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(Adnkronos) – Il Conte di Montecristo debutta questa sera, lunedì 13 gennaio, su Rai 1.La miniserie, diretta da Bille August, è ispirata al romanzo di Alexandre Dumas: è suddivisa in otto episodi, divisi in quattro puntate, da 50 minuti ciascuno.  La serie televisiva, interpretata da Sam Claflin che veste i panni del protagonista Edmond Dantès, segue il suo percorso di vendetta nei confronti degli uomini che gli hanno rubato venti anni di vita e il suo unico vero amore.

Intrigo, complotto, odio e amore, perdono e vendetta, speranza e disperazione: questi i grandi temi che si intrecciano nel celebre romanzo ottocentesco scritto da Alexandre Dumas. Nel mezzo di una terribile tempesta, alla morte del capitano, il primo ufficiale Edmond Dantès assume il comando della nave e porta il Pharaon in salvo.Approdato a Marsiglia, il giovane può riabbracciare l’amata Mercedes e, promosso capitano, le chiede di sposarlo.

Edmond non può immaginare che qualcuno stia tramando nell’ombra: si tratta di un altro membro dell’equipaggio, Danglars, in combutta con Fernand, il cugino di Mercedes.Prima di morire, il capitano ha consegnato a Edmond una lettera di Napoleone e la polizia ne viene prontamente informata.

Arrestato durante la sua festa di fidanzamento, Edmond viene interrogato dal procuratore Villefort, a cui confessa che avrebbe dovuto recapitare la lettera a Parigi, al signor Noirtier.Peccato che il bonapartista Noirtier, che sta tramando per il ritorno di Napoleone al trono, sia il padre di Villefort che, per paura che la sua carriera venga compromessa, dà ordine di rinchiudere Edmond nelle prigioni del Castello d’If. Dopo dieci anni nelle segrete del Castello d’If, Edmond sta per lasciarsi morire quando sente dei rumori provenire dal muro della cella: i mattoni franano e appare un anziano e macilento detenuto. È l’Abate Faria, che da anni scava un cunicolo nel muro nel vano tentativo di fuggire.

Il miraggio della fuga riaccende Edmond che, insieme a quello che si trasforma nel suo mentore, inizia a lavorare alacramente a un tunnel che li conduca fuori dalla prigione.Dopo cinque anni, quando la libertà sembra a portata di mano, Faria si ammala ma, prima di morire, rivela a Edmond l’esatta ubicazione di un tesoro che, secondo una mappa in suo possesso, è nascosto sull’isola di Montecristo.

Sebbene la morte dell’Abate sia un duro colpo per lui, Edmond ha finalmente l’opportunità di concretizzare il suo piano di fuga. La serie è interpretata da Sam Claflin (Edmond Dantès-Il conte di Montecristo), Mikkel Boe Følsgaard (Gérard Villefort), Ana Girardot (Mercedes), Blake Ritson (Danglars), Karla-Simone Spence (Haydée), Lino Guanciale (Vampa-Il conte Spada), Michele Riondino (Jacopo), Gabriella Pession (Hermine Danglars), Harry Taurasi (Fernand), Poppy Corby-Tuech (Héloïse), Nicolas Maupas (Albert), Amaryllis August (Valentine), Jason Barnett (Caderousse) e dal Premio Oscar Jeremy Irons nel ruolo dell’Abate Faria. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Murray, buona la prima da coach di Djokovic: ecco com’è andata

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(Adnkronos) – Buona la prima per Andy Murray, nel nuovo ruolo di allenatore di Novak Djokovic.Il fuoriclasse britannico, entrato poche settimane fa nello staff del serbo, ha vissuto in Australia la sua prima partita da coach in uno Slam.

Non è andata male, anzi.Nole ha battuto in quattro set lo statunitense Basavareddy nel suo debutto agli Australian Open 2025.

E la strana coppia ha dato spettacolo.  Sguardo serio e concentrato, tanti applausi di incoraggiamento e un fitto dialogo conclusivo.Per valutare le prime cose da rivedere del debutto a Melbourne.

L’esordio di Murray nelle strane vesti di coach del suo ex rivale Djokovic non è passato inosservato.Questione di abitudine. “Averlo accanto – ha spiegato il serbo a fine match – è stata un'esperienza un po' strana.

Abbiamo giocato per oltre 20 anni l'uno contro l'altro ai massimi livelli e ora è bello averlo con me, dalla stessa parte della rete. È una prospettiva diversa.Si è comportato molto bene, speriamo di non fermarci”.  Nel primo turno degli Australian Open contro Basavareddy, Murray è stato sotto i riflettori e gli stessi canali social del torneo hanno dedicato alcuni contenuti ai loro scambi.

Soprattutto al confronto finale, da campione a campione.In fondo, ancora fa strano vedere Andy consigliare…

il suo storico ex rivale.Rende bene l'idea una frase pronunciata pochi giorni fa da Daniil Medvedev, attuale numero 6 del ranking, tra i sorrisi: "Cosa penso di questa coppia?

Immaginate se Leo Messi diventasse l'allenatore di Cristiano Ronaldo…".Un paragone con il calcio che dice tutto. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, da Berrettini al derby Musetti-Arnaldi: orario e dove vedere gli italiani

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(Adnkronos) – Gli Australian Open entrano nel vivo per la truppa azzurra.Dopo i successi di Jannik Sinner e la favola di Francesco Passaro, qualificato da lucky al secondo turno, nella notte sarà Berrettini ad aprire il programma del martedì a Melbourne.

Dopo Matteo, impegnato alla Kia Arena contro Cameron Norrie, sono poi in programma il derby Musetti-Arnaldi e gli esordi di Flavio Cobolli, Luca Nardi e Lorenzo Sonego. Insomma, notte ricca di impegni per il tennis azzurro agli Australian Open.Si parte con Berrettini-Norrie (Gbr), in programma all’1 alla Kia Arena.

Alla stessa ora, sul campo 12, tocca a Diallo (Can)-Nardi.Sempre considerando l’1 come orario di partenza, il terzo match della Kia Arena sarà il derby azzurro Arnaldi-Musetti.

In seguito, ecco Sonego-Wawrinka (Svi), 4° match dall'1 sul Campo 6. È anche il giorno di Flavio Cobolli, che affronterà l’argentino Etcheverry, 4° match dall'1 sul Campo 7.Nel femminile, alle 9 toccherà poi a Jasmine Paolini, impegnata sulla Margaret Court Arena contro la cinese Wei.

Un inedito.  Qualche curiosità.Tra Berrettini e Norrie c’è stato fin qui un solo precedente e bisogna tornare indietro al giugno 2021, quando l'azzurro vinse in tre set la finale del Queen's, poche settimane prima della finale poi persa con Djokovic.

Sono invece due i precedenti tra Matteo Arnaldi e Lorenzo Musetti a livello Atp: entrambi risalgono al 2023 e sono stati vinti dal toscano (a Roma e a Bastad).Un solo precedente tra Sonego e Wawrinka, vinto dallo svizzero. Gli Australian Open saranno trasmessi da Eurosport (canali 210 e 211 di Sky, con possibilità di usare l’app Sky Go).

Il torneo sarà visibile anche su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Il malato immaginario” a Brescia al Teatro Sociale Martedì 14 Gennaio

Il malato immaginario” una produzione del CTB al suo debutto nazionale a Brescia al Teatro Sociale,che vede l’adattamento e la traduzione del testo di Molière di Angela Dematté, la regia di Andrea Chiodi, con protagonisti Tindaro Granata e Lucia Lavia e una compagnia di alto livello .Debutta in prima nazionale assoluta Il malato immaginario, nuova produzione del Centro Teatrale Bresciano in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e Viola Produzioni Roma, che presenta il testo di Molière nell’adattamento e traduzione di Angela Dematté, la regia è di Andrea Chiodi, protagonisti Tindaro Granata nei panni di Argante e Lucia Lavia nel ruolo di Tonina, per un Malato immaginario onirico e irriverente.In scena per la cinquantunesima Stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata “L’arte è pace”, Il malato immaginario prosegue la programmazione 2024/2025 del CTB: sarà al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) dal 14 al 19 gennaio 2025, tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30.Dopo il successo degli allestimenti dedicati a classici come La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – per cui Tindaro Granata è stato candidato al Premio Ubu –, l’attore siciliano e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare lavorando su uno dei testi più fortunati di Molière, Il malato immaginario.

Un nuovo tassello al sodalizio tra i due artisti, ancora una volta nel segno della rilettura di un grande classico in chiave contemporanea.Sul palcoscenico insieme a Granata, Lucia Lavia, già Premio Duse come migliore attrice emergente, insieme a un cast di prim’ordine per un progetto fortemente voluto dal Centro Teatrale Bresciano che debutterà a Brescia per poi toccare successivamente i palcoscenici di Lugano, La Spezia, Schio, Bagnacavallo, Cattolica, Scandiano e molte altre città italiane.Sul palcoscenico insieme a Granata e Lavia, Angelo Di Genio nel ruolo di Berarlo, Emanuele Arrigazzi che interpreta Dottor Diarroico, Dottor Purgone e Dottor Fiore, Alessia Spinelli Belina, Nicola Ciaffoni Cleante, Emilia Tiburzi Angelica, Ottavia Sanfilippo nel ruolo di Thomas Diarroico.Le scene sono di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo, le luci di Cesare Agoni, la consulenza ai movimenti di Marta Ciappina; Elisa Grilli è assistente alla regia.

Il 1673 è l’anno di composizione dell’opera: un nuovo attacco di Molière contro i medici, che testimonia, ancora una volta, il suo odio viscerale per questa categoria.

“Molière – scrive Giovanni Macchia, tra i francesisti più autorevoli del Novecento – è uno scienziato delle nevrosi”. È un uomo malato, che teme di morire, ma che sa anche che ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia, il dolore, l’ansia, la malinconia.C’è, dunque, dietro commedie che sembrano fatte di comicità persino farsesca, l’ombra di un autoritratto, un gioco, dice Macchia, “tra assenza e presenza”.

La mia esplorazione e curiosità per questo testo – dichiara Andrea Chiodi – inizia da questa battuta di Molière: ‘Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie’.

Una visione che fa un po’ paura, ma che, allo stesso tempo, mi intriga moltissimo”.E sarà un Malato immaginario onirico e irriverente quello firmato da Andrea Chiodi, divertente e contemporaneo nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante.Come l’avaro Arpagone, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno, prigioniero della sua stessa paura, un’ossessione, l’ipocondria.Per offrire al pubblico un’occasione di approfondimento dello spettacolo, il Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia propone il terzo incontro del ciclo I pomeriggi al CTB, rassegna giunta alla sua nona edizione e curata da Lucia Mor, ordinario di Letteratura tedesca dell’Università Cattolica.

Giovedì 16 gennaio alle ore 17.00 presso il Teatro Sociale di Brescia, Andrea Chiodi, Tindaro Granata e Lucia Lavia dialogheranno con il giornalista e critico teatrale e cinematografico Maurizio Porro sul tema “Paura di morire, paura di vivere.Gioco, finzione e malattia nell’ultimo capolavoro di Molière”.La partecipazione all’incontro è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.

Da cartella Stampa Ctb

Informazioni:
https://www.centroteatralebresciano.it/spettacoli/2024/il-malato-immaginario

Debutto nazionale: Brescia, Teatro Sociale, dal 14 al 19 gennaio 2025

Tournée:
Lugano, LAC, 21 e 22 gennaio 2025
La Spezia, Teatro Civico, 24 e 25 gennaio 2025
Schio, Teatro Civico, 26 gennaio 2025
Scandiano, Cinema Teatro Boiardo, 28 gennaio 2025
Bagnacavallo, Teatro Goldoni, 29 e 30 gennaio 2025
Cattolica, Teatro della Regina, 31 gennaio 2025

 

 

Sostenibilità, Ramonda (Herambiente): “Obiettivo CircularYard è ridurre rifiuti prodotti”

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(Adnkronos) – “Abbiamo un primo periodo che abbiamo chiamato fase A, che è quella di monitoraggio, assessment di tutti gli scarti prodotti nei vari siti e cantieri del gruppo Fincantieri.Ci servirà per capire quali sono le tipologie di scarti che possono andare a recupero di materia e quelli che possono andare a recupero di energia”.

Sono le parole di Andrea Ramonda, amministratore delegato Herambiente dopo la firma che oggi ha sancito la nascita della Newco 'CircularYard' tra Gruppo Hera e Fincantieri.  “L'obiettivo è quello di non portare più rifiuti a smaltimento e prima ancora provare a ridurre i rifiuti che produce l'azienda andando dentro i processi produttivi di Fincantieri – spiega – Questo si fa anche con una buona dose di investimenti; partiremo da Monfalcone andando poi a lavorare anche sugli altri cantieri, in particolare dove siamo leader in Italia nel trattamento delle acque, delle cosiddette acque di sentina.Le acque di sentina sono le acque da depurare che vengono generate nella lavorazione dei cantieri navali e che oggi vengono trasportate all'esterno.

Con il nostro progetto in collaborazione con i futuri colleghi di Fincantieri, andremo a progettare degli impianti in situ che quindi risparmieranno anche trasporti, CO2 e consentiranno di rigenerare le acque”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, la crescita di Neres e la pista Garnacho: inizia il dopo Kvara

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(Adnkronos) – Il dopo Kvaratskhelia, a Napoli, è già cominciato.Mentre Antonio Conte, alla vigilia della sfida all'Hellas Verona, aveva annunciato la volontà dell'attaccante georgiano di partire già nel mercato di gennaio, la partita contro gli scaligeri ha fatto brillare, una volta di più, la stella di David Neres.

L'attaccante brasiliano non ha segnato o fornito assist, ma ha regalato una gara piena di spunti, sostanza e sacrificio, mai banale nelle giocate e sempre disposto ad aiutare in fase difensiva. La crescita dell'ex Benfica, arrivato a Napoli in estate per quasi 30 milioni di euro, è stata costante da inizio stagione.Sebbene Conte lo abbia utilizzato principalmente a gara in corso, per la capacità di Neres di essere determinante anche subentrando dalla panchina, dote più unica che rara.

E se è vero che i numeri non raccontano tutto, dicono comunque tanto sull'impatto di un calciatore, specialmente se arrivato da pochi mesi in un nuovo campionato: David ha già collezionato tre gol e sette assist in 20 presenze, un bottino destinato a crescere con l'aumento del minutaggio.Mentre si rincorrono voci di mercato e possibili sostituti, il dopo Kvara, insomma, potrebbe essere già in casa.  L'affare che dovrebbe portare Kvicha Kvaratskhelia a Parigi potrebbe chiudersi già nei prossimi giorni.

Il Paris Saint-Germain ha infatti alzato l'offerta venendo incontro alle richieste del Napoli, 90 milioni, offrendone circa 75.Una decisa accelerata c'è stata dopo le parole di Conte, che ha di fatto scaricato il giocatore e spianato la strada alla sua partenza. Nell'operazione non dovrebbero essere incluse contropartite, con il Psg che aveva proposto prima Randal Kolo Muani, già nel mirino della Juventus, e poi Milan Skriniar, nome che piace molto a Conte per la difesa.

Kvaratskhelia ha già detto sì a un contratto di cinque anni, fino al 2030, con uno stipendio, bonus compresi, da circa 10 milioni di euro.  Nonostante la crescita di Neres, il Napoli investirà sul mercato per regalare un altro esterno di livello a Conte.Il primo nome sulla lista del tecnico azzurro è quello di Alejandro Garnacho, 20enne attaccante del Manchester United, che in stagione ha collezionato 8 gol e 5 assist in 30 presenze.

Contatti ci sono stati già nelle scorse ore, con i Red Devils che hanno aperto alla partenza dell'argentino fissando il prezzo intorno ai 60 milioni. Altre piste portano a Edon Zhegrova, attaccante esterno del Lille valutato circa 25 milioni, che fin qui ha raccolto 8 gol e 2 assist in 21 presenze tra campionato e Champions League, e a Galeno, ala del Porto valutato intorno ai 30 milioni di euro, con con 12 gol e 3 assist in 26 presenze in tutte le competizioni.  L'occasione potrebbe arrivare dalla Premier League.Federico Chiesa sta vivendo una stagione fin qui nera con il Liverpool, con cui soltanto nell'ultimo weekend di FA Cup ha trovato il primo gol dopo essersi trasferito in estate dalla Juventus, e non è escluso il suo ritorno in Italia a prezzo di saldo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)