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Le foto di Cosenza 2 – Juve Stabia 1

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Guarda le foto realizzate dal nostro fotografo Michele Ruocco, che ci racconta così la sconfitta della Juve Stabia a Cosenza.

Davanti a circa 3000 spettatori presenti allo stadio “San Vito – Gigi Marulla” di Cosenza (circa 150 i tifosi provenienti da Castellammare), in una gara condizionata dal forte vento, la Juve Stabia esce sconfitta nel match con il Cosenza di Mister Roselli. I “Lupi” calabresi sono stati abili nell’adattarsi alle averse condizioni metereologiche e a sfruttare il vento a favore nel primo tempo, frazione che termina con il vantaggio di 2 a 0 per i silani. Nella ripresa le Vespe, con il vento a favore, accorciano subito le distanze al 2 minuto ma poi non sono in grado di continuare nella loro spinta offensiva, non riuscendo così ad agguantare il pareggio.

Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it

Clicca qui per vedere le foto

LIVE – Fiorentina-Napoli, la diretta dalle ore 20

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Premi F5 per aggiornare

20:47 – Anche il Napoli rientra negli spogliatoi al termine del riscaldamento

20:45 – La Fiorentina fa rientro negli spogliatoi

20:22 – In campo la Fiorentina per il riscaldamento

20:21 – In campo il Napoli tra i fischi del Franchi

20:10 – In campo Reina per il riscaldamento

20:07 – Le formazioni ufficiali:

FIORENTINA (3-4-2-1) – Tatarusanu; Roncaglia, Gonzalo, Astori; Tello, Vecino, Badelj, Alonso; Borja Valero, Mati Fernandez; Kalinic. A disp. Lezzerini, Saralino, Ilicic, Tomovic, Tino Costa, Kone, Blaszczykowski, Babacar, Bernardeschi, Pasqual All. Sousa.

NAPOLI (4-3-3) – Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. A disp. Gabriel, Rafael, Luperto, Valdifiori, Maggio, Mertens, Regini, D.Lopez, Chiriches, Gabbiadini, Grassi, Chalobah. All. Sarri

20:05 – In campo i portieri dell Fiorentina per il riscaldamento

20:00 – Gabriel e Rafael entrano in campo per il riscaldamento

Buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della gara di campionato che si giocherà alle ore 21 allo stadio Artemio Franchi di Firenze tra Fiorentina e Napoli. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.

dal nostro inviato a Firenze, Ciro Novellino

Il grande amore per il calcio lo ha spinto a comprare il Napoli, intanto Edoardo…

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De Laurentiis, il primo film con Sordi Il cinema tra affari e passione L’imprenditore di origini romane è diventato uno dei più importanti nel comparto italiano Il grande amore per il calcio lo ha spinto a comprare il Napoli Un produttore cinematografico di successo con la passione per il calcio. Aurelio De Laurentiis è il padrone del Napoli dal 2004: «Dirigere una società calcistica – ha detto – è come fare ogni domenica un film di cui non si conosce il finale». E lui di finali, di film di successo, ne ha scritti tanti. È lui l’inventore del cinepanettone che sbanca i botteghini, ma lui il cinema lo ha nel Dna, visto che appartiene a una grande famiglia del settore: è figlio di Luigi e nipote di Dino, entrambi scomparsi e che hanno scritto la storia del cinema. La Filmauro, la casa cinematografica di sua proprietà, garantisce tutto il ciclo completo. produzione, distribuzione, esercizio. Uomo diretto e senza peli sulla lingua, ha sempre affrontato con decisione tutti i problemi che sono arrivati sulla sua strada. L’esordio nel cinema arriva nel 1977, con un «Borghese Piccolo Piccolo», interpretato da Alberto Sordi. Da allora in poi le commedie della Filmauro diventano tutte un successo: da «Qua la Mano» a «Nessuno e Perfetto». E come dimenticare «Amici Miei», «A Spasso nel Tempo» e le saghe sulle «Vacanze di Natale». De Laurentiis, però, ha finanziato molti film d’impegno come «Maccheroni di Scola», «Codice privato» di Maselli, molte pellicole di Pupi Avati, «Matrimoni» di Cristina Comencini o di scommettere su registi trasgressivi come Pappi Corsicato e distribuire Woody Allen, Pedro Almodovar, Coen, Besson, Scott, e Polanski. Ha comprato il Napoli calcio nel 2004, all’asta giudiziaria. Lo ha portato dalla C alla serie A, conquistando due coppe Italia e una Supercoppa. De Laurentiis, così come nel cinema, ha portato le sue idee innovative anche nel calcio. Spesso incontrando resistenze. Il suo carattere lo ha portato anche a scontri pesanti in Lega contro un vecchio calcio che tarda a trovare regole nuove. Vorrebbe ridurre il numero di squadre in A e creare un campionato stile Nba, con le franchigie che non retrocedono. Oppure un campionato europeo per club con Italia, Germania, Spagna e Inghilterra. Il Napoli è la società più virtuosa della serie A: spende quello che incassa: fino al 2014 e cioè per 10 anni consecutivi ha chiuso il bilancio in ordine con un utile di esercizio, pur non avendo ingenti capitali da investire come Inter e soprattutto la Juventus. Ha la caparbietà del presidente-padrone del vecchio calcio con idee fresche per rinvigorire il mondo del pallone sempre più affossato da un management troppo ancorato a regole vetuste. De Laurentiis ha portato giocatori con cui ha ottenuto grosse plusvalenze come Lavezzi e Cavani, venduti a suon di milioni al Paris Saint Germain. Ha la capacità di trattare cn grandi club, di persona, senza delegare nessuno. Ha comprato Gonzalo Higuain, il cannoniere della serie A e ha riportato, tra mille critiche, anche entusiasmo in città. Giocatori di valore come Hamsik sono diventati delle bandiere. Qui sono passati allenatori come Reja, Donadoni, Mazzarri, Benitez e ora Sarri. Ha riportato soprattutto entusiasmo che si era sopito dopo il fallimento della società. La sua famiglia la moglie Jacqueline Baudit, tre figli Luigi, Valentina ed Edoardo sono anche loro nel mondo del calcio con ruoli diversi. Lui è il più attivo e sempre sul pezzo, la moglie è la prima tifosa e Edoardo sta studiando da dirigente e futuro presidente. La dinastia è destinata a durare anche nel mondo del pallone.

corriere del mezzogiorno

“Noi ci crediamo”, il Napoli è carico!

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Tuttosport scrive sull’atmosfera che si respira a Castel Volturno prima della partenza per Firenze: “”Noi ci crediamo” è il motto ripetuto ad uno ad uno dai calciatori, non ultimo da Sarri che stasera troverà allo stadio Franchi (saranno tremila i fan partenopei) anche un po’ di amici provenienti dal suo paese, Figline Valdarno, dove gli hanno dedicato un club Napoli.

“Noi ci crediamo” è riferito a quel “coso” lì, lo scudetto che il tecnico ha voluto evitare di nominare nella conferenza stampa post Villarreal: la scaramanzia si è impadronita pure di lui. Il Napoli ci crede, nella consapevolezza che la sfida contro la Fiorentina è molto più di un testa a testa, è un “dentro o fuori” nella rincorsa al primo posto. Non tanto per la distanza dalla vetta, piuttosto come contraccolpo psicologico. Vuole evitarlo soprattutto il Napoli, lontano dalla vittoria ormai da tre settimane e sono un’eternità per chi ha mantenuto finora un ritmo forsennato. E ancora dovrà averlo, stasera, contro l’unica squadra che in questo campionato è riuscita a chiudere una partita avendo il maggior possesso palla: nella sfida d’andata, il Napoli non riuscì a superare la media del 47%”.

Rapina Insigne, non si esclude la matrice intimidatoria

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La Repubblica dedica spazio alla rapina subitada Lorenzo Insigne: “Oltre al danno, l’attaccante del Napoli sotto shock ha dovuto mettere in conto pure la beffa: togliendosi l’ultimo dubbio di essere stato vittima di un blitz premeditato. Lo avevano riconosciuto, sabato sera, seguendo probabilmente la sua Mercedes dal Vomero al lungomare. Le telecamere di viale Gramsci hanno ripreso la scena e faciliteranno le indagini, scattate dopo la denuncia sporta dalla moglie Jennifer. A lei non hanno portato via niente. E neppure agli altri due amici a bordo dell’auto. L’intera refurtiva (un orologio Rolex, 800 euro in contanti e due bracciali di diamanti) apparteneva al fantasista azzurro. Non si esclude una matrice intimidatoria, anche se Insigne sta disputando la stagione migliore della sua carriera (11 gol e 10 assist). Già in passato, del resto, furti e rapine ai danni dei campioni del Napoli erano state collegate (in sede di indagine) ai risultati della squadra. Un teorema mai davvero dimostrato. Tra le vittime illustri Hamsik, Cavani e Lavezzi. Proprio in seguito allo scippo subito dalla sua fidanzata, Yanina, il telefono del Pocho fu messo sotto controllo dalle forze dell’ordine. E dalle successive intercettazioni, per caso, è scattata la recente inchiesta sull’evasione fiscale nel pallone: allargatasi a molti club di serie A”.

LIVE DAL FRANCHI- “Crediamoci” cantano i tifosi azzurri

Anapoli“Crediamoci”: è questo il grido che si alza dagli spalti del Franchi, rigorosamente tinti di azzurro. I tifosi del Napoli ci sono e si fanno sentire. Per rimanere alle spalle della Juve e allontanare le inseguitrici, Fiorentina inclusa. 

C’è malumore a Castel Volturno per la designazione di Tagliavento

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La Repubblica scrive sulla designazione arbitrale di Tagliavento per il big match di questa sera a Firenze. Serpeggia malumore tra lo staff azzurro per questa designazione per nulla gradita dal patron Aurelio De Laurentiis:

“Tanto per non farsi mancare niente, un bel po’ di errori arbitrali: da quelli commessi da Mazzoleni a Bologna (nella prima volta di Higuain e compagni in vetta) a quelli di Doveri con il Carpi, concausa del comprensibile malumore con cui è stata accolta a Castel Volturno la designazione di Tagliavento, al quale è stato affidato il posticipo di oggi al Franchi. Con il direttore di gara umbro ci sono stati dei precedenti a dir poco sfortunati. Ma il Napoli si sta facendo del male pure da solo, da un po’ di tempo a questa parte. Sul campo, dove la vittoria manca da quattro partite, pesa la scelta di sacrificare le coppe: condivisibile a tavolino (per un organico forse troppo ridotto per potersi battere su più fronti), però nocivo per il morale degli azzurri”.

Superata la paura, Insigne è carico per la Fiorentina

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Lo choc, attimi terribili quelli vissuti sabato sera da Insigne. La pistola puntata in faccia, la rapina, orologio e bracciali portati via, oltre ai contanti. La notizia comincia a diffondersi, in nottata il messaggio del suo procuratore Antonio Ottaiano, poi la telefonata come riferito dall’edizione odierna de Il Mattino.

«Lorenzo ha vissuto una terribile esperienza e mi ha raccontato di aver provato una bruttissima sensazione. Fortunatamente ha avuto la lucidità di non muoversi, prendendo subito la consapevolezza del pericolo e assecondando le richieste del rapinatore. Per fortuna tutto è finito senza conseguenze, casi come questi possono anche sfociare in tragedia», ha rivelato il suo agente che poi ha rassicurato sulle condizioni dell’attaccante. «Passati i primi momenti in cui era scosso, l’ho risentito ed è tornato sereno. Ha ripreso ad allenarsi ed è già carico per giocare la partita contro la Fiorentina».

Jorginho a sky: “Sarà una bella partita tra due squadre che giocano a meraviglia”

Nel prepartita Jorginho ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di sky, ecco quanto evidenziato: “Tutte le partite sono fondamentali ma questo è uno sconto diretto.  Dobbiamo mantenere la tranquillità e fare il nostro gioco. Fanno tanto piacere i complimenti di Sousa”.

pasquale ammora

LIVE dal Franchi – I soliti cori beceri contro Napoli: geniale risposta azzurra

Ancora prima del match, i tifosi della Fiorentina si sono subito impegnati a disprezzare con i soliti cori beceri i napoletani. Dalla Fiesole è partito il coro ‘Vesuvio lavali con il fuoco’ accompagnato da un ‘Noi non siamo napoletani. Geniale la risposta dei tifosi partenopei: “Voi non siete napoletani…”

dal nostro inviato a Firenze, Ciro Novellino

Meteo – FEBBRAIO, 2016 ANNO BISESTILE. Giorno TEMPESTOSO con il CICLONE GOLIA !

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Anno BISESTO, anno FUNESTO recita l’adagio: ma è davvero così? Nubifragi con GOLIA Lunedì 29

L’anno bisestile, da secoli, è motivo di superstizione: i primi a definire l’anno bisestile come portatore di sventure furono i Romani: erano particolarmente avversi ai cambiamenti e ritenevano, appunto, che il “giorno in più ” potesse essere foriero di oscuri presagi.STORIA – Il giorno in più venne introdotto oltre 2000 anni fa, proprio ai tempi del dominio romano: nel 46 a.C., Giulio Cesare, per pareggiare i conti con le sei ore circa che ”avanzano” ogni anno dai 365 giorni canonici, seguendo i calcoli dell’astronomo Sosigene di Alessandria introdusse nel calendario un giorno in più ogni 4 anni, subito dopo il 24 febbraio. E poiché il 24 febbraio in latino era il “sexto die ante Calendas Martias”, quel giorno diventò il “bis sexto die“, da cui la denominazione ”bisestile”. Nei secoli non si annoverano eventi particolarmente negativi legati all’anno bisestile: la pratica di aggiungere un giorno al mese di Febbraio è utilizzata in quasi tutti i calendari solari per evitare lo slittamento delle stagioni: ogni 4 anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo.

29 FEBBRAIO 2016, GOLIA ALLA RISCOSSA – Nella giornata di Lunedì 29 avremo forte maltempo su numerose regioni italiane, piogge moderate al Nord e su Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna con piogge e temporali. Precipitazioni forti anche sul Triveneto, massima attenzione al forte vento di Scirocco e alla possibile alta marea nella città di Venezia nel corso delle prime ore del giorno.

NEVE – Precipitazioni nevose abbondanti sulle Alpi e Appennini sopra i 700/1000 metri.

APPROFONDIMENTO anche per singole Regioni e Città su:

Nord

Valle d’Aosta

Piemonte

Liguria

Lombardia

Trentino Alto Adige

Veneto

Friuli Venezia Giulia

Emilia Romagna

Centro

Toscana

Marche

Umbria

Abruzzo

Lazio

Molise

Sud e isole

Puglia

Campania

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

Cosenza – Juve Stabia: Attimi di paura e tensione in curva (FOTO)

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Momenti di paura sono stati vissuti ieri durante la gara tra il Cosenza e la Juve Stabia, quasi verso la fine del primo tempo eravamo al 40° minuto, i tifosi della curva Bergamini hanno chiesto l’intervento dei sanitari per soccorrere uno spettatore che, per imprecisate ragioni, era riverso sulle scalee dello stadio privo di sensi.

All’arrivo dei sanitari in curva si è scatenata l’ira dei supporters del Cosenza che hanno tentato di aggredire gli operatori sanitari rei di aver impiegato troppo tempo nelle operazioni di soccorso. Provvidenziale è stato l’intervento degli steward che hanno bloccato i facinorosi e hanno permesso la conclusione delle operazioni di soccorso.

Soccorso tifoso Cosenza Juve Stabia aggressione steward 6

CAMPIONATO BERRETTI: ”ISCHIA BATTUTA ANCHE DAL FANALINO DI CODA AVELLINO”

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Secondo stop di fila per l’Ischia dopo il ko contro il Siena la scorsa settimana, cede a Nusco, in casa dell’Avellino che conquista la seconda vittoria stagionale. Inizio da dimenticare da parte dei ragazzi di Porta che si fanno sorprendere da Dioum, il quale sfrutta un rimpallo in area e 3’ dopo raddoppia su calcio di rigore. L’atteggiamento ostruzionistico degli irpini innervosisce i gialloblù che chiudono il tempo sotto di due reti. Nella ripresa Borrelli, subentrato a Miranda, accorcia le distanze piazzando un diagonale dalla destra. Caracciolo, Di Bello, Passariello e Vincenzi sprecano quattro occasionissime per evitare la sconfitta. Davvero clamorose le palle-gol non sfruttate dagli isolani, in formazione rimaneggiata (in campo D’Angelo a mezzo servizio). Il tempo effettivo è ridotto all’osso per l’astuzia dei padroni di casa che anche se a fatica, riescono nell’intento di vincere ancora.

AVELLINO-ISCHIA ISOLAVERDE 2-1

AVELLINO: Fall, D’Amore, De Giglio, Cappelli, Trapanese (15’ s.t. De Donato), Viscardi, Sersante, Dascoli, Schena (20’ s.t. Riefoli), Dioum, Caggiano (30’ s.t. Pagano). In panchina Sorrentino, Chianese, Colapaolo, Moscaritolo. All. Carpentieri.

ISCHIA ISOLAVERDE: D’Errico, Vorzillo, Esempio, De Palma, Todisco, Miranda (13’ s.t. Borrelli), Di Bello, Numerato (13’ s.t. Caracciolo), D’Angelo (20’ s.t. Coppola), Passariello, Vincenzi. In panchina Cappa, Nocerino, Petruccio, Agrillo, Gonzales, Migliaccio. All. Porta.

ARBITRO: De Cicco di Nola (ass. Guerra e Passaro di Nola).

MARCATORI: nel p.t. 12’ e 15’ (rig.) Dioum; nel s.t. 15’ Borrelli.

NOTE: ammoniti D’Amore, Trapanese, Schena, Vorzillo, De Palma, D’Errico, Petruccio, Coppola.

I RISULTATI

  • Avellino-Ischia 2-1
  • Paganese-L’Aquila 2-0
  • Arezzo-Lupa Roma 4-1
  • Juve Stabia-Pisa 2-2
  • V.Lanciano-Robur Siena 1-3
  • Lupa.C.R-Teramo 1-4

Ha riposato Pontedera

CLASSIFICA

  1. Arezzo 53,
  2. Tuttocuio 41,
  3. Teramo 40,
  4. Lupa Roma 34,
  5. Pisa 33,
  6. Juve Stabia 32,
  7. L’Aquila 32,
  8. Paganese 31,
  9. Robur Siena 29,
  10. Ischia Isolaverde 26,
  11. Lupa Castelli Romani 19,
  12. Virtus Lanciano 18,
  13. Salernitana 15,
  14. Pontedera 14,
  15. Avellino 8.

Anche Conte in tribuna, non solo Insigne sotto la lente di ingrandimento

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All’ Artemio Franchi di Firenze in occasione della sfida tra Fiorentina e Napoli sarà presente anche il C.T. della nazionale italiana Antonio Conte.

Un’ occasione per visionare Lorenzo Insigne in vista dei prossimi Europei in Francia . Ma non solo, anche Jorginho e Bernardeschi sembrano in odore di convocazione per le prossime amichevoli contro Spagna e Germania. E chissà che indirettamente si tratti di un’ occasione per monitorare Gonzalo Higuain; stando agli ultimi rumors che vedrebbero il tecnico ex Juventus sulla panchina del Chelsea nella prossima stagione, il pipita sarebbe finito in cima alla lista dei desideri.

VIDEO – Soccorso a 51 migranti di Motovedetta CP322 operante nel mar Egeo

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Video di alcune fasi delle operazioni di soccorso condotte la scorsa notte dalla Motovedetta CP322 – dislocata a Samos – della Guardia Costiera italiana che sta operando nel Mar Egeo.

L’unità della Guardia Costiera ha soccorso complessivamente 51 migranti  (29 uomini, 10 donne, e 12 bambini) a bordo di un piccolo natante gonfiabile in precarie condizioni di navigabilità.

I migranti sono stati successivamente condotti in salvo nel porto di Samos, ove la Motovedetta CP322 ha fatto rientro questa mattina.

De Magistris: “Stasera una partita dura ma il campionato finisce a maggio”

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Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla trasferta di Firenze e al brutto episodio capitato ad Insigne. Questo è quanto riportato sul You Tube del Comune di Napoli:

“ Contro la Fiorentina non sarà una sfida semplice, la Juve è a più quattro ma il campionato è ancora lungo. La squadra deve crederci e deve avere la giusta energia per giocarsela fino alla fine. Certo la Juventus ha una maggiore esperienza ma sono del parere che “se po fa e s’adda fa”.

Quello che è capitato a Insigne è un fatto grave come capita a tanti cittadini ogni giorno a Napoli come altrove. Dispiace che continuino a verificarsi episodi del genere nelle nostre città”.

Insigne, parla l’ agente: “Lorenzo è spaventato dall’ accaduto ma scenderà in campo con la giusta tranquillità”

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L’ agente di Insigne, Antonio Ottaiano, è intervenuto ai microfoni di radio CRC a proposito dell’ increscioso episodio capitato sabato sera.

Ecco le sue parole:

“ Lo stato d’ animo di Lorenzo è lo stesso di chiunque viva questi episodi. Certo lo spavento c’è stato ma fortunatamente il danno è stato solo materiale. E’ il fatto della “dedica del gol” che mi ha sconcertato maggiormente, non so proprio spiegarmi di cosa sia frutto. Quello che più mi preme è che non ci siano ripercussioni dal punto di vista psicologico, anche perché il ragazzo scenderà in campo regolarmente e non penso che il brutto episodio possa condizionarlo in maniera forte. L’ ho sentito ed è solo molto spaventato per ciò che è successo, l’ intento dei malfattori era quello di compiere la rapina indipendentemente da chi vi fosse in auto”.

 

Un cattivo presagio: e se questo Dalai Lama fosse l’ultimo? (Raimondo Bultrini*)

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L’attuale Dalai Lama con Mao Tse Tung nel 1954 (Getty)

Una copertina del “New York Times” con i suoi abiti funereamente svuotati. Dichiarazioni del fratello, e anche sue, che fanno pensare a un addio della tradizione secolare. Alla fine avrà vinto la Cina?

BANGKOK. La domanda circola di web in web come un mantra himalayano tra i fedeli e i simpatizzanti del Tibet disseminati ormai nel mondo virtuale più che nelle valli degli altipiani. Ci sarà un prossimo Dalai Lama? E, eventualmente, dove vivrà, sotto quali spoglie tornerà sul Pianeta il prossimo erede di questa antica stirpe di 14 reincarnati che per la prima volta nella storia troverà al suo posto un «concorrente» eletto politicamente dalla Cina? L’attualità è che nei giorni scorsi l’ottantenne Sua Santità Tenzin Gyatso è partito quasi d’improvviso dalla residenza indiana di Dharamsala per volare in America a operarsi di prostata. Subito la preoccupazione è tornata a montare, smorzata dalle assicurazioni che non c’è da allarmarsi. Tra le persone del seguito autorizzate a prendersi cura di lui, c’è una mia vecchia conoscenza, il più giovane dei fratelli del Dalai lama, Ngari Rimpoche. A sua volta un reincarnato, o tulku, l’ex lama da tempo ha rifiutato il titolo e ha ripreso il suo nome di Tenzin Choegyal per sposarsi e fare figli che gli hanno dato dei nipoti, mentre lui sovrintende alla gestione di una guest house, scrive e insegna occasionalmente cultura tibetana.

Choegyal è un uomo dalla franchezza adamantina, i cui modi schietti e diretti talvolta gettano scompiglio nella cerchia di attendenti e funzionari dell’Ufficio privato del XIV Dalai Lama sia a Dharamsala che all’estero. Tutti sanno infatti che ha un posto particolare nel cuore del fratello maggiore, e una volta mi confidò che, secondo certe profezie, gli è capitato e capiterà ancora di trovarsi vicino a Sua Santità, anche se nega di avere certezze assolute su queste sequenze di vite che nel buddhismo si interrompono solo con l’illuminazione finale.

È un fatto che, come suo fratello e la quasi totalità dei tibetani, abbia bevuto il buddhismo dal latte della madre. In particolare la genitrice in questione, Diki Tsering, ha partorito nove bambini morti prematuri e sette figli vivi, dei quali ben tre, incluso Ngari Rimpoche, sono stati riconosciuti come reincarnazioni di importanti capi di monasteri e yogi dagli speciali poteri. Si dice che questi tulkupossiedano una mente talmente allenata dalla meditazione a restare vigile e presente che non li spaventa nemmeno il momento in cui questa si stacca dal corpo per entrare nel lungo e inquietante periodo del bardo, la fase tra morte e rinascita durante la quale si prepara la prossima forma di vita.

Nessun tibetano considera il tipo di rinascita come un semplice caso. Lo vede invece come il frutto di azioni e attitudini passate, visto che ognuno è artefice del proprio destino o karma individuale. «Vuoi sapere chi eri» diceva il Buddha «guarda chi sei adesso, vuoi sapere chi sarai, guarda ciò che fai adesso».

Quinto nato della fortunata mamma, Lhamo Dondup venne portato via 76 anni fa dal minuscolo villaggio dell’Amdo per essere messo sul trono centrale dell’immenso Potala di Lhasa, dove hanno vissuto gran parte dei Dalai Lama. A quel tempo Pechino aveva già probabilmente intenzione di controllare in un modo o nell’altro la reincarnazione del XIII, che all’inizio del 1900 aveva osato dichiarare per iscritto l’indipendenza  del Tibet e cacciato i rappresentanti cinesi da Lhasa. Quando inizia l’avventura moderna del XIV di questa serie, diventato un Nobel della Pace nonché l’esule più famoso del mondo, il giovane Tenzin Choegyal non era ancora nato (ha 67 anni, 13 meno del fratello). Ma oggi nessuno ha dubbi che sia lui la persona al mondo più vicina all’uomo spinto dal destino a guidare un popolo dall’esilio (indiano) senza che la sua gente possa nemmeno tenere una sua foto in casa, perché rischia l’arresto o peggio. E nella Corte del Dalai non è mai sfuggita l’influenza reciproca. Se il giovane è discepolo del Dalai durante le funzioni religiose, il leader spirituale dei tibetani ammira e per certi versi segue le idee «rivoluzionarie» del fratello. Anche perché cresce l’ipotesi che questo sia l’ultimo Dalai Lama. Fotografata dalla copertina del New York Times Magazine: i suoi paramenti ritratti senza un corpo dentro, con effetto quasi macabro.

L’immagine ha mandato su tutte le furie uno dei paladini del buddhismo tibetano in Occidente, il professor Robert Thurman, decano della Columbia e primo monaco occidentale ad essere stato ordinato personalmente da Sua Santità molti anni fa, prima di smonacarsi e dare al mondo la celebre Uma. «Il settimanale fa di tutto» ci dice «per cercare di rendere l’intera causa tibetana senza speranza, una causa persa, e incolpare la vittima per la sconfitta». Del resto lo dice lo stesso fratello minore, parlando confidenzialmente con il giornalista indiano Pankaj Mishra: «Saremo tutti finiti quando Sua Santità non ci sarà più». Thurman, che conosce bene la schiettezza di pensiero di Tenzin Choegyal e la apprezza, pure non condivide una visione che, secondo lui, «cade nel punto di vista sbagliato cinese, secondo il quale basta aspettare la dipartita dell’attuale XIV per far scomparire improvvisamente il problema tibetano. Ma questo non succederà mai»…

* larepubblica / Continua sul Venerdì del 26 febbraio

Nichi Vendola papà, la sorella Patrizia rompe il silenzio: “La famiglia è già pazza del bimbo”

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Nichi Vendola e il compagno Ed

Patrizia Vendola, sorella dell’ex presidente della Regione Puglia, sulla nascita di Tobia Antonio: “È arrivato un bimbo. Concentriamoci su questo. C’è una vita nuova in una famiglia”.

“È arrivato un bimbo. Concentriamoci su questo. C’è una vita nuova in una famiglia che è diventata già pazza di lui. E che non vede l’ora di abbracciarlo”. Lo ha detto Patrizia Vendola, sorella del leader di Sel ed ex governatore pugliese Nichi, parlando della nascita di Tobia Antonio, il figlio della coppia formata dallo stesso Nichi e dal suo compagno canadese Ed Testa: il primo intervento della famiglia Vendola, a parte quello di Nichi, dopo le polemiche esplose sulla vicenda.

Tobia Antonio è nato negli Stati Uniti con la tecnica della maternità in surrogato, Ed Testa è il padre biologico, da parte di una donna californiana. “Stiamo seguendo la linea del silenzio – precisa Patrizia – e rispettiamo la loro privacy, va bene così”. Sulle polemiche che hanno seguito la notizia della nascita del piccolo, Patrizia non aggiunge altro: “Niente di più di quello che ha già detto mio fratello”.

Quanto al nome del neonato, Tobia piaceva molto sia a Ed sia a Nichi ed è stato scelto per questa ragione: semplicemente perché è sempre piaciuto a entrambi. Antonio, invece, è per ricordare persone care che sono state molto importanti nelle loro vite: la mamma dell’ex governatore e il papà del suo compagno 38enne. Nel marzo scorso, quando Vendola si accingeva a lasciare, dopo dieci anni, la presidenza della Regione Puglia, lo aveva voluto annunciare a tutti in una conferenza stampa: si sarebbe dedicato alla sua vita privata. E così è stato.

“Ho vissuto questi dieci anni da governatore della Puglia al cardiopalmo, – disse all’epoca – ma da maggio tutto cambierà. Vorrei sposarmi con Ed”. E anche all’epoca il leader di Sel affrontò il tema della paternità. “Appena lasciato l’incarico di governatore rifletterò anche se affrontare la paternità o no – raccontò ai giornalisti –  un pensiero che riposa in un angolo della mia vita e che ho sempre rimandato. Sicuramente ho sempre amato il mondo dell’infanzia e vorrei scrivere un libro di filastrocche per bambini”.

Pedofilia, il cardinale Pell: “La Chiesa ha commesso errori enormi”

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Il cardinale Pell durante la deposizione (ansa)

Primo giorno della deposizione del prelato in videoconferenza da Roma con la commissione d’inchiesta australiana: “Non sono qui a difendere l’indifendibile. Stiamo lavorando per rimediare”

ROMA – La Chiesa cattolica “ha commesso errori enormi, ma sta lavorando per rimediare. Ha causato gravi danni in molti luoghi, ha deluso i fedeli”. Non lasciano dubbi le parole pronunciate dal cardinale George Pell, già arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney e ora prefetto degli Affari economici del Vaticano, durante la testimonianza resa in videoconferenza dall’Hotel Quirinale a Roma alla commissione d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali a minori negli anni 1970 e 1980, riunita a Ballarat, vicino a Melbourne. “Non sono qui a difendere l’indifendibile”, ha rincarato il prelato. Un modo per chiarire che sono finiti i tempi in cui la Chiesa era “fortemente propensa” ad accettare smentite da parte di chi era accusato.

L’istinto allora era più di “proteggere dalla vergogna l’istituzione, la comunità della Chiesa”, ha detto fra l’altro Pell, che ha tuttavia negato di essere stato a conoscenza degli abusi dei preti pedofili che operavano nella diocesi di Ballarat in cui fu viceparroco tra il 1973 e il 1983 e assistente al vescovo Ronald Mulkearns.

Quella odierna è stata la prima di tre o quattro udienze in collegamento con la commissione austrialiana. La testimonianza di Pell, interrogato puntigliosamente dal legale della commissione Gail Furness, riprenderà quando in Italia saranno le 22. Alla deposizione assistono di persona 14 vittime e loro sostenitori, il cui viaggio è finanziato da una raccolta fondi che ha superato l’equivalente di 130 mila euro.

Il cardinale, cui è stato concesso di deporre in videoconferenza per motivi di salute, ha ammesso che la decisione di trasferire il prete pedofilo seriale Gerald Ridsdale da una parrocchia all’altra invece di denunciarlo alla polizia è stata una “catastrofe”, che gli ha consentito di continuare ad abusare di minori. Quindi ha ripetuto che non sapeva delle abiette azioni del sacerdote che lavorava al suo fianco nella diocesi di Ballarat.

Ridsdale è in carcere dopo essere stato condannato per 138 reati ai danni di 53 vittime. Pell condivise l’alloggio con lui quando erano giovani preti e lo accompagnò anche alla prima udienza del processo a suo carico nel 1993. Una delle vittime, il nipote Ridsdale, che è tra i 14 presenti alla testimonianza, in passate udienze ha accusato Pell non solo di aver ignorato gli abusi, ma anche di aver tentato di comprare il suo silenzio.

In un comunicato diffuso prima della deposizione, Pell ha ribadito il suo sostegno al lavoro della commissione e ha promesso di incontrarsi individualmente con le vittime che sono venute ad ascoltare la sua deposizione a Roma.

*larepubblica