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L’Istat: “Il Pil italiano è cresciuto dello 0,8% nel 2015”

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Il dato finale è leggermente al di sopra del +0,7% provvisorio. La stima iniziale del governo era di chiudere l’anno a +0,9%.

MILANO – Leggera revisione al rialzo della crescita italiana nel corso del 2015: l’Istat ha rivisto il dato del Pil in volume al +0,8%, mentre la stima provvisoria indicava un +0,7%. La sostanza è che l’Italia, dopo tre anni di calo consecutivo, torna a vedere il segno ‘più’ davanti alla dinamica del Prodotto, che comunque resta ancora sotto i livelli di inizio millennio. Ripercorrendo lo scorso anno, si ricorda come inizialmente il governo aveva posto un obiettivo del +0,9%; poi si era sviluppato un certo ottimismo – anche grazie all’intervento della Bce – che aveva lasciato sperare in un risultato migliore. Il rallentamento economico globale, con il nuovo tracollo dei prezzi del petrolio e i chiari di luna dei mercati, avevano quindi fatto calare il pessimismo sulla fase finale dell’anno. Alla fine, il consuntivo non si discosta troppo dal punto di partenza. Calcolato ai prezzi di mercato, il Pil è stato di 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,5% rispetto al 2014.

I numeri della ripresa. Il resoconto Istat sui grandi numeri del bilancio italiano dell’anno scorso non si limita alla dinamica dell’economia nel suo complesso, ma ne approfondisce alcuni risvolti interessanti. E’ per esempio confortante indicare la prima inversione di tendenza da otto anni a questa parte degliinvestimenti fissi lordi, che sono cresciuti dello 0,8% durante lo scorso anno. A spingere le spese sono stati i mezzi di trasporto (+19,7%), i macchinari e le attrezzature (+1,1%). Nell’ambito dei consumi finali nazionali, saliti dello 0,5%, si è messa in evidanza la spinta arrivata dalla spesa delle famiglie, cresciuta dello 0,9%, mentre scende la spesa delle amministrazioni pubbliche (-0,7%). I volumi di consumo sono saliti maggiormente nel settore dei trasporti (5,5%), dell’istruzione (2,7%) e per ricreazione e cultura (2,4%); la componente che segna la diminuzione più accentuata è quella della spesa per beni e servizi vari (-1,5%). Le esportazioni sono aumentate in volume del 4,3%, leimportazioni del 6%.

Nell’anno dell’Expo, le retribuzioni dell’agricoltura hanno registrato il maggior balzo pro capite: +2,8%, +1,7% nell’industria in senso stretto, +0,5% nelle costruzioni e +0,3% nei servizi; nel totale dell’economia l’aumento è stato dello 0,6%. L’agricoltura si conferma anche il settore che registra il maggior balzo del valore aggiunto: +3,8%.

AGGREGATI 2011 2012 2013 2014 2015
I CONTRIBUTI ALLA CRESCITA DEL PIL
Anni 2011-2015, prezzi dell’anno precedente
DOMANDA NAZIONALE AL NETTO DELLE SCORTE -0,8 -4,5 -2,8 -0,4 0,5
– CONSUMI FINALI NAZIONALI -0,4 -2,7 -1,6 0,2 0,4
  – SPESA DELLE FAMIGLIE RESIDENTI E ISP 0,0 -2,4 -1,5 0,4 0,5
  – SPESA DELLE AP -0,4 -0,3 -0,1 -0,2 -0,1
– INVESTIMENTI FISSI LORDI E OGGETTI DI VALORE -0,4 -1,8 -1,3 -0,6 0,1
VARIAZIONE DELLE SCORTE 0,2 -1,2 0,3 0,0 0,5
DOMANDA ESTERA NETTA 1,2 2,9 0,8 0,1 -0,3
PRODOTTO INTERNO LORDO 0,6 -2,8 -1,7 -0,3 0,8

Fonte: Istat

I numeri del bilancio dello Stato. Sul fronte del bilancio delle Pubbliche amministrazioni, si conferma un indebitamento (deficit) al 2,6% del Pil, il risultato migliore dal 2007 e in contenimento rispetto al 3% del 2014. In valore assoluto, il deficit  è di 43.101 milioni di euro, in diminuzione di oltre 5,5 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente. Se si guarda all’avanzo primario (cioè l’indebitamento netto meno la spesa per interessi sul debito pubblico), sempre misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,5% (1,6% nel 2014). La spesa per interessi passivi scende dell’8%, dopo la riduzione del 4,2% nel 2014. Guardando al debito, cioè l’ammontare dello stock, il dato ancora provvisorio parla di un 132,6% del Pil, in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno prima.

AGGREGATI 2011 2012 2013 2014 (A) 2015 (A)
AGGREGATI DI FINANZA PUBBLICA
Anni 2011-2015, milioni di euro a prezzi correnti e valori percentuali
Accreditamento (+)/Indebitamento (-) netto -56.954 -47.464 -46.799 -48.782 -43.101
Indebitamento netto/Pil (%) -3,5 -2,9 -2,9 -3,0 -2,6
Saldo primario 19.462 36.102 30.769 25.558 25.326
Saldo primario/Pil (%) 1,2 2,2 1,9 1,6 1,5
Prelievo fiscale 681.201 703.231 699.038 702.059 708.943
Pressione fiscale/Pil (%) 41,6 43,6 43,6 43,6 43,3
Debito 1.907.466 1.989.408 2.069.680 2.136.015 2.169.855
Debito/Pil (%) 116,4 123,3 129,0 132,5 132,6

Fonte: Istat

La pressione fiscale si è ridotta al 43,3% del Pil, il livello più basso dal 2011 quando aveva segnato 41,6%. La Pa ha agito in maniera virtuosa sull’equilibrio tra entrate e uscite: le prime sono salite dello 0,1% sul 2014, le seconde sono scese dello 0,7% soprattutto con il taglio agli stipendi e alla voce “altro”. Resta però il disavanzo complessivo: le entrate sono il 47,8% del Pil le uscite sono al 50,4%.

 *larepubblica

“Jungle” (Mauro Lo Piano)

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LA GRAFICA: IMMIGRAZIONE, FLUSSI E MURI

Violenti scontri nel primo giorno di sgombero della tendopoli di Calais, tra attivisti no border, migranti e 200 agenti di Polizia incaricati di presidiare sulle squadre di operai giunte nella tendopoli per smantellare le tende dei migranti.

Gli agenti in tenuta antisommossa hanno risposto con i lacrimogeni al lancio di pietre da parte di 150 persone tra migranti e attivisti opposti all’evacuazione.

Una decina i feriti, fra questi anche alcuni bambini intossicati dai lacrimogeni sparati sulla folla dalle forze dell’ordine. I tafferugli si sono protratti per tutta la giornata di ieri, fin quando alle 17.00 la Police Nationale ha deciso di sospendere le operazioni. Ma non è bastato a placare gli spiriti visto che scontri sporadici si sono protratti per tutta la serata.

Nella giornata di ieri, si e’ tentato da parte del Governo Francese  di trasferire nei centri di accoglienza le migliaia di profughi che ancora stazionavano nelle tendopoli di Calais. La speranza di molti migranti continua ad essere quella di poter raggiungere altri Stati dell’Unione Europea.

Intanto, la Polizia Federale Belga ha annunciato di aver respinto verso la Francia 619 persone, da quando ha ripristinato i controlli alla frontiera per impedire un eventuale afflusso di migranti in concomitanza con lo sgombero di Calais.

Giovedì scorso, il Tar di Lille aveva dato il via libera all’evacuazione della parte sud della tendopoli più grande della Francia. Il governo Hollande ha garantito il carattere “umanitario” e “progressivo” dello sgombero. A tutti i migranti verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza. Ma le Ong ritengono che i posti letto non siano sufficienti.

Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i disperati che devono lasciare la zona meridionale della ‘Jungle’, circa un migliaio secondo la prefettura. Nel campo sono comunque ancora tantissimi a rifiutarsi di passare nelle strutture controllate dallo Stato e da cui tentare la traversata in Gran Bretagna diventerebbe ancora più difficile.

La situazione e’ talmente grave che neppure i Governi dell’Unione Europea riescono a trovare una soluzione, gli spazi disponibili per i profughi sono tutti occupati, non si sa piu’ cosa fare, una cosa e’ certa nessun degli Stati membri vuole in casa propria i migranti, gia’ ne hanno accolti fin troppi.

Dove mandarli? una bella domanda a cui bisognava dare una risposta molti anni fa, quando sarebbe bastato far cessare le ostilita’ in territori martoriati da guerre religiose, tribali e fratricide.

Oggi e’ gia’ troppo tardi, l’esodo e’ bibblico, non potra’ fermera’ con le barriere di cemento o con i fili spinati, milioni di persone cercheranno sempre una via di fuga e saranno disposte a morire, per vivere lontano dagli orrori della guerra.

Il Punto – 1 marzo

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Anche il Regno Unito fa il suo muro anti immigrati innalzando da 21 a 35 mila sterline la soglia di reddito minimo da percepire entro cinque anni dall’ingresso nel paese, pena la perdita del permesso di soggiorno. Una misura per ridurre gli afflussi e selezionare gli arrivi. Scoraggiando possibili neo-imprenditori e operatori del terzo settore.
Parlando di reversibilità della pensione, bisogna separare la prestazione previdenziale (dovuta per i contributi pagati) da quella assistenziale (dovuta per equità). Oggi nella determinazione dell’assegno al coniuge superstite prevale la logica assistenziale. Si potrebbe alternativamente determinare l’importo annuo della pensione tenendo in conto anche la speranza di vita dei familiari potenziali beneficiari.
Abituati a ragionare su dati di Pil freschi di calcolo dimentichiamo che le stime preliminari sono soggette a revisione: al ribasso in recessione, al rialzo in fasi di crescita. Il rischio è che gli errori facciano scattare erroneamente le tagliole europee. Non per l’Italia: alla nostra crescita mancano i punti percentuali, non i decimali degli errori di stima.
Basta con le informazioni sugli strumenti finanziari più corpose della Bibbia e che nessuno legge! La trasparenza passa anche per la semplificazione. Alla fine se ne sono accorte Commissione europea e autorità nazionali. Presto arriveranno prospetti sintetici per favorire risparmiatori e Pmi in cerca di capitali. Dai risultati dei test Pisa viene fuori che nei paesi Ocse quasi un quindicenne su quattro è molto scadente in matematica. Come ad esempio in Italia. In cima alla classifica dei bravi l’Estremo Oriente, dove solo uno studente su dieci è indietro. La ricetta è un mix di buona scuola, grande impegno e forti motivazioni. Oltre un quinto degli studenti universitari italiani sceglie un ateneo fuori dalla propria provincia. Prevalentemente si sposta da Sud a Nord, e non ritorna più a casa. Al Sud pesano molto circostanze extra-universitarie: la difficoltà di trovare lavoro, la minore probabilità di ottenere borse di studio e l’epica lentezza dei trasporti locali.

  • Regno Unito, dove il muro anti immigrazione è la soglia di reddito
    01.03.16
    Alessandro Toppeta
    Nel Regno Unito sta per entrare in vigore una nuova legge sugli immigrati extraeuropei. Innalza la soglia di reddito che permette di rimanere nel paese più di cinque anni. L’obiettivo della politica restrittiva è attrarre solo migranti altamente qualificati. Ma potrebbe avere conseguenze opposte.

 

  • I calcoli sulla pensione. E sulla sua reversibilità
    01.03.16
    Mario Sebastiani
    Nel discutere di pensioni bisogna distinguere ciò che è previdenza da quello che è assistenza. Pure nel caso della reversibilità. Sarebbe quindi equo determinare l’importo della pensione non solo in base alla speranza di vita del titolare, ma anche a quella di chi potrebbe diventarne beneficiario.
  • Quelle regole basate sullo zero virgola
    01.03.16
    Enrico D’Elia
    In quasi tutti i paesi, le stime preliminari del Pil tendono a sopravvalutarne la dinamica durante le recessioni e a sottovalutarla nelle fasi di ripresa. Le regole fiscali europee applicate a indicatori distorti possono provocare danni permanenti. Attenzione all’andamento dei fattori di crescita.
  • Prospetto informativo su misura per le Pmi
    01.03.16
    Valerio Corrente
    In Italia si studia una soluzione al problema della trasparenza dell’informazione sulle emissioni di titoli. Intanto Bruxelles incentiva di fatto l’accesso al mercato dei capitali delle piccole e medie imprese europee. L’Action Plan e una disciplina più flessibile dei prospetti informativi. 
  • Lezioni di matematica dall’Asia Occidentale
    01.03.16
    Giorgio Brunello
    In matematica i ragazzi dell’Asia Orientale ottengono risultati nettamente migliori rispetto ai coetanei di varie parti del mondo. È un successo esportabile in altri paesi? Introdurre in un contesto diverso metodi validi altrove è sempre difficile. Ma ciò non vuol dire che non si debba provare.
  • Perché gli studenti si spostano da Sud a Nord
    01.03.16
    Domenico Cersosimo, Antonella Rita Ferrara, Rosanna Nisticò e Gianfranco Viesti
    Nell’anno accademico 2014-15 oltre 55mila universitari hanno scelto un ateneo localizzato in una regione diversa da quella di residenza. E si tratta in larghissima parte di studenti del Sud. Per la qualità delle università del centro-Nord, certo, ma anche per molti altri motivi legati al contesto.

*lavoce.info

L’Istat: “Il Pil italiano è cresciuto dello 0,8% nel 2015”

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L’Istat: “Il Pil italiano è cresciuto dello 0,8% nel 2015” Il dato finale è leggermente al di sopra del +0,7% provvisorio. La stima iniziale del governo era di chiudere l’anno a +0,9%.

MILANO – Leggera revisione al rialzo della crescita italiana nel corso del 2015: l’Istat ha rivisto il dato del Pil in volume al +0,8%, mentre la stima provvisoria indicava un +0,7%. La sostanza è che l’Italia, dopo tre anni di calo consecutivo, torna a vedere il segno ‘più’ davanti alla dinamica del Prodotto, che comunque resta ancora sotto i livelli di inizio millennio. Ripercorrendo lo scorso anno, si ricorda come inizialmente il governo aveva posto un obiettivo del +0,9%; poi si era sviluppato un certo ottimismo – anche grazie all’intervento della Bce – che aveva lasciato sperare in un risultato migliore. Il rallentamento economico globale, con il nuovo tracollo dei prezzi del petrolio e i chiari di luna dei mercati, avevano quindi fatto calare il pessimismo sulla fase finale dell’anno. Alla fine, il consuntivo non si discosta troppo dal punto di partenza. Calcolato ai prezzi di mercato, il Pil è stato di 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,5% rispetto al 2014.

I numeri della ripresa. Il resoconto Istat sui grandi numeri del bilancio italiano dell’anno scorso non si limita alla dinamica dell’economia nel suo complesso, ma ne approfondisce alcuni risvolti interessanti. E’ per esempio confortante indicare la prima inversione di tendenza da otto anni a questa parte degliinvestimenti fissi lordi, che sono cresciuti dello 0,8% durante lo scorso anno. A spingere le spese sono stati i mezzi di trasporto (+19,7%), i macchinari e le attrezzature (+1,1%). Nell’ambito dei consumi finali nazionali, saliti dello 0,5%, si è messa in evidanza la spinta arrivata dalla spesa delle famiglie, cresciuta dello 0,9%, mentre scende la spesa delle amministrazioni pubbliche (-0,7%). I volumi di consumo sono saliti maggiormente nel settore dei trasporti (5,5%), dell’istruzione (2,7%) e per ricreazione e cultura (2,4%); la componente che segna la diminuzione più accentuata è quella della spesa per beni e servizi vari (-1,5%). Le esportazioni sono aumentate in volume del 4,3%, leimportazioni del 6%.

Nell’anno dell’Expo, le retribuzioni dell’agricoltura hanno registrato il maggior balzo pro capite: +2,8%, +1,7% nell’industria in senso stretto, +0,5% nelle costruzioni e +0,3% nei servizi; nel totale dell’economia l’aumento è stato dello 0,6%. L’agricoltura si conferma anche il settore che registra il maggior balzo del valore aggiunto: +3,8%.
 

AGGREGATI 2011 2012 2013 2014 2015
I CONTRIBUTI ALLA CRESCITA DEL PIL
Anni 2011-2015, prezzi dell’anno precedente
DOMANDA NAZIONALE AL NETTO DELLE SCORTE -0,8 -4,5 -2,8 -0,4 0,5
– CONSUMI FINALI NAZIONALI -0,4 -2,7 -1,6 0,2 0,4
  – SPESA DELLE FAMIGLIE RESIDENTI E ISP 0,0 -2,4 -1,5 0,4 0,5
  – SPESA DELLE AP -0,4 -0,3 -0,1 -0,2 -0,1
– INVESTIMENTI FISSI LORDI E OGGETTI DI VALORE -0,4 -1,8 -1,3 -0,6 0,1
VARIAZIONE DELLE SCORTE 0,2 -1,2 0,3 0,0 0,5
DOMANDA ESTERA NETTA 1,2 2,9 0,8 0,1 -0,3
PRODOTTO INTERNO LORDO 0,6 -2,8 -1,7 -0,3 0,8

Fonte: Istat

I numeri del bilancio dello Stato. Sul fronte del bilancio delle Pubbliche amministrazioni, si conferma un indebitamento (deficit) al 2,6% del Pil, il risultato migliore dal 2007 e in contenimento rispetto al 3% del 2014. In valore assoluto, il deficit  è di 43.101 milioni di euro, in diminuzione di oltre 5,5 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente. Se si guarda all’avanzo primario (cioè l’indebitamento netto meno la spesa per interessi sul debito pubblico), sempre misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,5% (1,6% nel 2014). La spesa per interessi passivi scende dell’8%, dopo la riduzione del 4,2% nel 2014. Guardando al debito, cioè l’ammontare dello stock, il dato ancora provvisorio parla di un 132,6% del Pil, in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno prima.
 

AGGREGATI 2011 2012 2013 2014 (A) 2015 (A)
AGGREGATI DI FINANZA PUBBLICA
Anni 2011-2015, milioni di euro a prezzi correnti e valori percentuali
Accreditamento (+)/Indebitamento (-) netto -56.954 -47.464 -46.799 -48.782 -43.101
Indebitamento netto/Pil (%) -3,5 -2,9 -2,9 -3,0 -2,6
Saldo primario 19.462 36.102 30.769 25.558 25.326
Saldo primario/Pil (%) 1,2 2,2 1,9 1,6 1,5
Prelievo fiscale 681.201 703.231 699.038 702.059 708.943
Pressione fiscale/Pil (%) 41,6 43,6 43,6 43,6 43,3
Debito 1.907.466 1.989.408 2.069.680 2.136.015 2.169.855
Debito/Pil (%) 116,4 123,3 129,0 132,5 132,6

Fonte: Istat

La pressione fiscale si è ridotta al 43,3% del Pil, il livello più basso dal 2011 quando aveva segnato 41,6%. La Pa ha agito in maniera virtuosa sull’equilibrio tra entrate e uscite: le prime sono salite dello 0,1% sul 2014, le seconde sono scese dello 0,7% soprattutto con il taglio agli stipendi e alla voce “altro”. Resta però il disavanzo complessivo: le entrate sono il 47,8% del Pil le uscite sono al 50,4%.

TEATRO SOCIALE BRESCIA: TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA

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TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

RASSEGNA ALTRI PERCORSI

MARTEDI’ 1 e MERCOLEDI’ 2 marzo 2016 (ore 20.30)

Emilia Romagna Teatro Fondazione

presenta

TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA

traduzione e adattamento di Antonio Latella e Federico Bellini

scene Giuseppe Stellato – costumi Graziella Pepe – musiche Franco Visioli

tratto dal film Veronika Voss

di Rainer Werner Fassbinder

regia Antonio Latella

luci Simone de Angelis – ombre alTREtracce

con Monica Piseddu

e in o.a.:

Valentina Acca, Massimo Arbarello, Fabio Bellitti, Caterina Carpio, Sebastiano Di Bella, Estelle Franco, Nicole Kehrberger

Utilizzo della sceneggiatura Die Sehnsucht der Veronika Voss di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich, da una bozza di Rainer Werner Fassbinder, per gentile concessione della Fondazione Rainer Werner Fassbinder – Berlino e di Verlag der Autoren – Francoforte sul Meno / Germania.”

“Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma – Italy” Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Maurizio Rippa

Durata dello spettacolo: 2.00 (senza intervallo)

a

Le avventure del Banff Mountain Film Festival tornano a Brescia

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Appuntamento giovedì 3 marzo al Teatro Sociale alle 20.30

Il Banff Mountain Film Festival torna a Brescia con l’ormai tradizionale appuntamento dedicato al cinema di montagna e allo spirito dell’avventura. La proiezione si terrà giovedì 3 marzo al Teatro Sociale di Brescia alle 20.30.

La tappa di Brescia è in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e Sportland.

Seguito da moltissimi appassionati di montagna e di sport outdoor, il BMFF World Tour Italy offre agli spettatori una selezione dei migliori filmati presentati alla 40ma edizione del festival canadese, tenutasi a Banff tra il 31 ottobre e l’8 novembre 2015.

Sci, mountain bike, kayak, arrampicata, alpinismo: in circa due ore di proiezioni, sarà possibile assistere a una serie di emozionanti e coinvolgenti corto e medio metraggi, con immagini spettacolari che raccontano le storie di chi, tutti i giorni, cerca di alzare l’asticella dei propri limiti tra grandi spazi selvaggi e natura incontaminata.

Tra i film in programma ricordiamo Eclipse, premiato a Banff come Best Film Snow Sports: la realizzazione di una grande avventura alle Svalbard, alla caccia della foto perfetta nell’atmosfera surreale di un’eclisse totale di sole.

Chasing Niagara è invece la storia di un sogno ambizioso: scendere in kayak le cascate del Niagara. Premiato a Banff  come Best Film Mountain Sport, il film è un’emozionante storia di amicizia tra un gruppo di kayaker… con un finale inaspettato. Non mancherà naturalmente l’arrampicata e, questa volta, la protagonista sarà una donna. In Golden Gate la climber americana Emily Harrington si misura con le difficoltà dell’arrampicata trad su una delle vie più difficili di El Capitan.

Il programma completo dei film è disponibile sul sito https://www.banff.it/video-category/film-2016/

Il tour italiano 2016 prevede un totale di 26 tappe in 24 tra le principali città italiane.

Nella realizzazione dell’edizione 2015, il BMFF WT Italy è affiancato dagli sponsor Salewa, Enervit e dai parter tecnici  Artech Digital Cinema e Vivaticket.

Vendita biglietti:

È possibile acquistare i biglietti online all’indirizzo www.banff.it al prezzo di prevendita di € 14,00, mentre la sera stessa al botteghino del Teatro Sociale il costo del biglietto sarà di € 16,00.

Inoltre i biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it

SEDE PIAZZA LOGGIA

È possibile acquistare i biglietti al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (esclusi i sabato e festivi)

Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it

ctbteatrostabile.it

“Jungle” (Mauro Lo Piano)

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LA GRAFICA: IMMIGRAZIONE, FLUSSI E MURI

Violenti scontri nel primo giorno di sgombero della tendopoli di Calais, tra attivisti no border, migranti e 200 agenti di Polizia incaricati di presidiare sulle squadre di operai giunte nella tendopoli per smantellare le tende dei migranti. 

Gli agenti in tenuta antisommossa hanno risposto con i lacrimogeni al lancio di pietre da parte di 150 persone tra migranti e attivisti opposti all’evacuazione.

Una decina i feriti, fra questi anche alcuni bambini intossicati dai lacrimogeni sparati sulla folla dalle forze dell’ordine. I tafferugli si sono protratti per tutta la giornata di ieri, fin quando alle 17.00 la Police Nationale ha deciso di sospendere le operazioni. Ma non è bastato a placare gli spiriti visto che scontri sporadici si sono protratti per tutta la serata.

Nella giornata di ieri, si e’ tentato da parte del Governo Francese  di trasferire nei centri di accoglienza le migliaia di profughi che ancora stazionavano nelle tendopoli di Calais. La speranza di molti migranti continua ad essere quella di poter raggiungere altri Stati dell’Unione Europea.

Intanto, la Polizia Federale Belga ha annunciato di aver respinto verso la Francia 619 persone, da quando ha ripristinato i controlli alla frontiera per impedire un eventuale afflusso di migranti in concomitanza con lo sgombero di Calais.

Giovedì scorso, il Tar di Lille aveva dato il via libera all’evacuazione della parte sud della tendopoli più grande della Francia. Il governo Hollande ha garantito il carattere “umanitario” e “progressivo” dello sgombero. A tutti i migranti verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza. Ma le Ong ritengono che i posti letto non siano sufficienti.

Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i disperati che devono lasciare la zona meridionale della ‘Jungle’, circa un migliaio secondo la prefettura. Nel campo sono comunque ancora tantissimi a rifiutarsi di passare nelle strutture controllate dallo Stato e da cui tentare la traversata in Gran Bretagna diventerebbe ancora più difficile. 

La situazione e’ talmente grave che neppure i Governi dell’Unione Europea riescono a trovare una soluzione, gli spazi disponibili per i profughi sono tutti occupati, non si sa piu’ cosa fare, una cosa e’ certa nessun degli Stati membri vuole in casa propria i migranti, gia’ ne hanno accolti fin troppi. 

Dove mandarli? una bella domanda a cui bisognava dare una risposta molti anni fa, quando sarebbe bastato far cessare le ostilita’ in territori martoriati da guerre religiose, tribali e fratricide.

Oggi e’ gia’ troppo tardi, l’esodo e’ bibblico, non potra’ fermera’ con le barriere di cemento o con i fili spinati, milioni di persone cercheranno sempre una via di fuga e saranno disposte a morire, per vivere lontano dagli orrori della guerra. 

È l’ultima chiamata per l’Europa. MARCELLO SORGI*

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È inutile girarci attorno: le notizie che arrivano da Calais, confine franco-britannico, e dal confine greco-macedone, dicono chiaramente che la crisi dei migranti è ormai esplosa tragicamente anche prima del nuovo vertice europeo, convocato il 7 marzo, per cercare rimedi reali. La miope illusione di resistere alzando di nuovo steccati ai confini si sta rivelando, oltre che inutile, pericolosa; basta solo guardare le immagini che arrivano dal villaggio greco di Idomeni, da dove è partita la marcia di disperati accolta con i gas dalla polizia macedone, oppure, mentre il Belgio chiude le sue frontiere, quelle dello sgombero violento della cosiddetta «giungla» di Calais, su cui rischia di perdere la faccia il presidente francese Hollande. Il quale ha promesso invano di spostare in containers riscaldati le migliaia di rifugiati che si accalcavano nella tendopoli più grande d’Europa, ed è stato per questo sbeffeggiato su Twitter perfino dalla sua ex-compagna Valerie Trierweiler.

Al momento, solo il Papa sembra essersi reso conto della gravità di quanto sta accadendo, dal Messico all’Europa, a causa della pressione dei migranti e della sordità dei governi che dovrebbero soccorrerli, e si stanno rivelando incapaci di approntare anche provvisorie soluzioni d’emergenza.

Non a caso, domenica all’Angelus, Francesco ha di nuovo fatto sentire la sua voce, per spingere a una generale presa di coscienza del fenomeno, che non è esagerato definire epocale, e se trascurato potrebbe avere conseguenze devastanti.

L’Europa ha davanti a se l’ultima occasione per rimediare al recente, irresponsabile e contraddittorio andamento delle sue decisioni. Dalla scorsa estate a ora, si è passati dalla svolta in senso solidale, voluta dalla Merkel davanti alla foto del piccolo Aylan morto sulla spiaggia, e alla grande ondata di profughi provenienti dalla Siria, giunti attraverso la Turchia in territorio tedesco, all’impossibilità di gestire l’insorgere dei vari egoismi nazionali nell’Unione, la crescita dei muri, la sospensione del trattato di Schengen, decisa con l’avallo della Cancelliera, che ha portato alla minaccia austriaca di chiudere il passo del Brennero. Così anche l’Italia si ritrova condannata a un destino simile a quello della Grecia, «magazzino di anime», secondo le terribili parole del ministro delle politiche migratorie Ioannis Mouzalas.

Oltre al flusso abituale, chiamiamolo così, dei profughi nordafricani provenienti da Lampedusa, che potrebbero restare bloccati al confine con l’Austria, oltre ai molti arrivati a Calais dall’Italia e decisi a farvi ritorno, la chiusura (o il forte restringimento, si vedrà nei prossimi giorni) del confine greco-macedone spinge verso la costa adriatica della Puglia, già affollata di sbarchi negli Anni Novanta, la massa dei siriani in fuga dalla guerra. Quali potranno essere le dimensioni di questo esodo, man mano che la stagione, meteorologicamente parlando, volge al meglio, è impossibile prevederlo. Ma già con quel che abbiamo sotto gli occhi, e con l’allarme lanciato ieri ai sindaci pugliesi dal ministro dell’Interno Alfano, si capiscono meglio i toni da emergenza adoperati da Renzi negli ultimi due mesi, e sfociati alla fine nella tregua interlocutoria, in attesa del 7 marzo, siglata venerdì a Roma dal presidente della Commissione Ue Juncker.

E se è ancora non è chiaro se e come il problema possa essere affrontato, adesso e nel futuro prossimo, di sicuro diventerà impossibile fronteggiarlo con gli attuali strumenti, e soprattutto con l’emergere o il riemergere dei singoli egoismi nazionali. Perfino i Paesi che vorrebbero, o sono costretti a far qualcosa – vedi l’Italia, che ha ricevuto con il ministro Gentiloni i primi trecento di mille profughi siriani inseriti in un programma di accoglienza – senza un vero aiuto europeo, non sono in grado di farlo. Figurarsi quelli come Francia, Austria e Germania, più esposti al rischio di una crescita oltremisura dei movimenti xenofobi antieuropei; o quelli (Ungheria, Polonia, Slovenia, Croazia) in cui partiti con queste posizioni si sono insediati al governo e di lì alzano muri, o si rifiutano di ricevere le quote di immigrati stabilite nei vertici europei. Inoltre è impossibile impegnarsi in costosi piani di assistenza e sicurezza, aggravando i singoli bilanci statali nazionali, mentre Bruxelles continua a imporre politiche economiche di rigore e equilibrio dei conti pubblici.

Per tutte queste ragioni, al prossimo vertice europeo serve una vera svolta. In politica, di tanto in tanto, le svolte che sembrano impossibili sono imposte dallo stato di necessità, un insieme di fattori che porta a un percorso obbligato. È esattamente questa la scadenza a cui l’Europa è arrivata, il suo punto di non ritorno.

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Il Punto – 1 marzo

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Anche il Regno Unito fa il suo muro anti immigrati innalzando da 21 a 35 mila sterline la soglia di reddito minimo da percepire entro cinque anni dall’ingresso nel paese, pena la perdita del permesso di soggiorno. Una misura per ridurre gli afflussi e selezionare gli arrivi. Scoraggiando possibili neo-imprenditori e operatori del terzo settore. 

Parlando di reversibilità della pensione, bisogna separare la prestazione previdenziale (dovuta per i contributi pagati) da quella assistenziale (dovuta per equità). Oggi nella determinazione dell’assegno al coniuge superstite prevale la logica assistenziale. Si potrebbe alternativamente determinare l’importo annuo della pensione tenendo in conto anche la speranza di vita dei familiari potenziali beneficiari.  
Abituati a ragionare su dati di Pil freschi di calcolo dimentichiamo che le stime preliminari sono soggette a revisione: al ribasso in recessione, al rialzo in fasi di crescita. Il rischio è che gli errori facciano scattare erroneamente le tagliole europee. Non per l’Italia: alla nostra crescita mancano i punti percentuali, non i decimali degli errori di stima. 
Basta con le informazioni sugli strumenti finanziari più corpose della Bibbia e che nessuno legge! La trasparenza passa anche per la semplificazione. Alla fine se ne sono accorte Commissione europea e autorità nazionali. Presto arriveranno prospetti sintetici per favorire risparmiatori e Pmi in cerca di capitali. Dai risultati dei test Pisa viene fuori che nei paesi Ocse quasi un quindicenne su quattro è molto scadente in matematica. Come ad esempio in Italia. In cima alla classifica dei bravi l’Estremo Oriente, dove solo uno studente su dieci è indietro. La ricetta è un mix di buona scuola, grande impegno e forti motivazioni. Oltre un quinto degli studenti universitari italiani sceglie un ateneo fuori dalla propria provincia. Prevalentemente si sposta da Sud a Nord, e non ritorna più a casa. Al Sud pesano molto circostanze extra-universitarie: la difficoltà di trovare lavoro, la minore probabilità di ottenere borse di studio e l’epica lentezza dei trasporti locali.

  • Regno Unito, dove il muro anti immigrazione è la soglia di reddito
    01.03.16
    Alessandro Toppeta

    Nel Regno Unito sta per entrare in vigore una nuova legge sugli immigrati extraeuropei. Innalza la soglia di reddito che permette di rimanere nel paese più di cinque anni. L’obiettivo della politica restrittiva è attrarre solo migranti altamente qualificati. Ma potrebbe avere conseguenze opposte.

  • I calcoli sulla pensione. E sulla sua reversibilità
    01.03.16
    Mario Sebastiani

    Nel discutere di pensioni bisogna distinguere ciò che è previdenza da quello che è assistenza. Pure nel caso della reversibilità. Sarebbe quindi equo determinare l’importo della pensione non solo in base alla speranza di vita del titolare, ma anche a quella di chi potrebbe diventarne beneficiario.

  • Quelle regole basate sullo zero virgola
    01.03.16

    Enrico D’Elia

    In quasi tutti i paesi, le stime preliminari del Pil tendono a sopravvalutarne la dinamica durante le recessioni e a sottovalutarla nelle fasi di ripresa. Le regole fiscali europee applicate a indicatori distorti possono provocare danni permanenti. Attenzione all’andamento dei fattori di crescita.

  • Prospetto informativo su misura per le Pmi
    01.03.16
    Valerio Corrente

    In Italia si studia una soluzione al problema della trasparenza dell’informazione sulle emissioni di titoli. Intanto Bruxelles incentiva di fatto l’accesso al mercato dei capitali delle piccole e medie imprese europee. L’Action Plan e una disciplina più flessibile dei prospetti informativi. 

  • Lezioni di matematica dall’Asia Occidentale
    01.03.16
    Giorgio Brunello

    In matematica i ragazzi dell’Asia Orientale ottengono risultati nettamente migliori rispetto ai coetanei di varie parti del mondo. È un successo esportabile in altri paesi? Introdurre in un contesto diverso metodi validi altrove è sempre difficile. Ma ciò non vuol dire che non si debba provare.

  • Perché gli studenti si spostano da Sud a Nord
    01.03.16
    Domenico Cersosimo, Antonella Rita Ferrara, Rosanna Nisticò e Gianfranco Viesti

    Nell’anno accademico 2014-15 oltre 55mila universitari hanno scelto un ateneo localizzato in una regione diversa da quella di residenza. E si tratta in larghissima parte di studenti del Sud. Per la qualità delle università del centro-Nord, certo, ma anche per molti altri motivi legati al contesto.

TEATRO SOCIALE BRESCIA: TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA

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TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

RASSEGNA ALTRI PERCORSI

MARTEDI’ 1 e MERCOLEDI’ 2 marzo 2016 (ore 20.30)

Emilia Romagna Teatro Fondazione

presenta

TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA

traduzione e adattamento di Antonio Latella e Federico Bellini

scene Giuseppe Stellato – costumi Graziella Pepe – musiche Franco Visioli

tratto dal film Veronika Voss

di Rainer Werner Fassbinder

regia Antonio Latella

luci Simone de Angelis – ombre alTREtracce

con Monica Piseddu

e in o.a.:

Valentina Acca, Massimo Arbarello, Fabio Bellitti, Caterina Carpio, Sebastiano Di Bella, Estelle Franco, Nicole Kehrberger

Utilizzo della sceneggiatura Die Sehnsucht der Veronika Voss di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich, da una bozza di Rainer Werner Fassbinder, per gentile concessione della Fondazione Rainer Werner Fassbinder – Berlino e di Verlag der Autoren – Francoforte sul Meno / Germania.”

 “Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma – Italy” Fabio Pasquini, Annibale Pavone, Maurizio Rippa

Durata dello spettacolo: 2.00 (senza intervallo)

 

RA…pina…. I. taliana. (Mauro Lo Piano)

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Rai, potrebbe essere il diminuitivo di Ra..pina I..taliana, da diversi mesi sta cercando di fare un lavaggio del cervello a tutti quegli Italiani che ancora non siano in regola con il Canone. Si vogliono convincere gli utenti che sborsando il centone, si migliora non solo la ricezione dei canali, ma anche la qualita’ delle trasmissioni televisive.

Sui canali della Rai, di trasmissioni intelligenti se ne  vedono poche, la maggior parte sono di basso contenuto umano e culturale, si salvano solo alcuni programmi di ricerca e un paio di documentari girati nei posti piu’ sperduti del Mondo. Per il resto, solo spazzatura mediatica, parlo dei processi TV, in parallelo con quelli della Giustizia, e dei fatti di cronaca nera, mandati in onda in tempo reale.
La cadenza dei programmi Rai e’ sempre la stessa, o ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra, oggi, non si e’ piu’ liberi nemmeno di scegliere
La mattina si cucina.
Nel pomeriggio ci propinano una serie di telefilm polizieschi con immagini raccapriccianti,  persone uccise, squartate, mutilate, una vera delizia per chi si appresta a cenare.
La sera ci sono i pacchi, questo programma ‘da circo’ viene tenuto in piedi da anni, si da’ la possibilita’ ai concorrenti di poter vincere in una sola serata 1 milione di euro, o somme tali che un comune mortale non riuscirebbe a guadagnare lavorando giorno e notte, vita natural durante.
Negli intermezzi :
Ci propinano delle immagini forti per impietosire la gente, volti di bambini, che vivono al di sotto della soglia di poverta’, che hanno bisogno d’aiuto immediato e solo “Tu”, a quanto dicono gli ideatori di tali spot, puoi salvare Kaiembe, bastano 9 Euro al mese.
Il loro messaggio e’ chiaro, quello di farti sentire in colpa, una Vergogna Nazionale, per un carrozzone come la RAI che rastrella miliardi di euro. Perche’ non destinare ai bambini del terzo Mondo e agli Italiani che frequentano le varie Caritas, una parte degli introiti “estorti” con il Canone?. basterebbe donare l’8 per mille.
Un tuffo nell’Etere :
  • Il Canone TV e’ un’imposta dovuta, 3 sono i Decreti Legge che regolano questa tassa.
  • Il Primo, era un DRL emesso dalla Corte Costituzionale il 21/02/1938
  • Il Secondo     26/06/02, Corte Di Cassazione
  • Il Terzo          03/08/93   Corte Di Cassazione
In questi Decreti si evince che la titolarieta’ di un contratto per la visione di trasmissioni televisive via satellite o cavo, non ti esonera dal pagamento, e’ un bene privato. Nel primo Regio Decreto targato anno astrale 1938, era stabilito che bisognava pagare il canone anche quando il televisore venisse usato come semplice monitor, o anche quando lo davi in affitto, inutile discutere sulla bonta’ di questo Regio Decreto.
Chi e’ proprietario di un immobile deve sapere che :
1) Se l’inquilino lascia la casa avendo delle bollette arretrate, chi dovra’ saldare il debito?, indovina indovinello? sara’ sempre il proprietario a doverlo pagare. I creditori, RAI o ENEL visto che ora le utenze sono in “Comunita’ di Beni”, per non avere rogne, cedranno le pratiche in sofferenza, alle Agenzie Recupero Crediti. Queste ultime sono come le mignatte, ti tempestano di telefonate e con “velate” minacce….ti mandiamo l’Ufficiale Giudiziario, pagherai l’onorario dell’Avvocato, ti portiamo in Tribunale, cercheranno di costringerti a pagare.
2) Sei a conoscenza che non hai piu’ tempo per fare ricorso per non pagare il Canone? lo avresti dovuto fare entro il 31/12/2015, non lo hai fatto? sei castigato. Avresti dovuto recarti presso lo sportello SAT dell’Agenzia Delle Entrate, dichiarare sotto la tua responsabilita’ anche Penale, di non detenere alcun apparecchio televisivo……… piccola appendice la dichiarazione ha validita’ un anno, il prossimo anno stessa domanda.
3) Sapevi che per coloro che abbiano superato il 75esimo anno d’eta’, il Canone da 100 euro si riduce a 8?. Costringere le persone anziane a recarsi presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, compilare un paio di moduli come sempre indecifrabili, avrebbero bisogno del Commercialista a seguito. non mi sembra che sia giusto, sembra che gli scienziati dell’etere, lo facciano apposta per mettere in difficolta’ le persone.
4)  Se non paghi il canone?
A quanto dicono gli “addetti ai lavori”, le Autorita’ di Controllo, possono entrare in casa tua e verificare.
Non ci siamo piu’, vostro disonore TV, nessuno ha il diritto di entrare in casa senza un mandato dell’Autorita’ Giudiziaria, chi si dovesse arrogare questo potere, sarebbe meglio farlo sostare nel pianerottolo di casa……. a guardarsi la   televisione.

Le avventure del Banff Mountain Film Festival tornano a Brescia

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Appuntamento giovedì 3 marzo al Teatro Sociale alle 20.30

Il Banff Mountain Film Festival torna a Brescia con l’ormai tradizionale appuntamento dedicato al cinema di

montagna e allo spirito dell’avventura. La proiezione si terrà giovedì 3 marzo al Teatro Sociale di Brescia alle 20.30.

La tappa di Brescia è in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e Sportland.

Seguito da moltissimi appassionati di montagna e di sport outdoor, il BMFF World Tour Italy offre agli spettatori una

selezione dei migliori filmati presentati alla 40ma edizione del festival canadese, tenutasi a Banff tra il 31 ottobre e l’8

novembre 2015.

Sci, mountain bike, kayak, arrampicata, alpinismo: in circa due ore di proiezioni, sarà possibile assistere a una serie di

emozionanti e coinvolgenti corto e medio metraggi, con immagini spettacolari che raccontano le storie di chi, tutti i

giorni, cerca di alzare l’asticella dei propri limiti tra grandi spazi selvaggi e natura incontaminata.

Tra i film in programma ricordiamo Eclipse, premiato a Banff come Best Film Snow Sports: la realizzazione di una

grande avventura alle Svalbard, alla caccia della foto perfetta nell’atmosfera surreale di un’eclisse totale di sole.

Chasing Niagara è invece la storia di un sogno ambizioso: scendere in kayak le cascate del Niagara. Premiato a Banff

come Best Film Mountain Sport, il film è un’emozionante storia di amicizia tra un gruppo di kayaker… con un finale

inaspettato. Non mancherà naturalmente l’arrampicata e, questa volta, la protagonista sarà una donna. In Golden

Gate la climber americana Emily Harrington si misura con le difficoltà dell’arrampicata trad su una delle vie più difficili

di El Capitan.

Il programma completo dei film è disponibile sul sito https://www.banff.it/video-category/film-2016/

Il tour italiano 2016 prevede un totale di 26 tappe in 24 tra le principali città italiane.

Nella realizzazione dell’edizione 2015, il BMFF WT Italy è affiancato dagli sponsor Salewa, Enervit e dai parter

tecnici Artech Digital Cinema e Vivaticket.

Vendita biglietti:

È possibile acquistare i biglietti online all’indirizzo www.banff.it al prezzo di prevendita di € 14,00, mentre la sera

stessa al botteghino del Teatro Sociale il costo del biglietto sarà di € 16,00.

Inoltre i biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it

SEDE PIAZZA LOGGIA

È possibile acquistare i biglietti al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì

al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (esclusi i sabato e festivi)

Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it

ctbteatrostabile.it

È l’ultima chiamata per l’Europa. MARCELLO SORGI*

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È inutile girarci attorno: le notizie che arrivano da Calais, confine franco-britannico, e dal confine greco-macedone, dicono chiaramente che la crisi dei migranti è ormai esplosa tragicamente anche prima del nuovo vertice europeo, convocato il 7 marzo, per cercare rimedi reali. La miope illusione di resistere alzando di nuovo steccati ai confini si sta rivelando, oltre che inutile, pericolosa; basta solo guardare le immagini che arrivano dal villaggio greco di Idomeni, da dove è partita la marcia di disperati accolta con i gas dalla polizia macedone, oppure, mentre il Belgio chiude le sue frontiere, quelle dello sgombero violento della cosiddetta «giungla» di Calais, su cui rischia di perdere la faccia il presidente francese Hollande. Il quale ha promesso invano di spostare in containers riscaldati le migliaia di rifugiati che si accalcavano nella tendopoli più grande d’Europa, ed è stato per questo sbeffeggiato su Twitter perfino dalla sua ex-compagna Valerie Trierweiler. 

Al momento, solo il Papa sembra essersi reso conto della gravità di quanto sta accadendo, dal Messico all’Europa, a causa della pressione dei migranti e della sordità dei governi che dovrebbero soccorrerli, e si stanno rivelando incapaci di approntare anche provvisorie soluzioni d’emergenza.  

Non a caso, domenica all’Angelus, Francesco ha di nuovo fatto sentire la sua voce, per spingere a una generale presa di coscienza del fenomeno, che non è esagerato definire epocale, e se trascurato potrebbe avere conseguenze devastanti. 

L’Europa ha davanti a se l’ultima occasione per rimediare al recente, irresponsabile e contraddittorio andamento delle sue decisioni. Dalla scorsa estate a ora, si è passati dalla svolta in senso solidale, voluta dalla Merkel davanti alla foto del piccolo Aylan morto sulla spiaggia, e alla grande ondata di profughi provenienti dalla Siria, giunti attraverso la Turchia in territorio tedesco, all’impossibilità di gestire l’insorgere dei vari egoismi nazionali nell’Unione, la crescita dei muri, la sospensione del trattato di Schengen, decisa con l’avallo della Cancelliera, che ha portato alla minaccia austriaca di chiudere il passo del Brennero. Così anche l’Italia si ritrova condannata a un destino simile a quello della Grecia, «magazzino di anime», secondo le terribili parole del ministro delle politiche migratorie Ioannis Mouzalas. 

Oltre al flusso abituale, chiamiamolo così, dei profughi nordafricani provenienti da Lampedusa, che potrebbero restare bloccati al confine con l’Austria, oltre ai molti arrivati a Calais dall’Italia e decisi a farvi ritorno, la chiusura (o il forte restringimento, si vedrà nei prossimi giorni) del confine greco-macedone spinge verso la costa adriatica della Puglia, già affollata di sbarchi negli Anni Novanta, la massa dei siriani in fuga dalla guerra. Quali potranno essere le dimensioni di questo esodo, man mano che la stagione, meteorologicamente parlando, volge al meglio, è impossibile prevederlo. Ma già con quel che abbiamo sotto gli occhi, e con l’allarme lanciato ieri ai sindaci pugliesi dal ministro dell’Interno Alfano, si capiscono meglio i toni da emergenza adoperati da Renzi negli ultimi due mesi, e sfociati alla fine nella tregua interlocutoria, in attesa del 7 marzo, siglata venerdì a Roma dal presidente della Commissione Ue Juncker. 

E se è ancora non è chiaro se e come il problema possa essere affrontato, adesso e nel futuro prossimo, di sicuro diventerà impossibile fronteggiarlo con gli attuali strumenti, e soprattutto con l’emergere o il riemergere dei singoli egoismi nazionali. Perfino i Paesi che vorrebbero, o sono costretti a far qualcosa – vedi l’Italia, che ha ricevuto con il ministro Gentiloni i primi trecento di mille profughi siriani inseriti in un programma di accoglienza – senza un vero aiuto europeo, non sono in grado di farlo. Figurarsi quelli come Francia, Austria e Germania, più esposti al rischio di una crescita oltremisura dei movimenti xenofobi antieuropei; o quelli (Ungheria, Polonia, Slovenia, Croazia) in cui partiti con queste posizioni si sono insediati al governo e di lì alzano muri, o si rifiutano di ricevere le quote di immigrati stabilite nei vertici europei. Inoltre è impossibile impegnarsi in costosi piani di assistenza e sicurezza, aggravando i singoli bilanci statali nazionali, mentre Bruxelles continua a imporre politiche economiche di rigore e equilibrio dei conti pubblici. 

Per tutte queste ragioni, al prossimo vertice europeo serve una vera svolta. In politica, di tanto in tanto, le svolte che sembrano impossibili sono imposte dallo stato di necessità, un insieme di fattori che porta a un percorso obbligato. È esattamente questa la scadenza a cui l’Europa è arrivata, il suo punto di non ritorno. 

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Alcuni diritti riservati.

Morric One. MASSIMO GRAMELLINI*

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Sul palco degli Oscar Ennio Morricone ha parlato in italiano. Non si ha memoria che prima di lui lo avessero fatto altri. È molto probabile che sapesse l’inglese, quantomeno abbastanza da imbastire i ringraziamenti di rito. Inoltre leggeva da un foglietto rimasto scaramanticamente piegato per tutta la sera nella tasca dello smoking e quindi, se pure la sua conoscenza della lingua di Shakespeare e Tarantino si fosse fermata a «the cat is on the table», non avrebbe avuto alcuna difficoltà a farsi scrivere qualche frase. Invece ha usato l’italiano. Con consapevolezza di sé, senza ostentare orgoglio ma neanche tradire quel complesso di inferiorità tipico dei provinciali che induce tanti suoi connazionali a tuffarsi su ogni parola vagamente esotica e certi onorevoli a riempirsi la bocca di «stepchild adoption» storpiandone la pronuncia e ignorandone il significato. 

Faceva effetto sentire risuonare la nostra lingua nel tempio delle divinità hollywoodiane, da Charlize Theron a Steven Spielberg tutte rigorosamente in piedi per rendere omaggio al Maestro. E faceva ancora più effetto cogliere il senso delle sue parole, piane e però non banali, mai sfiorate dalla retorica nemmeno nella dedica finale alla compagna di una vita. Sul palco più internazionale del mondo si aveva l’impressione di scorgere l’Altro Italiano. Quello che sa coniugare la gravità alla leggerezza, la normalità al talento e l’estro alla dignità. Di lui si parla poco perché non è pittoresco, ma ne esiste un esemplare quasi in ogni famiglia. E con la sua presenza dà un senso a tutte le altre.

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RA…pina…. I. taliana. (Mauro Lo Piano)

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Rai, potrebbe essere il diminuitivo di Ra..pina I..taliana, da diversi mesi sta cercando di fare un lavaggio del cervello a tutti quegli Italiani che ancora non siano in regola con il Canone. Si vogliono convincere gli utenti che sborsando il centone, si migliora non solo la ricezione dei canali, ma anche la qualita’ delle trasmissioni televisive.

Sui canali della Rai, di trasmissioni intelligenti se ne  vedono poche, la maggior parte sono di basso contenuto umano e culturale, si salvano solo alcuni programmi di ricerca e un paio di documentari girati nei posti piu’ sperduti del Mondo. Per il resto, solo spazzatura mediatica, parlo dei processi TV, in parallelo con quelli della Giustizia, e dei fatti di cronaca nera, mandati in onda in tempo reale.
 
La cadenza dei programmi Rai e’ sempre la stessa, o ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra, oggi, non si e’ piu’ liberi nemmeno di scegliere
 
La mattina si cucina.
 
Nel pomeriggio ci propinano una serie di telefilm polizieschi con immagini raccapriccianti,  persone uccise, squartate, mutilate, una vera delizia per chi si appresta a cenare. 
 
La sera ci sono i pacchi, questo programma ‘da circo’ viene tenuto in piedi da anni, si da’ la possibilita’ ai concorrenti di poter vincere in una sola serata 1 milione di euro, o somme tali che un comune mortale non riuscirebbe a guadagnare lavorando giorno e notte, vita natural durante.
 
Negli intermezzi : 
 
Ci propinano delle immagini forti per impietosire la gente, volti di bambini, che vivono al di sotto della soglia di poverta’, che hanno bisogno d’aiuto immediato e solo “Tu”, a quanto dicono gli ideatori di tali spot, puoi salvare Kaiembe, bastano 9 Euro al mese.
 
Il loro messaggio e’ chiaro, quello di farti sentire in colpa, una Vergogna Nazionale, per un carrozzone come la RAI che rastrella miliardi di euro. Perche’ non destinare ai bambini del terzo Mondo e agli Italiani che frequentano le varie Caritas, una parte degli introiti “estorti” con il Canone?. basterebbe donare l’8 per mille.
 
Un tuffo nell’Etere :
 
  • Il Canone TV e’ un’imposta dovuta, 3 sono i Decreti Legge che regolano questa tassa.  
  • Il Primo, era un DRL emesso dalla Corte Costituzionale il 21/02/1938
  • Il Secondo     26/06/02, Corte Di Cassazione 
  • Il Terzo          03/08/93   Corte Di Cassazione
In questi Decreti si evince che la titolarieta’ di un contratto per la visione di trasmissioni televisive via satellite o cavo, non ti esonera dal pagamento, e’ un bene privato. Nel primo Regio Decreto targato anno astrale 1938, era stabilito che bisognava pagare il canone anche quando il televisore venisse usato come semplice monitor, o anche quando lo davi in affitto, inutile discutere sulla bonta’ di questo Regio Decreto.
 
Chi e’ proprietario di un immobile deve sapere che :
 
1) Se l’inquilino lascia la casa avendo delle bollette arretrate, chi dovra’ saldare il debito?, indovina indovinello? sara’ sempre il proprietario a doverlo pagare. I creditori, RAI o ENEL visto che ora le utenze sono in “Comunita’ di Beni”, per non avere rogne, cedranno le pratiche in sofferenza, alle Agenzie Recupero Crediti. Queste ultime sono come le mignatte, ti tempestano di telefonate e con “velate” minacce….ti mandiamo l’Ufficiale Giudiziario, pagherai l’onorario dell’Avvocato, ti portiamo in Tribunale, cercheranno di costringerti a pagare.    
 
 
2) Sei a conoscenza che non hai piu’ tempo per fare ricorso per non pagare il Canone? lo avresti dovuto fare entro il 31/12/2015, non lo hai fatto? sei castigato. Avresti dovuto recarti presso lo sportello SAT dell’Agenzia Delle Entrate, dichiarare sotto la tua responsabilita’ anche Penale, di non detenere alcun apparecchio televisivo……… piccola appendice la dichiarazione ha validita’ un anno, il prossimo anno stessa domanda.
 
 
3) Sapevi che per coloro che abbiano superato il 75esimo anno d’eta’, il Canone da 100 euro si riduce a 8?. Costringere le persone anziane a recarsi presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, compilare un paio di moduli come sempre indecifrabili, avrebbero bisogno del Commercialista a seguito. non mi sembra che sia giusto, sembra che gli scienziati dell’etere, lo facciano apposta per mettere in difficolta’ le persone. 
 
4)  Se non paghi il canone?
 
A quanto dicono gli “addetti ai lavori”, le Autorita’ di Controllo, possono entrare in casa tua e verificare.
 
Non ci siamo piu’, vostro disonore TV, nessuno ha il diritto di entrare in casa senza un mandato dell’Autorita’ Giudiziaria, chi si dovesse arrogare questo potere, sarebbe meglio farlo sostare nel pianerottolo di casa……. a guardarsi la   televisione.
 
 

“Mio marito mi ha lasciata con i nostri 14 figli”

La super mamma di Noventa Padovana chiede aiuto in tv: “Devo fare tutto da sola” La loro era una delle famiglie più numerose d’Italia

Sono ancora una delle famiglie più numerose d’Italia, ma non più così unita come un tempo. Alessandra Bortoletto, la super-mamma con 14 figli, ha dichiarato oggi che il marito Ferruccio Calò l’ha lasciata da due anni, mollandola con la montagna di figli che vanno dai 2 ai 24 anni. 

Davanti alle telecamere di Tagada di La7, la super mamma ha confessato: «Mio marito se n’è andato e la bimba più piccola non ha mai conosciuto il padre. L’amore tra due persone adulte può anche finire, ma non quello per i figli».  

Mamma Alessandra ha dovuto imparare a fare tutto da sola. E se già prima i sacrifici erano tanti, immaginiamoci oggi. «Mio marito non ha voglia di partecipare a tutto questo – ha detto la super mamma. Se devo prendere delle decisioni, chiedo ai miei figli più grandi». 

La numerosissima famiglia abita nel Padovano. È balzata agli onori della cronaca qualche anno fa, quando il marito aveva denunciato la sua difficile condizione di super papà, all’epoca con tredici figli, che stava per essere licenziato dalla ditta di trasporti per cui lavorava. 

Qualche polemica con il Comune, accusato di non dare una mano (ma le istituzioni hanno sempre negato, parlando di contributi da parte dei servizi sociali, della casa trovata per la famiglia e dell’impegno dell’assessorato al lavoro per trovare un impiego a padre e figli più grandi) e qualcuna di più con i vicini, evidentemente non molto contenti di avere la numerosa e obbligatoriamente chiassosa famiglia dall’altra parte del muro. 

 
Alcuni diritti riservati.

VIDEO ViViCentro – Ghoulam: “Siamo ancora in corsa per lo scudetto: ora testa al Chievo”

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Il Napoli pareggia contro la Fiorentina in trasferta. Al termine del match, ai nostri microfoni, è intervenuto Faouzi Ghoulam che ha analizzato il tutto.

dal nostro inviato a Firenze, Ciro Novellino

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Morric One. MASSIMO GRAMELLINI*

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Sul palco degli Oscar Ennio Morricone ha parlato in italiano. Non si ha memoria che prima di lui lo avessero fatto altri. È molto probabile che sapesse l’inglese, quantomeno abbastanza da imbastire i ringraziamenti di rito. Inoltre leggeva da un foglietto rimasto scaramanticamente piegato per tutta la sera nella tasca dello smoking e quindi, se pure la sua conoscenza della lingua di Shakespeare e Tarantino si fosse fermata a «the cat is on the table», non avrebbe avuto alcuna difficoltà a farsi scrivere qualche frase. Invece ha usato l’italiano. Con consapevolezza di sé, senza ostentare orgoglio ma neanche tradire quel complesso di inferiorità tipico dei provinciali che induce tanti suoi connazionali a tuffarsi su ogni parola vagamente esotica e certi onorevoli a riempirsi la bocca di «stepchild adoption» storpiandone la pronuncia e ignorandone il significato.  

 

Faceva effetto sentire risuonare la nostra lingua nel tempio delle divinità hollywoodiane, da Charlize Theron a Steven Spielberg tutte rigorosamente in piedi per rendere omaggio al Maestro. E faceva ancora più effetto cogliere il senso delle sue parole, piane e però non banali, mai sfiorate dalla retorica nemmeno nella dedica finale alla compagna di una vita. Sul palco più internazionale del mondo si aveva l’impressione di scorgere l’Altro Italiano. Quello che sa coniugare la gravità alla leggerezza, la normalità al talento e l’estro alla dignità. Di lui si parla poco perché non è pittoresco, ma ne esiste un esemplare quasi in ogni famiglia. E con la sua presenza dà un senso a tutte le altre. 

 

*lastampa

 
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VIDEO ViViCentro – Ghoulam: “Siamo ancora in corsa per lo scudetto: ora testa al Chievo”

Il Napoli pareggia contro la Fiorentina in trasferta. Al termine del match, ai nostri microfoni, è intervenuto Faouzi Ghoulam che ha analizzato il tutto.

dal nostro inviato a Firenze, Ciro Novellino

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Fiorentina-Napoli, Sarri: “Higuain solo stanco, adesso sta bene. Partita bellissima, grande viola, ma bravi anche noi”

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E’ intervenuto, ai microfoni di Mediaset, Maurizio  Sarri:

“Partita bellissima, potevamo vincere sia noi che la viola. Nessuno delle squadre avrebbe meritato la sconfitta. Intesa, di ritmo: complimenti alla Fiorentina, mi piace tantissimo, gioca un gran calcio. Noi oggi fortunati, loro hanno avuto due grandi occasione, il secondo tempo, però, ha bilanciato gli episodi. Scudetto? Essere rimasti a tre punti della Juve significa qualcosa. Tutto è possibile, andiamo avanti, partita per partita. Oggi era rischiosa, contro una squadra fortissima, soprattutto in casa, spinta dal suo pubblico. Noi abbiamo fatto bene, siamo venuti fuori. Higuain? Era arrabbiato per il gol annullato, pensava fosse regolare, poi l’ha rivisto. In campo non l’ha capito. Stasera era molto più vivo, sono contento che abbia ricominciato a segnare. Insigne? Volevo da parte sua più raddoppi su Tello. La Fiorentina è stata brava ad avere momenti di pressione importanti, noi abbiamo palleggiato un po’ troppo orizzonalmente, almeno nella prima frazione di gioco. Nel secondo tempo meglio, abbiamo pressato un po’ più alti. Bisognava prendere dei rischi. Il Napoli non ha nessun calo, stiamo giocando come sempre. I numeri sono addirittura meglio di quelli precedenti.”