Approvato il DDL. “Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge. #Finalmente”. scrive su Twitter Matteo Renzi
Diventa reato l’Omicidio stradale: l’Aula del Senato ha approvato la fiducia sul famoso DDL con 149 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti. “Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge. #Finalmente”. scrive su Twitter Matteo Renzi.
Il “finalmente” si riferisce all’iter complicato, complicatissimo di un DDL voluto all’inizio da tutti e poi ostacolato senza esclusione di colpi da più parti. Il percorso è iniziato quattro anni fa, nel frattempo sono cambiati ministri che si sono succeduti negli ultimi 4 governi e commissioni parlamentari. E la “battaglia” è andata avanti fino all’ultimo visto che perfino in mattinata il senato aveva respinto la proposta di sospensiva sul DDL chiesta dal senatore Carlo Giovanardi (Gal) che aveva definito il testo “squilibrato” e aveva chiesto il ritorno in commissione. Respinta la sospensiva, è iniziata la discussione generale.
LA SCHEDA
Ma il calvario dell’approvazione di questa norma non era finito: il senatore Lucio Malan (Fi) ha chiesto nuovamente la verifica del numero legale. Il presidente Pietro Grasso ha verificato il conteggio e subito dopo è iniziata la discussione generale sul provvedimento. Nel frattempo il governo decide di chiedere il voto di fiducia – scatenando altre polemiche – e quindi si arriva all’approvazione.
Al senatore Carlo Giovanardi, che all’annuncio della fiducia aveva urlato “vergognatevi”, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi aveva replicato: “Non ci vergogniamo di mettere nelle mani di un provvedimento che tutela le vittime di incidenti stradali il lavoro del governo”. Ed è solo l’ultimo atto di un percorso ad ostacoli. E già perché dopo il primo via libera della Camera, l’Ok del Senato dello scorso dicembre ora il DDL sul nuovo reato di omicidio stradale è tornato di nuovo dalla Camera, in quella che è stata la quarta lettura.
Un percorso lunghissimo, quasi record perché ricordiamo che l’approvazione della legge sull’omicidio stradale è arrivata dopo 4 anni dalla prima raccolta delle firme da parte delle Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni. Il primo firmatario fu l’allora sindaco della città gigliata Matteo Renzi che fra l’altro – primo caso nella storia della Repubblica Italiana – parlò di sicurezza stradale nel suo discorso di insediamento.
Le tre associazioni che l’hanno spinto, ideato e sostenuto (a proposito, per dovere di cronaca il nome di “omicidio stradale” lo si deve all’Asaps) parlano oggi di “pressioni ondivaghe” per arrivare infine ad un risultato positivo grazie anche a una forte volontà del governo.
“Ma oggi – commentano in una nota congiunta Associazioni Lorenzo Guarnieri, ASAPS e Gabriele Borgogni- mettiamo al bando i trionfi e ci limitiamo ad esprimere un più sobrio sentimento di viva soddisfazione per questa legge che rivoluziona totalmente il peso delle responsabilità a carico di quanti uccidono sulla strada dopo aver commesso alcune violazioni gravi, prime fra tutte gli abusi di alcol e droga. Finalmente si passa dalla certezza dell’impunità alla quasi certezza della sanzione penale, accompagnata da una revoca della patente che se non sarà ergastolo, sarà costituita comunque da un numero di anni (da 10 a 30) assolutamente dissuasivo”.
Lo spirito di questa norma, va ricordato, è quello di evitare i casi di recidiva della pirateria stradale ma per capire davvero la sua efficacia bisognerà aspettare un po’. Di certo alcune novità introdotte alla fine (un esempio per tutti l’equiparazione del passaggio con il rosso alla guida contromano) fanno discutere. Ma vedremo. Di certo passa il concetto, come spiegano le tre associazioni, che “l’omicidio stradale farà capire anche ai più distratti e distanti che chi causa incidenti in situazioni con elevato profilo di rischio pagherà il conto dovuto alla giustizia e che il reato di omicidio o lesioni da incidente stradale ha assunto una nuova dignità nel panorama della giustizia”.
Ecco tutte le novità dell’omicidio stradale punto per punto
OMICIDIO STRADALE – L’omicidio stradale colposo diventa reato a sè, graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio).
LESIONI STRADALI – In via speculare, stretta anche per le lesioni stradali. Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.
CONDUCENTI MEZZI PESANTI – L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.
FUGA CONDUCENTE – Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima.
REVOCA PATENTE – In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.
RADDOPPIO PRESCRIZIONE – Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.
PERIZIE COATTIVE – Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.
Secondo la polizia le violenze si sarebbero verificate da quando la vittima aveva 8 anni. L’arrestato è un tassista. Contestata anche l’induzione alla prostituzione
“Tre euro per ogni prestazione sessuale”: a pagare era un padre che la polizia accusa di aver abusato della figlia per 12 anni, dagli 8 anni fino ai 20. Con l’accusa di violenza sessuale aggravata un tassista di Milano di 56 anni è stato arrestato dalla polizia del commissariato di Porta Genova.
L’uomo è accusato di aver ‘pagato’ la figlia con qualche spicciolo oppure con la promessa di regali, come ad esempio – dicono ancora i poliziotti – un modem per il computer. Per questo all’arrestato viene contestata anche l’accusa di induzione alla prostituzione.
L’Ischia Isolaverde continua la preparazione al centro sportivo “Kennedy”, in vista della difficile trasferta di sabato sera contro la Casertana.
I falchetti di mister Romaniello,al “Pinto” hanno numeri davvero importanti,soprattutto nelle partite giocate in notturna. Nella giornata di oggi la squadra di mister Di Costanzo disputerà un amichevole contro il Chiaiano, squadra che milita nel campionato di Seconda Categoria,stesso girone del Casamicciola Mondo Sport altra squadra isolana. Un test che potrà dare qualche indicazione utile,e studiare qualche alternativa al modulo del 4-4-2,dove fin ora non ha visto brillare sul piano di gioco la squadra gialloblu. Come già accennato ieri,buone notizie arrivano dall’infermeria. Armeno,Filosa e Palma si sono regolamenti allenati con i propri compagni. Preoccupano invece le condizioni dell’attaccante senegalese Kanoute,che sta lottando in questi giorni contro la febbre.
Stesso discorso anche per il difensore Moracci sceso in campo contro il Lecce, non in condizioni ottimali. Ancora out Sirigu e Spezzani. Il difensore ex Catanzaro continua il ciclo di terapie per il problema alla coscia sinistra,per quanto riguarda il centrocampista le probabilità di vederlo in campo sabato contro i falchetti sono davvero poche.
“ L’ immagine dei tifosi con la sua maschera gli rimarrà impressa nel cuore”- Per quanto riguarda il mercato ne riparleremo a tempo debito.
Bruno Satin, agente di Koulibaly, è intervenuto durante la trasmissione radiofonica “Si Gonfia la Rete” in onda sulle frequenze di Radio CRC.
Ecco quanto dichiarato:
“Kalidou sta bene solo che in quest’ ultimo periodo la situazione non è delle più rosee. Ho visto tutte le partite e sicuramente quella contro la Juventus è stata una sconfitta immeritata; anche contro il Villareal gli azzurri potevano reclamare un calcio di rigore nella partita d’ andata. Non dimentichiamo che il Napoli è stato eliminato in semifinale l’ anno scorso per un gol in fuorigioco, gli arbitri non regalano nulla. Con la Fiorentina il pareggio è stato giusto, Kalidou ha disputato una buona partita mostrando il giusto atteggiamento difensivo. Certo c’ è stata qualche sbavatura in fase di impostazione; deve migliorare su questo aspetto ma la colpa non è totalmente sua, anche Albiol deve assumersi più responsabilità. Non è il momento di parlare di mercato, la squadra può ancora ambire allo scudetto; posso dire che lo seguono diversi “top club” ma tutto dipende da lui, ha un contratto che lo lega alla società fino al 2019. A Napoli si trova benissimo anche se a mio avviso mancano le strutture adeguate per competere con le grandi squadre europee. Con Reina e Albiol l’ intesa è perfetta ma si trova bene anche in coppia con Chiriches. L’ immagine dei tifosi con la sua maschera è un ricordo indelebile, ama questa città”.
Nella consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato per commentare la partita di Cosenza e presentare quella di domenica al Menti contro l’Akragas, il difensore della Juve Stabia Tommaso Cancellotti.
Ecco le sue parole:
“Sicuramente domenica non c’erano le condizioni per giocare a calcio. Nel primo tempo il vento ci ha danneggiato, nel secondo tempo è calato e quindi abbiamo avuto questa sfortuna. Loro sono stati bravi a sfruttare il vento a loro favore. Nell’occasione del primo gol ho sbagliato lo stop a causa del vento e loro hanno segnato con Arrighini, non cerco alibi e so che potevo fare sicuramente meglio, mi dispiace per l’errore. Ora affronteremo l’Akragas, una squadra in salute e che ha bisogno di punti come noi, sarà una bella partita e faremo di tutto per conquistare tre punti che sono fondamentali per noi. La partita d’andata la ricordo con amarezza perché mi sono infortunato, per fortuna riuscimmo a vincerla con la doppietta di Polak. I tifosi? L’anno scorso ho vissuto la stagione più bella della mia carriera, ho assaporato il calore degli stabiesi e mi dispiace che quest’anno siano carenti allo stadio. Ciò è dovuto probabilmente al nostro rendimento altalenante ma abbiamo troppo bisogno di loro, devono spingerci a conquistare la salvezza.”
Nella consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato per commentare la partita di Cosenza e presentare quella di domenica al Menti contro l’Akragas, l’attaccante delle vespe Francesco Nicastro.
Ecco le sue parole:
“La partita di domenica è stata falsata dal vento, non abbiamo avuto la possibilità di mettere in campo i miglioramenti che abbiamo avuto dopo la gara con il Martina, ci spiace per il risultato e per non aver potuto giocare bene, ma ci rifaremo domenica in casa. Sappiamo di dover affrontare una squadra in ottima forma che è reduce da 6 vittorie consecutive, ma noi abbiamo tanta voglia di vincere e conquistare 3 punti fondamentali per poter guardare con ottimismo al rush finale del campionato. Il mio campionato? Finora è stato molto positivo, sono soddisfatto di quanto fatto finora e spero di poter aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo che è la salvezza. Da esterno ho più possibilità di saltare l’uomo e tirare ma anche da seconda punta ho fatto bene, mi trovo bene e sono a disposizione qualsiasi sia il ruolo. Tifosi? Speriamo che con l’Akragas siano tanti, a Cosenza ci sono stati vicini e abbiamo bisogno di loro per poterci salvare. Pancaro? È un grande allenatore e mi ha aiutato tanto l’anno scorso, mi dispiace per il secondo esonero e spero possa trovare squadra presto, se lo merita.”
Ogni qual volta si avvicinano le elezioni, i discorsi pre elettivi dei Candidati hanno un’ unico denominatore, quello di dare ascolto alle esigenze della gente. Ci si ricorda dei loro problemi solo in questi periodi, poi gli eletti, una volta che avranno occupato i posti di comando, si dimenticheranno delle promesse fatte.
Questo e’ un copione visto e rivisto, sembra di assistere ai vecchi film di Larry Semon, attore produttore, e regista cinematografico statunitense del film muto, conosciuto in Italia come Ridolini.
Le Comiche :
In vista delle Nomination, gli aspiranti Presidenti, hanno parlato di:
Lavoro,
Tasse
Energia pulita
Stipendi
Inquinamento Ambientale
Investimenti
Barriere sociali
Rilancio delle grandi, medie e piccole Imprese.
I programmi di tutti i Candidati sono ambiziosi, ma di difficile attuazione, in America vi sono migliaia di Lobby che non vorranno perdere i loro privilegi. Negli Stati Uniti vivono palcuni “Paperoni” che posseggono il 90% di tutte le ricchezze nazionali.
In America, 2 sono i candidati che potrebbero aspirare alla Presidenza degli Stati Uniti; Sono in corsa La Clinton e Trump, gli altri 3 potrebbero fare da aghi sulla bilancia elettorale.
Vediamo le loro performance :
La Clinton (Democratici) ha conquistato 7 Stati
Sanders (Democratici) e’ stato eletto in 4
Trump (Repubblicani) ” ” ” 6
Cruz (Repubblicani) ” ” ” 2
Rubio (Repubblicani) ” ” ” 1
Gli Americani dovranno scegliere “l’attore” giusto, per non ritrovarsi in un prossimo futuro, ad assistere alle comiche di Ridolini.
Berlino apre le porte ad un centinaio di omosessuali, trans, e lesbiche, lo scopo e’ quello di difenderli dalle discriminazioni.
Tanti gli episodi di violenza, non solo verbali che si sono verificati nei confronti di queste persone nei centri d’accoglienza sparsi in tutta Europa. Una struttura simile, era stata aperta a Norimberga, questa e’ la seconda in Germania., e’ composta da 29 piccoli appartamenti, in cui potranno trovare rifugio, e speriamo serenita’ 120 persone.
Quasi tutti provengono da Paesi dove essere omosessuali comporta gravi conseguenze per la loro incolumita’ fisica, in alcuni territori come la Siria, Pakistan, Libia, essere omo o lesbo comporta la pena di morte.Secondo l’associazione di gay e lesbiche di Berlino-Brandeburgo, tra Agosto e Dicembre 2015, 106 profughi hanno denunciato aggressioni verbali o fisiche, nella maggior parte dei casi subite nei centri di accoglienza.
Gli omosessuali, vengono isolati ed emarginati anche culturalmente, viene loro negato anche il semplice dialogo con gli altri rifugiati. Per motivi di sicurezza, sempre che in questi campi ve ne sia, vengono tenuti in tende separate.
Stephan Jaekel, responsabile del centro Schwlenberatung, ha parlato di violenza prima pscologica poi fisica, non si contano piu’ le aggressioni con rottura degli arti, nasi rotti, in alcuni casi si e’ rasentato l’omicidio..
Oggi, in molti Paesi Europei, Italia compresa, si e’ gia’ vinta questa battaglia, gli omo, i trans, le lesbiche hanno gli stessi diritti e doveri delle coppie etero. Per quanto riguarda le adozioni nel nostro Paese, ci vorrebbe un referendum, visto i molteplici aspetti, non solo giuridici che questa scelta comporterebbe. Sulla Legge Cirinna’, la stampa ne ha parlato per mesi, per ora non e’ stata approvata la stepchild adoption, si aspetteranno tempi migliori.
Nel frattempo proprio oggi :
Il Tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto l’adozione “incrociata” a una coppia di donne. E’ il primo caso in Italia, secondo quanto rendono noto Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford. Le bambine, di 4 e 8 anni, sono nate una da una donna, e l’altra dalla sua compagna, grazie all’ inseminazione praticata in Danimarca. Il tribunale ha riconosciuto il diritto delle due donne ad adottare la figlia dell’altra, facendo riferimento alle cosiddette “adozioni in casi particolari”. Le bambine avranno lo stesso doppio cognome, ma per la legge non saranno sorelle.
Cio’ sta ad indicare che i problemi legati alla stepchild adoption sono appena iniziati.
Per l’ottava giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica pomeriggio alle ore 15 allo stadio “Menti” di Castellammare è stato designato Alessandro CHINDEMI della sezione di Viterbo a dirigere la gara tra Juve Stabia e Akragas.
Chindemi, nato a Viterbo il 27 maggio 1984, è al suo primo campionato in Lega Pro, l’unico precedente che vanta con la Juve Stabia si riferisce alla formazione allievi professionisti:
– 21 aprile 2013 – 12° giornata di ritorno: TERNANA – JUVE STABIA 1 – 0.
L’assistente numero uno sarà: Arcangelo Vingo della sezione di Pisa;
l’assistente numero due: Domenico PALERMO della sezione di Bari.
La data delle elezioni si fa sempre più vicina. Finalmente entro l’estate la città delle acque avrà un’ Amministrazione. Tutte le macchine di partito stanno scaldando i motori per questo appuntamento importante. Castellammare, comune capofila della penisola sorrentina è sempre stato per la politica un fortino importante. Sono tanti i problemi che attanagliano la città delle acque(anzi che fu delle acque ndr). Per questo occorre una politica seria e competente capace di dare risposte concrete alle esigenze del territorio. La recluta è iniziata, i primi sono proprio i grillini che hanno difficoltà a riempire la lista. Dopo esser stati per mesi fermi per scegliere i requisiti per la candidabilità a sindaco sono passati ai consiglieri. Ricordiamo che, da statuto, loro non fanno accordi per coalizioni. Quindi, in caso di vittoria pentastellata buona parte della lista entrerà in consiglio comunale, il che presuppone che tutti i 24 candidati devono possedere requisiti validi per poter sedere tra gli scanni di Palazzo Farnese. Quello che sappiamo è che solo 18 hanno dato la propria adesione. In tutto ciò c’è il rischio che la lista non venga certificata dalla Grillo & Casaleggio spa perché in città ci sono due blocchi. L’uno capitanato da Battista e l’altro da Amato.
Ciò che ci preoccupa è il modo e ci sembra opportuno riportare un post scritto da un simpatizzante cinque stelle.
“AAA – Candidati Ambosessi al Consiglio Comunale Cercasi: – Satabia 2016 (raggruppamento che aspira al Simbolo del M5S) cerca urgentemente Candidati per il Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia, offresi compenso interessante e tanta “democrazia partecipata”. Per informazioni rivolgersi a Vincenzo Amato o Luigi Cirillo (Consigliere Regionale)… Accorrete Accorrete, non importa se siete iscritti o no, l’importante è PARTECIPARE!!!!!”
In questo modo si garantisce competenza in materia in caso di vittoria del gruppo di grillo? L’onestà è un requisito fondamentale ma non può essere l’unico criterio per scegliere una persona. L’Italia è piena di amministratori onesti ma incompetenti. Chi salverà la nostra città?
La prestazione opaca fornita contro il Trapani, con annessa sconfitta maturata nei minuti di recupero, ha evidenziato ancora una volta i soliti limiti e i classici problemi di una squadra, con poco carattere e scarso nerbo, e dalle evidenti lacune difensive, oltre che dalla precaria condizione psico-fisica. Il Pescara, infatti, nella gara contro la squadra dell’ex Cosmi, ha concesso veramente tanto agli avanti isolani: la coppia offensiva formata da Petkovic e Citro, a tratti, ha veramente messo alla frusta la disattenta retroguardia abruzzese, che ha sofferto in maniera evidente l’assenza di un leader dall’esperienza e del valore di Campagnaro. Senza contare che le cessione di Fiamozzi, avvenuta a gennaio, si sta rivelando una mossa poco azzeccata.
Ecco che a questo punto subentra il collegamento con la Ferrari di Sebastiana memoria. Chi non ricorda i proclami trionfalistici fatti dal presidente del Delfino alla vigilia della stagione che doveva rappresentare l’immediato riscatto con un pronto ritorno in serie A, dopo un campionato nella massima divisione caratterizzato da figure piuttosto imbarazzanti per tutti i campi della massima serie? La conclusione di quella stagione tutti la ricordiamo. La Ferrari che avrebbe dovuto sbaragliare la concorrenza, non solo non vinse il Gran Premio finale, ma non ebbe nemmeno il premio di consolazione di partecipare ai play-off.
Cosa succederà da qui alla fine del campionato, non sta di certo a noi dirlo, ma al campo. Per intanto, i proclami trionfalistici di mister Oddo, che in passato si era detto convinto a più riprese di un approdo in serie A della sua squadra, anche per via diretta, vale a dire senza passare per le “forche caudine” dei play-off, fatali l’anno scorso alla squadra abruzzese, cominciano a vacillare. E nemmeno poco. 3 punti nelle ultime 5 gare, appena 1 punto raccolto nei due impegni casalinghi consecutivi e ravvicinati, da tutti definiti agevoli alla vigilia. Se non è crisi, poco ci manca.
La promozione diretta sembra essere oramai un ballo per due soli invitati (Cagliari e Crotone), mentre il Pescara dovrà pensare a tenere ben salda la terza piazza: dietro incalzano il Cesena, con solo 2 lunghezze di ritardo, e il Novara, con 3 punti in meno rispetto agli abruzzesi. Senza contare le altre squadre, che hanno tutte pericolosamente guadagnato terreno nei confronti dell’undici di Oddo, che se vuole continuare a coltivare i propri sogni di gloria, dovrà fare, a nostro avviso, un bagno di umiltà. Checchè se ne dica. La piazza comincia a rumoreggiare: i facili proclami sono sempre un’arma a doppio taglio. E a Pescara lo sanno molto bene…
Ormai ci siamo: l’applicazione del leasing abitativo per aiutare i giovani a comprare la prima casa tramite locazione finanziaria è entrata nel vivo. La norma è stata introdotta dalla legge di stabilità e ora, per diffonderne l’utilizzo, il Ministero dell’ economia e delle finanze ha pubblicato una guida per spiegarne i vantaggi e le regole di applicazione.
I vantaggi che questo strumento offre sono numerosi: per gli under 35 ad esempio non ci saranno costi di iscrizione e cancellazione di ipoteca, l’imposta di registro sull’atto di acquisto sarà ridotta, la detraibilità del canone leasing al 19% fino a 8 mila euro all’anno e del prezzo di riscatto sempre al 19% nell’anno.
La “Guida al leasing immobiliare prima casa giovani”, che ha lo scopo di chiarire le caratteristiche fondamentali del leasing immobiliare abitativo, sarà distribuita gratuitamente da Assilea, Consiglio Nazionale del Notariato e undici associazioni di consumatori che hanno collaborato a scriverla.”Nella legge di stabilità abbiamo introdotto il leasing abitativo per dare un altro strumento per l’acquisto della prima casa oltre a quello del mutuo ipotecario. La concorrenza infatti è fondamentale, così le banche saranno spinte a migliorar la presentazione dei mutui. Sono convinto che il leasing migliorerà anche lo strumento dei mutui”.
Virgolettato del viceministro dell’Economia, Luigi Casero, intervenuto alla presentazione alla Camera della “Guida al leasing prima casa giovani”.
“Non pensiamo – ha continuato – che questo strumento debba essere alternativo ai mutui, l’importante è avere uno strumento che faccia un po’ di concorrenza ai mutui.
Garantirà vantaggi per chi usa questo strumento ma anche complessivamente perché spinger le banche a migliorare i mutui e a renderli più competitivi”
Ormai ci siamo: l’applicazione del leasing abitativo per aiutare i giovani a comprare la prima casa tramite locazione finanziaria è entrata nel vivo. La norma è stata introdotta dalla legge di stabilità e ora, per diffonderne l’utilizzo, il Ministero dell’ economia e delle finanze ha pubblicato una guida per spiegarne i vantaggi e le regole di applicazione.
I vantaggi che questo strumento offre sono numerosi: per gli under 35 ad esempio non ci saranno costi di iscrizione e cancellazione di ipoteca, l’imposta di registro sull’atto di acquisto sarà ridotta, la detraibilità del canone leasing al 19% fino a 8 mila euro all’anno e del prezzo di riscatto sempre al 19% nell’anno.
La “Guida al leasing immobiliare prima casa giovani”, che ha lo scopo di chiarire le caratteristiche fondamentali del leasing immobiliare abitativo, sarà distribuita gratuitamente da Assilea, Consiglio Nazionale del Notariato e undici associazioni di consumatori che hanno collaborato a scriverla.“Nella legge di stabilità abbiamo introdotto il leasing abitativo per dare un altro strumento per l’acquisto della prima casa oltre a quello del mutuo ipotecario. La concorrenza infatti è fondamentale, così le banche saranno spinte a migliorar la presentazione dei mutui. Sono convinto che il leasing migliorerà anche lo strumento dei mutui”.
Virgolettato del viceministro dell’Economia, Luigi Casero, intervenuto alla presentazione alla Camera della “Guida al leasing prima casa giovani”.
“Non pensiamo – ha continuato – che questo strumento debba essere alternativo ai mutui, l’importante è avere uno strumento che faccia un po’ di concorrenza ai mutui.
Garantirà vantaggi per chi usa questo strumento ma anche complessivamente perché spinger le banche a migliorare i mutui e a renderli più competitivi”
Lo scorso fine settimana Torino ha celebrato i dieci anni da quello straordinario evento che sono state le Olimpiadi del 2006, un avvenimento importante che è servito alla città per ripensarsi e per impostare una rotta per il proprio futuro.
Tra le scoperte più belle dell’inverno di dieci anni fa ci fu sicuramente quella dei volontari, un esercito di oltre cinquemila persone che la città stessa ha voluto festeggiare proprio in questi giorni: migliaia di cittadine e di cittadini che si sono rimboccati le maniche e che hanno dedicato a questa grande mobilitazione internazionale il loro tempo e le loro energie.
Noi di Slow Food abbiamo la fortuna di conoscere bene quest’anima della città, perché la ritroviamo ogni due anni all’appuntamento che per noi è il più importante di tutti. Dal 2004 infatti, in concomitanza con il Salone internazionale del Gusto, a Torino si ritrova Terra Madre il raduno delle comunità del cibo che invadono pacificamente la città giungendo da più di 170 Paesi del mondo.
L’organizzazione di questo evento richiede moltissimo lavoro e moltissima sensibilità, e senza i volontari nulla di ciò che accade in quei giorni sarebbe possibile. C’è chi li accoglie al loro arrivo in aeroporto, chi li aiuta a orientarsi in una città straniera, chi li accompagna e li accudisce durante il tragitto verso le loro strutture di accoglienza, e chi più ne ha più ne metta.
Tra i pilastri di questo evento, c’è inoltre una categoria di volontari davvero speciali: si tratta di quelle numerose famiglie che decidono di vivere l’esperienza di Terra Madre dal punto di vista più bello, quello dell’accoglienza, di aprire le porte delle proprie case e ospitare per i giorni della manifestazione un contadino, un pescatore, un allevatore, un pastore nomade. Questa mobilitazione ci riempie ogni volta di gioia, proprio perché è sul concetto stesso di accoglienza che si fonda Terra Madre: l’accoglienza di chi vive una vita diversissima dalla nostra, che vive in Paesi molto remoti dei quali magari non conosciamo nulla, ma che come noi è su questa terra per vivere una vita felice e dignitosa, e che è su questa piazza per condividere e far conoscere le proprie istanze.
Oggi stiamo preparando la settima edizione di questo straordinario raduno, che si terrà a Torino dal 22 al 26 settembre prossimi. Sarà un’edizione rinnovata, che si svolgerà nel cuore della città anche nel suo programma diurno, non più vincolato agli spazi espositivi del Lingotto, ma snodandosi tra il parco del Valentino e le piazze e i luoghi simbolo del centro, con un programma e un’impostazione ricchi di novità.
Ma c’è una cosa che siamo certi di non voler cambiare, che è un valore di per sé e parte integrante dell’evento stesso: l’incredibile accoglienza che le famiglie sono in grado di dare a questi eroi del cibo. Perché non si tratta solo di dare ai delegati un letto in cui dormire, ma dell’opportunità di costruire amicizie e rapporti che in questi dodici anni abbiamo visto germogliare, crescere e farsi solidi, come accade quando ci si apre agli altri anche nelle proprie sfere più intime, quelle della propria vita domestica e delle proprie dinamiche familiari.
Nonostante in questi tempi difficili sembri serpeggiare ovunque il rifiuto del diverso, la nostra esperienza racconta un’altra storia: le persone hanno un cuore molto grande, e una capacità di accogliere l’«altro» che sa stupire e commuovere. Lo abbiamo visto nella città di Torino, e nei tantissimi paesi e città nelle province di tutto il Piemonte dove le amministrazioni comunali hanno sposato questa filosofia con orgoglio, facendosi promotori in prima persona di questa mobilitazione, coordinando l’ospitalità nelle famiglie, mettendo a disposizione dei bus navetta per permettere loro di raggiungere l’evento, allestendo strutture di ricezione nei propri territori, organizzando cene e feste collettive.
Per questo anche quest’anno siamo pronti a fare appello ai cittadini. Perché se i delegati di Terra Madre sanno portare in Piemonte i colori del mondo, il nostro Piemonte possa invece permettere che il mondo veda la sua anima più nobile, più accogliente, e più aperta al mondo.
La famiglia Calò era il vanto di ogni buona sentinella del Family Day: padre, madre, quattordici figli e un cane. Unico metodo contraccettivo conosciuto, sigillare la porta della camera da letto prima dell’ingresso del partner, benché la chiusura risultasse molto spesso difettosa. Un’unione con tutti i cromosomi giusti, la quintessenza della tradizione e del secondo natura, da mandare in estasi mistica Alfano. Eppure la famiglia Calò aveva il destino nel nome ed è calata di un’unità quando, alla soglia dei cinquant’anni, l’inseminatore seriale ha preso atto di avere messo al mondo due squadre abbondanti di calcetto e se n’è andato di casa. Nel darne l’annuncio al programma televisivo Tagadà, la moglie ha ammesso che l’amore per un coniuge può finire, mentre quello per i figli non dovrebbe. Invece il signor Calò manifesta una diffusa forma di amnesia riguardo ai doveri di assistenza verso la smisurata prole.
Dell’incoscienza ribalda di certi maschi purtroppo si sa. Ma in questi giorni di disquisizioni sul concetto di famiglia, merita forse porre l’accento su come la maestosità dei dibattiti astratti finisca poi per infrangersi contro le onde dure della realtà. Per quanto la si voglia continuare a considerare un’istituzione, ingabbiandola dentro schemi rassicuranti, la famiglia è diventata un mero incontro di persone dominate da sentimenti instabili e volubili. Nella vita reale, così lontana dai dibattiti parlamentari, si procede a tentoni, caso per caso. E chi sventola ricette assolute in buonafede è un illuso. Se in malafede, un ipocrita.
*lastampa
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La sigla PM10 (Particulate Matter o Materia Particolata, cioè in piccole particelle) identifica una delle numerose frazioni in cui viene classificato il particolato, quel materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico (ovvero corrispondente al diametro di un’ipotetica sferetta di densità uguale a 1 g/cm³ ugualmente veicolata dall’aria) è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro.
È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol: esso, infatti, è un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole. Queste particelle presenti nell’atmosfera sono indicate con molti nomi comuni: polvere e fuliggine per quelle solide, caligine e nebbia per quelle liquide.
Sorgenti
Le principali fonti di PM10 sono:
Sorgenti legate all’attività dell’uomo: processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni ed asfalto.
Sorgenti naturali: l’erosione del suolo, gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche, la dispersione di pollini, il sale marino.
I paesi UE utilizzano una classificazione in 13 aree per indicare le fonti del particolato. Secondo l’agenzia europea dell’ambiente, gli edifici sono la principale fonte di PM10 e PM2,5, in aumento nel periodo 2003–2015 e pari al triplo dei trasporti.
Inoltre, una parte rilevante del PM10 presente in atmosfera deriva dalla trasformazione in particelle liquide o solide di alcuni gas (composti dell’azoto e dello zolfo) emessi da attività umane. Il particolato che si forma in atmosfera prende il nome di particolato secondario, mentre quello che viene direttamente emesso in forma solida e/o liquida si definisce primario. Nelle aree urbane il traffico veicolare è una fonte importante di PM10. Secondo l’annuario ISPRA[quale anno? ](Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) oltre il 38% delle stazioni di rilevamento registra superamenti dei limiti di qualità dell’aria per le PM10. Uno studio del 2007 stimava il contributo a circa il 29%
Impatto sulla salute
Secondo ricerche sperimentali su pazienti di città USA e a Milano: il particolato riduce l’aspettativa di vita di 1-2 anni e in particolare di 0,77 anni ogni 10 μg/m³ di PM2,5; il PM10aumenta l’asma tutto l’anno e le bronchiti in inverno (a causa degli idrocarburi policiclici aromatici); il PM2,5 è un probabile fattore di rischio per l’insorgenza di tumori.
Tipologia di particolato
La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio:
Infatti le particelle di maggiori dimensioni non rappresentano un grave problema per la salute per due motivi: il primo è che, data la velocità con cui sedimentano, il tempo di esposizione è assai ridotto, e il secondo è che le particelle più grosse vengono efficacemente filtrate dal naso mentre quelle più piccole (come nel caso del PM1) possono persino raggiungere gli alveoli polmonari.
Dipende inoltre dalla loro natura chimica. In genere, le patologie legate all’inquinamento da polveri sottili sono riconosciute essere l’asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari. La mortalità indotta dalle polveri sottili è oggetto di dibattito.
Stima dei morti
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, basandosi su dati raccolti nel 2008, ha stimato che le polveri sottili siano responsabili di circa 2 milioni di decessi nel mondo all’anno. Le polveri sottili causano 22000-52000 morti all’anno negli USA (dati del 2000) e in Europa contribuiscono a circa 370 000 morti premature (dati 2005) o circa 400 000 (secondo dati più recent).
Uno studio del 2013, svolto su 300.000 persone e pubblicato su Lancet Oncology, mostra che per ogni incremento di 5 µg/m³ di PM 2,5 nell’aria, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre cresce del 22% a ogni aumento di 10 µg/m³ di PM 10.
Secondo le linee guida dell’OMS del 2005 sulla qualità dell’aria, riducendo i PM 10 da 70 a 20 µg/m³, si potrebbe ridurre la mortalità nelle città inquinate del 15% all’anno.
Tabella dei decessi per tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni nel triennio 2006, 2007 e 2008 in alcune città italiane (dati ISPRA e OMS) elaborati da Nomisma;[13][14][15][16][17] i dati sono stati ampiamente anche se parzialmente pubblicati da Ansa e dalla stampa nazionale e locale, discussi anche alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica italiana.
Limiti di legge
La riduzione del particolato è da decenni un obiettivo della politica europea e mondiale. Fra il 1990 e il 2010, l’emissione totale annua di PM10 e PM2,5 in Europa è diminuita di circa il 25 %, da quasi 3 milioni di tonnellate annue a circa 2. Risulta però una grande variabilità fra paesi, per esempio il PM2,5 è sceso del 90 % in Repubblica Ceca ma salito del 120 % in Finlandia. Nel 2013, la Commissione ha dichiarato l’intenzione di ridurre le emissioni (l’impatto) di PM2,5 del 50 % entro il 2030
I limiti per la concentrazione delle PM10 nell’aria sono così stabiliti
Valore massimo per la media annuale
40 µg/m³
Valore massimo giornaliero (24 ore)
50 µg/m³
Numero massimo di superamenti consentiti in un anno
35
I limiti annuali risultano spesso violati dalle grandi città in Italia, specie al Nord e al Sud, nonché in alcune aree di Francia, Spagna, Polonia e Bulgaria (dati 2012 pubblicati nel 2014 dall’Agenzia europea dell’ambiente). I limiti giornalieri sono superati in larga parte d’Europa.
La Commissione europea sollecita i paesi a rispettare i valori limite di qualità dell’aria dell’UE per il particolato e ricorre contro tali stati alla Corte di giustizia.
Il rilevamento inquinanti è disciplinato dal documento: APAT Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici, Linee guida per la predisposizione delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria in Italia.
Prevenzione per coloro che vivono in aree inquinate
Particolare attenzione è richiesta per anziani, malati cardiocircolatori e polmonari, neonati e bambini (specie con crisi bronchiali, tosse e catarro).[37]
Misurazioni sul campo a Roma e Milano mostrano che c’è grande variabilità nell’esposizione al particolato a seconda del percorso seguito in città, mentre il mezzo di trasporto scelto influisce meno (l’esposizione massima può avvenire in auto, moto o mezzi pubblici a seconda dei casi, perché immersi nella scia del traffico-strada dove maggiore è la quantità di inquinanti rispetto al marciapiede).[38]
Consigli:
Per evitare l’infiltrarsi delle polveri sottili in casa: chiudere gli interstizi fra muratura e cassonetti delle tapparelle, muratura e corsie delle tapparelle, muratura e casse dei telai delle finestre (es. siliconi, acrilico o simili sigillanti per finiture murali), controllare le guarnizioni delle ante delle finestre.
Arieggiare con aria pulita le stanze degli edifici nelle prime ore della giornata quando la concentrazione del PM10 è più bassa, se non c’è aria pulita filtrarla attraverso unfiltro HEPA con un ventilatore (noto anche come purificatore d’aria).
Spostarsi in città scegliendo i percorsi a minor traffico e sui marciapiedi, lo smog si concentra soprattutto nella sede stradale attirato dal movimento delle automobili.
Fare sforzi fisici (esempio sport) nelle zone laddove minore è la concentrazione dei PM10.
Evitare di rimanere a lungo all’aperto nelle giornate inquinate, controllare i bollettini meteo PM10 delle ARPA regionali, se è necessario uscire di casa usare maschere facciali o endonasali per proteggere le vie respiratorie.
Evitare le normali mascherine non certificate, perché non proteggono dalle polveri sottili.
Valutare l’acquisto di filtri per l’abitacolo delle automobili, efficaci contro le polveri sottili.
Valutare l’acquisto di un Filtro Facciale Protezione 3, la migliore protezione da particolato in commercio, in codice FFP3 conformi alla norma EN 149:2001+A1:2009che fissa rigidi protocolli nella scelta, modalità d’uso, pulizia e conservazione. Le maschere FFP3 vengono ampiamente usate negli ospedali per prevenire malattie infettive, nelle industrie dell’amianto e nella contaminazione da polveri sottili; sono dotate di valvola che favorisce l’espirazione e aderiscono con facilità alla forma del viso. Le maschere FFP se ben aderenti al volto filtrano al minimo garantito del: FFP1 80%, FFP2 94%, FFP3 99% secondo l’European standard EN 149, gli elastici di ritenuta devono essere tesi adeguatamente, il nasello metallico ben sagomato attorno al naso, i bordi della maschera devono essere perfettamente aderenti alla pelle.
Valutare l’acquisto di filtri endo nasali, che, se adeguatamente dimensionati ed aderenti alle pareti delle narici del naso, pur essendo quasi invisibili e più pratici delle mascherine in tessuto FFP, hanno un potere filtraggio inferiore minimo garantito del 30% (medio del 52%, massimo 80 %), in ogni caso sono migliori delle maschere prive di certificazione
Lo scorso fine settimana Torino ha celebrato i dieci anni da quello straordinario evento che sono state le Olimpiadi del 2006, un avvenimento importante che è servito alla città per ripensarsi e per impostare una rotta per il proprio futuro.
Tra le scoperte più belle dell’inverno di dieci anni fa ci fu sicuramente quella dei volontari, un esercito di oltre cinquemila persone che la città stessa ha voluto festeggiare proprio in questi giorni: migliaia di cittadine e di cittadini che si sono rimboccati le maniche e che hanno dedicato a questa grande mobilitazione internazionale il loro tempo e le loro energie.
Noi di Slow Food abbiamo la fortuna di conoscere bene quest’anima della città, perché la ritroviamo ogni due anni all’appuntamento che per noi è il più importante di tutti. Dal 2004 infatti, in concomitanza con il Salone internazionale del Gusto, a Torino si ritrova Terra Madre il raduno delle comunità del cibo che invadono pacificamente la città giungendo da più di 170 Paesi del mondo.
L’organizzazione di questo evento richiede moltissimo lavoro e moltissima sensibilità, e senza i volontari nulla di ciò che accade in quei giorni sarebbe possibile. C’è chi li accoglie al loro arrivo in aeroporto, chi li aiuta a orientarsi in una città straniera, chi li accompagna e li accudisce durante il tragitto verso le loro strutture di accoglienza, e chi più ne ha più ne metta.
Tra i pilastri di questo evento, c’è inoltre una categoria di volontari davvero speciali: si tratta di quelle numerose famiglie che decidono di vivere l’esperienza di Terra Madre dal punto di vista più bello, quello dell’accoglienza, di aprire le porte delle proprie case e ospitare per i giorni della manifestazione un contadino, un pescatore, un allevatore, un pastore nomade. Questa mobilitazione ci riempie ogni volta di gioia, proprio perché è sul concetto stesso di accoglienza che si fonda Terra Madre: l’accoglienza di chi vive una vita diversissima dalla nostra, che vive in Paesi molto remoti dei quali magari non conosciamo nulla, ma che come noi è su questa terra per vivere una vita felice e dignitosa, e che è su questa piazza per condividere e far conoscere le proprie istanze.
Oggi stiamo preparando la settima edizione di questo straordinario raduno, che si terrà a Torino dal 22 al 26 settembre prossimi. Sarà un’edizione rinnovata, che si svolgerà nel cuore della città anche nel suo programma diurno, non più vincolato agli spazi espositivi del Lingotto, ma snodandosi tra il parco del Valentino e le piazze e i luoghi simbolo del centro, con un programma e un’impostazione ricchi di novità.
Ma c’è una cosa che siamo certi di non voler cambiare, che è un valore di per sé e parte integrante dell’evento stesso: l’incredibile accoglienza che le famiglie sono in grado di dare a questi eroi del cibo. Perché non si tratta solo di dare ai delegati un letto in cui dormire, ma dell’opportunità di costruire amicizie e rapporti che in questi dodici anni abbiamo visto germogliare, crescere e farsi solidi, come accade quando ci si apre agli altri anche nelle proprie sfere più intime, quelle della propria vita domestica e delle proprie dinamiche familiari.
Nonostante in questi tempi difficili sembri serpeggiare ovunque il rifiuto del diverso, la nostra esperienza racconta un’altra storia: le persone hanno un cuore molto grande, e una capacità di accogliere l’«altro» che sa stupire e commuovere. Lo abbiamo visto nella città di Torino, e nei tantissimi paesi e città nelle province di tutto il Piemonte dove le amministrazioni comunali hanno sposato questa filosofia con orgoglio, facendosi promotori in prima persona di questa mobilitazione, coordinando l’ospitalità nelle famiglie, mettendo a disposizione dei bus navetta per permettere loro di raggiungere l’evento, allestendo strutture di ricezione nei propri territori, organizzando cene e feste collettive.
Per questo anche quest’anno siamo pronti a fare appello ai cittadini. Perché se i delegati di Terra Madre sanno portare in Piemonte i colori del mondo, il nostro Piemonte possa invece permettere che il mondo veda la sua anima più nobile, più accogliente, e più aperta al mondo.
La famiglia Calò era il vanto di ogni buona sentinella del Family Day: padre, madre, quattordici figli e un cane. Unico metodo contraccettivo conosciuto, sigillare la porta della camera da letto prima dell’ingresso del partner, benché la chiusura risultasse molto spesso difettosa. Un’unione con tutti i cromosomi giusti, la quintessenza della tradizione e del secondo natura, da mandare in estasi mistica Alfano. Eppure la famiglia Calò aveva il destino nel nome ed è calata di un’unità quando, alla soglia dei cinquant’anni, l’inseminatore seriale ha preso atto di avere messo al mondo due squadre abbondanti di calcetto e se n’è andato di casa. Nel darne l’annuncio al programma televisivo Tagadà, la moglie ha ammesso che l’amore per un coniuge può finire, mentre quello per i figli non dovrebbe. Invece il signor Calò manifesta una diffusa forma di amnesia riguardo ai doveri di assistenza verso la smisurata prole.
Dell’incoscienza ribalda di certi maschi purtroppo si sa. Ma in questi giorni di disquisizioni sul concetto di famiglia, merita forse porre l’accento su come la maestosità dei dibattiti astratti finisca poi per infrangersi contro le onde dure della realtà. Per quanto la si voglia continuare a considerare un’istituzione, ingabbiandola dentro schemi rassicuranti, la famiglia è diventata un mero incontro di persone dominate da sentimenti instabili e volubili. Nella vita reale, così lontana dai dibattiti parlamentari, si procede a tentoni, caso per caso. E chi sventola ricette assolute in buonafede è un illuso. Se in malafede, un ipocrita.
*lastampa
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Direttamente da Dubai, è intervenuto, ai microfoni di Sky, Diego Armando Maradona:
“Devono continuare così, non mollare mai. La Juventus può cadere una volta e quindi bisogna restare vicini. Loro hanno anche la Champions, ma forse escono, e sono essere umani che possono avere un calo. Differenza con la Juve? Quelli che stanno in panchina. La Juve ha giocatori che possono entrare e aiutare, Sarri guarda la panchina e prova a tappare i buchi. Tutti ne hanno parlato, ma non è nervoso, almeno in campo non s’è visto. De Laurentiis prima di una gara deve evitare di parlare di peso in più o in meno. Collaborazione con la società? o se dovessi tornare lo farei per vincere, non per vacanza. Prima di firmare vorrei garanzie sulla squadra, sarei una garanzia per i tifosi. Allenatore? No, c’è Sarri, ma da prima ho parlato di poter allenare il Napoli. Insigne? Lorenzo deve essere più protagonista, deve comandare l’attacco del Napoli, con i suoi movimenti apre le difese. Ha avuto questo problema, ai nostri tempi non accadeva perché venivamo rispettati, ma oggi molto meno perché ci sono tante cose brutte in giro. Il mio preferito? Mi piace molto Koulibaly, ma se ne devo scegliere uno dico Mertens, ha tutto, dribbling, spirito di gruppo, tiro da lontano. Sarri potrebbe farlo giocare di più. Scudetto azzurro? Io lavoro a Dubai, non sono in vacanza, ma sarebbe bellissimo vedere la gente festeggiare di nuovo uno Scudetto. Il Napoli non deve essere solo Maradona ed il passato, non bisogna fare questi discorsi d’egoismo, anche per i ragazzini che vogliono vedere un titolo. Sarei il primo a festeggiare, ma se il presidente ci sta guardando mi manderà un invito. Adesso, Ci sono tre partite non difficili, ma deve vincerle. La Juventus con mezzo tiro in porta fa due gol, l’abbiamo visto anche col Bayern. Chievo, Palermo e Genoa vanno battute, ma bisogna stare attenti: queste sono le gare che danno lo Scudetto. Noi provavamo a chiuderle subito, perché se non lo fai velocemente, un pareggio con queste squadre ti complicava tutto”