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Sarri in conferenza: “Con il Chievo sarà più difficile di quanto sembra. Scudetto? Noi parliamo di sogno”

Maurizio Sarri ha presentato il match con il Chievo Verona di domani sera in conferenza stampa:

Lopez non ha inserimenti e dinamismo, è arrivato il momento di Chalobah? “Non ha nel dna le accelerazioni, ma come dinamismo dà moltissimo alla squadra. Chalobah ha vissuto un momento difficile (lutto familiare, ndr), ha perso tanti allenamenti, ma con la società abbiamo privilegiato l’aspetto umano perchè ha attraversato una tragedia. Ora si sta allenando con noi, a Firenze s’è scaldato e pensavo di inserirlo, non è stato così ma viene preso in considerazione”.

Avendo una sola competizione, come alternerà gli uomini? “Se ci porterà beneficia lo vedremo nella prossima settimana. Questa settimana siamo tornati di martedì, poi i primi giorni sono delicati, solo dalla prossima torneremo ad allenarci regolarmente e vedremo più che altro benefici mentali, più difficile ricaricare le energie mentali di quelle fisiche. Settimanalmente vedremo l’utilizzo degli uomini in base a chi fa meglio, perchè stanchezza non ce ne sarà più”.

Nonostante le difficoltà, il Napoli nella ripresa non ha rinunciato a giocare. “Ce le siamo create anche, le loro palle gol nascono da palle perse nostre, abbiamo sbagliato qualcosa anche nel baricentro. Nella ripresa abbiamo alzato di 6mt il punto medio di riconquista del pallone perchè nel primo tempo riprendevamo palla bassi e non riuscivamo a ripartire su 50 metri. Avevo preannunciato che avremmo sofferto inizialmente, ma poi le ripartenze sarebbero state tante. Non hanno mollato e poi si sono ripresi nel secondo tempo”.

Sul gioco propositivo e la Juventus: “La Juventus è tosta, solida, fisica, per caratteristiche, ma ha anche qualità e quindi fanno risultati. Poi sono contento anche che la Lega definiva Fiorentina-Napoli la gara più bella dell’anno. Mi auguro che prima o poi una squadra così possa vincere, anche perchè io a Firenze mi sono divertito. Per fare gli abbonamenti alle pay-tv bisogna anche scatenare certe emozioni, le generazioni attuali non sono così legate al calcio come quelle precedenti”.

Cosa ti ha dato più fastidio sul tuo Napoli nell’ultimo periodo? “Mi dà fastidio quando si parla solo del risultato, non della partita. Con lo stesso tipo di gara se a Torino finisce 0-0 i commenti sarebbero stati diversi. Fa parte del gioco, c’è chi deve vendere i giornali, chi deve farsi vedere in tv, i commentatori fanno un bel mestiere, sparano una cazzata e poi una settimana dopo non la ricorda nessuno”.

Cosa si sente dire al tifoso sognatore? “State tranquilli, ce la metteremo tutta ma non sappiamo il nostro 100% a cosa corrisponderà”.

Sui dati fisici: “Sono dati rapportati alla partita giocata e che ci vengono forniti. Vanno letti perchè è chiaro che invece col Milan la velocità media ad esempio sarà inferiore perchè la partita non ha espresso questi valori, giocando solo nella loro metà campo, su 30mt”. Febbraio è stato il peggior mese? “Non sono venuti i risultati, di fronte avevamo squadre forti, ma le prove sono state buone e non cambia nulla per noi. Andiamo avanti con la stessa mentalità, sarebbe un problema se per fare gol dobbiamo avere tante occasioni e prendiamo gol alla prima occasione subita, ma non abbiamo questa sensazione”.

Sei contento delle parole di Maradona? “Mi prendete alla sprovvista, non leggo per stare sereno, è la verità, poi non sapendo cosa scrivete non mi state sui coglioni (ride, ndr)”. Ha detto che il Napoli sta facendo per merito tuo e che non ce l’aveva con te, ma voleva solo essere di stimolo. “Lo dissi già, solo pronunciando la parola Sarri mi riempie d’orgoglio, poi se parla bene di me è motivo di soddisfazione. Andavo a vederlo in ritiro quando arrivò in Italia”.

L’aspirazione è lo Scudetto? “Noi non possiamo puntarci in modo normale, ma deve essere un sogno perchè col nostro monte ingaggi e budget non possiamo permettercelo. Dobbiamo sognare, anche perchè spesso i sogni si avverano”.

Si parla molto di Scudetto. “I ragazzi hanno parlato sempre di sogno, ma io per vincere conosco solo un modo. Dobbiamo battere una squadra che fuori casa ha buoni numeri, fisico, aggressività, molto più difficile di come lascia pensare la classifica”.

Il Napoli ha impiegato meno giocatori in campionato. “Non ha alcun significato se si valuta un dato parziale. Il dato campionato non significa niente, se non si considera anche l’europa”.

Rispetto al girone d’andata, il Napoli ha gli stessi gol subiti ma l’unica differenza è nei gol fatti. “In alcune partite abbiamo fatto 29 occasioni contro 13, ma in Italia c’è la cultura di dire sempre che il problema è fisico. Con la Fiorentina abbiamo fatto 12mila metri a giocatore, vicini alla nostra migliore prestazione, 129 metri al minuto, potenza metabolica 11,98 la migliore stagionale, accelerazione sopra i 3 metri a giocatore la migliore stagionale, quindi i numeri non si possono interpretare, ma il problema è che non abbiamo finalizzato. Sui gol subiti un pò di malasorte è evidente, tra cross andati in porta e punizione di chi non aveva segnato neanche in allenamento come ha detto il suo allenatore. A Firenze abbiamo sofferto, ma potevamo vincerla nonostante la loro migliore prova”.

L’ECONOMIA BRASILIANA STA PRECIPITANDO IN UN GIRONE INFERNALE

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(Virginia Murru)

I dati macro dell’economia brasiliana continuano a lampeggiare in rosso, si parla ormai da tempo di recessione, dal 2015, quando dopo due trimestri di contrazione del pil consecutivi, si considerava il paese in ‘recessione tecnica’. Ma lo scorso anno, la flessione dei primi due trimestri, non era così drammatica, e nessuno pensava che continuasse a scivolare in modo così repentino e grave, fino a sfiorare, nell’ultimo trimestre del 2015, un negativo del 5,7%.  Gli ultimi dati diffusi al riguardo, non portano verso l’onda dell’ottimismo:  il Pil presenta attualmente un negativo del 3,8%. L’economia carioca non precipitava così in basso da tanti anni, esattamente dai primi anni novanta, quando era stata aggredita da una forte crisi che l’aveva portata in una deriva.

Tra le cause di questa recessione, che ha avuto un esordio ed uno sviluppo rapido, ci sono le flessioni registrate nelle esportazioni, il Brasile è un grande esportatore di materie prime, nonché commodities, prodotti tipici del paese. Un vero e proprio crack, che porta la sua economia dalle ‘stelle alle stalle’, dato che il paese sembrava destinato a diventare la quinta potenza del mondo, con un miracolo tutto verde-oro, proiettato verso il futuro e un dinamismo innescato da stimoli propulsivi che provenivano da tutti i settori della sua economia. Un mercato emergente vivace e intraprendente, che quasi all’improvviso, certo nel volgere di pochi anni, ha invertito il timone e si ritrova oggi a fare i conti con una vera e propria emergenza.

E’ stato uno dei grandi protagonisti dei mercati commerciali, partner importante di grandi potenze, esercitava autorevolmente il suo ruolo di economia emergente, e sembrava guidato da una ‘governance’ politica all’altezza della buona congiuntura, ma dietro le quinte c’erano altri riscontri: dalla corruzione all’incapacità di tenere salde le redini di un’economia promettente. L’attuale Presidente Dilma Rousseff, eletta per la seconda volta nel 2014, sta affontando l’impeachment, e sicuramente la gestione della crisi ha presentato tante incongruenze, ritardi negli interventi, strategie non adeguate alla forte depressione che si è presentata. Insomma, la Rousseff, non ha ormai nessuna credibilità, neppure all’estero. Alla fine del 2015, il quotidiano ‘The Economist’, lo aveva ben vaticinato il peggioramento dell’economia brasiliana e il conseguente default. Anche l’Agenzia Fitch, a fine anno, aveva espresso valutazioni da ‘junk’ sui titoli del debito (ossia spazzatura). E poi le altre due principali Agenzie di rating, Moody’s e Standard&Poor’s, recentemente, hanno confermato l’outlook negativo, e hanno fatto retrocedere di qualche gradino il rating sovrano, portandolo a BB da BB+ (precedente valutazione).

Queste valutazioni tengono anche conto delle previsioni di crescita, che sono ancora stimate in negativo, e si aggiunge un pessimo rapporto debito/Pil. previsti per i prossimi anni. ‘A disaster’, come lo definisce il quotidiano economico americano ‘The Economist’. Una classe politica coinvolta in pesanti scandali, impeachment in corso, hanno rivelato vulnerabilità e incapacità di gestione le emergenze, anche da qui partono i pronostici negativi delle Agenzie di rating. Situazioni complesse, e una rete di grovigli nelle maglie del potere, che ha certamente aggravato il malessere dell’economia nel paese.

Il Brasile è un gigante che ha grandissime potenzialità, soprattutto nel campo delle materie prime (esporta in particolare ferro, petrolio e soia),  che offre sicuramente i suoi vantaggi in caso di crisi, eppure l’indice PMI (l’indice del manifatturiero), è crollato al 44,5% a febbraio (a gennaio era a 47,4%..), il che significa, quando scende al di sotto del 50%, che la sofferenza è veramente profonda. Ma sono tutti i dati macro a scivolare, nel volgere di un breve periodo hanno subito forti contrazioni, il paese ha perso oltre un milione di posti di lavoro in pochi anni, l’inflazione supera il 10%, il debito pubblico vortica con numeri che riflettono l’andamento generale, da tracollo a tutti gli effetti. Al quadro che riflette tutti i sintomi di una recessione galoppante, si aggiunge il deprezzamento del Real, sia nei confronti del dollaro che dell’Euro, ha già perso oltre il 30% del suo valore.

Troppi errori nell’amministrare il paese, quando, una decina d’anni fa, era in fase d’espansione; secondo gli analisti, proprio quel periodo di prosperità e benessere doveva essere gestito con grande oculatezza, tracciando fondamenta profonde per reggere gli urti destabilizzanti che vengono dall’economia globale. Invece in Brasile le donne vanno in pensione a 50 anni, e gli uomini a 55, dieci anni prima rispetto ai paesi facenti parte dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo Economico). Il Brasile spende intorno al 12% del suo pil per le pensioni, un eccesso che ha sicuramente inciso nel determinare lo stato di default.

I cambia scena di un’economia, visti alla luce del decennio che va dal 2002/3  al 2013, dove si riscontrano dati di crescita veramente importanti, sono a dir poco sorprendenti, e porta a concludere che l’economia di  una nazione si rende più o meno vulnerabile nel tempo, ed è appesa alle sorti dell’economia globale, le cui variabili sono i veri, reali fili tenaci, che tengono tutti sospesi ai vari umori che si scatenano ogni giorno in quest’arena in apparenza neutra. Nel volgere di poco più di dieci anni, in Brasile, c’è stato spazio per quasi dieci milioni di posti di lavoro, l’occupazione ha seguito di pari passo l’impulso travolgente dell’espansione economica, con un debito saldato al FMI, e i conti pubblici in ordine. Un’economia sempre più forte, che sembrava inarrestabile, come un treno in corsa. Era diventato il primo paese del BRICS, associazione delle cinque economie emergenti del pianeta (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Le cause non sono da ricercare solo nella flessione dell’export, ve ne sono altre, anche di carattere politico e sociale, che sicuramente, considerato l’impatto della spesa sostenuta, non hanno contribuito a consolidare il progresso già in atto in quegli anni. Si pensa ai consistenti piani di spesa per affrancare le fasce più deboli del popolo brasiliano, riforme e interventi assolutamente mirabili, portati avanti dal Partito dei lavoratori, nei 12 anni in cui ha governato il paese. Il merito sicuramente c’è stato dato che si mirava ad abbattere la miseria in cui viveva un terzo della popolazione, relegata in condizioni disumane nelle note ‘favelas’. Lo stato ha investito tanto in quei dodici anni di governo, con sostegni finanziari volti a garantire una casa dignitosa a quelle famiglie. Agli investimenti ha corrisposto un netto calo della disoccupazione, arrivata a livelli minimi, e infatti, fino a due anni fa, era un indice che parlava di un’economia in ottima salute. I grandi finanziamenti per fini sociali, hanno comportato certamente un notevole impiego di risorse, ma al di là delle cause che possono stare a monte di questa crisi, insorta in modo così irruento, oltre alla contrazione dell’economia cinese (importante partener commerciale per l’export, e il conseguente calo dei prezzi), si azzardano anche ipotesi di liquidità bloccate all’interno del paese. Tale disponibilità sarebbe stata  interrotta bruscamente e messa fuori dai circuiti dei consumi, per una serie di timori giustificati, non solo dalla crisi, ma anche dagli scandali, e in qualche modo avrebbe frenato gli ingranaggi del sistema. Si pensa che questa disponibilità di moneta non possa essere scomparsa all’improvviso, e che interventi rassicuranti, con misure idonee a sbloccare la situazione di stallo, potrebbero nuovamente fare circolare queste risorse.

Certo, la crisi generale che si è riscontrata nei mercati emergenti, non stia aiutando il Brasile a riprendersi da questo shock, il processo involutivo va avanti e non ci sono strumenti certi, nonostante le analisi accurate, per vedere in fondo al tunnel.

Le ipotesi sono tante,  si può sperare in un altro miracolo tutto verde-oro dei carioca, in tante circostanze hanno dimostrato intraprendenza e vivacità, hanno peraltro una base di partenza, in termini di ricchezza di materie prime, e non è pertanto pensabile che il paese non riesca a risollevarsi.

VIDEO – A Bitritto lo spettacolo diurno della ditta F.lli Romano da Angri (Sa)

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A Bitritto, in provincia di Bari, il 1 marzo 2016 si è tenuta la festa patronale in onore di Maria SS. di Costantinopoli. In questa occasione la ditta F.lli Romano da Angri (Sa) si è esibita in uno spettacolo diurno.

dal nostro inviato a Bitritto, Gennaro Novellino

Alberico Turi: A Martina abbiamo ricevuto una pessima accoglienza. La partita di Cosenza della prima squadra andava rinviata..

Nel corso della trasmissione radiofonica “Il Pungiglione Stabiese” abbiamo ascoltato il Responsabile del settore giovanile stabiese, Alberico Turi.

La squadra Berretti non è riuscita ad andare oltre il pareggio contro il Pisa: Sì, la vittoria non è arrivata ma come al solito la prestazione dei ragazzi è stata in linea con le aspettative. La squadra ha ben risposto, mettendo in campo tutto quello che voleva l’allenatore; non molliamo sperando di fare sempre meglio in un campionato molto difficile.
C’è stata anche l’espulsione di Lauri: Sì, ormai è una consuetudine l’espulsione a nostro sfavore. Purtroppo ci capitano sempre arbitri di Torre Annunziata, Torre del Greco e delle zone limitrofe; non voglio parlare di malafede ma forse il campanilismo spesso porta gli arbitri a penalizzarci. Ogni settimana lottiamo contro gli avversari ed anche contro qualche ingiustizia che siamo costretti a subire.
La prossima partita sarà in trasferta contro il Tuttocuoio, secondo in classifica: Mi aspetto come sempre una grande prestazione dai ragazzi. In questo campionato nessuna squadra ci ha messo sotto, quindi sono sicuro che ce la giocheremo a viso aperto anche contro una squadra così forte ed organizzata. Sono sicuro che la prestazione sarà di ottimo livello, speriamo che anche il risultato possa essere positivo.
L’Under 17 di Lega pro di Mister Chiaiese ha sconfitto facilmente l’Andria in trasferta e continua la sua rincorsa ai primi posti: Fa piacere ma non pensiamo ai primi posti. La nostra priorità è vedere la squadra ben messa in campo, avere ragazzi che sanno cosa fare in campo e che abbiano valori morali e tecnici importanti. La classifica viene dopo anche se, ovviamente, fa piacere vedere la Juve Stabia in alto.
Gli Under 15 invece sono stati sconfitti a Martina immeritatamente: E’ una partita difficile da raccontare. La squadra ha dominato la partita per novanta minuti ma ha sbagliato incredibili palle gol. Poi abbiamo subìto una rete da 40 metri che ha deciso la partita. Come mi aspettavo, a Martina abbiamo trovato un clima teso che non ci ha facilitato. Addirittura, non ci è stato riservato nemmeno uno spogliatoio; abbiamo preparato la partita in condizioni pietose.
Il vento, come ad Andria per gli Under 17, ha condizionato anche il match della prima squadra a Cosenza: A mio avviso la gara di Cosenza era da rinviare o quantomeno sospendere. Capisco che in ambito di calcio giovanile difficilmente si decida di rinviare una gara perché poi recuperarla è molto complicato. A livello di prima squadra, in Lega Pro, è incredibile che l’arbitro non abbia preso provvedimenti in presenza di un vento che ha falsato la partita. Il fatto che questa sia un’annata storta si vede anche da questi inconvenienti che non dipendono né dalla squadra né dalla Società.

Raffaele Izzo

VIDEO – A Bitritto lo spettacolo diurno della ditta Bruscella e Pellicani da Modugno (Ba)

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A Bitritto, in provincia di Bari, il 1 marzo 2016 si è tenuta la festa patronale in onore di Maria SS. di Costantinopoli. In questa occasione la ditta Bruscella e Pellicani da Modugno (Ba) si è esibita in uno spettacolo diurno.

dal nostro inviato a Bitritto, Gennaro Novellino

VIDEO – A Bitritto lo spettacolo della ditta Giuseppe e Nicola Chiarappa da San Severo (Fg)

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A Bitritto, in provincia di Bari, il 1 marzo 2016 si è tenuta la festa patronale in onore di Maria SS. di Costantinopoli. In questa occasione la ditta Giuseppe e Nicola Chiarappa da San Severo (Fg) si è esibita in uno spettacolo diurno.

dal nostro inviato a Bitritto, Gennaro Novellino

 

“Vendevano materiale bellico all’Iran”, i finanzieri di Como arrestano sei persone

Sequestrato materiale ‘dual use’ come tubi in acciaio da utilizzare, secondo gli investigatori, come materiale missilistico, componenti di aeromobili ed elicotteri.

l nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Como, ha individuato un gruppo di iraniani che si occupavano di approvvigionamento di materiali ‘Dual Use’ e pertanto potenzialmente impiegabili nel settore bellico. Il gruppo acquistava ed esportava verso l’Iran di macchinari per la fabbricazione di tubi in acciaio da utilizzare – è la tesi degli investigatori – come potenziale materiale missilistico, di Noc/base stations, ossia di apparecchiature idonee, previa modifica, a creare una rete di collegamento sicura e a ‘banda larga’ per scopi militari, nonché di motori e componenti di aeromobili ed elicotteri.

Le indagini, dirette e coordinate dal Maurizio Romanelli e da Adriano Scudieri della Procura di Milano, hanno permesso di individuare l’intera rete di soggetti ritenuti responsabili, ricostruendo i canali, nazionali ed internazionali, sottostanti all’approvvigionamento finanziario, nonché alla movimentazione, stoccaggio e spedizione di beni e tecnologie. Il nucleo di polizia territoriale sta eseguendo sei arresti nei confronti di cinque iraniani e uno di nazionalità italiana appartenenti al sodalizio e dimoranti nelle province di Torino, Firenze e Padova.

In particolare, tre soggetti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere, due agli arresti domiciliari e uno con obbligo di dimora. I reati contestati sono riferiti, oltre che all’associazione per delinquere alla violazione delle disposizioni comunitarie inerenti le misure restrittive nei confronti dell’Iran, nonché della normativa sul controllo dell’esportazione, importazione e transito di materiale di armamento, il tutto caratterizzato dall’aggravante della transnazionalità.

*larepubblica

Higuain, il più grande investimento della storia del Napoli

Il Corriere dello Sport parla di Gonzalo Higuain, definito il più grande investimento della storia del Napoli. Nell’estate del 2013, il club partenopeo riconobbe infatti quaranta milioni di euro al Real Madrid. Il centravanti sudamericano, lanciato in Nazionale nel 2009 da Diego Armando Mardaona, è inevitabilmente diventato l’uomo di maggior spessore del club partenopeo con cui ha già vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Ora il Pipita è legato all’azzurro da un contratto fino al 2018, nel quale figura una clausola rescissoria che è stata resa nota direttamente dal presidente De Laurentiis ed è pari a 94 milioni e 736mila euro.

La Champions è fondamentale per trattenere Koulibaly

Secondo la Gazzetta dello Sport, per la permanenza di Kalidou Koulibaly a Napoli è fondamentale la qualificazione alla prossima Champions League. Il senegalese ha un contratto lungo con il Napoli e per parlare di rinnovo c’è tempo, ma le offerte non mancano, soprattutto dalla Premier League.

Auriemma: “Il richiamo di Sarri ai difensori: contro il Chievo basta subire gol”

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “Prove tecniche di tenuta. Per l’ennesima volta quest’anno (spesso di giovedì) Sarri ha chiesto gli straordinari ai difensori per migliorare ulteriormente l’assetto complessivo e studiare i movimenti con l’ausilio del drone guidato da Simone Bonomi. L’addestramento si è reso necessario per testare l’affiatamento tra Koulibaly e Chiriches, quest’ultimo scelto come sostituto dello squalificato Albiol. A Sarri non va giù che il Napoli abbia subito 5 gol nelle ultime 5 partite, gol pesanti perché le reti all’attivo sono state solo 3. In realtà, precedentemente gli azzurri avevano fatto anche peggio, subendo 9 reti nelle 7 gare dal 20 dicembre al 31 gennaio. Gol indolori e nessuno gridò allo scandalo semplicemente perché l’attacco fece molto meglio: 22 volte a bersaglio nelle stesse 7 gare. Il richiamo di Sarri ieri mattina è stato soprattutto legato alla concentrazione non eccellente degli ultimi tempi: dall’esitazione di Koulibaly sul gol di Zaza, al mancato ripiegamento di Callejon sulla rete di Bonaventura, fino alla necessità di mostrare più determinazione sulle palle inattive, come quella sfruttata da Alonso lunedì a Firenze”.

Insigne, l’agente: “Ho incontrato tre club tra i primi dieci al mondo: in estate capiremo se potrà restare a Napoli”

Fabio Andreotti, agente di Lorenzo Insigne, ha parlato a Radio Crc: “L’esplosione di Insigne sul piano realizzativo è merito di Sarri che ha saputo collocarlo in un ruolo più consono alle proprie qualità. La rapina è un episodio di criminalità comune. Ieri siamo stati a Castel Volturno, ma non abbiamo parlato del futuro di Lorenzo. Abbiamo parlato di Romano e di Roberto Insigne che ha un contratto vicino alla scadenza. Per il rinnovo di Lorenzo c’è un appuntamento con Giuntoli a fine campionato. Capiremo se dovrà restare a Napoli o puntare su altri progetti. La volontà di Lorenzo è restare, ma ogni agente si guarda intorno e ascolta tutti per rispetto. Noi vogliamo come studio fare di Insigne il Totti di Napoli. Confermo di aver incontrato tre tra le dieci società più importanti d’Europa che vogliono Lorenzo. Partite come quella di domani sono le più pericolose, bisogna avere massima attenzione”.

CONFERENZA STAMPA SPALLETTI: VADO AL MASSIMO … VADO A GONFIE VELE

“Della Fiorentina ammiro tutto quello che hanno fatto in questi 3 o 4 anni, più ciò che ha aggiunto Paulo

Sousa. Hanno compiuto un capolavoro: praticano un calcio moderno e spettacolare, la squadra è tosta,

convinta di poter avere possibilità importanti. La Viola è stata brava a lavorare. Roma e club gigliato si

somigliano un po’, entrambe le squadre cercano di dominare il gioco attraverso i palleggiatori a

centrocampo una volta girando palla a 3, una volta difendendo in 4. Domani bisognerà essere più bravi del

solito perché se loro sono convinti di aver fatto un’opera d’arte allora noi in queste partite abbiamo fatto

un capolavoro soprattutto sulla solidità mentale, nella consapevolezza che si può stare qui a contendersela

fino in fondo senza lasciarsi condizionare da un risultato o da una prestazione.”

SUI CONVOCATI…E LA QUESTIONE DZEKO

“Pjanic e Nainngolan sono a disposizione, mentre Iago Falque ha la febbre e forse non sarà della seduta

oggi. De Rossi prosegue il suo recupero e non sarà convocato. Su Dzeko, ci sono delle cose che ancora devo

pensare e devo prendermi tutto il tempo. Ha fatto bene nell’ultimo spezzone di gara ad Empoli ma poi c’è

da fare la valutazione sulla squadra che ha giocato altrettanto bene senza di lui. Loro verranno a pressarci

alto, sapranno cambiare atteggiamento in base ai nostri tentativi di stare in campo. A Firenze sono andati

avanti molti mesi sulla questione della linea difensiva viola. La squadra gioca a 3, a 4 o a 5 dietro? Qui è

racchiusa tutta la bravura di Sousa, questa sua capacità di cambiare modulo tattico in base alle esigenze del

momento è interessante. I due mediani sono bravissimi davanti alla difesa (Badeli e Vecino) ma hanno

anche Borja, Bernardeschi, Tello, Ilicic. La qualità di questi singoli fa il buon prodotto finale. Si può alzare la

palla ed andare a rimbalzo su Dzeko, lo teniamo presente. Ad Empoli ci siamo sentiti comodi dentro

l’abbraccio del pubblico lungo 95 minuti e probabilmente questo è servito a reagire dopo il pareggio. Kalinic

è uno dei più bravi ad attaccare lo spazio dietro il centrale che invece è portato ad attaccare la palla, è abile

ad andare sempre dietro la linea difensiva e sotto porta. Non sente il morso della difficoltà nella confidenza

con la porta. Sa benissimo dove andare e cosa fare. Dzeko dal canto suo vuole la palla più addosso. Più che

andare in taglio sul primo palo ruota verso il secondo in attesa del passante (cioè la palla che passa

trasversalmente sul secondo palo) Kalinic, invece, taglia sul primo palo. Gli hanno dato fiducia e lui li ha

ripagati. Bernardeschi ed El Shaarawy hanno entrambi grandissime potenzialità. C’è un percorso da fare ed

è quello che conta per crescere. Stanno utilizzando questo percorso per arrivare in fondo meglio di come

sono partiti.”

Caso Dzeko aperto? Quello che è certo è che per l’allenatore romanista con un trio come Salah, Perotti ed

El Shaarawy se ne può anche fare a meno. Squadra che vince non si cambia, recita un vecchio proverbio

calcistico e si sa che le ricette della nonna sono sempre un ottimo antidoto. Ci si sta avviando verso il

sentiero della squadra senza centravanti di garciana memoria, pur con risultati ben diversi in senso positivo.

La Roma può prendersi il terzo posto in solitaria battendo tra le mura amiche la diretta rivale. È quasi una

finale. E allora Spalletti non le manda a dire: “ci sono quelli che fanno e quelli che si accodano a quelli che

fanno e tengono l’ambiente basso per intrufolarsi. Qui le cose si sanno fare e coloro che non hanno

coraggio di migliorarsi devono andare via. Io sono fortunato perché posso scegliere cosa fare, sono

padrone del mio tempo e se sono tornato qui è perché qui si lavora bene. I ragazzi stanno imboccando la

strada giusta. Si lavora tutti per dare il massimo di noi stessi. Se uno ha possibilità 10 deve cercare di dare

12, deve arrivare a toccare le stelle per non rimanere impolverato dal terreno.” Un avviso ai naviganti? Un

congedo per Daniele De Rossi che secondo molti starebbe meditando l’addio? Un messaggio all’ambiente

massmediatico? L’interpretazione è libera. Di sicuro il mister non è disposto a fare 0 a 0 e l’incontro-scontro

con i tifosi a colpi di striscioni sta lì a testimoniarlo proprio in questi giorni.

Claudia Demenica

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Primarie Napoli, quei silenzi sulle urne. OTTAVIO RAGONE*

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Pesano sulla consultazione il silenzio sulle scandalose “parlamentarie” a Salerno e l’inchiesta di Casavatore sulle infiltrazioni criminali nel Pd

Le primarie parlano e domenica si capirà cosa dicono.

Attirano ancora dopo inchieste e scandali? Restano un valido strumento di selezione o hanno smarrito lo spirito originario, che mobilitò nel 2005 quattro milioni e 300mila italiani per scegliere Prodi come candidato premier? Festa di popolo democratico o stanca mobilitazione di apparato? Napoli aspetta molte risposte. Le primarie, oltre al nome del candidato sindaco, diranno se il centrosinistra conta ancora in città, se riesce a mobilitare gli elettori. Se, in una parola, l’area riformista può competere all’elezione del sindaco, senza lasciare completamente il campo a de Magistris, ai Cinque Stelle e alla destra. Il Pd ha fissato a 30mila votanti la soglia di partecipazione giudicata soddisfacente. Molti meno dei 45mila delle disastrose primarie del 2011. Al di sotto dei 30mila sarà un pessimo segnale, a 20mila un flop. Alla eventuale crescita degli elettori viene collegato anche l’esito. Nel Pd si ascoltano ragionamenti di questo genere. Se l’area si espande molto oltre la soglia dei 30mila, coinvolgendo una fascia più ampia di popolazione, Antonio Bassolino potrebbe trarne vantaggio, beneficiando di una spinta civica e di una maggiore popolarità. Altrimenti potrebbe avere la meglio Valeria Valente, perché la maggioranza del partito è con lei. Naturalmente sono valutazioni sulla carta, perché il nodo vero, che sfugge a qualsiasi sondaggio e forse perfino al diretto interessato, è quanto resiste ancora l’antico legame tra Bassolino e i napoletani, dopo le tempeste politico-giudiziarie e gli anni dell’isolamento.

Il grado di partecipazione e la scelta del candidato consentiranno anche di rendere più precisi e credibili i sondaggi. Quelli fin qui emersi assegnano a de Magistris un consenso probabilmente sovrastimato, anche perché realizzati senza il candidato dei Cinque Stelle, senza quello del centrosinistra e con il centrodestra ancora fermo. Un’area che – almeno finora – si identifica in Gianni Lettieri più per l’iniziativa personale dell’imprenditore che per convinta spinta politica. Più probabile, allo stato dei fatti, una quadripartizione del consenso elettorale tra sindaco, Cinque Stelle, centrosinistra e centrodestra, in un quadro di forte astensionismo. Il fatto stesso che per il sindaco si profili il ballottaggio non è un buon segnale: chi ha ben governato dovrebbe mandare a gambe all’aria gli avversari fin dal primo turno.

Domenica lo scenario sarà più chiaro. Oltre ogni calcolo, però, queste primarie a Napoli raccontano anche il pessimo stato di salute del Pd, un partito che dialoga assai poco con la città. Il disastro del 2011 poteva essere l’occasione per risalire la china con una forte e credibile opposizione al radicalismo del sindaco, ma ciò non è accaduto. Ora Zapata ora Che Guevara, de Magistris si è preso tutta la scena.

Le primarie stesse potevano rappresentare un’occasione di dialogo sia pure tardivo con l’opinione pubblica, ma sono cadute quasi esclusivamente sulle spalle dei 4 candidati. Appena 25 manifesti giganti affissi in città per ricordare che domenica si vota. Una campagna sul web partita con decisione soltanto negli ultimi giorni. I seggi ridotti da 83 a 78 per il timore di brogli, il fantasma del 2011 che ha costretto il Pd a parlare più della “App” per evitare scandali, che del programma.

La “App”. Iniziativa apprezzabile e molto di moda. Tuttavia coperta dal fragoroso silenzio su ben altri imbrogli, per esempio quelli avvenuti a Salerno nel 2012 per scegliere i candidati al parlamento. Si contarono più voti dei votanti, alle “parlamentarie” prepagate addirittura con le monetine del Bingo. Di fronte a questa vergogna hanno taciuto il Pd e il governatore Vincenzo De Luca. Il silenzio non fa bene alle primarie. Non fa bene l’inchiesta su politica e camorra a Casavatore, che descrive un Pd permeabile alle infiltrazioni criminali, dominato da bande e gruppi di potere. Desolante. Quanto peserà Casavatore sulle urne di domenica? Queste votazioni hanno senso se sono uno strumento a prova di brogli dentro un quadro di regole certe, altrimenti si trasformano in una resa dei conti nel centrosinistra e nulla più. Le primarie parlano: ma cosa diranno domenica?

*larepubblica

Libia, liberati i due italiani ancora in mano all’Isis

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Gino Pollicardo e Filippo Calcagno sarebbero in buone condizioni di salute

Sono stati liberati questa mattina a Sabratha i due operai italiani ancora in mano all’Isis. Lo riferiscono fonti locali. Manca ancora la conferma ufficiale, ma il figlio di Pollicardo avrebbe confermato la liberazione del padre: «È finita, è finita». La moglie Ema Orellana in lacrime ha detto: «L’ho sentito al telefono». Secondo le prime notizie Gino Pollicardo e Filippo Calcagno sarebbero in buone condizioni di salute.

I due ostaggi liberati in Libia: “Stiamo bene, speriamo di tornare a casa”

Gino Pollicardo e Filippo Calcagno

Pollicardo e Calcagno erano stati rapiti in Libia nel luglio del 2015 insieme a Fausto Piano e Salvatore Failla, rimasti uccisi mercoledì a Sabratha, a ovest di Tripoli.

Il Sabratha Media Center ha pubblicato la foto dei due italiani appena rilasciati e un messaggio di Pollicardo: «Siamo psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia». Giallo sulla data: sul biglietto c’è scritto «oggi 5 marzo».

«Sono vivi»  

Solo ieri il sottosegretario con delega all’Intelligence Marco Minniti, citando informazioni degli 007 sul terreno, aveva assicurato che i due italiani «sono vivi». E questa mattina il presidente del Copasir, il senatore leghista Stefano Stucchi, ha detto ai microfoni di Rai News 24: «È arrivata la notizia anche a me (della liberazione dei due ostaggi italiani, ndr), ma devo ancora confermarla con l’intelligence». E ha aggiunto: «Avevamo sempre detto che l’importante era riportarli a casa vivi».

Chi sono i due ostaggi  

Entrambi dipendenti della Bonatti di Parma Gino Pollicardo, ha 55 anni, è sposato con due figli, Gino Junior e Jasmine, è ligure e vive a Fegina, nella parte nuova di Monterosso, nelle Cinque Terre, in provincia della Spezia. Un tecnico eccellente, conteso dalle imprese internazionali, dal carattere serio, affidabile e mite. Il collega Filippo Calcagno, è di Piazza Armerina (Enna), ha 65 anni, ed ha girato il mondo come tecnico Eni prima di lavorare per la Bonatti. È sposato e ha due figlie.

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Questo Napoli di Sarri ricorda quello di Benitez: troppi gol subiti

La Gazzetta dello Sport scrive: “Nuovo anno, problemi vecchi. Il Napoli di Sarri sembra essersi trasformato, difensivamente parlando, nel Napoli di Benitez. Tredici partite nel 2016 e tredici gol al passivo, soltanto due gare (contro Lazio e Carpi) senza subire reti. Qualcosa è cambiato, in peggio, rispetto alla fine del 2015. I numeri sono chiari: in sei delle ultime nove sfide di campionato, tra fine ottobre e la sosta natalizia, Reina era rimasto imbattuto. Cosa è accaduto dunque alla retroguardia azzurra che sembrava un bunker? Albiol e compagni hanno accusato qualche passaggio a vuoto dal punto di vista mentale: contro Frosinone, Empoli, Sassuolo e Sampdoria ci sono stati semplici cali di concentrazione, con la Juventus invece un pizzico di sfortuna si è rivelata determinante. A preoccupare Sarri, però, sono le reti subite a difesa schierata (come contro il Milan) o sui calci piazzati (come a Firenze). Il Napoli marca a zona perché non ha grandissima fisicità ed ogni tanto va in sofferenza sui palloni alti (era già capitato a Bologna con Rossettini)”.

Vinicio: “Sono rimasto commosso da un gesto di Sarri”

Luis Vinicio ha parlato a Il Mattino:

Napoli squadra da scudetto?«Lo dice il campionato. L’attacco del Napoli è superiore».

La difesa, no.«I difensori della Juve si conoscono da tempo, sono affiatati, hanno la cattiveria giusta e spesso gli arbitri sorvolano sui falli bianconeri, questo dà sicurezza ai difensori. Mi sta piacendo molto Koulibaly».

Quale suggerimento darebbe a Sarri?«Continuare per la sua strada. È stato molto gentile nell’invitarmi a Castelvolturno. Sono rimasto commosso. Mi hanno commosso i giocatori che hanno voluto salutarmi uno per uno».

FOTO – Peppe Iodice al Teatro Cilea…con tre azzurri!

Grande affluenza al Teatro Cilea di Napoli per lo spettacolo di Peppe Iodice. Tra gli spettatori, c’erano tre giocatori del Napoli: Jorginho, Grassi e Luperto. Insieme agli azzurri c’era anche Decibel Bellini, voce ufficiale dello stadio San Paolo.

Allegri: “Vi spiego come avrei fatto giocare Hamsik nella Juve”

Al Corriere dello Sport, Massimiliano Allegri ha parlato anche del Napoli e di Marek Hamsik: “Ha la possibilità di fare tante vittorie, dobbiamo state attenti e pensare partita per partita: vinciamo la prossima e ce ne sarà una in meno…”

Su Sarri: “E’ stato molto bravo a scegliere un sistema di gioco capace di esaltare la qualità del Napoli. Ottima l’intuizione di schierare Hamsik mezz’ala. E’ molto bravo. Avrebbe giocato così anche nella mia Juve”. 

Sul fatturato: “Ci sono statistiche che ne svelano l’incidenza: in semifinale di Champions, Real, Barcellona e Bayern arrivano sempre. Detto questo, il calcio è l’unico sport dove il più debole può battere il più forte: ci sono altri fattori, altrimenti il Leicester non sarebbe lassù in Premier. La verità è che tutto si usa quando ci fa comodo…”. 

Sulla corsa scudetto inserisce anche la Roma: “La Roma ha la possibilità di realizzare un filotto, le può vincere tutte da qui alla fine: la qualità dei giocatori è eccellente e Spalletti ha trasmesso un’idea di gioco diversa. Potenzialmente può arrivare a 86 punti, potrà sfruttare gli scontri diretti”.

Ionita vuole il Napoli, fissato un patto col Verona

Napoli-Ionita, affare possibile, come riferisce Il Corriere dello Sport, il club partenopeo continua a restare vigile sul centrocampista dell’Hellas Verona. Il giocatore non vede l’ora che arrivi l’estate, il suo contratto è in scadenza nel 2017, ma ha concesso un’opzione per il 2018 a patto che ci si adegui ai suoi desideri qualora arrivasse una telefonata da Castel Volturno. Un calciatore che rispecchia i parametri societari: sufficientemente giovane, con ingaggio in linea e tatticamente versatile. La società veneta ha già fissato il prezzo.

Napoli-Chievo, tre ballottaggi e una novità per Sarri

La Gazzetta dello Sport pubblica le probabili formazioni di Napoli-Chievo. Maurizio Sarri punta sui titolarissimi, in campo solo Vlad Chiriches al posto dello squalificato Raul Albiol. Tre i ballottaggi: Callejon-Mertens, Insigne-Mertens e Allan-David Lopez. Maran si affida al 4-3-1-2. Davanti a Bizzarri la linea a quattro sarà composta da. Cacciatore, Dainelli, Cesar e Frey. A centrocampo Rigoni, Radovanovic e Castro. Birsa trequartista alle spalle di Meggiorini e Pellissier.