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Russia, tre attentatori si fanno esplodere a Stavropol: nessuna vittima

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                                         Russia, attentato a Stavropol

  RUSSIA *, gli uomini hanno attaccato una stazione di polizia. Notizie discordanti sulla presenza di un quarto uomo

RUSSIA *, MOSCA  Tre attentatori hanno attaccato una stazione della polizia facendosi esplodere nella regione di Stavropol *, nella Russia meridionale. Secondo le prime informazioni riferite da Ria Novosti, non ci sarebbero né morti né feriti al di là degli assalitori.

Stando a quanto riferito a Interfax da una fonte locale, “alle 10 del mattino si sono registrati degli scontri presso la stazione di polizia distrettuale e i kamikaze hanno cercato di penetrare nella struttura ma non ci sono riusciti: tre di loro si sono fatti esplodere poco distante dall’edificio”. Secondo quanto riferito dalla Tass, gli assalitori sono stati invece “liquidati” dalla polizia.

L’identità degli assalitori – non è chiaro se fossero tre o quattro in tutto: le prime notizie parlavano di un quarto uomo ucciso dalla polizia – non è ancora nota. A Stavropolye, cittadina della regione del Caucaso settentrionale dove sono avvenuti gli attacchi, è stata lanciata un’operazione anti-terrorismo.

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NOTE:

* Russia
La Federazione Russa, chiamata comunemente Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia, il più vasto stato del pianeta con una superficie di 17 098 242 km².
Capitale: Mosca
Presidente: Vladimir Putin
* Stavropol’ Città in Russia
Stavropol’ è una città della Russia sud-occidentale, centro amministrativo del Kraj omonimo. La sua popolazione, nel 2015, era di 425.853 abitanti.

* Ria Novosti
L’agenzia di informazione russa Novosti, conosciuta con il nome in inglese RIA Novosti, e originariamente in russo Rossijskoe Agentstvo Meždunarodnoj Informacii Novosti, è stata l’agenzia di stampa di Stato russa con sede a Mosca.
Sede: Mosca, Russia
Fondazione: 24 giugno 1941

Interfax
L’Interfax è un’agenzia di stampa russa, non-governativa, con sede a Mosca, una delle principali della Russia dopo il collasso dell’Unione Sovietica.
CEO: Mikhail Komissar
Fondazione: 1989

Salvini contro Mattarella: “Non mi pento, non mi riconosco in lui”

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                                             Salvini Matteo

  Salvini, leader della Lega Nord: “È un Presidente che non difende gli italiani ed il loro lavoro”. E lancia la sfida: “Mi denunciano? Non me ne può fregar di meno”

ROMA – Dopo il duro attacco a Sergio Mattarella e le critiche ricevute dalle varie forze politiche per aver travisato le parole del Capo dello Stato, Matteo Salvini insiste e dice di non essere affatto pentito: “Il Presidente degli italiani, che tale non mi sembra – ha spiegato intervenendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro –  prima di parlare di frontiere e confini aperti dovrebbe difendere la sua gente ed il lavoro della sua gente. Non mi riconosco in lui”.

Come se nulla fosse successo, il capo del Carroccio torna sul tema dei migranti e delle frontiere e ribadisce le sue accuse al Presidente, che invece nel suo discorso si riferiva al vino (video) e al valore dell’export italiano nel settore agroalimentare: “Per me non cambia nulla – si ostina Salvini – Le frontiere e i confini ci sono, tutti li difendono, l’Italia no. Parlo anche dell’ingresso quotidiano di tonnellate e tonnellate di schifezze che arrivano dall’altra parte del mondo: riso pesce, latte, carne, arance, pomodori, che arrivano sulle tavole degli italiani mandando al disastro il lavoro dei nostri allevatori e agricoltori”.

“Non sono assolutamente pentito, anzi – prosegue – Se certi politici facessero due passi tra la gente, parlando con un disabile che prende trecento euro al mese, quando un immigrato ne costa mille, parlando con una vittima della legge Fornero, o con un commerciante rovinato dalla riforma di settore, altro che passeggiate chiacchierone al Vinitaly. Qui c’è una politica lontana dalla vita di tutti i giorni degli italiani”.

“Io ho le spalle larghe – conclude – Se qualcuno mi denuncia non me ne può fregar di meno. Nel mio piccolo difendo i diritti e gli interessi dei cittadini italiani che potenti non sono”.

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CONSTANTIN UDROIU, UN ESPRESSIONISTA “BIZANTINO”

                                                  CONSTANTIN UDROIU

CONSTANTIN UDROIU, affrescoExpozitia lui Constantin Udroiu, un mare pictor roman ,”Academia Romana” la Roma. Il vernissage joi 14 aprilie la orele 18 in prezenta, Ambasadorilor romani in Italia.

Un omagio in onoarea marelui artist roman decedat in 2014.Constantin Udroiu iubea si stima Abruzzo un mare prieten da la Aquila  unde avea importante expozitii din 1985-1989-2000.

Una nota sulla Mostra retrospettiva di Constantin Udroiu all’Accademia di Romania, in Roma. Il vernissage giovedì 14 aprile alle ore 18, presenti gli Ambasciatori di Romania in Italia e presso la Santa Sede.
Un tributo in onore al grande Artista d’origine rumena, scomparso nel 2014. Constantin Udroiu è stato un estimatore dell’Abruzzo e un grande amico dell’Aquila, dove ha tenuto importanti mostre nel 1985, nel 1989 e nel 2000.

All’Accademia di Romania la Mostra retrospettiva in onore di CONSTANTIN  UDROIU, il grande Artista scomparso due anni fa.

“Una musica da vedere: tra sacro e profano” – Roma, 14 – 24 aprile 2016

ROMA – Si apre a Roma giovedì 14 aprile, alle ore 18, all’Accademia di Romania in Piazza José de Martin 1, la retrospettiva del maestro Constantin Udroiu (1930-2014): Una musica da vedere. Tra sacro e profano. L’esposizione, che resterà aperta fino al 24 aprile, è un omaggio alla memoria del grande Artista, uno degli intellettuali rumeni che in Europa ha rappresentato al meglio la cultura del suo Paese d’origine.

All’inaugurazione della mostra interverranno S.E. Dana Constantinescu, Ambasciatore di Romania in Italia, S.E. Bodgan Tataru-Cazaban, Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, il prof. Mihai Barbulescu, direttore dell’Accademia di Romania in Roma. La presentazione critica dell’esposizione è affidata ai prof. Dan Pineta e Claudio Zambianchi. L’evento, promosso dall’Accademia di Romania e dall’Associazione Nikopeia, ha il patrocinio delle Ambasciate di Romania in Italia e presso la Santa Sede, dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna e della Municipalità di Fara in Sabina.

Il titolo racchiude i termini del percorso seguito dall’Artista in decenni di attività appassionata. Legato alla tradizione dell’arte sacra rumena – dalle icone su legno e vetro agli affreschi monumentali – Constantin Udroiu è insieme artista contemporaneo che trova la sua cifra nel tratto pittorico e in esplosivi accordi coloristici. Infatti da un lato egli stesso si dichiarava espressionista, dall’altro i critici hanno parlato del “concerto” dei suoi colori come “musica da vedere”. Constantin Udroiu affianca alla pittura sacra e profana una straordinaria produzione di grafica. Anche in questo campo è un Maestro completo: disegnatore, incisore e stampatore, lascia una serie rilevante di xilografie e incisioni ad acquaforte e acquatinta che contribuiscono a definirlo artista dallo spessore rinascimentale. Questo nell’Arte il suo Credo: Considero il Bizantino Rumeno come il principale punto di partenza per un pittore rumeno. L’arte senza un obiettivo è un postulato illusorio che non accetto. La metafora si sostituisce alla concretezza nell’ordine delle astrazioni, è lo strumento che riflette istantaneamente il concreto.

Sull’arte di Constantin Udroiu saggisti e critici d’arte, un lungo elenco, hanno scritto annotazioni e recensioni di rilevante interesse. Una messe di giornali e riviste, in Italia e all’estero, hanno decritto nel corso degli anni la sua arte e raccontato le sue mostre, sempre cenacoli di dialogo tra culture. Sarebbe lungo darne conto. Tuttavia, credo che questo lacerto d’una presentazione critica di Lorenzo Renzi riesca a dare, sinteticamente, il senso del valore e la profondità dell’arte di Constantin Udroiu. “[…] Per il modo in cui dipinge – ha scritto Lorenzo Renzi, in una sua nota critica – Constantin Udroiu si avvicina, per sua stessa ammissione, agli Espressionisti tedeschi (Marc, Macke, Kirchner, ecc.). Da loro Udroiu riprende i colori dissonanti, puri, fortemente irrealistici. Il nero (con il blu) serve a rilevare le sagome delle figure. A differenza che negli Espressionisti tedeschi, il disegno in Udroiu resta accurato, frutto della fedeltà alla scuola: le pareti non vacillano, i campanili non si abbattono sui campi di grano. Per chi conosce poi la pittura rumena della prima metà del Novecento, è chiaro che per la pittura di Udroiu non contano solo gli Espressionisti tedeschi, ma che ci sono in lui anche gli echi di Luchian, Tonita, del grande Tuculescu. La scuola di Constantin Udroiu è stata la scuola di arte sacra fondata dal grande storico e uomo politico Nicolae Iorga, in Romania negli anni ’20, con l’idea di mantenere in vita la tradizione dell’arte ortodossa di origine bizantina, in particolare quella dell’affresco. Constantin Udroiu, quando può, fa rinascere in Italia quell’arte che aveva imparato, e che forse è rimasto l’ultimo a conoscere. A Benevento, a Matera, ad Airola, a Vitulano, a Faicchio, ecc., gli sono state affidate grandi pareti di chiese, chiese cattoliche naturalmente, da coprire di affreschi. E’ fedele ai canoni pittorici bizantini (li rispettavano ancora Giotto e Simone Martini). La sua pittura religiosa, – conclude Renzi – ancorata alla tradizione, vince spesso la scommessa di riuscire nel suo impegno artistico ed evocativo, scommessa difficilissima come si sa, perché l’arte moderna sembra sia altrettanto inevitabilmente profana quanto quella del passato era religiosa. Se Constanti Udroiu fa eccezione, lo si deve ancora una volta alla fedeltà alle sue origini. Constantin Udroiu, rumeno di Roma, ma anche e soprattutto rumeno di Romania”. Molto significativa ed illuminante la testimonianza che ci ha rilasciato Luisa Valmarin Udroiu, già direttore di Dipartimento di Studi Romanzi all’Università di Roma “La Sapienza” e moglie dell’Artista, e che qui di seguito, con il suo consenso, pubblichiamo.

«Ho conosciuto Constantin nel marzo 1975 a Parigi, dove ero andata per seguire alla Sorbona un convegno sul poeta Mihai Eminescu. Da allora non ci siamo più lasciati. Le nostre vite si sono intrecciate portando a ciascuno di noi gli interessi dell’altro, fino ad una totale compenetrazione di pensieri, ideali, aspirazioni. Non abbiamo avuto una vita facile: le nostre attività, artistica la sua, universitaria la mia, ci hanno spesso separato fisicamente ma, per contro, ci hanno straordinariamente avvicinati sul piano spirituale. Così, Constantin ha da sempre condiviso gli interessi dei miei studi, attraverso cui riusciva a vivere ancora immerso nella sua cultura di origine e nelle pieghe di una letteratura di cui era straordinario conoscitore e degustatore. Fin dall’inizio mi ha accompagnata a convegni e congressi grazie a cui poteva stabilire e mantenere un rapporto vivace e brillante con le personalità, talora di grande rilievo, con cui entrambi avevamo l’occasione di venire in contatto. Allo stesso tempo, ho cominciato – quando mi era possibile – ad accompagnarlo alle mostre accanto alle quali, spesso, organizzava per me delle conferenze attraverso cui presentare la letteratura ed il folklore rumeno ad un pubblico per il quale, negli anni ’80-’90, la Romania era ancora un paese lontano, non ben definito…

In tal modo, le nostre vite hanno preso a intrecciarsi anche al di fuori del piano strettamente affettivo e familiare. Constantin è diventato un collaboratore prezioso e insostituibile anche nella mia vita accademica: sempre vicino a me e alla mia cattedra nell’organizzare convegni, realizzando splendide xilografie come locandine o come copertine per Romània Orientale, la rivista della cattedra. Si è fatto coinvolgere dalla sua passione per la letteratura fino a realizzare in xilografia un centinaio di ritratti di scrittori e artisti rumeni che ha esposto globalmente nel dicembre 1998, in quella che è stata l’ultima attività realizzata da Marian Papahagi come direttore dell’Accademia di Romania in Roma. Non saprei parlare della sua arte se non per dire che i colori smaglianti e assolati dei paesaggi italiani hanno riempito i suoi occhi per trasferirsi in quadri vigorosi e brillanti, quasi frutto del suo “sentirsi” sardo o abruzzese, come gli amici più cari, Nicola e Goffredo; del suo sentirsi figlio del sud, di quel sud che ha conosciuto e amato come il proprio paese e in cui con le sue opere monumentali ha lasciato il ricordo vivo del suo passaggio.

Non saprei parlare della sua arte se non per dire che l’ha sempre vissuta come parte di sé attraverso cui far decantare il dolore di una vita di sofferenza: la dura detenzione subita in gioventù e poi, una volta tornato in libertà, il conseguente disprezzo alternato all’invidia dei suoi confratelli in Romania; la lacerazione del distacco dalla famiglia, dalle sue bambine, dagli amici, dalla patria; la difficoltà di imporre la propria arte in un paese estraneo e non di rado respingente, senza compromessi o deviazioni dai propri principi, etici e artistici. Anni e anni di lotte e solitudine, ma anche di straordinaria forza vitale, ottimismo e soprattutto generosità. Così, i suoi ricordi diventavano il racconto di una vita impagabile, nel bene e nel male: dalle memorie sconvolgenti di quando parlava di Aiud o Poarta Alba agli episodi giovanili, avventurosi come quando accompagnava Gh. Vanatoru a realizzare affreschi monumentali. Del resto, la passione per la pittura sacra monumentale, di cui aveva imparato a padroneggiare la tecnica proprio grazie agli insegnamenti di Vanatoru, gli ha consentito di realizzare opere di straordinario valore nel centro e nel sud dell’Italia, di quell’Italia dove la tecnica della pittura “a fresco” ormai è un ricordo del passato. È una serie di affreschi sacri e profani che culminano in due opere maestose: la Sagra del maggio, antichissima festa popolare immortalata sulla facciata del Comune di Accettura in Basilicata, nel 1976-7, e l’Ultima cena dipinta nel Seminario nuovo di Benevento e inaugurata dal papa Giovanni Paolo II nel 1990. La sua arte, dalla pittura all’incisione, si è parallelamente espressa ai massimi livelli anche nelle innumerevoli icone su legno, realizzate in perfetto stile bizantino, e nelle non poche icone su vetro, di stile popolare sì, ma da cui ha derivato una pittura profana particolarmente raffinata che è divenuta una delle cifre che caratterizzano il suo stile.

Il suo entusiasmo, la sua gioia di vivere, malgrado tutto, la sua generosità lo hanno spinto a creare una scuola di pittura perché quanto aveva scoperto e sperimentato in tanti anni di lavoro non andasse disperso, ma venisse utilizzato e messo a frutto da altri più giovani e meno esperti. Così è nata la Scuola Nikopeia che Constantin chiamava “Fucina d’arte” dove a studenti giovani e meno giovani, oltre che a bambini, ha gratuitamente insegnato le tecniche della pittura e della xilografia lasciando un tesoro di suggerimenti e insegnamenti. La malattia lo ha colto mentre preparava una mostra in omaggio all’Umbria che intendeva portare a Perugia e che provvisoriamente è stata esposta all’Accademia di Romania a Roma nel dicembre 2013. Pochi mesi dopo la sua scomparsa, grazie all’amicizia e all’interessamento di Bogdan Tataru Cazaban, ambasciatore presso la Santa Sede, che ha coinvolto il cardinale Bassetti, arcivescovo di Perugia, la mostra si è aperta nel Museo della Cattedrale, realizzata come l’aveva progettata Constantin: con le sue opere e quelle degli studenti più avanzati della sua Fucina d’arte. Si è concluso così il ciclo della sua attività, ma non la vitalità della sua arte che resta come eredità preziosa per le nuove generazioni in Romania e in Italia, ambedue sue patrie, ugualmente amate e consacrate nella sua pittura».

Costantin Udroiu era nato a Bucarest il 3 febbraio 1930. Intellettuale di spicco della Romania, insegnava all’Università di Bucarest quando, nel 1954, venne arrestato dal regime comunista per dissidenza politica e condannato. Era un testimone vivente dei princìpi di libertà e di democrazia, affermati e pagati a caro prezzo con una condanna a 22 anni di prigione, sofferti con un decennio di dura carcerazione, fino al 1964, quando venne rilasciato a seguito del nuovo clima politico nei Paesi d’oltre cortina, dopo il XX Congresso del PCUS. Giunto in Italia per la sua prima mostra all’estero, nel 1971 a Sassari, inaugurata dall’allora Presidente della Camera Sandro Pertini, restò nel nostro Paese girando in lungo e largo le vie dell’arte bizantina, specie nel Meridione. Intensa la sua frequentazione dell’Europa – Svizzera, Francia, Spagna, Grecia, Olanda, Portogallo – dove ha portato con grande successo la sua produzione artistica ma anche la competenza accademica, partecipando a seminari e convegni promossi da prestigiosi atenei con proprie comunicazioni. Gran maestro dell’arte bizantina, Constantin Udroiu è stato uno dei più fecondi Artisti della diaspora romena che ha mantenuto nella sua opera un luogo centrale all’icona bizantina e alla propria romenità. Tra le sue mostre personali, oltre 200, moltissime in Italia – nel 1985 a L’Aquila la sua 99^ mostra, al Castello cinquecentesco, memorabile -, le più significative all’estero sono state a Parigi, Lutry, Avignon, Amsterdam, Bordeax, Carpentras, Atene, Barcellona, Lisbona e, dopo la caduta del regime comunista in Romania, a Targoviste e Cluj Napoca. Le sue opere sono esposte nei musei di molte città in Romania, Francia, Portogallo e Italia, e in numerose collezioni pubbliche e private in diversi Paesi del mondo. La Romania democratica lo ha risarcito con una rilevante considerazione artistica e personale, manifestata con la presenza dell’Ambasciatore in tutte le mostre che ha tenuto in Italia. Era membro del Senato dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna.

Da alcuni anni Constantin Udroiu, era andato da Roma a vivere in Sabina, a Passo Corese (Rieti), dove in collaborazione con il Comune aveva aperto la Scuola Nikopeia, centro di formazione artistica senza scopi di lucro dove il Maestro ha insegnato gratuitamente le tecniche pittoriche ad una sessantina di allievi. Fino alla scomparsa, avvenuta a Roma il 26 marzo 2014. Ma la Scuola Nikopeia ha continuato e continuerà a vivere, con l’impegno degli allievi della sua bottega d’arte. Grande emozione ha destato in Romania la scomparsa dell’Artista, nel mondo culturale ed accademico. Tanto che una grande Mostra di opere grafiche – xilografie, incisioni ad acquaforte e acquatinta – si è tenuta nel Museo Etnografico di Cluj Napoca, in Transilvania, dal 15 al 30 ottobre 2015 per ricordare l’Artista insigne e l’intellettuale illuminato. Dunque, anche questo importante evento presso l’Accademia di Romania si connota come un forte tributo d’onore dell’Artista della sua terra natale. Constantin Udroiu è stato un grande amico dell’Aquila, dove aveva tenuto importanti esposizioni: la prima volta nel 1985, con la sua 99^ mostra nella Sala Elephas del Castello Cinquecentesco, poi una mostra nel 1989 a Paganica (L’Aquila) per inaugurare il Centro Civico, una terza all’Aquila a Palazzo Antonelli Dragonetti, nel 2000. Ma anche altre importanti esposizioni aveva tenuto in Abruzzo: all’Annunziata di Sulmona, al Castello Piccolomini di Capestrano, al Centro civico di Villetta Barrea. La grande icona “Madonna dell’Amore”, donata nel 1985 dall’Artista al Comune dell’Aquila, ha illuminato con il suo oro zecchino la Sala della Giunta di Palazzo Margherita d’Austria fino a quel tragico 6 aprile del 2009.

vivicentro.it-terzapagina / CONSTANTIN UDROIU, UN ESPRESSIONISTA “BIZANTINO” di Goffredo Palmerini

Le Procure e la guerra dei vent’anni M. SORGI

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Le Procure e la guerra dei vent’anni MARCELLO SORGI

PROCURE  Tra caso Regeni e crisi diplomatica con l’Egitto, riforme istituzionali al passaggio finale alla Camera, trattative con Bruxelles sul Def (documento di programmazione economica) e referendum sulle trivelle domenica prossima, si apre oggi per Renzi una settimana molto dura, dopo quelle in cui il governo s’è trovato tutto insieme alle prese con il caso Guidi e l’inchiesta sul piano petrolifero della Basilicata.

Una singolare coincidenza ha voluto che l’elezione del nuovo vertice dell’Anm, sindacato dei magistrati, coincidesse con lo scontro più aspro tra Renzi e le toghe.

Per aver criticato il modo di agire dei pm di Potenza, la somministrazione a rate di verbali di intercettazioni riguardanti, prima una ministra, poi un’altra e un altro ancora, per aver chiesto che il lavoro delle indagini si svolga con le necessarie cautele, senza mettere in discussione programmi e obiettivi del governo, Renzi è stato accusato di aver attaccato la magistratura né più né meno come faceva Berlusconi. E il nuovo presidente dell’Anm Pier Camillo Davigo, nome-simbolo, già componente dello storico pool di Mani Pulite, appena eletto, ha messo le mani avanti rispetto all’eventualità che l’esecutivo voglia ridare impulso alla riforma delle intercettazioni, attualmente bloccata al Senato.

Quella tra politica e magistratura, si sa, è una guerra che si trascina da più di un ventennio: da quando, appunto, fu svelata, proprio dal gruppo di magistrati di Milano, guidati dal procuratore Saverio Borrelli, di cui facevano parte Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e lo stesso Davigo, la rete di corruzione avviluppatasi attorno alla Prima Repubblica, e che ne determinò la caduta. A oggi, un giudizio storico condiviso su quell’esperienza non è stato raggiunto: perché se fu giusto perseguire le trame affaristiche che arrivavano ai vertici dei partiti e dello Stato, i metodi con cui l’obiettivo fu raggiunto e gli scivolamenti, in alcuni casi, nel fare di tutta l’erba un fascio, in seguito hanno dato luogo a numerose critiche e a frequenti interrogativi rimasti aperti. Inoltre la corruzione, in Italia, non s’è certo fermata, ed anzi in un certo senso è peggiorata, talvolta perfino a discapito della politica. Una riforma complessiva della giustizia è stata tentata e mai realizzata lungo questi oltre vent’anni, in tutte le legislature dal ’94 a oggi. La resistenza dei giudici fuori e dentro il Parlamento, quella di politici che a destra e a sinistra hanno trovato conveniente fiancheggiare il giustizialismo, e, da ultima, l’ondata populista che mira a dimostrare la pretesa che la politica sia di per sé corrotta, ne hanno impedito fin qui un serio e sereno esame. In quest’ambito, è evidente, assimilare Renzi a Berlusconi serve a chiudere ogni discorso in materia prima ancora che possa essere riaperto. Sebbene sia fuor di dubbio che esista una differenza tra i due.

Berlusconi infatti protestava contro i giudici che lo perseguivano per le sue attività di imprenditore, precedenti alla sua discesa in politica. Lo faceva, spesso, esagerando e forzando la mano, come quando faceva approvare in Parlamento le cosiddette «leggi ad personam», scritte dai suoi avvocati per bloccare i processi a suo carico. Ma talvolta, occorre riconoscerlo, aveva ragione, considerando le non poche volte in cui le accuse contro di lui sono cadute.

Renzi invece ha sollevato un’altra questione, che non lo riguarda direttamente e concerne più in generale il rapporto tra politica e giustizia. Per inciso, sulle questioni personali o familiari, sue o di suoi ministri, chiede che si faccia presto a emettere i giudizi, e chi ha sbagliato paghi. Per il resto, vuol sapere dai magistrati se siano in grado di garantire che la giustizia faccia il suo corso, senza bloccare o paralizzare l’azione del governo: come sta succedendo in Basilicata e come ha rischiato di accadere in molte altre circostanze in cui le opere pubbliche hanno dato spunto a inchieste anti-corruzione, cominciate con arresti e diffusione di intercettazioni, e sfociate in interruzioni dei lavori, quando non alla rinuncia ai progetti.

Va detto – e Renzi sa di doverne tener conto – che gli esempi del Mose di Venezia o degli inizi dell’Expo di Milano, per citare due esempi recenti, hanno dato ragione alle procure e hanno visto cadere anche teste importanti, senza distinzione, destra o sinistra, di provenienza politica. Ma l’equazione «appalti uguale corruzione» porterebbe il Paese a una sorta di paralisi che non può più permettersi: su questo, Renzi vorrebbe un segnale dalle Procure. E al di là di qualche passaggio sgradevole che il premier s’è lasciato scappare, la sua posizione verso la magistratura, al contrario di quella dell’ex Cavaliere, ha l’ambizione di essere dialogante. Non avrebbe creato un Autorità nazionale anticorruzione, affidandola a un ex magistrato come Cantone, se non fosse consapevole che la corruzione in Italia ha raggiunto il livello di guardia. Non avrebbe nominato Guardasigilli un ministro cauto come Orlando, se non fosse convinto che la riforma della giustizia dev’essere realizzata anche a prezzo di compromessi con i giudici.

Quel che serve capire, adesso, è se la magistratura ha le stesse intenzioni, o ancora una volta sceglierà di resistere alla volontà riformatrice del governo, chiudendosi al confronto e alzando il fuoco di fila delle inchieste e delle intercettazioni. La scelta di un magistrato prestigioso come Davigo farebbe propendere per la prima ipotesi. Le sue prime dichiarazioni, minimaliste e contrarie a seri cambiamenti in materia di intercettazioni (che peraltro Renzi non vuole, puntando solo a un’autoregolamentazione dei pm), qualche dubbio lo lasciano. Ma sono soprattutto le modalità della sua elezione alla guida dell’Anm a spingere verso il pessimismo. Quale sindacato in Italia eleggerebbe un leader carismatico per un solo anno, facendogli in pratica firmare la lettera di dimissioni prima di insediarsi? Cosa potrà fare l’ottimo Davigo nei dodici mesi in cui potrà appena prendere confidenza con il suo nuovo ruolo? Come potrà accettare, sempre Davigo, eletto a furor di toghe sull’onda della rivolta contro le correnti della magistratura, di esser governato e giubilato in così poco tempo da quelle stesse correnti? Sono queste domande, a cui è difficile trovar risposta, a far temere che la lunga guerra tra politica e giustizia non sia affatto finita. E difficilmente possa trovar pace nel confronto, tutto da costruire, tra Renzi e Il nuovo presidente dell’Anm.

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MotoGP AUSTIN, vince Marquez! Rossi subito fuori insieme a Dovizioso

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                     MotoGP AUSTIN, Marquez sul podio di Austin 2016

Dovizioso è caduto nuovamente questa volta a causa di Pedrosa che lo centra in pieno. Caduta anche per Rossi senza conseguenze. La Ducati sul podio grazie a Iannone.

Sulla pista di AUSTIN il dominio di Marquez è stato assoluto, tutto come ci ha abituati nelle sue gare classiche. Manetta aperta dall’inizio alla fine, ha persino ottenuto giri stratosferici nonostante fosse indisturbato dagli avversari usciti di gara. Lo stesso Lorenzo che ha chiuso la gara al secondo posto ha accumulato un notevole distacco precedendo Iannone della Ducati. Quarta e quinta posizione per le Suzuki di Vinales ed A. Espargaro.

MotoGP Austin 2016
MotoGP Austin 2016

Ancora più distacco per i piloti a seguire, Redding con la Ducati Pramac per il sesto posto, P. Espargaro su Yamaha Tech 3 al settimo posto. Ottavo Pirro con l’altra Ducati Pramac, nono Barbera con la Ducati Avintia. A chiudere la top ten l’Aprilia di Bradl che ha preceduto il compagno di squadra Bautista.

Ritornando ai commenti di gara, è stata una competizione all’insegna delle uscite di pista.

Per iniziare Rossi, dopo essersi distinto al via, ha iniziato ad avere problemi nel tenere il ritmo di gara e retrocedere alla sesta posizione, poi al secondo giro di gara è caduto.

Per Dovizioso la dinamica è stata peggiore in quanto è stato preso in pieno da Pedrosa scivolato nella curva uno. Pedrosa aveva lasciato la moto prima dell’impatto con Dovizioso che per poco non è stato colpito alla gamba.

Una gara che all’inizio sembrava mostrare un agguerrito duello tra i piloti, Marquez al via è stato superato da Lorenzo. Successivamente, dopo aver superato Lorenzo per il primo posto, Marquez ha dovuto difendersi dai nuovi attacchi di Lorenzo e Rossi e dalla Ducati di Dovizioso.  Poi le coso sono cambiate e Marquez ha dato inizio alla sua fuga per il gradino più alto del podio, un dominio incontrastato.

Marquez sul podio di Austin 2016
Marquez sul podio di Austin 2016

Il pilota spagnolo della Honda ha preso margine in classifica arrivando a 66 punti, 21 di distacco da Lorenzo e 29 da Rossi. Per Rossi tutto in salita!

APPUNTAMENTO QUINDI IL 24 APRILE PER IL GP DI SPAGNA (Jerez).

Ordine d’arrivo
1 M. MARQUEZ 43:57.945
2 J. LORENZO +6.107
3 A. IANNONE +10.947
4 M. VIÑALES +18.422
5 A. ESPARGARO +20.711
6 S. REDDING +28.961
7 P. ESPARGARO +32.112
8 M. PIRRO +32.757
9 H. BARBERA +34.592
10 S. BRADL +40.211

Classifica mondiale
1.  Marc Marquez (Spain) Honda       66
2.  Jorge Lorenzo (Spain) Yamaha     45
3.  Valentino Rossi (Italy) Yamaha   33
4.  Pol Espargaro (Spain) Yamaha     28
5.  Dani Pedrosa (Spain) Honda       27
6.  Hector Barbera (Spain) Ducati    25
7.  Andrea Dovizioso (Italy) Ducati 23
8.  Maverick Vinales (Spain) Suzuki  23
9.  Eugene Laverty (Ireland) Ducati  21
10. Aleix Espargaro (Spain) Suzuki   21
11. Andrea Iannone (Italy) Ducati    16
12. Scott Redding (Britain) Ducati   16
13. Bradley Smith (Britain) Yamaha   16
14. Stefan Bradl (Germany) Aprilia   15
15. Alvaro Bautista (Spain) Aprilia  14

vivicentro.it-sport-motori / MotoGP AUSTIN, vince Marquez! Rossi subito fuori insieme a Dovizioso (Roberto Teano)

Le foto di Juve Stabia vs Messina (2-1)

Juve Stabia vs Messina le foto di Emilio D’Averio

Guarda le foto di Juve Stabia vs Messina realizzate dal nostro fotografo Emilio D’Averio, che ci racconta così la vittoria di “rigore” ottenuta dalle Vespe con i peloritani al Menti di Castellammare di Stabia.

Oltre alle azioni del match abbiamo fotografato il pubblico sugli spalti, cerca la tua foto e richiedici l’originale per e-mail:redazione.sportiva@vivicentro.it

Clicca qui per rivedere tutte le foto
La Juve Stabia, dopo il buon punto conquistato ad Andria, cerca la vittoria casalinga contro il Messina. Zavettieri si affida alla formazione tipo, con l’eccezione del solo Favasuli che sostituisce lo squalificato Obodo. Tra i siciliani sono presenti gli ex stabiesi Mileto, Burzigotti e Martinelli. In tribuna anche l’ex D.S. delle Vespe, Pavarese.

Juve Stabia 4-4-2: Russo, Cancellotti, Contessa, Maiorano, Polak, Romeo, Lisi, Favasuli, Del Sante, Nicastro, Diop.

A disposizione di Mister Zavettieri: Polito, Navratil, Atanasov, Carillo, Liotti, Rosania, Izzillo, Carrotta, Grifoni, Gatto, Mascolo, Gomez.

ACR Messina 4-3-3: Berardi, Barilaro, Zanini, Baccolo, Fusca, Mileto, Fornito, Giorgione, Tavares, Vagenin, Scardina.

A disposizione di Mister Di Napoli: Addario, Burzigotti, Martinelli, Russo, Biondo, Masocco, Bossa, Salvemini, Longo.

Fondamentale vittoria per la Juve Stabia di mister Zavettieri. Le vespe, nel match interno contro il Messina, vanno sotto per un gol irregolare di Scardina e ribaltano il match nella ripresa con la doppietta su rigore di Favasuli. Tantissime occasioni sia per i padroni di casa che per gli ospiti, i quali hanno sfiorato il gol dello 0-2 in più frangenti, così come le vespe hanno sfiorato l’1-1 ben prima della doppietta di Favasuli che permette alla Juve Stabia di effettuare una incredibile rimonta dal dischetto.

La Juve Stabia conquista tre punti di capitale importanza in ottica salvezza.

Sabato le Vespe saranno di scena al Mazzella di Ischia in un derby “amico” ma dall’importanza capitale per entrambe le formazioni.

Le foto di Napoli vs Verona (3-0)

La fotocronaca di Napoli vs Verona

Napoli vs Verona, vittoria per i partenopei davanti al pubblico amico, guarda le foto realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci racconta attraverso i suoi scatti la partita del San Paolo.

Davanti a circa 40000 spettatori partenopei il Napoli dello squalificato Sarri vince la gara con il Verona portandosi a -6 dalla Juve che nell’anticipo di ieri aveva vinto con il Milan allo stadio Meazza per 2 a 1, risultato che permette ai partenopei di tenera accesa la fiammella della speranza di agganciare la Juventus al primo posto.

Il Napoli cinico e determinato ottiene questa vittoria dopo una settimana piena di polemiche e nervosismo per le squalifiche inflitte a Sarri ma soprattutto per le quattro giornate comminate a Higuain.

Eccellenza, Real Forio salvezza raggiunta

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Il Real Forio festeggia la salvezza
Il Real Forio festeggia la salvezza

CASALNUOVO. E salvezza fu (finalmente!) per il Real Forio. Obiettivamente un risultato meritato dopo la bella stagione disputata dai biancoverdi, colpevoli forse di un finale di stagione trascorso troppo sugli allori. E non si può dire che l’età media bassissima della squadra di Iovine sia un alibi. Quando si impronta un progetto puntando su tanti ragazzi si sa apriori che l’inesperienza può portare ad avere deli alti e bassi nell’arco di una stagione. Il Real Forio ha esaudito le richieste della società (che voleva una salvezza diretta dopo il play-out dell’anno scorso) con un po’ di ritardo per come si erano messe le cose, ma l’obiettivo è stato raggiunto. Il resto sono chiacchiere. In quel di Casalnuovo gli isolani si impongono 2-0 nei confronti di una squadra che ormai non aveva più nulla da dire a questo campionato. Da segnalare che mister Iovine ha dovuto rinunciare negli ultimi due giorni a due perni fondamentali come Chiaiese e De Felice. Il primo era tra i convocati ma per impegni di lavoro ha dato forfait poco prima della partenza; il secondo è stato vittima di problemi di salute abbastanza importanti da non permettergli di scendere in campo. La partita dei biancoverdi inizia subito con un brivido, perché dopo appena un minuto Scippa mette il pallone di poco a lato con una rovesciata. Il Real Forio è come sempre ben messo in campo e non rischia tantissimo. L’unico spunto degno di nota è al 16’, quando Verde è costretto a compiere un miracolo sul tentativo di Sorrentino. I ragazzi di Iovine si fanno vedere dalle parti di Sollo al 26’ con Gianluca Saurino, ma il portiere respinge. Lo stesso attaccante ex Scafatese colpisce il palo pochi minuti più tardi. Il primo tempo termina sullo 0-0. Nella ripresa il Forio scende in campo con un altro piglio. Iovine cambia e inserisce Guarracino al posto di Gianluca Saurino. Al 64’ gli ospiti passano in vantaggio grazie al gol di Stany Mazzella che con il sinistro buca Sollo. L’inerzia della gara è indirizzata completamente a favore deegli isolani. Poco dopo il vantaggio Mattera si rende pericoloso su una bella azione personale ma viene stoppato al momento del tiro. Al 71’ il solito Mora su punizione sfiora il raddoppio . A quattro minuti dal termine il Casalnuovo se la prende con la sfortuna quando il pallone si stampa all’incrocio dei pali dopo una serie di deviazioni. Gol mancato, gol subito. Il Real Forio parte in contropiede e Guarracino mette il sigillo sulla vittoria e quindi sulla salvezza. In pieno recupero l’arbitro annulla un gol di Caprogrosso che secondo il guardalinee era in offside(da rivedere). Sul 2-0 la partita era in ogni caso già chiusa. Al triplice fischio è finalmente festa per il Forio. La salvezza diretta arriva con una giornata di anticipo in un campionato molto equilibrato in cui non era per nulla semplice affermarsi. Complimenti ai ragazzi, al mister e a tutti coloro che hanno collaborato affinché si arrivasse a questo traguardo. La vittoria e la salvezza sono dedicate al mister Michele Castagliuolo che finalmente può gioire non solo per la salvezza del Forio, ma anche e soprattutto per la fine di un lungo periodo difficile. La festa biancoverde è doppia.
ARDOR CASALNUOVO 0
REAL FORIO 2

CASALNUOVO: Sollo, D’Alise(71’ Amodio), Giannino (64’Gallinaro), Romano (74’ Frallicciardi), Cerbone, Capogrosso, Pelliccia, Siciliano, Scippa, Napoletano, Sorrentino G. (In panchina Severino, Amoroso, Raspaolo, Laudando). All. Castaldo
REAL FORIO: Verde, Mattera, Mora, Iacono, De Giorgi, Di Dato, Fanelli, Di Spigna (84’ Di Costanzo), Saurino G. (58’ Guarracino), Saurino C. (79’ Conte), Mazzella S. (In panchina Mazzella C., Sorrentino R., Ruggiero, Arcamone). All. Iovine
ARBITRO: Vitale di Avellino (ass. Pizzoni di Frattamaggiore e Gallo di Avellino)
RETI: 64’ Mazzella S., 87’ Guarracino
NOTE: Ammoniti Cerbone e Napolitano (C)

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Messina 2 -1

Con una incredibile rimonta dal dischetto, la Juve Stabia conquista tre punti di capitale importanza in ottica salvezza. Decisiva la doppietta di Favasuli.

PODIO
Medaglia d’oro: a Francesco Favasuli, che con la sua doppietta consegna alla Juve Stabia tre punti fondamentali. Nella conferenza stampa di ieri avevamo chiesto a Zavettieri se in questo finale di stagione si aspettasse qualcosa in più dagli uomini di esperienza, in primis da Favasuli. Il capitano risponde alle attese, nostre e del tecnico calabrese, con una grande prestazione in grado di tirare fuori la Juve Stabia dalle sabbie mobili sempre più profonde in cui era incappata la squadra. La ripresa di Favasuli è di altissimo livello e non solo per la precisione e la freddezza dal dischetto. Il numero 8 prende per mano la squadra, dandole tranquillità nel momento forse più difficile della stagione. Nei quattro minuti che segnano prima il pareggio e poi il sorpasso delle Vespe, Favasuli è freddo quasi quanto Pirlo nello spiazzare due volte Addario dagli 11 metri. Prima a destra e poi a sinistra, il capitano regala alla squadra una vittoria che vale doppio, se non triplo, per la classifica ed il morale della Juve Stabia. Bentornato Capitano.

Medaglia d’argento: a Stefano Russo, che con i suoi guantoni arriva praticamente ovunque. L’estremo difensore salva in più occasioni il risultato e con le sue parate impedisce il raddoppio dei siciliani che, con tutta probabilità, avrebbe chiuso la partita. Da applausi è il riflesso basso con cui Russo alla mezz’ora respinge la conclusione di Fornito sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il numero 1 chiude sempre la saracinesca ai tentativi del Messina, per nulla appagato dalla salvezza già conquistata, e tiene alta la concentrazione fino all’ultimo secondo. Proprio un attimo prima del triplice fischio dell’arbitro, l’ultimo tentativo degli ospiti è un bolide dai trenta metri che Russo devìa in corner con la punta delle dita. Prestazione da grande portiere per Russo.

Medaglia di bronzo: a Francesco Lisi, moto perpetuo a tutto campo. L’esterno rientra dal primo minuto dopo lo scampolo di match ad Andria e si conferma imprescindibile per le Vespe. Anche in una partita dove, la lucidità spesso non assiste le azioni dei gialloblù, le folate del numero 7 sono le principali armi con cui la Juve Stabia mette alle corde gli avversari. Lisi arriva anche sui palloni più lunghi e sporchi, dimostrando una caparbietà fuori dal comune, qualità che i tifosi di ogni squadra vorrebbero vedere nei propri calciatori. Lisi sfiora l’eurogol con un destro quasi alla Del Piero che pizzica il palo e va sul fondo; ancora, nella ripresa l’esterno va vicinissimo alla rete ma il suo tiro a botta sicura, dopo aver superato i difensori del Messina, trova il compagno di squadra Nicastro ad impattare la traiettoria. Come sempre una partita tutta cuore e sacrificio per Lisi.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Stefano Maiorano, confuso ed impreciso in campo. Il centrocampista affiancato a Favasuli non riesce a fornire il fondamentale lavoro fatto di chiusure e ripartenze, che gli è solito, facendo soffrire tanto la squadra, ed allo stesso tempo pecca in fase di costruzione, dove fa spesso la scelta sbagliata. In più occasioni l’ex mediano del Catanzaro ignora Cancellotti pronto alla sovrapposizione e tenta il lancio lungo; sicuramente l’intenzione è positiva ma la misura delle sue verticalizzazioni è quasi sempre errata. Ancora, Maiorano mostra una tenuta fisica approssimativa che lo fa uscire sconfitto da gran parte dei contrasti di cui si rende protagonista. Un handicap decisivo per un giocatore che fa della fisicità e del dinamismo le sue qualità migliori. Infine Maiorano si fa ingenuamente espellere per proteste dopo la sua uscita dal campo, autoescludendosi dalla delicata trasferta di Ischia.

Medaglia d’argento: a Sergio Contessa, ancora desaparecidos della fascia sinistra. Incredibile l’involuzione accusata dal terzino sinistro, che è passato dall’essere tra i primi nel suo ruolo in tutta la Lega Pro, ad essere spesso tra i meno positivi tra i gialloblù. I cross, un tempo specialità di casa Contessa, ormai arrivano con il contagocce così come la copertura difensiva offerta dal numero 3 è spesso imprecisa ed incerta. Altro aspetto che sorprende è il nervosismo dilagante nelle prestazioni di Contessa, che porta il giocatore a polemizzare costantemente con arbitri ed avversari. Calciatore da ritrovare quanto prima.

Medaglia di bronzo: ai troppi svarioni difensivi. La coppia di centrali, Polak-Romeo, è stata paradossalmente più efficace in fase di ribaltamenti offensivi che nel proprio ruolo naturale. Se i due difensori sono stati spesso pericolosi sugli sviluppi di palle inattive, tante volte sono apparsi in netto ritardo sulle azioni del Messina. Il gol dei siciliani ne è la dimostrazione, con i due esperti difensori che si lasciano ingenuamente superare da Scardina. Tante sono state le volte in cui sempre Scardina e Vagenin hanno “scherzato” i centrali gialloblù. In vista del finale di stagione, sarà fondamentale lavorare maggiormente sulla tenuta difensiva, magari riaffidandosi a Carillo che tanto bene aveva fatto nelle ultime settimane.

Raffaele Izzo

Juve Stabia- Messina, le pagelle del match

Le pagelle di Juve Stabia- Messina. Fondamentale vittoria per la Juve Stabia di mister Zavettieri. Le vespe, nel match interno contro il Messina, vanno sotto per un gol irregolare di Scardina e ribaltano il match nella ripresa con la doppietta su rigore di Favasuli. Tantissime occasioni sia per i padroni di casa che per gli ospiti, i quali hanno sfiorato il gol dello 0-2 in più frangenti, così come le vespe hanno sfiorato l’1-1 ben prima del gol di Favasuli. Ecco le pagelle delle vespe: RUSSO 6.5: Sempre attento tutte le volte che viene chiamato in causa. Incolpevole sul gol di Scardina, si esalta all’ultimo secondo sul tiro insidioso di Fornito. CANCELLOTTI 6: Tanti cross per lui, in fase offensiva lavora tanto, anche se i suoi compagni non sfruttano i suoi traversoni. ROMEO- POLAK 5.5: Partita opaca per i due centrali di difesa. Gustavo, Tavares e Scardina fanno ammattire i due difensori, costretti ad assistere molte volte alle belle giocate degli avanti peloritani. CONTESSA 6: Partita di sacrificio per lui, in difesa soffre tanto le sortite offensive dei giallorossi, ma in fase offensiva serve spesso i compagni con precisi cross. MAIORANO 4.5: Partita negativa per lui, sbaglia tantissimo in fase di interdizione. Mezzo voto in meno per l’espulsione rimediata dalla panchina che gli farà saltare il match di Ischia. LISI 6.5: Spento per i primi 40 minuti, poi si accende e prende un palo al 43′. Nella ripresa diventa imprendibile per gli avversari e crea tanti grattacapi alla difesa peloritana. NICASTRO 6.5: Un palo anche per lui nel primo tempo. Prova sufficiente per lui, prova ad impensierire il portiere avversario in più occasioni e nel finale solo una gran parata di Addario gli nega il gol. FAVASULI 7.5: Non una grande prova la sua. Fino al 75′ gioca in maniera mediocre, poi ha la possibilità di pareggiare i conti su rigore e non se la fa sfuggire. Pochi minuti dopo si presenta ancora lui sul dischetto e mostra grande freddezza regalando i tre punti alle vespe. DIOP 5.5: Abulico. Una delle peggiori prove in maglia gialloblu per lui. Paga, forse, un po’ di stanchezza dopo aver tirato la carretta finora. DEL SANTE 6: Prova qualche guizzo interessante ma è, al pari di tutti i compagni, sfortunato in più occasioni. L’appuntamento con il gol è rimandato.

Filippi: Vittoria meritata. Salviamoci e pensiamo al futuro (VIDEO)

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                                       Clemente Filippi ai ns microfoni

Al termine del match vinto in rimonta 2-1 dalla Juve Stabia contro il Messina grazie alla doppietta su rigore di Favasuli, si è presentato in sala stampa il dg delle vespe Clemente Filippi.

Ecco le sue parole:

“Abbiamo vinto una gara fondamentale. Siamo stati sfortunati avendo fallito tantissime palle gol. In più il loro gol era irregolare. Noi abbiamo vinto con due rigori sacrosanti e non capisco come faccia a lamentarsi il Messina dopo una gara del genere. Ora abbiamo 4 punti sulla quint’ultima e dobbiamo salvarci presto, già ad Ischia ci giochiamo una fetta importante di salvezza. Era importante vincere oggi e vincere così ti dà anche maggior convinzione dei tuoi mezzi. Siamo una buona squadra e dispiace dover lottare solo per la salvezza, i piani erano altri. Ora però dobbiamo archiviare la salvezza e pensare al futuro, dove c’è ancora la grana stadio da risolvere.”

vivicentro.it-juvestabia / Filippi: Vittoria meritata. Salviamoci e pensiamo al futuro (VIDEO)

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
Capienza: 13.000
Data di apertura: 1984
Telefono: 081 872 7887

JUVESTABIA
La Società Sportiva Juve Stabia, abbreviata in Juve Stabia, è una società calcistica italiana con sede nella città di Castellammare di Stabia che milita in Lega Pro. Il simbolo del club è la vespa, mentre i colori sociali sono il giallo e il blu.
Anno di fondazione: 1907

MESSINA
L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina, in Sicilia. Wikipedia
Anno di fondazione: 1 dicembre 1900

Francesco Favasuli: Ringrazio Dio per tutto. Vittoria importante (VIDEO)

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                                  Francesco Favasuli ai ns microfoni

Al termine del match vinto in rimonta 2-1 dalla Juve Stabia contro il Messina grazie alla doppietta su rigore di Favasuli, si è presentato in sala stampa il capitano e match winner di oggi, Francesco Favasuli.

Ecco le sue parole:

“Non nascondo che non è stato facile andare a calciare il secondo rigore, la pressione era tanta e sono felice per la doppietta che è valsa tre punti importanti. Ora dobbiamo dare continuità alla vittoria andando a fare punti ad Ischia. Si era messa male e la reazione ci fa ben sperare per il futuro. Purtroppo tante occasioni le abbiamo sprecate e ribaltare una gara così non è mai facile. Siamo stati davvero molto bravi a conquistare questa vittoria. Ringrazio Dio che ci ha premiati, anche nei momenti difficili avevo la certezza che ne saremmo usciti fuori. Dedico il gol al dg Filippi che mi è sempre vicino e dedico il gol ad un piccolo tifoso che si chiama Francesco, ieri alla rifinitura era con il padre e mi aveva predetto il gol. Come si va ad Ischia? Sarà una battaglia, lotteremo fino alla fine per conquistare i tre punti e ipotecare la vittoria.”

vivicentro.it-juvestabia / Francesco Favasuli: Ringrazio Dio per tutto. Vittoria importante (VIDEO) – SALVATORE SORRENTINO

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
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Data di apertura: 1984
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Anno di fondazione: 1907

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Lisi: Vittoria di carattere, possiamo vincere ad Ischia

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                                 Lisi ai ns microfoni

Al termine del match vinto in rimonta 2-1 dalla Juve Stabia contro il Messina grazie alla doppietta su rigore di Favasuli, si è presentato in sala stampa l’esterno della Juve Stabia Francesco Lisi.

Ecco le sue parole:

“Abbiamo avuto 10 minuti di sbandamento e potevamo andare sotto 0-2, per fortuna ci siamo compattati e nella ripresa abbiamo ribaltato una gara che si era messa malissimo tra errori e sfortuna. Riallunghiamo a 4 punti dai play out e ora andremo ad Ischia per blindare la salvezza, la vogliamo fortemente. Sarà uno dei match point per la salvezza, abbiamo tutte le carte per portare a casa i tre punti. Sulla carta abbiamo gare facili? Anche oggi sulla carta lo era, ma poi il Messina ha fatto benissimo e abbiamo rischiato grosso. La differenza l’ha fatta, però, la fame. Noi ne avevamo di più e siamo riusciti a vincere. Nessuna partita è facile e speriamo di vincere anche sull’isola”

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NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
Capienza: 13.000
Data di apertura: 1984
Telefono: 081 872 7887
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Anno di fondazione: 1907

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JuveStabia vs Messina, Zavettieri: Vittoria fondamentale, ad Ischia per vincere (VIDEO)

                                             JuveStabia vs Messina : 2-1

JuveStabia vs Messina.  Al termine del match vinto, in rimonta, dalla Juve Stabia per 2-1 contro il Messina grazie alla doppietta su rigore di Favasuli, si è presentato in sala stampa il tecnico delle vespe Nunzio Zavettieri.

Ecco le sue parole:

“Siamo contentissimi della vittoria, non era semplice ribaltare una gara così, si era messa male dopo pochi minuti. Il gol era irregolare ma siamo stati stupidi a protestare e non giocare, ci hanno sorpreso. Nella ripresa per fortuna siamo stati più maturi e più quadrati, abbiamo creato tanto è solo la sfortuna ci ha frenati in tantissime occasioni. Mi è piaciuta la reazione, non è la prima volta che ribaltiamo un risultato è questo è sintomo di forza, siamo cresciuti dal punto di vista del carattere. Abbiamo portato a casa 3 punti che pesano come macigni, ringrazio i ragazzi per la prestazione soprattutto nel secondo tempo. Ora guardiamo avanti con fiducia, archiviamo questa gara e pensiamo a quella di Ischia, nelle prossime due gare ci giochiamo la salvezza, dobbiamo arrivare al match di Monopoli nelle migliori condizioni possibili. Vogliamo la salvezza e possiamo raggiungerla senza problemi molto presto. Rigori di Favasuli? È il primo della lista, ha tirato con freddezza ed esperienza, erano due rigori pesanti e questa sembrava una gara stregata, quindi ci voleva una certa maturità per tirare quei rigori. Le siciliane ci portano bene? Peccato che siano finite, ora vogliamo sfatare il tabù campane vincendo ad Ischia.”

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NOTE:

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Scardina: Ottima prestazione, peccato per le decisioni arbitrali (VIDEO)

Al termine del match tra Juve Stabia e Messina abbiamo ascoltato l’attaccante dei siciliani Filippo Scardina.

Ecco le parole del calciatore.

Sono contento per il gol fatto, dispiace non aver portato punti alla squadra con la mia realizzazione.

In campo, nonostante la salvezza acquisita, abbiamo dato tutto; è giusto che sia così perché per la maglia deve essere sempre dato tutto.

La partita di oggi è stata condizionata dalle decisioni arbitrali ma la nostra prestazione è stata positiva.

Due rigori concessi ai gialloblù sono eccessivi secondo me, anche perché ci sono stati episodi dubbi anche per noi ma non sanzionati.

Ora torniamo a Messina e prepariamo bene la prossima partita per rifarci da questa sconfitta.

Raffaele Izzo

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
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Juve Stabia 2 – Messina 1: la diretta web

Diretta web: JuveStabia-MessinaDIRETTA WEB – La Juve Stabia, dopo il buon punto conquistato ad Andria, cerca la vittoria casalinga contro il Messina. Zavettieri si affida alla formazione tipo, con l’eccezione del solo Favasuli che sostituisce lo squalificato Obodo. Tra i siciliani sono presenti gli ex stabiesi Mileto, Burzigotti e Martinelli. In tribuna anche l’ex D.S. delle Vespe, Pavarese.

Juve Stabia 4-4-2: Russo, Cancellotti, Contessa, Maiorano, Polak, Romeo, Lisi, Favasuli, Del Sante, Nicastro, Diop.

A disposizione di Mister Zavettieri: Polito, Navratil, Atanasov, Carillo, Liotti, Rosania, Izzillo, Carrotta, Grifoni, Gatto, Mascolo, Gomez.

ACR Messina 4-3-3: Berardi, Barilaro, Zanini, Baccolo, Fusca, Mileto, Fornito, Giorgione, Tavares, Vagenin, Scardina.

A disposizione di Mister Di Napoli: Addario, Burzigotti, Martinelli, Russo, Biondo, Masocco, Bossa, Salvemini, Longo.

Ammoniti: Favasuli (JS), Giorgione (M)

Primo Tempo

Minuto 1: Subito occasione per le Vespe; sponda di testa di Del Sante per Dop, che vede ribattersi due volte la conclusione a pochi passi dalla porta.

Minuto 6: GOL MESSINA. 0 – 1. Lancio di Giorgione per Scardina che insacca in diagonale col sinistro. Gli stabiesi protestano per un presunto fallo di mano dell’autore dell’assist.

Minuto 9: Risposta della Juve Stabia con Polak, che impatta di testa la punizione di Contessa. Palla alta.

Minuto 12: Clamorosa palla gol per le Vespe. Incornata di Polak che si stampa sul pallo; sullo sviluppo dell’azione ancora Diop fermato a pochi metri dalla porta.

Minuto 18: Occasione incredibile per la Juve Stabia; gran cross basso di Del Sante ma Diop e Nicastro, centrano prima il portiere e poi il palo da pochi centimetri.

Minuto 31: Messina vicino al raddoppio; esterno sinistro a volo di Vagenin che va sul palo. Sul calcio d’angolo susseguente grande respinta bassa di Russo.

Minuto 38: Bel sinistro a volo di Nicastro su punizione di Contessa, palla alta di poco.

Minuto 43: Azione travolgente di Lisi sull’out mancino, l’esterno si accentra e tenta il tiro a giro ma la palla pizzica il palo e va sul fondo.

Secondo tempo

Minuto 3: La Juve Stabia ci prova con Diop, ma il colpo di testa della punta è troppo debole per impensierire il portiere ospite.

Minuto 4: Grandissima palla gol per il Messina con Vagenin, il cui diagonale sfiora il palo alla destra di Russo.

Minuto 6: La Juve Stabia sostituisce Maiorano con Izzillo.

Minuto 8: Azione in velocità di Del Sante che salta Burzigotti e fa partire il destro, ancora respinto sulla linea.

Minuto 20: Stacco di testa di Nicastro, palla che sfiora la traversa.

Minuto 24: Juve Stabia vicinissima al pareggio: Nicastro manca la palla da pochi metri e cade, Lisi arriva e calcia a botta sicura ma colpisce proprio Nicastro rimasto a terra.

Minuto 29: GOOOOOOOOOL JUVE STABIA 1-1! Calcio di rigore per l’atterramento di

Diop. Dal dischetto Favasuli spiazza Addario e firma il pareggio delle Vespe.

Minuto 30: Izzillo deve lasciare il campo causa problemi muscolari, al suo posto entra Carrotta.

Minuto 33: GOOOOOOOOOL JUVE STABIA 2-1!!!!! Ancora rigore per le Vespe,

questa volta per fallo di mano di Fusca su tiro di Nicastro. L’arbitro decreta la seconda ammonizione per il difensore ed il rigore per i gialloblù. Favasuli è ancora freddissimo dal dischetto e porta in vantaggio la Juve Stabia.

Minuto 41: Ultimi minuti in campo per Gatto, che prende il posto di Diop.

Minuto 42: Girata mancina meravigliosa di Nicastro, ma Addario toglie il pallone dall’incrocio dei pali.

Minuto 43: Maiorano espulso direttamente dalla panchina per proteste. Dopo quattro minuti di recupero ed una grande parata di Russo la Juve Stabia conquista tre punti di capitale importanza nella corsa salvezza.

vivicentro.it-juvestabia / Juve Stabia 2 – Messina 1: la diretta web (Raffaele Izzo)

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Diretta web: JuveStabia-Messina

 

Di Napoli: Risultato pesantemente condizionato dall’arbitro.. (VIDEO)

Al termine del match tra Juve Stabia e Messina abbiamo ascoltato il tecnico dei siciliani, Raffaele Di Napoli.

Ecco le parole dell’allenatore:

Siamo stati molto vicini alla vittoria e, proprio per gli episodi che hanno condizionato il risultato, mi viene da sorridere.

Avremmo dovuto chiudere prima la partita perché poi, si sa, il Menti è uno stadio che può condizionare gli arbitri. Spero che la Società si faccia sentire nelle sedi opportune per evitare che si ripetano episodi del genere.

La Juve Stabia è stata brava a reagire e chiuderci nella ripresa, ma la responsabilità è nostra perché non abbiamo chiuso la partita nonostante ble tante occasioni avute.

Abbiamo ormai raggiunto la salvezza ma onoreremo ogni partita fino alla fine come fatto oggi.

 vivicentro.it-juvestabia / Di Napoli: Risultato pesantemente condizionato dall’arbitro.. (VIDEO) Raffaele Izzo

NOTE:

Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia

Lo Stadio comunale “Romeo Menti” è il maggior impianto sportivo di Castellammare di Stabia. È uno dei tre stadi di calcio italiani dedicati a Romeo Menti, attaccante del Grande Torino scomparso ..
Indirizzo: Via Giuseppe Cosenza, 283, 80053 Castellammare di Stabia NA
Capienza: 13.000
Data di apertura: 1984
Telefono: 081 872 7887
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MESSINA
L’Associazioni Calcio Riunite Messina 1947, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina, in Sicilia. Wikipedia
Anno di fondazione: 1 dicembre 1900

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VIDEO ViViCentro – Bigon: “Qui a Napoli sono stato benissimo”

Le sue parole

Il Napoli passeggia sull’Hellas Verona e porta a casa il risultato con un rotondo 3-0. In gol sono andati Gabbiadini, Insigne su rigore e Callejon. Una prestazione importante per tutti gli azzurri e un Verona ormai con più di un piede in serie B. In mixed zone, ai nostri microfoni, ha parlato il ds dell’Hellas, Riccardo Bigon e queste sono le sue parole.

dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino

VIDEO ViViCentro – Il Club Napoli Rimini Azzurra protesta per le squalifiche

Il video

Una protesta pacifica, le quattro giornate di squalifica inflitte a Gonzalo Higuain non vanno per niente giù e, allora, il club Napoli Rimini Azzurra, appoggiando anche la nostra iniziativa con la maglia di Higuain in bella mostra, ha mostrato una ‘panolada’ all’interno della sede del club. In mostra anche uno striscione sul tetto della sede. Ringraziamo il presidente Vincenzo Luisi e tutti i componenti del club a noi amico.

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Migranti, Salvini: ” Mattarella contro le frontiere? Complice e venduto ”. Ma il presidente parlava di vino

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                   Sergio Mattarella all’inaugurazione di Vinitaly a Verona (lapresse)

Il segretario della Lega Salvini attacca il capo dello Stato Mattarella, che però si riferiva all’export. Pioggia di critiche per il leader del Carroccio. Zanda: “Eversore che non ama l’Italia”. Colaninno: “È vilipendio”. Grasso: “Inaccettabili offese”

ROMA – Il segretario della Lega Nord attacca il presidente della Repubblica sul tema dei migranti e delle frontiere.  La polemica, però, nasce dall’estrapolazione di una frase da un contesto più ampio: Sergio Mattarella, aprendo Vinitaly a Verona, infatti, ha detto: “Da prodotto antico a chiave di modernità, il vino italiano, col suo successo nell’export, conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”, riferendosi evidentemente all’export dei prodotti.

Matteo Salvini ha utilizzato solo parte della frase, riferendola ai migranti e, suFacebook, ha indirizzato dure accuse al presidente: “È come dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque… Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto”, ribadendo la sua posizione in materia, dopo che nei giorni scorsi ha proposto di ripristinare le frontiere e di abolire il trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini in Ue.

Matteo Salvini

Mattarella al Vinitaly: “Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”.
Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque…
Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e VENDUTO.

Le reazioni. Le parole del leader della Lega hanno scatenato una pioggia di critiche. “Quelle di Salvini su Mattarella sono parole di un eversore che detesta l’Europa e non ama l’Italia”, ha commentato il presidente dei senatori del PdLuigi Zanda.
Duro il presidente del Senato Pietro Grasso, che con un tweet definisce “offese inaccetabilli” le accuse del leader leghista:

Inaccettabili offese al Presidente Mattarella. È ora che impari a rispettare la frontiera che separa la politica dall’insulto.

Per la presidente della Camera Laura Boldrini la questione frontiere è tema delicato, da non strumentalizzare: “Attacco scomposto e rozzo da parte del leader della lega. La questione delle frontiere, sia per le merci che per gli esseri umani, è una delle questioni centrali del nostro tempo. Talvolta drammatica, come confermano in queste ore le notizie di scontri con feriti che arrivano da Idomeni, al confine greco-macedone. Un tema così complesso non può certo essere affrontato attraverso semplificazioni o slogan, o peggio ancora con gli insulti, come fa matteo salvini”.

Mentre Matteo Colaninno giudica le offese rivolte da Salvini al presidente della Repubblica inaccettabili: “Vanno condannate con fermezza: non si possono utilizzare espressioni che si configurano come vilipendio – ha scritto in una nota -. Se Salvini è ossessionato dalle sue idee xenofobe in materia di immigrazione se le tenga per sé e non si permetta di scrivere insulti e falsità. Il capo dello Stato, che anche oggi ha fatto un’analisi lucida e responsabile sul tema dei migranti, ha la totale fiducia degli italiani e merita rispetto”. “L’aggressione al Capo dello Stato è ormai la cifra di chi non ha nulla da dire. Ed è la prova che Salvini e Grillo sono fatti della stessa pasta, di populismo volgare, urlo e intolleranza: il contrario della democrazia”, ha aggiunto la vicesegretaria dem Debora Serracchiani.
Prende posizione anche  il candidato sindaco del centrosinistra a Milano,Giuseppe Sala che pubblica un tweet riconducendo la polemica sul campo della sfida elettorale.

Lo sponsor di Parisi dá del venduto al Presidente Mattarella. Milano merita di meglio.

Per Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo centrodestra,”Salvini, in crisi di popolarità, oggi ha deciso di spararla grossa alzando il tiro. Le sue affermazioni sul capo dello Stato dimostrano una totale assenza di rispetto delle istituzioni e una prospettiva provinciale che è da sempre il suo limite. L’apertura delle frontiere e la libera circolazione sono una  grande conquista del mondo moderno”.

Demagogia di Salvini contro Pres Mattarella è contro interesse nazionale Italia. Se salta Schengen, noi più penalizzati di tutti gli altri.

Dello stesso avviso è il candidato sindaco di Roma ed esponente di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, che su Twitter scrive: “La demagogia di Salvini contro il presidente Mattarella è contro l’interesse nazionale dell’Italia. Se salta Schengen, noi siamo più penalizzati di tutti gli altri”. A lui fa eco il capogruppo del partito, Arturo Scotto: “Per raccattare voti vuole alzare muri, butta benzina sul fuoco dell’intolleranza e ora prende di mira il Capo dello Stato. Giusto invece il riferimento su Italia paese dell’accoglienza e del dialogo. Salvini non si permetta di utilizzare questo linguaggio con il presidente Mattarella”. Sempre sul social networl la reazione del deputato di SI, Alfredo D’Attorre: “Le parole di Salvini sul presidente Mattarella sono vergognose. Se l’alternativa a questa Europa è affidata a lui, povera Italia”.

“Salvini ci stupisce sempre di più per la sua ‘impeccabile’ cultura istituzionale. Le sue osservazioni al capo dello Stato sono ‘corrette’, segno di una ‘profonda cultura giuridica’ e di una ‘grande capacità di dialogo’. Evidentemente al peggio non c’è mai limite”, ironizza Fabrizio Cicchitto.

Di nuovo all’attacco. A distanza di ore, Salvini ribadisce il concetto, convinto della sua interpretazione e interpellato dai giornalisti a margine di un comizio a Porto Recanati, dice: “La mia non è una frase contro Mattarella: io difendo il diritto dell’Italia e degli italiani. Il presidente non può invitare i clandestini di tutto il mondo a venire in Italia”. Quanto al Vinitaly, il leader della Lega ha chiosato: “Ci sono stato anche io, si beve tanto e bene”.

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