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BANGKOK, Pakistan: molti musulmani vittime attentato al parco

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                                                        BANGKOK, funerale vittime (lapresse)

BANGKOK, attentato al parco – Almeno 70 morti nell’attacco suicida del giorno di Pasqua, diretto nella rivendicazione dei talebani alla comunità cristiana. Si segue la pista del sabotaggio al governo secolare di Sharif, che è tornato ad attaccare le spinte fondamentaliste

BANGKOK – C’erano 29 bambini e sette donne tra le settanta vittime confermate dell’attacco suicida di domenica sera nel grande parco Gulshan-e-Iqbal della città pachistana di Lahore. Almeno 14 vittime sono state identificate come cristiane e 44 come musulmane, secondo la polizia di Lahore. Altri 12 corpi non sono stati identificati. Pare che anche la maggioranza dei 340 feriti fossero musulmani, sebbene la rivendicazione di un gruppo fondamentalista abbia indicato come obiettivo “i cristiani”, raccolti nel giorno di Pasqua con altri cittadini nei giardini pubblici tra altalene, aquiloni e banchetti di dolciumi.

A farsi esplodere con ben 28 chili di tritolo addosso è stato un 28enne, Muhammad Yousaf, da Muzaffargarh. Era insieme ad altri tre uomini fermati durante un controllo e tutti fuggiti all’esterno del parco tranne Yousaf. Di lui si sa che da due mesi aveva interrotto i contatti con la famiglia, anche se quattro fratelli e uno zio sono subito stati arrestati come sospetti complici durante un rastrellamento nel Sud Punjab, la nuova frontiera filo talebana dove negli anni sono fiorite incontrollabili centinaia di madrassa sunnite ultra-ortodosse.

Gli investigatori hanno ancora qualche dubbio sulla pista della rivendicazione di Jamaat ul-Ahrar, un gruppo già al quinto attentato dalla separazione di due anni fa con il Tehereek i talib, i talebani del Pakistan accusati di essere troppo morbidi e di trattare con il governo una riconciliazione.  Ma molta attenzione è dedicata alla coincidenza nel giorno della strage a Lahore di una violenta manifestazione pro-sharya avvenuta a Islamabad, con quasi 30mila persone all’assalto dei poliziotti di guardia al Parlamento per commemorare un loro “eroe”, appena giustiziato come assassino di un politico “filo-cristiano”. L’episodio accresce il timore di una possibile aperta alleanza tra gruppi di fuoco e masse intolleranti normalmente pacifiche, istigate contro il governo “secolare” di Nawaz Sharif.

Accusato di indebolire la fede islamica con l’apertura all’Occidente e agli infedeli di altre religioni come quella cristiana – che in Pakistan conta poco più del 2 per cento – Sharif ha reagito con parole di sfida: “Il nostro obiettivo non è solo quello di eliminare l’infrastruttura del terrore – ha detto visitando i feriti della strage – ma anche la mentalità estremista, che è una minaccia al nostro modo di vivere”.

Intanto anche ieri 3000 irriducibili musulmani hanno continuato a tenere sit in e lanciare slogan ai bordi della “zona rossa” di alta sicurezza della capitale, e minacciano di continuare finché non saranno accolte le loro domande. Oltre alla sharya e all’impiccagione della “cristiana blasfema” Asia Bibi, chiedono l’onorificenza pubblica di “martire” alla guardia del corpo Mumtaz Qadri, l’assassino dell’ex governatore del Punjab Salman Taseer. E’ questo delitto di 5 anni fa un altro tassello dell’inchiesta che porta al massacro di domenica nel parco. L’ex governatore Taseer aveva infatti difeso a spada tratta la donna cristiana dalle accuse di blasfemia e chiesto la revisione della rigida legge che prevede la morte per impiccagione. Non fu il solo a essere ucciso per questo. Un mese dopo di lui, anche l’unico ex ministro cristiano del governo nazionale, Shahbaz Bhatti, venne assassinato da un ex militante del Tehereek i talib passato all’ala ancora più estrema del movimento talebano.

Asia Bibi, madre di cinque figli, 45 anni, è intanto nel braccio della morte dal 2010 sulla base delle accuse di un gruppo di contadine musulmane che non volevano farle usare un pozzo pubblico del villaggio e l’hanno accusata di aver infangato il nome del Profeta. Convinti che si sia trattato di una vendetta, in suo favore non si erano mossi solo i due politici uccisi, ma i governi di molti Paesi e lo stesso papa emerito Benedetto. Ora il caso sembra tornare al centro di questa nuova fase di tensioni e violenze, che vede da una parte i gruppi filo-talebani indeboliti dalle recenti divisioni, dall’altra la nascita di nuclei di “cani sciolti” se possibile ancora più pericolosi e intolleranti.

Ieri tutti i parchi della città capoluogo del Punjab sono stati chiusi, e nessuno è andato a scuola o in ufficio per la giornata di lutto proclamata dal governo. La situazione è considerata talmente grave che, per la prima volta, il premier Sharif, durante un vertice d’emergenza nella casa di Lahore (feudo del suo potere politico e finanziario), ha preso in considerazione l’ipotesi di far intervenire i militari nei pattugliamenti di luoghi a rischio e nella caccia a sospetti e simpatizzanti. Non a caso una parte del messaggio di rivendicazione dei terroristi era rivolto a lui: “Vogliamo dire al primo ministro Nawaz Sharif che siamo entrati a Lahore”, hanno dichiarato.

vivicentro-cronaca / larepubblica – BANGKOK – Pakistan, molti musulmani vittime dell’attentato al parco. Si indaga su estremismo islamista di RAIMONDO BULTRINI

Oms: troppa pressione scolastica, gli studenti italiani sono tra i più stressati d’Europa

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                          Oms: gli studenti italiani sono stressati

Oms – Dal rapporto quadriennale sulla salute e il benessere dei giovani europei emerge che la scuola piace solo al 26% delle undicenni e al 17% dei colleghi maschi. Vanno peggio solamente estoni, greci e belgi. L’esperto: “I programmi andrebbero ritarati”

GLI adolescenti italiani sono stressati dal carico di lavoro degli studi e hanno un pessimo rapporto con la scuola. È quanto emerge dal rapporto quadriennale sulla salute e il benessere dei giovani pubblicato dall’ufficio europeo dell’ Oms, che contiene dati raccolti nel 2013-2014 su ragazze e ragazzi di 11, 13 e 15 anni.

Secondo lo studio solo il 26% delle undicenni e il 17% dei colleghi maschi dichiara che la scuola “piace un sacco”, un dato che scende a 15 anni rispettivamente al 10% e 8%. Meno entusiasti degli italiani sono solo estoni, greci e belgi, mentre al primo posto ci sono gli adolescenti armeni (68% e 48%).

Sempre a 15 anni metà delle ragazze e il 39% dei ragazzi riporta performance ‘buone o eccellenti’, anche in questo caso valori molto sotto la media europea, superiori solo a Belgio, Portogallo e Ungheria. Anche dal punto di vista della pressione percepita da parte del sistema scolastico i dati sono poco incoraggianti, con lo stress che colpisce il 72% delle quindicenni e il 51% dei ragazzi. Anche il supporto dei compagni di classe, percepito da tre quarti dei ragazzi a 11 anni, scema a quindici a poco più del 60%.

“Questi dati sono un segnale preoccupante, era già così nella scorsa edizione del rapporto – sottolinea Franco Cavallo, ordinario di epidemiologia dell’Università di Torino e curatore della parte italiana -. Non è da sottovalutare questa pressione che viene sentita dal ragazzo. La sensazione è che sia legata soprattutto alla richiesta in termini di impegno, di ore di lavoro, all’ottenimento di determinati voti. Probabilmente vanno ritarati i programmi, che sono ancora legati alle superiori di una volta che selezionavano molto. La pressione viene condizionata sia dal rapporto con gli insegnanti sia dal rapporto che i genitori hanno con i docenti e la scuola stessa “.

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Fabio Cannavaro: “I tifosi azzurri vogliono fare il salto, ADL dovrebbe lasciarsi andare”

Ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto l’ex difensore di Juve e Napoli, campione del Mondo 2006, capitan Fabio Cannavaro: “Dispiace non aver concluso la mia carriera con la maglia azzurra: mi sarebbe piaciuto, purtroppo i progetti della dirigenza erano altri. De Laurentiis? Non ho mai parlato con lui ma, da quello che so, non ha mai gradito calciatori di una certa età. Il presidente è un grandissimo imprenditore, ma forse si dovrebbe lasciar andare un po’ di più. A volte il tifoso napoletano gli imputa il fatto che pensa troppo ai conti, il napoletano vorrebbe un salto di qualità. In dieci anni De Laurentiis ha portato il Napoli a lottare sempre per i primi posti, e questo è importantissimo, ma poi bisogna vincere”ce non aver concluso la mia carriera con la maglia azzurra: mi sarebbe piaciuto, purtroppo i progetti della dirigenza erano altri. De Laurentiis? Non ho mai parlato con lui ma, da quello che so, non ha mai gradito calciatori di una certa età. Il presidente è un grandissimo imprenditore, ma forse si dovrebbe lasciar andare un po’ di più. A volte il tifoso napoletano gli imputa il fatto che pensa troppo ai conti, il napoletano vorrebbe un salto di qualità. In dieci anni De Laurentiis ha portato il Napoli a lottare sempre per i primi posti, e questo è importantissimo, ma poi bisogna vincere.”

Soccorsi. 752 migranti tratti in salvo oggi nel Canale di Sicilia

Soccorsi 752 migranti tratti in salvo da CP941, MAI, Enterprise e Aquarius

Sono complessivamente 752 i migranti soccorsi e tratti in salvo nella giornata di oggi, nel Canale di Sicilia, nel corso di 6 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In particolare, Nave Diciotti CP941 della Guardia Costiera ha soccorso due gommoni, portando in salvo 246 migranti. La nave rumena MAI, inserita nel dispositivo Triton di Frontex, ha salvato 252 persone a bordo di due gommoni. Sui restanti due gommoni sono intervenute la nave inglese Enterprise, inserita nel dispositivo EunavforMed, che ha salvato 129 persone, e la nave Aquarius, dell’ong Sos Méditerranée, che ne ha salvate 125. Alle operazioni ha preso parte Nave Aliseo, della Marina Militare italiana, inserita nel dispositivo Mare Sicuro.

vivicentro-isole / 752 migranti tratti in salvo nella giornata di oggi, nel Canale di Sicilia

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Ag.Zapata: “Se tornerà a Napoli? Dipende dalla società”

Ai microfoni di TuttoNapoli, è intervenuto l’agente di Duvan Zapata, Fernando Villarreal: “Duvan contro il Napoli? Immagino che lui proverà sentimenti contrastanti durante la gara. Il cartellino appartiene al Napoli, ma oggi è all’Udinese e lui vuole fare bene per sé stesso e per la squadra segnando un gol. Anche senza reti, comunque, vuole rendersi utile come fa sempre ogni calciatore. Sta provando a raggiungere il top della forma. Cercando ovviamente di giocare tanti minuti dopo il periodo di stop causa infortunio. Ha fatto tre gol da quando è rientrato, è contento. L’esperienza azzurra? Molto importante, ma aveva bisogno di giocare. Così è arrivata la decisione di andare in un’altra squadra per trovare continuità. La sfortuna ha voluto che s’infortunasse, altrimenti avrebbe potuto disputare un campionato ancora migliore. Ma il ragazzo sa che, se dovesse tornare a Napoli, avrà maggiori chance di giocare. Ritornerà? Dipende dalle società. Vedremo, posso dire solo che Duvan ha altri tre anni di contratto dal momento in cui dovrebbe finire l’esperienza a Udine. È legato agli azzurri fino al 2020.” 

GIUNTOLI ON TOUR- Il mercato è adesso: tutto sui giovani! Grassi la prova, mentre Regini…

Il mercato di riparazione azzurro non è stato, di certo, indimenticabile. Poco è stato fatto da Giuntoli&Co a gennaio, tra occasioni mancate e dubbi che non hanno permesso di chiudere trattative avviate o, quantomeno, abbozzate. Il modo in cui il Napoli ha deciso di operare, però, è stato ben chiaro: oculati, al limite dell’ossessione. Non si spenderà mai- secondo l’idea di ADL- senza avere la certezza di riguadagnarci qualcosa. E’ stato così e cosi sarà, anche nelle stagioni future.

DODICESIMO E TREDICESIMO UOMO- Quei pochi arrivati, per altro, sono stati rilegati in panchina. Sia Regini che Grassi, infatti, non sono mai scesi in campo. Arrivato dalla Samp in prestito, per pochi milioni di euro, Vasco Regini ha accettato il suo ruolo di tappabuchi, aspettando, chissà, la sua occasione. Discorso un po’ diverso, invece, per Alberto Grassi, giunto a Napoli come grande promessa e fermato, il primo giorno d’allenamento, da un infortunio. In queste ultime partite sarà difficile vederlo in campo, a meno che qualcuno lì in mezzo non dia forfait. Mentre per il primo, però, l’esperienza azzurra sarà destinata a concludersi a fine stagione, per il secondo il meglio deve ancora venire. Classe 1995, Grassi non è arrivato a Napoli, a gennaio, per fare subito la differenza, ma per crescere ed integrarsi nei migliori dei modi, in vista della prossima stagione. Italiano, forte e con l’età giusta per poter diventare protagonista, sia in serie A che in Europa. Il Napoli riparte da lui, l’anno prossimo, così come la nazionale italiana.

GIUNTOLI ON TOUR- Non si fermerà, però, il direttore sportivo azzurro. Arriverà dall’Atalanta, infatti, molto probabilmente, il difensore De Roon, classe 91, già opzionato nella scorsa sessione di mercato. Con i bergamaschi s’è parlato, inoltre, anche del portiere Sportiello e del difensore Conti. Il ds guarda anche in serie B, con Raicevic del Venezia che tanto piace alla società azzurra. Insomma, tanti giovani di talento in orbita azzurra. Giuntoli on tour, già da adesso: la prossima stagione di progetta ora.

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Comicon 2016, Gervasio: “Sono felice ed onorato di parteciparvi”

Fantomius
Fantomius – Definitive Collection – vol. 1

Ideatore della serie a fumetti dedicata a “Le strabilianti imprese di Fantomius, ladro-gentiluomo”, Marco Gervasio è uno degli autori di punta della Disney e una delle matite più apprezzate di Topolino. Autore completo, sceneggiatore e disegnatore delle sue storie, Gervasio sarà ospite anche quest’anno del Comicon, fiera del fumetto che si terrà a Napoli dal 22 al 25 aprile.

 

Marco Gervasio
Marco Gervasio

In un’intervista rilasciata a “Lo spazio bianco”, ecco le sue parole sull’importante manifestazione che si terrà alla Mostra d’Oltremare: “Adoro Napoli Comicon, la ritengo una delle fiere di fumetto più belle e meglio organizzate e sono sempre particolarmente felice, oltre che onorato, di parteciparvi. Napoli è bellissima”.

Per leggere tutta l’intervista: https://www.lospaziobianco.it/176435-marco-gervasio-vedi-napoli-comicon/ 

Gli appassionati e i fan potranno quindi prenotarsi per disegni e dediche, inoltre sarà una buona occasione per avere ulteriori informazioni sugli sviluppi della saga di Fantomius, pubblicata sulle pagine di Topolino e raccolta finora in tre volumi della collana “Definitive Collection”, edita dalla Panini Comics.

 

 

Afghanistan : “Quattro razzi contro il parlamento di Kabul”

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                            Afghanistan: il nuovo parlamento di Kabul

Afghanistan :  non ci sono notizie di vittime perché i deputati non erano ancora arrivati per iniziare i lavori. L’attacco è stato rivendicato dai Talebani

Afghanistan , KABUL – Quattro razzi sono stati lanciati contro la sede del parlamento afghano a Kabul e uno ha colpito l’edificio. Lo ha fatto sapere l’agenzia Tolo, aggiungendo che non ci sono notizie di vittime perché i deputati non erano ancora arrivati per iniziare i lavori.

L’attacco è stato rivendicato dai Talebani. In un’email, il loro portavoce Zabihullah Mujahid ha scritto inoltre che “sono state inflitte pesanti perdite”.

Tuttavia, dopo il lancio di quattro razzi, fonti della sicurezza avevano precisato che nessuno era rimasto ferito. “Tre razzi sono caduti vicino l’edficio, mentre un quarto lo ha colpito”, ha spiegato Najib Danish, portavoce del ministero dell’Interno.

Le immagini dopo il lancio dei razzi mostrano una colonna di fumo nero che si leva dietro la cupola del Parlamento, inaugurato nel dicembre scorso con una visita a sorpresa dal premier indiano, Narendra Modi. Poco dopo l’attacco, il portavoce del ministero dell’Interno afghano, Siddiq Siddiqi, ha fatto sapere che le attività previste per la giornata nell’edificio sarebbero continuate “come previsto”.

vivicentro-cronaca / larepubblica – Afghanistan: “Quattro razzi contro il parlamento di Kabul, uno lo ha colpito”

 

Piano Ue anti-elusione per le multinazionali, ma solo in Europa

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                                                Piano Ue elusione fiscale

 Piano Ue – Una bozza della norma europea sul ‘country-by-country reporting’ limita l’obbligo di rendere nota l’attività delle multinazionali Paese per Paese, ma soltanto nei confini Ue. Le organizzazioni per la trasparenza insorgono: “E’ una parodia”. Entro metà aprile il testo definitivo

MILANO – La Commissione europea si prepara a lanciare la sua iniziativa di legge (Piano Ue) per obbligare le multinazionali a dichiarare quanto guadagnano e quanto pagano di tasse in ogni Stato europeo nel quale operano, ma lo sforzo comunitario per porre rimedio ai fenomeni di elusione fiscale che sottraggono tra 50 e 70 miliardi di euro l’anno al Fisco del Vecchio continente rischia di concretizzarsi in strumenti spuntati.

Entro la metà di aprile, si attende dall’esecutivo Ue una modifica della direttiva contabile del 2013. Ne circola un testo in bozza, che introduce il nuovo capitolo “Report on income tax information” e riguarda precisamente la rendicontazione dell’attività delle multinazionali ‘spacchettata’ per Paese. Si tratta del cosiddetto “country by country reporting” (Cbcr), cioè la dichiarazione contabile (nei bilanci annuali) di alcuni elementi rilevanti dell’attività delle grandi aziende (dagli occupati ai profitti), per come si svolge nei vari Paesi nei quali le multinazionali sono presenti con filiali e mercati di riferimento.

Un elemento che fa parte della strategia anti-elusione lanciata a più livelli. La ‘bibbia’ tecnica di questa strategia è stata definita in un piano dell’Ocse, approvato anche in sede di G20, che definisce alcuni standard comuni (chiamati “azioni”) per limitare le pratiche fiscali aggressive delle multinazionali, che sfruttando i buchi neri della normativa riescono a spostare i loro utili laddove non vengono tassati o lo sono a livelli ben inferiori rispetto al loro Paese d’origine. Casi come Luxleaks, ma anche le storie aziendali  di Apple, Amazon, Fca e altri ancora, hanno fatto montare la pressione pubblica perché si arrivasse a soluzioni per questi problemi. Una delle azioni proposte dall’Ocse, la numero 13, riguarda proprio il Cbcr. L’Europa si è inserita nel solco di questo momento storico. Fin dal luglio scorso, il Parlamento ha proposto di modificare la direttiva del 2013 per introdurre il Cbcr. A fine gennaio, la Commissione ha lanciato un piano d’azione contro l’elusione fiscale che dice di basarsi proprio sulle proposte Ocse, e che – per quanto riguarda la parte della rendicontazione Paese per Paese – dovrebbe esser definito appunto entro metà aprile. E qui scattano le critiche.

La bozza di correzione della direttiva in circolazione, infatti, dispone che – in accordo con l’Ocse (e con quanto ribadito dall’Ecofin) – le sole imprese per le quali è prevista la Cbcr siano quelle con un fatturato superiore  ai 750milioni. La norma, secondo i fautori, serve a sgravare da nuovi costi le aziende con le spalle più piccole e intercetta comunque la stragrande maggioranza (90%) dell’imponibile delle multinazionali, limitando però al 10-15% di loro l’impatto della legislazione. Proprio un aspetto contro il quale punta il dito Transparency International, che con altre organizzazioni si batte da tempo per aumentare la trasparenza fiscale. Elena Gaita segue la partita a Bruxelles per contro di TI e definisce l’impianto proposto dalla Commissione una “parodia di trasparenza”. Sul punto della soglia di fatturato, ricorda in un post, si tratta di un livello ben diverso dai 40 milioni di euro proposti dal Parlamento Ue: se passasse la soglia dei 750 milioni, il Cbcr riguarderebbe soltanto lo 0,004% delle compagnie europee.

Ma se su questo punto la quantificazione del fatturato era in linea con le attese, su un altro elemento si punta il dito di TI. La bozza dice infatti che le multinazionali dovranno svelare lo spacchettamento dei loro affari soltanto per i Paesi europei, mentre fuori dal Vecchio continente basterà un dato aggregato. Inclusi i dati sulla loro presenza nei famosi “paradisi fiscali”, dove le sole multinazionali Usa custodiscono la bellezza di 2.400 miliardi di dollari di cassa per non pagare le tasse americane (fonte Ctj). “Le multinazionali potranno ancora trasferire i loro profitti fuori dall’Ue senza che nessuno sia in grado di monitorare dove sono dislocati, cosa facciano e cosa versino di tasse ai governi. Se un sistema Cbcr si applica soltanto a 28 Paesi e ne lascia fuori 168, non si può veramente chiamare Cbcr. Al massimo si può parlare di un ‘reporting della Ue'”, dettaglia Gaita. Nel documento in bozza si spiega che tale formato è auspicabile per evitare il rischio di ‘doppie imposizioni’ tra Paesi, mentre limitando il reporting di dettaglio alla sola Ue si resta in un ambito dove la collaborazione tra Autorità fiscali è maggiore e quindi si possono risolvere più in fretta eventuali controversie. Eppure, dicono gli attivisti, le istituzioni finanziarie già contabilizzano le loro attività fuori dalla Ue e non ci sono problemi fiscali. Nota il Guardian che in un simile impianto aziende come Amazon, British American Tobacco, Ikea e Vodafone, che chiaramente fanno affari nell’Ue, non dovrebbero dichiarare nulla a riguardo delle filiali che sono controllate dalla società in Svizzera, visto che si tratta di un Paese non membro.

Tra gli altri aspetti, si può sottolineare che i report devono essere pubblicati sui siti delle compagnie (e non svelati alle sole autorità fiscali), ma non mancano critiche per quanto riguarda il loro contenuto. Soprattutto, domanda TI, mancano i dati sui sussidi ricevuti dai governi e sui pagamenti, per delineare al meglio come si struttura il rapporto tra le multinazionali e la cosa pubblica. Nei prossimi giorni si vedrà se ci saranno correttivi, o la proposta resterà questa.

vivicentro-economia / larepubblica –  Piano Ue anti-elusione: le multinazionali obbligate a svelare la loro presenza, ma solo in Europa di RAFFAELE RICCIARDI

Bruxelles : polizia rilancia la caccia al terzo uomo

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                                              Bruxelles : commemorazione vittime

Bruxelles : il bilancio delle vittime sale a 35. La procura conferma tre arresti. È polemica, in Italia, sul ruolo degli 007. Gasparri (Fi): “Sono inutili”. Cicchitto (Ncd): “Stop attacchi ai servizi segreti”

BRUXELLES – La Polizia belga sta ancora dando la caccia all’ ‘uomo con il cappello’, il terzo sospetto terrorista che compare nelle foto degli attentatori di Zaventem. Gli inquirenti hanno postato un video sul proprio sito chiedendo a tutti di informare nel caso in cui venga riconosciuto. Nei giorni scorsi, i media avevano identificato l’uomo con il giornalista freelance Fayçal Cheffou, tra gli arrestati giovedì scorso. Le Soir conferma che si tratta proprio del reporter. Secondo fonti della procura federale si tratterebbe di un’iniziativa solo formale.
Cheffou – finora unico incriminato nel dossier sugli attentati di Bruxelles – rimane infatti il principale sospettato di essere il “terzo uomo” di Zaventem, ma non avendo né confessato né fornito il proprio dna per l’identificazione, la polizia è costretta a seguire l’iter normale in questi casi, fra cui appunto la richiesta di collaborazione del pubblico. Finché il dubbio resta, la caccia all’uomo continua.

Sale a 35 bilancio vittime. Le autorità belghe hanno fornito un nuovo bilancio delle vittime degli attentati del 22 marzo, in Belgio. I morti sono 35: 31 persone rimaste uccise nei due siti attaccati e 4 morti negli ospedali. Negli attentati sono morti anche i kamikaze, il cui numero ufficiale è fermo a tre.

Confermati tre arresti. La procura belga ha confermato gli arresti per altri tre terroristi. Si tratta di Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., arrestati nei raid di giovedì scorso a Bruxelles e ad Anversa.

Polemica tra maggioranza e opposizione su 007 italiani. Forza Italia attacca i servizi segreti italiani per il passaggio di alcuni terroristi coinvolti negli attentati in Francia e in Belgio. Ncd li difende.
“L’Italia – ha detto il senatore Maurizio Gasparri, Fi – è diventato un Paese colabrodo e la piattaforma logistica dei terroristi. Sapevamo che Salàh Abdeslam era transitato da noi per poi andare in Grecia e quindi in Siria. Ora apprendiamo che tragitto analogo ha fatto, attraversando l’Italia e risiedendo nel nostro Paese, l’attentatore islamico di Lahore, che ha seminato strage tra i cristiani in Pakistan. A che cosa servono i nostri Servizi segreti? Quanto ci costano? Come proteggono la sicurezza della comunità internazionale? Tradizionalmente inefficienti, spesso corrotti, sempre inutili, i nostri Servizi – tranne in rare pause come quelle garantite dalla presenza del prefetto Mori -, non hanno arricchito la storia della Repubblica ma forse solo quella di chi li ha diretti”.

Replica Fabrizio Cicchitto, Ncd: “Di tutto c’è bisogno in questo momento che non di attacchi ad alzo zero nei confronti dei nostri servizi, addirittura con propositi di azzeramento. Abbiamo visto qualche tempo fa in francia cosa hanno prodotto operazioni di questo tipo. Certamente è sbagliato in una situazione cosi difficile e precaria pensare di vivere sugli allori, ma la cosa peggiore che si possa fare è quello di dare un senso di sbandamento e di precarietà”. Aggiunge Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra.  “Le parole dell’onorevole Gasparri sono offensive e irrispettose nei riguardi del nostro sistema di intelligence che ha dimostrato di essere efficiente ed efficace. Ci aspettiamo che chieda scusa a chi ogni giorno lavora per la nostra sicurezza insieme alle forze di polizia che rischiano la vita per il bene degli italiani”.

vivicentro-cronaca / larepubblica, Bruxelles: polizia rilancia la caccia al terzo uomo. Forse non è il reporter di ALBERTO CUSTODERO

Djamal Eddine Ouali, l’algerino arrestato a Salerno: “Non sono un terrorista”

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Djamal Eddine Ouali (ansa)

Djamal Eddine Ouali si dice innocente con chi ha potuto avvicinarlo  nel carcere di Fuormi, dove è detenuto in regime  di  isolamento

SALERNO – “Non sono un terrorista, non so nulla di terrorismo e neppure di documenti falsi”. L’ha detto più volte a chi ha potuto avvicinarlo nel carcere salernitano di Fuorni l’algerino Djamal Eddine Ouali, arrestato sabato scorso dalla polizia a Bellizzi, in provincia di Salerno, in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dalla magistratura belga.

L’algerino, 40 anni, si è limitato a dirsi innocente e a chiedere notizie della moglie, che è incinta. Per il resto è rimasto quasi sempre in silenzio. E’ accusato di aver fatto parte di una rete che produceva falsi documenti che sarebbero stati utilizzati anche da alcuni terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles.

Ouali è detenuto in regime di isolamento, con controlli frequenti da parte della polizia penitenziaria. Il prossimo primo aprile comparirà davanti alla Corte d’Appello di Salerno, che dovrà decidere sull’estradizione in Belgio.

Il suo legale, Gerardo Cembalo, ha fatto sapere che Ouali non si opporrà all’estradizione: “Vuole essere giudicato in Belgio e presterà il consenso per essere estradato nell’udienza che si terrà il primo aprile”. Dalla misura di esecuzione dell’arresto, ha aggiunto l’avvocato, si evince che il reato contestato all’uomo è quello di “falsificazione di documenti a fini terroristici”. I fatti contestati vanno dall’ottobre 2015 ad oggi, comprendendo anche gli attentati terroristici a Parigi e Bruxelles.

L’arresto dell’algerino Djamal Eddine Ouali a Salerno

 

Edisonweb: il futuro della mobilità urbana parte da Catania

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                                                        Edisonweb: il futuro della mobilità

Edisonweb: dal 18 aprile a Ragusa, con la sponsorship tecnica di Mercedes-Benz Vans, il primo test pilota di 3 settimane, che permetterà ai fisici/informatici catanesi di arrivare fino a Berlino

Non è da tutti venire selezionati da Frontiercities, il programma di accelerazione UE, per un algoritmo in grado di risolvere la congestione dei trasporti urbani, il team catanese di fisici e informatici Edisonweb ci è riuscito. E la cosa è seria, al punto che, dal 18 aprile a Ragusa, con la sponsorship tecnica di Mercedes-Benz Vans, si svolgerà il primo test pilota, della durata di 3 settimane, all’interno di un evento che permetterà a fisici e informatici catanesi di arrivare fino a Berlino.

Ma vediamo nello specifico di che si tratta. In poche parole, possiamo dire che la parola d’ordine è una: futuro. Sì, perché il programma di accelerazione finanziato dall’Unione Europea si chiama, non a caso, Fiware/Frontiercities e serve a trovare nuove soluzioni – assolutamente smart, e quindi futuristiche – ai problemi di congestione del traffico urbano, al dramma delle emissioni, alla tragedia della difficoltà di parcheggio, nonché allo stress che viviamo quotidianamente nell’odissea del muoverci in città. Il futuro, per fortuna, ora è a portata di mano, e tutto grazie alla tecnologia delle migliori menti europee.

Certo, aggiudicarsi il premio non è stato facile. Seicento i candidati, tra piccole e medie imprese e start up, ma solo 28 i “prescelti”, tra cui il “nostro” team catanese di fisici e informatici, Edisonweb, selezionato, appunto, per un rivoluzionario algoritmo di intelligenza artificiale, in grado di creare un nuovo modello di trasporto pubblico ottimale in termini di flessibilità, proprio perché in grado di prevedere le esigenze di trasporto dei cittadini a seconda di alcune variabili prevedibili statisticamente.

“Il nostro modello – spiega il fisico Riccardo D’Angelo, CEO del team – è nato declinando in chiave avveniristica e tecnologicamente avanzata, l’archetipo cubano del “taxi particular”. Un taxi collettivo che, muovendosi sulle arterie principali delle città, è disponibile a servire più persone contemporaneamente. A questo modello di riferimento abbiamo applicato una tecnologia, denominata Mvmant. Un acronimo inglese derivato da “Movement”, ovvero movimento, in questo caso riferito a una forma di trasporto pubblico 2.0, e “Ant”, in inglese “formica”, l’animale che, secondo gli etologi, dimostra più intelligenza e organizzazione d’insieme nella gestione dei propri tragitti di spostamento. Mvmant, infatti, oltre a fornire un servizio di trasporto condiviso, darà la possibilità, tramite smartphone, di prenotare il proprio posto nel veicolo, di stimare i tempi di attesa e di pagare direttamente dal cellulare. In sintesi parliamo di un servizio di ridesharing perfettamente integrato nel trasporto pubblico che potrà, non solo ottimizzare l’occupazione a bordo, ma anche offrire un servizio direttamente proporzionale alla stima della domanda prevista per ogni giorno dell’anno. Il calcolo predittivo, sarà possibile attraverso l’applicazione e valutazione statistica di una serie di variabili: giorno della settimana, stagione, condizioni metereologiche, eventi in corso, periodi di lavoro/scuola e vacanze. Insomma tutti i parametri che possono essere utilizzati per sapere se in un determinato giorno, o periodo, ci sono esigenze e percorsi soggetti ad una maggior richiesta di trasporto pubblico”.

vivicentro/isole  / larepubblica / Edisonweb: il futuro della mobilità urbana parte da Catania di SARA FICOCELLI

Il Napoli superò il Catania grazie a Cannavaro: era il 28 marzo

Il giorno 28 marzo il Napoli ha giocato dodici partite, nove in serie A e tre in serie B, ottenendo nove vittorie e due pareggi, con una sola sconfitta.

Ricordiamo l’1-0 al Catania nella dodicesima di ritorno della serie A-2009/10

Questa è la formazione schierata da Walter Mazzarri:

De Sanctis, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Gargano, Pazienza (88′ Bogliacino), Zuniga (56′ Rinaudo), Hamsik (74′ Cigarini), Quagliarella, Lavezzi

I gol: 51′ P. Cannavaro

Dopo trenta giornate il Napoli era sesto in classifica a 18 punti dalla capolista Inter. Gli azzurri hanno concluso il torneo al sesto posto. Il gol vincente sul Catania porta la firma di Paolo Cannavaro che con 278 presenze è il sesto azzurro di sempre. Ha segnato 9 gol, otto in campionato ed uno in coppa Italia.

Dalla porta all’attacco: tutti i nomi per il Napoli

I dettagli…

Il mercato, oggi, è colui che ruba la scena. Pasqua e pasquetta hanno fermato il campionato e, in attesa degli ultimi 8 match, si guarda al futuro. Da tenere d’occhio le situazioni Higuain e clausola, i rinnovi di Koulibaly, Mertens, Callejon, Albiol, Insigne, ma anche le vicende relative a Gabbiadini, piace alla Lazio, e Valdifiori. Cristiano Giuntoli ha già realizzato la lista dei prossimi colpi da fare in estate. Tra i pali ci sarà ancora Reina, ma il suo vice non sarà brasiliano tra Gabriel e Rafael, ma napoletano con Luigi Sepe. Sono, invece, tre i nomi che a Castel Volturno stanno monitorando per la difesa: il primo è Caceres, gli altri nomi sono Maksimovic, Mammana e Ramiro Funes Mori. Per il centrocampo continuano a piacere Klaassen e Vecino, oltre a De Roon (già opzionato) e Ionita del Verona. In attacco, in attesa di vederci chiaro sul futuro di Higuain, si seguono Lapadula del Pescara, Raicevic del Vicenza e Rashica del Vitesse.

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Centocelle , voragine tra due palazzine: evacuate 14 famiglie

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Centocelle, voragine tra due palazzine profonda quasi 20 metri e larga 3 nel vialetto che collega due palazzine popolari alla periferia di Roma.

Centocelle – Paura nel quartiere dove, in serata, a causa della rottura di una tubazione, si è aperta una grossa voragine profonda circa 20 metri

La voragine si è aperta nel vialetto che collega due palazzine popolari in via di Centocelle 3. All’origine, una perdita in una tubazione Acea come si apprende dai Vigili del fuoco che, intervenuti con tre squadre e constatata la situazione di pericolo, hanno evacuato 14 famiglie che abitano nei due stabili.

Secondo un primo sopralluogo congiunto di pompieri e personale dell’Acea – spiega il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Roma -, l’apertura della voragine in via Centocelle , sarebbe stata causata dalla rottura di una tubazione.

Sul posto sono intervenuti anche Polizia municipale e Protezione civile, che hanno assistito le famiglie fatte evacuare e trasferite, anche con l’aiuto dei volontari della Protezione Civile, in strutture alberghiere della città.

Cronaca Centro Italia / Centocelle , voragine tra due palazzine: evacuate 14 famiglie.

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La voragine, profonda quasi 20 metri e larga 3 nel vialetto che collega due palazzine popolari alla periferia di Roma. Probabilmente per il guasto di una tubatura

SPECIALE COMICON 2016: su ViViCentro articoli, foto e video

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Anche quest’anno ViViCentro vi racconterà il Comicon, Salone Internazionale del Fumetto che si terrà a Napoli alla Mostra d’Oltremare dal 22 aprile al 25 aprile 2016.

Comicon
Comicon

Il tema di questa XVIII edizione è “Fumetto & Media: gli audiovisivi”. Anche quest’anno sono previsti tanti ospiti ed è già attestata una grande partecipazione da parte degli appassionati, tanto è vero che è stato già registrato il sold out per gli abbonamenti validi per le quattro giornate della manifestazione. Restano però ancora in vendita i tagliandi per accedere alle singole giornate, disponibili sia presso le rivendite autorizzate GO2 sia presso le biglietterie della Mostra d’Oltremare durante i quattro giorni del Festival. Su ViViCentro troverete tanti articoli, foto e video live, realizzati dai nostri inviati a Napoli. Seguiteci per vivere la magica atmosfera del Comicon 2016!

Antonio Gargiulo

Udinese-Napoli, biglietti per il settore ospiti in vendita

I dettagli sui biglietti

La prevendita per la gara Udinese – Napoli del 3 aprile 2016 delle ore 12.30 è iniziata venerdì 18 marzo 2016 alle 16:30

Nel match day sarà possibile acquistare i tagliandi d’ingresso con tariffe maggiorate di 5,00 €.

TARIFFE

– Tribuna Centrale Nord/Sud: 55,00 €  – Ridotto* e Invalidi al 70% 45,00 € – Under 14 40,00€

– Tribuna Laterale Nord/Sud: 40,00 €  – Ridotto* e Invalidi al 70% 35,00 € – Under 14 30,00€

– Tribuna Distinti Special: (settori I2 – J2 – K2): 45,00 €  – Ridotto* e Invalidi al 70% 40,00 € – Under 14 35,00 €

– Tribuna Distinti: 45,00 € – Ridotto* e Invalidi al 70% 40,00 € – Under 14 35,00 €

– Curva Nord: 35,00 €

– Curva Sud: 35,00 €

– Settore Ospiti: 35,00 €
– Executive: 180,00 € – Under 14 80,00€
– Vip Club: 230,00 €- Under 14  80,00 €

– Tribunetta Disabili: 10,00 € (disabile) – 10,00 € (accompagnatore)

– Tribuna Laterale Sud – Settore “O”: 15,00 € (disabile) – 15,00 € (accompagnatore)

– Tribuna Distinti Disabili: 20,00: € (disabile) – 20,00 € (accompagnatore)

– Curva Sud Disabili: 15,00 € (disabile) – 15,00 € (accompagnatore)

Per informazioni sull’acquisto dei biglietti per i disabili cliccare qui.

*Donne e over 65

**I biglietti per il Settore Ospiti sono in vendita anche sul canale ON LINE e possono essere acquistati solo dai titolari di tessera del tifoso presso le rivendite LISTICKET (per l’elenco consultare il sito www.listicket.com). I residenti in Campania potranno entrare alla stadio solo se in possesso di qualsiasi tessera del tifoso.

Per maggiori informazioni chiama lo 333-85.93.900 (Assistenza Tifosi)

ON LINE SU: www.listicket.com

Colpo alla caviglia per Hysaj, sta rientrando a Napoli

Problemi per l’albanese

Non arrivano buone notizie per Elseid Hysaj che, durante la partita contro l’Austria, ha subito un brutto colpo alla caviglia. Come riferisce Sport Ekspres, Hysaj è stato testardo nel voler finire la partita contro gli austriaci aggravando maggiormente le sue condizioni. L’infortunio sembrerebbe piuttosto serio tanto che Hysaj non giocherà contro il Lussemburgo e già in queste ore sta ritornando a Napoli.

Hamsik: “Ora voglio vincere lo Scudetto col Napoli”

Una giornata speciale

Marek Hamsik è stato premiato come migliore calciatore slovacco: “Non mi accontento, voglio vincere nuovamente questo premio, è bello far divertire anche i tifosi. Il calcio mi diverte e sto facendo bene sia in Nazionale che col Napoli. Il 2015 è stato un momento storico per il calcio slovacco perché andremo all’Europeo, vogliamo fare bene in Francia. Papà ha una stanza speciale per le maglie e trofei e ci darà anche il più questo.

Ora voglio vincere lo Scudetto col Napoli, per ora è il calcio più bello che abbia mai giocato e me lo sto godendo insieme ai miei compagni. Che cosa dobbiamo fare per ottenere il titolo a Napoli? Vincere tutte le partite, perché non penso che la Juventus possa perdere molti punti. Abbiamo bisogno di guardare a noi stessi e ottenere più punti. Real Madrid? Sono voci che non mi interessano, nessuno mi ha chiamato. Ho un contratto con il Napoli e penso solo a fare bene qui”.

Ischia, triangolare internazionale al “Mazzella”: vince il Real Forio

Triangolare internazionale al "Mazzella Ischia"
Triangolare internazionale al “Mazzella Ischia”

Il Real Forio si aggiudica il triangolare con Mondo Sport ed Enskede IK di Stoccolma. Nella prima gara gli svedesi hanno battuto il Casamicciola del presidente Mattera 2 a 0 (Sagredo e Lithner). Mondo Sport sconfitto anche dal Real Forio per 4 a 0 (Cantelli, Massimo De Luise, De Felice, Boria). Nell’ultima partita i biancoverdi hanno battuto l’Enskede 2 a 0 grazie alle reti di Guarracino e Saurino G. Una bella mattinata di sport e di intregazione culturale oltre che sportiva con la società svedese (2500 iscritti nel settore giovanile, la prima squadra milita in Prima Divisione, una sorta di serie B/Lega Pro italiana). Presente il vicesindaco del comune di Forio Gianni Matarese insieme all’assessore allo sport Giuseppe Di Maio; per il comune di Ischia il vicesindaco Enzo Ferrandino con il delegato allo sport Ottorino Mattera. Dal Real Forio sinceri auguri di buona Pasqua ai tifosi foriani e a tutti gli appassionati!