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Del Genio: “A breve ci saranno importanti rinnovi”

Il giornalista Paolo Del Genio ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli. Queste le sue parole:
“L’ Empoli cercherà sicuramente di fare bella figura contro la Juventus, anche come segno di gratitudine nei confronti dell’ ex allenatore che sta lottando per un traguardo importante.
Gabbiadini è stato poco fortunato in questa stagione: sia poiché ha davanti un fuoriclasse come Higuain, sia per l’ ottimo rendimento di Callejon sulla destra laddove avrebbe potuto avere un’ occasione.
Callejon e Albiol hanno fatto bene in questa stagione e si sono guadagnati la conferma, a breve ci sarà l’ annuncio del rinnovo. Quilon, il loro agente, si trova in città per discutere con la società”.

Marino: “Occhio alla trasferta di Udine, gli azzurri devono restare concentrati”

In occasione della prossima sfida tra Udinese e Napoli Pierpaolo Marino, ex dirigente sportivo di entrambe le società, ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni:
“Una partita dai mille interessi per me che ho molto da raccontare con entrambe le squadre: vinca il migliore, anche se la classifica parla chiaro. Quella di Udine non è mai stata una trasferta facile per gli azzurri. Il Napoli deve affrontare la partita con la massima concentrazione per non incappare in una partita come quella di Bologna dove si trovò sotto di 3 gol in pochi minuti. L’ Udinese non merita l’ attuale posizione in classifica, il rendimento non è stato ottimale anche a causa dell’ infortunio di Zapata; il Napoli deve stare molto attento in quanto può influire anche il fattore campo.
Su De Roon posso dire che si tratta di un centrocampista dotato di grande personalità che Reja ha esaltato come diga davanti alla difesa. Gli azzurri hanno già Jorginho, l’ olandese può arrivare solo se verrà ceduto Valdifiori; staremo a vedere.
Nella corsa scudetto il Napoli deve sempre farsi trovare preparato, la Juventus può perdere qualche punto. Nulla è scontato, anche i bianconeri  dovranno affrontare otto finali: tutte le partite possono rivelarsi insidiose”.

La ministra Federica Guidi si dimette

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                                              La ministra dello Sviluppo Federica Guidi e il premier Renzi

La scelta della ministra Federica Guidi dopo la pubblicazione dell’intercettazione con il compagno indagato. Le opposizioni: vergogna, anche Renzi a casa

La ministra dello Sviluppo Federica Guidi si è dimessa. La decisione arriva dopo la pubblicazione dell’intercettazione in cui la Guidi racconta al compagno Gianluca Gemelli, indagato dalla Procura di Potenza, dell’«emendamento che dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato».

La Guidi scrive a Renzi: «Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese».

Intanto le opposizioni chiedono le dimissioni anche di Renzi e della Boschi (citata nella conversazione telefonica della Guidi). «Scandalo Tempa Rossa a Potenza. La misura è colma, si devono vergognare e andare a casa subito», dicono i capigruppo M5s di Camera e Senato, Michele Dell’Orco e Nunzia Catalfo. Il deputato M5S Danilo Toninelli afferma: «Renzi chieda scusa». Per la Lega, è il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio a spiegare che «stando agli atti, per il governo si profilano responsabilità gravissime. Renzi e Boschi devono rassegnare subito le proprie dimissioni. Ogni giorno appare chiaro che più che un esecutivo abbiamo a che fare con un comitato d’affari che utilizza la cosa pubblica per gli interessi privati delle rispettive famiglie. Prima Banca Etruria ora Tempa Rossa: con emendamenti o in consiglio dei ministri invece che degli interessi dei cittadini si occupano di risolvere questioni aziendali. È una vergogna! A casa subito».

Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, punta il dito soprattutto contro Matteo Renzi: «Lo scandalo Guidi? È l’ennesimo, mostruoso conflitto d’interesse di questo governo. Più che Guidi o Boschi la vera responsabilità è quella di Matteo Renzi. È lui che deve dimettersi. Al confronto Berlusconi era un principiante».

Anche Fratelli d’Italia chiede le dimissioni del premier e «dell’intero governo».«Ogni giorno – sottolinea la presidente di Fdi, Giorgia Meloni – emerge un nuovo conflitto di interessi di un ministro, ma è l’intero governo ad essere in perenne conflitto di interessi perché il governo Renzi è il governo delle lobby, delle banche e dei poteri forti. È un Esecutivo che fa gli interessi dei propri amici e dei propri protettori, non quelli del popolo italiano. Come abbiamo fatto con il ministro Boschi con lo scandalo di Banca Etruria, Fratelli d’Italia non chiede le dimissioni del ministro Guidi ma le dimissioni di Renzi e dell’intero governo».

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E’ morto Giorgio Calabrese, l’autore di “E se domani”

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                                                                   Giorgio Calabrese

Giorgio Calabrese aveva 86 anni. Suoi alcuni capolavori della canzone italiana. Le collaborazioni con i più grandi, da Mina a Celentano

E’ morto a Roma, all’età di 86 anni, Giorgio Calabrese. Paroliere e autore televisivo, aveva scritto alcuni capolavori della musica italiana, come E se domani. Tra i padri della “scuola genovese” – con Gino Paoli, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, i fratelli Reverberi, Luigi Tenco, Fabrizio De André –  aveva scritto per gli artisti più importanti, da Mina a Ornella Vanoni, da Adriano Celentano a Luigi Tenco, oltre ad aver tradotto in italiano i testi di Charles Aznavour e Juliette Greco.

E’ morto a Roma, all’età di 86 anni, dopo una vita dedicata alla musica, l’autore Giorgio Calabrese. Tra i tanti brani di successo scritti da Calabrese anche “E se domani”. In questo video una versione della canzone intonata da Mina nel 1964

Calabrese era nato a Genova il 28 novembre del 1929 e aveva iniziato scrivendo per Umberto Bindi. Sue, fra le altre, Arrivederci (1959), Il nostro concerto (1960) e Non mi dire chi sei (1961). Nel 1959 aveva composto I sing ammore per Nicola Arigliano, diventata un grande successo. Ma è alla metà degli anni Sessanta che arriva la grande popolarità, grazie a una “sconfitta” a Sanremo. Nel 1964 porta al Festival due brani, A mezzanotte (l’ultimo tram) cantata da Milva e Frida Boccara e E se domani, cantata da Fausto Cigliano e Gene Pitney, ma nessuna delle due arriva in finale. Passano alcuni mesi, quando E se domani viene incisa da Mina: diventerà uno dei più grandi successi della musica italiana. Quello con Mina diventa un legame artistico fortunato che li porterà anche a condurre insieme un programma radiofonico, Pomeriggio con Mina, in onda alla domenica. Importante anche il sodalizio artistico con Umberto Bindi che diede vita a Arrivederci (1959) e Il nostro concerto (1960), conosciuti in tutto il mondo, ma pure alla stesura di Piano (1960), scritta originariamente per Mina e ripresa in tutto il mondo con il titolo di Softly as I leave you e eseguita da Frank Sinatra, Elvis Presley, Tony Bennett. La canzone gli valse un Grammy nel 1978.

Calabrese scrive per grandi autori ma, nel tempo, si rivela anche un bravo talent scout. A lui devono molto personaggi come Ornella Vanoni, fino a qualche anno prima considerata un’artista “di nicchia”, che Calabresi riesce a portare nella classifica dei dischi più venduti con brani come Domani è un altro giornoIl tempo d’impazzireUomo mio, bambino mio; e Orietta Berti, per la quale nel ’62 firma FranchezzaNon ci sarò e Se non avessi più. Un’attività, quella di autore, che Calabrese mise anche al servizio di alcuni programmi televisivi da Fantastico a Domenica In oltre a firmare i testi musicali di trasmissioni di intrattenimento come Senza rete, in onda dal 1968 al 1975,Vivendo sambando ed Europa Europa. Aveva tradotto e riadattato in italiano canzoni francesi, inglesi e portoghesi, in certi casi portandole anche al successo, com’è il caso di Le déserteur, diventata Il disertore, proposta prima da Ornella Vanoni e più di recente da Ivano Fossati, brano dal contenuto antimilitarista,  censurato dal governo francese del tempo – era il periodo della guerra in Indocina.

Negli anni recenti aveva continuato a occuparsi di musica collaborando alla rivistaMusica leggera. Nel 2010 aveva ricevuto dal Presidente della Repubblica l’Ordine al merito della Repubblica Italiana. I funerali si terranno a Roma, sabato 2 aprile alle 11, nella parrocchia del Cristo Re in viale Mazzini.

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Napoli: tutti a lavoro, problemi per Reina

Nuova seduta di allenamento per il Napoli, Sarri ritrova tutti i calciatori reduci dalle nazionali. Ecco il report della società sul proprio sito ufficiale:
“Seduta pomeridiana, oggi, per il Napoli a Castelvolturno.
Gli azzurri preparano la gara di Udine, “lunch match” della 31esima giornata di domenica alle ore 12,30.
Sono rientrati, come da programma, tutti i Nazionali ed il gruppo si è completato.
Hamsik e Koulibaly hanno fatto corsa sul campo e scarico.
Insigne, Mertens e Ghoulam hanno svolto lavoro atletico e allenamento aerobico.
Higuain, reduce dalle due gare di qualificazione mondiale con l’Argentina, ha fatto massaggi defaticanti.
Jorginho, Grassi ed El Kaddouri hanno, invece, lavorato col gruppo.
La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente possesso palla. Chiusura con partitina 11 contro 11.
Reina ha fatto lavoro differenziato a causa di un affaticamento muscolare al gemello mediale destro. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime 48 ore.
Domani allenamento pomeridiano”.

Da sscnapoli.it

Marò, India apre spiraglio su Latorre e Girone

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                                                    Latorre e Girone

La Corte ha l’impegno solenne espresso dalla delegazione italiana a rimandare Latorre e Girone in India se il processo dovrà farsi lì. Così l’agente indiana Neeru Chadha, durante la seconda udienza all’Aja, ai giudici che le chiedevano “cosa sarebbe accettabile” per permettere il ritorno del fuciliere in Italia in attesa della decisione sulla giurisdizione del caso marò. Ripensando alla retromarcia del governo Monti, basterà?

L’AJA – Proprio in chiusura della seconda udienza al Tribunale arbitrale dell’Aja chiamato a decidere sulla richiesta italiana di far rientrare in patria il fuciliere Salvatore Girone dall’India in attesa che la corte stabilisca a chi compete la giurisdizione sul caso dei marò, l’agente di Nuova Delhi ha dovuto cambiare momentaneamente ma significativamente registro. La signora Neeru Chadha era alle prese con la sua dichiarazione finale, in cui ribadiva l’opposizione dell’India alle “misure provvisorie avanzate dall’Italia”, quando si è sentita rivolgere dai cinque giudici del panel il seguente interrogativo: “Cosa sarebbe accettabile per l’India” per permettere il ritorno di Girone in Italia? “L’India – ha risposto la signora Neeru – necessita dell’assicurazione che in caso venga riconosciuta la giurisdizione indiana sia garantita la presenza di Salvatore Girone” a Delhi per un eventuale processo a suo carico. Subito dopo, è stata l’agente indiana a incalzare i giudici: “Il Tribunale arbitrale stabilisca le garanzie”.

Potrebbe sembrare un’apertura, di fronte all’atteggiamento di totale chiusura portato avanti dall’India nella due giorni olandese. Ma quella di lasciare l’iniziativa al Tribunale arbitrale potrebbe essere anche un esercizio retorico. Come potrebbe la Corte garantire che, nel caso in cui l’India si veda riconosciuta la giurisdizione sul caso, Roma accetti pacificamente di rimettere Salvatore Girone e il collega Massimiliano Latorre – accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo del Kerala nel corso del servizio di vigilanza anti-pirateria prestato a bordo della petroliera “Enrica Lexie” nel 2012 – su un aereo con destinazione Nuova Delhi? Per due giorni, la delegazione italiana ha espresso l’impegno di Roma a rispettare il verdetto del Tribunale dell’Aja sulla giurisdizione, impegnandosi solennemente, nella seconda giornata di udienza e prima della dichiarazione finale indiana, a rimettere i due marò alla giustizia indiana in caso di verdetto sfavorevole. Può bastare? Alla corte decidere.

Alla corte, in particolare, decidere sull’affidabilità, sull’onorabilità della parola di Roma. Lo ha evidenziato in aula l’avvocato del team legale italiano, Sir Daniel Bethlehem, esprimendosi sulle garanzie richieste dall’India per un eventuale ritorno di Girone: “L’Italia si impegna solennemente, non con l’India, ma con il Tribunale arbitrale cui l’Italia stessa si è rivolta per risolvere questa disputa. La vostra decisione sulla richiesta italiana – ha a quel punto rimarcato sir Bethlehem rivolgendosi a cinque giudici – si riduce a una questione essenziale: questo Tribunale considera affidabile, di fatto e di diritto, l’impegno dell’Italia a restituire Girone all’India, se questo fosse richiesto dalla decisione del Tribunale stesso? Se sì, le misure provvisorie che l’Italia richiede sono sia appropriate che necessarie”.

Purtroppo per l’Italia, un precedente ben noto potrebbe essere strumentalizzato dall’India per mettere in dubbio la solennità dell’impegno italiano. L’iniziale rifiuto del governo Monti a far tornare in India Girone e Latorre dopo che ai due fucilieri di marina era stato concesso di rientrare in Italia per riabbracciare le famiglie durante le vacanze natalizie. L’iniziale fermezza dell’esecutivo dei tecnici franò ben presto di fronte alle quotidiane rimostranze di Nuova Delhi, fino a lasciar posto al finale più prevedibile: la ripartenza dei marò nel marzo del 2013. Era un altro governo, dedicato a ben altra mission, salvare i conti italiani dal crack. Quel governo cercò anche di salvare la faccia, senza riuscirci, dando risalto all’aver ottenuto, durante una trattativa gestita dall’allora segretario agli Esteri Staffan De Mistura, che Girone e Latorre non avrebbero rischiato la pena di morte. Ma quel triste balletto potrebbe generare oggi conseguenze ben più gravi della brutta figura.

Per contro, l’India potrebbe anche scegliere di non tirare troppo la corda. Perché Nuova Delhi ha importanti accordi commerciali in ballo in sede Ue e sa bene che mettere in discussione l’onorabilità di uno Stato membro dell’Unione del peso dell’Italia potrebbe comprometterne la conclusione. Durante il vertice a porte chiuse con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, il premier Narendra Modi si è impegnato a “rispettare in ogni caso le decisioni dell’arbitrato internazionale in corso” all’Aja, riferiscono fonti qualificate Ue a Bruxelles, secondo le quali l’impegno dovrebbe comprendere anche le “misure provvisorie” che l’arbitrato deciderà entro qualche settimana, oltre alla sentenza finale sulla giurisdizione, attesa non prima del 2018. Le fonti hanno sottolineato che quest’impegno figura al punto 12 della “dichiarazione congiunta” sottoscritta alla conclusione del vertice Ue-India: “Il massimo che si poteva ottenere”.

vivicentro.it-cronaca / larepubblica / Marò, India apre spiraglio su Latorre e Girone : “Tribunale arbitrale stabilisca garanzie che Girone tornerà” di PAOLO GALLORI

Gli scenari che Renzi non controlla

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    Gli scenari che Renzi non controlla GIOVANNI ORSINA

 GIOVANNI ORSINA – Quanto conta nella narrazione renziana la posizione che l’Italia ha nel mondo? Moltissimo, senza alcun dubbio. Fin dagli esordi, mostrando uno dei suoi tratti berlusconiani più evidenti, Renzi ha impostato la propria comunicazione sulla necessità che il Paese si trascinasse fuori dalla palude del pessimismo. E poiché l’Italia è sempre stata affetta da un’insopprimibile senso di inferiorità nei confronti delle nazioni «civili» d’Europa, lo sforzo di restituirle la fiducia in se stessa non poteva che prendere forma comparativa: non soltanto siamo un grande Paese, ma siamo un Paese «tanto» grande «quanto» gli altri. E la grandezza, quegli altri, ce la devono riconoscere.

Gli italiani quest’operazione sembrano averla gradita. Un po’, in generale, perché a chi prova un senso atavico di inferiorità non dispiace sentirsi dire che non ha ragione di provarlo – Berlusconi ha vinto più di un’elezione anche grazie a questo. E molto, più nello specifico, perché la crisi del 2011 e la vicenda del governo Monti hanno alimentato quel senso d’inferiorità, accrescendo in misura proporzionale anche un desiderio di riscatto che non sembra essersi spento.

Non è un caso perciò che – stando almeno ai sondaggi – la politica «muscolare» seguita da Renzi in Europa negli ultimi mesi sia stata apprezzata dall’opinione pubblica.

La narrazione «grande Italia nel mondo», tuttavia, non manca di rischi. Soprattutto perché aggiunge al renzismo un ulteriore controllo di realtà oltre a quello della situazione economica. Ossia perché espone il presidente del Consiglio su un terreno che non può controllare se non in piccola parte. Proprio su quel terreno si sono presentate in questi giorni almeno tre sfide che potrebbero mettere sotto pressione la narrazione renziana. Tre sfide alle quali bisogna poi aggiungere un dato strutturale, e forse una quarta sfida.

La questione dei marò, innanzitutto, si è riacutizzata ieri, nel momento in cui l’India ha dichiarato inammissibile la richiesta di far rientrare Salvatore Girone. Renzi può a buon titolo minimizzare le proprie responsabilità affermando che si tratta di un’eredità del gabinetto Monti – ma può farlo soltanto fino a un certo punto, visto che la sua retorica della «svolta» consiste proprio nella promessa di dar soluzione ai problemi che i suoi predecessori non hanno saputo risolvere. Il caso di Giulio Regeni, in secondo luogo, sta acquistando importanza e urgenza via via crescenti. Non sarà facile al governo destreggiarsi fra la sacrosanta richiesta di verità sulla sua morte e di castigo per i suoi assassini da un lato, e dall’altro l’esigenza di non contribuire a destabilizzare un paese cruciale come l’Egitto – del quale, per altro, l’Italia è il primo partner commerciale in Europa.

La terza sfida, potenzialmente ben più devastante delle prime due per gli equilibri politici nazionali, è la notevole crescita dei flussi migratori, e in particolare dei flussi di migranti per motivi economici, che s’è manifestata nel primo trimestre di quest’anno e che potrebbe consolidarsi nei mesi a venire. Con una tornata importante di elezioni municipali fra un paio di mesi, il referendum costituzionale in autunno – inevitabilmente destinato almeno in parte, e forse in larga parte, a trasformarsi in un voto pro o contro Renzi –, e la Lega e il Movimento 5 stelle in buona forma, il presidente del Consiglio di tutto avrebbe bisogno tranne che di ondate su ondate di migranti che approdano a Lampedusa in primavera ed estate. In un quadro europeo, per altro, che su questi temi rimane quanto mai fragile e ambiguo.

Il dato strutturale, infine, è quello contro il quale le narrazioni ottimistiche sull’Italia nel mondo naufragano da sempre: le nostre debolezze oggettive. Debolezza nei fondamentali economici, che non ci agevola certo quando aspiriamo a un ruolo di leadership in Europa. E debolezza dello spirito pubblico, che vorrebbe sì abitare nel corpo d’un grande Paese, ma si ritira immediatamente quando si tratta, per quella grandezza, di pagare il conto. Proprio con quest’ultima debolezza la narrazione renziana potrebbe scontrarsi presto se, come sembra da ultimo, la situazione politica in Libia evolverà positivamente, e l’Italia dovrà affrontare la sua quarta sfida: impegnarsi al di là del Mediterraneo.

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Mimmo U Curdu MASSIMO GRAMELLINI

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                                           Mimmo U Curdu MASSIMO GRAMELLINI
 Mimmo U Curdu – Per il settimanale americanoAspetto «Fortune» c’è un solo italiano nella lista delle personalità che stanno cambiando il pianeta. Come è ovvio il suo nome comincia per M, ma inopinatamente si tratta di un Mimmo. Mimmo Lucano, detto U Curdu. Quando ne divenne sindaco, Riace era un paesino esausto della Locride abitato da quattrocento anziani a cui avevano tolto tutto, persino i Bronzi. Ma un giorno sbarcò un veliero di curdi e il sindaco ebbe l’idea balzana di ospitarli nelle case abbandonate del centro. Dopo 15 anni di cura-Mimmo, oggi Riace si ritrova duemila residenti, un quarto dei quali sono stranieri che hanno riaperto le botteghe artigiane di tessuti e ceramiche. Un modello di integrazione studiato in tutto il mondo.

In Rete i connazionali di Mimmo hanno salutato il riconoscimento internazionale con la generosità consueta. I più moderati gli rinfacciano di avere confezionato il miracolo grazie ai soldi pubblici (avrebbe fatto meglio a sperperarli come certi suoi colleghi?). Altri sostengono che il plauso di «Fortune» è la prova di un complotto mondialista per garantirsi manodopera a basso costo a spese della popolazione locale (che a Riace era emigrata ben prima dell’arrivo dei profughi). Ma la reazione più appassionante è stata quella della politica. Silenzio assoluto, tranne Boldrini. Dagli altri Palazzi nemmeno un tweet. Anche il governatore della Calabria ha ritenuto più educato tacere. E non solo ieri. E non solo lui. Perché in questo Paese che spende miliardi in consulenze di ogni risma, nessuno si è mai degnato di chiedere un parere sul problema degli immigrati all’unico che parrebbe averlo risolto.

vivicentro-opinioni / Mimmo U Curdu MASSIMO GRAMELLINI

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Il Trono di Spade a Napoli Comicon 2016

Il 25 aprile Comicon Napoli ospiterà, nella sala grande (circa 800 posti) del Teatro Mediterraneo, la proiezione in esclusiva e in anteprima per l’Italia del primo episodio della sesta stagione de Il Trono di Spade, la celeberrima e seguitissima serie in onda su Sky Atlantic HD.

Il Trono di Spade
Il Trono di Spade

Si tratterà di un evento su invito e gli appassionati potranno ritirare il pass la mattina stessa del 25 aprile, nel foyer del teatro, presso l’Auditorium CartooNa. Un appuntamento straordinario per i tanti appassionati della serie tv, giunta alla sesta stagione, che andrà in onda per la prima volta in Italia a Napoli, a poche ore di distanza dalla prima assoluta negli USA. L’orario ufficiale in cui sarà proiettato l’attesissimo primo episodio, sarà comunicato nei prossimi giorni.

“BATMAN v SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE” (Critica Patricia Santarossa) TRAILER

Batman è stanco e invecchiato. Spaventato, come tutti i cittadini di Gotham City, delle imprese di Superman, che per salvare Metropolis, l’ha quasi distrutta, riprende il mantello per affrontarlo. Ma c’è il giovane Alex Luthor…

“BATMAN v SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE” (Critica Patricia Santarossa) TRAILER

Di fronte all’impazzare sugli schermi e al botteghino dei personaggi dell’Universo Espanso della Marvel Comics, diventando essa stessa una Major hollywoodiana, la sua principale concorrente, la DC comics, che tra l’altro è nata e ha cominciato prima di lei, escludendo i televisivi, a mettere sullo schermo i suoi personaggi, (“Superman” con Christopher Reeve è del 78), non poteva stare alla finestra. Doveva anch’essa tornare a misurarsi con lo schermo. Però, per farlo, doveva affrontare la modernità: doveva uscire da quell’aura classicheggiante, sia nel tono narrativo che soprattutto stilistico, che, avendone caratterizzato il successo negli anni 40 e fino agli anni 60, era stata completamente sterilizzata e resa un pezzo da museo, dall’allegra, chiassosa e iconoclasta aggressività dello stile Marvel . Certo, non era facile reinventare un universo fondato sull’aristocratica autoinvestitura, da parte di alcuni tizi in tutina, della missione di salvatori del mondo, che ne faceva una coorte di presunti integerrimi, esemplari e infaticabili eroi a tutto tondo. Ma bisogna considerare, ad onta di ciò che affermano a riguardo sbuffanti critici del cinema e del disegno, che questi eroi sono spessissimo denotati da conflitti molto complessi: però impliciti; chiari agli autori, ma non sempre al lettore. Semanticamente, a dirla con Umberto Eco, si trattava di fare un’autopoiesi di ritorno: dare vita a quelle articolazioni interne che, pur parte dei personaggi, sono non approfondite; ma solo accennate e/o semplicemente trascurate; studiarne le implicazioni ed esplorarne le conseguenze narrative. Del resto, essi sono collettivamente il nuovo Olimpo: però come gli dei di quello antico, si sono impressi così profondamente nell’immaginario di numerose generazioni perché sono dotati di intima e variegata ricchezza e complessità. Ma ecco che, dopo vari tentativi, uscì un fumetto in un formato da Albo d’Oro, un Comic Book da librerie specializzate, staccato, cioè, dalla serialità periodica delle pubblicazioni da edicole e delle strisce sui quotidiani, nel 1986, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller, un disegnatore ma anche soggettista  americano, molto dotato. A lui si deve, in quello che è considerato unanimemente una delle pietre miliari della Letteratura Disegnata, il “rovesciamento” del personaggio Batman. Bruce Wayne, al suo fondo, è uno tormentato dalla truce eliminazione dei suoi genitori e dalla vendetta conseguente. Ciò porta implicazioni psicologiche enormi. Bob Kane , in primis, ma anche Jerry Robinson e Bill Finger, i suoi creatori nel 1940, ne erano ben consapevoli: e lo ricordavano sempre. Ma fu Miller a esplicitarne e svilupparne narrativamente e graficamente, in chiave più minacciosamente dark, i contenuti ossessivi, quasi patologici, impliciti. E da qui è nata la Batman Renaissance…Prima con Tim Burton, che firmò i due pregevoli Batman (89 e 92) della nuova serie; ma soprattutto, dopo le mezze botte di Joel Schumacher e la prolungata pausa che ne derivò, con Christopher Nolan che realizzò la trilogia capolavoro del Cavaliere Oscuro (05, 08, 12). Del resto Nolan, è produttore esecutivo di questo film (USA, 16): lui ha collaborato col regista Zack Snyder, cui lo lega una sostanziale identità di vedute tematiche e stilistiche. Snyder è stato lanciato da “300” (07)un grande film tratto da un Comic Book, anch’esso di Frank Miller: ed è quest’ultimo il nume tutelare dell’operazione, anche perché anch’essa ispirata ad un precedente Comic Book. Il regista e i suoi esperti e navigati sceneggiatori, Davd S. Goyer e Chris Terrio, hanno esplicitato in chiave distopica e apocalittica le premesse dei personaggi. Batman è pessimista: lo è sempre stato; ma ora lo è diventato ulteriormente perché è lui stesso “incarognito” e amareggiato dall’irriconoscenza e preferisce l’oblio, il silenzio e subire lo scorrere del tempo. E non si fida di un “Custode” dell’umanità che nessun altro può “custodire”: essendo i suoi poteri invincibili; e vuole andare a “vedere”, pur essendo ormai vecchio. Ben Affleck è quasi doloroso nella sua umanità. Superman è, invece, l’incarnazione del Salvatore che viene dal regno della morte: la sequenza del riconoscimento fattogli dai salvati in Messico, quindi in ambiente cattolico, nel “Dia de los Muertos”, è impressionante. Ma si sente anche umano: non un dio. Anzi: lui stesso di questa onnipotenza ha quasi timore; perché lo sovrasta, non lo fa essere persona –cosa che cui lui aspirerebbe, per gli affetti e la famiglia-, ma simbolo. Ma è anch’egli preda di fantasmi della memoria: non di Jor El, il padre “dio”, Russell Crowe, che, in “L’Uomo dacciaio” (13), pure da lui diretto, l’ha inviato sulla Terra per salvarlo/salvarci; ma del padre agricoltore, quello umano, Kevin Costner, che lo incita a sviluppare questo tipo di identità: anche Superman schizzato, perché diviso in due? In realtà prevale l’equilibrio tra le due componenti: ma è un faticoso processo di ricomposizione, che avviene sulla base di dolorose esperienze. L’attore Henry Cavill è convincente all’interno di questo non lineare perimetro. Anche perché, oh!, tutti, ma proprio tutti, posseggono frammenti, di Kryptonite, in teoria molta rara…, l’unica materia letale per lui. Gli autori del film coinvolgono e sconvolgono tutti questi elementi: ponendone, felicemente, lo sviluppo delle dinamiche all’interno dei fini maligni di quell’altro disturbato psicologico che è Alex Luthor, il cattivo, il più grande e motivazionalmente ricco competitor di Superman, il bravo e beffardo Jesse Eisemberg. I suoi 151 minuti di durata devono dipanare e mettere a fuoco questi conflitti. Essi sono attraversati da un gioco di rimpalli e scontri che, nel mettere in luce, anzi in una dimensione di perenne penombra, dato il tipo di illuminazione scelto dal Direttore della foto Larry Fong, la quantità enorme e la grande qualità degli effetti speciali, non assorbono o negano le nature degli scontri messi in essere. In più, è presentata una new entry: Wonder Woman, che è caratterizzata, non solo fisicamente, ma anche come persona, la tostona ma elegante Gal Gadot; ce n’è pure un altro, Aquaman, ma è appena accennato: insieme ad altri comporranno la Justice League: la risposta DC ai marvelliani “Avengers”. E’ un colossale film d’azione : ma non è liberatorio; lo stile adottato, nonostante le apparenze “fracassone”, è molto controllato. Ha il tenore di un apologo illustrato sulla necessità di riflettere sempre e solo sul livello di “umanità” delle soluzioni che ci prospettano per porre rimedio ai malanni del mondo. C’induce a sperare che noi non dobbiamo mai avere bisogno di eroi per salvarci.

Patricia Santarossa

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Sotto la Lente: Francesco Lisi

Prosegue la nostra rubrica di approfondimento “Sotto la Lente”, con la quale vi sveliamo tante curiosità sui calciatori stabiesi.

Oggi conosciamo meglio Francesco Lisi, autentico trascinatore delle ultime partite delle Vespe. L’esterno romano è nato il 3 settembre 1989 ed è arrivato in gialloblè dopo aver vestito, tra le altre, le maglie di Rimini, Piacenza, Como ed Aprilia.

Esterno puro in grado di giocare sia sull’out destro che sinistro, Lisi è stato forse il miglior acquisto messo a segno dal D.S. Logiudice nella sessione di mercato invernale, quando serviva sostituire il partente Arcidiacono. Lisi sulla sua fascia di competenza è un giocatore “a tutto campo”, capace di essere decisivo sia in fase offensiva con gol ed assist per i compagni, come nella fase di copertura, nella quale non fa mai mancare il suo apporto ai difensori.

Proprio la grinta, la voglia di fare bene, la fame del giocatore, oltre alle sue doti tecniche, hanno convinto subito Mister Zavettieri a farne un punto fermo della sua nuova Juve Stabia. Nelle otto partite disputate con la maglia gialloblè, Lisi ha già messo a segno 4 gol e sfornato, nella trasferta di Catania, l’assist decisivo per la rete di Diop.

Ancora, vi sveliamo che Lisi è il cognato del grande pallavolista Vigor Bovolenta, scomparso prematuramente nel 2012. Dopo la sua rete nel play out tra Piacenza e Prato del 2012, Francesco dedicò il suo gol proprio a Bovolenta, mostrando una toccante maglia in suo onore. Il suo arrivo alla Juve Stabia è coinciso anche con un altro bellissimo evento, la nascita della sua primogenita Camilla.

Francesco Lisi

Raffaele Izzo

Guardia Costiera 30 marzo : salvati 1361 migranti (VIDEO)

                                 Guardia Costiera 30 marzo : soccorsi ndl Canale di Sicilia

Guardia Costiera 30 marzo – Sono complessivamente 1361 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi, nel Canale di Sicilia, nel corso di 8 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In particolare, Nave Dattilo CP940 della Guardia Costiera ha soccorso 3 gommoni, portando in salvo 313 migranti (227 uomini, 22 donne e 64 bambini).

Nave Chimera della Marina Militare, ha tratto in salvo, da 3 gommoni, 364 migranti.

Motovedette Guardia Costiera CP 326 – CP 325 – CP 322 – CP 323 (partite da Crotone, Roccella Jonica, Pozzalo e Siracusa)  in assistenza alla M/N Vento di Bora hanno tratto in salvo 331 migranti.

Nave Siem Pilot del dispositivo Frontex ha recuperato 222 migranti.

Nave Enterprise inserita nell’operazione Eunavformed ha tratto in salvo 131 migranti successivamente trasbordati su Nave Jacoubet del dispositivo Frontex .

Infine, sono in corso le operazione di soccorso da parte delle Motovedette CP 323 e CP 325 partite da Siracusa e Pozzallo in assistenza a Nave Siem Pilot a favore di un barcone con a bordo circa 350 migranti di cui gran parte minori.

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Juve Stabia mai sconfitta ad Andria. Tutti i precedenti

Fidelis Andria e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato tre volte nell’impianto pugliese denominato prima “Comunale” e poi da metà anni novanta “Degli Ulivi”. Il bilancio è di una vittoria per le vespe e due pareggi, mai gli azzurri hanno battuto i gialloblù. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

1976 / 1977 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ H ‘

4° giornata di ritorno: FIDELIS ANDRIA – JUVE STABIA 1 – 1 la rete dei gialloblù portò la firma del mediano Raffaele DI RISIO.

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Diego ALABDORO attaccante J. Stabia 2010/2011

1996 / 1997 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

8 settembre 1996 – 2° giornata di ritorno: FIDELIS ANDRIA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Daniele Cossero di Udine).

2010 / 2011 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ B ‘

24 ottobre 2010 – 10° giornata d’andata: ANDRIA BAT – JUVE STABIA 0 – 1 (arbitro Federico La Penna di Roma 1) per le vespe gol vittoria di Diego ALBADORO (foto) su calcio di punizione al sedicesimo minuto del secondo tempo.

Giovanni MATRONE

Arbitri, Udinese-Napoli affidata a Irrati

Tutte le designazioni

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali e degli Arbitri Addizionali d’area che dirigeranno le gare di domenica.

Le stesse saranno valide per la dodicesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2015/16 in programma domenica 03 aprile alle ore 15.00.

ATALANTA – MILAN ROCCHI MARZALONI – ALASSIO IV: VALERIANI ADD1: DOVERI ADD2: BARACANI

BOLOGNA – H. VERONA Lunedì 04/04 h. 20.45 GHERSINI GAVA – DI IORIO IV: MANGANELLI ADD1: GAVILLUCCI ADD2: SAIA

CARPI – SASSUOLO Sabato 02/04 h. 18.00 CERVELLERA POSADO – DE PINTO IV: CARIOLATO ADD1: RIZZOLI ADD2: PINZANI

CHIEVO – PALERMO MARIANI STALLONE – DI VUOLO IV: TEGONI ADD1: ORSATO ADD2: MARESCA

FIORENTINA – SAMPDORIA GERVASONI VIVENZI – LO CICERO IV: PERETTI ADD1: TAGLIAVENTO ADD2: DI PAOLO GENOA –

FROSINONE MAZZOLENI PADOVAN – FIORITO IV: BARBIRATI ADD1: CELI ADD2: MANGANIELLO

INTER – TORINO h. 20.45 GUIDA GIALLATINI – RANGHETTI IV: VUOTO ADD1: VALERI ADD2: DI BELLO

JUVENTUS – EMPOLI Sabato 02/04 h. 20.45 CALVARESE DOBOSZ – GALLONI IV: PAGANESSI ADD1: GIACOMELLI ADD2: CANDUSSIO

LAZIO – ROMA BANTI COSTANZO – PASSERI IV: DI LIBERATORE ADD1: DAMATO ADD2 RUSSO

UDINESE – NAPOLI h. 12.30 IRRATI DE LUCA – SCHENONE IV: MELI ADD1: MASSA ADD2: FABBRI

Sbiancamento Corallino. Lo Piano – Saint Red

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                                                             Sbiancamento Grande Barriera Corallina

Sbiancamento Corallino – Gli scienziati della National Coral Bleaching, dopo tante ricognizioni fatte in elicottero negli ultimi mesi, hanno messo ” bianco su nero”,  tutto cio’ che avevano potuto osservare, fotografare e riprendere.

Tutto il materiale catalogato e diviso per immagini,, viene definito come il peggior evento di sbiancamento dei coralli nell’ultimo secolo, infatti le oltre 500 scogliere che vanno da Cairns, alla nuova Guinea sono praticamente tutte bianche.

Il fenomeno dello sbiancamento si verifica quando per effetto delle acque più calde, i coralli espellono un’alga fondamentale per il loro nutrimento (che dà loro il colore), e vanno incontro alla morte. Gli scienziati puntano il dito contro il riscaldamento globale, ma tra i fattori che hanno inciso negativamente c’è anche El Nino.

“È stato il viaggio di ricognizione più triste della mia vita”, spiega il professore Terry Hughes della Task Force Australiana, in pratica ogni scogliera che abbiamo sorvolato, mostrava alti livelli di sbiancamento. Su 4 mila chilometri presi come campione, si e’ osservato che solo 4 di essi, non erano stati interessati dallo sbiancamento.

Il fenomeno, continua lo scienziato Hughes, è molto più grave di quelli gia’ osservati sia nel 1998 che nel 2002.

Gli esperti che continuano a condurre test e osservazioni sottomarine, sottolinea Hughes, hanno riportato dati catastrofici. Infatti, secondo il loro parere scientifico, almeno il 50% dei coralli presenti in quest’area della Barriera sono morti.

Nonostante cio’ l’Unesco, ha deciso di non includere la Grande Barriera Corallina nella lista dei siti geografici in pericolo.

L’uomo sta distruggendo il Pianeta Terra, il riscaldamento globale, e l’inequivocabile e continuato innalzamento della temperatura media della Terra registrato in questi ultimi 30anni, ha fornito dei dati impressionanti;

La temperatura, l’umidita’, il vento, la pressione, le precipitazioni, sono state letteralmente sconvolte, se continua cosi’ in meno di 200 anni, il Pianeta Terra potrebbe scomparire. Per non parlare dello scioglimento delle calotte polari, dove i ghiacciai si stanno assottigliando.

Cio’ che ha creato la natura in miliardi di anni, l’uomo sta riuscendo a distruggerlo in soli 2 Secoli.

Le Stagioni una volta erano 4, ora si sono ridotte a due, questa mutevolezza non e’ dovuta solo al cambiamento delle correnti oceaniche, all’attivita’ dei vulcani, alle radiazioni solari, ma all’emissione di una quantita’ abnorme di anidride carbonica, prodotta nei Paesi maggiormente industrializzati: e’ certo che l’interesse economico prevalga sulla vita dell’intera Umanita’.

vivicentro.it-salute-e-scienze / Sbiancamento Corallino (Lo Piano – Saint Red)

Corbo: “Ecco perché Conte rende più forte il Napoli e Sarri”

Il suo pensiero

Dalla lunga pausa azzurra torna un Napoli sconfitto e ottimista. Nella corsa allo scudetto non decidono solo gli arbitri, anche sfuggenti dettagli. La Germania rimanda in Italia delusi e malconci gli juventini della Nazionale. Buffon, il gigante dei record, ha i guantoni bucati da otto gol. Quattro del Bayern in Champions, altrettanti dalla Germania. Bonucci rimedia un infortunio muscolare che si aggiunge agli altri. Il dubbio è fondato: la Juventus è forse usurata da una rincorsa logorante in campionato, oltre che dagli straordinari in Champions e Coppa Italia? Si vedrà nelle prossime partite, ne mancano otto, non è mai elegante ipotizzare una flessione della capolista, e questo è solo un dubbio. Ma diventa una certezza la qualità del Napoli non solo nella guida tecnica, nel gioco, nella cultura del sacrificio. Esemplare è l’assistenza del preparatore atletico e dello staff medico. Questo binomio, sempre trascurato, rappresenta un elemento di sicura superiorità nel campionato di serie A . Se ne parla poco a Napoli, molto tra gli esperti di calcio. Era già nota la tendenza: il Napoli è da anni la squadra con il minor numero di “indisponibili” nel quadro delle partite in programma. Un primato significativo. Perché non solo cura bene gli infortuni, ma ha una tecnica speciale per prevenirli. Proprio la Nazionale certifica questi vantaggi: preparazione atletica e prevenzione infortuni. Molti si concentrano purtroppo sull’ultimo risultato del doppio test, a quasi 70 giorni dagli Europei. Trascurano anche i commenti dopo il pareggio di venerdì a Udine. Rimettiamo invece tutto in discussione: perché la Nazionale regge bene con la Spagna e miseramente crolla con la Germania che aveva riposato un giorno in meno? La stessa Germania che aveva appena perso sabato sera in casa (2-3) con l’Inghilterra? Non si spiega perché la Nazionale resista così bene ai campioni d’Europa 2012 e si lasci travolgere mollemente dai campioni del mondo 2016. Un motivo dev’esserci. Suggestiva è una ipotesi. Non dipende solo dalle scelte illogiche di Antonio Conte, tra queste il tandem in verticale Giaccherini-Insigne nella speranza di copiare la catena di sinistra del Napoli. Giaccherini non è Hamsik. C’è un punto fermo: il brusco cambio di trainer e metodi tra i vari club e la Nazionale. Prima partita più che decorosa, avendo i giocatori la condizione abituale. Seconda pessima, dopo un ritiro segnato da preparazione atletica e assistenza diverse. Conte ha imposto idee e collaboratori suoi. Persino un nutrizionista accreditato di effetti ai limiti del prodigio. Sarà vero? Non resta che attendere gli Europei.

Hysaj torna in gruppo, allenamento con il drone a Castel Volturno

La Repubblica scrive dell’allenamento del Napoli sotto l’occhio vigile del drone

“Hysaj, ieri, si è allenato regolarmente con i compagni. Il colpo alla caviglia subito nell’amichevole contro l’Austria è stato completamente riassorbito. Sarri è intenzionato a schierare la migliore formazione contro l’Udinese, ma dovrà verificare lo stato di forma dei nazionali: sono rientrati alla base Ghoulam, Insigne, Jorginho, Mertens e Grassi. Per loro menu leggero: qualche esercizio di scarico in campo. Per gli altri, invece, programma più intenso, ripreso dall’alto dal drone, protagonista dell’intera doppia seduta. L’occhio elettronico si è concentrato sui movimenti del quartetto arretrato nel lavoro mattutino, dedicato come di consueto alla difesa, e poi ha concesso il bis nel pomeriggio con gli altri reparti. Oggi, oltre ad Higuain, sono attesi Hamsik, che ha disputato due gare da titolare con la Slovacchia, Koulibaly ed El Kaddouri. La Lega, intanto, ha stabilito i posticipi della diciassettesima e della diciottesima di ritorno: lunedì 2 maggio c’è Napoli-Atalanta (alle 21), domenica 8 Torino-Napoli (alle 20.45). In città è arrivato il manager Quilon”.

Un gol di Fanello decise Napoli-Venezia 1-0 del 1963

I dettagli
Il giorno 31 marzo il Napoli ha giocato tredici partite, dieci in serie A, due in serie B ed una in coppa Italia, ottenendo tre vittorie e cinque pareggi, con cinque sconfitte.
 
Ricordiamo l’1-0 al Venezia nella decima di ritorno della serie A-1962/63
 
Questa è la formazione schierata dalla coppia Pesaola-Monzeglio:
 
Cuman; Gatti, Mistone, Ronzon, Corelli, Girardo; Mariani, Fraschini, Fanello, Canè, Tacchi
 
I gol: 43′ Fanello
 
Dopo ventisei giornate il Napoli era quintultimo davanti a Genoa, Modena, Venezia e Palermo ed a fine torneo gli azzurri conclusero al terzultimo posto retrocedendo in serie B. Il gol del successo sul Venezia porta la firma di Giovanni Fanello che vanta 19 gol nelle sue 87 presenze in maglia azzurra: 15 in 72 partite di campionato, una rete nelle 9 di coppa Italia e 3 nelle 6 in Europa.

Segui la diretta radiofonica: Juve Stabia-L’Aquila, sabato dalle ore 14:30

Segui la diretta radio su ViViRadioWeb

La Juve Stabia vuole riprendere da dove ha lasciato prima della sosta pasquale, vincendo nettamente contro la Salernitana. Per farlo avrà dalla sua lo stadio amico, il Menti di Castellammare di Stabia, ma un avversario da prendere con le molle: L’Aquila. In soli due punti ci sono 4 squadre in lotta per un posto nei play off e, nonostante alcuni risultati non proprio positivi, le Vespette sono in piena corsa: riposa il Pisa che resterà fermo a 38, mentre l’altra squadra a 38 punti, vale a dire la Lupa Roma, ospiterà la Salernitana. Juve Stabia-L’Aquila sarà il match più importante di questa giornata e i ragazzi di Nicola Liguori si stanno preparando al meglio. La gara avrà inizio alle ore 15.

Come sempre potrete ascoltarla, in diretta radiofonica dalle ore 14:30 a questo indirizzo, con la voce di Ciro Novellino:

De Roon: “Napoli che fascino, ma non ho sentito nessuno”

Le sue parole

Marten De Roon, centrocampista olandese dell’Atalanta, è stato opzionato dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Lo ha confermato lui stesso ai media olandesi e sul Corriere dello Sport, aggiunge: “E’ bello sapere che il mio lavoro è apprezzato, ma io non ho parlato con nessuno del Napoli. Di questo interessamento ho letto sui giornali e mi hanno informato gli amici via sms. Il Napoli è una grande società che sta lottando per lo scudetto con la Juventus, però all’Atalanta sto bene e so di avere tante cose da imparare: sono convinto che la soluzione migliore sia rimanere un’altra stagione. Il Napoli è forte e ha il miglior giocatore del campionato, Higuain. Anche in mezzo al campo, però, non scherza: Allan, Jorginho e poi Hamsik, una leggenda… Da qualche settimana c’è anche il mio amico Alberto (Grassi, ndr) con cui mi sono trovato bene a Bergamo”.