Area: 17,71 km²
Regione: Campania
Santo Patrono: Catello di Castellammare
Unimpresa. Il rapporto mensile sul credito: famiglie più indebitate per 20 miliardi. Lo stock di finanziamenti al settore privato resta stabile (-1 mld) da 1.408 miliardi di marzo 2015 a 1.407 miliardi di marzo 2016. Sofferenze salite di 7 miliardi in 12 mesi da 189 miliardi a 196 miliardi. Il presidente Longobardi: “Istituti pagati due volte per dare denaro a imprese e cittadini”
Meno prestiti alle aziende per 21 miliardi di euro, mentre le famiglie tornano a indebitarsi con le erogazioni delle banche aumentate di 20 miliardi. Negli ultimi 12 mesi i finanziamenti degli istituti al settore privato sono sostanzialmente rimasti stabili, calati di 1 miliardo: lo stock di impieghi a marzo scorso valeva 1.407 miliardi, in calo dello 0,08% rispetto ai 1.408 miliardi di marzo 2015. Il risultato legato alla crescita del credito al consumo salito di 21 miliardi (+35%), alla lieve ripresa dei mutui di 3 miliardi (+0,83%); sul versante delle aziende, l’unica nota positiva è quella dei prestiti di medio periodo, cresciuti di oltre 16 miliardi (+12%). Crescono su base annua le sofferenze che ora ammontano a quasi 197 miliardi, aumentate di oltre 7 miliardi in un anno; le sofferenze nette in 12 mesi sono passate da 80 a 83 miliardi. Questi i dati principali del rapporto mensile sul credito del Centro studi di Unimpresa, secondo cui la fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito è quella delle imprese (139 miliardi), le “rate non pagate” dalle famiglie valgono più di 37 miliardi, mentre quelle delle imprese familiari sono oltre quota 15 miliardi. Superano il tetto dei 4 miliardi, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Complessivamente le sofferenze adesso corrispondono a quasi il 14% dei prestiti bancari, in aumento rispetto al 13% di un anno fa. Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: in poco più di cinque anni, quindi, sono più che raddoppiate.
Secondo lo studio dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 189,5 miliardi di marzo 2015 ai 196,9 miliardi di marzo 2016 (+3,92%) in aumento di 7,4 miliardi; a gennaio scorso le sofferenze ammontavano a 202,05 miliardi. Nel dettaglio, la quota di crediti deteriorati che fa capo alle imprese è salita da 134,9 miliardi a 139,5 (+3,38%) in aumento di 4,5 miliardi. La fetta relativa alle famiglie è cresciuta da 35,1 miliardi a 37,3 miliardi (+6,39%) in salita di 2,2 miliardi. Per le imprese familiari c’è stato un aumento di 437 milioni da 15,4 miliardi a 15,8 miliardi (+2,83%). Le “altre” sofferenze (pa, onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 4,1 a 4,2 miliardi (+4,62%) con 186 milioni in più. Le sofferenze nette sono passate da 80,9 miliardi di marzo 2015 a 83,6 miliardi di marzo 2016 in aumento di 2,7 miliardi (+3,37%)
Sofferenze più che raddoppiate in cinque anni, ora valgono il 13,99% dei prestiti
A marzo 2015 le sofferenze corrispondevano al 13,45% dei prestiti bancari (1.408,7 miliardi), percentuale salita al 13,99% a marzo scorso, quando i finanziamenti degli istituti erano passati a 1.407,5 miliardi. Rispetto alla fine del 2010 le sofferenze sono più che raddoppiate: in poco più di cinque anni, da dicembre 2010 a marzo 2016, sono salite da 77,8 miliardi a 196,9 miliardi in salita di quasi 120 miliardi. A fine 2011 erano a 107,1 miliardi; alla fine del 2012 a 124,9 miliardi.
Credit crunch: -21 mld ad aziende in un anno, lieve ripresa per i mutui
Parallelamente c’è la difficile situazione del credito, i cui rubinetti faticano a riaprirsi del tutto anche se complessivamente lo stock dei finanziamenti al settore privato è rimasto stabile: da marzo 2015 a marzo 2016, il totale dei prestiti è calato di 1,1 miliardi di euro passando da 1.408,7 miliardi a 1.407,5 miliardi (-0,08%). Un risultato legato all’aumento delle erogazioni alle famiglie sostenuti da una dinamica in forte accelerazione del credito al consumo, comparto salito di 21,7 miliardi in un anno da 60,4 miliardi a 82,2 miliardi (+35,96%); lieve crescita anche per i mutui di 2,9 miliardi da 358,6 miliardi a 361,6 miliardi (+0,83%), mentre si registra un calo di 4,4 miliardi per i prestiti personali scesi da 179,8 miliardi a 175,3 miliardi (-3,38%). Complessivamente i finanziamenti alle famiglie sono saliti di 20,2 miliardi da 598,9 miliardi a 619,1 miliardi (+3,38%).
Resta in generale negativo il quadro per le imprese che hanno visto calare i finanziamenti di 21,4 miliardi da 809,7 miliardi a 788,3 miliardi (-2,64%). Le aziende nell’ultimo anno hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di quasi tutti i tipi di durata. Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 21,7 miliardi (-7,25%) da 300,02 miliardi a 278,2 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre 5 anni) di 15,7 miliardi (-4,19%) da 376,6 miliardi a 360,8 miliardi, mentre quelli di medio periodo (fino a 5 anni), in controtendenza, sono cresciuti di 16,1 miliardi (+12,10%) da 133,1 miliardi a 149,2 miliardi.
Longobardi: “Con ultime mosse Bce, banche pagate due volte per fare credito ad aziende”
“La Bce ha messo le banche, italiane e non solo, con le spalle al muro: a questo punto non ci sono più scuse, diano credito all’economia reale. Gli istituti di credito verrano pagati due volte per dare liquidità alle aziende: c’è anzitutto la remunerazione, in forma di interessi, prevista contrattualmente sui singoli finanziamenti e poi c’è il tasso negativo stabilito allo 0,4% dall’Eurotower per questo Tltro. Come imprenditori ci aspettiamo una netta inversione di tendenza sullo stock di credito alle imprese che negli ultimi anni è sistematicamente diminuito e ora deve tornare ad aumentare” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Bruno Satin, agente di Kalidou Koulibaly, ha dichiarato a Radio Gol: “E’ un giocatore del Napoli e ha dei grandissimi margini di miglioramento soprattutto nel gioco aereo. Vogliamo giocare per vincere il prossimo anno, dobbiamo puntare allo scudetto e superare il girone di Champions”.
A Radio Marte, durante Marte Sport Live, è intervenuto il giornalista di SKY Sport Gianluca Di Marzio: “Higuain? Va valutata la sua intera stagione, ad inizio anno c’erano tanti dubbi dopo il rigore sbagliato con la Lazio. Non si sapeva come sarebbe stato il rapporto con Sarri, invece è scattata la scintilla e lo si nota negli abbracci. Insigne? Girano voci di un accordo lontano rispetto, ad esempio, ad un rinnovo per Mertens. La mia idea è che Insigne voglia rimanere, ma alle sue condizioni. Tonelli? Sarri lo conosce molto bene, ha la classica cazzimma e la personalità che in questa squadra forse ha solo Reina. Il Napoli dovrà lavorare a centrocampo, in attacco c’è ancora Gabbiadini e ci sono ancora gli esterni, mentre in difesa si è preso Tonelli e si sta cercando di prendere Mammana. Klaassen, Vecino, Herrera: le priorità sono due centrocampisti, sull’olandese il Napoli farà il massimo sforzo mentre Herrera ha più carattere ed esperienza internazionale di Vecino”.
Antonio Corbo scrive su La Repubblica sul presidente De Laurentiis: “Nessun tifoso si illuda o deprima, il Napoli non toccherà mai le stelle del calcio, ma volerà sempre a quote medio- alte. Ora però è chiamato a decisioni cruciali, tra cui quella su Gonzalo Higuain che vale un Leonardo Di Caprio o un Brad Pitt: che fa il produttore di “Natale a Miami”, prende 94 milioni o lascia? Nessuno pensi che si svenerà per lo scudetto rischiando il rosso in bilancio, ma alla Champions è arrivato tre volte in cinque anni con la sua avarizia creativa. Non spreca ma non lesina, si occupa pure del cestino delle comparse ma infila nei panini San Daniele Dop, lascia fuggire Boldi ma Verdone se lo tiene stretto finché può, ed è lui che scova nella radio comici raffinati come Lillo & Greg. I suoi ingaggi sono tormentati da rinvii e clausole, ma dopo la firma “Filmauro” accredita i soldi sui conti degli attori con dieci giorni di anticipo. Il cinema racconta così”.
Valter De Maggio ha dichiarato ai microfoni di Radio Kiss Kiss: “Il presidente Aurelio De Laurentiis vuole che vi dica che è a Roma per programmare la prossima stagione, ma anche che è pronta una grande sorpresa”.
Attraverso Instagram, Nathaniel Chalobah ha scritto un messaggio in cui annuncia il suo addio da Napoli: “È un giorno triste per me dovendo lasciare tutti i miei compagni di squadra e una magnifica città dopo 8 mesi di lavoro assieme. Un anno fatto di ricordi belli e brutti ,ma che durante il quale fortunatamente per me sono stato circondato da un gruppo di amici che sono stati come una famiglia,e da una città che mi ha fatto sentire parte di sé e della propria cultura. Ho lasciato amici che mi rimarranno per sempre. Una società e una città che rimarranno sempre nel mio cuore. Grazie a tutti coloro che hanno fatto si che Napoli diventasse la mia città e buona fortuna per la prossima stagione calcistica”.
Scoppia il caso Christian Maggio? Non lo si può non definire in questo modo, considerando che il terzino destro azzurro non solo ha disertato il giro d’onore post-gara dopo la conclusione di Napoli-Frosinone, ma era assente anche alla cena di fine stagione con tutta la squadra a Villa d’Angelo. Tuttosport scrive: “una reazione inattesa da parte di uno dei leader del gruppo, probabilmente perché si aspettava di giocare almeno nei minuti finali”.
Ciro Venerato, giornalista esperto di calciomercato, ha parlato a ‘Si Gonfia La Rete’ su radio CRC: “Stagione straordinaria e gioco spettacolare: merito suo nel creare un collettivo perfetto. Questa settimana però non ci sarà l’incontro con De Laurentiis per impegni del presidente. Si vedranno la prossima settimana, ma il giorno non è stato ancora deciso. Il Napoli per una forma di rispetto, prima di esercitare l’opzione vedrà Sarri. De Laurentiis è orientato ad aumentargli lo stipendio anche con premi importanti ad obiettivi raggiunti: premi Champions e Scudetto. Sarri sarà al 100% l’allenatore del Napoli, De Laurentiis non vuole perderlo. Klaassen? Giuntoli ha parlato pochi giorni fa con Overmars, l’Ajax è disposto a trattare: il costo del cartellino è di 15 milioni. Il ragazzo ha chiesto al Napoli 7 giorni di tempo perchè su di lui c’è anche la Premier. Il problema è una questione di ambizioni, su dove giocare, in quale campionato. Il Napoli ha chiesto una risposta nel breve. La prossima settimana se arriva l’ok del ragazzo che ha superato i suoi dubbi, si può mettere in aereo e andare a trattare il calciatore da vicino. Il Napoli vorrà scendere col prezzo, magari offrendo 12 milioni più bonus. Higuain? Le cifre che stanno girando sono ipotetiche perchè De Laurentiis ancora non si è seduto coi procuratori di Gonzalo. Higauin vuole aspettare e guardarsi intorno: mi risulta che c’è una scadenza a fine giugno per presentare i 94 milioni per portarlo via. Poi si siederanno per capire i margini di trattativa. Koulibaly? Il Chelsea ha visto Bruno Satin, il procuratore di Koulibaly, offrendo il triplo dello stipendio. Il Napoli non vuol darlo via a meno che non arriva un’offerta fuori portata. Sa che deve aumentare l’ingaggio al difensore. Il Chelsea farebbe il diavolo a quattro per averlo”.
Così l’ ex premier Enrico Letta, su twitter ha bocciato la proposta del ministro dell’Interno avanzata ieri in tv: “Tornare indietro? Voto in due giorni? Costa 120ml e tutti votano in un giorno solo. Si eviti questo ulteriore sfregio”
“Mi sembra giusto che per il referendum di ottobre – che può realizzare la più grande riforma dopo la Costituente – si voti anche il lunedì”, aveva sottolineato Angelino Alfano in un’intervista all’Arena, non escludendo neanche una legge che ripristini sempre i due giorni di voto: “Ne discuteremo”, ha detto. Fu proprio il governo presieduto da Enrico Letta a introdurre nel 2014, tra le varie misure della spending review, il cosiddetto ‘election day’, il giorno unico per le tornate elettorali. Domenica, in un’intervista a Repubblica, l’ex segretario del Pd aveva definito “insensata” la proposta di Alfano anche perché “dovunque in Europa si vota in un giorno solo”.
Di diverso avviso Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Giudichiamo positivamente, lo avevamo chiesto per primi e in tempi non sospetti, la possibilità di votare in due giorni tanto alle elezioni amministrative di giungo quanto al referendum costituzionale del prossimo ottobre”, scrive su Facebook . “Peccato che questa incredibile retromarcia di Matteo Renzi sia del tutto strumentale e non sia fatta dal presidente del Consiglio per favorire la democrazia o la partecipazione, ma con il solo scopo, secondo lui, di portare acqua al suo mulino. Il premier ha paura e crede che, votando in due giorni, con una probabile diminuzione dell’astensionismo, il ‘sì’ possa essere favorito. Si sbaglia di grosso. Per di più Renzi, dal ruolo istituzionale che ricopre e che gli dovrebbe imporre maggior equilibrio, tifa partecipazione o astensione in base al tornaconto personale suo e dello sgangherato governo che pro tempore guida. In occasione del referendum sulle trivelle si guardò bene, nonostante gli innumerevoli appelli, a concedere il voto anche nella giornata del lunedì, concorrendo così al non raggiungimento del quorum, decisivo per una consultazione abrogativa. Adesso, in vista del referendum costituzionale di ottobre, cambia completamente atteggiamento e, smentendo se stesso, propone, insieme al suo ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il voto in due giorni. Renzi ha paura di perdere, ha paura di essere bocciato dagli italiani, ha paura di andare a casa”.
“Ma i suoi trucchetti non riusciranno a cambiare il corso della storia – aggiunge -. Tutti i sondaggi ormai danno il ‘no’ saldamente in vantaggio. Il trend è completamente cambiato rispetto a qualche mese addietro. L’ultima rilevazione fatta la scorsa settimana da Ixè, istituto diretto da Roberto Weber, ci dice che ad oggi vincerebbe il ‘no’ conquistando il 54%, contro il 46% dei ‘sì’. E il dato attribuito ai contrari a questa ‘schiforma’, aggiungiamo noi, potrà solo crescere nei prossimi mesi. Renzi ha paura. E noi, con il nostro forte e deciso ‘no’ lo manderemo a casa e ripristineremo la democrazia nel nostro Paese”, conclude Brunetta.
vivicentro.it/politica / agi / Letta, voto in 2 giorni? Costa 120 milioni
Londra – Figuraccia planetaria dettata dalla psicosi terrorismo a Manchester. Ieri pomeriggio lo stadio Old Trafford è stato evacuato per la presenza di una bomba, poi rivelatosi un falso ordigno dimenticato lì da una societa’ privata che aveva effettuato un’esercitazione nei giorni scorsi nello stadio del Manchester United, che ieri doveva affrontare nell’ultima giornata di campionato il Bornemouth. Gli stessi artificieri erano rimasti impressionati dall’accuratezza dell’oggetto definito “non funzionante ma qualcosa di incredibilmente realistico e simile ad un ordigno esplosivo”.
Il cosiddetto pacco sospetto – utilizzato in una vecchia esercitazione per addestrare i cani anti-esplosivo – era stato trovato nei bagni della tribuna intitolata a Sir Alex Ferguson (storico allenatore del Machester United) e conteneva un telefono con un tubo attaccato. Identico quindi ad una ‘pipe-bomb’, ordigno rudimentale usato spesso dai terroristi.
Il giorno dopo l’imbarazzante abbaglio, il sindaco di Manchester, Tony Lloyd, ha definito “inaccettabile” l’accaduto e chiesto un’inchiesta orgente per capire “come possa essere successo, perche’ e chi sia responsabile”. L’incontro tra Manchester United e Bournemouth valido per la 38esima e ultima giornata della Premier League e’ stato annullato, lo stadio evacuato e il match rinviato a domani, 17 maggio. Ma intanto il Manchester United sara’ costretto a rimborsare i biglietti e fara’ entrare gratis le tifoserie di entrambi gli schieramenti alla partita di martedi’: un ‘fiasco’ -come lo ha definito lo stesso sindaco Lloyd- che gli costera’, si stima, circa 3 milioni di sterline.
Psicosi terrorismo in Gb evacuato stadio ManUtd
La rateazione con Equitalia rappresenta ormai, sempre più, la regola. A breve, infatti, le cartelle per le posizioni debitorie fino a 50mila euro arriveranno già comprensive della proposta di dilazione, con tagli da 50 euro mensili (in luogo dei 100 attuali). A confermare la novità è la stessa Equitalia con un “tweet”, comunicando che la sperimentazione della “cartella precompilata” già partita da mesi in alcune città italiane (Varese, Firenze e Lecce), sta per essere estesa a tutto il territorio nazionale.
Il fine è quello di favorire le rateizzazioni che per il gruppo rappresentano circa la metà degli incassi.
Pertanto, una volta ricevuta la cartella con il piano di rientro precompilato, spetterà al contribuente decidere se estinguere il proprio debito a rate, semplicemente sottoscrivendo la proposta e restituendola a Equitalia.
Si ricorda, peraltro, che in base alla riforma fiscale, per i debiti fino a 50mila euro la concessione della dilazione è automaticamente accordata su richiesta del contribuente e senza necessità di allegare documentazione, mentre per le morosità che superano tale importo, occorre attestare la situazione di temporanea difficoltà economica. Inoltre, l’ammissione al piano di rientro vale a sospendere ogni azione di riscossione coattiva.
vivicentro.it/esperto Marina Crisafi / StudioCataldi / Equitalia: la cartella arriva già a rate da 50 euro al mese
Una chiatta sulle rive dell’Hudson convertita in isola verde da un collettivo di artisti. Sull’isola da giugno i newyorkesi potranno gustare frutti e ortaggi, conforto contro il caldo e risorsa a costo zero. Contro l’aristocrazia del cibo
A NEW YORK, quest’estate, rosmarino, insalata e pere si raccoglieranno sulle rive dell’Hudson. Dal 28 giugno, nel cuore della Grande Mela, una foresta galleggiante sfilerà sul fiume attraccando in diversi moli metropolitani, offrendo gratuitamente frutta e verdura, a dimostrazione che primizie e ortaggi, anche in una città costosa come New York, sono un diritto di tutti.
A metà tra installazione artistica e attivismo, Swale è una chiatta di quindici metri per ventiquattro ottenuta riciclando vecchi container del porto di New York e del new Jersey, poi convertita in area verde: qui melissa e camomilla cresceranno accanto a patate e fichi, insieme ad oltre 80 specie di alberi, piante e fiori. Ma quest’isola flottante è soprattutto una sfida all”’aristocrazia del cibo”, ovvero l’idea che un’alimentazione sana, dati i prezzi proibitivi, debba essere appannaggio esclusivo delle classi ricche. ”Perché il cibo salutare non può essere un servizio pubblico, invece che un bene costoso?”, si domanda Mary Mattingly, mente creativa dell’opera.
La risposta è un progetto collettivo, sponsorizzato da due enti no profit, New York Foundation for the Arts e A Blade of Grass, e finanziato grazie a una campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter: obiettivo finale 32.000 dollari, ne mancano ancora 14.000. Intanto un’équipe di designer, botanici, artisti e ingegneri è al lavoro per ”costruire” l’ecosistema che sarà presto trasferito sull’imbarcazione. Le aiuole saranno coltivate in comune dalle associazioni di quartiere, mentre sul sito di Swale appariranno anche delle ricette per cucinare al meglio piante e ortaggi disponibili.
Ma il cuore pulsante del nuovo polmone verde resta la protesta: il gardening collettivo e aperto a tutti è un attacco ad una vecchia ordinanza municipale risalente all’Ottocento ma ancora in vigore che, ai tempi degli sbarchi dei migranti ad Ellis Island, in una città che piangeva miseria, vietava ai cittadini di raccogliere le piante spontanee nei parchi e impediva di coltivare il suolo pubblico, sponde dell’Hudson comprese. Per chiedere una modifica a questo regolamento e re-immaginare la città secondo nuove coordinate nasce Swan, itinerante tra Brooklyn, Governors Island e il Bronx. Al centro, la rivendicazione del cibo sano come bene comune.
vivicentro.it/cronaca / larepubblica / New York, una foresta galleggiante con frutta e verdura gratis SILVIA DE SANTIS
VACCINI – In un programma Red Ronnie dice: “Demenziale obbligare i bambini”. Sul web cinque milioni di visualizzazioni per il post di protesta di un medico
ROMA. “È assolutamente demenziale… Cioè, nel senso che è assurdo. Non puoi obbligare a vaccinare i bambini“. Con queste parole giovedì sera, durante la trasmissione Virus in onda su Rai2, Gabriele Ansaloni – in arte Red Ronnie – rispondeva alla domanda di Nicola Porro: “È obbligatorio o no vaccinare i bambini?”. E di seguito inanellava una serie di terrificanti sciocchezze, dalle morti bianche alla poliomielite, dal tetano all’allattamento materno fino al vaiolo. E mentre Maria Antonietta Farina Coscioni cercava di arginare le affermazioni sgangherate di Red Ronnie, in collegamento da Milano era in attesa Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele. Al quale Porro avrebbe dato la parola per pochi istanti solo verso la fine della trasmissione.
Giusto il tempo di smentire la correlazione tra vaccini e autismo che, pur essendo stata negata da un’infinità di studi, continua pericolosamente a fare proseliti. Pur mantenendo un notevole aplomb durante la trasmissione, il giorno dopo Burioni ha pubblicato un lungo, durissimo intervento sul suo frequentatissimo profilo Facebook in cui lamentava l’iniquità del tempo concesso, aggiungendo: “Mi chiedo come il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, possa permettere che, mentre da un lato lei spende dei denari pubblici per migliorare la salute degli italiani promuovendo la prevenzione, dall’altro consente che con gli stessi soldi pubblici si diffondano notizie false che porteranno i genitori a fare scelte che metteranno a rischio la salute dei cittadini”.
Condiviso da oltre 45.000 persone, in tre giorni il post di Burioni ha avuto più di 5 milioni di visualizzazioni, e ha scatenato una mezza rivolta sui social network. Alla quale Red Ronnie ha risposto con il video di un noto antivaccinista, mentre Porro minimizzava dando dei talebani ai “sanitari” che non accettano opinioni diverse dalle loro. Dal canto suo, il medico milanese ha scritto un’accorata lettera a Michele Anzaldi, segretario della commissione Vigilanza Rai, in cui segnala tra l’altro un caso di pochi mesi fa. “Qualche mese fa a Monza – scrive Burioni – un bimbo di 18 mesi, affetto da leucemia linfoblastica, è morto a causa del morbillo. Se tutti si fossero vaccinati il virus non sarebbe stato in circolazione e lui avrebbe potuto combattere la malattia con notevoli probabilità di sconfiggerla”.
Anzaldi ha raccolto l’appello, annunciando un’interrogazione in Vigilanza per “verificare qualità e quantità degli spazi utilizzati per informare i cittadini su questo argomento”. Precisando che “credenze al limite della stregoneria di persone famose possono mettere in pericolo la vita della gente”. Ma ormai il danno è fatto. Nel Paese dei casi Di Bella e Stamina, entrambi esplosi e alimentati dalla spettacolarizzazione televisiva della malattia, stiamo già assistendo a un crollo delle vaccinazioni che all’inizio del 2015 ha spinto l’Organizzazione mondiale della Sanità a richiedere un incontro urgente con il ministro Lorenzin. La copertura vaccinale è in calo anche per le vaccinazioni obbligatorie, ed è scesa nel 2014 sotto quel 95 per cento che, secondo le autorità sanitarie internazionali, garantisce l’immunità di gregge, ossia la copertura anche per chi, per ragioni immunologiche, non può essere vaccinato.
La vaccinazione trivalente, contro morbillo, parotite e rosolia, è precipitata all’86 per cento. E a farne le spese sono i bambini che non possono sottoporsi alla vaccinazione. Come Lia, la figlia di Corinna Verniani, che a Virus ha raccontato la storia dell’immunodeficienza della figlia, costretta a cambiare scuola a causa della presenza di numerosi bambini non vaccinati. Dal dopoguerra in poi, i vaccini hanno salvato milioni di vite, permettendo di debellare nel mondo una malattia terribile come il vaiolo, contro la quale infatti non ci si vaccina più. Sarebbe una buona cosa se a parlarne, in tv, ci andasse solo chi è competente. E che l’informazione sul servizio pubblico non si prestasse a veicolare messaggi socialmente pericolosi. Ora la parola è alla Vigilanza.
vivicentro.it/scienze / larepubblica / Rai, in tv la provocazione sui vaccini: “Sbagliato giocare con la scienza” MARCO CATTANEO
Non soltanto mercato in entrata, per il Napoli, ma secondo La Repubblica il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli dovrà cercare di cedere ad altre squadre ben cinque calciatori: i due portieri brasiliani Gabriel e Rafael, i terzini Ivan Strinic e Christian Maggio nonchè l’attaccante Manolo Gabbiadini. Con le loro cessioni serviranno dunque sei acquisti per completare la rosa da dare a Maurizio Sarri, considerando che lo stesso De Laurentiis ha parlato nel post-partita di Napoli-Frosinone di 19 giocatori da far giocare.
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è subito pronto per mettere a punto le prime mosse per il futuro della sua squadra in vista della stagione agonistica 2016/2017 con Maurizio Sarri. La Repubblica riferisce che “già oggi è in programma l’incontro a Roma (nella sede della Filmauro) con Maurizio Sarri: propedeutico al meritato rinnovo del contratto del tecnico toscano”.
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, non vuole vendere Raul Albiol: il difensore spagnolo è un obiettivo del Valencia, il quale avrebbe già trovato, per Plaza Deportiva, l’accordo con il suo agente Garcia Quilon. De Laurentiis ha l’intenzione di convincere Albiol ad allungare l’accordo con il club azzurro, ma la cifra per un eventuale affare di mercato è stata stabilita a circa 10 milioni di euro.
Una promessa di arrivederci fra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e l’attaccante azzurro Gonzalo Higuain, durante la cena di fine stagione a Villa d’Angelo. La Repubblica rifeirsce che c’è stato un abbraccio molto confidenziale tra i due con un appuntamento a fine luglio per programmare il futuro: “Mi raccomando: vai a giocare la Coppa America e divertiti; ora, però devi ricordare sempre che rappresenti un patrimonio del Napoli e dei napoletani’. De Laurentiis dovrà fare carte false per trattenerlo a Napoli: imminente incontro tra le parti per discutere del rinnovo del contratto, una questione da risolvere in fretta”.