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Marò, Girone non sarà alla parata del 2 giugno

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Il premier Renzi: “Evitare di esibirli come bandierine politiche”. Polemica sul sindaco del Pd di Cesano Boscone (Mi) per un post su Fb: “Pescatori state attenti”. Insorge FdI. La difesa del primo cittadino: “Solo una battuta. Ma non sono eroi”

Salvatore Girone non parteciperà alla parata del 2 giugno. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in un’intervista al Tg5. Viene così archiviata la richiesta, portata avanti in particolare dalla destra, Fdi in testa, sulla presenza del marò rientrato ieri dall’India, alla consueta sfilata ai Fori imperiali.

Renzi: “Occorre sobrietà”. Salvatore Girone, ha spiegato Renzi, “non sarà con noi alla parata, perché lo abbiamo riportato a casa con il buon senso, quello che è mancato ad alcuni nostri governi che ci hanno preceduto nei mesi e negli anni scorsi. Buon senso significa consentirgli in questo momento di stare con la sua famiglia, di vivere con gioia la festa delle Forze Armate, perché siamo tutti felici del fatto che non ci sono due marò in territorio straniero, ma contemporaneamente dobbiamo anche evitare di vivere questa fase senza sobrietà e senza stile”.

“Io ieri non sono andato all’aeroporto a prendere Girone – ha aggiunto il premier – non perché non fossi felice di poterlo abbracciare, ma perché in passato troppo spesso si è strumentalizzata la vicenda dei marò. La gioia profonda di avere riportato a casa tutte e due i militari non deve essere oggi esibita come bandierina politica. Buon senso e determinazione, così va avanti l’Italia”.

L’appello degli ex ministri. Le ultime sollecitazioni a far sì che il militare,rientrato ieri dall’India, fosse presente, erano arrivate da una nota congiunta firmata dagli ex ministri della Difesa e degli Esteri, Ignazio La Russa e Giulio Terzi, dagli ex sottosegretari alla Difesa Giuseppe Cossiga e Filippo Milone e dall’ex presidente della commissione Difesa Edmondo Cirielli. “Chiediamo ufficialmente al capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, di far sfilare alla parata del 2 giugno, anche per conto del convalescente Massimiliano Latorre, il fuciliere Salvatore Girone”.

Ma già nei giorni passati era apparso chiaro che il governo, anche per una serie di motivi diplomatici propendeva per il no. Tante le procedure in corso che consigliavano di mantenere un basso profilo. Un esempio su tutti è il contenzioso con l’India su chi deve esercitare la competenza penale: l’Italia si è rivolta al tribunale arbitrale internazionale e sta aspettando una risposta.

Il sindaco di Cesano Boscone (Mi) su Fb: “Pescatori attenti”. Non sembra destinata ad esaurirsi in breve tempo la polemica su Girone: “La Fip, Federazione Italiana Pesca ha diramato un bollettino in cui invita gli associati alla prudenza alla luce del ritorno dei due marò”, ha scritto ieri il sindaco sul suo profilo Facebook il sindaco di Cesano Boscone (Milano), Alfredo Simone Negri del Pd. Il post è stato cancellato, ma è rimasto il tempo sufficiente perché lo notasse Paola Frassinetti, coordinatrice regionale di FdI-An: “Nelle prossime ore presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti su questo caso vergognoso”. “Era solo una battuta non pensavo di destare tutto questo clamore, purtroppo come tutte le persone sarcastiche non so trattenermi”, si è giustificato il primo cittadino che aggiunge: “Sono ovviamente contento che tutti e due i marò ora siano in Italia, ma francamente non ritengo meritino di essere onorati come due eroi”.

E la polemica continua. “Bentornato a casa Salvatore Girone. Ora vogliamo applaudirlo alla parata del 2 giugno con Massimiliano Latorre”, ha scritto su Twitter stamattina la leader di FdI e candidata sindaca di Roma, Giorgia Meloni.

Bentornato a casa Salvatore . Ora vogliamo applaudirlo alla parata del con Massimiliano ST

E in una nota il candidato sindaco di Roma e presidente Codacons, Carlo Rienzi ammonisce: “Se i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre prenderanno parte alla parata del 2 giugno, il Codacons chiederà i danni al governo e i ministri e i funzionari che organizzeranno la presenza, il trasferimento e il pernottamento dei due militari a Roma, dovranno rimborsare di tasca propria le spese sostenute”.

La libertà di Saviano (VIDEO)

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Ho incontrato Roberto Saviano per la prima volta a maggio del 2008, il suo libro era uscito due anni prima e da 19 mesi viveva sotto scorta. Aveva 28 anni e stava infagottato in un girocollo di lana blu, anche se a New York faceva già caldo. Era arrivato negli Stati Uniti per partecipare a un festival di letteratura. Venne invitato ad una cena in cui l’ospite d’onore era Salman Rushdie, i due non si erano mai visti e mi trovai tra loro quando cominciarono a parlare di libri pericolosi e di vite blindate. In quel suo primo viaggio americano Saviano venne messo sotto protezione dell’Fbi, l’autore di Versi Satanici invece si muoveva liberamente per Manhattan.

Rushdie gli chiese quando Gomorra aveva cominciato a dare fastidio e Saviano si mise a raccontare: “Quello che non mi hanno perdonato non è il libro ma il successo, il fatto che sia diventato un bestseller. Questo li ha disturbati e più la cosa diventa nota e più sono incazzati con me. Se il libro fosse rimasto confinato al paese, a Napoli, alla mia realtà locale, allora gli andava anche bene”.

“Anzi, i camorristi se lo regalavano tra loro, contenti che si raccontassero le loro gesta. Avevano perfino cominciato a farne delle copie taroccate da vendere per la strada e un boss aveva rimesso le mani in un capitolo riscrivendosi alcune parti che lo riguardavano. Poi però la cosa è cresciuta e questo ha iniziato a disturbarli. Perché fino ad allora non finivano mai sulla prima pagina dei giornali, neppure quando facevano massacri, e si sentivano tranquilli e riparati. Il libro ha risvegliato l’attenzione in tutta Italia e questo non mi è stato perdonato”.

Oggi Gomorra ha compiuto dieci anni, i riflettori dell’opinione pubblica e della giustizia sono tornati ad accendersi sulla camorra, che era scivolata nel disinteresse da tempo, i casalesi hanno pagato un prezzo giudiziario importante a questa notorietà e Roberto Saviano vive ancora sotto protezione. La scorta non è un merito, è una gabbia e il segnale più evidente di un Paese malato. Un Paese che ha il record dei giornalisti sotto tutela perché denunciano la criminalità organizzata (anche per questo l’Italia è messa così male nella classifica mondiale della libertà di stampa), dove si bruciano le auto ai cronisti, dove gli avvocati dei mafiosi minacciano platealmente nelle Aule dei Tribunali chi ha avuto il coraggio di raccontare. Di questo dovremmo parlare.

Vincenzo D'Anna, senatore verdiniano (imagoec)
Se necessitasse una nota al disappunto per Verdini, basterebbe questo suo affiliato

Invece c’è chi fa campagna elettorale, come il senatore verdiniano Vincenzo D’Anna, sostenendo che a Saviano si dovrebbe togliere la scorta e che con i soldi risparmiati si combatterebbe meglio la camorra. Se ragionassimo come il senatore potremmo replicare che anche i soldi delle nostre tasse potrebbero essere meglio spesi se non dovessero pagare il suo stipendio da parlamentare che ha già cambiato partito tre volte. Che l’accusa a Saviano sia strumentale e serva a fare campagna elettorale in zone dove la camorra controlla il territorio lo svela senza vergogna lo stesso D’Anna: “Da noi in Campania i voti ce li guadagniamo lottando, non stando zitti”. E lottare significa sostenere che Saviano è “un’icona farlocca” e che la protezione gli va tolta perché “è uno che ha copiato metà dell’unico libro che ha fatto”. Non si capisce quale sia il nesso tra le due cose, mentre è chiarissima l’intenzione di guadagnare consenso e popolarità denigrando chi denuncia la criminalità organizzata in un feudo elettorale dove la camorra prospera.

D’Anna attacca Saviano: “Toglierei la scorta, nessuno lo vuole uccidere: è un’icona farlocca”

La questione poteva finire qui, salvo che persone come D’Anna sono sempre più compagni di viaggio della maggioranza di governo, ma ieri l’ex direttore delFoglio Giuliano Ferrara non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di scrivere un articolo per sposare il pensiero del senatore verdiniano e per rincarare la dose contro Saviano. Ferrara finge di fare un pezzo “pericoloso” e perciò coraggiosissimo, visto che dice di amare quel politico di razza casertana che ha l’ardire di affermare che “il libro è farlocco e la scorta farlocca”, ma la verità è che non c’è nulla di più facile in Italia che sputare controvento, dissacrare e diffamare. Prendere un’icona e farla a pezzi è la massima soddisfazione e garantisce consenso, sorrisini complici e simpatia.

Su cosa significhi dire tutto questo in Campania, sul messaggio inviato e sulle conseguenze evidenti Ferrara non se ne preoccupa, ama il gesto plateale e rumoroso, ha usato tutto il suo spazio sulla prima pagina del Foglio per ridicolizzare Saviano, e sarà felice che anche noi ce ne dobbiamo occupare. Anzi si concede anche il lusso di dire che “le minacce in Italia sono un genere su cui vivono e prosperano fior di stronzi”. Non riesco a togliermi di mente un altro politico della stessa razza “antica e nobile” di D’Anna quando disse che un professore bolognese era “un rompicoglioni” in quanto colpevole di denunciare d’essere in pericolo per avere la scorta. Purtroppo Marco Biagi venne ucciso sul portone di casa mentre scendeva dalla sua bicicletta. Ma il piacere di un certo dileggio è rimasto intatto.

I libri di Roberto Saviano si possono criticare, sezionare, smontare, ma in modo onesto e non per strizzare l’occhio ai casalesi. A me non piacciono le icone, gli eroi, le gabbie mentali e la messa all’indice del pensiero critico. Mi piacciono le persone coraggiose, quelle sì e mi piacerebbe che si ragionasse sulle conseguenze che quel libro ha avuto nell’opinione pubblica e nella vita di un ragazzo.

Saviano ormai passa più della metà del suo tempo fuori dall’Italia, proprio per camminare libero, per scegliere di entrare in un bar o di andare al cinema senza dover chiedere il permesso in anticipo. Per non avere la scorta. E spera che non sia lontano il giorno in cui non ce ne sarà più bisogno anche qui, ma questi attacchi allontanano quel giorno e rendono “La Scorta” un simbolo intoccabile.

In quel maggio di otto anni fa Salman Rushdie concluse così la sua chiacchierata: “Devi riprenderti la tua libertà. Ascoltami bene Roberto, non arriverà mai un giorno in cui un poliziotto o un giudice si prenderanno la responsabilità di dirti: è finita, sei un uomo libero, puoi andare tranquillo, uscire da solo”. Poi l’accompagnò alla macchina dell’Fbi e mentre gli chiudeva la portiera aggiunse: “Roberto abbi cura di te, sii prudente, ma riprenditi la tua vita e ricordati che la libertà è nella tua testa”. L’auto blindata dei federali partì veloce, mentre Rushdie, da solo, si mise a camminare nella notte lungo il Central Park.

Saviano ha capito quella lezione, cammina nel mondo da solo, e vorrebbe essere libero anche a casa sua. Libero dalla scorta, dai politici che scambiano voti e dai diffamatori.

vivicentro.it/editoriale – repubblica/La libertà di Saviano di MARIO CALABRESI

Ascolta l’ oroscopo del giorno di Paolo Fox: domenica 29 maggio

L’ oroscopo giorno per giorno

Ogni giorno Paolo Fox racconta, con il suo oroscopo in TV (Fatti vostri) e su Lattemiele, cosa le stelle hanno in serbo per noi, come andrà il lavoro, la salute, l’amore…

Questo il suo oroscopo per oggi, tratto da Lattemiele:

ARIETE
TORO
GEMELLI
CANCRO
LEONE
VERGINE
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI

 

vivicentro.it/l’esperto  /lattemielecalabria/Ascolta l’oroscopo del giorno di Paolo Fox

CHI E’ PAOLO FOX:

Paolo Fox (Roma, 5 febbraio 1961) è un astrologo, pubblicista e personaggio televisivo italiano.

Biografia
Fin dagli anni novanta si occupa di astrologia nei mass media, proponendo il suo oroscopo nelle trasmissioni televisive della RAI e anche in radio, su LatteMiele e Radio Deejay; le sue prime apparizioni televisive sono state nelle trasmissioni di Rai 1 Per tutta la vita, In bocca al lupo! e Domenica In.

E’ iniziato a diventare noto al grande pubblico a partire dal 1997 quando ha iniziato la collaborazione con il network Lattemiele dove conduce uno spazio dedicato all’oroscopo giornaliero alle ore 7.40 e 19.40.

Il lunedì mattina il mago dell’oroscopo è presente anche su Radio Deejay. Per quanto riguarda il mondo della televisione, è apparso per le prime volte nei programmi televisivi Per tutta la vita, In bocca al lupo! e Domenica In.

Ha partecipato come ospite a tantissimi altri programmi tv: Festa di classe, Speciali di fine anno, Tutto Benessere, Furore, Uno Mattina, Speciale Grande Fratello, Piazza Grande, Aspettando cominciamo bene e tanti altri. Dal 2002 è una delle colonne portanti del programma tv di Raidue, I Fatti Vostri, dove legge il suo oroscopo. Negli ultimi anni risulta essere uno dei personaggi maschili più cliccati dell’anno sul web!

Annualmente cura per la RAI la serata dedicata alle previsioni astrologiche per il nuovo anno, trasmessa a fine dicembre.

È attivo anche sulla carta stampata, curando l’oroscopo per diversi settimanali

Nel 2014 ha interpretato sé stesso nel film di Natale Ma tu di che segno 6?.

Per quanto riguarda la sua vita privata non si sa praticamente nulla. E’ sposato? E’ fidanzato? Dove va in vacanza? Lui non ha mai rilasciato dichiarazioni o commenti sulla sua vita sentimentale anche perché grazie agli astri vuole indovinare quella del suo numeroso pubblico che non l’abbandona mai!

Abu è in Bangladesh: «Aiutatemi a tornare»

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Il quartiere di Mirpur, a Dacca, dove Abu è andato ad abitare.

«Vi prego: aiutatemi a tornare in Europa per continuare la scuola» Ha lasciato ieri mattina l’Italia alla volta del Bangladesh il piccolo Abu (nome di fantasia a tutela della sua identità), il ragazzino di 11 anni abbandonato dalla mamma e con il padre in carcere costretto a lasciare Schio per ritornare nel suo Paese d’origine. Abu, affidato agli zii materni, si era perfettamente integrato nel nostro Paese e anzi era diventato il primo della classe grazie ad una vivace intelligenza e ad una forte motivazione nonostante la sua giovanissima età: realizzarsi attraverso lo studio per poter dare una vita migliore alla sua famiglia. Ma il suo sogno rischia di infrangersi di fronte a un ostacolo burocratico: gli zii devono trasferirsi per lavoro in Inghilterra e vorrebbero portarlo con loro, ma secondo la legge inglese per portare il bambino oltre la Manica serve il consenso dei genitori. Consenso che il padre in carcere non vuole dare.

La necessità di partire entro pochi giorni ha costretto dunque la famiglia affidataria a riportarlo in Bangladesh dai nonni per poi cercare di risolvere i problemi legali e fargli raggiungere gli zii a Londra.

«Mi sarebbe piaciuto restare in Italia, ma voglio bene ai miei zii e voglio riuscire a raggiungerli in Inghilterra il prima possibile. Là potrò continuare la scuola. Se qualcuno può fare qualcosa per aiutarmi, lo faccia».

A poche ore dalla sua partenza il piccolo Abu aveva gli occhi velati di lacrime parlando di un futuro che evidentemente lo spaventa. Ma non ha pianto, cercando nonostante l’età di mostrarsi coraggioso di fronte all’ennesima prova che il destino gli sta mettendo di fronte.

Nato in Bangladesh e trasferitosi a sette anni in Italia, dove oggi si trovano tutti i suoi amici e punti di riferimento, ora si troverà a vivere in uno dei Paesi più poveri del mondo con la nonna gravemente malata e l’incertezza di tornare in Europa. «Se avessimo potuto restare qui sarebbe stato bello – dice – ma non è possibile». Per aiutarlo le maestre e i genitori dei suoi compagni di scuola stanno cercando di capire se c’è qualcosa da fare perché la sua vicenda si risolva per il meglio al più presto.

«Purtroppo temo che l’unico modo per riuscire a superare le difficoltà che abbiamo avuto a portarlo in Inghilterra – afferma lo zio – sia quella di togliere la potestà a suo padre». Il genitore di Abu sta scontando una condanna nel carcere di Vicenza per un’aggressione ai danni della madre, ma dovrebbe uscire entro pochi giorni ed anche questo motivo è alla base del frettoloso espatrio di Abu.

«Lui dice che non vuole separarsi dal bambino – continua il parente – ma temiamo che sia solo un modo per tenere sotto scacco l’ex moglie, che ora si è risposata e vive in un’altra città italiana». Per questo il padre non ha dato il consenso all’espatrio. «Mi ha anche minacciato dicendo che se avessi portato il bambino in Inghilterra me l’avrebbe fatta pagare» ha spiegato il parente il giorno prima della partenza.

La madre invece, che ha affidato il figlio a suo fratello, era d’accordo che lui si trasferisse coi parenti in Inghilterra, ma il suo consenso da solo non bastava. Non sarà facile sbrogliare la vicenda.

Ecco il quartiere del bambino rispedito in Bangladesh

Palazzine fatiscenti si affacciano su strade polverose, ai cui bordi cumuli di rifiuti si alternano ai mucchi di materiali da costruzione. L’aria afosa è pregna di odori fra i cantieri dalle impalcature di bambù e le baracche coi tetti di lamiera dove merci le più disparate sono impilate ed esposte alla vista dei numerosi passanti. Uomini con camicie di lino e sandali di cuoio e donne in abiti tradizionali si muovono a piedi o su sgargianti risciò che si infilano ovunque. Poche e scassate le auto, su questa strada laterale. Fra i palazzi e le chiome delle piante tropicali, si staglia sul cielo il disordinato reticolo dei cavi elettrici.

È uno scorcio di Mirpur, quartiere di Dacca, capitale del Bangladesh. È in una via come questa che ora si trova il piccolo Abu (nome di fantasia per tutelare l’identità del minore).

vivicentro.it/cronaca  –  ilgiornaledivicenza/Ecco il quartiere del bambino rispedito in Bangladesh (Elia Cucovaz)

 

Zielinski al Napoli: il centrocampista piace a Sarri, Giuntoli lavora

Zielinski, centrocampista dell’Udinese, classe 94, pare essere in orbita Napoli. Secondo quanto riporta Sky Sport, infatti, Giuntoli starebbe lavorando per portare con sé il ragazzo, che tanto piace a Sarri, con cui ha avuto già modo di lavorare, ad Empoli. Su di lui sono piombati gli occhi di tantissimi club, con i Liverpool che sembra averci provato più volte, anche se comunque la trattativa tra gli inglesi e i friulani, in queste ultime ore, sembra essersi bloccata.

Guardia Costiera: 668 migranti tratti in salvo, oggi, nel Canale di Sicilia (VIDEO)

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Sono 668 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi nel Canale di Sicilia, al termine di 4 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: si tratta di 3 gommoni e di un barcone.

In particolare, Nave Dattilo* della Guardia Costiera ha salvato 322 persone a bordo di un barcone.

Sui tre gommoni sono state impegnate nei soccorsi un’unità navale della Marina Militare, una nave tedesca nel dispositivo EUNAVFORMED, una nave militare irlandese e due unità navali di organizzazioni non governative.

  • NOTA: NAVE DATTILO CP 940, costruita nei Cantieri Navalli di Castellammare di Stabia e varata il 19 dicembre 2012

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Mario Giunta: “Vecino? De Laurentiis potrebbe accontentare Sarri”

Mario Giunta, giornalista ed esperto di calciomercato, è intervenuto negli studi di Sky Sport 24 per fare il punto sulle diverse operazioni di mercato in casa Napoli. Ecco quanto evidenziato:
Vrsaljko? Non c’è solo il Napoli sul giocatore. In mattinata vi è stato un incontro tra gli agenti del calciatore e i dirigenti dell’ Atletico Madrid a Milano. Per il momento si cerca di capire la volontà del club spagnolo, la base d’ asta si aggira intorno ai 15 milioni.
Vecino? Dopo le parole di De Laurentiis potrebbe essere lui il prossimo regalo per Sarri, c’ è un certo feeling tra i due e il presidente farà di tutto per accontentare il suo allenatore. Se salgono le quotazioni del centrocampista viola si abbassano, però, quelle di Klaassen: le stesse parole del padron azzurro fanno trapelare che la società sia stufa dei lunghi tempi di attesa, visto che la trattativa è già stata avviata da tempo.
Futuro di Higuain? Attualmente il Napoli non alcuna intenzione di cederlo. C’ è la clausola di 94 milioni e se qualcuno decide di arrivare a quella cifra, allora se ne discuterà”.

Castellammare riparte dalla cultura e dal suo patrimonio culturale.

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Castellammare : “Tavolo con la Soprintendenza per la gestione della Reggia . Facciamo conoscere la storia della nostra città per poi raccontarla all’esterno’’
Castellammare. La Reggia di Quisisana, gli Scavi , i reperti archeologici asset strategici per rilanciare il turismo e la cultura nella città di Castellammare.  “La nostra proposta culturale – commenta Maria Cristina Napolitano, a cui il candidato sindaco della coalizione #perCastellammare, Salvatore Vozza, ha affidato la delega alla cultura – si basa  su una programmazione a lungo termine  e anche molto impegnativa  che prevede un tavolo di discussione con la Soprintendenza per la gestione della Reggia di Quisisana, uno dei siti di maggiore interesse che deve essere contenitore di attività culturali e si  spera nel futuro Museo Archeologico di Stabia. I reperti, gli scavi – prosegue Maria Cristina Napolitano- sono altri asset su cui si basa il programma culturale che deve essere rivolto alla cittadinanza dai giovani ai meno giovani ai visitatori. Bisogna far conoscere la storia e promuovere la città sia all’interno con i cittadini, con le scuole, con i bambini,  per  poi poterla anche  raccontare  all’esterno. Lo scopo del miglioramento del servizio turistico che ovviamente si basa sul miglioramento di quella che è l’offerta culturale avrà come beneficio una ricaduta anche in termini economici  sull’indotto dell’economia e della città intera. Intanto domenica 29 maggio alle ore 10,00 i candidati della coalizione #perCastellammare si sono dati appuntamento a Palazzo del Fascio per sensiblizzare la città sullo stato dell’edificio che dovrà ospitare la Biblioteca Filangieri

Pres.Udinese: “Zapata? Molti club su di lui, c’è l’Arsenal”

Ai microfoni di radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, in merito alla questione Napoli-Zapata: “C’è una clausola che consente al Napoli di riportare in azzurro Duvan Zapata in anticipo rispetto ai due anni pattuiti. E’ molto felice a Udine, così come detto dal suo agente e spero possa restare. Ha ricevuto molte offerte, tra le quali quella da parte dell’Arsenal”.

Sky- Pecchia al Verona, manca il sì di Rafa Benitez

Pecchia, allenatore in seconda da sempre legato a Benitez, adesso allenatore del Newcastle, potrebbe fare il salto: vivere un’esperienza da solo, lontano dall’ex Napoli. Gianluca Di Marzio, attraverso il suo sito ufficiale, spiega: “Delusione per la retrocessione smaltita e voglia di ripartire subito al massimo, per tentare di riconquistare la Serie A con un nuovo allenatore sulla panchina gialloblu. Per l’approdo di Fabio Pecchia all’Hellas Verona, con Fusco ds, manca solamente l’ultimo “sì” di Rafa Benitez, che non vorrebbe lasciar partire il suo vice. Pecchia, tuttavia, è deciso a ripartire da solo, aprendo così sempre più la strada ad una separazione dal Newcastle per poter sposare il progetto della società del presidente Setti, deciso a puntare sull’ex giocatore di Juve e Napoli su indicazione del nuovo ds senza attendere il termine dei playoff di Lega Pro e, di conseguenza, la possibilità di arrivare a Roberto De Zerbi, allenatore del Foggia”.

Dott. De Nicola: “Tonelli ha superato al meglio i test, ha carattere”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ha parlato il dottor De Nicola, responsabile dello staff medico del Napoli: “Non c’erano dubbi sulla permanenza di Sarri, il presidente sa che ci sono delle persone su cui contare. Con il mister ci siamo trovati bene, ma anche con altri abbiamo lavorato molto bene. Tonelli ha un carattere molto bello, ha superato al meglio i primi test. Anche sul piano caratteriale mi pare un personaggio giusto per una piazza come Napoli. Questo è un progetto che ha radici lontane, iniziato ai tempi da Marco Fassone e che poi è migliorato nel tempo, andando a correggere di volta in volta gli errori”.

Il viale della tribuna dello stadio Menti intitolato a Nicola De Simone

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A Castellammare di Stabia inaugurato il viale Nicola De Simone

Importante e bellissima serata quella appena trascorsa allo stadio Menti si sono radunati tanti cittadini stabiesi per assistere non ad una partita della Juve Stabia ma alla inaugurazione del viale Nicola De Simone. La cerimonia di intitolazione del viale d’accesso alla tribuna coperta  ed alla tribuna scoperta dello stadio di Castellammare ha visto un’ottima risposta della città termale.

Nicola nato a Castellammare nel 1954 e deceduto nel 1979 in seguito ad un calcio alla testa subìto nel match contro la Palmese, quando vestiva la maglia del Siracusa,  è da sempre vivo nella mente dei tifosi della Juve Stabia. Proprio la tragica e prematura scomparsa di Nicola De Simone è stata il fondamento dello splendido gemellaggio che lega indissolubilmente le tifoserie della Juve Stabia e del Siracusa, gemellaggio che tornerà a far vestire il Menti a festa nel prossimo campionato di Lega Pro, grazie alla promozione ottenuta dalla squadra siciliana.

Come già più volte ripetuto, fondamentale è stato il lavoro diplomatico, e non solo, di Giuseppe Mercatelli, sempre in prima linea nel sostenere la Juve Stabia e nell’assicurare alle Vespe uno stadio, il Romeo Menti, in regola con tutte le preiscrizioni previste dalla Lega.

Presenti alla serata oltre all’Architetto Mercatelli c’erano anche Clemente Filippi (D.G. della Juve Stabia), Alberico Turi (Direttore Responsabile del Settore Giovanile della Juve Stabia), i parenti del compianto Nicola, i bambini della scuola calcio Nicola De Simone, il parroco della chiesa della Madonna di Pozzano e un buon nutrito gruppo di tifosi stabiesi.

Dopo i discorsi di Mercatelli, principale fautore della manifestazione,  e della sorella di Nicola de Simone, Giovanna, che ha ricordato a tutti le qualità morali di suo fratello è stata la volta della benedizione della targa. Cori e fumogeni dei tifosi gialloblè presenti in onore di Nicola per una serata che rimarrà nelle menti di tutti.

VIDEO – Higuain fa sognare l’Argentina: che gol contro l’Honduras!

Ancora Gonzalo Higuain: non si ferma il pipita, nemmeno col l’Argentina. Stop, dribbling e sinistro pazzesco: nella notte di ieri sera, Higuain trascina la sua nazionale, contro l’Honduras, grazie ad un gol dei suoi, che tanto hanno fatto sognare il popolo partenopeo in questa stagione. Di seguito, il video tratto da youtube.

 

 

Di Marzio: “Vrsaljko? Il Napoli lo vuole, ma l’Atletico Madrid…”

Gianluca Di Marzio, attraverso il suo sito ufficiale, prova a far chiarezza in merito alla questione Vrsaljko-Napoli, con il difensore che, alla fine, potrebbe finire all’Atletico Madrid: “Sime Vrsaljko si è rivelato ormai una piacevole conferma sulla fascia destra della formazione di Di Francesco. Il terzino croato classe ’92, già terminato nel mirino del Napoli come possibile rinforzo da regalare a Sarri per la prossima stagione e con la società di De Laurentiis già forte di un accordo con il club neroverde, piace non poco anche all’Atletico Madrid: l’agente del giocatore, Giuseppe Riso, si è infatti recato presso l’hotel in cui attualmente alloggia a Milano la squadra di Simeone, in vista della finale di Champions di questa sera, per incontrare la dirigenza colchonera, interessata a portare l’ex Genoa a Madrid”.

TuttoSport: “Reina? Giuntoli sta cercando un portiere…”

Reina al Barcellona: nasce un caso portiere? L’edizione odierna di TuttoSport prova a fare chiarezza: “Giuntoli sta cercando con insistenza anche un portiere: la notizia dell’interesse del Barcellona per Reina, da mettere alle spalle di Ter Stegen, potrebbe essere solo la conseguenza di una valutazione che il Napoli sta facendo relativamente ad un ruolo così delicato, soprattutto nelle calde notti della Champions League”.

De Roon se non arriva Vecino: servono 10 mln di euro

Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, sta lavorando intensamente in queste settimane per regalare a mister Sarri una rosa praticamente completa sin dal primo giorno di ritiro. Agli azzurri piacerebbe moltissimo Vecino della Fiorentina. Se il centrocampista non dovesse arrivare, però, i partenopei virerebbero su De Roon dell’Atalanta; l’affare potrebbe chiedersi per una cifra vicina ai 10 milioni di euro.

Salvatore Girone è a casa “amo l’Italia” (VIDEO)

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Il marò, Salvatore Girone, è arrivato a Bari, “grato a chi ha permesso ritorno”. La “gioia” di Renzi – Dal 2012, le tappe dell’odissea INFOGRAFICA

Roma  Dopo 3 anni, Salvatore Girone è finalmente in Italia. Il Falcon 900 dell’Aeronautica militare che ha prelevato il maro’ a New Delhi e’ atterrato nel pomeriggio all’aeroporto di Ciampino. Ad attenderlo la famiglia. i due figli e la moglie, subito saliti a bordo dell’aereo per il primo abbraccio.

“E’ un momento commovente, sono contento di essere qui ringrazio chi ha fatto in modo che si potesse arrivare a questo sviluppo”, ha commebnato  Amo l’Italia, l’Italia e’ bella”, ha dichiarato Girone quando in serata è rientrato nella sua casa di Bari.

Girone in Italia dopo tre anni, l’arrivo a Ciampino

Poi, il fuciliere della Marina ha abbracciato il ministro delle Difesa Roberta Pinotti, ha stretto la mano al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e ha rivolto il saluto militare al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano e al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi. Girone, infine, sorridente e visibilmente emozionato, si e’ rivolto a fotografi e operatori Tv stringendo i pugni in segno di giubilo ed ha poi raggiunto la saletta riservata dell’Aeroporto militare di Ciampino.

 

Ad accompagnare Girone nel suo ritorno in Italia c’erano a bordo del Falcon 900 l’ambasciatore italiano in India Lorenzo Angeloni e il generale Carmine Masiello, consigliere militare di palazzo Chigi. Ad accogliere il fuciliere della marina, oltre ai familiari, il sindaco di Bari Antonio De Caro, Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera e Pierferdinando Casini, presidente della commissione Esteri al Senato.

Stamane a Ciampino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i familiari di Girone nella saletta dell’aeroporto. Mattarella ha salutato moglie e figli e ha annunciato loro che ricevera’ il militare italiano molto volentieri al Quirinale quando vorra’, una volta ripresosi, da stress e fatica. Un’occasione, notano alcuni, potrebbe essere la Festa della Marina che si terra’ il 9 giugno.

“Gioia” per il ritorno a casa di Salvatore Girone e’ stata espressa dal premier, Matteo Renzi. “Oggi”, ha detto il presidente del Consiglio da Scilla, in Calabria, “e’ un elemento di gioia il ritorno a casa di Salvatore Girone”. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha twittato: “Anche #Salvatore Girone finalmente in Italia. Un impegno preso dal mio primo giorno da Ministro. Un impegno che continua”.

Salvatore Girone e i suoi familiari sono poi arrivati in serata a Bari con un altro Falcon 900 dell’Aeronautica Militare. A bordo c’era anche il sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro. Dall’aeroporto Karol Wojtyła, Girone ha raggiunto la sua abitazione nel quartiere Torre a More, a sud di Bari. “E’ un momento commovente, sono contento di essere qui ringrazio chi ha fatto in modo che si potesse arrivare a questo sviluppo. Amo l’Italia, l’Italia e’ bella”, ha dichiarato Girone appena sceso dal pulmino della Marina Miliare che lo ha accompagnato nella sua casa. Ad accoglierlo il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Striscioni di benvenuto e palloncini tricolori per salutare il suo arrivo. Poi l’abbraccio con il nonno Salvatore. Girone ha poi ringraziato i giornalisti ed ha detto che “ora si vuole dedicare alla sua famiglia”.

Dalla sua ultima permanenza in Italia sono trascorsi ormai tre anni e tre mesi: nel febbraio del 2013, infatti, Girone, assieme al commilitone, aveva usufruito di un permesso da parte dell’India di qualche settimana per poter votare alle elezioni politiche. Poi il 22 marzo del 2013 l’ennesimo ritorno in India per entrambi. Dal settembre del 2014, pero’, Latorre e’ in Italia grazie a un permesso speciale per gravi motivi di salute. Nel caso di Girone, invece, la Corte Suprema indiana ha accettato pochi giorni fa di rendere immediatamente esecutivo l’ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell’Aja di far rientrare il maro’ per tutta la durata del procedimento arbitrale.

I due fucilieri sono accusati, in India, di aver ucciso due pescatori mentre erano in servizio anti-pirateria a bordo della petroliera Enrica Lexia, a largo delle coste del Kerala.

vivicentro.it/cronaca –  (AGI)/Salvatore Girone è a casa “amo l’Italia”

 

De Laurentiis ha la disponibilità dell’agente di Higuain

I dettagli

La Repubblica scrive su Higuain: “Il Psg, il Chelsea e lo United seguono Higuain, ma nessuno dei tre club ha messo sul piatto la cifra dei 94milioni e 736mila euro necessari per pagare la clausola rescissoria che scade il 30 giugno. De Laurentiis, dal canto suo, ha incassato la disponibilità dal fratello Nicolas alla permanenza in maglia azzurra. Il contatto a Roma c’è stato ed è stato positivo. Le parti si ritroveranno al più presto. Il tempo è un alleato prezioso del Napoli che dall’1 luglio proverà a blindare il suo campione con un nuovo contratto. Il patron lavora al rinnovo fino al 2020 con ingaggio complessivo, compreso i premi, di 7 milioni di euro”.

Corbo: “Da avaro tiranno a generoso imprenditore”

Il suo pensiero…

Antonio Corbo scrive su La Repubblica: Alla favola triste del tiranno avaro mancavano le ultime pagine. Un giorno all’improvviso, come cantano i tifosi, Aurelio De Laurentiis si è innamorato dell’altra parte di se stesso. Ha buttato via la leggenda che ormai avanzava: solo lui sa vincere senza essere tifoso, solo amministra risparmiando fino all’ultimo euro, solo lui antepone i bilanci ai sentimenti. Un giorno all’improvviso, ieri mattina, Aurelio De Laurentiis si è rivisto negli articoli più critici. Con la stizza di chi sfila in un lunapark davanti agli specchi deformanti, ha reagito. Ma questo non sono io, si sarà ribellato; questo non è il mio Napoli che sembra sfasciarsi nell’odio, avrà borbottato pensando a quei pochi giornalisti che lo osservano senza fargli mai sconti. Si sarà detto: ora spiego io a tutti chi veramente sono, anzi lo spiegherà per me proprio Sarri. Non il presidente del Napoli, ma il consumato uomo di cinema ha scritto le ultime pagine del copione: dal bianco e nero di una trama neorealista è passato ad un kolossal che fa urlare il geniale ma tenebroso Maurizio Sarri: «Mi ha trattato ancora meglio di uno della sua famiglia». Dall’esasperata immagine di cinico imprenditore De Laurentiis riappare come i tifosi speravano. Il magnate generoso e grato che premia l’artigiano di solenne umiltà, quel Sarri che riscatta il deludente biennio del professor Rafa Benitez riportando il Napoli in Champions, la squadra ad una quotazione superiore di cento milioni, Higuain sulla stella più alta d’Europa, il fatturato a livelli quasi pari al fascino di un club con sei milioni di tifosi nel mondo. Nella svolta improvvisa di Aurelio De Laurentiis, neanche il tempo di richiamare il capo della comunicazione in sede, c’è la geniale del personaggio. Sembrava strano non si trovasse qualcuno che sapesse mediare tra il presidente attendista ed il tecnico vincente che bolliva nell’ira dell’attesa. Molto avrà influito Cristiano Giuntoli, manager sanguigno diverso dai suoi pallidi colleghi. Moltissimo, lo stesso De Laurentiis, guidato dalla buona luna nei suoi chiaroscuri d’umore. Il Napoli torna a splendere nel suo azzurro. Che legga subito la cronaca delle ultime ore Gonzalo Higuain. Tranquillo. La sua festa è ancora qui, e non è mai finita.

Grecia, quello che Merkel non dice. Atene al bivio tra taglio del debito e recessione permanente

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ROMA – E’ ufficiale. Il salvataggio o meno di uno dei paesi dell’euro è rigidamente e unicamente legato agli umori e ritmi elettorali della Germania e forse, anche più specificamente, dell’aria che tira in Baviera.

L’unico obiettivo chiaro dell’ennesimo pasticciato accordo raggiunto a Bruxelles sulla Grecia, infatti, è la scelta di aspettare le elezioni tedesche, previste per il 2017. A forza di aizzare l’opinione pubblica contro i peccati di lassismo di Atene, Angela Merkel e il suo ministro delle Finanze, Schaueble, si sono trovati prigionieri della loro retorica e costretti a intorbidire le acque quanto basta per tenere nascosto il punto chiave e quanto può costare: la ristrutturazione del debito greco ci sarà – è stato riconosciuto implicitamente nel vertice di Bruxelles – ma i modi vanno ancora decisi e specificati e, così, è ancora impossibile determinare quanto ci perderanno i creditori. Ma è una strada obbligata.

Senza ristrutturazione, calcola l’Fmi, il debito arriverebbe, dopo il 2050, al 250 per cento del Pil e ripagarlo succhierebbe il 60 per cento dell’economia ellenica. Berlino cascherebbe dalla padella nella brace, perché, come dice Zvolt Darvas, del think-tank Bruegel, “o c’è una grossa ristrutturazione del debito o Atene richiederà altri prestiti per decenni”. Il problema, ha scritto un’altra commentatrice, Frances Coppola è, però, che, in ogni caso, la Grecia dovrà passare attraverso

decenni di autentica depressione economica. Una recessione senza fine.

Contrariamente a quanto percepito da buona parte dell’opinione pubblica, la posizione più vicina agli interessi della popolazione greca era – ed è – quella del Fondo Monetario. Gli economisti di Washington vogliono mettere un tetto ai pagamenti che il Tesoro greco dovrà fare ogni anno sui debiti (contratti con gli altri paesi europei – è sempre bene ricordarlo – per poter ripagare quelli disinvoltamente concessi dalle banche francesi e tedesche negli anni del boom), in modo che non superino ogni anno l’1,5 per cento del Pil. E vogliono abbattere all’1,5 per cento l’avanzo da registrare ogni anno sui conti pubblici, contro l’irraggiungibile 3,5 per cento che Berlino pretenderebbe. Ma questa è ancora solo la superficie dei problemi. Come dice Frances Coppola, i conti che fanno paura solo negli altri capitoli dell’analisi che compie l’Fmi.

Perché, nei prossimi decenni, per ridare fiato al paese e assicurare le risorse per pagare i debiti, da dove dovrebbe venire la ripresa economica greca? Non dal lavoro, avvertono gli economisti di Washington. La popolazione invecchia e il tasso di disoccupazione attuale, al 25 per cento, è, ormai, per quattro quinti, strutturale, radicato nei meccanismi del paese. Potrà scendere al 6 per cento solo verso il 2060. In altre parole, il contributo dell’occupazione alla crescita di lungo periodo sarà negativo (meno 0,3 per cento l’anno, dicono i conti). E poco anche dagli investimenti. Oggi sono al 12 per cento del Pil, l’Fmi prevede che possano arrivare, a medio-lungo termine, al 17 per cento, che è comunque al di sotto della media europea. Tutto sommato, il contributo alla crescita che arriva dal capitale non sarà al di sopra dello 0,5 per cento l’anno. D’altra parte, le banche del paese sono praticamente tutte fallite e non sono in grado di attivare la leva del credito.

E, allora, lo sviluppo? Dalle riforme strutturali nel mercato del lavoro (flessibilità) e dei prodotti (liberalizzazione). Ma l’Fmi per primo non crede che le riforme possano aumentare la produttività del sistema greco più della media europea. Diciamo un uno per cento, indicano gli economisti di Washington. La somma di lavoro, capitale e riforme dà, dunque, un tasso di sviluppo annuo ipotizzabile all’1,20 per cento a lungo termine. In un paese che, negli ultimi sette anni, grazie alle politiche di austerità, si è ristretto del 27 per cento. A quel ritmo, non basteranno quarant’anni per recuperare i livelli pre-crisi.

vivicentro.it/politica –  repubblica/Grecia, quello che Merkel non dice. Atene al bivio tra taglio del debito e recessione permanente di MAURIZIO RICCI