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STABIA – Lettera aperta al Sindaco e al Comandante della Polizia Municipale: mondo cane

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Gestione dei cani in luogo pubblico e decoro urbano: norme per il possesso di cani appartenenti a “razze pericolose”

Lettera a vivicentroIllustrissimo Sig. Sindaco del comune di Castellammare di Stabia mi preme richiamare la sua attenzione sulla popolazione canina nella nostra città, in special modo quella di razza definita pericolosa per l’uomo.

Nonostante esistano a livello nazionale alcune prescrizioni per tali razze (a seguire ne riporto uno stralcio) e comunque norme di carattere generale relative alla gestione dei cani padronali in luogo pubblico, alcuni proprietari, e/o detentori/conduttori a qualsiasi titolo, non rispettano tali prescrizioni e pertanto gli abitanti di Castellammare sono esposti a notevoli rischi di incolumità per se stessi e soprattutto per i loro figli e nipoti per cui è in netto aumento il senso di insicurezza che essi hanno nell’andare in giro (come se non bastassero criminalità e baby bulli o gang). Da qui la protesta per il NON controllo in primis per l’incolumità dei cittadini e poi anche per il decoro e la godibilità della Città per quanto riguarda la deprecabile abitudine all’abbandono di deiezioni dei cani sul suolo pubblico.

Alla luce di quanto sopra, voglia la S.V. emanare un provvedimento finalizzato a confermare e raccogliere in un unico atto le disposizioni in materia di salvaguardia dell’igiene del territorio dalle “deiezioni solide” e della conduzione degli animali che si legge come segue:

Chiunque conduca un cane, proprietario e/o detentore a qualsiasi titolo, in luoghi pubblici o aperti al pubblico (sono compresi anche gli uffici pubblici e tutte le aree verdi comunali tra cui le aiuole) ha l’obbligo di rispettare i seguenti divieti e prescrizioni comportamentali:

1. Conduzione dei cani

– è fatto obbligo di condurre i cani al guinzaglio in aree pubbliche o luoghi aperti al pubblico, indistintamente dalla razza. Lo stesso guinzaglio dovrà essere di lunghezza non superiore a mt. 1,50, e i proprietari e/o detentori di cani di taglia grossa devono essere muniti di museruola da applicare al cane in caso di rischio di incolumità pubblica o su richiesta delle autorità competenti;

– i proprietari e/o detentori devono comunque avere cura a che i cani non sporchino e non creino disturbo o danno alcuno;

– è fatto divieto di affidare i cani a persone che per età o condizione fisica siano incapaci di garantire idonea custodia dell’animale stesso;

– il proprietario e/o detentore dell’animale è comunque responsabile di ogni azione del cane da lui condotto;

– i proprietari dei cani e le persone anche solo temporaneamente incaricate della loro custodia devono impedire che gli animali vaghino liberamente senza controllo.

2. Raccolta deiezioni:

– i proprietari dei cani e le persone anche solo temporaneamente incaricate della loro custodia e/o conduzione, devono provvedere immediatamente all’asportazione delle deiezioni e alla pulizia del suolo, qualora i suddetti animali sporchino strade, piazze, corti, portici, marciapiedi e relativi riquadri delle alberature, attraversamenti stradali, accessi alle abitazioni, spazi prospicienti i negozi, i giardini pubblici e tutte le aree pubbliche in genere o i luoghi aperti al pubblico nel territorio comunale;

– in nessun caso sarà ammesso che il proprietario, il custode e/o il conduttore lasci il cane vagare liberamente alla ricerca del luogo ove svolgere le proprie funzioni.

3. Detenzione strumenti idonei di pulizia:

– ogni proprietario di cani, nonché chiunque ne abbia anche solo temporaneamente la custodia e/o la conduzione, deve avere sempre con sé un sacchetto e/o apposita paletta o altro idoneo strumento per un’igienica raccolta o rimozione delle deiezioni quando si trova in aree pubbliche o aperte al pubblico insieme al cane, ed essere quindi in grado di esibirlo, a richiesta degli organi di vigilanza;

– quanto raccolto ed opportunamente racchiuso in idonei involucri o sacchetti dovrà essere depositato nei contenitori portarifiuti (per quanto riguarda i portarifiuti il comune dovrebbe installarne altri e/o riparare quelli già esistenti sul territorio cittadino).

4. Divieto di accesso dei cani:

– è vietato condurre o lasciare entrare cani nei luoghi destinati ai laboratori per la produzione e la lavorazione degli alimenti, nei depositi di generi alimentari, nelle aree destinate e attrezzate ad uso esclusivo di giochi per l’infanzia.

Sono esenti dal divieto i cani guida che accompagnano le persone non vedenti o ipovedenti, i cani delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile, nell’esercizio dell’attività istituzionale.

Il compito di far rispettare quanto sopra descritto spetta al comando di polizia municipale, al servizio veterinario dell’ASL e alla forza pubblica in generale.

E passo ora al quanto DEVE esserci a monte di tutto quanto sopra:

  • il rispetto di tutta la normativa per la detenzione e la conduzione di cani, soprattutto se classificati tra quelli di “razza pericolosa” che richiedono un permesso già solo per possederli e questo è proprio di pertinenza del Sindaco per il rilascio e del Comando di Polizia Municipale per la verifica e controllo.

Per meglio chiarire e specificare quanto sopra, al Sindaco ed al Comandante dei Vigili urbani e della Polizia Cittadina, mi permetto di ricordare che esiste una normativa ben chiara e precisa circa il possesso, e la conduzione, soprattutto di determinate razze canine. Normativa che va dal certificato di idoneità del “proprietario” a possedere, e condurre, determinate razze canine fino all’Assicurazione Obbligatoria.

A seguire ne riporto un estratto per loro memoria e per conoscenza di quanti, tra gli altri cittadini, dovesse non averne onzioni:

PREMESSA

Possedere un cane chiamato “pericoloso” richiede un permesso di detenzione tra cui l’abilitazione alla ricezione con annessa presentazione, all’atto della ricezione, di un certificato di assicurazione di responsabilità civile.

I cani vengono pertanto suddivisi in “Categorie” a secondo della loro possibile pericolosità derivante da: razza e mole

tabella razze

Per cani potenzialmente pericolosi si intendono quei cani che, date le caratteristiche della loro razza, possono arrivare a causare danni, lesioni gravi o addirittura la morte di persone e animali.

In generale lo standard di queste razze non indica l’aggressività dell’animale in sé, ma stabilisce soltanto che si tratta di un animale sufficientemente forte da giustificare una serie di norme che ne regolano l’adozione o il possesso.

Gli aspetti che vengono presi in considerazione per determinare quali razze possono essere potenzialmente pericolose sono i seguenti:

  • Aspetto massiccio, muscolatura possente, agile, resistente e vigorosa.
  • Temperamento forte e coraggioso.
  • Pelo corto.
  • Torace ampio, in grado di offrire una grande capacità polmonare: in genere tra i 60 e gli 80 centimetri.
  • Peso superiore ai 20 chili in età adulta.
  • Altezza compresa tra i 50 e i 70 centimetri.
  • Mandibole grandi e forti.
  • Collo, zampe e dorso larghi, forti e corti, molto muscolosi.

Tra le razze più comuni che fanno parte di questo elenco di cani potenzialmente pericolosi, troviamo:

  • Pit Bull Terrier
  • Akita
  • Staffordshire Bull Terrier
  • Rottweiler
  • Dogo Argentino
  • Tosa Inu
  • Fila Brasilero

Attualmente, in alcuni paesi vengono considerati potenzialmente pericolosi anche gli esemplari nati da incroci di queste razze.

Così come per i cani, anche per le persone esistono delle caratteristiche e dei requisiti che devono riunire se vogliono diventare i padroni di questi animali.

In generale i requisiti richiesti per poter ottenere una di queste licenze sono i seguenti:

  • Aver compiuto la maggior età e non essere affetto da una incapacità permanente che renda impossibile o molto difficile la cura e il controllo dell’animale.
  • Non avere precedenti penali per determinati delitti violenti (omicidio, lesione a terzi, abuso sessuale).
  • Non essere stati oggetto di determinate sanzioni previste dalla legge per il possesso illegale di animali pericolosi.
  • Non aver fatto parte di una banda né avere vincoli con il narcotraffico.
  • Essere in possesso di un certificato di idoneità fisica e psicologica.
  • Stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile per danni a terzi, da usare nei casi in cui l’animale leda persone, cose o animali.
  • Essere in possesso di un certificato di vaccinazione e deparassitazione.
  • Essere in possesso di un certificato che dichiara che l’animale in questione non mostra segni di aggressività.
  • Rinnovare la licenza ogni 5 anni.
  • Informare le autorità competenti di qualsiasi cambio nei dati del proprietario o del cane stesso, entro e non oltre un periodo di 15 giorni.

Tutto questo riguarda solo i requisiti richiesti per ottenere una licenza.

Esistono poi altre norme che regolano il possesso di cani potenzialmente pericolosi in relazione alla pubblica convivenza:

  • Obbligo di circolare negli spazi pubblici con museruola e guinzaglio, il quale non può essere estensibile e in nessun caso deve superare i 2 metri di lunghezza.
  • La museruola deve essere adatta alla taglia del cane.
  • Solo è permesso circolare con uno di questi cani per persona.
  • Solo è permesso circolare con uno di questi cani se la persona è maggiorenne.

Il possesso di questi animali senza la rispettiva licenza (nei casi in cui lo prevede la legge) o infrangere alcune delle norme sopra citate può significare incorrere in sanzioni economiche che vanno da 150 a 15.000 euro, a seconda della gravità dell’infrazione.

Le infrazioni che generano sanzioni elevate sono quelle che riguardano, soprattutto,l’abbandono del cane (incluso il fatto di non prendersi cura dell’animale nel modo adeguato), la possessione senza licenza, la vendita (o anche il regalo) di cani potenzialmente pericolosi senza averne licenza o l’addestramento inteso ad esaltare la naturale aggressività del cane in questione.

Queste infrazioni gravi possono dare luogo alla confisca dell’animale, alla sua sterilizzazione o, in casi eccezionali, alla soppressione del cane.

CANE PERICOLOSO: ASSICURAZIONE DI RESPONSABILITÀ CIVILE TERZO OBBLIGATORIA

A partire dal 1 ° gennaio 2010, se siete proprietario di una categoria di cane 1 o 2, si deve essere licenziatario di un permesso di detenzione.

Il rilascio del permesso detenzione da parte Sindaco del comune di residenza è subordinato a:

  1. presentazione di documento di identità,

  2. vaccinazione contro la rabbia,

  3. assicurazione di responsabilità civile,

  4. Sterilizzazione (per la 1 ° categoria),

  5. certificato di competenza e valutazione del comportamento,

  6. assicurazione responsabilità civile del proprietario e/o conduttore.

E ‘ quindi imperativo che si stipuli anche un’assicurazione specifica per la responsabilità nel possesso e nella conduzione di cani pericolosi.

La legge prevede che il proprietario di cani “pericolosi” di Prima o Seconda Categoria non in possesso di permesso di detenzione faccia fino a tre mesi di carcere e paghi una multa che può arrivare fino 15.000 € oltre al sequestro e / o eutanasia dell’animale.

QUESTO è il quanto la legge prevede e dal tutto si evince che sta in primis al Sindaco far si che le regole vengano rispettate visto che I PERMESSI di detenzione è lui che deve rilasciarli e poi, in seconda battuta, alle forze dell’ordine, in primis i Vigili Urbani e la Polizia Urbana, controllare che la documentazione di possesso sia in regola come anche che l’effettivo comportamento nella conduzione del cane si conforme alle norme di sicurezza imposte.

Sicuro di un fattivo accoglimento di questo invito alla vigilanza affinché TUTTE le norme siano rispettate a tutela della sicurezza di tutti i cittadini, porgo cordiali saluti.

Lettera firmata

vivicentro.it/sud/opinioni

Castellammare, omicidio Tommasino, per i giudici: “Fu camorra”

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I dettagli

I giudici della II Sezione della Corte d’Appello d’Assise di Napoli scrivevano nel giugno scorso (CLICCA QUI): “L’omicidio di Luigi Tommasino è certamente da ascriversi ad una decisione maturata nell’ambito del clan D’Alessandro e da individuarsi nella rottura dei rapporti con Sergio Mosca”.

La sentenza cancellò gli ergastoli emessi nel secondo grado, ma aprirono le porte al riconoscimento dell’aggravante del contesto mafioso, in cui maturò l’efferato omicidio del consigliere comunale del Pd. Luigi Tommasino, ucciso il 3 febbraio 2009 a Castellammare di Stabia. Furono 13 i colpi esplosi dal killer Renato Cavaliere, oggi pentito: “Ero il reggente. Avevo carta bianca dal boss Vincenzo D’Alessandro per eliminare le persone che intralciavano i nostri interessi, come Gino Tommasino. Chiedo perdono ai familiari”.

A dare l’input fu però il suocero di Pasquale D’Alessandro, Sergio Mosca: altro storico affiliato alla cosca di Scanzano. Tommasino avrebbe pagato con la vita quei legami “pericolosi” instaurati con elementi di spicco dei D’Alessandro e aveva chiesto di intercedere con gli esattori del clan per “cancellare” la richiesta di pizzo ad un suo parente: “piacere” accordato, ma ricambiato.

Castellammare, fuochi per le nozze di un pregiudicato: maxisequestro!

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I dettagli

Gli agenti di Pubblica Sicurezza di Castellammare di Stabia hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 51 anni per i reati di fabbricazione, commercio abusivo ed omessa denuncia di materiale esplosivo. I poliziotti sono intervenuti in una struttura della zona stabiese dopo essere venuti a conoscenza di una notevole quantità di fuochi d’artificio, senza che fosse stata richiesta la prescritta autorizzazione all’autorità competente. Tali fuochi sarebbero serviti a chiudere i festeggiamenti di un matrimonio di un noto pluripregiudicato. Sono stati sequestrati due quintali di materiale esplodente di IV e V categoria con massa attiva di 40 kg.

Tim Cup, Novara-Juve Stabia: fischierà un arbitro della sezione di Rimini

Ecco di chi si tratta

Ci siamo, domenica le Vespe giocheranno a Novara contro i padroni di casa per il secondo turno eliminatorio della Tim Cup 2016/2017. Sarà il Sig. Antonio Rapuano della sez. AIA di Rimini a dirigere la gara Novara-Juve Stabia, in programma domenica 7 agosto 2016 alle ore 20,30 presso lo Stadio “Silvio Piola”. Con lui ci saranno gli assistenti Mirko Oliveri della sez. AIA di Palermo e Claudio Lanza della sez. AIA di Nichelino. IV ufficiale il sig. Fabio Schirru della sez. AIA di Nichelino.

VIDEO – Juve Stabia-Sansepolcro 2-1, alcuni momenti del match

Alcuni minuti del match

Terza ed ultima amichevole pre-campionato per le Vespe, che battono il Sansepolcro 2-1. A segno: Ripa (JS) rig., Izzillo (JS), Giorni (S). Tanti cambi per Gaetano Fontana che regala spazio a Davide Servillo dal primo minuto, il quale festeggia i suoi 18 anni di oggi con un graditissimo regalo. Questi alcuni minuti del match tratti dalla pagina facebook Vivi Altotevere Sansepolcro.

CLICCA QUI per vedere il video

Possibile esordio nel secondo tempo col Monaco per Milik

I dettagli

La Repubblica scrive su Arek Milik: “Probabile debutto per il polacco, magari anche nel secondo tempo, per saggiare l’atmosfera di Fuorigrotta e l’intesa con i nuovi compagni. Milik ha voglia di sfoggiare la maglia numero 99 e avrà spazio considerando che era già in ritiro con l’Ajax”.

Grassi via? Il Napoli ci pensa su…

I dettagli

Alberto Grassi ha finalmente trovato spazio al San Paolo, nella prima uscita stagionale contro il Nizza. Potrebbe essere anche l’ultima visti i recenti e futuri sviluppi di mercato: Il Corriere dello Sport riferisce che il Napoli starebbe iniziando “a riflettere sulla possibilità di concedergli una esperienza in prestito in cui il centrocampista possa avere la certezza della continuità”. L’Atalanta “lo accoglierebbe a braccia aperte”.

Sarri ha tracciato l’identikit, pronti 3 nomi se salta Icardi

I dettagli

La Gazzetta dello Sport parla dei possibili arrivi in attacco per il Napoli: “Cristiano Giuntoli si sta sottoponendo in questi giorni alla prova del nove. Il dubbio, qualora non andassero a buon fine gli assalti per Icardi, è sempre lo stesso: prendere un altro centravanti, dopo Milik, o andare avanti con Gabbiadini? Sarri vuole solo Maurito e valuta esclusivamente calciatori che abbiano già esperienza nel nostro campionato”.

Capitolo Cavani, stipendio e ruolo chiave nell’undici di Emery sono i problemi: “La suggestione di un ritorno di Cavani per ora è virtuale (ieri i social si sono scatenati in tal senso) visto lo stipendio del Matador, che ha Napoli nel cuore ma anche la possibilità di essere finalmente titolare indiscusso nel Psg. Piuttosto, il Napoli sa da tempo che per Kalinic della Fiorentina occorrono 30-35 milioni. Quello di Zaza è un profilo che piace, ma i tifosi lo vedrebbero come uno sconto sulla clausola di Higuain. Sarri è intrigato tatticamente dall’ipotesi «falso nueve» e almeno per questo va tenuto in considerazione il nome di Jovetic”

David López può lasciare Napoli: tre spagnole su di lui

I dettagli

David López può lasciare il Napoli, come racconta il Corriere dello Sport. Potrebbe tornare in Spagna perchè ci sono ben tre squadre della Primera División che si sono interessate alla situazione del calciatore arrivato a Napoli due estati fa: “è corteggiatissimo dal Betis Siviglia e la chiacchierata procede, pur tra le difficoltà create dall’inserimento del Las Palmas e del Deportivo Alaves”.

 

ULTIM’ORA – Zielinski è atterrato a Roma: pronte le visite mediche

I dettagli

Il centrocampista polacco dell’Udinese Piotr Zielinski è atterrato a Roma, tra poco le visite mediche a Villa Stuart: nel pomeriggio potrebbe già arrivare l’ufficialità del suo acquisto da parte del Napoli.

E’ arrivato a Villa Stuart a Roma, il centrocampista ormai ex Udinese sarà un nuovo giocatore del Napoli, il quarto acquisto di questa finestra di mercato estiva. Queste le prime dichiarazioni del giocatore: “Vado al Napoli per vincere. Milik? Mi ha detto tante cose belle”.

Hamsik, l’agente: “Ho proposto nuove squadre a Marek, ma lui vuole solo Napoli”

Le parole dell’agente

Ai microfoni di Radio Crc, Juraj Venglos, agente di Marek Hamsik, ha dichiarato: “Ho parlato col calciatore durante gli Europei aggiornandolo sugli interessi di altre squadra ma la priorità di Hamsik è sempre stata quella di parlare prima con De Laurentiis. Marek è felice per le cifre e la durata del nuovo contratto di cinque anni ed è contento di tornare in Champions League. Non possiamo dirvi con certezza se il Napoli sarà l’ultima squadra della sua carriera, ciò che è certo è che resterà in azzurro ancora per altri anni ed è felice per questo. Ci sono voluti diversi incontri prima del rinnovo, ma la volontà reciproca era quella di proseguire insieme un rapporto che va avanti da dieci anni. Higuain via da Napoli? Posso solo dirvi che Marek non sarebbe mai rimasto al Napoli se la squadra si fosse indebolita e non avesse lottato per lo scudetto, ma da parte nostra non ci sono mai state pressioni sul mercato anche perché il Napoli ha già una squadra forte. Storicamente, il Napoli perde quota a febbraio e dovrà migliorare da questo punto di vista per combattere con la Juventus“.

Rafael Cabral potrebbe rimanere, il suo ingaggio ostacola la cessione

Le ultime

Rafael Cabral, estremo difensore del Napoli ex Santon, potrebbe rimanere in azzurro. Nessuna squadra interessata a lui, infatti, può permettersi un ingaggio da 1,2 milioni di euro. La società potrebbe quindi puntare sulla sua esperienza, come terzo portiere, alle spalle di Reina e uno tra Sepe e Sportiello, con il secondo che potrebbe legharsi con la società di ADL  a breve.

Zielinski oggi a Roma per le visite, presto anche Rog

La Gazzetta dello Sport su Zielinski

Quest’oggi a Roma, Piotr Zielinski svolgerà le visite mediche, per poi iniziare la sua nuova avventura in azzurro. Il centrocampista, arrivato dall’Udinese come vice-Allan e occasionalmente anche da trequartista o esterno, è stato pagato dal Napoli 15 milioni di euro più svariati bonus. Potrebbe presto raggiungere il ragazzo anche Rog, centrocampista della Dinamo Zagabria, che, invece, ricoprirebbe il ruolo di vice-Hamsik. A riportarlo, la Gazzetta dello Sport.

Piace Zaza, ma con la Juventus è difficile trattare

Kalinic sì, Zaza nì

Sostituire un campione come Higuain non è assolutamente semplice, lo sa bene Cristiano Giuntoli. Dopo la -quasi- fumata nera per Icardi, gli azzurri si guardano intorno alla ricerca di un centravanti in grado di garantire alla squadra di Sarri almeno 15-20 gol. Piace Kalinic della Fiorentina, anche se il cartellino costa caro, all’incirca 30 mln di euro. Non dispiacerebbe nemmeno Zaza, anche se i rapporti con la Juventus, dopo l’affare Gonzalo Higuain, appaiono sempre più congelati. Per il momento, quindi, la pista che porta all’ex attaccante del Sassuolo è bloccata.

Miha blocca Maksimovic, rifiutati 20 mln dal Napoli: adesso è rinnovo coi granata

E’ fumata nera per Maksimovic

Nulla da fare per Nikola Maksimovic: secondo quanto riporta Tutto Sport, neanche quest’anno il difensore vestirà la maglia del Napoli. Mihajlovic, infatti, avrebbe bloccato il suo trasferimento all’ombra del Vesuvio. I granata sarebbero pronti addirittura ad adeguargli il contratto, dopo aver rifiutato 20 milioni di euro dal club di Aurelio De Laurentiis.

Isis sfrutta i barconi

L’ Isis sfrutta i barconi, scrive Molinari ed annota che, in alcuni porticcioli della Libia e dell’Egitto, elementi vicini a Isis sarebbero in grado di dirigere il traffico dei migranti clandestini verso l’Europa. È la base di un’indagine a cui lavorano più procure, coordinate dalla Superprocura antimafia e terrorismo ed è anche la base per l’articolo di Francesco Grignetti che qui sottopongo ad una vostra lettura

“Uomini dell’ Isis dietro i flussi dei migranti dalla Libia” FRANCESCO GRIGNETTI

Il ministro Orlando e il superprocuratore Roberti concordano una rivelazione in Parlamento. Si indaga sulla capacità di indirizzare i profughi

È più di un sospetto, bensì un’indagine complessa su cui lavorano più procure, sotto il coordinamento della Superprocura antimafia e antiterrorismo: a dirigere il traffico degli scafisti, in certi porticcioli della Libia e dell’Egitto, vi sarebbero «soggetti vicini all’Isis», che così controllano, sia pure indirettamente, i flussi di immigrazione clandestina.

A scoprire parzialmente le carte è stato ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in Parlamento per un’audizione al Comitato Schengen. Una rivelazione concordata con i magistrati. Alla vigilia dell’audizione, infatti, il testo dell’intervento del ministro è stato limato assieme al superprocuratore Franco Roberti. Contano dunque anche le virgole di quanto detto da Orlando: «Dalle informazioni disponibili – ha scandito il Guardasigilli – risulta in corso una serrata verifica investigativa sull’ipotesi che fiduciari dell’Isis svolgano ruoli cruciali di controllo e di indirizzo nella gestione dei flussi migratori verso l’Italia».

Ci sarebbero dunque gli estremisti islamici dietro gli scafisti. E forse sono uomini organici all’Isis che hanno assunto un ruolo diverso e più complesso del semplice «pedaggio» imposto ai trafficanti. L’inchiesta mira a capire se questi islamisti riescano anche «a dare direttive sui criteri di distribuzione territoriale dei migranti». Allo stato ancora non si hanno certezze che gli islamisti siano in grado di controllare l’intera filiera dei migranti, tantomeno le destinazioni in Italia o in Europa. Quello che emerge tuttavia è che avrebbero un ruolo nella fase delle partenze. Il che non esclude, se si dimostrasse che sono in grado di indirizzare un flusso verso la Grecia o verso l’Italia, che avrebbero comunque un ruolo inquietante.

Di più, però, in Parlamento Orlando non ha inteso né potuto dire. «Il segreto investigativo gravante sulle attività impedisce allo stato di disporre di ulteriori informazioni».

Se però Orlando e Roberti hanno deciso di lanciare questo sasso nello stagno, è per far sapere all’opinione pubblica che riguardo alla minaccia terroristica «costante ed efficace è l’azione delle Procure della Repubblica, grazie anche al coordinamento della direzione nazionale Antimafia».

Dall’aprile del 2015, infatti, la Superprocura coordina anche le indagini antiterrorismo. «Una scelta a lungo attesa e che rivendico all’azione del governo», dice il ministro. E questa indagine di cui si è parlato ieri al Comitato Schengen sembra un caso da manuale. Proprio l’azione di coordinamento affidata agli uomini di Roberti ha permesso di scoprire quello che alcune singole procure siciliane non sapevano, e cioè che alcuni nomi ricorrevano in più inchieste. Nomi collegati ai traffici degli scafisti e anche al terrorismo internazionale. Ed è stato a questo punto che alla Superprocura hanno fatto un salto sulla sedia.

Una svolta. Roberti in più di un caso aveva sostenuto di non credere all’ipotesi di terroristi infilati dall’Isis sui barconi e di temere piuttosto i fanatici con passaporto europeo, quelli che passano dalla normalità al martirio senza passare per chissà quale campo di addestramento. Ma ora c’è l’incubo dei foreign fighter di ritorno, magari quelli sconfitti in Libia che potrebbero con facilità mascherarsi da profughi. E intanto chi segue le dinamiche dell’immigrazione clandestina, sottolinea che si è rivitalizzata la rotta che parte dall’Egitto. «Gli sbarchi di scafi in partenza dall’Egitto sono aumentati del 104% dall’inizio dell’anno». Quell’Egitto con cui, a seguito del caso Regeni, i rapporti sono ai minimi storici e che sembra non controllare più il proprio territorio. È di ieri l’ennesimo video di minaccia che parte dal Sinai, dal gruppo terrorista Wilayat Sinai, legato all’Isis: «Questo è solo l’inizio, i nostri incontri si terranno a Roma e a Gerusalemme».

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Femminicidi: la piaga di un amore malsano

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La piaga dei femminicidi. Una donna su tre in Italia ha subito violenze: è stata picchiata o abusata sessualmente. I femminicidi sono stati già 76 nel 2016: i casi di Lucca e Caserta sono feroci conferme ed è di questo che scrive Gramellini nel suo “Boungiorno” di oggi titolato:

Scuola d’amor perduto MASSIMO GRAMELLINI

Con il fuoco, nel Medioevo, si bruciavano le streghe. Adesso le donne che dicono di no. L’infermiera lucchese Vania Vannucchi è la quinta data alle fiamme da un maschio in Italia negli ultimi mesi. A questi uomini che le amano tantissimo (quello di Vania, il parecchio sposato Pasquale Russo, così tanto da averle offerto l’ambito ruolo di amante in lista d’attesa) non basta più nemmeno sopprimerle. Vogliono ridurne in cenere l’effigie. Si continua a trattare l’uccisione di donne non consenzienti come un’emergenza di cui stupirsi e per cui indignarsi ogni volta, mentre ormai è una tragica normalità che richiede interventi strutturali. La politica deve asciugarsi le lacrime da coccodrillo e aprire il portafogli, finanziando in modo sistematico i centri antiviolenza presso i quali una donna alle prese con un troglodita mascherato a giorni alterni da fidanzatino di Peynet possa trovare ascolto. E poi occorre un corso di educazione sentimentale nelle scuole. Povere scuole, come non avessero già abbastanza fardelli sulle spalle. Ma lo Stato non ha altri luoghi per proporre un modello diverso da quello patriarcale, che ancora governa sottotraccia milioni di famiglie.

Tra maschi, i sentimenti restano circondati da una sorta di pudore. Ma a furia di ignorarli, alcuni non sanno come gestirli. Come affrontare il rifiuto e la sconfitta, l’abbandono e la solitudine. E come accettare la libertà altrui anche quando contrasta con il proprio ego. Se il vero amore avesse una definizione, sarebbe questa: desiderare che la persona amata sia viva. Sempre. Anche quando non ti vuole, o non ti vuole più.

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vivicentro.it/opinione
vivicentro/ Femminicidi: la piaga di un amore malsano BARRETTA STANISLAO
lastampa/ Scuola d’amor perduto MASSIMO GRAMELLINI

Femminicidi: 76 vittime nei primi otto mesi del 2016. L’ultima a Lucca

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Un tempo solo in Asia, oggi anche in Italia. A Roma, a Napoli, a Lecce, a Lucca i piromani femminicidi impazzano. Un liquido infiammabile, un accendino e via: così, col fuoco, si cerca di ‘punire’ la donna che ci ha lasciato, che ci ha tradito, che ci ha abbandonato. A giugno la giovane Sara, martedì Vania Vannucchi, tutte vittime di fidanzati, mariti, compagni che non accettano la loro libera scelta di vita.

Nei primi otto mesi di quest’anno in Italia ci sono stati 76 femminicidi. Oltre 160 da gennaio 2015. Un vero ‘bollettino di guerra’. Ma ora preoccupa questa nuova tendenza: almeno cinque casi negli ultimi mesi.

Martedì è morta l’ultima vittima, Vania Vannucchi, la donna aggredita ieri e data alle fiamme dopo essere stata cosparsa di liquido infiammabile. Non avrebbe potuto sopravvivere con il corpo ricoperto al 90% da ustioni di secondo e terzo grado. L’annuncio viene dall’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Vania Vannucchi, 46 anni, operatore sociosanitario, era stata ricoverata ieri al centro ustionati dell’ospedale Cisanello di Pisa con ustioni estese e profonde, dopo l’aggressione subita all’interno dell’ex ospedale di Campo di Marte a Lucca, la città in cui abitava.

Con quelli di Lucca e Caserta, si aggiorna il dato reso noto un mese fa dal Viminale che sottolienava come nel primo semestre dell’anno si fosse registrato il 22,92% di vittime in meno dello stesso periodo del 2015 (74 nel primo semestre 2016 contro 96 del 2015). Come ha spiegato Fabio Piacenti, presidente dell’Eures, l’Istituto di ricerche economiche e sociali che da anni dedica al fenomeno un Osservatorio ad hoc, negli ultimi dieci anni “le donne uccise nel nostro Paese sono state 1.740: 1.251 (il 71,9%) in famiglia, e 846 di queste (il 67,6%) all’interno della coppia; 224 (il 26,5%) per mano di un ex”.

Nel periodo 2005-2015, sempre secondo i dati dell’Eures, i femminicidi di coppia hanno avuto nel 40,9% dei casi un movente passionale, e nel 21,6% sono stati originati da liti o dissapori; le armi piu’ utilizzate sono state quelle da taglio (32,5%) e da fuoco (30,1%) mentre il 12,2% dei killer ha fatto uso di “armi improprie”, il 9% ha strangolato la vittima e il 5,6% l’ha soffocata. Nel 16,7% dei casi, il femminicidio e’ stato preceduto da “violenze note”, l’8,7% delle quali denunciate alle forze dell’ordine. Nel 31,1% delle occasioni l’assassino si e’ poi tolto la vita, nel 9% ci ha provato senza riuscirci. Fenomeno direttamente connesso col femminicidio e’ quello delle cosiddette ‘vittime secondarie’: solo in Italia, negli ultimi 15 anni hanno gia’ raggiunto l’impressionante numero di 1.628. Sono i figli rimasti orfani dopo che la madre e’ stata uccisa, spesso per mano dello stesso padre.

Con la morte di Vania Vannucchi, intanto, si aggrava la posizione di Pasquale Russo, l’uomo di 46 anni che l’ha aggredita. Sposato e padre di tre figli, Russo e’ un dipendente della Manutencoop, una delle cooperative che si occupa di trasporti per l’Asl di Lucca. Gli inquirenti hanno ricostruito che l’uomo – che e’ stato arrestato poche ore dopo l’aggressione nella sua abitazione e adesso si trova in carcere a Lucca – era ossessionato da Vania. I due in passato avevano avuto un’amicizia che con ogni probabilita’ era sfociata in una vera e propria relazione. Quanti lavoravano con loro ricordano di averli visti ripetutamente insieme proprio all’ex ospedale di Lucca, all’epoca in cui l’infermiera lavorava come barelliera per la Coopservice, un’altra cooperativa di servizi legata all’Asl di Lucca. Un rapporto che poi si era interrotto. Secondo quanto appreso, da un anno avevano smesso di frequentarsi, anche perche’ la donna era andata a lavorare all’ospedale di Cisanello di Pisa.

L’aggressore non aveva accettato la cosa e, secondo gli inquirenti, continuava a importunarla con telefonate e sms. Fino all’epilogo di ieri, quando i due si sono incontrati di fronte al vecchio ospedale di Lucca. Vania era stata invitata piu’ volte dalle amiche a denunciare per stalking l’uomo, un suggerimento che la donna sembrava aver preso in considerazione, anche se non era ancora stata formalizzata una vera e propria denuncia. Lo ha confermato Silvia Cascino, dirigente della squadra mobile di Lucca.

vivicentro.it/cronaca /agi/huffingtonpost / Femminicidi: 76 vittime nei primi otto mesi del 2016. L’ultima a Lucca

Il piano del Califfo di Isis, per aggredire l’Europa

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               Il Califfo di Isis, Abu Bakr al-Baghdadi

L’interrogatorio di un jihadista in Germania, come annota Molinari questa mattina, alza intanto il velo sul piano del Califfo di Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, di aggredire l’Europa con una campagna di atti terroristici.

Questo ha dato spunto all’editorialista della STAMPA Stefano Stefanini per il suo editoriale dove annota, tra l’altro che: “I lupi non sono più tanto solitari, sono piuttosto un branco”, tutti gli ordini del Califfo della Jihad.

È a Raqqa che si vince la guerra STEFANO STEFANINI

I collegamenti degli attentati in Francia e Germania con la casa madre di Isis stavano già affiorando. Se ne è parlato diffusamente su queste colonne. Ora sappiamo che l’ondata terroristica che si sta abbattendo sull’Europa fa parte di un piano di guerra. Di spontaneo potrà esserci l’azione individuale. L’offensiva è preparata a monte dallo Stato Islamico.

I lupi azzannano da soli, ma appartengono a un branco. Il branco ha come sempre un capobranco. Per liberarci dei lupi e dei loro attacchi vanno eliminati branco e capobranco. Il terrorismo non si sconfigge a Nizza, a Monaco, a Istanbul o a Dacca. Lì ci si difende; si limitano i danni. Effetti non cause, avrebbe detto Steinbeck. La guerra si vince a Raqqa e a Sirte.

I servizi d’intelligence sapevano abbastanza da allargare immediatamente le indagini, come fatto a Nizza dalla polizia francese. Mantengono giustamente un rigoroso riserbo. C’è voluto il giornalismo investigativo del «New York Times» per rivelare le dimensioni del campo minato che scientemente e metodicamente Isis è andato piantando in Europa. Tocca ora ai politici prendere atto che la teoria dei lupi solitari non regge e trarne le conseguenze.

I lupi solitari comportano l’imprevedibilità degli attacchi e la vulnerabilità degli obiettivi, ma esimono dalla necessità di affrontare il male alla radice, cioè estirpando lo Stato Islamico.

(Illustrazione di Koen Ivens)

La teoria dei solitari può persino illudere che il terrorismo del disadattato sia contrastabile con l’identikit psicologico, con la rieducazione, con la risposta culturale. Tutto utile, ma marginale. La teoria del branco e del capobranco obbliga a prendere contromisure militari.

Le rivelazioni del jihadista tedesco pentito (ma in carcere di sicurezza), Harry Sarfo, aprono uno squarcio illuminante su capacità operative, intelligence, penetrazione, duri metodi addestramento (poco da invidiare ai Seals americani) di Isis. E’ un nemico agguerrito e abile che non va sottovalutato (Obama ha riconosciuto l’errore di averlo inizialmente giudicato «di serie C»). Ma ancora più importante è l’organica strategia che ne emerge.

Isis rimanda a casa le reclute europee perché portino la guerra nei Paesi da dove vengono. Facile in Francia dove le banlieue e decenni di non integrazione delle comunità maghrebine hanno creato terreno fertile; più difficile in Germania per riluttanza dei «foreign fighters» tedeschi a colpire in patria; rischioso in Gran Bretagna per la stretta sicurezza (dopo gli attentati del 2005 alla metropolitana di Londra); quasi impossibile in America per controlli più distanza.

L’aggressione dello Stato Islamico all’Europa inizia prima di perdere terreno in Mesopotamia. I cedimenti territoriali non possono che averne intensificato gli sforzi.

Attaccando in casa il nemico occidentale, il Califfato non fa che seguire la dottrina americana post-11 settembre: portare l’offensiva sul territorio del nemico. Isis non ha bisogno di mobilitazioni militari massicce. Ottiene il massimo risultato, seminare terrore, con minimo sforzo e costi trascurabili. Le vite umane dei proseliti, fattisi martiri, sono spendibili.

L’attentato contro Charlie Hebdo nel gennaio del 2015 è stato il primo grosso atto di guerra di Isis contro l’Europa. Alcuni Paesi, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Francia, hanno risposto intensificando la campagna contro il Califfato in Siria e in Iraq. L’offensiva sta cominciando a dare i suoi frutti. Da due giorni, su richiesta del governo libico, Washington ha aperto un altro fronte contro le roccaforti lsis in Libia. Basta un’occhiata alla carta geografica per capire che queste ultime sono una minaccia soprattutto per l’Italia.

Roma esita in Libia, pur rivendicando una teorica leadership. Mantiene una partecipazione minimalista in Iraq, pur innalzata col presidio della diga di Mosul. Fa dunque una piccola parte, ma almeno la fa. Completamente assente è l’Ue che invece torna a vagheggiare, sulla carta, iniziative di «difesa europea». Rimarranno velleitarie fughe in avanti fino a che l’Europa non penserà a come partecipare alla guerra contro Isis. Solo così eliminerà la casa madre del terrorismo che la sta dolorosamente insanguinando. Quella è «difesa europea»: sul Mediterraneo.

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Jovetic-Napoli, Sarri avrebbe voglia di rimetterlo a nuovo

I dettagli

La Repubblica scrive su Jovetic e l’ipotesi Napoli: “Sarri avrebbe voglia di rimetterlo a nuovo e preferirebbe addirittura la soluzione Jovetic a Nikola Kalinic, accostato al Napoli lo scorso gennaio. Anche il croato ha le movenze che piacciono all’allenatore, ma al momento è un’idea non ancora concretizzata. La valutazione della Fiorentina, tra l’altro, è abbastanza alta: almeno 30 milioni di euro per lasciarlo partire, una cifra leggermente alta”.