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La lista Champions del Napoli

Questo l’elenco completo

Come si può apprendere dal sito ufficiale del Napoli il club partenopeo ha stilato la lista ufficiale dei 24 che parteciperanno alla prossima Champions League, ecco la lista:

Portieri: Reina, Rafael, Sepe

Difensori: Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysai, Koulibaly, Maggio, Maksimovic, Strinic

Centrocampisti: Allan, Diawara, Giaccherini, Hamsik, Jorginho, Rog, Zielinski

Attaccanti: Callejon, Gabbiadini, Lorenzo Insigne, Roberto Insigne, Mertens, Milik.

G.D.D.

Il contrammiraglio Alberto Maffeis parla dell’operazione Mare Sicuro

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Si combatte anche in mare: il contrammiraglio Alberto Maffeis, capo dell’operazione Mare Sicuro, racconta a Mariano Alberto Vignali: “Abbiamo arrestato 900 scafisti e sventato tre tentati sequestri”. A guidare la resistenza di Sirte, la roccaforte dell’Is in Libia, c’è un gruppo di tunisini. Il loro capo si chiama Moez Fezzani, primula nera jihadista e superlatitante ricercato dai servizi italiani, l’uomo che avrebbe dovuto tenere insieme la resistenza a Sirte e i piani per portare il terrore in Italia.

Maffeis: “Navi, sottomarini e corpi speciali: così combattiamo trafficanti e jihadisti”

Il contrammiraglio alla guida dell’operazione Mare Sicuro. «Abbiamo arrestato 900 scafisti e sventato tre tentativi di sequestro»
Una flotta da guerra tra le più moderne, truppe d’assalto anfibio e l’occhio invisibile dei sommergibili o dei droni: così la Marina militare difende il confine sud dell’Europa dalla minaccia jihadista dell’Isis e garantisce la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo centrale. È l’Operazione «Mare Sicuro», a capo della quale c’è il contrammiraglio Alberto Maffeis. Lo raggiungiamo con un collegamento satellitare mentre è a bordo della fregata Fasan, una delle ultime navi entrate in linea con la Marina, che si trova in un punto imprecisato tra la Sicilia e la costa Libica al comando di una formazione che comprende anche la fregata Bersagliere ed il pattugliatore Fulgosi.

Che tipo di attività portate avanti?  

«Mare Sicuro è un intervento che nasce a seguito della crisi libica ed è un dispositivo aeronavale tutto italiano, il maggiore presente oggi in questa tratta del Mediterraneo, che si occupa di garantire la sorveglianza marittima ed il ripristino dell’uso legittimo del mare, con baricentro nelle acque prospicienti la Libia. Siamo di contrasto alle organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti, attuiamo sorveglianza verso le formazioni jihadiste, contro rischi di infiltrazione del terrorismo, e facciamo raccolta di informazioni. Ma non solo: garantiamo la sicurezza delle unità mercantili o di soccorso italiane in zona, comprese le piattaforme e tutta la rete delle fonti strategiche energetiche; lo stesso per le rotte commerciali e le navi mercantili, fra cui la flotta di pescherecci che è una della maggiori al mondo. Vi è una media di 20 pescherecci italiani presenti in aree a rischio, quali quella a nord di Misurata e a nord di Bengasi».

Cinque navi, sommergibili spia, fucilieri ed incursori, elicotteri e apparecchiature ultra moderne per la sorveglianza, la sua è una flotta da combattimento a tutti gli effetti. Chi sono le minacce e come le affrontate?  

«Noi proteggiamo le vie di comunicazione contro quelle che sono attività illegali, ad esempio gli scafisti, e tutte le minacce armate che possono essere presenti, dai jihadisti a gruppi dediti alla pirateria. Per fare questo abbiamo una simile struttura. Possiamo individuare di notte o di giorno, senza essere visti grazie alle apparecchiature che abbiamo su queste unità navali, una persona armata su di un battello o renderci conto che un mercantile ha qualcosa di poco chiaro, così interveniamo».

Quali sono i rischi principali?  

«Il lavoro più rischioso è quello di salire a bordo per una verifica, per questo i nostri team ispettivi sono protetti da una squadra di pronto impiego. Ad ogni mercantile o battello sospetto chiediamo di fare un controllo: se sono italiani non ci sono problemi, è un nostro diritto, se ci viene negato allora ci insospettiamo e chiediamo allo stato di bandiera, ovvero quello in cui il cargo è registrato, l’ok per intervenire».

E come avviene l’intervento?  

«Prima si manda sempre un elicottero con personale armato che va in avanscoperta, quindi dopo questo primo passaggio via mare vanno dei mezzi veloci. Un team di assalto sale a bordo e se tutto è tranquillo poi salgono gli ispettori, ovviamente sempre protetti. Non sappiamo cosa può esserci o cosa può accadere. Siamo pronti a qualunque situazione ed a qualunque reazione».

Qual è il bilancio della missione?  

«Abbiamo arrestato 900 scafisti, ed effettuato 59 abbordaggi di controllo, oltre a un peschereccio liberato, tre tentativi di sequestro sventati, oltre a decine di migliaia di vite salvate».

Quanti sono i migranti soccorsi?  

«Io sono al comando dal 17 giugno ed in questo periodo siamo arrivati a 20 mila persone. Solo in un giorno abbiamo soccorso 3000 migranti; non è la nostra attività diretta, ma siamo qui e quando c’è da intervenire per salvare qualcuno noi ci siamo».

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Capo dell’Isis a Sirte, superlatitante in Italia

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A guidare la resistenza di Sirte, la roccaforte dell’Is in Libia, c’è un gruppo di tunisini. Il loro capo si chiama Moez Fezzani, primula nera jihadista e superlatitante ricercato dai servizi italiani, l’uomo che avrebbe dovuto tenere insieme la resistenza a Sirte e i piani per portare il terrore in Italia. Si combatte anche in mare: il contrammiraglio Alberto Maffeis, capo dell’operazione Mare Sicuro, racconta a Mariano Alberto Vignali: “Abbiamo arrestato 900 scafisti e sventato tre tentati sequestri”.

Sirte, un gruppo di tunisini guida l’ultima resistenza dell’Isis

Sono i leader dello Stato islamico in Libia. Trovata una lista con i nomi di 7 miliziani. Avevano il compito di mandare terroristi in Europa. Tre di loro noti alle procure italiane
SIRTE –  C’è un filo conduttore che lega la cabina di regia del sedicente Stato islamico in Libia, i piani per la conquista di Roma da parte dei terroristi al servizio di Abu Bakr al Baghdadi e l’ultimo irriducibile serraglio di resistenza delle bandiere nere a Sirte. Un filo conduttore che passa a più riprese per l’Italia e di cui si è trovato traccia in una lista di sette nomi rinvenuta dalle forze combattenti libiche durante l’offensiva per la liberazione di Sirte dallo stato islamico. Una lista che descrive la famigerata «cupola tunisina», padri fondatori e dirigenti del califfato libico, il cui compito era progettare e attuare l’invio di jiahdisti al di là del Mediterraneo. E tra i cui iscritti spunterebbe Moez Fezzani, la primula nera jihadista col nome di battaglia di Abu Nassim, il superlatitante ricercato dall’Italia, che si accompagnerebbe ad almeno altre due vecchie conoscenza delle procure, Essid Sami Ben Khemais e Bouchoucha Moktar.

A ritrovare la lista è stato Sousyan Abdallah combattente della Brigata «Martiri di Sirte»: «È una lista di sette combattenti dell’Isis con passaporti e generalità – spiega – A loro era stato attribuito il compito di organizzare l’invio di jihadisti in Italia. Erano tutti tunisini». «Abbiamo una squadra di tecnici che lavora su questo genere di documenti – spiega Ismail Shukri capo dell’Intelligence della Libia centrale – Carteggi, video, foto sono tutti sotto la nostra lente di ingrandimento per capire se ci sono informazioni utili». E per adesso i riscontri non lasciano molto spazio a dubbi: «Abbiamo trovato prove che jihadisti francesi minacciavano nuovi attacchi dopo Nizza menzionandola come esempio», dice il capo degli 007. E l’Italia sarebbe un altro bersaglio: «Combattiamo in Libia con lo sguardo su Roma», è scritto su un muro di Sirte. Si va oltre la propaganda secondo Shukri: «Cellulari, video, documenti riconducono all’Italia ma soprattutto abbiamo intercettato telefonate tra Isis a Sirte e interlocutori in Europa, stiamo verificando che si tratti di famiglie, amici o affiliati». Se ci fossero informazioni utili a qualsiasi Paese «saremo felici di condividerle», dice il capo degli 007.

È proprio sulla base delle intercettazioni, spiegano fonti italiane, che sono stati rintracciati altri due esponenti di spicco della cupola tunisina, Essid Sami Khemais e Moktar, vecchie conoscenze dell’Italia, amici stretti di Fezzani, spiegano fonti informate. Potrebbero essere i loro alcuni dei nomi contenuti nella lista dei sette. Del resto la loro storia è legata a doppio filo a quella di Moez Ben Abdulgader Ben Ahmed Al Fezzani, ricercato dalle procure italiane per una condanna a sei anni. Reclutatore di Al-Qaeda passato ad Ansar Al-Sharia per convergere nell’Isis, «Abu Nassim» era scomparso dai radar delle autorità per poi riapparire in Libia, con la colonna di Sabratha di Noureddine Chouchane, responsabile del rapimento dei quattro connazionali lavoratori della Bonatti. Dopo i bombardamenti americani di febbraio si trasferisce a Sirte e prosegue la carriera di reclutatore di jihadisti, forse diretti proprio in Lombardia dove lui ha vissuto a lungo. «I tunisini sono sempre stati la classe dirigente del califfato – conferma il comandante Salem dei «Martiri di Sirte» – Reclutano, finanziano e decidono quanto sangue deve scorrere, a sporcarsi le mani sono altri». E non è escluso che ai tre potrebbe aggiungersi anche Chouchane che gli americani spacciavano per ucciso nei raid di Sabrataha ma che secondo le Brigate locali sarebbe riuscito a scappare prima.

Due settimane fa i media libici ne annunciavano l’arresto, mentre da Sirte fuggiva verso la Tunisia, forse venduto da qualche ex fiancheggiatore di Sabrata ai combattenti zintaniani filo Haftar. Mentre sulle prime linee la resistenza, soprattutto sudanesi, egiziani e nigeriani di Boko Haram, erano costretti a perdite e ripiegamenti. Invece no, i tunisini non erano affatto scappati. «Non abbiamo nessuna conferma della fuga e della cattura – avverte Shukri -, quello che sappiamo è che c’è un Fezzani a Sirte, un importante comandante operativo, e crediamo si tratti di quel Fezzani». Abu Nassim quindi non solo è vivo e libero ma con i suoi vecchi compagni della jihad, Khemais e Moktar, guida l’ultima resistenza della «cupola».

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lastampa/Sirte, un gruppo di tunisini guida l’ultima resistenza dell’Isis FRANCESCO SEMPRINI

Terremoto, il cemento che uccide

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I cordoli in cemento armato sui tetti? Non dovrebbero esserci ma ci sono: in osservanza alla legge. Massimiliano Fuksas, architetto celebre in tutto il mondo, è indignato: “C’è stato un periodo in cui un regolamento imponeva i cordoli. Si pensava che avrebbero tenuto le costruzioni in piedi, invece sono responsabili dei disastri che abbiamo sotto gli occhi”, racconta intervistato da Francesco Grignetti.

Fuksas: “Sono indignato, quei cordoli di cemento sono frutto di un errore legislativo” FRANCESCO GRIGNETTI

Il grande architetto: «Nelle case deve tornare il legno dove una volta c’era il legno. Per proteggere la mia Nuvola ho previsto un’enorme molla asismica»
ROMA – L’architetto Massimiliano Fuksas in questi giorni divora televisione e giornali. Le scene del terremoto lo indignano particolarmente.

Perché?

«Perché vedo il ripetersi di storie inaccettabili».

Partiamo dalla storia dei tetti in cemento armato che schiacciano le vecchie case fatte in pietra.

«È una vecchia storia che si fa finta di riscoprire ogni volta che da noi c’è un terremoto. Eppure s’era visto già all’Aquila e in tanti altri casi; basta farsi un giro di foto su Internet. I borghi delle nostre montagne sono tutti così e anche i centri storici. Nessuno dice, però, che l’errore viene da lontano. Da una legge sbagliata».

Ci spieghi.

«Non ricordo quale legge o regolamento, ma c’è stato un tempo, negli Anni Sessanta e Settanta, in cui il progettista era obbligato a sistemare alla sommità della costruzione un cordolo di cemento armato. Un errore tragico. Si pensava che il cordolo avrebbe tenuto assieme una struttura che non reggeva. E invece era evidente fin da allora che il cordolo non sarebbe servito perché si creava una disarmonia tra muratura sottostante e nuovo cordolo. Per di più c’è chi nell’occasione ha sostituito i tetti in legno con altri in cemento armato, creando ulteriore peso. Molte volte, questi tetti in cemento armato, li hanno mascherati mettendo delle finte capriate in legno. O nascondendo i cordoli con la malta. Non so quanti edifici antichi, e chiese, e cupole, abbiamo rovinato».

Pare che anche il corpo centrale della scuola di Amatrice, costruito in epoca liberty, avesse un tetto di cemento armato.

«Stesso discorso».

Un intervento non solo inutile, quindi, ma addirittura dannoso. Eppure questa era la legge.

«Come si vede bene dalle immagini di Amatrice o di Pescara del Tronto, lì c’era un’edilizia poverissima, di pietra locale, tenuta con una malta che spesso, per risparmiare, veniva addirittura impastata con la terra. Quella malta nel tempo ha perso la sua capacità legante. E le case alla scossa sono venute giù. Li abbiamo visti tutti, i tetti integri su cui i vigili del fuoco camminavano, e sotto c’erano le macerie dell’edificio che avrebbe dovuto sostenere il tetto».

Ma questo micidiale cordolo di cemento armato, e anche i tetti se ci sono, si potrebbero togliere?

«Sicuramente. Il cemento armato si può sostituire con l’acciaio. Il legno deve tornare dove c’era il legno. Ma ovviamente questi interventi hanno un costo».

Lei, Fuksas, è il progettista della Nuvola, in costruzione a Roma, all’Eur. Un grande centro congressi che finalmente è in dirittura di arrivo. Come la mettiamo con il rischio sismico?

«La Nuvola sarà un edificio interamente asismico. E guardi che la legge, quando nel 2008 abbiamo cominciato, non ci obbligava ad arrivare a tanto. Però il mio studio ha rimesso mano ai disegni esecutivi, ben 1200 disegni, abbiamo risparmiato su altro, e abbiamo fatto invece l’adeguamento asismico. Per fare un esempio, l’auditorium poggia su una specie di enorme molla che è una meraviglia della tecnica. Se ne sono appassionati quelli di National Geographic, che ci hanno fatto un documentario. In Italia, invece, questa materia non appassiona nessuno, salvo piangere tutti il giorno dopo un sisma».

Come se lo spiega?

«Una dose massiccia di ignoranza. Ma se una tragedia come questa deve servire a qualcosa, dovrebbe insegnare agli italiani a guardare con un po’ più di attenzione alla propria casa. Non delegate tutto al tecnico. La casa è il posto dove vivete, voi e i vostri cari. Dedicategli uno sguardo. Provate a immaginare se reggerebbe a una prova del genere».

Andrà sui luoghi del sisma?

«Mi ha telefonato un sindaco (di Arquata del Tronto, ndr) per chiedermi un consiglio. Nella sua città ci sono edifici importanti dal punto di vista storico e architettonico, molto lesionati. Il 13 andrò a trovarlo e spero di dargli qualche idea e qualche conforto. Sarà il mio aiuto ai terremotati».

Prima di Juve Stabia-Melfi, sarà presentato il settore giovanile al Menti

Questo il comunicato del settore giovanile

La SS Juve Stabia settore giovanile, comunica che domenica 4 settembre, in occasione del debutto casalingo della compagine allenata da mister Fontana, sarà presentato al pubblico il rinnovato ed ambizioso settore giovanile gialloblè. Nell’occasione interverranno il neo Presidente dott. De Lucia Andrea, il Direttore Generale Turi Alberico. lo staff tecnico e dirigenziale. Prima del fischio d’inizio della gara Juve Stabia – Melfi, “le Vespette” divise per categoria: Berretti. Allievi e Giovanissimi, sfileranno sul sintetico del Romeo Menti….e non mancheranno piacevoli sorprese.

La ‘Gabbia’ dorata…

Alla fine Manolo Gabbiadini è rimasto a Napoli

Nella frenetica concitazione del calciomercato, fatto di voci, di titoloni, di presunti scoop e roboanti acquisti, veri o presunti, ha fatto molto rumore il silenzio di uno dei suoi protagonisti indiscussi: Manolo Gabbiadini. Abituato a lavorare duro, facendo parlare quel sinistro esplosivo, il ‘Gabbia’, come è soprannominato Manolo, aveva considerato questo come il “suo” anno. Liberatosi dell’ingombrante peso di essere il vice Higuain, credeva, a ragione, di essere il predestinato a raccoglierne l’eredità. Ma si sa, nel calcio la riconoscenza è un sentimento sopravvalutato. Il Napoli, per paura di trovarsi senza i tanti gol dell’argentino, anche in virtù dell’impegno Champions, ha preferito guardare in casa d’altri, provando a strappare talenti sudamericani in esplosione, vedi Icardi, o ha cercato il ritorno nostalgico in salsa uruguaiana, vedi Cavani. Nel mezzo il flirt con Simone Zaza, partito poi per l’oltremanica. Alla fine la scelta è caduta sul polacco Arkadiusz Milik, che ha esibito un notevole biglietto da visita nella sfida casalinga vinta contro il Milan. Insomma, le manovre di calciomercato del Napoli hanno sempre considerato Gabbiadini come una pedina di scambio, e non come una risorsa su cui puntare forte. Perché?

Eppure, la classe non è in discussione. Un tiro forte e preciso, indirizzato all’incrocio dei pali, è il miglior antidoto a qualunque polemica strumentale, atta soltanto a mettere sulla graticola un talento puro del calcio italiano alla minima imprecisione. Allora, forse l’equivoco è da trovare nel modulo che mal si adatta a un centravanti dalle sue caratteristiche. Nel 4-2-3-1 di Benitez, Manolo sembrava più a suo agio, con movimenti studiati e congeniali al suo passo cadenzato. Con Maurizio Sarri e il suo irrinunciabile 4-3-3, trova molta più difficoltà, ritrovandosi spesso a nascondersi dietro ai difensori, spalle alla porta, e giocando pochi palloni utili alle sue caratteristiche. Forse sarebbe il caso di provare a far uscire in maniera diversa le qualità di Manolo, provandolo come esterno o seconda punta, ruolo che ha ricoperto in passato, anche se più di rado.

Se è vero che l’attaccante vive di gol, l’uomo però vive di fiducia ed essere continuamente accostato a tante squadre, certo non ti fa sentire l’ambiente vicino. È un rischio che il Napoli non può permettersi, soprattutto con un talento cristallino come quello di Gabbiadini. Adesso che il mercato è finalmente terminato, toccherà a lui scendere in campo facendo ciò che sa fare meglio: zittire a suon di gol chi storce il naso davanti alla sua tranquillità, al suo modo silenzioso di lavorare, mai sopra le righe, mai una parola fuori posto e starà a noi incitarlo e fargli sentire l’affetto e la spinta che purtroppo, da parte della società, più volte è mancata.

a cura di Fabiano Malacario

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Il Napoli non si ferma: possibile arrivo durante il mercato invernale dalla Germania

Ancora mercato…

Si è appena concluso il calciomercato, con l’acquisto in extremis di Nikola Maksimovic, e il Napoli già pensa agli acquisti da fare durante la prossima sessione di mercato invernale. Come si può apprendere dal sito di Gianluca Di Marzio il club partenopeo sarebbe interessato ad un giovane terzino tedesco, Jeremy Toljan (classe ’94) in forza all’Hoffenheim che era già finito sotto i riflettori azzurri durante il mercato estivo dopo le sue ottime prestazioni con la nazionale tedesca alle Olimpiadi di Rio. Queste le parole del giornalista di Sky: “Adesso l’intento degli azzurri è visionarlo dal vivo per convincersi ulteriormente e sferrare poi l’offensiva decisiva a gennaio. Toljan, oltre che per la giovane età, è il preferito anche per la sua duttilità, visto che può giocare anche a sinistra”.

G.D.D.

Il mercato europeo per la prima volta a Napoli

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Fino a domenica piazza Dante affollata da bancarelle “europee” con prodotti artigianali e street-food. L’ANVA e la Confesercenti Campania hanno coinvolto 18 paesi europei. Schiavo (pres. Confesercenti): «Opportunità unica di scambio enogastronomico e culturale, è un’ulteriore attrattiva per i turisti». L’assessore Panini: «Evento confermato anche nel 2017». Due miliardi di euro il volume d’affari dei mercati in Campania

Si è tenuta a Napoli, presso la sala giunta di palazzo San Giacomo, la conferenza di presentazione del “Mercato Europeo”, l’evento organizzato dall’ANVA (Associazione Nazionale Commercio su Aree Pubbliche) – Confesercenti in collaborazione con la Confesercenti provinciale di Napoli e la Confesercenti Campania e patrocinato dal Comune di Napoli.
Per quattro giorni, in Piazza Dante, espositori provenienti da tutta Europa proporranno specialità alimentari della propria Nazione e prodotti artigianali. Per tutti i napoletani, dunque, la possibilità di degustare le tipicità di ben 16 paesi europei: le bandiere di Grecia, Austria, Germania, Francia, Spagna, Scozia, Belgio, Lituania, Slovenia, Polonia e di altri paesi sventoleranno sul Mercato Europeo tra Street food ed artigianato.

«Per la prima volta il Mercato Europeo è presente in Sud Italia – ha dichiarato Vincenzo Schiavo in conferenza –  e per quattro giorni nella nostra città avremo la possibilità di far degustare ai turisti e ai cittadini i sapori e colori della nostra grande Europa. Una manifestazione che sarà anche l’occasione di confronto enogastronomico e culturale, oltrechè l’opportunità di sviluppo commerciale per la nostra regione. E’ una ulteriore attrattiva turistica della nostra città. In ossequio proprio alla vocazione turistica di Napoli abbiamo colto al volo questa occasione, organizzando in tempi stretti, grazie alla collaborazione di tutti, una manifestazione che può crescere negli anni ».
A fare gli onori di casa è stato proprio l’Assessore al lavoro e alle attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini: «Ringrazio Confesercenti per aver scelto Napoli per la realizzazione di un evento di altissima qualità. Siamo felicissimi di ospitare nella nostra città il Mercato Europeo, una dimensione davvero internazionale, un evento che mescola prodotti enogastronomici di diverse tradizioni e di diversi paesi in un’unica piazza, Piazza Dante, un luogo dove le persone si incontrano e si confrontano con le loro mille identità nell’ottica positiva del cambiamento e della crescita collettiva». L’assessore ha anche annunciato la conferma dell’evento a Napoli anche nel 2017. «A  partire dal prossimo 5 settembre lavoreremo per l’organizzazione della prossima edizione di Mercato Europeo a Napoli, in modo da intercettare per tempo flussi turistici ancora più impegnativi ed entrare con lo spirito dell’evento ancora di più nel cuore della città»
Per illustrare i dettagli della manifestazione, oltre al Presidente Confesercenti Napoli e Campania Vincenzo Schiavo, sono intervenuti il coordinatore Nazionale ANVA-Confesercenti, Adriano Ciolli, e del Direttore Generale di Confesercenti Campania Pasquale Giglio, che ha anche ricordato quanto importante sia dal punto di vista economico l’attività dei commercianti su area pubbliche sul nostro territorio. «In Campania il volume d’affari, secondo i recenti dati raccolti dalla Confesercenti è di oltre 2 miliardi di euro all’anno. I mercati nella nostra regione coinvolgono 22.100 operatori e 65.000 addetti. La Campania ha 550 comuni e in 427 di essi si svolge almeno un mercato alla settimana».
Tapas, pita, brezel, birre tedesche e ceche, strudel di mele austriaco, sacher torte, paella spagnola, trdelnik slovacco e naturalmente alcune eccellenze italiane per un viaggio enogastronomico in giro per l’Europa, da oggi, primo settembre, sino a domenica prossima.

Gafiuc: “Chiriches tornerà domani in Italia e sarà operato al ginocchio”

Le sue parole su Chiriches

Justin Gafiuc, giornalista rumeno ha parlato durante Si Gonfia la Rete su Radio Crc: “Chiriches è fuori per la partita di qualificazione: ha un problema al ginochhio sinistro, problema di cartilagine. Da due ore è fuori dal campo e tornerà in Italia domani con possibilità di intervento chirurgico. Dopo una risonanza magnetica si è scoperto il problema”.

Sarri ha una squadra formata da coppie perfette

Lo riferisce Il Roma

Mercato chiuso, il Napoli è fatto. Ora tocca a Maurizio Sarri trovare le giuste alchimie, dettare le dinamiche che domineranno i movimenti degli azzurri in campo, magari variando lo spartito a seconda dei palcoscenici da calcare e dagli avversari da affrontare. Il numero 9 non c’è, l’addio di Higuain non è stato salutato con l’arrivo un centravanti di pari livello, ma con un giovane, e che giovane, come Arkadiusz Milik che è comunque il secondo acquisto più costoso della storia del Napoli proprio dopo il Pipita. La numero 9 è libera, magari per un supercolpo sognato quest’estate e che potrebbe arrivare a gennaio. Magari per un centravanti con gli occhi della tigre, alla Cavani.

€‹BYE BYE TITOLARISSIMI. Per il momento i tifosi possono però confortarsi con un Napoli che si presenta in rosa con almeno due elementi per ruolo di alto livello, facile dunque prevedere che questa stagione sarà quella in cui finalmente ci si staccherà dal concetto di titolarissimi e riserve per entrare in un nuovo mondo, quello del turn over equilibrato per regalare a tutti il giusto spazio. Un discorso che vale meno solo per la porta azzurra, della quale Pepe Reina ne è il certo custode mentre Luigi Sepe da Torre del Greco e Rafael da Sorocaba si contendono il ruolo di vice. Per gli altri reparti è caccia aperta ad una maglia da titolare.

COPPIE E TERZETTI. Partendo dal 4-3-3 con cui Sarri ha iniziato la stagione, in difesa solo sulla destra Hysaj appare molto più titolare rispetto a Maggio, mentre sulla corsia mancina tra Ghoulam e Strinic sarà probabilmente staffetta da gennaio (l’algerino giocherà la Coppa d’Africa). Nel centro Koulibaly, Raul Albiol, Maksimovic e Chiriches (aspettando il recupero di Tonelli) rappresentano un quartetto ben miscelabile, con Maksimovic pronto a scivolare anche sull’esterno a destra in caso di emergenza. Dalla difesa al centrocampo, reparto fortemente rimpinguato dalle new entry. Nella mediana a tre Allan e Rog pronti a contendersi una maglia da titolare sul centrodestra, Jorginho e Diawara eventuali registi e Hamsik o Zielinsky da mezzala sulla mancina.

ATTACCO IMPREVEDIBILE. Via l’uomo dei record, tutti chiamati a segnare di più a cominciare dagli esterni che orano giocano più vicini alla prima punta. Ed è così che nel tridente, da centravanti Milik e Gabbiadini saranno pronti ad alternarsi, così come sulla sinistra Mertens e Lorenzo Insigne (terza scelta El Kaddouri) e sulla destra Callejon con Giaccherini ed eventualmente Roberto Insigne, che col suo mancino ha incantato Sarri fino a farsi confermare in prima squadra per studiare da big. Ecco dunque le ipotesi, le coppie e i terzetti per il 4-3-3, ma l’ampia scelta consentirà al mister anche variazioni dello schema di partenza, puntando magari su un 4-2-3-1 con Zielinsky trequartista e due tra Rog, Allan e Diawara in mediana. Difficile pensare invece al doppio centravanti con due mancini a disposizione nello stesso ruolo, a meno che Gabbiadini non sia disposto a scivolare sull’esterno dovendo però garantire anche copertura. Insomma, il Napoli è fatto, adesso tocca a Sarri.

Buone notizie da Castel Volturno: Giaccherini si allena, prima per Maksimovic

Lo riferisce il sito del Napoli, sscnapoli.it

Doppia seduta, oggi, per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri si allenano nella settimana della sosta per le Nazionali. Il campionato ricomincerà sabato 10 settembre con Palermo-Napoli, terza giornata di Serie A (ore 20,45).
Al mattino la squadra si è divisa in due gruppi. Ha lavorato prima il reparto difensivo che ha svolto lavoro tecnico tattico specifico. Dopo, in maniera analoga, allenamento tecnico tattico per centrocampisti e attaccanti.
Primo giorno di allenamento in gruppo per Maksimovic. Ha svolto seduta completa con i compagni anche Giaccherini.
Nel pomeriggio seconda seduta.

Così è nata la riconferma di Roberto Insigne

I dettagli sulla sua permanenza di Insigne

Nel Napoli dopo i vari Sallustro, Vojak e Cannavaro ci sono anche loro: i fratelli Insigne. La Repubblica racconta: “Durante il ritiro a Dimaro, però, è stata una delle sorprese positive. Maurizio Sarri ha cominciato ad apprezzare le sue caratteristiche anche perché lui ha mostrato doti uniche di apprendimento. La crescita in due mesi è stata impressionante e così Roberto ha cominciato a cullare il sogno di rimanere. Mercoledì nell’ultima giornata di un mercato frenetico – è stato richiesto dal Carpi. L’affare non è decollato e così al gong delle trattative gli Insigne si sono ritrovati insieme”

Il pagellone del mercato della Lega Pro Girone C

A poche ore dalla chiusura del calcio mercato estivo 2016, la nostra redazione ha deciso di dare i voti al calcio mercato delle società della Lega Pro Girone C, girone in cui sarà impegnata la Juve Stabia. Ecco i nostri voti:

AKRAGAS 6: Mercato sufficiente per i siciliani, che hanno preso alcuni giovani interessanti come gli ex stabiesi Carillo, Carrotta e Gomez. (DS: TIRRI)

CASERTANA 5: Complice  l’ingresso in società di nuovi soci, il budget è stato ridimensionato e i falchetti hanno costruito una squadra, sulla carta, inferiore a quelle costruite negli ultimi anni. (DS: PENSI)

CATANIA 7: Lo Monaco ha costruito una squadra competitiva puntando sui ritorni di Paolucci e Biagianti e qualche scommessa dall’estero come Da Silva e Scoppa. (DS: LO MONACO)

CATANZARO 5: Estate difficile per la società calabrese. Il nuovo ds Preiti ha dovuto già esonerare due allenatori: Erra e Spader. Mercato mediocre con tantissime scommesse come Giovinco junior. (DS: PREITI)

COSENZA 7-: Ha perso La Mantia e Arrighini e li ha sostituiti con Gambino e Baclet. Conferma l’allenatore e parte del gruppo, sarà una delle outsider. (DS: CERRI)

FIDELIS ANDRIA 6.5: D’Oronzo conferma le pedine fondamentali dello scorso anno e arricchisce la rosa con Tito, Rada, Mancino e Fall. (DS: D’ORONZO)

FOGGIA 7: La vicenda De Zerbi ha cambiato i piani dei pugliesi. Sul mercato sono arrivati Guarna, Empereur, Martinelli, Letizia e Padovan. La firma, ieri sera, di Mazzeo ha garantito un mezzo voto in più. (DS: DI BARI)

FONDI 6.5: La neopromossa laziale ha costruito una squadra che può puntare ad entrare nei primi dieci posti. Bombagi, Calderini e Albadoro sono giocatori di categoria. (DS: MANFRA)

JUVE STABIA 7.5: Mercato eccellente del ds Logiudice, il quale ha preso giocatori importanti come Amenta, Capodaglio, Sandomenico e Kanoute, per citarne alcuni. Montalto è la ciliegina sulla torta di una squadra che lotterà per il vertice fino alla fine. (DS: LOGIUDICE)

LECCE 8.5: Il neo ds Meluso porta con sè da Cosenza alcune pedine fondamentali. L’arrivo di Torromino fa fare il definito salto di qualità alla rosa di mister Padalino. (DS: MELUSO)

MATERA 7.5: Con Mazzeo sarebbe stato 8, Colummella ha confermato il blocco della passata stagione aggiungendo alcuni giocatori del calibro di Negro e Papini. (DS: IODICE)

MELFI 6-: Ripescata da meno di un mese, la società lucana punta sui giovani emergenti, come ogni anno. (DS: DI BARI)

MESSINA 6: Mercato sufficiente per i messinesi che potranno raggiungere la salvezza facilmente. (DS: LEONARDO)

MONOPOLI 5: Troppe scommesse per i baresi, nessuna certezza a parte il capitano Esposito. (DS: MARIOTTO)

PAGANESE SV: Preso Herrera e tantissimi giovani, fino a due giorni fa non aveva neanche la certezza di essere in Lega Pro, da rivedere. (DS: FERRIGNO)

REGGINA 4: Confermato il gruppo che è stato ripescato dalla D. L’acquisto di Coralli alza di poco l’asticella. (DS: MARTINO)

SIRACUSA 5.5: Resta Baiocco come leader di un gruppo molto giovane, si giocherà la salvezza fino alla fine. (DS: LANERI)

TARANTO 6+: La rosa può benissimo raggiungere la salvezza, Stendardo e Viola sono bei colpi per la categoria. (DS: DELLISANTI)

VIBONESE 5: Organico deficitario a causa del ripescaggio, è un’incognita del prossimo campionato al pari di tutte le ripescate. (DS: BATTAGLIA)

VIRTUS FRANCAVILLA 6.5: Idda, Vasco, Abbruzzese, Finazzi e De Angelis sono veri e propri colpi. I brindisini possono puntare a qualcosa in più della salvezza anche se manca un vice De Angelis. (DS: TRINCHERA)

 

 

 

 

 

Albanova-Juve Stabia Berretti, il tabellino del match: in gol Chirullo!

Il tabellino del match

Prosegue il lavoro della Berretti della Juve Stabia guidata da mister Domenico Panico. Altra amichevole disputata per le Vespette, questa volta contro l’Albanova. Si continua a lavorare con carichi molto alti in allenamento. Primo tempo molto positivo, sia come gioco che come intensità, secondo tempo si è avvertita un po’ di stanchezza, ma il processo di crescita continua. In gol nel primo tempo Chirullo, poi nella ripresa i due gol che hanno fissato il punteggio sul 2-1 finale per i padroni di casa. Questo il tabellino del match stabiese:

In campo – Riccio (Pezzella) Rubino Bisceglia Borrelli (Naso) Elefante (Versitelli) Servillo (Contieri) Vecchione Sorrentino (Scognamiglio) Vich (DelPrete) Chirullo (Di Balsamo) Procida (Vacca)

a cura di Ciro Novellino

Stipsi Cronica

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Il motivo principale per cui la nostra economia continua a restare ferma al palo e’ dovuto alla stipsi cronica che lo Stato continua ad avere nell’evacuare gran parte delle proprie risorse economiche.

La Stipsi, non e’ una malattia, e’ solo un sintomo che porta alla completa chiusura del circuito creditizio, lo Stato dovrebbe “sforzarsi” un po’ di piu’, un evacuamento programmato delle proprie risorse economiche, servirebbe da lassativo per chi lo emette, da farmaco per chi lo riceve.
In Italia abbiamo 3 Istituzioni “creditizie”, a cui sta a cuore il benessere dei Cittadini.
  1. Gli Usurai
  2. Le Finanziarie
  3. Le Banche
Questa Hit Parade e’ stata stilata in base al loro volume d’affari nel nostro tessuto sociale.
Iniziamo dagli usurai : 
Li troviamo ovunque sempre pronti a soddisfare le “tue” esigenze, per offrirti un prestito veloce, brevi manu, senza lungaggini burocratiche, unico insignificante  neo e’ rappresentato dai “piccoli” tassi d’interesse praticati; Oscillano fra il 10 ed il 30% MENSILI. Chi si rivolge agli strozzini? persone disperate, a cui sono state sbarrate le porte d’accesso di Banche e Finanziarie.
Passiamo alle Finanziarie (ndr: ma c’è differenza con i primi?):  
Porte sempre aperte per l’elargizione  di prestiti attraverso la cessione del quinto sullo stipendio o pensione, per queste veloci operazioni non vanno a controllare il tuo curriculum vitae. Si tratta di una formula vincente, collaudata da anni che non presenta alcun rischio d’insolvenza, il tasso d’interesse applicato, sempre che non vi siano altri pagamenti per il disbrigo pratica, oscilla fra il 9 e il 15%,. Il tasso lo puoi scegliere tu, puo’ essere fisso o “sereno variabile”.
Anche in caso di morte, le Finanziarie non perderanno mai i loro soldi, visto che ti avranno fatto firmare un’assicurazione suppletiva, sempre a tue spese.
Si e’ arrivati al paradosso che alcuni venditori di grosse concessionarie d’auto, non ti vendono le macchine con gli incentivi se le paghi in contanti, solo se acquisti tramite Finanziaria.
E non finisce qui :
Per l’acquisto di un bene mobile, dal piccolo elettrodomestico alla lavatrice o al condizionatore d’aria, devi essere un omino bianco,o in alternativa discendente diretto del mitico Cavalier Baiardo, senza macchie ne inganni.
Parliamo ora delle Banche (ndr: e si torna ai primi?) :
I loro forzieri alimentati dalla corrente calda dello Stato sono pieni zeppi di banconote, il problema principale sta nel fatto che non concedono prestiti, neppure un immobile messo a garanzia basta per farti avere una scopertura.
Cittadini che non hanno un reddito fisso, piccole e medie imprese sono nell’impossibilita’ di entrare nel circuito bancario. I tassi d’interesse dei prestiti variano secondo l’importanza del cliente dal 9 al 12%; tali tassi salgono anche al 16% in caso di sforamento. Banche e Finanziarie sono delle macchine perfette non sforeranno mai il tetto dell’usura.
Apriamo un piccolo capitolo, una parentesi tonda quanto una casa, sui 3 principali Sistemi di Informazioni Creditizie, le Gestapo delle centrali Rischi.
Sono dei veri e propri tritacarne.
  • Crif……………….Centrale Rischi Finanziari
  • Experian…………Cerved Information Service
  • CTC,………………Consorzio Tutela del Credito
Nei loro computer confluiscono migliaia di informazioni provenienti da Banche e Finanziarie; i dati personali negativi dovrebbero restare presenti per un tempo determinato, ma non sempre e’ cosi’, possono passare anni luce, ma non verranno mai cancellati. Esistera’ sicuramente una seconda banca dati parallela alle prima che ne ‘ curera’ la conservazione in eterno..
Stessa cosa dicasi per le Banche o Finanziarie, a distanza di anni si “ricorderanno” di te, ti avranno in memoria, i tuoi dati negativi qualora tu Cittadino ne abbia avuti, resteranno indelebili nelle loro Ram
Il compito principale dello Stato dovrebbe essere quello di incamerare attraverso le tasse liquidita’ che dovrebbero essere ridistribuita in ogni settore della vita pubblica. In un periodo di crisi che perdura da anni, che proprio oggi ha toccato numeri di disoccupazione da capogiro (pari al 40%), il Governo dovrebbe creare nuovi posti, dare assistenza alle imprese, incentivare lo sviluppo delle attivita’ creative.
Per finire bisogna guarire il Sistema Creditizio, per far girare l’economia, abbiamo bisogno solo che i nostri Governanti capiscano che bisogna allentare la cinghia dei pantaloni a favore del Cittadino e non delle Banche. Se queste ultime a loro volta allentassero i cordoni, anche gli strozzini e le Finanziarie (compagne di terzo letto), finirebbero d’esistere.
Stupida domanda………A chi converrebbe?

vivicentro.it/blogger/lopiano-saintred – Stipsi Cronica. Lo Piano SaintRed

Eccellenza- Barano, Il Dg Pilato:” La Coppa Italia? Spazio ai giovani “

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pilato dg barano

L’esordio stagionale è fissato per domani. Alle ore 16 il Barano scenderà in campo allo stadio “Vezzuto – Marasco” di Monte di Procida per sfidare la compagine locale, allenata da Sasà Ambrosino. Ad affrontare il primo impegno stagionale sarà un Barano decimato dalle assenze, come ci conferma il Dg Pilato al termine della sessione di allenamento del giovedì.
“Sabato avremo – afferma il direttore bianconero – 3 – 4 assenze molto  importanti, più un calciatore squalificato (Sogliuzzo ndr).La Coppa Italia sarà l’occasione per vedere all’opera i giocatori classe 98 e 99 tesserati, per comprendere su chi poter contare in futuro”.
Sono giorni impegnativi per il Dg, al lavoro per ultimare la rosa bianconera.
“Il Barano deve intervenire – riprende Pilato- in due ruoli. Non possiamo affrontare un campionato impegnativo come l’Eccellenza, con soltanto Monti e De Simone. Mi auguro di portare già la settimana prossima qualcosa di buono qui a Barano. Poi non bisognerà dimenticare l’aspetto economico: i calciatori non mancano, ma i costi non sono da Barano. Cercherò di mettere a disposizione del tecnico Monti entro massimo dieci giorni i calciatori necessari.

Eccellenza,Barano:” Lesione al menisco per il giovane Conte “

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barano conte

L’A.S. Barano Calcio rende noto che il centrocampista Christian Conte si è sottoposto ad  una risonanza magnetica che ha evidenziato una lieve lesione al menisco. I tempi stimati per il recupero del giocatore sono tra le due e le tre settimane. Conte è un under, classe 99, giunto al Barano Calcio nel mese di Luglio. Nella passata stagione ha militato nel Real Forio, con cui ha collezionato una presenza in Eccellenza.

Makismovic-Napoli, una lunga telenovela: le tappe dell’affare

Una lunga telenovela…

La lunga telenovela tra Aurelio De Laurentiis e Urbano Cairo per l’arrivo di Nikola Maksimovic al Napoli si è finalmente conclusa, il calciatore dopo tre sessioni di mercato è finalmente approdato nelle fila del club partenopeo. Ripercorriamo le varie fasi di questa lunga trattativa tra la squadra granata e il club azzurro.

Tutto è iniziato durante lo scorsa sessione di calciomercato quando il Napoli ha dimostrato il suo interessamento per il difensore serbo offrendo al Torino 18 milioni di euro e al giocatore 2 milioni (1,7 milioni in più rispetto allo stipendio granata). Arrivò subito la smentita di Cairo: “Per noi non è sul mercato. Non abbiamo mai ricevuto offerte concrete. Il giocatore vale almeno 25 milioni”. Continuano le trattative tra i due club e il Napoli continua il suo pressing asfissiante per portare Maksimovic al Napoli offrendo al Toro 15 milioni più 5 di bonus. Ma questo non basta per convincere Cairo a cedere il difensore ai napoletani e così si conclude la scorsa sessione estiva di mercato senza arrivare ad un accordo. Pochi giorni dopo la fine del mercato è lo stesso calciatore a dichiarare: “Nell’ultimo giorno di mercato il Napoli presentò un’offerta di 18 milioni, la più alta di tutte fino a quel momento. Ma penso che fosse troppo tardi; se fosse stata presentata due o tre settimane prima della fine del mercato, forse sarei potuto partire e vestire la maglia azzurra. Il 31 agosto, invece, non c’era più il tempo per il Torino per trovare un sostituto adeguato e di qualità. Il prossimo gennaio sicuramente arriveranno delle offerte per me, ma io voglio restare al Toro e tornare in campo quanto prima”.

Così è stato durante lo scorso mercato di riparazione il Napoli è ritornato all’attacco sul calciatore serbo offrendo al Torino 18 milioni più due di bonus, ma il presidente Cairo rifiutò l’offerta degli azzurri. E arriviamo finalmente a questa estate e a questa sessione di calciomercato in cui il Napoli ha inizialmente offerto al Toro 16 milioni più 4 di bonus, ma le richieste di Cairo erano decisamente più elevate: 20 miloni più il cartellino di Valdifiori. Il club azzurro non voleva privarsi di un centrocampista vista la non ancora ufficialità di Marko Rog e allora ha rilanciato l’offerta a 23 milioni più 4 di bonus. Gli ultimi giorni di mercato sono stati molto accesi per quanto riguarda la vicenda con gli azzurri che sono arrivati ad offrire ai granata Mirko Valdifiori come contropartita oltre a 25 milioni. Dopo varie smentite, l’ultimo giorno di mercato il calciatore approda al Napoli per circa 25 milioni più eventuali bonus. La formula è quella del prestito a 5 milioni con obbligo di riscatto fissato a 20 milioni più uno di bonus.

a cura di Gennaro Di Dio

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Crolli nell’M5S della capitale: non reggono più neppure i patti interni

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Al M5S della capitale non reggono neppure i patti interni Mattia Feltri ripercorre settanta giorni di amministrazione Raggi passati tra topi, rifiuti e pressioni esterne. A poco più di due mesi dalle elezioni la squadra della sindaca M5S di Roma Virginia Raggi perde pezzi importanti: fuori il capo di gabinetto, l’assessore al Bilancio, i vertici dell’Atac (l’azienda del trasporto pubblico), e dell’Ama (rifiuti). E’ il segno, racconta Iacopo Jacoboni, che il patto tra la giunta e l’establishment capitolino non regge.

Topi, rifiuti, pressioni: i 70 giorni di Virginia Raggi, divorata dalla capitale

Dalla vittoria alle polemiche sugli stipendi d’oro. La sindaca paga l’assenza di empatia con i romani
ROMA Il problema della portavoce perfetta è che non c’è più la voce. Virginia Raggi era stata scelta da Gianroberto Casaleggio per ragioni non strettamente politiche: bella presenza, capacità di parlare, buona inflessione (a differenza del rivale interno, Marcello De Vito, di sfacciato timbro romanesco), e poi è donna, particolare che fa tanto modernità. E dunque Virginia doveva essere l’insuperabile prodotto del laboratorio a cinque stelle.

Un prodotto scelto senza dar peso alle competenze, proposto al mondo con abbondante anticipo per il buon esito delle primarie online, il semplice e altissimo collettore della volontà popolare, magari reinterpretata dallo stesso Casaleggio o dai ragazzi del direttorio, ma a portata di mano, una di noi. Qui era stato scritto che lei aveva vinto alla grande come avrebbe vinto alla grande chiunque altro, purché portasse il marchio di purezza di Beppe Grillo, e che Roma è città fra le più complicate d’Italia: in particolare, era curioso che una così vasta comunità, cinica, disincantata, anarchica a suo modo, convinta che le regole siano aggirabili, o interpretabili, o meglio trascurabili, portasse in Campidoglio una forza politica al grido onestà-onestà.

Ma fosse soltanto questo il punto di discrepanza fra popolo e sindaco. In Raggi sorprende la totale mancanza di empatia coi cittadini della cui volontà dovrebbe essere sommo custode, e con cui dovrebbe vivere in comunione: ieri alle cinque di mattina ha comunicato via Facebook le dimissioni del capo di gabinetto, e poi più nulla. Non una parola nemmeno sulle dimissioni successive, rassegnate a catena, non una riga sul sito istituzionale del Comune e nemmeno su quello di propaganda di Grillo, che in apertura ha conservato per tutto il giorno le invettive contro la campagna per la fertilità del ministro Beatrice Lorenzin. È il paradigma di come Internet, lo strumento della democrazia diretta, diventa con una magica giravolta lo strumento della lontananza.

Non c’è più la voce, Casaleggio, e l’impressione è che non sia nelle corde della portavoce perfetta il più ovvio presupposto di un sindaco romano: fare l’occhiolino al popolo, starci in mezzo, l’arringa e la pacca sulla spalla, se necessario con un tocco d’astuzia, e si sarebbe giurato che fosse la forza principale dei cinque stelle; persino Gianni Alemanno e Ignazio Marino, il primo a spalar la neve, il secondo per Roma in bicicletta, hanno galleggiato perché non si ritirarono nella casa di cristallo (altro che di vetro). Non è un difetto del movimento: Chiara Appendino a Torino, ma anche Federico Pizzarotti a Parma e Filippo Nogarin a Livorno, hanno una sintonia con la città che va oltre le loro prove da amministratori. Virginia Raggi è fedele a un parossismo orizzontale senza picchi e profondità. Esordisce in consiglio comunale leggendo cantilenante un testo prefabbricato, affronta l’emergenza dei rifiuti coinvolgendo Manlio Cerroni (l’uomo di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa), indicato per settimane e mesi come l’anticristo dell’ecologia. E poi distribuisce stipendi inaspettatamente succosi, chiama consulenti dal nord Italia, infine si ritrova pressoché senza giunta a quasi novanta giorni dalle elezioni e a settanta dall’insediamento. E parrebbe tutto normale, niente che richieda uno scatto, un’eccezione alla lontananza anche malmostosa da Politburo, un affaccio al balcone, una diretta streaming, qualcosa.

Al di là di questi esordi molto più difficoltosi del previsto, stupisce che nessuno si ponga il problema di una città che conserva memoria della propria grandezza, abituata a divorare chiunque, bestie ben più grosse, figuriamoci una giovane donna povera di aggettivazione, di pathos, di romanità pura, una barchetta che va dove la porta l’onda, e infatti si presentò come un sindaco disposto a mollare tutto, se soltanto glielo avesse chiesto Beppe Grillo. Beh, se le cose non cambiano alla svelta, probabilmente Roma – coi suoi milioni di abitanti e le sue migliaia di anni, col suo spirito capoccia, la sua esuberante e comprensibile prosopopea – finirà presto col pronunciare l’eterno flaianesco «scànsate».

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Il vice Hysaj potrebbe arrivare a gennaio: piace Toljian

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Jeremy Toljan nome nuovo

Non si ferma il mercato del Napoli, ADL è proiettato già alla sessione di gennaio. C’è da rinforzare, infatti, l’esterno destra. Si lavora ad un sostituto di Hysaj, con un Maggio alle sue spalle che non sembra apparire al meglio. Secondo quanto riporta la Repubblica, i partenopei sarebbero forti su Jeremy Toljan(94), valutato dal Tottenham 6 milioni di euro.