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Juve Stabia- Vibonese, le pagelle

Vittoria importante, la quinta in stagione, per la Juve Stabia di mister Fontana. Le vespe battono 3-0 al Menti la Vibonese in un match combattuto fino alla fine nonostante il risultato sia rotondo.

Man of the match è Francesco Ripa, autore di una tripletta e in gol dopo un anno tribolato a causa di un infortunio.
Ecco le nostre pagelle delle vespe:
  • RUSSO 6.5: La Vibonese non gli crea grandissimi problemi ma lui infonde sempre sicurezza a tutta la retroguardia.
    CANCELLOTTI 6.5: Solito pendolino sulla fascia destra.
    MORERO 6.5: Alza un muro insieme ad Atanasov.
    ATANASOV 6.5: Baluardo. È vero che di fronte c’era l’attacco meno prolifico del girone, ma i due centrali annullano totalmente gli attaccanti avversari.
    LIOTTI 6: Partita sufficiente per lui.
    MASTALLI 6.5: Partita più che positiva per il centrocampista scuola Milan.
    IZZILLO 6: Si vede poco, sbaglia più del solito ma nel complesso gara sufficiente.
    CAPODAGLIO 6: Primo gettone in campionato per il capitano. Sbaglia qualche passaggio di troppo ma è giustificato dallo stop di più di un mese, ha bisogno di ritrovare la condizione.
    SANDOMENICO 6: Non una grandissima partita per lui. Ha il merito, però, dell’assist per Ripa in occasione dell’1-0.
    LISI 5.5: S’intestardisce troppo e manifesta un po’ di egoismo. A Fondi è stato il salvatore della patria, oggi si divora due gol a tu per tu con Russo.
    RIPA 8.5: Tre gol e un gol salvato sulla linea. Tutto questo alla prima da titolare ad un anno dall’ultima gara da titolare in quel di Catanzaro. L’infortunio è alle spalle, Fontana ha una cartuccia in più da sparare.
    KANOUTE 6.5: Le sue accelerazioni aiutano le vespe a ripartire dagli attacchi della Vibonese. È sempre imperdibile e nel finale si guadagna un rigore. Voleva tirarlo ma Ripa è il rigorista, si rifarà.
    ZIBERT 5.5: La condizione non è ancora delle migliori. Il piede è sopraffino e quando la condizione sarà al top diventerà un’arma in più per le vespe.
    LIVIERO 6: Entra nel finale e gioca a centrocampo. Il suo è un rientro molto importante.

Atanasov: “Siamo stati bravi e attenti. Vittoria meritata” VIDEO

Al termine dell’incontro Juve Stabia – Vibonese, vinta dalle vespe per 3-0, in sala stampa si è presentato anche il difensore bulgaro dei giallo-blu, Atanasov.

atanasovDi seguito le sue parole sulla gara:

Abbiamo giocato bene, e siamo contenti per il risultato. Siamo stati bravi a resistere agli attacchi della Vibonese e ad essere cattivi poi sotto porta. Sono felice per il contributo che sto dando alla squadra, sono a disposizione del Mister.

COLLEGATE:

Fontana: “Felice per Ripa. Alleno una grande squadra” VIDEO

Al termine della gara vinta con la Vibonese abbiamo ascoltato il tecnico della Juve Stabia, Gaetano Fontana.

Ecco l’analisi della gara di Fontana:

Abbiamo disputato una buona gara e ringrazio i ragazzi per questo. Ho la fortuna di avere un organico di qualità e che mi permette di scegliere tra calciatori di assoluto valore. Ora che l’emergenza infortuni è sterminata ho l’imbarazzo della scelta. Mi fa molto piacere per Ripa, che ha lavorato tantissimo in estate per vivere ancora serate così. Ciccio è un calciatore su cui puntiamo perché ha doti importanti. L’abbraccio con Kanoute è stato spontaneo, un bel gesto; anche lui avrebbe meritato di fare gol ma era giusto lasciare la tripletta a Ripa. Sono contento però anche per gli altri ragazzi, Liviero e Capodaglio, che hanno ben figurato dopo essere rientrati. Questo risultato tondo non deve farci montare la testa e deve farci continuare a lavorare. Al di là dell’aspetto tecnico fa piacere l’atteggiamento e la maturità della squadra. I tifosi ci stanno sempre vicino; è inutile parlare dei tifosi assenti, a suon di prestazioni così dobbiamo far innamorare nuovamente i tifosi della Juve Stabia. Inutile negare che oggi abbiamo dato uno sguardo a Foggia – Matera. Il pareggio è un risultato che ci fa piacere ma guardare agli altri per poi distrarsi sarebbe ingenuo. Pensiamo a fare bene noi e poi guardiamo le altre gare.

Raffaele Izzo

ROMA INTER 2-1 (5’ Dzeko, 72’ Banega, 76’ Manolas) | Faville all’Olimpico, Dzeko e Manolas regalano il terzo posto alla Roma

Cronaca dallo Stadio Olimpico, Roma Inter 2-1

Roma Inter – La Roma affronta all’Olimpico l’Inter nella 7^ giornata di campionato di Serie A Tim. La gara è avvincente e per niente scontata fino alla fine: la Roma batte l’Inter per 2 a 1.

Primo tempo

Roma subito aggressiva, mentre la squadra ospite effettua un forte pressing, l’Inter difende altissimo. I giallorossi, però, passano subito in vantaggio al 4’ con Dzeko. Il bosniaco appare sin da subito ispiratissimo mentre la catena sinistra dell’Inter è particolarmente debole.

Al 6’ altra grande occasione pEr Salah su cross di Dzeko ma l’egiziano non riesce a deviare in porta.

All’8’sussulto interista: Banega tira una sassata da centrocampo e scheggia l’esterno del palo. La Roma rischia tantissimo in questa occasione.

È un assedio della Roma verso la porta difesa da Handanovic: al 20’ doppio miracolo dell’estremo difensore nerazzurro prima su Salah e poi su Florenzi. Al 21’ Szczesny si supera respingendo con i piedi su un buon tiro di Perisic. Al 22’ Salah dal lato corto di destra dell’area di rigore si fa deviare in corner da Murillo.

Al 23’ primo ammonito del match: si tratta di Santon, autore di un ntervento su Salah. Al 27’ Handanvic in due tempi riesce a mettere una pezza su una sassata di Dzeko. Al 32’ buona occasione per Candreva: Juan Jesus si perde in area il numeri 87 nerazzurro che è libero di crossare al centro. Per fortuna della Roma l’azione non a sviluppi. Al 36’ Ansaldi entra duro su Perotti e si prende il giallo. Al 36’ gran salvataggi odi Mirandìa su Dzeko che si sarebbe involato da solo in porta. Al 38’ Tiro a giro di Perotti sul lato corto di sinistra dell’area di rigore, il pallone esce di un soffio alla sinistra di Handanovic, altra grandissima occasione per la Roma ch sta collezionando una quantità impressionante di azioni offensive molto pericolose. Al 40’ Florenzi si divora un’altra occasione da gol tirando al lato della porta difesa da Handanovic.

Durante l’intervallo, diffuso il dato relativo all’incasso: 1.417.279 euro.

Secondo tempo

Al 52’ Handanovic respinge un altro tiro di Perotti: il secondo tempo è cominciato sulla falsariga del primo, con a Roma a macinare gioco e a rendersi pericolosa. Al 58’ Strootman poteva fare di più di testa a tu per tu con Handanovic: su invito di Salah non riesce a schiacciare il pallone che va alto. Al 59’ prima sostituzione: esce Gnoukouri ed entra Nagatomo. Al 69’ Esce Salah ed entra El Shaarawy.

Al 71’ PAREGGIO INTER CON BANEGA, che in area ha tempo di stoppare e calciare di collo superando Szczesny.

Al 76’ ROMA DI NUOVO IN VANTAGGIO! A SEGNARE IL 2-1 CI PENSA MANOLAS, complice una leggera deviazione di Icardi: Su punizione battuta da Florenzi, il difensore greco riesce a staccare di testa superando Handanovic.

Al 78’ Perotti lascia il posto a Peres. All’87’ occasione monumentale per il 3-1: Dzeko svetta di testa e Handanovic con una smanacciata che ha del miracoloso toglie la sfera dall’incrocio dei pali. All’88, uno stanchissimo Florenzi lascia il posto a Nainggolan.

Finisce 2-1 all’Olimpico, i giallorossi si riprendono il terzo posto in classifica a pari merito con la Lazio.

Juve Stabia – Vibonese: cronaca testuale

La Juve Stabia affronta al Menti la Vibonese dopo il punto in extremis acciuffato a Fondi. Tra i calabresi spicca in porta la presenza dell’ex portiere delle Vespe, Stefano Russo. Tra gli stabiesi rientra Capitan Capodaglio.

Juve Stabia: Russo, Cancellotti, Capodaglio, Atanasov, Sandomenico, Liotti, Morero, Izzillo, Lisi, Mastalli, Ripa. A disposizione di Fontana: Bacci, Borrelli, Liviero, Kanoute, Zibert, Marotta, Camigliano, Petricciuolo, Esposito, Rosafio, Montalto.

Vibonese: Russo, Franchino, Paparusso, Giuffrida, Sicignano, Legras, Saraniti, Rossetti, Manzo, Sabato, Cogliati. A disposizione di Costantino: Centrangolo, Mengoni, Chiavazzo, Scapellato, Leonetti, Yabre, Cinquegrana, Tindo, Lettieri, Surace, Di Curzio, Usai.

Ammonito: Atanasov

Spettatori: 1324

Primo Tempo

Juve Stabia - Vibonese
Juve Stabia – Vibonese 

Minuto 19: Gool Juve Stabia!!!! Sandomenico se ne va sulla fascia destra, Cancellotti si sovrappone ma l’esterno gialloblù vede il movimento di Ripa sul secondo palo e lo serve con un perfetto cross a rientrare, colpo di testa perfetto e Russo è battuto.

Minuto 29: Juve Stabia vicina al raddoppio ancora con Ripa. L’incornata del 29 su cross dalla sinistra di Lisi è leggermente alta.

Minuto 37: Calcio di punizione dai 25 metri per le Vespe. Batte Liotti con il mancino ma la palla supera di poco la traversa.

Minuto 45: Clamorosa palla gol per la Juve Stabia. Uno due volante tra Ripa e Lisi con l’esterno che si invola verso la porta a tu per tu con Russo. La parata dell’ex della gara è decisiva ed evita il raddoppio delle Vespe.

Secondo Tempo

Minuto 7: Ancora Lisi vicinissimo al gol con un tuffo di testa su cross di Cancellotti; palla vicinissima al palo.

Minuto 10: Fontana richiama in panchina Sandomenico e fa entrare Kanoute.

Minuto 15: Vibonese vicinissima al pareggio. Sugli sviluppi di un corner Russo è ormai battuto ma Ripa salva sulla linea.

Minuto 21: Tra le fila dei gialloblù esce Capodaglio ed entra Zibert.

Minuto 22: Gran destro di Izzillo dalla distanza; palla che sfiora il palo.

Minuto 30: Erroraccio di Zibert in fase di appoggio che innesca il contropiede della Vibonese. Ottima respinta di Russo sulla conclusione dei calabresi.

Minuto 37: Nelle Vespe entra Liviero ed esce Izzillo.

Minuto 40: GOOOOL JUVE STABIA!! Raddoppio delle Vespe ancora con Ripa. Inzuccata perfetta del centravanti su angolo di Liviero. 2 a 0 per i gialloblù.

Minuto 46: GOOOOOOL JUVE STABIA!!! Arriva la tripletta di Ripa. Rigore procurato da Kanoute e siglato da Spider, che si porta a casa il pallone.

Finisce qui. Un’ottima Juve Stabia schianta la Vibonese e si mette subito alle spalle il mezzo falso di Fondi.

Raffaele Izzo

Koulibaly: “Chi gioca contro di noi si chiude sempre. Juve? Noi vogliamo vincerle tutte!”

Queste le parole del difensore azzurro

Kalidou Koulibaly ha parlato in mixed zone, dopo la gara persa contro l’Atalanta, e lo ha fatto ai microfoni di Radio Kiss Kiss: “Tutte le squadre che giocano contro di noi, si chiudono. Hanno fatto tutto quello che potevano e lo hanno fatto bene. Gol? Pensavo di spizzarla fuori ma è andata direttamente sulla faccia del mio compagno, mi dispiace aver subito gol così. Dobbiamo provare a vincere sempre ma oggi non è ndata bene. Petagna? È un buon giocatore, aggressivo e forte fisicamente. Per voi lui è l’uomo partita. Juve? Per i giornalisti si allontana, noi facciamo di tutto per giocare bene, poi noi facciamo il nostro cammino e loro fanno lo stesso: vogliamo vincere tutte le gare. Sarri ha preparato al meglio la partita, mi dispiace aver perso ma è difficile per una squadra come noi che ha già giocato mercoledi, trovare le energie per oggi”.

Il commento della SSC Napoli: “Il Napoli stradomina come possesso palla, ancora in orbita vertice”

Il pensiero del club

Ecco il commento della SSC Napoli dopo la sconfitta per 1-0 contro l’Atalanta:

“Il Napoli perde la sua prima partita in campionato in uno stadio che per ironia della sorte si chiama anche “Atleti azzurri d’Italia”. Di azzurro c’è quello mischiato al nero  dell’Atalanta che con una partita “vintage” di lotta e contropiede ferma il Napoli che stradomina come possesso palla ma che non riesce a metterla dentro e concretizzare un assalto continuo e incessante. Vale un gol di Petagna dopo neppure 10 minuti. Il resto è del Napoli che presidia e percorre ogni centimetro di campo per lunghezza ed ampiezza, chiudendo la “Dea” nella sua foresta. Berisha fa una superparata su girata di Milik. Poi vola all’incrocio su una punizione di Ghoulam. Nel secondo tempo si gioca ad una porta, ma quella porta resta serrata dal muro bergamasco. E’ la prima sconfitta del Napoli che rimane, comunque, in orbita vertice con un rendimento sinora da grandi numeri. Si ricomincia dopo la sosta. C’è Napoli-Roma, il derby del Sole che spacca a metà il mese di ottobre nel pomeriggio del San Paolo”.

sscnapoli.it

Sarri: “Pagato lo sforzo nervoso della Champions, settimane così ci faranno crescere”

Queste le sue parole…

Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni a Mediaset Premium al termine di Atalanta-Napoli: “Abbiamo fatto una gara in cui si sono fatti più errori del solito sbagliando molto in fase d’avvio dell’azione. La gara si è messa male per un episodio, abbiamo un po’ pagato il dispendio di energie avuto con il Benfica. A livello conscio l’impegno è stato massimale dei ragazzi ma a livello inconscio si è speso molto mercoledì. Turnover? Non avevo che si dovessero fare dei cambi, dal punto di vista fisico i riscontri fatti erano di buon livello ma quando spendi tanto sul piano nervoso paghi. la Juve è di un’altra categoria e sta facendo il campionato di un’altra categoria, noi non abbiamo mai pensato di fare un campionato come loro. Noi dobbiamo crescere e si deve capire quanto sia difficile restare ad alti livelli. E’ una settimana di crescita, non dobbiamo partire da presupposti diversi. Se la Juve fa una serie di cazzate mostruose possiamo lottare per lo scudetto, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi. E’ l’ultima domanda alla quale rispondo sulla Juve che è una squadra che non fa tante cazzate consecutive tornando al concetto di prima. Ci sono mancate le energie nervose, era la prima gara di pomeriggio da aprile. La mancanza più totale era che dal punto di vista elettrico eravamo un attimino da ricaricare. Callejon per Mertens e non per Insigne? Lorenzo aveva fatto solo 20 minuti mercoledì per questo ho deciso di togliere lo spagnolo che aveva speso tanto mercoledì”.

Atalanta-Napoli, i voti di Vivicentro: si salvi chi può

I voti di Vivicentro

Sconfitta che fa male quella subita dal Napoli a Bergamo contro l’Atalanta. Azzurri scarichi non tanto fisicamente quanto mentalmente. Questi i voti di Vivicentro.it:

Reina 7; Hysaj 5.5; Maksimovic 6; Koulibaly 6; Ghoulam 5; Zielinski 6; Jorginho 4 (Gabbiadini 6 dal 72’); Hamsik 6.5; Callejon 5 (Mertens 6 dal 54’); Milik 5; Insigne 5.5 (Giaccherini 6 al 79’). A disp. Allan; Rafael, Diawara; Lasicki; Maggio; Rog; Sepe; Strinic; Tonelli. All. Sarri 5

a cura di Ciro Novellino

Atalanta-Napoli 1-0, il tabellino del match

Il tabellino del match

Un Napoli irriconoscibile è uscito sconfitto dall’Atleti Azzurri d’Italia per 1-0. Una gara che ha visto il solo Hamsik provarci in qualche occasione con tiri da fuori. Questo il tabellino del match:

ATALANTA-NAPOLI 1-0 (primo tempo 1-0)

Marcatori: Petagna al 9’ p.t.

ATALANTA (3-5-2): Berisha; Masiello; Toloi; Caldara; Conti; Freuler; Gagliardini (Pesic dal 73’); Kurtic; Drame; Petagna (Grassi al 68’); Gomez (D’Alessandro al 83’). A disposizione: Bassi; Cabezas; Carmona; ; Migliaccio; Paloschi; Raimondi; Sportiello; Zukanovic All. Gasperini

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj; Maksimovic; Koulibaly; Ghoulam; Zielinski; Jorginho (Gabbiadini dal 72’); Hamsik; Callejon (Mertens dal 54’); Milik; Insigne (Giaccherini al 79’). A disposizione: Allan; Rafael, Diawara; Lasicki; Maggio; Rog; Sepe; Strinic; Tonelli. All. Sarri

NOTE — Spettatori 15.000 circa per un incasso di 230 mila euro. Ammoniti: Conti, Gagliardini, Toloi, Koulibaly, Milik, Mertens per gioco scorretto.

Osservatorio Demos, il 13 per cento in Italia tifa per il Napoli, in calo Juve e Inter

Lo riporta il sito del Napoli sscnapoli.it

Crescono, e di molto, i tifosi del Napoli. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Demos commissionato e pubblicato da Repubblica, il 13% degli appassionati di calcio in Italia  tifa per il Napoli, con una fortissima crescita dal 10% dello scorso anno. Si tratta di un dato sorprendente, perchè è quasi doppio rispetto al 7 % della Roma ed è praticamente simile al numero dei tifosi di Milan e Inter, che, secondo il sondaggio, possono contare sul 14%. Un dato inimmaginabile pochi anni fa.

Tra le altre squadre più importanti, solo il Napoli fa registrare una crescita. I tifosi della Juventus scendono dal 35 al 34%, quelli dell’Inter dal 17 al 14%. quelli del Milan e della Roma restano stabili rispettivamente al 14 e al 7%. In calo anche i tifosi della Lazio, dal 3 al 2%, stabili quelli della Fiorentina al 2%.

Il sondaggio dice che si dichiara tifoso il 38% degli intervistati, con un forte calo rispetto a 7 anni fa, quando “tifosi” si definivano il 58% degli italiani.

Tra le squadre più “antipatiche”, il Napoli scende dal 6 al 5% (nel senso che lo scorso anno il 6% degli intervistati indicava  il Napoli come squadra più antipatica mentre oggi lo fa il 5% ), la Juventus sale dal 43 al 51 %, l’Inter scende dal 24 al 23%, il MIlan è invariato all’11% mentre la Roma scende dal 10 al 5%.

Buona scuola? No, mala scuola!: l’odissea di un Prof (VIDEO)

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Alla fine, ci scrive il Prof (Dott) Giuseppe Vollono, ho avuto come sede provvisoria per un anno l’ITIS di Castellammare di Stabia, la mia città di residenza.

Ora io mi domando e dico:

“Che motivo c’era di spedirmi a Potenza quando in questa scuola c’era una cattedra di 20 ore? Che peraltro è una cattedra libera e non solo momentaneamente! Misteri della fede! Ma col MIUR ci vedremo in tribunale”!

Leggiamo quanto ci ha inviato e poi vediamo la registrazione del suo intervento a TV LUNA:

Lettera a vivicentroSono stati capaci di trasformare qualcosa di positivo in un boomerang elettorale! Non so se propendere più per l’incapacità o per la malafede! O proprio per entrambe le cose! ?

Intanto a Napoli c’è un surplus di posti sul sostegno e io che avevo chiesto di essere assunto sul sostegno, sono stato assunto su una disciplina, la C310 (laboratorio d’informatica industriale), conseguita nel 1991 e abbandonata! Poi ho chiesto di essere trasferito prioritariamente sul sostegno, inserendo l’ambito di Scampia come primo, e l’algoritmo mi spedisce a Potenza sulla disciplina in cui sono stato assunto! Chiedo API su sostegno, oltre che per C310 – A057 – A060, e me la danno su C310 nel mio comune di residenza e nel mio ex istituto in cui mi sono diplomato! Un paio di giorni fa vengo a sapere che questa è proprio una cattedra di diritto perché la collega che la occupava ha chiesto il passaggio di cattedra! Avevo prodotto istanza di conciliazione avverso alla mobilità e il MIUR ha risposto che con le superiori non conciliavano perché l’algoritmo aveva funzionato bene con noi… e figuriamoci se avesse funzionato male! Quindi, pur con un’istanza di conciliazione di ben 13 pagine, citando ben 168 colleghi con meno punti su sostegno, loro non conciliavano! E a Castellammare di Stabia c’era anche una cattedra vuota su C310, dove ho poi ottenuto l’API! Ho dato quindi mandato all’avvocato e chiederò tutti i danni patiti, materiali e immateriali! Devono pagarla cara!

M5S, Muraro, Fiscon e vari: ormai è solo un Tiremm Innanz

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Non c’e’ pace fra gli ulivi, l’attuale Assessore all’ambiente Paola Muraro, ex consulente di Ama, la municipalizzata dei rifiuti, e’ indagata dalla Procura di Roma, per un nuovo reato, l’abuso d’uffico.

A Giovanni Fiscon, ex Direttore Generale della stessa azienda e’ stata contestata la stessa tipologia di reato, ed e’ pure coinvolto nel maxiprocesso “Mafia Capitale”. Ormai a Roma le varie inchieste giudiziarie non camminano parallele, in base ai riscontri si intersecano in piu’ punti, da un semplice reato si passa ad un concorso e puo’ sfociare in una vera associazione a delinquere di vari stampi.

Tiremm Innanz :
Nulla sembra spaventare la Muraro, si sente tranquilla, tira avanti, ai giornalisti ha ripetuto una celebre frase ( tiremm innanz), pronunciata da un famoso patriota, Amatore Sciesa, che pur di non tradire i suoi compagni, preferi’ andare incontro al martirio.
La frase e’ la stessa, solo che  detta da lei, assume un’altra valenza, vi e’ una “piccola” differenza tra una fucilazione e un soggiorno di pochi mesi a cui andrebbe incontro la Muraro se vi fosse un riscontro ai fatti a lei addebitati.
Il M5S inizia a perdere colpi, i maggior esponenti del gruppo, hanno sempre professato la trasparenza piu’ assoluta dei propri iscritti, qualsiasi macchia giudiziaria ne avrebbe compromesso l’iter politico.
La Raggi continua a difendere a spada tratta la Muraro indagata per la 2 volta, si tratta di una nuova contestazione giudiziaria dopo quella riguardante l’attivita’ di gestione dei rifiuti non autorizzata. Pur avendo sul groppone 2 capi d’accusa di un certa rilevanza penale, la Raggi non destituisce ancora la Muraro,anzi le concede tutto il tempo che ci vorra’ per l’espletamento di eventuali processi.
Non bisogna fare figli e figliastri specialmente se appartengono alla stessa famiglia, ne’ tantomeno adottare 2 pesi e due misure, se si critica un’altro partito per fatti analoghi, sarebbe giusto guardare anche al proprio operato.
Questo attaccamento alla Muraro, fa ‘ pensare che a Roma non vi sia persona piu’ esperta in materia di rifiuti,, cio’ induce a credere che al di fuori della Muraro ci sia il vuoto.
E’ stata fissata per meta’ Ottobre la data in cui la Muraro dovra’ comparire davanti ai Giudici romani per chiarire quali siano stati i contatti con Fiscon, quali i rapporti instaurati all’epoca, e in che misura siano stati a stretto contatto.
Nel frattemo a Roma continua il valzer degli Assessori, uno se ne va, l’altro viene nominato, non e’ un buon inizio per un Sindaco che ha avuto 750 mila suffragi popolari.

Reina ha ripagato la fiducia di Sarri dopo un inizio incerto

Dopo un avvio difficile…

La Gazzetta dello Sport scrive su Pepe Reina: “Tra i pali, Reina non ha concorrenza: alle sue spalle ci sono Rafael e Sepe, che potrebbero trovare spazio in Coppa Italia. Il portiere spagnolo ha avuto un inizio incerto, con qualche errore di troppo, ma non per questo tale da «evitargli» di giocare titolare. E la fiducia accordatagli dall’allenatore è stata tutta ripagata con un paio di prodezze nelle ultime esibizioni”.

Diawara, chissà non possa essere Bergamo il campo d’esordio

Si attende la formazione ufficiale

La Gazzetta dello Sport scrive su Jorginho e Diawara: “La regia del gioco, infine, è affidata ai piedi di Jorginho che non ha entusiasmato nelle ultime settimane. In panchina c’è Diawara sul quale Sarri sta lavorando per un inserimento graduale. E chissà che non possa proprio essere Bergamo il campo del suo esordio con la maglietta del Napoli. Magari, a partita in corso perché, pronti via, lì mezzo ci sarà l’ex metodista del Verona. Ed in panchina c’è anche un altro giovane, il croato Rog, in attesa di esordio. Per lui potrebbe riparlarsi dopo la sosta”.

Sarri ha 5 intoccabili: lo staff medico accetta la scelta del mister

Ecco di chi si tratta

La Gazzetta dello Sport scrive sui 5 intoccabili di Maurizio Sarri: “Reina, Koulibaly, Jorginho, Hamsik e Callejon non sono mai stati messi in discussione. Finora, sono sempre stati presenti, sia in campionato sia in Champions. Il solo Jorginho ha saltato la prima giornata, a Pescara, per squalifica ed è stato sostituito da Valdifiori, poi ceduto al Torino. Per loro cinque, dunque, conta poco il minutaggio e la necessità di fermarsi. Nei calcoli dello staff tecnico, probabilmente, hanno il fisico e le energie necessarie per sopportare le fatiche a cui sono stati sottoposti in quest’inizio di stagione”.

Allievi regionali, Juve Stabia-Promotion Soccer 1-1. Cadono i giovanissimi regionali

Allievi regionali, Juve Stabia-Promotion Soccer 1-1

Partito anche il campionato regionale degli Allievi della Juve Stabia. In attesa di consocere il risultato dei giovanissimi che giocheranno oggi, la squadra di Giovanni Macone ha affrontato la Promotion Soccer. Le Vespette affrontano il campionato sotto età e quindi il risultato finale di 1-1 è da prendere come risultato positivo, vista anche la prima gara della stagione. Da evidenziare, comunque, le diverse occasioni da gol che sono state create e che, però, non sono state concretizzate. Si è giocato al campo San michele di Gragnano (Napoli). Sconfitta, invece, a San Giuseppe Vesuviano, per i giovanissimi regionali allenati da Gaetano Santaniello: 2-1 contro la Stella Splendente.

a cura di Ciro Novellino

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Bergamo è la prova del nove per il Napoli

Ma ci sono diverse incognite…

La Repubblica scrive sulla trasferta bergamasca: “È a tutti gli effetti una prova del nove, dopo le 6 vittorie e i 2 pareggi messi insieme dal Napoli nel suo brillante avvio di stagione. Al di là dei numeri, infatti, la trasferta di oggi (ore 15) a Bergamo rappresenta per gli azzurri un test impegnativo e pieno di rebus: dalla cui soluzione arriveranno comunque vada delle risposte indicative, per il presente e per il futuro. Il campo dell’Atalanta, tanto per iniziare, è ostile e quasi inespugnabile per tradizione: appena 8 blitz nei 48 precedenti. Ma la squadra di Sarri dovrà misurarsi pure con altre incognite. In particolare la stanchezza per la battaglia con il Benfica, che nonostante l’euforia può avere lasciato qualche scoria: nella testa e nelle gambe. C’è poi la desuetudine all’impegno pomeridiano, dopo 159 giorni e 11 partite di fila in notturna. E infine le motivazioni degli avversari, che hanno tirato un sospiro di sollievo per il successo con il Crotone e andranno alla ricerca di altre conferme: anche per puntellare la panchina di Gasperini”.

Scalfari: Zagrebelsky vs Renzi 0-2

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Zagrebelsky è un amico ma il match con Renzi l’ha perduto

Il primo errore è stato la contrapposizione tra oligarchia e democrazia

FORSE i miei venticinque lettori, come diceva l’autore dei Promessi sposi, si stupiranno se, avendo visto alla televisione de La7 il dibattito tra Renzi e Zagrebelsky, comincio dalle nostre rispettive età: Renzi ha 41 anni, Zagrebelsky 73 e io 93. Sono il più vecchio, il che non sempre è un vantaggio salvo su un punto: molte delle questioni e dei personaggi dei quali hanno parlato io li ho conosciuti personalmente e ho anche letto e meditato e scritto sulle visioni politiche dei grandi classici.

Nel dibattito l’accusa principale più volte ripetuta da Zagrebelsky a Renzi è l’oligarchia verso la quale tende la politica renziana. L’oligarchia sarebbe l’anticipazione dell’autoritarismo e l’opposto della democrazia rappresentata dal Parlamento che a sua volta rappresenta tutti i icittadini elettori.

Conosco bene Gustavo e c’è tra noi un sentimento di amicizia che non ho con Renzi e, mi dispiace doverlo dire, a mio avviso il dibattito si è concluso con un 2-0 in favore di Renzi ed eccone le ragioni.

Il primo errore riguarda proprio la contrapposizione tra oligarchia e democrazia: l’oligarchia è la sola forma di democrazia, altre non ce ne sono salvo la cosiddetta democrazia diretta, quella che si esprime attraverso il referendum. Pessimo sistema è la democrazia diretta. La voleva un tempo Marco Pannella, oggi la vorrebbero i 5 Stelle di Beppe Grillo. Non penso affatto che la voglia Zagrebelsky il quale però detesta l’oligarchia. Forse non sa bene che cosa significa e come si è manifestata nel passato prossimo e anche in quello remoto.

L’oligarchia è la classe dirigente, a tutti i livelli e in tutte le epoche. E se vogliamo cominciare dall’epoca più lontana il primo incontro lo facciamo con Platone che voleva al vertice della vita politica i filosofi. I filosofi vivevano addirittura separati dal resto della cittadinanza; discutevano tra loro con diversi pareri di quale fosse il modo per assicurare il benessere alla popolazione; i loro pareri erano naturalmente diversi e le discussioni duravano a lungo e ricominciavano quando nuovi eventi accadevano, ma ogni volta, trovato l’accordo, facevano applicare alla Repubblica i loro comandamenti.

Ma questa era una sorta di ideologia filosofica. Nell’impero ateniese il maggior livello di oligarchia fu quello di Pericle, il quale comandava ma aveva al suo fianco una folta schiera di consiglieri. Lui era l’esponente di quella oligarchia che fu ad Atene il punto più elevato di buon governo e purtroppo naufragò con la guerra del Peloponneso e contro Sparta (a Sparta non ci fu mai un’oligarchia ma una dittatura militare).

Nelle Repubbliche marinare italiane l’oligarchia, cioè la classe dirigente, erano i conduttori delle flottiglie e delle flotte, il ceto commerciale e gli amministratori della giustizia. Amalfi, Pisa, Genova e soprattutto Venezia ne dettero gli esempi più significativi.

Veniamo ai Comuni. Avevano scacciato i nobili dalle loro case cittadine. L’oligarchia era formata dalle Arti maggiori e poi si allargò alle Arti minori. Spesso i pareri delle varie Arti differivano tra loro e il popolo della piazza diceva l’ultima parola, ma il governo restava in mano al ceto produttivo delle Arti e quella era la democratica oligarchia.

Nel nostro passato prossimo l’esempio ce lo diedero la Democrazia cristiana e il Partito comunista. La Dc non fu mai un partito cattolico. Fu un partito di centrodestra che “guardava a sinistra” come lo definì De Gasperi; l’oligarchia era la classe dirigente di quel partito, i cosiddetti cavalli di razza: Fanfani, La Pira, Dossetti, Segni, Colombo, Moro, Andreotti, Scelba, Forlani e poi De Mita che fu tra i più importanti nell’ultima generazione. Quasi tutti erano cattolici ma quasi nessuno prendeva ordini dal Vaticano. De Gasperi, il più cattolico di tutti, non fu mai ricevuto da Pio XII con il quale anzi ebbe duri scontri. Tra le persone che davano il voto alla Dc c’erano il ceto medio ed anche i coltivatori diretti che frequentavano quasi tutti le chiese, gli oratori, le parrocchie.

I braccianti invece votavano in massa per il Partito comunista, ma non facevano certo parte della classe dirigente. Gli operai erano il terreno di reclutamento dell’oligarchia comunista, scelta tra i dirigenti delle Regioni e dei Comuni soprattutto nelle province rosse, dove c’erano molti intellettuali, nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella dolce vita felliniana. Al vertice di quella classe dirigente c’erano Amendola, Ingrao, Pajetta, Scoccimarro, Reichlin, Napolitano, Tortorella, Iotti, Natta, Berlinguer e Togliatti. Al vertice di tutto c’era la memoria di Gramsci ormai da tempo scomparso.

Togliatti operava con l’oligarchia del partito e poi decideva dopo aver consultato tutti e a volte cambiava parere. Ascoltava anche i capi dei sindacati. Gli iscritti erano moltissimi, quasi un milione; i votanti erano sopra al 30 per cento degli elettori con punte fino al 34. Ma seguivano le decisioni dell’oligarchia con il famoso slogan “ha da venì Baffone”.

Caro Zagrebelsky, oligarchia e democrazia sono la stessa cosa e ti sbagli quando dici che non ti piace Renzi perché è oligarchico. Magari lo fosse ma ancora non lo è. Sta ancora nel cerchio magico dei suoi più stretti collaboratori. Credo e spero che alla fine senta la necessità di avere intorno a sé una classe dirigente che discuta e a volte contrasti le sue decisioni per poi cercare la necessaria unità d’azione. Ci vuole appunto un’oligarchia. Spero che l’abbia capito, soprattutto con la sinistra del suo partito che dovrebbe capirlo anche lei.

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A me il Renzi europeista piace. Facendolo sul serio si è anche conquistato un ruolo che prima di lui e molto più di lui si erano conquistati De Gasperi, Ciampi, Prodi e Draghi che però il ruolo, che sorpassa tutti gli altri, non l’ha ottenuto in quanto italiano e in rappresentanza dell’Italia, ma come banchiere centrale eletto da tutta l’Europa perché primo tra i primi, nonostante il parere della Bundesbank.

Per criticare il Renzi europeista molti sostengono che quel ruolo lui l’ha usato per fare colpo sugli italiani per ottenere più facilmente il loro consenso elettorale. Sbagliato: il popolo che vota se ne infischia del ruolo del suo partito in Europa. Semmai può interessarlo il nazionalismo. E visto che siamo in argomento aggiungo che non mi stupisce affatto la richiesta di Renzi di esser votato anche dal centrodestra, essendo lui il capo d’un partito di centrosinistra. Ma chi chiede voti a destra deve essere realmente di sinistra. Se invece si è collocato al centro, come di fatto è da tempo avvenuto, sarà la destra a chiedere i suoi voti e non viceversa.

La conclusione su questo punto è che lui voleva ritornare a quello che fu il programma di Veltroni quando, eletto segretario del Pd, descrisse le idee del partito al Lingotto di Torino e alle elezioni di pochi mesi dopo ottenne il 34 per cento dei voti, più i 4 di Di Pietro suo alleato.

Veltroni presentò il Pd come il partito che doveva ricostruire l’Italia su basi socialmente, economicamente e politicamente riformatrici per un paese da modernizzare. Renzi si presentò come rottamatore e non fu una presentazione felice. La rottamazione avviene in modo naturale se si modernizza un paese, ma non per ragioni anagrafiche. Infatti quella parola ormai Renzi non la usa più. Se ha fatto un dibattito con un anziano costituzionalista che ha trattato con grande rispetto, questa è stata una buona svolta. Comunque, chieda pure i voti al centrodestra, ma accentui le caratteristiche di sinistra democratica del suo partito. Una sinistra moderna, questo sì. Che si imponga non solo in Italia ma in tutta l’Europa. La modernità, l’ha detto più volte Mario Draghi, consiste nell’aumentare la produttività, puntare verso l’Europa unita, risanare un sistema bancario alquanto indebolito, creare un bilancio sovrano europeo e un Tesoro unico in grado di emettere buoni del Tesoro europei sul mercato. Su alcuni di questi elementi Renzi è d’accordo ma non lo è sulla politica economica che pure rappresenta il punto centrale. La sua politica economica si basa soprattutto sulle mance, a volte benfatte, più spesso malfatte ed elettoralistiche. E per finanziarle non fa che chiedere flessibilità all’Europa.

Ebbene, non si fa così la politica fiscale, specie quando si ha una tecnologia che rende assai più facile individuare il lavoro nero e l’evasione. Il reddito nero e l’evasione ammontano a centinaia di miliardi di euro. Ma quello che stiamo ottenendo da queste operazioni ammonta a stento a 50-60 milioni all’anno. Cioè niente.

Non parliamo del problema spese e tasse. In teoria dovremmo aumentare le prime e diminuire le seconde. Nei fatti avviene l’inverso: si aumentano le tasse e si diminuiscono le spese, oppure restano ferme tutte e due ed è ferma anche l’economia del paese, salvo la flessibilità e il costante aumento del debito pubblico.

La vera ed unica soluzione è un taglio massiccio del cuneo fiscale. Ne ho già parlato su queste pagine ma nessuna risposta c’è stata, sicché ne riparlo ancora.

L’ammontare dei contributi che imprese e lavoratori versano all’Inps ammonta a 300 miliardi dei quali i datori di lavoro versano all’incirca il 21 per cento e i lavoratori il 9. L’ipotesi da me suggerita è un taglio di 30 punti, pari a 90 miliardi. L’Inps naturalmente dovrebbe continuare a fornire i servizi previsti, ma le sue entrate avendo subìto questo taglio massiccio dovrebbero essere finanziate dallo Stato il quale a sua volta dovrà fiscalizzare l’importo con una tassazione moderata dei redditi a cominciare da quelli che superano i 120mila euro e aumentando a misura dei redditi più elevati. Per un certo aspetto si tratta d’una imposta sul patrimonio, ma l’aspetto più rilevante riguarda l’aumento della domanda e quindi dei consumi da parte dei lavoratori e dell’offerta da parte delle imprese, indotte a questo comportamento che non avviene una tantum e quindi mette in moto i motori di una politica progressista.

Misure del genere in realtà andrebbero prese anche dai paesi europei alcuni dei quali non hanno mai adottato queste soluzioni. Va detto però che in molti paesi i servizi pubblici vengono forniti direttamente dallo Stato e quindi la fiscalizzazione è già in corso.

Gentile presidente del Consiglio, vorrei conoscere che cosa lei pensa di questa proposta. L’ideale sarebbe che lei la mettesse in moto subito ottenendone al più presto le conseguenze positive.

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repubblica/Zagrebelsky è un amico ma il match con Renzi l’ha perdutodi EUGENIO SCALFARI

Sarri ha chiesto un regalo alla squadra in vista di Bergamo

Tuttosport scirve su Atalanta-Napoli

Maurizio Sarri ha chiesto un regalo al Napoli: chiudere in maniera trionfale il tour de force di 7 gare in 22 giorni. Finora 5 vittorie e un pareggio, ora il coach attende la sfida odierna per provare a completare il percorso a ostacoli con una vittoria, comunque, non semplice in casa di una formazione che cerca il successo di prestigio per il definitivo rilancio. Il rischio dell’appagamento post-Benfica sembrerebbe scongiurato dall’intensità con la quale Sarri ha preparato questa gara. L’Atalanta chiuderà il primo intenso periodo agonistico per il club azzurro, caratterizzato da partite giocate ogni 3 giorni e formazioni modificate nel numero di 3/4 calciatori a match. La pratica dovrebbe essere confermata anche oggi, quando Sarri chiederà solo a qualche elemento, come Jorginho, di stringere i denti, perché tanto adesso arriva la sosta e per lui non ci sarà nemmeno l’impegno extra della Nazionale.