Al referendum di domenica Romano Prodi voterà Sì “nella speranza che questo giovi al rafforzamento delle regole democratiche soprattutto con la riforma della legge elettorale”. L’ex premier parla di “decisione sofferta” perché la riforma non gli pare bella ma va sostenuta. E aggiunge: “ho maturato la convinzione che fosse giusto rendere pubblico il mio voto”.
Prodi: “Una decisione sofferta. E Matteo dimentica l’Ulivo”
L’ex premier: correndo sotto i portici di Bologna ho pensato di dover parlare. Preoccupazione per la stabilità internazionale
ROMA – Il Professore sembra un uomo sollevato: «Sì, è stata una decisione sofferta. Certo, da tempo avevo deciso come votare, ma stamattina, correndo sotto i portici a Bologna, ho definitivamente maturato la convinzione che fosse giusto rendere pubblico il mio voto, anche se da diversi anni ormai non prendevo posizione su temi di politica italiana». Le prime parole di Romano Prodi, pronunciate poco dopo aver scritto la nota per le agenzie, restituiscono il background emotivo di una decisione sofferta, che gli è costata, ma che alla fine è stata liberatoria. Un endorsement per Renzi? La svolta a favore del Sì, che potrebbe ribaltare le sorti di una partita ancora in bilico? Le duemilaottocento battute scritte dal Professore per la sua nota pro-Sì sono un distillato di orgoglio, una rivendicazione della sua battaglia storica per «una democrazia decidente e bipolare», ma anche il più severo ritratto di Matteo Renzi che sia stato mai scritto da una personalità del centrosinistra. Al punto che, se gli si chiede se il suo Sì sia scandito a prescindere dal governo, Romano Prodi risponde con un monosillabo: «Sì».
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Decisione «sofferta» quella del Professore: in questi anni il suo profilo di uomo padano, concreto, razionale è stato messo a dura prova da esperienze così originali da diventare proverbiali. Il Professore ha vinto per due volte le elezioni con un Berlusconi in pieno vigore politico e per due volte i governi guidati da Prodi sono stati mandati all’aria dai suoi stessi alleati. In lui hanno lasciato il segno i cinque, interminabili mesi trascorsi in solitudine a Palazzo Chigi da presidente dimissionario all’inizio del 2008; ma anche la «chiamata» di Pier Luigi Bersani che nel 2013 lo candidò (senza rete) alla Presidenza della Repubblica, senza «calcolare» il tradimento dei 101. E negli ultimi anni l’attuale presidente del Consiglio ha tenuto Prodi a distanza, in particolare nella vicenda della Libia, dove l’ex premier era stato invocato dalle fazioni locali come uomo di mediazione.
Certo, il rapporto tra Prodi e Renzi, formalmente mai intaccato, non è si è mai trasformato in amicizia. Ma neppure in ostilità. I due ogni tanto si parlano, l’ultima volta è stata due settimane fa in occasione del breve passaggio in Sardegna del presidente cinese Xi Jinping. Proprio perché il rapporto personale scorre lungo un binario a scartamento ridotto, ma scorre, nei giorni scorsi Prodi era infastidito dall’idea che qualcuno potesse interpretare il suo riserbo sul referendum come una forma di rancore verso Renzi. Dunque, non una questione personale verso Renzi, ma invece una forte riserva politica, che Prodi ha distillato nella sua nota con espressioni molto secche, rimproverando a Renzi una «leadership esclusiva, solitaria ed escludente», accusandolo di aver cancellato l’esperienza dell’Ulivo, «come se le cose cominciassero sempre da capo». E imputando al governo di aver gettato «il Paese nella rissa», con la stabilità, «inutilmente messa in gioco da un’improvvida sfida» e provocando «turbolenza qualsiasi sarà il risultato di questo referendum». Parole in cui si coglie l’eco di una forte preoccupazione per quello che potrebbe accadere all’Italia a livello internazionale e sui mercati.
Romano Prodi e Arturo Parisi, l’«ideologo» del bipolarismo e dell’Ulivo si espongono per il Sì, spinti dalla paura che la vittoria del No possa riaprire la strada alla «palude» del proporzionale, al ritorno del Partito nella versione «decotta» dei post-comunisti. Ecco perché nella nota di Prodi c’è anche una stilettata per Massimo D’Alema: «C’è chi ha poi strumentalizzato» la storia dell’Ulivo, «rivendicando a sé il disegno che aveva contrastato».
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lastampa/Prodi: “Una decisione sofferta. E Matteo dimentica l’Ulivo” FABIO MARTINI

Ad introdurre i lavori è stata la Preside dell’Istituto Superiore “Giuseppe di Vittorio”, la Prof.ssa Vincenza La Rosa: “Le più recenti ricerche dimostrano la crescente entità del fenomeno del bullismo in generale, e del bullismo digitale in particolare. E’ importante una programmazione sinergica che veda la partecipazione attiva degli studenti, della scuola, della famiglia e delle Istituzioni del territorio. Spesso il problema viene sottovalutato, a causa di una inadeguata percezione del rischio. Questa giornata è, per noi, un’importantissima occasione di conoscenza e di arricchimento”.
“Siamo la prima regione italiana che si è dotata di una Legge per il contrasto al fenomeno del bullismo. – ha affermato il Consigliere Regionale Massimiliano Valeriani – Si tratta di una priorità sociale e la Legge che abbiamo approvato qualche mese fa può rappresentare un punto di svolta per i ragazzi e le famiglie. Il comportamento del bullo è indice di un modo distorto di interpretare le diversità e le fragilità degli individui. Come decisori pubblici, ci sentiamo in dovere di aiutare la scuola e lo facciamo anche stanziando risorse importanti”.

Sconfitta immeritata per il Real Forio nella gara d’andata dei quarti di finale di Coppa Italia Eccellenza e Promozione. I ragazzi di mister Impagliazzo, autori di un’ottima prestazione, si sono visti segnare due reti negli ultimi 10′ di gioco. I biancoverdi restano comunque aggrappati al discorso qualificazione grazie alla rete segnata nell’ultima azione utile da Trani. Qualificazione che sarà comunque difficile conquistare, visto che nella gara di ritorno il Real Forio dovrà segnare almeno due reti. Nulla, comunque, è impossibile. LE FORMAZIONI. Mister Impagliazzo, dal punto di vista tattico, riparte dal secondo tempo di domenica scorsa e opta quindi per il 4-4-2. Tantissime le assenze importanti, su tutti quelle di Ciro Saurino, Mora, De Felice Conte, Arcamone e Verde. Spazio ai giovani e quella del Real Forio è una formazione con una media età bassissima. Tra i pali schierato Impagliazzo, Christian e Francesco Iacono i terzini con Di Dato e Calise difensori centrali. A centrocampo Vitagliano e Sannino ai lati di Trofa e Fanelli con Chiaiese a supporto di Massimo De Luise. Mister De Michele risponde con il 4-3-3: Marino, Matrullo, Masturzo e Zamparelli davanti a Maiellaro; a centrocampo il trio D’Abronzo, Bonavolontà, Esposito; nel tridente Ioio e Palumbo sugli esterni con Maraffino punta centrale. LA PARTITA. Nei minuti iniziali prevale una situazione di sostanziale equilibrio tra le due squadre. Il primo squillo è della Sessana, ma sulla mischia in aria spazza bene Calise. Il Real Forio risponde con un tiro dalla distanza di Trofa al 14′ e due minuti più tardi anche Vitagliano tenta invano il tiro da fuori area. I biancoverdi cominciano a prendere fiducia e al 19′ Chiaiese, da due passi, manda il pallone di poco a lato sul suggerimento di Trofa. Nel 4-4-2 Vitagliano sembra essere tornato quello di inizio stagione e al 26′ si rende protagonista di una bella azione personale, si presenta in area e tutto solo manda il pallone non lontanissimo dal palo; due minuti più tardi ci riprova, ma il suo tentativo non va a buon fine. Al 30′ si fa rivedere la Sessana con un colpo di testa di Palumbo che termina di poco alto sulla traversa. Il Forio fa la partita e al 36′ arriva la prima grande occasione per i padroni di casa: sul calcio d’angolo battuto da Chiaiese arriva Massimo De Luise e dopo il suo colpo di testa il pallone viene respinto dal palo. A tre minuti dalla fine un’altra grossissima occasione per i ragazzi di mister Impagliazzo: Maiellaro compie un miracolo sul tiro dal limite di Trofa, sul prosieguo dell’azione Sannino, tutto solo, non riesce ad inquadrare lo specchio. Il primo tempo termina sullo 0-0, ma gli isolani avrebbero meritato qualcosa in più. La ripresa inizia con un brivido dalle parti di Impagliazzo: completamente ferma la retroguardia foriana, per fortuna Maraffino gira male di testa. Il Real Forio si rende nuovamente pericoloso al 10′ sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Chieiese; il colpo di testa di Calise non termina lontanissimo dal palo. In campo c’è una sola squadra e al 22′ è ancora un miracolo di Maiellaro su Massimo De Luise a tenere le squadre sullo 0-0. Impagliazzo prova a vincerla e manda in campo Gianluca Saurino. Paradossalmente, su un calcio d’angolo battuto corto arriva il gol della Sessana ad opera di Maraffino, lasciato completamente solo nel cuore dell’area. Il Forio prova a pareggiare, ma il tiro di Gianluca Sautrino termina alto. In pieno recupero, la difesa biancoverde si fa sorprendere per la seconda volta, sempre su un calcio da fermo: Ioio si presenta tutto solo in area, prova il pallonetto e sul secondo palo arriva Esposito che appoggia il pallone in rete. Nell’ultimo minuto di recupero aggiuntivo concesso dal direttore di gara, arriva il gol di Trani che accorcia le distanze per il Real Forio. La partita termina su un bugiardo 2-1. Avrebbe meritato di gran lunga la vittoria il Forio, ma il calcio è anche questo. La gara di ritorno sarà disputata il 14 dicembre e la squadra di Impagliazzo dovrà segnare almeno due gol. La speranza è di poter contare quantomeno su una squadra più completa, nonostante quest’oggi i giovani non abbiano affatto demeritato.









