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Iakhe Mashrapov sarebbe estraneo all’attentato di Capodanno al Reina Club di Istanbul

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Il cittadino del Kirghizistan Iakhe Mashrapov, che, secondo i media turchi, sarebbe l’autore dell’attentato di Capodanno in un locale notturno a Istanbul, ha detto che non ha nulla a che fare con l’attacco terroristico.

Strage Istanbul, il killer è di nuovo senza nome

Ancora nessuna certezza sull’autore dell’attacco  nella notte di San Silvestro che ha causato 39 morti. L’uomo sospettato di essere l’autore della strage, di cui è stato diffuso un video-selfie, il kirghiso Iakhe Mashrapov, nega ogni coinvolgimento nell’attentato. Lo dice lo stesso Mashrapov in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa kirghisa, AKIpress, dopo essere stato interrogato dalle autorita’ kirghise questa mattina al suo rientro dalla Turchia L’uomo sospettato di essere l’autore della strage di capodanno al club Reina di Istanbul, il kirghiso Iakhe Mashrapov, nega ogni coinvolgimento nell’attentato. Lo dice lo stesso Mashrapov in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa kirghisa, AKIpress, dopo essere stato interrogato dalle autorità kirghise questa mattina al suo rientro dalla Turchia..

Mashrapov, titolare del passaporto che da ore gira sui social network del mondo, è ritenuto dalle autorità turche l’autore della strage del club Reina in cui sono state uccise 39 persone. Ma l’uomo nega ogni coinvolgimento nella strage e all’agenzia kirghisa racconta di essere stato a Istanbul dal 28 dicembre fino al 30 per affari, di essere poi tornato in Kirghizistan e di essere ripartito per Istanbul di nuovo il 1 gennaio. L’uomo, scrive l’agenzia AKIpress, è atterrato questa mattina alle 7 all’aeroporto di Bishek, capitale del Kirghizistan, proveniente dalla Turchia. Dalla capitale l’uomo si è poi spostato nella città di Osh, dove è stato fermato dalle forze del comitato di sicurezza nazionale del Kirghizistan che lo hanno individuato dalle foto pubblicate sui social network.

A certificare l’estraneità di Iakha Mashrapov all’attentato è il capo dei servizi di sicurezza del Kirghizistan, Rakhat Sulaymanov, al termine dell’interrogatorio cui lo stesso Mashrapov è stato sottoposto al rientro in patria dalla Turchia in aereo. Parlando alla Bbc, Sulaymanov ha spiegato che l’uomo non c’entra con l’attacco alla discoteca ‘Reina’. La foto che compare sul passaporto di Mashrapov, pubblicata sui siti e i Tg di tutto il mondo, secondo il responsabile della sicurezza della repubblica ex sovietica ha solo una vaga somiglianza con il sospetto attentatore, ripreso dalle telecamere di sorveglianza.

L’indagine sarebbe stata avviata autonomamente, giacché le autorità turche non avrebbero preso alcun contatto con quelle kirghise, tanto meno le avrebbero avvertite dell’ipotetico coinvolgimento di Mashrapov nella strage perché lo fermassero non appena giunto a Bishkek, la capitale. Il 28enne era già stato interrogato prima della partenza da Istanbul, ma poi gli era stato permesso di imbarcarsi.

/agi/askanews

Napoli in campo in vista della Sampdoria: il report della giornata

Allenamento pomeridiano sotto la pioggia per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro la Sampdoria al San Paolo, anticipo dell’ultima giornata del girone di andata di sabato 7 gennaio alle ore 20,45.

La squadra ha svolto una prima fase di attivazione seguita da lavoro tecnico tattico.

Successivamente serie di partitine a tema con le sponde.

Milik e Pavoletti hanno svolto lavoro insieme sul campo ed in palestra.

Terapie per Chiriches. Domani doppia seduta.

 

Da sscnapoli.it

Pavoletti: “Contento di essere qui, non vedo l’ ora di gioire con i tifosi napoletani”

Arrivano anche le prime parole di Leonardo Pavoletti da calciatore del Napoli. L’ attaccante ha parlato tramite il profilo Instagram della Ssc Napoli:

 
“Ciao, sono contento di essere qui e non vedo l’ ora di iniziare. Ho scelto il numero 32 e spero che mi porti tanta fortuna. Non vedo l’ ora di gioire con i tifosi napoletani. Un abbraccio!”.

Modugno: “Perché Pavoletti ha scelto il numero 32? Il motivo è particolare”

Francesco Modugno ha parlato della scelta del numero di maglia di Leonardo Pavoletti nel corso di Sky Sport 24:

 
“Finalmente il giocatore è stato ufficializzato, si trova qui a Castelvolturno in attesa di trovare la sua nuova abitazione. È l’ attaccante che voleva Sarri, ha le caratteristiche ideali per svolgere il ruolo di centravanti al Napoli. La scelta del numero di maglia è davvero curiosa. Non gli è mai piaciuto tanto il numero 9 e ha optato per il 32 che nella smorfia napoletana rappresenta il capitone. Si è scambiato qualche messaggio con Alessandro Matri che aveva già indossato questo numero”.

A Beppe Grillo il nuovo anno ha portato più indulgenza e garantismo

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Egregio Direttore,
Omertà, Omertà, Omertà, Omertà……!?!?!

A Beppe Grillo il nuovo anno ha portato più indulgenza e garantismo. Ciò peraltro sarebbe un bene, se valesse per tutti e non solo per quelli del suo Movimento e soprattutto per salvare la Raggi simbolo della vittoria di Grillo-Pirro. A proposito, scordatevi la coerenza, l’onesta’ e la trasparenza, perché Il “gestore del sito” c’ha ripensato, non andranno più di moda. Il punto stavolta non è solo il suo vantaggioso lucrare dai click-Casaleggio degli attivisti sul suo blog. Il punto è che la tanto sbandierata coerenza e richiamo all’onestà su cui si è basata la nascita del suo Movimento, viene palesemente smentito dal voltagabbana di Grillo-e tutti quelli che lo voteanno che adesso che i suoi sono indagati in tutto il paese, pubblica alla spicciolata un codice di comportamento etico nel quale indica la non gravità dell’indagabilità dei grillini dalle firme false cronate e bugiarderie-disastrose ovunque siedono. Anche la silente Torino sta trattenendo il fiato del proprio collasso della nuova Sindaca! Sono preoccupanti i suoi codici ed i suoi contratti, superiori alla Costituzione ed alle attuali norme costituzionali. Loro fanno Repubblica a sé. sono superiori a queste cose. sono diversi. Vengono da Marte zona trasparenza-fiscale non ancora controllata. Non sono solo i clik a portare denaro alla Casaleggio, ma la specifica richiesta di versamenti su un conto del quale nulla si sa. Io credo che solo una riforma del sistema partiti potra’ fare un po’ di luce su questo movimento-azienda e sui relativi bilanci. Ora, premesso che la cosa mi vede d’accordo, bisogna anche precisare che detto da uno che fino a ieri faceva un giorno sì e l’altro pure campagne denigratorie sugli indagati di Forza Italia e del Pd, mi suona tanto come una corsa ai ripari prima che tutto il castello di menzogne su cui è costruito il suo movimento crolli giù senza possibilità di “arresto” oltre al rumoroso Carro-carroccio-Lega che fa rumore, perché è vuoto. E non si creda che il Presidente della Repubblica intenda seguire un’agenda sua, svincolata da quella di quel Parlamento di cui egli è forse il più fine conoscitore; così come sarebbe sbagliato pensare che la sua cultura politica tolleri un inane “tirare a campare”: da questo punto di vista i partiti e il Parlamento dovranno guardare al Quirinale come un esaminatore attento di quel che succede e soprattutto di quello che non succede. Lo si dovrebbe tenere a mente, a proposito della discussione sulle elezioni anticipate. A Sergio Mattarella tocca dunque un compito delicatissimo, quello di ricucire una tela politica che regga alle pressioni di un’opinione pubblica, essa sì, sfibrata. Un compito tutto politico, non da notaio.

Celso Vassalini. Cittadino Europeo.

Da domani, 4 gennaio 2016, iniziative in ricordo di PINO: ‘IL MASCALZONE LATINO’ (VIDEO)

“Ciak, si gira. Il 4 gennaio 2017 dalle 18  in poi ricorderemo Pino Daniele a due anni dalla scomparsa. Lo faremo nella “sua” piazza Santa Maria La Nova, riprendendo le emozioni di un esercito pinodanieliano – annuncia la Run Films, che chiama a raccolta i fan dell’artista – Lo portate con voi nel cuore? Mostratelo al mondo, alla nostra macchina da presa, agli occhi di Nello Daniele, al centro del film che stiamo girando”.

Con l’avvicinarsi del 4 gennaio 2017, secondo anniversario della morte di Pino Daniele, si moltiplicano gli omaggi al Nero a Metà, che continuano incessanti. Gli ultimi, i più importanti dopo quelli a caldo, hanno visto protagonista il figlio Alessandro, dall’esposizione ospitata al Mamt al libro fotografico «Qualcosa arriverà», titolo provvisorio anche del docufilm preparato con Giorgio Verdelli.

Ora tocca a un altro parente strettissimo, il fratello Nello, ricordare il «suo» Pino: in attesa della terza edizione del memorial «Je sto vicino a te». Per Nello il 4 gennaio è diventato un giorno difficile da superare: «Non riesco ancora ad accettare che sia morto, anche se lo canto e lo racconto e lo ricordo ogni volta che mi è possibile. Stavolta per quella data ho in serbo una sorpresa». Ieri, infatti, la Run Films dei fratelli Alessandro e Andrea Cannavale, ha invaso mass media e social network di un comunicato con cui convoca il popolo pinodanieliano doc in piazza Santa Maria La Nova, per le 18 proprio di mercoledì 4 gennaio 2017: vuole mille chitarristi e fans che portino stampato il Lazzaro Felice anche nel corpo, oltre che nel cuore. Per le riprese di un film che Nello, al centro dell’operazione, racconta come «una narrazione per emozioni»: oltre a cantanti-chitarristi pronti ad intonare la canzone dell’orgoglio verace «Terra mia» serve un piccolo esercito di tatuati con il volto o i testi del cantautore di «Napule è».
Che, sempre in piazza Santa Maria La Nova, a due passi da dove abito e da quella piccola via che oggi si chiama Pino Daniele, sarà al centro di un omaggio anche il 6 gennaio: con un’adunanza di fans convocata ieri, sempre via Facebook, per le 11 del giorno dell’Epifania. Il 5, invece, dalle 20, flashmob in un’altra piazza al centro dell’immaginario danieliano, quella del Plebiscito: «Siete tutti invitati a portare in Piazza Plebiscito le vostre chitarre, i jambè, il vino, le vostre voci, intonate o stonate, ma soprattutto i vostri cuori», dice il post di lancio.

Al ricordo di tutti si aggiunge anche il nostro e quale modo migliore di farlo se non avvalendoci dell’aiuto del nostro direttore artistico, il poeta Luciano Somma, che così scrive:

Il 5 Gennaio 2015 ci lasciava un grande artista: PINO DANIELE, simpaticamente detto IL MASCALZONE LATINO. Lo ricordo con questa poesia scritta nell’immediatezza del tristissimo evento.

A PINO

5 ‘e Gennaio che gelo attuorno
Ma certamente nun è p’’o friddo
Pe’ dint’’e core che bruttu juorno
Pino Daniele nun ce sta cchiù
‘Mpruvvisamente na botta a ‘o core
Mo t’ha purtato pe’ sempe ‘ncielo
He dato e avuto sultanto ammore
Pe’ tutt’’o munno e pe’ sta città.
Ma restarranno pe’ nuje ‘e ccanzone
E chella voce ca ce ‘ncantava
E na  chitarra chiena ‘e passione
Che bella musica ca sunava.

Si stato gruosso, si,  grande assaje,
figlio ‘e sta Napule ch’è mamma a tte
‘nzieme a Troise mo ncielo staje
Cantanno ancora: NAPULE E’!

LUCIANO SOMMA

viviradioweb/web/ilmattino

Auriemma: “Pavoletti ha scelto la 32? Il numero 9 è già prenotato”

Le sue parole…

Raffaele Auriemma ha parlato a Radio Crc durante Si Gonfia la Rete: “Pavoletti prende la 32, un numero non positivo: l’ultima volta era di Chavez. Secondo me, la 9 è prenotata per Milik. Ha preso la 99 perchè c’era ancora in ballo l’arrivo di Icardi. Prevede per la prossima stagione la numero 9. Gabbiadini? Ha avvertito un problema muscolare, potrebbe saltare la Samp: si vedrà oggi se sarà un qualcosa di più serio oppure soltanto un qualcosa legato al freddo di ieri”.

Mastella: “De Laurentiis specula? Sciocchezze, i suoi ricavi sono irrilevanti”

Le sue parole

“Trent’anni fa, a Madrid, c’ero anche io. La partita fu disputata a porte chiuse. Eravamo all’incirca una ventina in tribuna al Santiago Bernabeu. Noi avevamo Maradona; nel Real c’era Butragueno. Poi, finì come finì”, a parlare è Clemente Mastella ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno: “Ricordo l’emozione di sfidare il Real. Di combattere quasi alla pari in Coppa Campioni. Un entusiasmo indescrivibile solo perché il Napoli, finalmente, giocava con le “grandi”. Finì 2 a 0 all’andata e 1 a 1 al ritorno, gol di Francini. Trent’anni fa il Napoli girava tutto intorno a Ferlaino. La società viveva un entusiasmo più zingaresco, più spontaneo. Oggi credo che la struttura, benché faccia comunque capo ad un presidente assolutamente protagonista come De Laurentiis, sia tecnicamente più organizzata. Come mi spiego che per il Napoli si fanno sacrifici senza batter ciglio? “Lo spiego come un gesto di sana follia. Qualcosa che possono capire soltanto i tifosi veri”.

Fondata la polemica sul rincaro dei prezzi dei biglietti?

“Ritengo di no. Napoli-Real Madrid è un evento”.

C’è chi se la prende con De Laurentiis: è vero che ci specula?

“Sciocchezze. In questi casi i ricavi delle società calcistiche sono quasi irrilevanti. Pochi milioni di euro non incidono sui bilanci societari. Poi è ovvio che si tenta di capitalizzare al massimo e quindi, dinanzi ad una domanda così massiccia, l’offerta si restringe e i prezzi aumentano”.

Cammaroto: “Witsel, lo Zenit aveva trovato l’accordo solo con il Napoli e non con la Juventus”

Lo scrive Cammaroto su Napolimagazine

L’unica squadra con cui lo Zenit aveva trovato l’accordo in Italia per Witsel era il Napoli la scorsa estate, e gli azzurri avevano accontentato anche le richieste del belga: poi la trattativa è saltata per altri motivi. Con la Juve è stato un flirt di fine estate e niente di più, non un amore come qualcuno ha voluto far credere per 4-5 mesi. Il giocatore era stato invitato dalla Juve ad agosto senza che ci fosse il “sì” dello Zenit all’offerta da 20 milioni. Il club bianconero commise l’errore fatale di scavalcare il club russo nel far prendere l’aereo per l’Italia a Witsel. Hernani di recente era stato preso dallo Zenit mettendo in conto che Witsel sarebbe potuto andare via ma non perché, in via automatica, a gennaio o giugno fosse previsto o addirittura scontato il suo passaggio alla Juventus. I fatti sono più ostinati dei teoremi e il trasferimento del giocatore in Cina fa calare il sipario sulla vicenda, mostrando in modo impietoso la verità. Oltre l’enormità di soldi che i cinesi di Cannavaro garantiranno al belga, c’è la prova schiacciante che a Torino qualcuno ha bleffato per mesi e nelle ultime settimane c’era stato il tentativo in extremis di portare Witsel alla Juventus a gennaio con un vecchio trucchetto del mercato: far trapelare da più parti la notizia, in bella evidenza, che fosse tutto fatto e concluso nero su bianco, per mettere pressione allo Zenit e convincere i russi ad accettare subito un’offerta di 6 milioni di euro anziché farlo andare in scadenza. Evidentemente la Juventus era molto preoccupata, era in trattativa come lo erano altri e non aveva alcun vantaggio rispetto alla concorrenza. I russi, già arrabbiati per le vicende estive, non hanno abboccato e alla fine Witsel va in Cina perché è logico che 18 milioni di ingaggio sbaragliano ogni concorrenza europea. Fa sorridere tuttavia leggere adesso presunte dichiarazioni del giocatore in cui si professa “tifoso della Juventus”, che non mi risultano siano parole vere così come è molto curiosa la presunta affermazione di qualche tempo fa di Witsel: “Non mi faccio troppe domande su quando arriverò a Torino, se a giugno o a gennaio. So che succederà, resta da capire quando”. L’unica società che lo Zenit ha apprezzato per il comportamento avuto nelle trattative con Witsel è il Napoli, e non sono da escludere in futuro altri incroci tra le due società. Il resto sono sogni infranti a tinte bianconere.

Zerbin potrebbe restare anche in Primavera: il Napoli vuole verificarlo

Zerbin potrebbe restare anche in Primavera: il Napoli vuole verificarlo

Come riporta il Corriere dello Sport Alessio Zerbin (18enne del Gozzano) si è guadagnato l’attenzione di Giuntoli. E’ un esterno, ma il Napoli intende verificare anche da centrocampista, e per chiudere una trattativa avviata almeno tre mesi fa, servirà soltanto pazienza, neanche poi tanta. Zerbin potrebbe restare, semmai in Primavera, o andare altrove per maturare in fretta, semmai al Carpi.

Problema muscolare per Gabbiadini: con la Samp è in dubbio

Problema muscolare per Gabbiadini: con la Samp è in dubbio

Come scrive Raffaele Auriemma su Tuttosport, piove sul bagnato per Manolo Gabbiadini. L’attaccante bergamasco, al termine dell’allenamento di ieri, ha accusato un problema muscolare. Al momento non si hanno maggiori notizie sulle sue condizioni che verranno valutate in giornata a Castel Volturno. Non è sicuramente una bella notizia per Maurizio Sarri che già deve fare a meno dell’infortunato Chiriches, di Albiol squalificato e di Koulibaly e Ghoulam assenti perchè convocati per la Coppa d’Africa.

Eccellenza- Real Forio ripresa degli allenamenti,mercoledì test con il Lacco

Dopo la pausa di Capodanno, il Real Forio è ritornato ad allenarsi  in una location speciale (come accaduto già un mese e mezzo fa): la spiaggia della Chiaia, a Forio. I biancoverdi, agli ordini del prof. Michelangelo Di Maio e di mister Impagliazzo, hanno svolto un lavoro di forza sulla sabbia con partitella finale. Domenica avrà inizio il girone di ritorno, che nella prima giornata vedrà i biancoverdi impegnati in trasferta in casa della Sessana. Domani i ragazzi di mister Impagliazzo si alleneranno come di consueto allo stadio “Calise”, mentre mercoledì è stata organizzata un’amichevole con il Lacco Ameno di Thomas Dinolfo. Giovedì ancora allenamento al “Calise”, venerdì invece ci si fermerà in occasione dell’Epifania e sabato mattina, a Panza, si svolgerà la rifinitura in vista del match con la Sessana. Un nuovo campionato sta per iniziare e il Real Forio è pronto a ripartire alla grande!

Truffe su Facebook : spam truffaldini che ti costano 5 euro al giorno

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Allerta della Polizia Postale mediante il loro account Facebook Una Vita da Social: Non cliccare su banner pubblicitari sospetti anche se dovessero comparire da servizi come Google e Facebook. In giornata il messaggio è stato anche ridiffuso da Adnkronos, e fa parte del filone degli spam truffaldini.

“Se durante la navigazione su Facebook vi arriva l’invito a visionare’ I 10 cani piu belli del mondo’ non fatelo”. L’importante avviso arriva dalla polizia di Stato tramite la propria pagina Facebook ‘Una vita da social’. “Cliccando – si legge ancora nel post – vi si attiverà un servizio telefonico dal costo di 5 euro al giorno. Fate attenzione”.

Infatti come avrete notato navigando su Facebook, è possibile comprare uno spazio promozionale, ed usarlo nei modi più variegati.

Appurato l’allarme, possiamo insegnarvi alcuni metodi per difendervi.

Il primo e più efficace metodo è non cliccare su banner pubblicitari sospetti, anche se dovessero comparire da servizi come Google e Facebook.

Inoltre, potreste considerare l’idea di navigare da cellulare sull’apposita applicazione Facebook anzichè navigare da browser, reperibile sugli Store Applicazione del vostro cellulare, ovvero Play Store per gli Android, App Store per i dispositivi iOS (iPhone, iPod, iPad) e Microsoft Store per le unità Windows, allo scopo di evitare o limitare il numero di inserzioni pubblicitarie evidenti.

QUESTA la segnalazione della Polizia Postale:

#Buongiorno ai ritardari #Occhioallatruffa.Internauti attenti, la truffa corre in Rete. Lo diciamo sempre, e lo ripetiamo ancora.
Anche un semplice quiz su #Facebook potrebbe celare un abbonamento a servizi a pagamento. Non è Un alert nuovo, ma sempre Meglio RIPETERE perché sono stati molti gli amici che si sono trovate in fattura importi per servizi a pagamento che prevedono canoni di € 5,00 e oltre alla settimana, oltre al costo dei contenuti.
Spesso gli utenti non capiscono di cosa si tratti e di quali servizi avrebbero usufruito. Non solo i dieci Cani piu belli del mondo, o le 10 dieci atlete più affascinanti, (tutti post che abbiamo giá segnalato) Federconsumatori ha scoperto che alcuni di questi casi sono riconducibili a quiz sulla piattaforma Facebook. I fruitori pensano di giocare ad un quiz gratuito, come in effetti avviene nella maggior parte dei casi, mentre si ritrovano abbonati ad un servizio in abbonamento, senza capire che cliccare e rispondere alle domande comporti l’adesione ad un contratto.Ancor più difficile è scoprire tale attivazione per i titolari di mere schede dati utilizzate con dispositivi tipo PAD, perché non possono ricevere alcun sms di avvertimento.Per verificare l’esistenza di tali servizi sulla propria scheda occorre chiamare il proprio gestore, quindi formalizzare immediatamente reclamo e in Caso attivare la procedura di conciliazione presso il Co.Re.Com.
#chiamatecisempre

Sotto la Lente – Juve Stabia: alla scoperta di Agostino Camigliano

Oggi a finire sotto la nostra lente di in gradimento è Agostino Camigliano, difensore della Juve Stabia. Il calciatore è nato nel 1994 e nonostante la giovane età ha già vestito con discreta continuità le maglie di squadre come Brescia, Entella, Trapani e Cittadella. Dopo le stagioni in Serie B Camigliano ha scelto la Juve Stabia per conquistare in campo e da protagonista il campionato cadetto. Fino a poche settimane fa gli infortuni avevano frenato l’ascesa di Agostino, che però con Francavilla, Catania e Melfi ha ben figurato al fianco di Atanasov. L’esordio al Menti nel match contro la Virtus Francavilla è stata una grande emozione per il difensore. L’ottimo rendimento di Camigliano, unito agli infortuni di Morero ed all’addio di Amenta, ha fatto sì che Agostino conquistasse in breve tempo la maglia da titolare.

Nonostante la giovane età ed una carriera di assoluto rispetto, Agostino non si accontenta e dice di voler fare molto di più, ambendo a traguardi importanti, magari con la maglia della Juve Stabia. Nel biennio scorso Camigliano è stato anche un elemento importante della Nazionale Under 20; il difensore ci confessa che proprio l’emozione di indossare i colori azzurri ha poche eguali, sperando che il suo sia stato solo un momentaneo “arrivederci” alla maglia della Nazionale.

Camigliano, descrivendosi, indica tra le sue doti migliori il dinamismo e la buona confidenza nel gioco palla al piede mentre è consapevole di dover migliorare nel mantenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti di gioco. L’idolo di Agostino non poteva che essere un grandissimo difensore: Thiago Silva, centrale ex Milan ed attualmente al PSG. Ovviamente ogni qualvolta che c’è una partita in tv, il giovane difensore tenta di rubare qualche segreto ai difensori in campo osservandone con attenzione i movimenti.

Agostino ci confessa di non avere particolari riti scaramantici; prima di scendere in campo si concentra sulla gara, sull’avversario e pensa ai propri cari, cercando di dare il massimo per se stesso e per loro.

Lontano dal rettangolo di gioco Agostino è un ragazzo tranquillo, che trascorre il tempo con gli altri compagni di squadra che hanno le famiglie lontane. Il tempo passato insieme rafforza ovviamente lo spirito di gruppo; a tal proposito il giovane difensore confessa di aver legato con tutti i compagni, nessuno escluso, proprio perché lo spogliatoio è davvero molto unito in ogni elemento.

Le ottime prestazioni di Agostino, avvicinano il difensore proprio al suo compagno di reparto Atanasov, anch’egli frenato da infortuni e non solo durante i primi tempi alla Juve Stabia, ma poi diventato punto fermo della difesa gialloblè. Non possiamo quindi che augurare ad Agostino la stessa ascesa.

Si ringraziano Agostino Camigliano e l’Ufficio Stampa della Juve Stabia per la disponibilità.

Raffaele Izzo

Napoli-Bailey, strappata una promessa al papà-agente

Napoli-Bailey, strappata una promessa al papà-agente

Nell’immediato Pavoletti e Leandrinho, ma Cristiano Giuntoli sta già gettando le basi per assicurarsi i migliori talenti disponibili in Europa: Leon Bailey, giamaicano del Genk, per esempio. Ad ottobre il papà-agente Craig Butler e il Napoli si sono fatti una promessa. L’altro nome è quello di Davy Klaassen che il Napoli non ha mai mollato nonostante in estate avesse incassato un secco no. Il terzo nome è quello di Serge Gnabry del Werder, lo riporta il Corriere dello Sport.

Napoli-Real Madrid, record di incasso: le cifre

Napoli-Real Madrid, record di incasso: le cifre

‘Mezzogiorno’di fuoco’, è il titolo dell’edizione odierna di Repubblica. La prevendita di Napoli-Real è divampata ieri a metà mattinata e l’incendio di passione s’è spento soltanto nel tardo pomeriggio, quando il cartello sold out ha fatto capolino all’esterno delle ricevitorie. I numeri sono imponenti: 42mila biglietti venduti tra curve e distinti con un incasso di 3 milioni di euro che di fatto già supera quello stabilito con il Chelsea nella Champions 2012.

Caccia a Lakhe Mashrapov, probabile attentatore del night club Reina di Istanbul

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Mentre prosegue la caccia in Turchia per assicurare alla giustizia Lakhe Mashrapov, il presunto attentatore del night club Reina di Istanbul, la polizia ha annunciato l’arresto di 12 persone sospettate di legami con il killer.

A tre giorni dall’attentato terroristico di Istanbul rivendicato dall’Isis dovrebbe essere stato identificato il killer. Si tratterebbe di Lakhe Mashrapov, 28 anni, kirghiso. L’attentatore dovrebbe essere arrivato in Turchia dalla Siria nel novembre del 2016 nella citta’ di Konya (Anatolia), nel centro del Paese, in compagnia della moglie e di due figli. Secondo quanto rivela il quotidiano turco Hurriyet, Lakhe ha combattuto in Siria per l’Isis usando tecniche apprese durante la guerra civile. L’uomo che per il momento è ancora in fuga ha dimostrato di essere ben addestrato all’uso delle armi e nei combattimenti in strada nelle zone residenziali in Siria e ha usato queste tecniche durante la carneficina nel nightclub Reina. In un video-selfie, trasmesso dai media turchi e diffuso dalla polizia, si vede il presunto autore della strage mentre si trova nella celebre piazza Taksim di Istanbul probabilmente prima dell’attacco.

Una prima foto era stata già diffusa dalla polizia il 2 gennaio. Oggi è arrivata anche quella del passaporto, rilasciato il 21 ottobre 2016.

Intanto a Konya, nel centro della Turchia, è stata fermata la moglie di Lakhe Mashrapov. “Ho appreso dell’attacco attraverso la televisione. Non sapevo che mio marito era un simpatizzante dell’Isis”, ha raccontato la donna al quotidiano Cumhuriyet, secondo il quale il terrorista e la sua famiglia sono arrivati all’aeroporto di Istanbul il 20 novembre con un volo proveniente dal Kirguizistan. Sono poi andati a Ankara, e, il 22 novembre, a Konya, dove “affittò una abitazione per 1.000 lire turche (circa 300 dollari) e pagò tre mesi (in ritardo). Ha detto che era arrivato a Konya a cercare lavoro. Il 29 novembre andò in auto a Istanbul”.

Le autorità hanno anche diffuso nuove immagini del presunto attentatore, senza fornire informazioni sul luogo in cui sono state girate apparentemente con un telefonino.

Il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, citato dalla Bbc, ha spiegato che le autorità sono in possesso delle impronte digitali e di una descrizione di base dell’attentatore, ed ha promesso una “rapida” identificazione del sospetto accusato di avere ucciso 39 persone durante i festeggiamenti per il nuvoo anno.

Il vice premier Kurtulmus ha confermato otto arresti, ma nella notte almeno altre quattro persone sono state fermate. Le forze speciali hanno compiuto inoltre un’operazione notturna, sostenute da un elicottero, contro un’abitazione nel quartiere di Zeytinburnu, a seguito di una segnalazione. L’attentatore però non era all’interno della casa. Intanto i media turchi hanno mostrato un video del presunto killer girato apparentemente con un telefonino in una data e in un luogo non identificati. La dinamica dell’attentato fa pensare a un uomo ben addestrato all’uso delle armi.

agi/askanews

Pavoletti saluta il Genoa e i suoi ex tifosi: “Gli amori non finiscono, ringrazio tutti”

Dopo l’ ufficialità del suo passaggio al Napoli, Leonardo Pavoletti ha voluto ringraziare la sua ex squadra e i suoi ex tifosi tramite un lungo messaggio sul proprio profilo Facebook:

“Ciao.
Una parola semplice, come me. Dico ciao al Genoa e a Genova dopo due anni intensi, felici, carichi di emozioni, entusiasmo e tanto lavoro. Ricordo gli inizi. Gennaio 2015. Ero a casa, a Livorno. D’improvviso una telefonata: “Domani vieni a Milano, si firma per il Genoa”. Non ho dormito la notte per l’emozione: una piazza importante che ha colorato la storia del calcio con i propri colori. Sentivo fosse il posto giusto. Una nuova casa, in cui crescere e diventare grande.
Sono arrivato in punta di piedi, pronto a mettermi al servizio del mister e della squadra. I primi tempi in panchina sono stati duri, ma ero determinato a conquistarmi fiducia, affetto e un posto da titolare. Poi il gol al Parma: ricordo la gioia, la mia prima esultanza in rossoblù, la consapevolezza che il lavoro paga. Sempre.
Da quel momento i ricordi diventano un puzzle di facce, sorrisi, autografi, allenamenti, amici, sconfitte, vittorie, tristezza, entusiasmo, parole, gol. Fino agli ultimi due mesi della scorsa stagione, il momento più bello: la vittoria nel derby e quella con l’Inter in casa. Una salvezza conquistata con la forza del gruppo, a suon di bel gioco e gol: un lieto fine meritato.

Ora questa storia è giunta ai titoli di coda. Ma non l’amore per questa città e questa maglia. Gli amori non finiscono, cambiano forma. Oggi io sono chiamato ad una nuova avventura, ma non dimentico coloro a cui ho voluto bene e che me ne hanno voluto, perché sono parte di me. Nella vita a tutti capita di cambiare lavoro, di cambiare azienda, di partire per nuove esperienze, non è diverso per me. Nella vita capita anche di sbagliare a parlare: se alcune mie dichiarazioni hanno offeso o illuso qualcuno, mi scuso. Comprendo l’amarezza di tanti, riconosco la schiettezza e quell’essere scarni e diretti, tipico delle persone di mare. Ma non esiste alcun tradimento.

Solo un cambiamento, che non giustifica il rancore, le minacce e gli insulti che qualcuno mi ha rivolto. È il percorso di tutti: strade che si dividono; una nuova tifoseria da abbracciare: calda come quella rossoblù e amica da sempre di quella genoana; compagni di viaggio che si salutano, per poi rincontrarsi, un giorno, chissà.

Se rompo solo adesso il silenzio, è perché ho voluto evitare altri fraintendimenti e confusione. Ho preferito scrivere oggi, dopo un periodo di riflessione, per non alimentare altre polemiche.
Chiudo ringraziando tutti. Grazie al Presidente, alla società, al mister (presente e passato), ai compagni di squadra, ai tifosi, ai magazzinieri, ai giardinieri, ai custodi del centro sportivo e dello stadio… Vi sono grato per ogni parola, critica, complimento, pacca sulla spalla e sorriso che mi avete donato.
Sono nato al mare, a Livorno. Sono rinato al mare, a Genova. Ora ritroverò un altro mare. Per un’altra avventura”.

Comunicato Ssc Napoli: “Ufficiale l’ acquisto di Pavoletti dal Genoa, ha scelto il numero…”

Il Napoli ufficializza l’acquisto a titolo definitivo delle prestazioni sportive di Leonardo Pavoletti. L’attaccante, che arriva dal Genoa, ha scelto la maglia numero 32.

Questo il messaggio del Presidente De Laurentiis attraverso il suo profilo twitter: “Benvenuto Leonardo!”

LA SCHEDA

Leonardo Pavoletti è nato a Livorno il 26 novembre 1988.
Dopo tre stagioni tra i Dilettanti con l’Armando Picchi, con 16 gol in 68 partite, ha indossato le maglie del Viareggio, del Pavia, della Juve Stabia, del Casale e del Lanciano segnando 34 gol in 105 presenze tra Prima e Seconda Divisione.

Sono stati due i suoi campionati di serie B, con Sassuolo e Varese: 31 reti in 69 presenze con, in più, 4 gol nelle due partite dei playout-2013/14.
L’esordio in serie A risale al 25 agosto 2013 in Torino-Sassuolo 2-0. Nella massima serie ha giocato due partite con il Sassuolo-2013/14, 19, con 7 gol, nel 2014/15 tra Sassuolo e Genoa, 25 presenze con 14 reti nella scorsa stagione in maglia rossoblu e 9 partite, con 3 gol, in questo girone d’andata.
Sono 9 le sue presenze in coppa Italia con 3 gol. In più ci sono tre presenze nella coppa Italia di serie D e sei nella coppa Italia di Lega Pro.

 

Da sscnapoli.it

Grillo scopre la realpolitik, chiarisce che il partito è lui e vara un piccolo editto

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La realpolitik, commenta Andrea Malaguti, porta il Movimento sempre più vicino ai partiti tradizionali. E l’imperativo è tenere al sicuro Virginia Raggi, Sindaca di Roma. I Cinquestelle diventano garantisti, rimettendo ai probiviri la decisione sull’opportunità che si dimetta chi è coinvolto in vicende giudiziarie. Cosa che non è piaciuta a buona parte della base.

Il realismo che mette fine all’utopia

Il nuovo codice di comportamento del Movimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie, è in realtà un piccolo editto in cui Beppe Grillo, con un linguaggio che sta a metà strada tra Forlani con l’influenza e il regolamento di un circolo ricreativo della pesca, dice sostanzialmente tre cose.

La prima l’aveva già teorizzata Piero Gobetti: l’azione distrugge l’utopia.

La seconda ha un vago sapore berlusconiano: non saranno i giudici con un avviso di garanzia a decidere se e quando porre fine all’esperienza di Virginia Raggi alla guida della Capitale. Né, ma qui siamo ai dettagli, a decapitare altrove le giunte pentastellate.

La terza non era mai stata sottolineata con tanta franchezza: il partito sono io.

Il funerale all’utopia di un Movimento guidato con una logica immacolata da tumulto dei Ciompi – noi siamo i buoni i cattivi sono il resto del mondo – è stato celebrato con un post che dice: «La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso». Si tratta di concetti già espressi dal codice di procedura penale – nella locuzione «informazione di garanzia» la parola chiave è garanzia – ma è interessante notare come il giustizialismo esasperato da distruttori della Casta, abbia lasciato il campo alla realpolitik, con una virata legittima ma destinata a sovrapporre per sempre i 5 Stelle ai partiti tradizionali. Soprattutto a quelli di tipo leaderistico.

LEGGI ANCHE: La svolta di Grillo, nuovo ‘Codice di comportamento’: ”Gli indagati non si dimettano”

Chi vuole Palazzo Chigi è costretto da sempre a modificare il senso di sé e a ridefinire, nel bene e nel male, il quadro dei rapporti con la magistratura: straordinaria e accerchiata quando indaga gli altri, manipolata e a orologeria quando entra nel nostro cortile.

Nel Nuovo Codice di Comportamento sono molti i distinguo che hanno l’obiettivo di non cancellare del tutto la storia del Movimento (a cominciare dall’allontanamento di chi è condannato in primo grado o magari ha patteggiato la pena), ma nella sostanza Grillo si arroga un diritto superiore a quello dei giudici e, di fatto, anche a quello dei cittadini (ai quali sottopone un testo da ratificare, non da discutere), avocando a sé la facoltà di stabilire quando un eletto abbia agito in modo disonorevole indipendentemente dal corso delle indagini. Del resto un Garante che fa le regole garantisce più che altro se stesso.

«Il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri (…) anche durante la fase di indagine”, e “la condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine», dice ancora il codice, rifacendosi involontariamente a una teoria espressa da Matteo Renzi quando chiese le dimissioni del ministro Lupi per la vicenda del Rolex d’oro del figlio: non esistono solo i reati. Esiste anche l’opportunità politica. Valeva per Renzi e vale oggi per Grillo, che non vuole sentirsi sotto ricatto della magistratura a Roma ma pretende di essere libero di liquidare la Sindaca alla bisogna e in funzione delle necessità del Movimento. La Raggi, del resto, è per lui un’eredità di Gianroberto Casaleggio. Non l’ha scelta, la tollera a fatica e la considera un problema che deve essere tenuto a bada. Il controllo è la sua vera ossessione. Anche così si spiega la norma che recita imperativa: «I portavoce, quando ne hanno notizia, hanno l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso».

E al di là della bizzarria dell’obbligo di riferirsi al «gestore del sito» (nuovo organo partitico impersonale, indistinguibile e insondabile), è evidente che il dettato sia il frutto del caso Pizzarotti. Il sindaco ribelle di Parma – ribelle perché abituato a ragionare con la sua testa – non segnalò tempestivamente i suoi guai. Un peccato veniale diventato la scusa per farlo fuori e trasformato in pietra angolare del rigoroso meccanismo iper-direttivo di un Garante Grande Fratello che dà ogni giorno di più l’impressione di essere diventato uno di quegli uomini che hanno smesso di cercare un senso rivoluzionario nelle cose, ma continuano a esibirsi sul palco per dimenticare la propria incoerenza.

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