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Castellammare di Stabia
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Albadoro: Ho un ricordo bellissimo della Juve Stabia. Con la Nocerina il gol più bello

Pubblichiamo l’intervista realizzata a Diego Albadoro e riportata nel match programme che la nostra redazione sportiva distribuisce gratuitamente al Menti in occasione delle partite casalinghe della Juve Stabia.

Ciao Diego, tu hai lasciato un ricordo bellissimo nella mente dei tifosi della Juve Stabia, nel campionato 2010-2011 sei stato insieme ai tuoi compagni di squadra l’artefice di un sogno tramutato in realtà: Il ritorno in serie B. Che ricordo hai dei tifosi della Juve Stabia?

Ho un ricordo bellissimo, quell’anno me lo ricorderò per sempre. Vincemmo un campionato difficile ed io ero molto giovane, mi emozionai tanto.

Purtroppo per te quella finale non l’hai potuta giocare per l’infortunio che hai subito nella partita di andata al Menti con l’Atletico Roma, che cosa ha provato Diego Albadoro nel momento dell’infortunio e durante la finale?

Ho provato tanta rabbia perché mi reso conto subito che era stato un infortunio serio. Avevo contribuito insieme ai miei compagni al raggiungimento della finale. Ho seguito la partita in curva insieme ai tifosi della Juve Stabia.

Raccontaci quale è stato il gol più bello realizzato con la maglia della Juve Stabia e quale è la partita che ti porterai nel cuore.

Mi ricordo con piacere la partita in casa con la Fidelis Andria feci una doppietta che mise la partita in discesa. Il gol più bello fu quello contro la Nocerina, mi ricordo che loro avevano preparato per quella partita la festa promozione e noi riuscimmo a rovinarla.

Il momento più bello e il momento  più  brutto con la maglia della Juve Stabia di Diego Albadoro?

Il momento più bello è stata la festa per la promozione, quello più brutto oltre all’infortunio anche le prime giornate di campionato quando avemmo dei problemi a fare risultato soprattutto in casa e il pubblico ci contestò.

Ci puoi raccontare un aneddoto che riguarda Mister Braglia?

Mi stuzzicava sempre, ero il suo pupillo, mi faceva giocare anche fin troppo. I suoi modi erano particolari, il classico toscanaccio.

Il tuo rapporto con Manniello quale è stato e quale è il tuo ricordo di lui. Vi sentite ancora?

Anche di lui ho un ottimo ricordo, anche se non ci sentiamo più come prima. Di lui vi posso dire che dopo la partita d’andata restò sorpreso dalla mia prestazione. Fu una soddisfazione per me.

C’è stato più di un momento in cui sembravi sul punto di ritornare a Castellammare, cosa è successo che ha impedito  la buona  riuscita dell’operazione e il ritorno di Albadoro?

Non lo so che sia successo, ancora non me lo spiego del tutto. Penso che non credevano nel mio completo recupero. Ora infatti mi sto togliendo tante soddisfazioni. Il calcio purtroppo è così, devi sempre dimostrare qualcosa.

Possiamo dire che i tuoi continui infortuni hanno limitato la tua carriera? Sei contento di quello che sei riuscito a fare finora?

Sicuramente avrei potuto fare di più, ma i tre infortuni al crociato mi hanno creato notevoli problemi. Un altro al mio posto si sarebbe arreso, ma io ho sempre lottato e mi sono sempre rialzato dopo ogni avversità. Ho scoperto di avere una forza mentale notevole.

Le Vespe stanno attraversando un momento nero, quale è il tuo pensiero su questa mini crisi?

Non so se è crisi o solo questione di mancanza di risultati, ma sicuramente una squadra con la qualità della Juve Stabia che vince 2 a 0 non può perdere una partita. Sono sicuro però che si riprenderanno perché oltre ad avere un’ottima rosa, hanno un allenatore bravo come

Fontana.

All’andata con il Fondi tu e Bombagi avete realizzato il doppio vantaggio. Non hai esultato, perché?

Non potrei mai esultare, ho ricordi troppo belli di Castellammare di Stabia, mi sembrerebbe di tradire un popolo che mi ha voluto bene. Certo io mi devo impegnare per la mia nuova squadra, perché mi stipendiano e mi danno la possibilità di continuare la mia carriera, ma al cuor non si comanda.

Che cosa ti sta dando in termini professionali e personali questa esperienza a Fondi dopo quella per così dire traumatica di Matera?

E’ una società seria con progetti ambiziosi anche per il prossimo anno. Qui si parla di arrivare in cadetteria. Mi trattano bene e mi fanno sentire importante.

Un saluto ed un augurio ai tifosi della Juve Stabia?

Spero che la Juve Stabia riprenda al più presto il cammino importante del girone di andata. Ai tifosi dico di stare vicino alla squadra come hanno sempre fatto. Non mi dimenticherò mai di loro perché mi hanno trasmesso sensazioni uniche. Gli auguro di raggiungere l’obiettivo prestabilito ad inizio anno.

A cura di Andrea Alfano

ARENA DI VERONA: MARIO BRUNELLO AL TEATRO FILARMONICO

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STAGIONE SINFONICA 2016-2017 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
MARIO BRUNELLO AL TEATRO FILARMONICO
VENERDÌ 24 FEBBRAIO 2017 ore 20.00
SABATO 25 FEBBRAIO 2017 ore 17.00

La Stagione Sinfonica 2016-2017 della Fondazione Arena prosegue venerdì 24 febbraio alle 20.00 e sabato 25 febbraio alle 17.00 con il quarto Concerto al Teatro Filarmonico.

Il M° Matthew Halls debutta sul palcoscenico veronese alla guida dell’Orchestra areniana. Il Concerto si apre con l’esecuzione dell’Ouverture da Egmont di Ludwig van Beethoven; il solista Mario Brunello sarà quindi impegnato nel Concerto per violoncello e orchestra in la minore dalla Sonata “Arpeggione” di Franz Schubert nella strumentazione di Gaspar Cassadó. Concludono il programma le Variazioni “Enigma” op. 36 del compositore inglese Edward Elgar.

Il primo brano presentato è l’Ouverture delle musiche di scena per l’Egmont di Goethe, commissionate a Beethoven dal direttore dell’Hofburgtheater di Vienna. La partitura, che si compone, oltre all’ouverture, di nove brani per soprano ed orchestra, viene scritta tra l’ottobre 1809 e il giugno 1810. Soggetto dell’opera è l’eroica storia del conte di Egmont, uomo valoroso dell’esercito di Carlo V che sacrificò la propria vita in occasione della repressione spagnola attuata dal duca d’Alba nel 1568. La composizione, molto apprezzata da Goethe che aveva ricevuto la partitura dallo stesso Beethoven, è caratterizzata da ideali morali di ispirazione kantiana: la libertà, l’eroismo e il sacrificio per la patria.

Mario Brunello sarà quindi impegnato nell’esecuzione del Concerto per violoncello ed orchestra in la minore dalla Sonata “Arpeggione” di Franz Schubert, composta nel 1824 e pubblicata per la prima volta nel 1871 con l’aggiunta di una parte per violoncello ad libitum. L’arpeggione era uno strumento a sei corde costruito nel 1823 dal liutaio viennese Johann Georg Stauffer, con caratteristiche intermedie tra una viola da gamba, un violoncello e una chitarra, ma che non ebbe lunga vita. La Sonata si articola in tre movimenti, concepiti per dare il maggior risalto possibile allo strumento solista. Brunello esegue la versione per orchestra realizzata da Gaspar Cassadó.

Chiudono il Concerto le Variazioni “Enigma” op. 36 di Edward Elgar, brano musicale per orchestra scritto tra il 1898 e il 1899 e diretto per la prima volta a Londra da Hans Richter il 19 giugno 1899. Le Variazioni, così complesse, meditate e mature, nascono in realtà per caso, come racconta l’autore stesso: una sera, mentre Elgar sta suonando distrattamente, la moglie Caroline è attratta dalla bellezza di una melodia ed esorta il marito a ripeterla. Stupito dal suo entusiasmo, Elgar le chiede se le ricordassero qualcuno e lei gli risponde: «Certo, Billy Baker che esce dalla stanza». Le quattordici variazioni infatti sono caratterizzate da profonda familiarità ed amicizia, ed è stato naturale che Elgar le dedicasse «a tutti gli amici che sono qui ritratti», a partire dalla prima dedicata proprio alla moglie Caroline.

Per informazioni e prenotazioni: www.arena.it

Il Concerto rientra nell’iniziativa Ritorno a Teatro riservata ai più giovani per la Stagione Sinfonica 2016-2017: venerdì 24 febbraio alle 19.00 gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, le famiglie, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo al prezzo speciale di € 4,00 (studenti) e € 8,00 (adulti accompagnatori).

La proposta include Preludio alla Sinfonica, un momento di introduzione al linguaggio musicale del Concerto, seguito da un aperitivo nel Bar del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona

tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638scuola@arenadiverona.it

 

Biglietti

Prezzi da € 10,00 a € 24,00

Biglietteria di via Dietro Anfiteatro

Via Dietro Anfiteatro 6/b – 37121 Verona

Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287

biglietteria@arenadiverona.it

Call center 045 8005151 – www.arena.it

Orari

  • da lunedì a venerdì                        9:00-12:00           15:15-17:45
  • sabato                                                 9:00-12:00

Biglietteria del Teatro Filarmonico

Via dei Mutilati 4/k – 37122 Verona

Tel. 045 8002880 – Fax 045 8013266

Orari

  • da lunedì a venerdì                        12:00-17:45
  • sabato                                                 10:00-12:45

nei giorni di spettacolo                 12:00-fino a inizio spettacolo

  • sabato                                                 10:00-12:45        17:00-fino a inizio spettacolo
  • domenica                                           10:00-fino a inizio spettacolo

Hamsik a vita in azzurro? Non è detto…

I dettagli

Quale sarà il futuro di Marek Hamsik? Il centrocampista slovacco è al Napoli da ormai dieci anni, e la durata di questo rapporto è destinata a durare ancora come racconta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Ha deciso di restare a Napoli fino al termine della carriera. Una scelta fatta quattro anni fa, quando De Laurentiis si oppose alla richiesta del Milan che l’aveva tentato nella prima parte del calciomercato“.

L’ipotesi tuttavia è un’altra: dovesse decidere di smettere, per Marek Hamsik sarà pronto un ruolo nei quadri societari del Napoli ma non è escluso che “il capitano possa decidere di concludere la carriera in Slovacchia, nello Slovan Bratislava“.

Zeman incoraggia il Napoli: “Non è finita per lo scudetto”

Le sue parole

Zdenek Zeman, allenatore del Pescara, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport:

Corsa-salvezza, c’è ancora uno spiraglio per il Pescara?

“Finché l’aritmetica non ci condanna, dobbiamo sperare. E, d’altra parte, sperano pure Crotone e Palermo. Come per lo scudetto, pur favoritissima la Juventus, possono ancora crederci Roma e Napoli”.

Zeman, sceglie Obama o Trump?

“Obama ha fatto tanto, l’ho potuto apprezzare. Trump è solo all’inizio, per il momento può solo incuriosirmi. Ecco, mi piacerebbe intervistarlo, per scoprirlo a modo mio. Dovrà parlare con i fatti”.

Chiara, sua moglie, sarà stata contenta di non vederla più in giro per casa…

“Invece, no. Non le sono di impiccio, se non fosse per il fumo che non sopporta. Ma non parliamo di sigarette, non facciamo passare messaggi negativi. Perché, ragazzi, il fumo fa male! E io mi faccio male”.

Ghoulam, c’è il rischio beffa: possibilità che arrivi a scadenza di contratto

Ghoulam, c’è il rischio beffa: possibilità che arrivi a scadenza di contratto

Se da una parte il Napoli sembra essere abbastanza vicino all’accordo per rinnovare i contratti dei due attaccanti Dries Mertens e Lorenzo Insigne, decisamente più difficile sembra essere l’accordo per prolungare il rapporto lavorativo con il terzino sinistro algerino Faouzi Ghoulam.

Come riporta Il Mattino, infatti, l’offerta del Napoli da 1,8 milioni di euro annuali non è stata ritenuta adeguata dall’entourage del calciatore: non si registrano novità, ma il discorso potrebbe certo ripartire da un momento all’altro: “Situazione bloccata con la concreta possibilità che il terzino algerino arrivi a scadenza, a meno che a giugno non arrivi qualche offerta importante”.

Sarri, ma quale addio: le clausole lo “bloccano”

Lo riporta Il Roma

Qualche diversità di vedute c’è, inutile negarlo. Ma tra Sarri e il Napoli non è ancora giunto il tempo di dirsi addio. Innanzitutto perché né il tecnico né il presidente del Napoli vogliono dirsi addio. E poi perché Sarri ha un contratto molto chiaro e decisamente “blindato”, che lo terrà ben saldo sulla panchina azzurra almeno per un altro anno.

SI È PARLATO PARECCHIO in questi giorni della diatriba scoppiata dopo la partita del “Bernabeu”, in Champions League contro il Real Madrid. Critiche del presidente alla squadra e all’allenatore. Parole che hanno sorpreso tutti, ma che hanno anche scatenato anche una serie di polemiche fuori e dentro l’ambiente Napoli. È tornato alla luce il rapporto tra De Laurentiis e Sarri, per qualcuno mai stati idilliaco. forse è così, ma si è parlato troppo e a sproposito. Un presunto litigio tra De Laurentiis e Sarri dopo la partita col Palermo, avrebbe spinto l’allenatore a un passo dalle dimissioni. Sarebbe stato Reina a portare l’allenatore a più miti consigli. Premesse che si “sposano” con la questione Madrid. Per qualcuno Sarri è vicino all’addio, già alla fine di questa stagione. Può essere mai? Sarri ha firmato lo scorso giugno un contratto importante: quadriennale da circa due milioni di euro. Un accordo che lo blinda in azzurro a lungo. Esistono delle clausole, per così dire, “rescissorie”, che consentono al tecnico e alla società di interrompere il rapporto in modo univoco e automatico. Questo tipo di postille esistono in quasi tutti i contratti, quindi il fatto che De Laurentiis le abbia inserite non è qualcosa da meravigliarsi. Le due clausole, comunque, sono valide soltanto a partire dal 1 luglio 2018. Per adesso, compresa questa stagione e la prossima, Sarri e il Napoli non hanno modo di liberarsi automaticamente. Dal 2018, invece, il club azzurro potrà annullare il contratto pagando una penale di 500mila euro. Anche Sarri può risolvere in modo automatico.

Per lui c’è una vera e propria clausola rescissoria, che dovrebbe ammontare otto milioni di euro. Una clausola simile a quella che aveva Montella con la Fiorentina, ma nel caso di Sarri è decisamente alta. Cifra che teoricamente pagherebbe un eventuale club interessato a prendere Sarri. Tutte ipotesi, però, che nessuno può ipotizzare se e quando si avvereranno. Ammesso che queste clausole esistano davvero, questa estate Sarri sarebbe in un certo senso “bloccato”. Fossero vere queste voci di dissidi, per liberarsi dal Napoli bisognerebbe aprire un tavolo di trattativa molto complicato. Del resto né De Laurentiis Sarri hanno convenienza a salutarsi così presto. Vero che c’è qualche aspetto da chiarire, soprattutto per la gestione della rosa, ma non c’è una distanza tale da far pensare a un addio immediato. Sia per il tecnico che per la società bisognerebbe ricominciare da capo. Un addio anticipato, che a nemmeno un anno dal rinnovo, farebbe solo del male a tutti. Sarri è vincolato anche burocraticamente per un altro anno, ma né lui né De Laurentiis hanno intenzione di rompere. Se qualcosa dovrà accadere, dal 2018 ci sarà la possibilità di salutarsi, ma a suon di milioni.

Il Napoli piomba su Kessié!

Il Napoli piomba su Kessié!

Dal Corriere di Bergamo spunta una notizia in chiave sessione estiva. Il centrocampista dell’Atalanta, Franck Kessié, piace al Napoli. Ma non è una novità. Secondo quanto riportato dal quotidiano il club partenopeo si sarebbe fiondato sul giocatore.

Adesso il patron Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto a sborsare 25 milioni di euro più una contropartita tecnica. 

Il calciatore, secondo le ultime indiscrezioni, non preferirebbe la destinazione romana. Anche i giallorossi lo seguono, ma stando agli ultimi aggiornamenti Kessiè non vedrebbe di buon occhio la squadra di Spalletti nel suo futuro. Mentre Napoli sembra un’opzione più probabile. 

Mainolfi al Pungiglione: “Dan Berci monitorato da due club importanti di Serie A”

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L’intervento di Saby Mainolfi al Pungiglione

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViviRadioWeb, abbiamo ascoltato Saby Mainolfi, responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, con il quale abbiamo analizzato il momento del settore.

Parliamo un po’ di questi risultati del weekend calcistico del settore giovanile. Iniziamo subito a parlare di questa vittoria della Berretti contro la Reggina per 3-1, le tue considerazioni in merito: Abbiamo vinto dopo un inizio difficile in quanto non trovavamo subito una quadratura in campo, tant’è che nel primo tempo non abbiamo giocato al meglio. Poi c’è stata una reazione interessante dei ragazzi tra il primo e secondo tempo ed infatti la squadra si è ripresa. Al di là del risultato, i ragazzi si sono applicati di più agli schemi del mister: un risultato netto, ma l’importante è aver visto il gioco e aver tenuto le distanze su chi insegue. Adesso bisogna trovare la quadratura all’interno dello spogliatoio per concentrarsi di più nell’ottica dei play-off che sono un campionato a parte. Sono scontri diretti che in 180 minuti non puoi sbagliare, azzerando tutto quello che hai fatto durante l’anno. Sono sicuro e spero che mister Panico in questi ultimi scorci di campionato riuscirà a trovare il metodo di giusto applicare in questa competizione,  chiudere in testa sarebbe un risultato eclatante perché se andiamo a guardare il girone ci sono società importanti che hanno un passato importante proveniente da categorie superiori: vedi il Catania o la Reggina che tra gli anni 2005-2010 avevano anche un settore importantissimo in serie A. Meritiamo la vittoria del girone, per dimostrare a noi stessi che il lavoro fatto fin qui è stato positivo.

I ragazzi di questa Berretti sono tutti importanti, adesso anche Bisceglia ha realizzato il primo gol da attaccante, risultando poi l’uomo decisivo di questa partita. Che giocatore è, come lo definiresti? Bisceglia è un ragazzo che fisicamente ha una stazza molto importante: chiusura preventiva e impostazioni di gioco importanti. Ha margini di miglioramento. È un ragazzo importante come del resto lo è tutta la squadra. In rosa abbiamo un nazionale rumeno, Dan Berci, non è da tutti i club di Lega Pro avere un calciatore del suo calibro. Speriamo in questo progetto, il direttore lo sa ed è lui che ha creduto quando abbiamo proposto l’acquisto di questa atleta, insieme al presidente De Lucia sono stati fatti sacrifici economici e logistici per avere un nazionale che da’ lustro alla società Juve Stabia. Il ragazzo dal 27 febbraio al 3 marzo parteciperà al torneo Caput Mundi a Roma che ha 15 anni di storia ed è organizzato dal Comitato Regionale del Lazio e vede la partecipazione di Nazionale Under 17 di tante nazionali: Inghilterra, Grecia, Albania e regione Lazio. Una vetrina importante, ci saranno molti operatori di calcio che attualmente stanno osservando il nostro calciatore. Ci tengo a dirlo perché si tratta di un calciatore importante, ci saranno 8 club di Serie A e Serie B a seguirlo in questo torneo. Probabilmente riceverò un richiamo dal direttore in quanto non dovrei dire queste cose, ma so che è stato contattato telefonicamente da due club importanti di Serie A e quasi sicuramente andrà anche al Viareggio. È stata un’operazione importante, di un livello superiore per una Berretti, proprio per dare importanza al nostro progetto settore giovanile. Noi cerchiamo di concorrere nei limiti del possibile con società importanti.

Scendendo poi di categoria, parlando dell’ under 17, in quel di Caserta è mancato solo il gol: Ero presente anche io a guardare la partita e parlandone con il direttore Turi siamo arrivati alla conclusione che se al 18′ del primo tempo vincevamo 3 a 0 non avevamo rubato niente, però nel calcio ci sono risvolti improvvisi. I derby sono sentiti molto a livello psicologico e quindi si azzerano i valori in campo. Il campo di Santa Maria a Vico, dove noi ci allenavamo con l’attività di base, so che è un campo ventilato e stranamente il pallone cambia direzione. Nel primo tempo Del Prete ha avuto due occasioni limpide, sono giornate laddove magari alla fine puoi perdere la gara per un calcio d’angolo contro. Va bene così comunque i ragazzi vengono da 7 risultati utili consecutivi, 6 vittorie e un pareggio. Adesso testa allo scontro al vertice contro il Fondi, siamo fiduciosi nel lavoro dei ragazzi e del mister, perché con le dovute intenzioni, siamo sicuri che ce la faremo almeno per il terzo posto per posizionarci al meglio in ottica play-off. Il direttore l’ha sempre detto, questo è un gruppo importante che negli anni addietro ha ottenuto risultati di livello, speriamo di essere una delle poche società di Lega Pro a portare tutte e tre le formazioni ai play-off.

Per quanto riguarda gli Under 15 arriva questa sconfitta che fa davvero male. I ragazzi erano carichi per questa gara, nonostante la Casertana abbia chiuso in nove uomini, nell’ultimo quarto d’ora la Juve Stabia non è riesciuta a creare pericoli agli avversari: Per quanto mi è stato riferito, so che i ragazzi hanno avuto difficoltà a giocare: questa è una squadra che fa un continuo ricercare del gioco, un continuo cercare il compagno con passaggi per poi affondare in verticale negli ultimi metri. Purtroppo le condizioni climatiche non ci hanno agevolato e probabilmente anche in 9 contro 11 non sono riusciti a calarsi nel match. È stato un incidente di percorso che purtroppo nell’arco di un campionato può capitare. Poco importa se non siamo riusciti ad allungare. Domenica si giocherà contro il Fondi, i ragazzi dovranno reagire e metterci il massimo per riscattarsi subito.

Invece continuando con i Giovanissimi Regionali, i ragazzi vincono in casa per 1-0 contro l’Afragola, decide Abissinia: Ero presente alla partita dei 2003. Hanno giocato un ottimo primo tempo creando tantissime palle gol, ma anche nel secondo tempo abbiamo creato. Poi alla lunga si è visto un po’ la supremazia fisica dei nostri avversari. Con l’importanza del gioco vista in campo nei primi 45 minuti, siamo riusciti anche a conquistare i tre punti. L’anno scorso con gli attuali Under 15 perdemmo 12 partite in campionato, adesso speriamo nella crescita, vorrà dire che saremo primi anche l’anno venturo.

Incute sempre un po’ di paura parlare del prossimo anno: La paura fa parte del nostro lavoro, non si sa mai se ci sarà un rinnovo e se i progetti andranno avanti, però sarebbe assurdo non lavorare in proiezione del prossimo anno. Come responsabile dell’Attività di Base, il direttore lo sa che sono pronti già i 2004, i 2005 e i 2003 per il prossimo anno. Lavoriamo nell’ottica futura in modo che il progetto vada avanti. Poi è normale che ci sono tante valutazioni. Speriamo che la prima squadra possa farci il regalo di raggiungere la cadetteria e di continuare con tranquillità. I progetti di settore sono molto legati anche ai risultati del club, della rispettiva società/proprietà. Ci tengo a dire che l’impegno mio, dello staff tecnico e del direttore è di aver posto le basi oggi per il continuo, poi dopo tutto può succedere.

Continuando sempre nel settore giovanile, fa notizia l’1-1 tra l’Airola e la Juve Stabia, in quanto gli Allievi Regionali hanno quasi sempre vinto con risultati importanti: Gli Allievi Regionali hanno giocato ad Airola in provincia di Benevento e vi dico che il campo, composto da terra battuta nera, era impraticabile o al limite per la pioggia. In praatica un acquitrinio nel cemento. Per come sono abituati a giocare i ragazzi al Menti, si può dire che già è stato un bene aver giocato per 80 minuti su un campo del genere e aver pareggiato. Il mister era contento per la risposta della squadra, capace anche di colpire un paio di pali e traverse. Tanta sfortuna, da segnalare il 21esimo gol di bomber Pistola, un ragazzo proveniente dall’Attività di Base, allenato da Vincenzo Moretti, quest’anno finalmente è cresciuto e sta facendo la differenza.

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Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile: segui due dirette radio su ViViRadioWeb!

Juve Stabia, il programma gare del fine settimana del settore giovanile: segui due dirette radio su ViViRadioWeb!

Questo il programma gare del fine settimana:

Berretti: Messina – Juve Stabia sabato 25/2 ore 14.30 stadio Celeste di Messina

Under 17: Juve Stabia – U. Fondi domenica 26/2 ore 15 Menti (diretta su ViviRadioWeb dalle ore 14:45)

Under 15: Juve Stabia – U. Fondi domenica 26/2 ore 12.30 Menti (diretta su ViviRadioWeb dalle ore 12:15)

Under 16: Juve Stabia – Scuola Calcio SPES domenica 26/2 ore 12 comunale di Casola

Giov.regionali: Progetto Europa Cesa- Juve Stabia domenica 26/2 ore 10.30 comunale di CEsa

Giov.regionali B: Juve Stabia – Millenium calcio Salerno domenica 26/2 ore 9.30 stadio Menti

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Dopo Vibo Valentia Mister Fontana tira un sospiro di sollievo

La partita tra la Vibonese, allenata da Sasa Campilongo, e la Juve Stabia, allenata da Gaetano Fontana, ha visto le Vespe conquistare la prima vittoria di questo 2017.

Gara di sofferenza ma anche per questo la vittoria ha avuto un sapore diverso.

La direzione arbitrale ha scontentato tutti, ovviamente più la Vibonese che ha perso sul campo. Le decisioni arbitrali sono state assurde con ben 7 ammoniti e due espulsi nelle fila gialloblè e 5 ammoniti e un espulso nelle fila rossoblu.

Se per Paponi della Juve Stabia il giudice sportivo ha comminato la giusta sanzione della squalifica per una gara, a farne le spese è stato Saraniti della Vibonese che ha ricevuto ben tre giornate di squalifica. Nulla da segnalare per il comportamento antisportivo di Moi e Manzo che hanno pulito i propri scarpini sul viso del malcapitato Mastalli e che non sono stati refertati dall’arbitro.

Si temeva il peggio anche per Mister Fontana che “clamorosamente” era stato espulso al 13 del primo tempo, il giudice sportivo invece lo sanziona con una semplice ammonizione.

Salvi e Atanasov, dopo l’ammonizione ricevuta, vengono diffidati e dovranno fare attenzione dalla gara con la Reggina che precede quella con il Foggia.

A cura di Andrea Alfano

 

”Società Fusa” un libro di Tonia Bardellino e Alessandro Meluzzi | Runa Editrice (Antonella Paparelli)

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Il nostro prossimo appuntamento con l’invito alla lettura,  dell’autrice Tonia Bardellino e di Alessandro Meluzzi, è organizzato presso la GIT Libreria Mondadori per mercoledì 1° Marzo alle ore 18 (Via del Pellegrino 94 Roma) per la presentazione del libro: ”Società fusa” di Tonia Bardellino e Alessandro Meluzzi – Anomia, tra conflitti e solitudine: la strage è servita.

Partendo dalle teorie di Bauman e Durkheim, il libro propone una sorta di diagnosi sulla condizione sociale attuale, che si fonda su un senso generalizzato di disagio esistenziale, di “anomia” e di insecurity, generando nei singoli individui e nella collettività paure e insicurezze, devianza e criminalità.

Il testo non ha la pretesa di avere una completezza scientifica, ma solo lo scopo di richiamare e analizzare alcune delle principali disfunzioni dell’epoca nella quale viviamo e delle relazioni umane, tentando di spiegare perché e come nasce il comportamento criminale con l’analisi di tre tipologie di crimini e violenza: di genere, tra adolescenti e tra madre e figlio.

Tenterà, inoltre, di fornire una lettura, da un’ottica prevalentemente sociologica, del fenomeno dello “school shooter”, analizzando le differenze tra i casi statunitensi e l’episodio del 2012 accaduto a Brindisi, nel quale fu coinvolta, quale bersaglio indifeso, una scuola femminile.

L’attenzione sarà poi rivolta all’età adolescenziale, poiché la matassa va sbrogliata sin dall’infanzia.

Un auspicio, infine, affinché ognuno ritrovi la verità del proprio essere e faccia suo il fortissimamente volli di Alfieri, esorcizzando una società nichilista dove ogni individuo rischierebbe una leucemia dell’anima.

Tonia Bardellino è una sociologa, criminologa e assistente sociale. Dopo aver conseguito la laurea in Sociologia, all’Università degli Studi di Napoli, Federico II, presta attività di volontariato all’interno del Comando militare americano, Nato di Napoli, poiché interessata ad avvicinarsi a un contesto multiculturale e a migliorare la lingua inglese. Nel 2007 insegna italiano nella scuola internazionale “Montessori’’ e nel 2008 riveste il ruolo di “Social Worker”, collaborando al coordinamento e ai programmi antiviolenza dell’“US Navy”. Attualmente svolge attività di docenza, come esperta, circa l’insegnamento di Sociologia Clinica e Sociologia della Devianza e Criminalità all’Università degli Studi di Roma, La Sapienza. Dal 2014 le è stato conferito l’incarico di collaboratore esterno per l’insegnamento e le attività formative, nell’ambito del Master in Mediazione Sociale e Penale, dell’Università degli Studi di Roma, La Sapienza. Collabora inoltre alle attività di sostegno in campo sociale e pedagogico presso l’A.SPP.e.C.. (Associazione Sociopsicopedagogica e Criminologica) che persegue l’obiettivo di sostenere le persone in situazioni di disagio e di sperimentare e promuovere attività di ricerca diversificate per contrastare fragilità sociali di varia natura.

Alessandro Meluzzi è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Psichiatria. Psichiatra, psicologo clinico e psicoterapeuta, direttore scientifico della Scuola superiore di Umanizzazione della medicina, è autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche e di dieci monografie di psicologia, psicoterapia, psichiatria e antropologia filosofica. Spesso è ospite e opinionista in diversi programmi televisivi.

 

Giovanni Orsina analizza i problemi del Pd

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Nel suo commento Giovanni Orsina analizza i problemi del Pd nel quadro della “crisi d’identità che colpisce la sinistra in pressoché tutte le democrazie occidentali”.

La crisi della sinistra nel mondo che si trasforma

C’è sicuramente molto di contingente e, per così dire, «politicante» nel conflitto che sta dilaniando in questi giorni il Partito democratico. Quel conflitto tuttavia, se proviamo a sollevare un po’ lo sguardo dal pollaio domestico, possiamo interpretarlo pure come la conseguenza d’una crisi d’identità che colpisce la sinistra in pressoché tutte le democrazie occidentali.

Chi proclama la morte della categorie politiche di destra e sinistra, dichiarandole superate dal conflitto fra «globalizzatori» e «sovranisti», sbaglia. Destra e sinistra contano ancora. La frattura fra globalizzatori e sovranisti però pesa: s’intreccia con la divisione fra destra e sinistra, spacca sia questa sia quella, e costringe le forze politiche tradizionali a un travaglio di ridefinizione e riallineamento.

In breve: stiamo attraversando una tempesta storico-politica di prima grandezza. Anche se, naturalmente, non possiamo sapere quanto durerà, ed è ancora possibile (benché improbabile) che il calmarsi delle acque ci porti in un mare poi non troppo dissimile da quello cui siamo abituati. Parte di questa tempesta ha a che vedere con l’assalto al patrimonio di valori progressisti che viene in genere definito «politicamente corretto»: diritti individuali, cosmopolitismo, multiculturalismo. L’espressione «politicamente corretto», naturalmente, è polemica. Però mostra pure fino a che punto quei valori abbiano saputo egemonizzare lo spazio pubblico: se le sinistre ne hanno fatto una ragione di vita, anche le destre tradizionali sono state in buona sostanza costrette ad accettarli.

La sfida al politicamente corretto, e quindi la crisi della sinistra occidentale, ha a che fare con due ordini di fenomeni. Innanzitutto la rottura del rapporto fra valori e base sociale che caratterizzava la vecchia sinistra novecentesca: ammesso pure che abbia un universo sociale di riferimento, il politicamente corretto lo trova ai piani alti della società ben più che a quelli bassi. La storia non è nuova, sono almeno tre decenni che vediamo crescere lo iato fra sinistra e «popolo». Negli ultimi tempi però, con la crisi economica, la separazione s’è fatta clamorosa.

Il secondo fenomeno è la fragilità intrinseca del politicamente corretto. Multiculturale e cosmopolita, il pensiero progressista valorizza tutte le identità tranne la propria, quella occidentale. Ma è proprio dall’identità occidentale che scaturiscono, e ad essa sono ancorati, il cosmopolitismo e il multiculturalismo. Il politicamente corretto indebolisce così le proprie stesse radici, rivelando una certa somiglianza col cavaliere inesistente di Italo Calvino: deve la propria sostanza a un atto di volontà politica, ed è destinato a dissolversi se quella volontà viene a mancare. Ora, è proprio quella volontà che la depressione economica e il divorzio fra valori e popolo stanno facendo vacillare.

Gli effetti della crisi del politicamente corretto sono visibili su più livelli. La degenerazione del dibattito pubblico che è di moda definire «post-verità», ad esempio, è una conseguenza anche del dissolversi del quadro di valori che quel dibattito, bene o male, aveva fino ad ora rispettato. È evidente, a ogni modo, che le sinistre quella crisi non hanno ancora capito come affrontarla. Per un verso continuano a gridare con un tono sempre più isterico che il cavaliere inesistente esiste, nella speranza che, a forza di gridare, si rimetta in piedi. Basti pensare ad esempio a come viene affrontato Trump. Ma, per tornare a casa nostra, questa sembrerebbe pure la via di Renzi, apparentemente convinto che sia possibile far accadere le cose dichiarandole, e che la tempesta storica dentro cui ci troviamo possa passare in fretta e lasciare tracce lievi.

Per un altro verso – che è quello della minoranza Pd – le sinistre sognano invece di ricreare l’accoppiata novecentesca fra valori e popolo. È il programma di Martin Schulz, il leader dell’Spd che sta scalando i sondaggi in Germania proprio grazie a una proposta socialdemocratica di stampo tradizionale. Il problema, però, è che un programma novecentesco richiede risorse novecentesche. La Germania le ha. Ma l’Italia no.

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vivicentro/Giovanni Orsina analizza i problemi del Pd
lastampa/La crisi della sinistra nel mondo che si trasforma GIOVANNI ORSINA

Matteo Orfini, intervistato, detta l’agenda a Gentiloni

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In un’intervista con Francesca Schianchi, Matteo Orfini detta l’agenda a Gentiloni: “Basta privatizzazioni, subito la commissione d’inchiesta sulle banche e una legge per correggere voucher e ius soli”. Nel suo commento Giovanni Orsina analizza i problemi del Pd nel quadro della “crisi d’identità che colpisce la sinistra in pressoché tutte le democrazie occidentali”.

Orfini avvisa il governo: “Fiducia sullo ius soli e basta privatizzazioni”

Il “reggente” Pd: rimettere mano alle leggi sul lavoro

ROMA – «Ora ci sono priorità che il governo deve portare avanti». Avviato l’iter congressuale con la Direzione di ieri, incassata con sollievo la decisione di Emiliano di restare nel Pd, Matteo Orfini, presidente del partito e da domenica, con le dimissioni di Renzi, anche reggente, guarda avanti e fissa un’agenda di governo per i prossimi mesi: stop alle privatizzazioni, legge per «correggere» i voucher e ius soli, da approvare anche con la fiducia. E poi, l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche.

Presidente Orfini, andiamo con ordine: soddisfatto della scelta di Emiliano?  

«Certo, credo che abbiamo fatto un lavoro positivo. E spero non sia finita qui: mi auguro ancora di riportare sui propri passi anche Rossi e Speranza».

Pensa sia ancora possibile?  

«Siamo in uno stato abbastanza avanzato, ma finché non c’è stato un annuncio ufficiale è mio dovere tentare: considero la non partecipazione al congresso come qualcosa di diverso da un abbandono».

Non sarebbe stato meglio se al lavoro per scongiurare l’uscita di Rossi e Speranza ci fosse stato anche Renzi ieri, volato invece in America?  

«No, Renzi ha fatto un gesto rispettoso. Il segretario si è dimesso e ricandidato: non può essere lui a fare la mediazione. Lasciarlo fare alla Direzione e agli organismi del partito è il modo migliore per garantire che nulla venga strumentalizzato: chi ha paura del partito di Renzi non può evocarlo quando lui si dimette».

Se la scissione dei bersaniani sarà confermata, il governo sarà più debole?

«Registro un fatto oggettivo: si pensa di uscire dal Pd per fare un’altra cosa con pezzi di sinistra che oggi sono all’opposizione del governo. Chi attende fuori dal Pd chiederà, come ha già fatto Nicola Fratoianni neo segretario di Si, che il discrimine sia il governo Gentiloni. Mi pare ovvio che una scissione rischierebbe di produrre un sostegno al governo più fragile».

Lei pensa ancora al voto a giugno?

«La mia posizione la espressi pubblicamente a suo tempo. Oggi è stata fatta una scelta diversa e non posso che tenerne conto».

Ma cosa vi costava garantire il sostegno a Gentiloni fino al 2018?  

«Lo stiamo sostenendo quotidianamente. Abbiamo detto più volte che il nostro obiettivo è fare quello che serve al Paese, poi la data delle elezioni è nelle mani del presidente della Repubblica e del Parlamento. Ma mentre parte il congresso, non possiamo immaginare che il Pd si occupi unicamente di partito lasciando solo il governo».

Cosa intende dire?  

«Il Pd si deve spendere in prima persona su alcune cose che dobbiamo fare».

Quali?

«Prima di tutto, dobbiamo fare una discussione seria sull’economia. Purtroppo siamo tutti più vecchi e gli anni ’90 sono finiti: riproporre oggi come soluzione a un debito pubblico di oltre 2000 miliardi le privatizzazioni è sbagliato. Abbiamo piuttosto bisogno di rilanciare la funzione delle grandi imprese pubbliche e di capire come usare meglio in questo senso anche Cassa depositi e prestiti. Su questo dobbiamo discutere prima di procedere».

Secondo impegno?  

«È una preoccupazione giusta quella del ministro Poletti di rimettere mano alle norme oggetto dei referendum della Cgil. Così come, visto che rivendichiamo di aver restituito un Paese con più diritti, dobbiamo fare un passo avanti in quel campo».

A cosa pensa?  

«Lo ius soli è incomprensibilmente bloccato al Senato: un governo forte e autorevole come il nostro, di fronte a italiani lasciati senza diritti, può pensare ad aiutare l’approvazione con la fiducia».

Finite le priorità?  

«Poi ci sono le cose che spettano al Parlamento: dobbiamo mantenere l’impegno a insediare una commissione d’inchiesta sulle banche».

Insomma Orfini, parla veramente come un segretario…  

«Ho perfettamente chiari i limiti del mio ruolo, so che siamo in una fase di transizione, ma credo che il partito non possa restare senza un punto di vista. Dobbiamo passare dalla convegnistica ai fatti e dalle mozioni alle leggi».

Dica la verità, sono i paletti che mette al governo per avere garantito il sostegno del Pd?  

«Sono provvedimenti che renderanno ancora più forte il nostro governo».

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vivicentro/Matteo Orfini, intervistato, detta l’agenda a Gentiloni
lastampa/Orfini avvisa il governo: “Fiducia sullo ius soli e basta privatizzazioni” FRANCESCA SCHIANCHI

Castellammare di Stabia piange la scomparsa del professore D’Angelo

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La città di Castellammare piange per la perdita del Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano Giuseppe D’Angelo, per tutti Pippo, autore di decine di libri sulla storia di Castellammare di Stabia, Soprintendente onorario dell’Archivio storico stabiese

Castellammare di Stabia. Il Professore Pippo D’Angelo è stato assessore esterno alla Trasparenza e al Bilancio del Comune di Castellammare di Stabia dal 29 gennaio del 1993 al febbraio del 1994. Iscritto all’Albo degli Avvocati del Tribunale di Torre Annunziata, con Decreto del Ministro della Giustizia del 12 luglio 2001, ha perseguito è applicato le leggi e la giustizia, nominato Giudice di Pace. Tuttavia va ricordato che il suo maggior contributo è quello che ha dato alla tutela del patrimonio storico e culturale locale. Ha infatti il merito di aver costituito e poi avviato il riordino dell’Archivio Storico «Catello Salvati» del Comune di Castellammare di Stabia di cui è stato Soprintendente Archivistico Onorario dal 1979.

Malato da tempo è andato via in silenzio, tra i suoi libri e circondato dall’affetto dei familiari. Le esequie si svolgeranno nella Concattedrale di Castellammare-Sorrento, domani, alle ore 15,30, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della cultura e del SOM Costantiniano di San Giorgio. Alla moglie Michela e alle sue due amate figlie e ai tre nipotini Emanuela, Alessandro e Bruno, vanno le più sentite e commosse condoglianze della redazione tutta del quotidiano ROMA-Giornale di Napoli, per la perdita del Cavaliere del Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, professor Pippo D’Angelo.

L’amministrazione Pannullo così lo commemora in un suo comunicato:

La scomparsa del professore Pippo D’Angelo lascia un vuoto incolmabile. Persona conosciuta e stimata si è sempre identificata nella storia stessa della nostra città. Lo sconfinato amore che lui nutriva per Castellammare di Stabia è stata la costante della sua vita che l’ha contrassegnata sia con la sua professione che come studioso: non a caso era stato nominato soprintendente onorario dell’archivio storico della città.

Castellammare di Stabia perde un punto di riferimento culturale, a cui questa Amministrazione si era rivolta. “Soltanto un mese fa insieme al Vicesindaco Andrea Di Martino avevamo fatto visita al professore parlando dell’apertura del museo civico che era uno dei suoi sogni ed un obiettivo per la città. Al professore Pippo D’Angelo dedicheremo una sezione del nascente museo civico a testimonianza concreta del suo impegno per la cultura, per la tutela della tradizione e per le generazioni future” – afferma il sindaco Antonio Pannullo.

Ai familiari vanno anche le condoglianze di tutta la redazione stabiese di vivicentro.it

Emiliano sfida Renzi e ora il PD detta le sue condizioni al governo (VIDEO)

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Dopo giorni di incertezza, Michele Emiliano scioglie le riserve, rimane nel Pd e sfida Renzi per il congresso. Adesso resta da capire quale sarà il futuro del governo. In un’intervista con Francesca Schianchi, Matteo Orfini detta l’agenda a Gentiloni: “Basta privatizzazioni, subito la commissione d’inchiesta sulle banche e una legge per correggere voucher e ius soli”. Nel suo commento Giovanni Orsina analizza i problemi del Pd nel quadro della “crisi d’identità che colpisce la sinistra in pressoché tutte le democrazie occidentali”.

Emiliano resta e sfida Renzi. Bersani: io non parteciperò

L’ex ministro: «Non rinnovo la tessera». Con lui fuori 35 parlamentari. D’Alema attacca in tv: l’ex segretario prenda atto del suo fallimento

ROMA – È la Direzione delle sorprese. Ma non dovevano andare via in tre, Speranza Rossi ed Emiliano? E invece eccoti il Governatore della Puglia che ci ripensa, si presenta al Nazareno, interviene, sferza Renzi e alla fine annuncia: «Mi candido alle primarie».
 Finalmente un punto fermo. Già al mattino, Renzi, che è volato negli Stati Uniti per distaccarsi plasticamente dalle convulsioni di questi giorni, parla degli altri al passato: «È bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino». Con una stoccata micidiale: «Se è vero che la parola scissione è una delle più brutte del vocabolario politico, ancora più brutta è la parola ricatto».

Dopo il colpo di scena di Emiliano, arriva a stretto giro anche la gelida reazione degli scissionisti. «Prendiamo atto – dice Roberto Speranza – della scelta assunta da Emiliano di candidarsi nel PdR, il Partito di Renzi».

Loro invece non si fermano. Ed è giunto il momento in cui i big ci mettano la faccia. Massimo D’Alema va in tv da Bianca Berlinguer e scandisce: «A un certo punto diventa necessario che torni a farsi sentire la voce di una forza di sinistra». Anche Pier Luigi Bersani va in televisione: «È certamente un passaggio non semplice, ma anche quando hai dei dubbi, quando non sai cosa fare, fai quel che devi». Ed è una citazione nobile, tratta da Enrico Berlinguer, che parla al popolo di sinistra.

Il messaggio dunque è questo: non siamo noi ad avere fatto lo strappo, semmai è stato Renzi. Dice D’Alema: «Appartiene a un centrosinistra che in un Paese dove ci sono 5 milioni di poveri, si tolgano le tasse ai ricchi?». E Bersani, annunciando che non rinnoverà la tessera: «Io sono rimasto sinistra di governo. È lui che si è molto spostato…».

Solito D’Alema. Si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Quando dissi che la legge elettorale era incostituzionale, mi dissero che ero un rompiscatole e un gufo». «Renzi ha cercato di rottamare non tanto le persone, quanto i valori della sinistra, questo era il suo vero obiettivo. E a un certo punto bisognava reagire». «Non dirigerò questo partito che non dovrà essere di Bersani o di D’Alema. Immagino che verrà scelto un segretario con le primarie». E quando gli si cita Emiliano, la smorfia parla più di ogni parola.

La giravolta del governatore della Puglia, che ieri mattina si è persino negato al telefono, brucia moltissimo agli ex compagni di strada. «Per me – scandisce Enrico Rossi – non sarebbe un comportamento normale, ma ognuno ha i suoi modi di comportarsi…».

A sera, è abbastanza chiaro il perimetro della scissione: con Bersani se ne andrebbero 15 senatori e 20 deputati. Con una dozzina di transfughi da Sel, giovedì nasceranno i nuovi gruppi parlamentari e a marzo si terrà il primo evento politico del nuovo movimento, di cui non c’è un nome ma potrebbe essere «Uguaglianza e libertà». Bersani intanto annuncia le prime battaglie. Il nuovo gruppo garantirà sostegno al governo ma si farà sentire sui decreti attuativi della scuola.

E se Andrea Orlando ancora non scioglie formalmente la riserva, ma costruisce un pezzo alla volta la sua candidatura (ieri con il lancio del blog «Lo Stato presente» ha chiuso anche lui la fase degli appelli: «Gli addii addolorano, poi bisogna andare avanti e parlare al Paese»), Emiliano per un giorno si prende imperiosamente la scena: «Renzi – dice – si è inventato un congresso con rito abbreviato. Ci hanno impedito di svolgere bene la conferenza programmatica. Non vuole concedere agli avversari le feste dell’Unità come luogo di dibattito… Di fronte a tanta avarizia, c’è stata tanta voglia di andare via come le migliaia di iscritti che se ne sono andati. Ma noi siamo qui».

Eccellenza-Real Forio: squalifica Castagna,la società annuncia il ricorso contro le 4 giornate

Il Real Forio, in merito al provvedimento del Giudice Sportivo che ha portato alla squalifica dell’attaccante Luigi Castagna per ben quattro giornate, comunica di aver presentato ricorso. Consapevole di trovarsi davanti ad un ricorso dall’esito per nulla scontato a causa della recidiva, la società punta ad avere un riduzione a due giornate come previsto dall’art.19 cgs comma 4 lettera a, o quantomeno a tre giornate. Pur condannando il gesto di Castagna  – che si è visto applicare già la sanzione prevista dal regolamento interno – si ritiene eccessivo il provvedimento da lui subìto in tale occasione.

Omicidio Varani. Trent’anni di reclusione per Manuel Foffo e rinvio a giudizio per Marco Prato.

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Per conoscere il destino dell’altro imputato nell’omicidio Varani, Marco Prato, bisognerà aspettare. Il suo legale ha infatti scelto il rito ordinario

Omicidio Varani, trent’anni per Foffo ma cadono premeditazione e futili motivi

ROMA – Trent’anni di reclusione per Manuel Foffo (pena massima prevista per l’abbreviato) e rinvio a giudizio per Marco Prato. E’ arrivata, a distanza di quasi un anno, la sentenza del gup Nicola Di Grazia nei confronti di uno dei due assassini del giovane di 23 anni Luca Varani brutalmente ucciso il 4 marzo scorso al termine di un festino a base di sesso, alcol e cocaina. Per conoscere il destino dell’altro imputato, Marco Prato, bisognerà aspettare. Il suo legale ha infatti scelto il rito ordinario.

Foffo e Prato sono in carcere, difesi rispettivamente dagli avvocati Michele Andreano e Pasquale Bartolo, accusati di omicidio cadono le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. I due assassini, 30 anni entrambi, hanno invitato Luca nel lussuoso appartamento di Manuel Foffo nel quartiere Collatino e dopo averlo spogliato, con l’obbiettivo di avere un rapporto sessuale, lo hanno costretto a bere l’Alcover, un farmaco che a quelle dosi avrebbe stordito anche un cavallo.

Subito dopo è iniziato il lunghissimo martirio del giovane Luca. Foffo e Prato hanno prima provato a soffocare Varani con una corda di nylon e immediatamente dopo lo hanno colpito per ben 107 volte tra pugnalate e martellate. Le prime servivano per infierire dolore alla vittima, le seconde per uccidere.

Le immagini del corpo di Luca fanno rabbrividire. Il cranio scalfito dai colpi, la bocca lacerata e il corpo bucato dalle pugnalate. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Roma e coordinate dal pm Francesco Scavo.

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vivicentro/Omicidio Varani. Trent’anni di reclusione per Manuel Foffo e rinvio a giudizio per Marco Prato.
lastampa/Omicidio Varani, trent’anni per Foffo ma cadono premeditazione e futili motivi EDOARDO IZZO

Pd, Michele Emiliano resta e sfiderà Renzi al congresso. Nel pomeriggio la Direzione

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Rossi e Speranza disertano e Renzi vola negli USA. Cuperlo: Matteo fa un altro grave errore a non andare

Michele Emiliano ha deciso: resta nel Pd, il governatore pugliese parteciperà oggi alla direzione sulle regole al Nazareno e sfiderà Matteo Renzi al congresso. La scelta è arrivata a metà di una giornata trascorsa tra una lunga riunione al Mise sull’Ilva e “continui” contatti con Rossi e Speranza. Ogni ragionamento “condiviso”, spiegano i suoi: con “la volontà” di andare avanti insieme.

La probabile scissione  

La Direzione nazionale del Partito Democratico si riunirà alle 15 a Roma, nella sede nazionale di via S. Andrea delle Fratte. Potrebbe rappresentare il momento della formale scissione: all’ordine del giorno c’è infatti l’elezione della commissione nazionale per il Congresso. Se, come sembra, un pezzo della minoranza non si presenterà, sarà di fatto scissione.

Renzi negli Usa  

Gianni Cuperlo, che non fa parte degli scissionisti, lo aveva anticipato: «Sarebbe un altro errore» da parte di Renzi non partecipare alla direzione oggi, «dopo quello di domenica quando il segretario non ha sentito il dovere di alzarsi e replicare». L’ex premier infatti è partito alla volta degli Usa: «Mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione» ha annunciato sull’e-news. «Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d’ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino».

Speranza e Rossi non partecipano

Roberto Speranza, e con lui la componente bersaniana dei dem, e il governatore della Toscana Enrico Rossi non parteciperanno alla riunione della direzione, rinunciando – di fatto – ad avere un uomo di fiducia all’interno della commissione di garanzia per il congresso, organismo che mira a tutelare le ragioni di tutti i candidati alla segreteria. “In questo momento, da parte mia, non ci sono le condizioni per stare nel congresso”, confessa Speranza, mentre Rossi ammette si sentirsi già “fuori dal Pd”.

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lastampa/Emiliano resta nel Pd e sfiderà Renzi, che vola negli Usa. Nel pomeriggio la Direzione

ESCLUSIVA – Danilo Rufini: “La Juve Stabia ha pagato un calo fisiologico. Cutolo e Paponi saranno decisivi”

Danilo Rufini è intervenuto al Pungiglione Stabiese.

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione, abbiamo avuto come nostro ospite telefonico l’ex calciatore della Juve Stabia Danilo Rufini, per discutere con lui di questo momento del campionato di Lega Pro. Ecco alcuni frammenti della lunga intervista concessaci:

Danilo abbiamo avuto il piacere di incontrare, a Vibo Valemtia, Renato Mancini un bel ricordo anche per lui:

Fa sempre piacere sentir parlare di Renato. I ricordi miei sono anche i suoi perché abbiamo vinto tanto, anche in altri posti, però come ho sempre detto con lui, penso che i due anni vissuti a Castellammare sono stati indimenticabili per entrambi.

Vogliamo svelarti una “chicca”, Renato è stato con noi a fine primo tempo, e vedendo la Juve Stabia in campo ha espressamente detto che avrebbe poi vinto con un gol di scarto. È stato profetico?

Diciamo che ha avuto fortuna, sabato lo chiamo per farmi dare il risultato della mia squadra (ride n.d.a.), ovviamente accetto solo un suo risultato positivo.

Danilo guardando un po’ il campionato di Lega Pro, vediamo che le pugliesi comandano la classifica. Secondo te davvero il duo Lecce/Foggia se la contenderanno fino alla fine, oppure reputi favorito il Lecce che in questo momento ha 7 punti di vantaggio sulla Juve Stabia e altri punti di vantaggio su Matera e lo stesso Foggia, o pensi che magari possa perdersi nei momenti topici di questo campionato come fatto anche in passato?

Penso che il campionato sia ancora apertissimo, l’ho detto in una mia precedente intervista che in questo campionato sembra che si faccia a gara a chi non lo vuole vincere. Vedi la Juve Stabia che ha avuto le sue chance e non le ha sapute sfruttare, idem il Lecce o lo stesso Foggia che è andata a perdere a Taranto nel momento in cui poteva allungare. Insomma un susseguirsi di risultati che stanno rendendo incerto questo campionato, del resto ogni anno il campionato di Lega Pro e avvincente e fino alla fine non si può fare un pronostico preciso. Quindi penso che 7 punti non sono tanti, non sono tanti proprio perché in un campionato strano ci si può aspettare di tutto. Sono convinto che ci sarà ancora da lottare, da sudare e quindi le inseguitrici avranno modo, mi auguro in questo caso la Juve Stabia, di poter recuperare terreno su tutte e poter ambire ancora ad insediare il primo posto. Per me non è un campionato chiuso.

Per quanto riguarda questo momento particolare in casa Juve Stabia, noi addetti ai lavori non siamo riusciti a darci delle spiegazioni sulle cause che possano determinare questi problemi. Le vespe a gennaio sebbene abbiano acquistato calciatori importanti riuscendo a puntellare anche un ruolo, quello del terzino sinistro che in precedenza aveva creato problemi, sono stranamente spente.

Secondo te è più un problema di amalgama, oppure perché si è pensato ad un cosiddetto “richiamo di preparazione” che ora sta creando pesantezza nelle gambe  per poi risultare più brillanti verso la fine della stagione?

La situazione è apparsa paradossale in quanto la società ha puntato a rinforzare la squadra e poi invece ha ottenuto un risultato opposto. La squadra andava bene e poi ha iniziato a collezionare risultati negativi. Non ho avuto modo di vedere la Juve Stabia all’opera e quindi non posso dare un giudizio in termini di prestazioni, spesso però capita che non si ottengono i risultati, anche se poi c’è stata la prestazione che di conseguenza ti fa bene sperare per il futuro. Non mi posso esprimere in quanto non ho seguito le prestazioni della Juve Stabia e ho visto invece solo i risultati. L’amalgama? Dipende perché in questo caso la società non ha cambiato 5/6 calciatori di base, ma semplicemente ha inserito un paio di elementi in una formazione già forte. Per quanto riguarda l’inserimento di Cutolo, non credo che ci sia bisogno di amalgama in quanto le caratteristiche del calciatore sono adatte a giocare nell’uno contro uno per creare quella superiorità numerica e una sorpresa negli avversari. Secondo me dipende più da un calo mentale o fisiologico, che in effetti ci può stare dopo aver disputato tante ottime prestazioni. La vittoria di Vibo secondo me è di buon auspicio anche perché da come ho potuto leggere è avvenuta in sofferenza, e ciò dimostra che la squadra è viva, ha carattere, e soprattutto ha voglia di riprendersi. Sono convinto che con il pieno inserimento dei nuovi acquisti, ritornerà ad ottenere una lunga serie di risultati positivi.

Parlando di moduli, tu che attualmente alleni il Milazzo capolista in serie D, secondo te sono solo numeri, oppure un allenatore che si vincola ad un modulo lo fa perché la squadra si deve abituare a giocare in un determinato modo esponendosi però allo studio degli avversari.

In sostanza avere un solo modulo secondo te è un pregio o un difetto?

Ognuno ha la sua mentalità, il suo modo di allenare. Personalmente parto da un modulo base attuando delle varianti. Paragono il gioco del calcio al gioco del poker o del tresette, non posso giocare solo con le mie carte. Quindi devo rispettare anche le partite di volta in volta guardando le caratteristiche e moduli degli avversari che vado da affrontare, non vuol dire andare ad adattarsi agli avversari, studiare i loro punti di forza per poi andare a colpire nei punti deboli dell’avversario. A volte l’applicazione di determinati moduli non sono idonei se non hai le caratteristiche per andare ad affrontare quella squadra con quel tipo di modulo. Molto sta anche nella mentalità, alla fine i moduli sono solo dei numeri che esprimano il tipo di gioco che vuoi imporre, e il 4-3-3 della Juve Stabia è un tipo di modulo votato all’attacco, anche se nel secondo tempo di Vibo il tecnico ha utilizzato il 3-5-2 proprio per dare maggiore dinamismo sulle fasce e maggior copertura a centrocampo.

Un tuo pensiero in merito alla campagna acquisti di gennaio, in particolare in merito all’approdo del duo Cutolo/Paponi:

Sono calciatori di un certo rilievo, se la società ha deciso di acquistare calciatori di un certo rilievo e perché sicuramente avrà voluto dare un segno di volerci credere alla città, alla stessa squadra e alle altre concorrenti. Segnale di poter competere fino alla fine per la vittoria del campionato. Si tratta di gente motivata che sicuramente ti dà qualcosa in più soprattutto quando poi il campionato si appresta a vivere le ultime partite, in questo caso sono necessari calciatori abituati a vincere. Questi sono calciatori che fanno la differenza soprattutto nelle partite importanti, semmai in altre partite poco si notano. Come si dice: “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a combattere”. Sono sicuro che proprio nelle partite più importanti loro risulteranno decisivi. Il curriculum dei calciatori dice questo, l’hanno sempre dimostrato e non vedo perché non possano ripetersi anche a Castellammare, in una piazza così calda che ti trascina e ti motiva a dare il massimo. Sicuramente sono convinto che daranno il loro contributo affinché la Juve Stabia possa raggiungere obiettivi importanti. Ovviamente tutto questo va unito al grande lavoro che sta facendo il mister e che sta facendo già la squadra prima del loro arrivo.

Reputi che gli scontri diretti saranno decisivi per il primo posto, oppure bisogna anche aspettarsi i così detti risultati a sorpresa, ad esempio il Foggia che andato a perdere a Taranto o lo stesso Matera che ha perso in casa contro la Virtus Francavilla?

Il Matera ha perso perché la Virtus Francavilla è una buona squadra, allenata da un tecnico competente. In diverse circostanze ho affrontato mister Calabro nell’ Eccellenza pugliese, lui è uno che fa giocare bene le sue squadre, e già a Gallipoli aveva dato il meglio di sé. Con questo voglio dire che il Francavilla non è di certo una squadretta, ed infatti il Matera ha perso meritatamente. A volte i nomi non fanno sicuramente il risultato, in realtà è la qualità di gioco che ti fa vincere le partite. Gli scontri diretti sono importanti anche se è determinante soprattutto la continuità di vittorie proprio perché negli scontri diretti in media in una classifica avulsa non sempre si riescono a vincere tutte le partite, si vanno ad equilibrare i risultati, e ed è importante constatare in che momento della stagione si raggiungono determinati risultati, che nella peggiore delle ipotesi ti possono mentalmente demoralizzare. Il segreto è avere una continuità di risultati, e di farsi trovare sempre pronti ad un eventuale passo falso degli avversari, come del resto è capitato alle altre squadre che hanno preceduto la stessa Juve Stabia, perchè in questo caso si può approfittare per poter risucchiare quei 4/6 punti in classifica che ti possono riportare in gioco.

In chiusura un tuo commento sul pubblico di Castellammare, tu che da calciatore hai potuto ammirare il calore dei tifosi ti hanno sempre amato e apprezzato, in particolare per le tue rovesciate. A Vibo a fine partita la squadra, che ha sofferto ma che è riuscita comunque a vincere per 1-0 portando a casa punti fondamentali, è stata allontanata dal pubblico di fede gialloblè. Secondo te è una decisione che accetti e condividi oppure in questo caso sono stati troppo severi?

Posso solo difendere la gente di Castellammare, dispiace ma in questo caso non posso essere ruffiano, il troppo amore a volte ti porta a fare anche dei gesti estremi in maniera tale da far capire alla squadra che non basta questa vittoria per dimenticare le ultime prestazioni. Sono sicuro che se sabato la squadra ritornerà a vincere anche in casa, avrà nuovamente gli applausi che non ha avuto domenica scorsa perché la gente ama la squadra. Un po’ come una fidanzata tradita che in quel momento ti volta le spalle. Ma nel momento in cui la squadra dimostrerà che lotta ancora per l’obiettivo, il pubblico capirà, in quanto sa apprezzare, ne sono convinto perché l’ho vissuto sulla mia pelle e così sarà sicuramente. Già il fatto che sono andati a Vibo hanno dimostrato interesse verso la squadra, evidentemente non volevano il “contentino” ma qualcosa in più perché la Juve Stabia ha nelle sue capacità di poterlo fare, adesso è una squadra competitiva con un bravissimo allenatore, le componenti ci sono tutte. Adesso non servono alibi, non vedo perché non si possono raggiungere determinati obiettivi, adesso bisogna solo lottare, sacrificarsi e metterci qualcosa in più che forse in queste 5 partite è un po’ mancato.

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Omicidio di Sarah Scazzi: ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano.

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Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione confermando la sentenza di primo e secondo grado per la morte di Sarah Scazzi ad Avetrana il 26 agosto 2010.

La I sezione penale della Cassazione ha anche confermato la condanna a quattro anni per Michele Misseri per la soppressione del cadavere di Sarah Scazzi, morta ad Avetrana il 26 agosto 2010. La Corte ha poi ritoccato al ribasso di un anno la pena per il fratello di Michele, Carmine Misseri, riducendola a quattro anni e 11 mesi.

Cosima e Sabrina “sono due sventurate, combatteremo fino alla fine perché è una battaglia per la giustizia: è un enorme errore giudiziario“. Lo ha detto Roberto Borgogno, difensore di Cosima Serrano, condannata all’ergastolo assieme alla figlia Sabrina dalla Cassazione. “Rimaniamo convinti – ha detto Borgogno – che c’è un colpevole, Michele Misseri, e due innocenti che stanno scontando la pena al suo posto”.

Sarah ha ricevuto giustizia“. Questa la reazione del fratello della giovane vittima, Claudio Scazzi, alla sentenza di ergastolo per la zia e la cugina che ha definito “equilibrata, giunta dopo un lavoro durato tanti anni, di persone fortemente motivate. Il paese deve ringraziare chi ha lavorato a questo caso. In Italia la giustizia c’é”. “Mamma é giù, é stata informata, condivide questo pensiero, anche lei si é sempre affidata alla Procura”, ha concluso.

Ieri il sostituto pg Fulvio Baldi poco prima aveva sostenuto la colpevolezza delle due imputate al di là di ogni ragionevole dubbio. “Sono convinto della ricostruzione colpevolista della sentenza d’appello”, basata su elementi certi; i giudici tarantini, ha detto il rappresentante dell’accusa, “hanno fatto a meno” delle dichiarazioni e dei ripensamenti del contadino di Avetrana. “Sabrina – è la ricostruzione del movente secondo il magistrato – era in uno stato di agitazione e nervosa frustrazione, accusava Sarah di aver contribuito alla fine della storia con Ivano Russo, di aver rivelato dettagli della sua condotta sessuale gettando discredito su di lei e sulla sua famiglia. La madre solidarizza, con un atteggiamento da ‘madre del Sud’. Ne nasce una discussione in cui Sarah risponde da 15enne, scappa via, ma riescono a raggiungerla per darle la lezione che merita, una lezione evidentemente assassina. Poi danno ordine a Michele Misseri di disfarsi del corpo”.

ansa/Sarah Scazzi: Cassazione conferma ergastolo per Cosima e Sabrina e 4 anni a Michele